giovedì
01 Ottobre 2026
spiagge

Concessioni balneari, la bozza del bando-tipo: gare entro giugno e indennizzi agli uscenti

Durata da 5 a 20 anni. La Regione Emilia-Romagna chiede modifiche. Le critiche del Movimento 5 Stelle

Condividi

La partita delle concessioni balneari entra nella fase decisiva, con anche i Comuni di Ravenna e Cervia chiamati nei prossimi mesi a predisporre le procedure per l’affidamento delle “concessioni demaniali marittime a finalità turistico-ricreativa”. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato la nuova versione della bozza di bando-tipo nazionale, destinata a fornire ai Comuni una cornice comune per le future gare. Il testo non è ancora definitivo e dovrà essere esaminato nel confronto con Regioni ed enti locali prima del passaggio in Conferenza unificata, ma contiene già indicazioni molto concrete su tempi, durata delle concessioni, criteri di aggiudicazione, indennizzi e limiti alla concentrazione delle concessioni.

La scadenza
Il calendario è uno dei punti più chiari. Le procedure dovranno essere avviate con la pubblicazione del bando almeno sei mesi prima della scadenza delle concessioni e comunque entro il 30 giugno 2027. Le concessioni attualmente in essere continueranno a produrre effetti fino all’effettivo subentro del nuovo concessionario, così da garantire la continuità dei servizi durante la fase delle gare. La scadenza prevista per le concessioni attuali è il 30 settembre 2027.

Le nuove concessioni potranno avere una durata compresa tra un minimo di 5 e un massimo di 20 anni. La durata dovrà essere collegata, tra gli altri elementi, agli investimenti previsti e ai tempi necessari per il loro ammortamento.

Come si sceglierà il nuovo concessionario

L’aggiudicazione dovrà avvenire sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata attraverso il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Il peso della componente economica non potrà comunque superare il 10 per cento del punteggio massimo attribuito all’offerta tecnica.
Tra gli elementi che potranno essere valorizzati ci sono la qualità dei servizi, la stabilità occupazionale, la destagionalizzazione e criteri premiali a favore delle piccole e medie imprese. La bozza prevede inoltre requisiti relativi alla solidità finanziaria e all’esperienza degli operatori.

Gli indennizzi agli uscenti

È probabilmente uno dei passaggi più delicati per chi oggi gestisce uno stabilimento. La bozza stabilisce che il concessionario subentrante dovrà corrispondere un indennizzo a quello uscente. La somma dovrà comprendere il valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, compresi quelli realizzati in conseguenza di eventi calamitosi, e una componente destinata a garantire un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. Il valore dovrà essere determinato attraverso una perizia predisposta dall’ente concedente prima della pubblicazione del bando.
L’indennizzo sarà quindi a carico di chi subentra e dovrà essere versato in due momenti: almeno il 20 per cento al momento dell’aggiudicazione e il saldo entro sei mesi.

I limiti alla concentrazione

La bozza introduce anche un meccanismo per evitare che un singolo operatore possa aggiudicarsi un numero eccessivo di concessioni. Gli enti concedenti dovranno prevedere un numero massimo di lotti ai quali uno stesso concorrente può partecipare o che può aggiudicarsi. L’obiettivo dichiarato è favorire la partecipazione e la concorrenza.

È proprio su questo punto, però, che arriva una delle critiche del Movimento 5 Stelle. Il senatore romagnolo Marco Croatti contesta il fatto che le soglie di partecipazione e aggiudicazione siano lasciate alla definizione degli enti concedenti e chiede invece limiti vincolanti anche a livello sovracomunale o regionale, oltre a controlli sui collegamenti societari. Secondo Croatti, un altro elemento controverso riguarda il peso che nella valutazione potrebbe avere la posizione del concessionario uscente. Nella sua lettura della bozza, fino a un quarto del punteggio potrebbe essere collegato a elementi riferiti agli operatori già presenti, come l’esperienza pregressa, le strutture ricettive confinanti già concessionarie e gli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. Considerando questi ultimi, sostiene il senatore, il vantaggio potrebbe arrivare fino a un terzo del punteggio.
Croatti contesta inoltre il carattere non vincolante di alcuni elementi legati all’interesse pubblico: dall’accesso non discriminatorio alle spiagge all’equilibrio tra spiagge libere e in concessione, fino alle eventuali misure a favore delle spiagge libere confinanti. Il M5S chiede che queste garanzie siano trasformate in obblighi minimi uniformi.

La posizione della Regione

Anche la Regione Emilia-Romagna, pur riconoscendo alcuni elementi positivi della bozza, chiede ancora modifiche. L’assessora regionale al Turismo Roberta Frisoni sottolinea innanzitutto l’importanza della continuità del servizio durante la fase di transizione. La Regione contesta però l’idea di attribuire punteggi sulla base dell’aumento del canone. Per Frisoni la competizione dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla qualità dei progetti, dei servizi e degli investimenti. E chiede che, accanto a una cornice nazionale omogenea, resti ai Comuni la necessaria flessibilità per adattare i bandi alle caratteristiche dei diversi territori. La Regione considera poi fondamentale il decreto sugli indennizzi e le relative linee guida per la loro quantificazione. Già nei giorni scorsi Frisoni aveva sostenuto che bando-tipo, decreto sugli indennizzi e linee guida dovessero formare un unico pacchetto di strumenti, evitando che siano Regioni e soprattutto Comuni a dover colmare le lacune attraverso interpretazioni differenti.

 

Condividi

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi