martedì
26 Maggio 2026
Incontri

Silvia Camporesi per la presentazione del suo ultimo volume, “Una foto è una foto è una foto”

26 maggio 2026 | 16:30
Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna - Via di Roma 13, Ravenna

Nel corso della sua storia, la fotografia ha attraversato diverse rivoluzioni, ma oggi ci troviamo immersi in un’epoca caratterizzata da una pervasività delle immagini senza precedenti, dove il confine tra realtà e rappresentazione sembra farsi sempre più sottile

Descrizione fornita dagli organizzatori

Il 26 maggio 2026 alle ore 16:30, il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna ospiterà la fotografa e filosofa Silvia Camporesi per la presentazione del suo ultimo volume, “Una foto è una foto è una foto“, edito da Einaudi. L’evento, organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna nell’ambito del progetto “Interscape” e del ciclo di workshop Interscape, propone una riflessione profonda e necessaria sulle trasformazioni radicali che hanno segnato il linguaggio fotografico. Nel corso della sua storia, la fotografia ha attraversato diverse rivoluzioni, ma oggi ci troviamo immersi in un’epoca caratterizzata da una pervasività delle immagini senza precedenti, dove il confine tra realtà e rappresentazione sembra farsi sempre più sottile. La tesi centrale dell’autrice suggerisce che in questo scenario contemporaneo si sia giunti a una paradossale saturazione: oggi esistono più immagini che cose e più schermi che sguardi, un ubiquità che ha trasformato la fotografia da oggetto di culto a flusso incessante. In questa vertigine digitale, la fotografia non è affatto morta, ma ha scelto una strategia di sopravvivenza peculiare, dissolvendosi nei suoi infiniti travestimenti e mimetizzandosi nelle pieghe della nostra quotidianità. Attraverso un racconto che intreccia mito, letteratura, aneddoti storici e riflessioni personali, Silvia Camporesi esplora la complessità di uno statuto dell’immagine che ha democratizzato lo sguardo, ma che rischia di smarrire la capacità di generare stupore. L’incontro al MAR analizza proprio questa tensione, invitando il pubblico a interrogarsi su come recuperare la meraviglia dell’atto fotografico e la distinzione tra la verità del documento e l’emozione della visione artistica. Un appuntamento imperdibile per comprendere le maglie sfuggenti della cultura visuale contemporanea e il destino di un’arte che continua a cambiare pelle per restare viva.

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