Americano, Old Fashioned e Cuba Libre non sbagliano mai

Cominciamo a scoprire qualche drink scuro, dalla storia più che centenaria

Americano Cocktail

L’Americano

Nei mesi scorsi abbiamo dato un’occhiata a nove cocktail a base alcolica “bianca” o trasparente, ci siamo capiti, ora è il momento di esplorare altrettanti drink a base scura, partendo da Americano, Old Fashioned e Cuba Libre.

Iniziamo col “nostro” Americano. L’impatto di James Bond sulla cultura del bere va sempre tenuto presente, dal suo Martini (agitato, non mescolato) al Vesper. Ma l’Americano è il primo drink ordinato da Bond in Casino Royale, il libro del 1953 di Ian Fleming che ha dato il via alla serie, e il cocktail fa nuovamente la sua comparsa nei romanzi successivi. L’uomo dunque aveva intuito qualcosa, ma il cocktail precede Bond di quasi un secolo. L’Americano fu servito infatti per la prima volta nel 1860 nel bar di Gaspare Campari a Milano. Il drink, composto da Campari e vermouth dolce in parti uguali e condito con acqua frizzante, è una rivisitazione del Milano-Torino (la prima patria del Campari, l’altra del vermouth), che conteneva Campari e vermouth dolce, senza acqua, e si ritiene che il nome derivi dalla sua popolarità tra i turisti americani. È possibile che il nome sia stato apposto solo all’epoca del proibizionismo, quando gli americani si recavano in massa in Europa, assetati di buoni drink. Si pensa che l’Americano sia anche il precursore del Negroni (di cui si parlerà, sebbene sia a base di gin), inventato a Firenze dal conte Camillo Negroni all’inizio del XX secolo.

Come dico sempre, poiché il cocktail ha solo tre ingredienti, è importante che ogni componente sia della migliore qualità. Il Campari si prende cura di sé: è ottenuto da un’infusione brevettata di erbe e frutta nell’alcol, e conferisce a tutto ciò che tocca un’amara sfumatura rossa. Potete poi scegliere il vermouth dolce che preferite, ma è indispensabile che sia fresco: deve essere conservato in frigorifero e inizierà a cambiare sapore entro un mese dall’apertura della bottiglia. A questo punto non resta che l’acqua. Una buona soda o un’acqua minerale gassata con molto gusto taglierà l’amaro del Campari e il ricco vermouth, rendendo il drink rinfrescante e dissetante. Grazie alla sua bassa gradazione alcolica e alla predisposizione a una beva facile, l’Americano è un candidato privilegiato per un aperitivo pre-prandiale. È leggero ma saporito e, con il suo gusto agrodolce e frizzante, è facile capire perché i conti e le spie fossero fan di questo drink classico.

Comunque, ecco gli ingredienti e la preparazione: 30 ml di Campari, 30 ml di vermouth rosso, ghiaccio, seltz o soda, 1 fettina d’arancia per decorare. Riempiamo un tumbler basso di ghiaccio, poi versiamo il vermouth. Aggiungete il bitter Campari e la soda, fettina d’arancia, et voilà.

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Old Fashioned

L’Old Fashioned è probabilmente il cocktail a base di whisky più conosciuto al mondo. Essenzialmente si tratta di un bicchiere di bourbon leggermente addolcito con zucchero e modificato con un paio di spruzzi di amaro, è semplicissimo da preparare, ma all’interno di questo modello di base c’è un mondo di opinioni e sapori. L’Old Fashioned, così come lo conosciamo, deriva da un primo cocktail chiamato semplicemente Whiskey Cocktail, che si pensa sia stato reso popolare alla fine del ‘700, quando era di moda aggiungere qualche goccia di amaro a un bicchiere di whisky.

La creazione del cocktail va di pari passo con la proliferazione del whisky e degli amari commerciali, e nel corso del tempo si sono sviluppate diverse varianti del Whiskey Cocktail. Man mano che le varianti aumentavano, chi cercava la versione originale più spoglia iniziava a chiedere un “Old-Fashioned Whiskey Cocktail”. Ecco spiegato il nome (“old fashioned” lo si potrebbe tradurre “alla vecchia”). Il modello in tre parti dell’Old Fashioned – spirito, zucchero e amari – è quello che si ritrova oggi in innumerevoli cocktail, ma la chiave sta nel trovare il giusto equilibrio tra questa trinità di elementi, poiché non ci sono altri ingredienti che aiutino a mascherare i sapori o a creare un margine di manovra. Lo zucchero ammorbidisce il whisky, smorzando il calore del liquore e creando una sensazione in bocca più viscosa che permette agli elementi più sottili di emergere. Gli amari temperano la dolcezza dello zucchero e contribuiscono ad aggiungere una profondità di sapore che impedisce al drink di diventare stucchevole. Ciò che crea un Old Fashioned perfetto è l’armonia di questi tre elementi: ognuno dovrebbe accentuare gli aspetti degli altri senza dominarli o sovrastarli.

Ma qual è il miglior tipo di whisky per un Old Fashioned? In questo caso, secondo me, le preferenze personali in fatto di whisky sono più importanti di quanto scritto nei libri di ricette di cocktail, perchè il modello dell’Old Fashioned è semplice e abbastanza ampio da funzionare con quasi tutti i tipi. Detto questo, il bourbon (cioè un distillato di provenienza americana, ottenuto da una miscela costituita da mais per almeno il 51%) è spesso il whisky preferito per un Old Fashioned: il corpo relativamente pesante del bourbon crea una struttura nel cocktail e la sua naturale dolcezza aiuta a controbilanciare gli elementi più astringenti degli amari.

Ma veniamo a ingredienti e preparazione: 45 ml di bourbon, 2/3 gocce di Angostura, 1 zolletta di zucchero (o 2 cucchiaini di zucchero), acqua naturale o soda, ghiaccio, scorza di arancia, ciliegina al maraschino. Mettiamo all’interno del mixing glass la zolletta di zucchero e versiamoci sopra due gocce di angostura. Aggiungiamo una spruzzata di soda e mescoliamo finchè lo zucchero sia disciolto completamente. Poi ghiaccio, mescolatina, bourbon, ancora ghiaccio, filtrazione con lo strainer direttamente nel bicchiere (un tumbler basso). Guarnizioni, e fine.

899 Cuba Libre Cocktail Rum E Coca Cola Ricetta Cocktail Con Rum Cola E Lime

Cuba Libre

Chiudiamo con un cocktail semplicissimo ma buonissimo, il Cuba Libre, la cui ricetta chiede un rum bianco ma che io apprezzo molto di più con uno scuro. Cosa differenzia un Cuba Libre da un Coca e rum? In apparenza le due bevande sembrano intercambiabili, quindi perché preoccuparsi di dare al primo un nome speciale? E cosa può far sì che questo nome duri da più di 120 anni? Gli ingredienti di base del drink sono cola, rum leggero e una guarnizione di lime, ma diciamo che per chiamarlo Cuba Libre ciò che fa la differenza è il rum, che nel CL deve essere di alta qualità (tipo l’El Dorado, della Guyana), nonostante il nome Cuba Libre arrivi nel 1898, durante la guerra ispanico-americana, e sia inscindibile dal cubano Bacardi. Comunque, prepariamolo, questo Cuba Libre. Occorrono 45 ml di rum, 1 lime, Coca cola o altra cola, ghiaccio. In un tumbler alto versiamo il rum e aggiungiamo il ghiaccio. Versiamo la Coca fino a riempimento del bicchiere, facciamo ora uno squeeze & drop con uno spicchietto di lime, che corrisponde a un ottavo: spremiamo cioè il lime e lo lasciamo cadere nel bicchiere. Siamo pronti per l’estate.

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