«Piena tutela dell’occupazione, stipendi e casse edili pagati nei tempi contrattuali, cantieri sbloccati entro gennaio» questi gli impegni che Cmc Ravenna ha ribadito alle delegazioni sindacali nel corso dell’incontro di oggi (3 novembre).
Nelle scorse settimane, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil avevano mostrato forti preoccupazioni per la situazione di crisi aziendale, denunciando stalli nei cantieri e stipendi in ritardo per i lavoratori, oltre che una scarsa disponibilità al dialogo da parte dei vertici della Spa (qui l’approfondimento di Andrea Alberizia, dal primo piano dell’uscita di giovedì 29 novembre del nostro settimanale).
Oggi l’azienda mette in campo un percorso di efficientamento degli appalti dei due rami, Cmc Coop e Manelli. La ripartenza delle commesse seguirà un ordine di priorità definito su basi tecniche e finanziarie: «Abbiamo assunto la responsabilità di Cmc Coop e Manelli ben consci delle gravi criticità strutturali in atto – sottolinea il Presidente Antonio Politano – È una sfida industriale complessa, che abbiamo scelto di affrontare con la convinzione di poter mettere in sicurezza non solo i bilanci, ma soprattutto i lavoratori e un patrimonio di competenze fondamentale per il Paese».
Attualmente il gruppo sta gestendo il subentro in 65 cantieri per un valore complessivo di circa 6 miliardi di euro, districando una fitta rete di pendenze pregresse e garanzie bancarie con molteplici committenti pubblici.
Particolarmente incisivo risulta il percorso di salvataggio di Manelli: l’azienda spiega che l’esposizione debitoria iniziale è stata in larga parte abbattuta da Cmc, mentre per la quota residua è in corso l’iter di concordato, già coperto da fideiussione. L’obiettivo dichiarato dell’azienda è quello di accompagnare il processo fino alla definitiva integrazione della società nel proprio perimetro.
«L’intero percorso di stabilizzazione è stato condotto fino a oggi senza ricorrere a licenziamenti, cassa integrazione o aiuti pubblici – conclude il Presidente Politano -, A supportare la ripartenza contribuisce anche il recente accordo con un fondo finanziato di primo piano, che ha permesso di rendere liquide le riserve maturate negli anni, rafforzando la solidità finanziaria necessaria per riattivare tutti i cantieri. Comprendiamo le preoccupazioni dei lavoratori in questa delicata fase di transizione. Proprio per questo abbiamo voluto un confronto diretto sindacati e occupati. Crediamo nella massima trasparenza e responsabilità condivisa».


