giovedì
21 Maggio 2026
l'analisi

Nel 2025 il record di turisti, ma “l’isolata” Ravenna è ancora lontana dalle altre città d’arte italiane

Senza considerare i lidi, il capoluogo bizantino ha superato per la prima volta soglia 300mila arrivi ma resta distante da realtà paragonabili come Bergamo, Parma, Siena o Perugia

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A Ravenna la città d’arte ha vissuto un vero e proprio boom turistico negli ultimi anni. È iniziato con il riconoscimento Unesco dei suoi otto monumenti nel 1996 e culminato nel 2025, anno in cui per la prima volta è stata superata la soglia dei 300mila “arrivi”, ossia il numero di turisti che hanno trascorso almeno una notte nelle strutture ricettive, mai così vicini a quelli dei lidi ravennati (che nel 2025 sono stati 371mila circa), con lo scarto che si allarga enormemente invece se si considerano le “presenze”, ossia i pernottamenti (635mila le notti trascorse in città contro le quasi 2,5 milioni dei lidi).

Il comune di Ravenna (quasi 160mila abitanti, di cui circa 60mila tra mare e frazioni), infatti, è tra quelli in Italia che possono contare anche sul turismo balneare e quindi anche le statistiche ufficiali del turismo, come anticipato, differenziano i dati dei nove lidi (influenzati soprattutto dai numeri dei campeggi) da quelli della “città”, che comprendono ovviamente il centro storico ma anche la periferia e il forese. Partiamo dunque da questi per fare qualche paragone con le principali città d’arte italiane e arrivare alla conclusione che Ravenna, a causa probabilmente del suo noto isolamento (a partire dal trasporto ferroviario), è sicuramente ancora molto sottovalutata dal turismo culturale, con città del tutto simili, se non più piccole, che si avvicinano o superano agevolmente il milione di pernottamenti in un anno.

Tolte le mete prettamente balneari (come Rimini), di turismo lacustre (il Garda e Como) e le prime dieci città turistiche d’Italia, imparagonabili anche come dimensioni (la classifica degli arrivi 2025 vede Roma davanti a Milano, Venezia, Firenze, Bologna, Verona, Napoli, Torino, Genova e Palermo), Ravenna per numero di turisti è molto distante anche da realtà più ridotte e in linea con la sua dimensione di città media. A partire da Pisa naturalmente – dove la Torre e l’effetto Toscana fanno la differenza – che a fronte di 90mila abitanti accoglie un milione di turisti all’anno (con il doppio in media di pernottamenti). Più grande di Ravenna è Padova che è però anche tra le prime città turistiche d’Italia con numeri simili a quelli di Pisa. Scendendo in questa speciale classifica, senza considerare Bari – più grande e con il turismo molto influenzato da quello balneare – da segnalare il caso della piccola Assisi, che l’anno scorso ha superato per la prima volta 1,7 milioni di presenze (destinate di certo ad aumentare quest’anno, per le celebrazioni francescane) e le 2 milioni di presenze registrate anche da Trieste (200mila residenti). Una città paragonabile a Ravenna è sicuramente Bergamo, che però l’anno scorso ha registrato quasi il doppio degli arrivi della città bizantina e addirittura 1,1 milioni di pernottamenti. Fa ancora meglio la più piccola Siena, così come restano su livelli sopra Ravenna altre città d’arte come Trento (considerando appunto solo la città e non le località sciistiche), con 410mila e per la prima volta oltre 1 milione di presenze nel 2025, e, allo stesso modo, Bolzano. Si avvicinano al milione di presenze anche Perugia (con quasi 500mila arrivi) e prestigiose mete del Sud Italia (senza considerare le località marittime) Catania, Siracusa e Lecce. Sugli stessi livelli di Ravenna si trovano invece Lucca e Matera (che registra molti più arrivi ma meno pernottamenti).

Dando un’occhiata invece all’Emilia-Romagna – tolte, come detto, le 7 milioni di presenze di Rimini, condizionate dal mare – Ravenna fa peggio sia di Parma (490mila arrivi e 952mila presenze) che di Modena (403mila arrivi e 807mila pernottamenti), confermandosi la quarta città d’arte emiliano-romagnola per turisti (dopo anche Bologna, come detto, nella top ten italiana), davanti a Ferrara (278mila arrivi e 548mila presenze). Molto più staccate, come prevedibile, le vicine Forlì (110mila turisti e 288mila presenze) e Cesena (90mila turisti e 193mila pernottamenti).

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