domenica
04 Ottobre 2026
Dibattito

Immobiliare: Sunia critica il ricorso agli affitti brevi, Asppi parla di mancate tutele per i proprietari

Botta e risposta fra sindacato degli inquilini e l'associazione degli piccoli proprietari

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La redditività degli affitti brevi in ambito turistico molto più elevata rispetto ai contratti residenziali a lungo termine sta devastando il mercato ravennate delle locazioni. L’allarme arriva dalla sezione provinciale del Sunia, il sindacato unitario nazionale degli inquilini e degli assegnatari affiliato alla Cgil.

È il presidente Alberto Mazzoni, dalle pagine del quotidiano Il Resto del Carlino, a descrivere come si sta modificando il mercato: «Nel passaggio degli immobili da genitori a figli passiamo da padri che preferivano la stabilità, la certezza e l’affidabilità delle persone che gestivano la casa correttamente nel tempo, a figli che hanno in mente la redditività e sistemano un appartamento per poi inserirlo nel mercato degli affitti brevi per fare introiti». Mazzoni descrive una situazione in cui «gente che paga l’affitto da 20 o 30 anni viene mandata via con un preavviso di 6 mesi. Ci sono stati anche dei 70-80enni che sono venuti da noi piangendo perché non sapevano dove andare».

Le parole di Mazzoni hanno suscitato la reazione di Asppi, l’associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari: «Siamo perplessi non tanto per l’analisi decisamente forzata ed allarmistica sulla situazione abitativa del nostro territorio, quanto nell’incolpare la piccola proprietà immobiliare di questa situazione, cioè persone, soprattutto anziani che possiedono, oltre al loro, uno o due appartamenti da mettere a rendita e sui cui proventi costruiscono il loro reddito, decisamente non milionario».

Il Carlino riporta un dato reso noto dallo stesso Mazzoni: a febbraio 2026 in tribunale a Ravenna erano pendenti 470 procedure di sfratto, un terzo di queste vedevano protagoniste persone che pagavano regolarmente l’affitto, una parte di queste situazioni riguardava proprietari in difficoltà che si trovavano a dover vendere gli appartamenti ma le altre erano trasformazioni in affitti brevi. «Il risultato è che su dieci persone che cercano solo tre trovano un appartamento in affitto. Così lievitano i prezzi di canoni e case, la situazione è pesante».

Eppure secondo Mazzoni c’è almeno un quarto delle abitazioni costruite che resta sfitto in provincia di Ravena: «Decine di migliaia di appartamenti vuoti. Negli ultimi cinque anni ci sono stati mille contratti stabili non fatti a causa di quelli brevi e di quelli transitori. A Ravenna ci sono 1.600 persone in attesa di una casa popolare ma le assegnazioni sono una cinquantina l’anno». Sulla grande quota di sfitto concorda anche Asppi.

L’associazione dei proprietari propone, insieme a Regione e Comunità europea, di penalizzare gli affitti brevi e gli affitti a studenti dove spesso il proprietario si rifugia per avere la certezza del reddito. «Oggi i piccoli proprietari percepiscono che contro la loro casa ci sono molti attori che remano contro: Governo, Regione, associazioni di inquilini, spesso con provvedimenti capestro che costringono a non affittare o a vendere l’alloggio. Oggi non si vedono iniziative tese ad assicurare che l’affitto sarà pagato o comunque ci sarà qualcuno che pagherà, perché a nessuno piace sfrattare. Ravenna è una città turistica ed universitaria, tant’è che anche la Curia si impegna ad investire in questi settori altro che affitto a famiglie bisognose, Mazzoni non lo dice, ma è così».

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