giovedì
05 Novembre 2026
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La nuova Cmc Spa e l’Amministratore delegato presidente del Prato del calcio

Il 58enne Antonio Politano, cresciuto a Catanzaro, figlio di un deputato Pci, con la società Alpha Gc ha presentato l’unica offerta in tribunale per comprare i “resti” della coop

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La Cooperativa muratori cementisti di Ravenna, meglio nota come Cmc, è esistita per 124 anni. Nel 1901 a Ravenna 35 muratori costituirono la “Società anonima cooperativa fra gli operai, muratori e manuali del Comune di Ravenna”. Nel 1909 la società si fuse con quella dei Cementisti. Dal 2025 la cooperativa è in liquidazione e non svolge più alcuna attività se non, appunto, la liquidazione degli attivi residui.

È l’epilogo poco glorioso di una crisi emersa esplicitamente nel 2018 con la richiesta di concordato preventivo per fronteggiare 1,8 miliardi di euro di debiti. A quel tempo l’azienda contava circa settemila dipendenti nel mondo (di cui 340 soci) e 4,6 miliardi di euro (record storico) di commesse in portafoglio. A luglio 2024 si arrivò a tanto così dal crac definitivo: la procura della Repubblica di Ravenna chiese il fallimento per non aver rispettato la totalità dei punti previsti dal concordato. In particolare il mancato pagamento di creditori (tra cui i dipendenti) e fornitori strategici.

A giugno 2025, attraverso una procedura competitiva al tribunale di Bologna, il ramo d’azienda operativo più rilevante della cooperativa – comprensivo di marchio, principali commesse, infrastrutture, contratti e circa seicento dipendenti – è stato aggiudicato per 17,5 milioni di euro alla società Alpha General Contractor con sede legale a Milano e operativa a Firenze, controllata dalla holding Finres. È nata in quel momento Cmc Ravenna, una società per azioni distinta dalla cooperativa in liquidazione.

Il prezzo di partenza (17 milioni) venne fissato a partire da un’offerta vincolante presentata nelle settimane precedenti da Finmar Holding Due Spa, finanziaria del gruppo Todini Costruzioni Generali di Roma, azienda specializzata nella realizzazione di grandi progetti di ingegneria civile quali strade, ferrovie, aeroporti, gallerie, ponti, lavori idraulici, opere e fabbricati. Ma in tribunale arrivò solo l’offerta di Alpha, azienda nota per lo più per l’edilizia privata.

La nuova Cmc Ravenna Spa ha potuto riprendere le commesse più rilevanti e riassorbire i lavoratori del ramo ceduto, quasi 500. A dicembre 2025 Cmc Ravenna ha firmato un contratto di affitto di azienda per inglobare la Manelli di Monopoli (Bari) con le commesse, i cantieri e 684 lavoratori. Il contratto di affitto durerà al massimo sei anni.

Attualmente Cmc Ravenna conta circa 1.200 dipendenti in Italia, di cui una sessantina (di cui una ventina operai e il resto impiegati) nella sede amministrativa di Mezzano, nell’immobile che ospitava la Tozzi Sud e affittato per dodici anni.

La Finres che controlla Alpha è una società holding italiana fondata a Firenze che opera nel settore delle partecipazioni finanziarie, della gestione immobiliare, dei servizi amministrativi e in vari rami industriali e sportivi. Il suo amministratore unico è Antonio Politano che è anche amministratore delegato di Cmc Ravenna.

Politano

Avvocato e consulente, 58 anni, Politano vive da tempo in Toscana, a Prato, ma è nato e cresciuto a Catanzaro, figlio di Franco Politano, storico esponente del Partito comunista italiano fin dal 1960, eletto deputato nel 1979 per la circoscrizione Calabria e, dal 1987 al 1990, vicepresidente della Regione Calabria.

Oltre al cemento, le ambizioni di Politano guardano anche al pallone. Nella stessa estate 2025 in cui diventava il boss della nuova Cmc, la sua Finres acquisì tutte le quote dell’Ac Prato, storico club di calcio reduce da anni difficili sotto il profilo finanziario e ora in serie D con dichiarata ambizioni di promozione in C (dopo 10 giornate è imbattuto al comando del girone E).

A Prato (200mila abitanti, seconda città della Toscana dopo Firenze) la Cmc ha l’incarico per l’ammodernamento di via Leonardo da Vinci (per un valore complessivo di oltre 47 milioni di euro) come effetto dell’acquisizione della Manelli che era risultata vincitrice del bando di Anas.
Ma da Prato, e in particolare dal mondo calcistico biancazzurro, arrivano altre vicende che di recente hanno portato il nome di Politano sulle cronache non solo locali. Quando Finres acquisì la società sportiva, alla presidenza del club andò la 33enne Asmaa Gacem, moglie di Politano e all’epoca amministratrice unica della Alpha che aveva appena acquisito il ramo della Cmc. Origini marocchine, Gacem conobbe Politano in un viaggio di lavoro quando aveva 19 anni, studiava ed era team manager in un’azienda di comunicazione. Nel 2014 lasciò Marrakech per l’Italia e ora parla cinque lingue: arabo, italiano, inglese, francese e spagnolo.
A marzo 2026 una nota stringata di Finres annunciava l’estromissione di Gacem da ogni incarico, compresa la presidenza del Prato passata a Politano. Un passaggio tutt’altro che sereno. La causa scatenante sarebbero stati le differenti visioni sul tipo di rapporti da tessere con le istituzioni locali e non solo nell’ambito del progetto di ristrutturazione e ampliamento del Lungobisenzio, lo stadio di Prato. Gacem definì la sua estromissione «un’iniziativa illegittima» e si disse pronta a rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Politano racconta la sua quotidianità di imprenditore e manager di calcio anche sui social network. Il suo profilo Instagram è @politano8409 e le ultime foto postate mostrano la sua presenza in Sud Africa e il suo attaccamento alla squadra di calcio di Prato. Nel racconto social non mancano le iniziative anche a scopo benefico e serate di lusso. È del 7 agosto un video in cui Politano arriva al Twiga a bordo di una Lamborghini: abbracci, sorrisi e selfie. Il noto locale notturno in Sardegna è una frequentazione abituale di Politano, almeno a giudicare dagli altri post pubblicati. E anche le auto di lusso non sono una rarità. Il post più vecchio che si trova sul profilo è di un anno fa. Il 28 settembre 2025 Politano scriveva: «Con grande soddisfazione, abbiamo consegnato 7 Porsche ai nostri manager di Cmc Ravenna Spa». Lamborghini e Porsche lasciano un po’ di amaro in bocca a diversi lavoratori che ora fanno i conti con i ritardi dei pagamenti o le difficoltà di alcuni cantieri. Le due circostanze non necessariamente possono avere un collegamento, ma a volte è questione di immagine: vallo a dire a chi teme per il suo stipendio che il Porsche del manager è una necessità…

A questo link la recente replica di Politano alle paure dei sindacati su stipendi e cantieri.

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