giovedì
25 Giugno 2026

Tutti pazzi per Ballardini: il tecnico ravennate in semifinale di Coppa Italia

Dopo la clamorosa vittoria contro la Roma, ora con la sua Cremonese tenterà di riaprire il discorso salvezza

BALLARDINI
Foto Dolci/Kulta, tratta dal sito ufficiale della Cremonese

Già figura di culto per molti appassionati di un calcio lontano dai riflettori, Davide Ballardini, 59enne allenatore ravennate, in queste ore sui social sta diventando sempre più un idolo per tutti quelli che ancora subiscono il fascino dei Davide che riescono a sconfiggere i Golia.

Con la sua Cremonese, ultima in classifica in serie A, è riuscito infatti nell’impresa di raggiungere le semifinali di Coppa Italia, sconfiggendo prima il Napoli (poche ore dopo il suo arrivo a Cremona) e poi la Roma (ieri sera, 1 febbraio). Due vittorie clamorose ottenute oltretutto fuori casa, in due degli stadi più caldi e prestigiosi del calcio italiano.

«Abbiamo fatto una buona partita – ha commentato Ballardini ai microfoni di Mediaset -, poi contro una grande squadra come la Roma serve anche un pizzico di fortuna, ma noi ce la siamo meritata facendo una prestazione di livello».

Ora in semifinale affronterà la Fiorentina, in aprile. Nel frattempo Ballardini è atteso da un’impresa ancora più grande e complicata, quella di portare la Cremonese alla salvezza, che oggi dista ben 10 punti e che passa da una partita fondamentale, lo scontro diretto di sabato, 4 febbraio, in casa contro il Lecce (che ha 12 punti in più in classifica). «Per noi a questo punto della stagione sono tutte partite secche – ha commentato il tecnico ravennate -. Cercheremo di avere questo atteggiamento da squadra, altrimenti le difficoltà aumenteranno. Saranno tutte partite da dentro o fuori».

Licenziato tre volte: l’azienda condannata a pagare all’ex manager 50mila euro

Era stato accusato di essere ladro e hacker: secondo il giudice del lavoro erano ingiurie

Cfs Europe
Lo stabilimento di Cfs Europe

Il giudice del lavoro ha condannato la Cfs Europe, importante azienda del petrolchimico ravennate, a pagare 60mila euro (50mila euro di danni morali e 10mila di spese legali) a un ex dipendente per «licenziamento ingiurioso».

L’uomo, un 55enne ex manager informatico dell’azienda, ne aveva chiesti 150mila.

La notizia, con ulteriori dettagli, è riportata su entrambi i quotidiani locali in edicola oggi, giovedì 2 febbraio.

I fatti risalgono al 2018, quando nell’arco di quattro mesi il dipendente era stato raggiunto da tre lettere di licenziamento, tutte annullate dal giudice del lavoro. L’uomo aveva comunque poi deciso di non approfittare del reintegro e non tornare a lavorare per l’azienda, che poi ha deciso di querelare.

Il giudice ora ha ritenuto i tentativi di licenziamenti appunto ingiuriosi, in quanto l’uomo era stato accusato di essere un ladro, un distrattore e un hacker, senza riuscire a provarlo concretamente. A pesare è stato poi anche il fatto che le accuse siano circolate rapidamente tra i lavoratori del polo chimico, compromettendo la reputazione dell’ex manager.

A Savio sorgerà un parco fotovoltaico di 24mila mq di proprietà pubblica

Progetto di Ravenna Holding, società controllata dal Comune. La presidente Roncuzzi: «Abbiamo fatto questa scelta invece di farne un’area produttiva con capannoni»

Pexels Kelly Lacy 4320473A nord di Savio sorgerà un parco fotovoltaico di potenza nominale minima di circa un megawatt. Il progetto è di Ravenna Holding, società controllata al 77 percento dal Comune di Ravenna, che è proprietaria dell’area utilizzata adiacente alla zona produttiva esistente, delimitata a est dalla linea ferroviaria Ravenna-Rimini e a ovest dalla via Romea sud. La superficie complessiva disponibile per la realizzazione dell’impianto è circa 24mila metri quadri, mentre la restante parte del comparto (di dimensione totale di oltre 47mila mqi) è dedicata a opere complementari. L’infrastrutturazione connessa alla realizzazione dell’intervento sarà minima e solamente legata alla realizzazione della strada di accesso, di un parcheggio ad uso pubblico e di aree verdi pubbliche.

Il Piano urbanistico attuativo di Ravenna Holding è stato approvato dalla giunta comunale nella seduta di ieri, 31 gennaio, dopo un percorso di analisi e approfondimento che ha visto l’espressione dei pareri e di alcune prescrizioni da parte di tutti i soggetti competenti e la pubblicazione del piano per la presentazione di eventuali osservazioni, nonché il parere favorevole del consiglio territoriale. Ora si aprirà la fase di redazione del progetto vero e proprio e quindi della sua attuazione.

«La necessità di nuovi investimenti legati alle fonti energetiche alternative orientate alla transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili è sempre più impellente – dice Mara Roncuzzi, presidente di Ravenna Holding – e per questo abbiamo valutato di sfruttare questo terreno per lo sviluppo di un parco fotovoltaico, invece di farne un’area produttiva con capannoni, come pure sarebbe stato possibile. Non è l’unico intervento di questo tipo sul quale la Holding sta lavorando, anzi è inserito in una strategia di più ampio respiro volta al potenziamento delle fonti rinnovabili».

Nel 2022 il totale delle imprese in provincia è cresciuto di 104 attività

Nell’anno precedente erano state 102, ma quest’anno sono aumentate sia le nascite che le cessazioni. Ora in tutto sono 38.424

Consulenza ImpreseIl bilancio tra aperture e chiusure di imprese in provincia di Ravenna nel 2022 è in positivo: 104 attività in più tra gennaio e dicembre. A questo saldo corrisponde una crescita dello 0,27 percento, che rappresenta il dato migliore dell’ultimo decennio. Il contributo più rilevante al risultato annuale è venuto dal settore delle Costruzioni, cui si deve oltre il 90 percento del saldo provinciale. Queste le principali evidenze che emergono dai dati Movimprese, elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio. Dopo il brusco stop del 2020 (quando il saldo si fermò a -372 imprese) e il rimbalzo del 2021 (+102 unità), sembra essersi assorbito lo shock impresso dalla pandemia sulla natalità e mortalità delle imprese ravennati.

Spostando l’attenzione dal saldo ai flussi che hanno determinato il saldo (aperture di nuove imprese e chiusure di imprese esistenti), il rientro delle “tensioni” sulla demografia d’impresa è avvenuto con un aumento delle nascite (incrementate del +5,9% rispetto al 2021) accompagnata da una crescita anche delle cessazioni (+6,1%). A fine dicembre 2022, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna raggiunge così le 38.424 unità.

Per le forme giuridiche, il maggior contributo all’andamento viene ancora una volta dalle società di capitali, con un tasso  in crescita e positivo pari a +3,7% rispetto al 2021 (con saldo netto fra iscrizioni e cancellazioni pari a + 314, in miglioramento rispetto al +248 dell’anno prima), migliore anche del risultato dell’anno pre-covid, quando la crescita fu pari a +2,2%. Stabile la categoria residuale delle altre forme, mentre diminuiscono le società di persona (-1,4%) e le imprese individuali in ragione d’anno (-0,5% ed avevano avuto un andamento di stabilità l’anno prima).

Le imprese giovanili aumentano la loro consistenza passando dalle 2.446 unità del 2021 alle attuali 2.483 (37 aziende giovanili in più, per quanto riguarda il confronto fra gli stock, a fronte del risultato registrato nell’anno precedente pari a +15). Anche per le imprese femminili, nel 2022, il saldo della movimentazione tra aperture e chiusure rimane positivo (+10); risulta però in rallentamento rispetto al dato del 2021 (quando era +33). Per le imprese straniere la differenza tra aperture e chiusure, sempre positiva (+251 unità), risulta più alta rispetto al dato del precedente anno (+202), con aumenti significativi sia tra le nuove iscrizioni (+32,5%) che per le chiusure volontarie (+40,3% rispetto a quelle del 2021).

Dalla Regione 2 milioni di euro per incentivare le Comunità energetiche rinnovabili

Bando aperto fino al 9 marzo, contributo massimo di 50mila euro a fondo perduto, domande solo online

Pexels Los Muertos Crew 8853511La Regione Emilia-Romagna apre un bando dal 9 febbraio al 9 marzo per sostenere la costituzione e la progettazione delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) attraverso la concessione di contributi economici a copertura dei costi per l’avvio. Le comunità energetiche sono gruppi di soggetti (persone fisiche, imprese, ma anche enti territoriali, o dell’associazionismo e via dicendo) che si uniscono per produrre, distribuire e scambiare energia proveniente da un impianto locale alimentato da fonti rinnovabili.

La recente legge regionale 5/2022 ha come obiettivo la promozione e il sostegno delle Cer degli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle politiche energetiche regionali, che in linea con quelle europee e nazionali, mirano alla decarbonizzazione e alla transizione energetica, puntando sull’aumento dell’efficientamento energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Per la costituzione delle Comunità energetiche rinnovabili la Regione mette a disposizione due milioni di euro di risorse europee del Fondo Fesr 2021-2027. Il contributo regionale è a fondo perduto fino all’80 percento delle spese sostenute per l’avvio e la costituzione delle Cer e per gli studi di fattibilità e potrà essere incrementato fino al 90 percento sulla base delle premialità previste. Il contributo massimo è pari a 50mila euro.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online dalle 10 delle 9 febbraio alle 13 del 9 marzo. Le proposte verranno valutate sulla base di criteri di valutazione e premialità e dovranno raggiungere un punteggio minimo (50 su 100) e quelle ritenute ammissibili verranno inserite in una graduatoria formulata in base all’ordine cronologico di arrivo. Dal momento dell’approvazione della graduatoria è previsto un termine massimo di 12 mesi per costituire la Comunità energetica rinnovabile, soggetto giuridico al quale potranno essere concesse le risorse.

A questo link è possibile leggere il bando integrale e avere maggiori informazioni su come presentare la domanda.

Per maggiori informazioni è possibile contattare lo Sportello imprese dal lunedì al venerdì 9.30-13; tel. 848.800.258 (chiamata a costo tariffa urbana, secondo il proprio piano tariffario) oppure infoporfesr@regione.emilia-romagna.it.

Vantavano un menù di Cannavacciuolo a sua insaputa: tre ristoratori processo

Lo chef tre stelle Michelin a Villa Crespi scoprì che i gestori di Saporetti a Marina di Ravenna stavano utilizzando il suo marchio senza autorizzazione

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Antonino Cannavacciuolo (foto dalla pagina Fb di Villa Crespi)

Il ristorante-pizzeria Saporetti a Marina di Ravenna vantava un menù in collaborazione con lo chef pluristellato Antonino Cannavacciuolo tra settembre 2018 e dicembre 2019 ma il 47enne giudice di Masterchef non ne sapeva nulla e non conosceva il locale ravennate. E così tre persone andranno a processo con l’accusa di avere indebitamente usato il marchio registrato del cuoco. Come si legge sulle pagine de Il Resto del Carlino, che riporta la notizia, il processo per concorso in contraffazione o uso di opere dell’ingegno o di prodotti industriali (articolo 473 del codice penale) partirà a fine febbraio in tribunale a Ravenna.

Imputati un 63enne di Lumezzane (Brescia) e due cubani, un uomo e una donna, di 32 e 50 anni residenti a Marina Romea. I tre, difesi dagli avvocati Marco Agosti, Chiara Belletti e Luigi Berardi, sono stati indicati come amministratori di diritto o di fatto della società bresciana legata alla gestione di Saporetti.

È stato lo stesso Cannavacciuolo a fare denuncia ai carabinieri di Orta San Giulio (Novara), dove si trova il tre stelle Villa Crespi gestito dallo chef originario di Vico Equense, a seguito di un avviso ricevuto via Facebook da una conoscente che gli segnalava un volantino pubblicitario per la riapertura del locale ravennate con menù di pesce e crudité curato da Cannavacciuolo. Era poi emerso anche un camion vela con la gigantografia dello chef accostato al nome del ristorante.

La 32enne cubana che ora è tra gli indagati è stata ascoltata dai carabinieri di Marina di Ravenna e si era difesa dicendo aveva ricevuto il menù da Cannavacciulo nel 2016 quando lei gestiva un ristorante a Suzzara (Mantova) che era stato protagonista del programma televisivo “Cucine da incubo”. La donna era convinta di poterlo utilizzare ancora.

Via libera al (primo) restauro della vasca del mausoleo di Teodorico

Il cantiere sarà visibile al pubblico, a partire da metà febbraio

Per Restauro VascaIl mese di febbraio si apre con una importante operazione al Mausoleo di Teodorico: il maestoso labrum in porfido d’Egitto, da secoli associato alla memoria del re goto, sta per essere sottoposto a un intervento di restauro. Si tratta del primo restauro a cui la vasca, realizzata in epoca imperiale, è sottoposta da quando nel 1913 fu trasportata presso il Mausoleo, luogo nel quale già si trovava almeno dall’alto medioevo.

«Sono emozionata – dice Sandra Manara, direttrice dei siti teodoriciani di Ravenna – perché il presunto sarcofago di Teodorico è un oggetto di grande valore simbolico, per questo il cantiere deve rimanere aperto alla città e al pubblico».

«Questo è un ulteriore momento di rilevanza per la conservazione e la conoscenza del patrimonio – sostiene Giorgio Cozzolino, direttore regionale musei Emilia-Romagna – Gli interventi di riqualificazione del Mausoleo sono iniziati da alcuni anni, con le opere di adeguamento della segnaletica e dei percorsi, con il progetto illuminotecnico e i nuovi impianti, ma il restauro sarà uno dei primi passi concreti verso il 2026, anno dedicato alle celebrazioni dei 1500 anni dalla morte del re Teodorico».

Il restauro sarà eseguito da maestranze del “Laboratorio del Restauro” di Ravenna, che vantano una grande esperienza nel trattamento dei materiali lapidei; il progetto sarà totalmente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna attraverso lo strumento dell’Art Bonus che consente anche ai cittadini e agli imprenditori di contribuire a sostenere il patrimonio culturale detraendo fiscalmente le donazioni elargite.

Il cantiere sarà visibile al pubblico, dalla metà di febbraio, negli orari di apertura del Mausoleo: dal lunedì al giovedì 8.30-13.30 e dal venerdì alla domenica 8.30-16.30 (ultimo ingresso mezz’ora prima dell’orario di chiusura).

Il “Cristo Redentore” torna al Mar. Nel 1766 arrivò a Classe in cambio di pinoli

Il dipinto di metà del XVI secolo era in prestito a Treviso per una mostra dedicata a Paris Bordon. Un carteggio documenta la cessione da un mercante veneziano all’abbazia

Il “Cristo Redentore” di Paris Bordon è tornato al museo d’arte della città di Ravenna (Mar). L’opera era in presto al museo Santa Caterina di Treviso dove il 15 gennaio si è conclusa la mostra dedicata a Bordon (Treviso 1500-Venezia 1571), definito dallo storiografo veneziano Marco Boschini, il “Divin Pitor”, termine che ha usato solo per Raffaello e Tiziano. L’esposizione è stata curata da Simone Facchinetti, ricercatore dell’Università del Salento, e Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze.

Il dipinto del Mar è databile intorno al quarto decennio del XVI secolo, quando Bordon dimostra di avere assimilato la lezione di Tiziano, da cui aveva svolto giovanissimo l’apprendistato. Il suo arrivo a Ravenna è documentato dal carteggio del 1766, quando la tela viene ceduta dal mercante veneziano Cornaro all’abbazia di Classe in cambio di ripetute forniture di pinoli. A seguito delle soppressioni napoleoniche il dipinto, insieme a tutto il patrimonio del convento camaldolese, viene affidato a don Apollinare Rasi, già bibliotecario ed ex-monaco camaldolese. Il passaggio al Comune di Ravenna avviene nel 1922 con il lascito testamentario di Sofia Baccarini, vedova dell’ingegner Claudio Rasi.

La Regione non applica lo stralcio delle cartelle fino a mille euro

L’Emilia-Romagna ha la possibilità di decidere sulla norma prevista dalla Legge di Bilancio: «La scelta del Governo non è corretta verso chi ha rispettato le regole»

La Regione Emilia-Romagna non applicherà lo stralcio delle cartelle per i tributi non pagati con importi fino a mille euro. Lo ha stabilito la giunta regionale decidendo di non applicare la norma prevista dalla Legge di bilancio. Il provvedimento di viale Aldo Moro rientra nelle facoltà dell’Ente di scegliere se revocare l’annullamento automatico dello stralcio, previsto alla data del 31 marzo 2023.

La normativa consente comunque ai cittadini emiliano-romagnoli di pagare in modo agevolato le cartelle di pagamento presentando una dichiarazione di adesione alla “Definizione agevolata”, esclusivamente in via telematica all’agente della riscossione entro il 30 aprile 2023 per beneficiare delle agevolazioni e pagare senza sanzioni e interessi.

«La scelta del Governo non è corretta verso chi ha pagato rispettando regole e scadenze e rischia di disincentivare comportamenti virtuosi – afferma l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano –. In Emilia-Romagna vogliamo continuare a promuovere il rispetto delle norme ed evitare ogni ripercussione negativa sul bilancio regionale, mettendo a rischio i servizi per i cittadini emiliano-romagnoli».

Bambino di 11 anni morso da un pitbull nel canile municipale, indagini in corso

Il personale della struttura ha bloccato l’animale, uno degli 8 su 87 che dovrebbero stare in gabbia. Il bimbo era in compagnia della madre per visitare un altro cane adottato a distanza

4Un bambino di undici anni è stato morso da un cane pitbull all’interno del canile municipale di Ravenna poco prima delle 15 di oggi, 31 gennaio. Il personale della struttura pubblica in via Romea Nord è riuscito a fermare l’animale e il bimbo ha riportato diverse escoriazioni di media gravità che sono state medicate in ospedale dopo il soccorso del 118.

A fornire informazioni su quanto noto al momento è l’assessore comunale Igor Gallonetto, titolare della delega agli Animali. L’undicenne era arrivato al canile in compagnia della madre per visitare un cane nell’ambito di un progetto di adozione a distanza che le associazioni di volontari portano avanti da diverso tempo. Non era la prima volta che il bambino incontrava il suo animale adottato che non è quello da cui è stato aggredito.

La procedura prevede che “il padrone in adozione” possa passare del tempo in un’area delimitata e isolata dal contatto con qualunque altro cane ospitato, in compagnia dell’addestratore e di un volontario del canile. Qualcosa non è andato come previsto. Il pitbull che ha aggredito il bambino è infatti uno degli 8 cani (su 87 attualmente presenti) che vengono tenuti in gabbie per ragioni di sicurezza. Cosa è accaduto di preciso dovrà essere accertato dalle indagini della polizia locale.

«Il progetto di adozione a distanza va avanti da tempo – spiega Gallonetto – e chi visita il proprio cane deve essere in un’area delimitata senza contatti con altri cani. Al momento non si possono fare altri discorsi sulle cause. Ho ritenuto che fosse mio dovere civico e istituzionale andare in ospedale dove ho parlato con il padre del ragazzino per garantire la nostra disponibilità per chiarire l’accaduto».

All’università di Ravenna parte l’insegnamento sul Terrorismo internazionale

Lo terrà l’ex deputato Pd Alberto Pagani. Tra gli ospiti anche l’ex capo della polizia Gabrielli

Alberto Pagani Ex Deputato Pd
Alberto Pagani

Da giovedì 2 febbraio parte a Ravenna nell’ambito del corso di laurea in Storia, società e culture del Mediterraneo, l’insegnamento di Terrorismo internazionale in età contemporanea, tenuto da Alberto Pagani, già deputato del Pd e membro dell’Assemblea parlamentare della Nato, nonché grande esperto di intelligence e pensiero strategico.

L’insegnamento, rivolto agli studenti iscritti e agli operatori di pubblica sicurezza del territorio ravennate, ha molti motivi di interesse, tra cui, da un lato, il tema del terrorismo internazionale affrontato dal punto di vista delle dinamiche di sicurezza e di contrasto, con particolare attenzione alle nuove tecnologie ma anche ai metodi tradizionali del controspionaggio, dell’infiltrazione e della lotta al radicalismo religioso.

Dall’altro lato, le trenta ore di insegnamento prevedono la partecipazione in presenza, e in alcuni casi online, di operatori di pubblica sicurezza e di esperti di intelligence e guerra asimmetrica di caratura internazionale. Per citare alcuni nomi, interverranno il magistrato Stefano Dambruoso, l’ex funzionario del Sismi Paolo Salvatori, il generale della GdF Claudio Ramponi, l’ex membro delle forze speciali israeliane Lion Udler e il generale Pasquale Angelosanto, di recente molto presente sui media in quanto comandante del Reparto Operativo Speciale (ROS) dell’Arma dei Carabinieri.

Accanto agli operatori di pubblica sicurezza, interverranno numerosissimi esperti attivi in centri di ricerca, atenei e media, tra questi il giornalista Stefano Piazza, il direttore del programma sull’estremismo politico alla George Washington University Lorenzo Vidino e la psicologa esperta di radicalizzazione Cristina Caparesi. Il finale del corso è poi impreziosito dall’intervento dell’ex capo della Polizia di Stato (già alla guida della protezione civile) prefetto Franco Gabrielli.

Il gestore delle aree naturali cerca influencer: 300 euro per 5 post e 5 storie

Entro il 23 febbraio chi ha tra 20 e 40 anni può inviare la propria candidatura alla cooperativa Atlantide di Cervia che promuove il verde in Romagna

Ambassador AmaParcoLa cooperativa Atlantide di Cervia, che ha la gestione e la promozione turistica delle aree naturali in Romagna e in provincia di Ferrara, è alla ricerca di tre influecer tra i 20 e i 40 anni di età per farne ambasciatori o ambasciatrici sui canali social della rete di parchi e musei gestiti dalla coop per il 2023. A fine anno il compenso massimo ottenibile è 500 euro.

Ogni ambassador selezionato sarà ospite dei parchi del circuito per partecipare ad almeno cinque escursioni e se avrà documentato le esperienze con almeno 5 storie, 5 post e una diretta su Instagram riceverà 300 euro. Atlantide poi valuterà l’impegno dell’ambassador e l’attività svolta e in considerazione dei risultati raggiunti, della visibilità e dei riscontri social potrà, a suo insindacabile giudizio, corrispondere una somma aggiuntiva fino a un massimo di ulteriori 200 euro.

Come principale requisito per la selezione, l’ambassador dovrà condividere almeno una delle tematiche al centro della filosofia di Atlantide e del circuito AmaParco, tra cui ad esempio la passione per la bicicletta, per le attività all’aria aperta, per la natura, la poesia, la cultura e altro.

Il regolamento per partecipare alla call è scaricabile qui. La candidatura è gratuita e dovrà essere inviata entro il 24 febbraio 2023. Per informazioni promozione@atlantide.net.

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