Sinossi
È il 391 su un’isola che non conosce il resto del mondo o l’idea di Dio, e da cui l’unità governativa che fa capo alla misteriosa figura del Gestore è riuscita a estirpare, grazie a un’operazione di divinizzazione della città, i concetti di violenza, lutto, sofferenza. Tutto, dunque, è apparentemente perfetto, ma in seno a quest’utopia si cela anche il suo esatto ribaltamento. E se la città non fosse poi perfetta come sembra? Se i lutti e le assenze negati covassero sotto la perfetta quiete apparente?
In questo gioco dei contrari il narratore e protagonista Abel si ritroverà a ricoprire ruoli diversi – prima (s)oggetto di cura, poi demolitore di relitti del primo urbanesimo, infine scultore per conto della Gestione dell’isola – muovendosi su tre piani temporali ben distinti (incluso quello di un anno zero ormai trasformato in mito) alla ricerca di una soluzione all’assillo della scomparsa di alcune delle figure cruciali della sua vita, e del dolore inconfessabile che ne consegue.
In questa ricerca, sarà forse costretto ad allontanarsi dalla filosofia e dai codici che vigono sull’isola tornando così a frequentare concetti – negativi? – che sembravano dimenticati da secoli.
Bio
Fabrizio Schepisi (1986) è nato a Reggio Calabria, vive a Milano, frequenta assiduamente Ravenna. Insegna inglese, legge incessantemente, scrive, dorme poco la notte. Si è laureato in filologia germanica con una tesi sui testi bilingui altomedievali usati per insegnare il latino ai monaci anglosassoni. Le Forme è il suo romanzo d’esordio.











