venerdì
22 Maggio 2026

Studenti dell’Alighieri in scena sui grandi classici per la XII Notte Nazionale del Liceo Classico

Torna M’illumino di Classico, l’ormai tradizionale spettacolo serale organizzato da studenti e docenti del Liceo “Dante Alighieri” di Ravenna in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico. L’evento è in programma venerdì 15 maggio, dalle 18 alle 22, anticipando di qualche giorno i festeggiamenti ufficiali della XII edizione della notte del liceo.

Dopo tre edizioni en plein air, per evitare inconvenienti legati al maltempo, quest’anno le rappresentazioni si sposteranno da piazza Anita Garibaldi, ai locali del Plesso di Via Nino Bixio n.25: i palcoscenici per le classi saranno la palestra, l’auditorium e alcune aule. Gli studenti si esibiranno effettuando più repliche degli spettacoli ideati e realizzati durante l’anno scolastico, per dare modo al pubblico di assistere a tutti gli spettacoli. In programma quest’anno brevi rappresentazioni teatrali, reinterpretazioni, parodie e canti che spaziano dalla mitologia alla storia, dalla tragedia alla commedia, dalla filosofia alla letteratura italiana.

«Lo spirito che ancora una volta ha mosso i docenti, ma soprattutto gli allievi, novelli registi, attori, musicisti, coreografi, ballerini e cantanti, è quello di continuare a promuovere e a nutrire le nostre radici culturali umanistiche più profonde – commentano dal liceo cittadino -. in primis quelle della civiltà greco-romana, ma non solo, in un dialogo appassionato, talvolta autoironico e sempre originale con i classici».

Barbiere abusivo sulle panchine del parco: sanzione di 500 euro per un 37enne

Le panchine sul prato del parco Mita di Faenza al posto delle poltrone da salone di bellezza. La polizia locale ha sanzionato un 37enne barbiere abusivo che esercitava la professione nell’area verde, ignorando le norme igienico-sanitarie e i regolamenti comunali. Sanzione di 500 euro e sequestrati gli strumenti professionali utilizzati per l’acconciatura ed il taglio.

L’intervento dei vigili urbani è avvenuto a seguito di segnalazioni e attività di monitoraggio finalizzate a prevenire fenomeni di illegalità diffusa. «Fa parte di una strategia coordinata – si legge in una nota inviata alla stampa – volta a colpire i casi di degrado che rischiano di sottrarre spazi pubblici alla collettività». L’esercizio di attività abusive in contesti impropri rappresenta una forma di concorrenza sleale nei confronti dei professionisti in regola e contribuisce a generare una percezione di abbandono dei luoghi comuni.

«L’obiettivo prioritario di queste operazioni – fanno sapere dal comando della polizia locale – è quello di restituire il parco Mita alla normale e serena fruizione da parte delle famiglie, dei bambini e di tutti i cittadini di Faenza. Monitorare il rispetto dei regolamenti significa tutelare il decoro della nostra città e garantire che le aree verdi restino spazi di aggregazione sani e sicuri».

Sindacato inquilini: «Nuovo Piano Casa e sfratti veloci formano una miscela esplosiva»

Il sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari (Sunia) della Cgil di Ravenna è preoccupato per gli effetti combinato tra il nuovo Piano Casa presentato dal governo Meloni e le procedure per gli sfratti veloci: «Produrranno una bomba sociale sul territorio provinciale. In provincia non ci sono appartamenti disponibili per le famiglie». Il Sunia chiede al prefetto di Ravenna e alle istituzioni locali un incontro urgente per approntare tutte le iniziative indispensabili «per disinnescare questa miscela esplosiva».

Alberto Mazzoni, presidente del Sunia di Ravenna, è critico: «Da una parte compare un Piano Casa che, con risorse e strumenti dubbi, si pone l’obiettivo di dare risposte in 10 anni; dall’altra, emergono sanzioni economiche, taglio dei tempi di esecuzione degli sfratti, assenza di strumenti per disinnescare percorsi di sgombero, che si scaricheranno inevitabilmente sul nostro territorio. I servizi sociali dei Comuni, con sempre meno risorse a disposizione a causa dei tagli del Governo e con strumenti inadeguati per affrontare questo scenario, verranno sottoposti a una pressione economica tale da mettere in crisi la dignità di cittadini, che rischieranno di finire “sotto un ponte”. Inoltre, i dipendenti pubblici, in assenza di strumenti e risorse adeguate, rischieranno di essere individuati come i “colpevoli” di questo dramma sociale che colpirà centinaia di famiglie nella provincia di Ravenna».

Il piano Casa è stato presentato lo scorso 30 aprile: «Finanziato solo in parte con risorse aggiuntive, è tardivo, inadeguato e orientato al mercato privato. Inoltre, è incapace di rispondere alla reale entità della crisi abitativa nella nostra provincia».

Da elaborazioni dati Istat, le famiglie in condizione di “disagio di assistenza” a Ravenna sono registrate su un valore percentuale compreso tra il 2,6% e il 3,8%, a seconda del contesto di analisi territoriale specifico. Di conseguenza, prendendo come valore medio il  3.2%, gli abitanti nella nostra provincia che sono in disagio di assistenza sono ben 12.407. A questa prima rilevazione occorre aggiungere i cittadini a rischio povertà ed esclusione sociale. Sebbene il dato provinciale specifico sia in elaborazione, nel 2024 l’Emilia-Romagna mostrava oltre un individuo su dieci (10,1%) in famiglie a rischio povertà o esclusione sociale. Per la nostra provincia, sono 39.162 cittadini: un dato in aumento rispetto all’anno precedente.

«Per completare questa fotografia provinciale – aggiunge Mazzoni – si evidenziano i 3.152 nuclei familiari in graduatoria in attesa di assegnazione di alloggi popolari, dato Acer al 31 dicembre 2024. Anche questo numero è in crescita, per gli effetti dell’incremento delle procedure di sfratto: 237 al 31 dicembre 2024 e ben 470 al primo bimestre 2026. Il Piano Nazionale si articola su tre pilastri: il recupero di 60mila alloggi ERP inutilizzabili; la promozione del social housing, tramite un fondo gestito da INVIMIT SGR; la semplificazione burocratica, per attrarre investimenti privati. Su tutti i fronti solleviamo evidenti riserve: i tempi e le risorse per il recupero degli alloggi pubblici sono irrealistici; il social housing rischia di replicare i limiti dei fondi integrati, già sperimentati dal 2009, intercettando solo le fasce meno vulnerabili; le semplificazioni per i privati, senza adeguata regia pubblica, espongono il sistema a derive speculative e a manufatti inadeguati per civile convivenza».

Il presidente del Sunia segnala «l’assenza di stanziamenti per i fondi di sostegno all’affitto e per i morosi incolpevoli (azzerati dalla prima Legge di Bilancio del Governo Meloni), strumenti indispensabili per tutelare la dignità dei cittadini, prevenendo e disinnescando percorsi di sfratto e il rischio concreto dell’accelerazione delle procedure, approvate contestualmente in uno specifico disegno di legge (sanzioni del 1% del canone mensile, per ogni giorno di ritardo dalla scadenza del contratto e taglio dei tempi burocratici che accelerano lo sgombero). Questi provvedimenti possono colpire qualsiasi famiglia ravennate in affitto, anche in continuità salariale, in quanto sono in forte aumento i mancati rinnovi dei contratti di affitto, a favore di locazioni B&B, contratti brevi, turistici e contratti in nero togliendo dal mercato abitativo stabile oltre 1.000 alloggi negli ultimi 5 anni».

Rinnovato il patto territoriale per sicurezza sul lavoro, con un progetto sperimentale per gli appalti privati

A quattro anni dalla stipula del luglio 2022, viene aggiornato il Patto territoriale per la prevenzione degli infortuni, salute, sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro. Per dare continuità e sviluppo agli impegni presi nel Patto, i firmatari hanno deciso non solo di aggiornare il protocollo sugli appalti pubblici, ma di creare un nuovo protocollo dedicato ai privati.

Il progetto sperimentale riguarda principalmente il settore edile ed è stato firmato questa mattina (12 maggio) in sede di consiglio provinciale da Provincia di Ravenna, Unioni dei Comuni (Romagna Faentina e Bassa Romagna), Comuni di Ravenna, Cervia e Russi, Camera di Commercio, Ausl, sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e associazioni di categoria (Confindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative, Agci, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confimi, Copagri. Il piano sarà attivo entro luglio 2026, con l’obiettivo è quello di contrastare l’introduzione di rapporti economici concorrenziali scorretti e tutelare la sicurezza sul lavoro.

Febbre da playoff: già venduti quasi 4mila biglietti per Ravenna-Cittadella

A 30 ore dal fischio d’inizio – e senza considerare i tifosi ospiti – sono già quasi 4mila i biglietti venduti per la partita del Benelli di domani sera (mercoledì 13 maggio, calcio d’inizio alle ore 20) tra Ravenna e Cittadella, gara di ritorno del primo turno nazionale dei playoff del campionato di calcio di Serie C (andata 2-2, in caso di ulteriore parità passerebbe il Ravenna in quanto testa di serie; non ci sono supplementari o rigori).

Alle 14 di oggi (11 maggio) restavano infatti poche centinaia di biglietti, a testimonianza dell’attesa per questo finale di stagione (la capienza del Benelli come noto è ridotta a 5mila, di cui oltre 500 posti riservati al settore ospiti).

Il 15enne accusato di tentato omicidio si è nascosto da un amico dopo il pestaggio

Il 15enne accusato di tentato omicidio aggravato per il pestaggio di un 29enne alla stazione ferroviaria di Ravenna il 9 maggio non è rientrato a casa la notte dell’aggressione e si è rifugiato da un amico che gli ha prestato un paio di pantaloni per cambiare i suoi sporchi di sangue. Il capo di abbigliamento è stato trovato dalla polizia nell’abitazione del conoscente nella giornata del 10 maggio quando è stato eseguito il fermo: l’aggressore è stato rintracciato a casa della madre, vestito ancora con alcuni degli abiti indossati durante l’aggressione.

Secondo quanto rende noto la questura di Ravenna con una nota inviata alla stampa, la lite sarebbe da ricondurre a futili motivi non essendo emersi elementi di collegamento o precedenti dissidi tra i due coinvolti.

La vicenda ha avuto inizio sabato sera intorno alle 22.20 con la chiamata al 112 per una violenta aggressione nell’atrio della stazione con un giovane (poi risultato un 29enne somalo) rimasto a terra privo di sensi e con diverse ferite al capo. Il ragazzo è all’ospedale di Cesena in prognosi riservata.

Il sospettato dell’aggressione è stato rintracciato poco dopo in centro da una Volante della polizia con gli abiti vistosamente sporchi di sangue. Alla vista della pattuglia è fuggito facendo perdere le proprie tracce. Ma dalla visione delle immagini di videosorveglianza, gli agenti riuscivano a riconoscere l’autore della violenza, un giovane noto al personale della polizia ferroviaria in quanto più volte controllato in zona stazione.

Cade in moto tra le buche dell’asfalto: 49enne in ospedale

Una rotonda piena di buche, la caduta in moto e la corsa in ospedale. Sono fortunatamente state giudicate solo di “media gravità” le ferite di un 49enne motociclista caduto alle 7 di questa mattina (12 maggio) sulla Classicana, in area portuale, all’altezza delle rotonda di via Silvano Rubboli.

Sul posto la polizia locale per cercare di ricostruire la dinamica. Sicuramente (non risultando altri mezzi coinvolti) le buche presenti sull’asfalto in quel tratto potrebbero aver avuto un ruolo importante…

La fotografia è di Massimo Argnani.

Intervista tripla ai tre candidati che sfidano il sindaco uscente di Faenza

Quali sono le proposte dei tre candidati sindaci a Faenza che sfidano il sindaco uscente Massimo Isola? Abbiamo rivolto a tutti le stesse domande per un confronto diretto. Ecco le risposte (i candidati sono disposti in ordine alfabetico).

DOMANDA 1
Perché si candida a sindaco?

Giuseppe Apicella Binni: «Innanzitutto perché sono stato scelto dai membri del movimento in un’assemblea. Ho accettato l’incarico perché credo che Faenza sia una città bellissima con un grande potenziale a livello turistico, commerciale e industriale, potenziale che non è stato pienamente sfruttato, e noi, come cittadini che lavorano duramente, meritiamo una città più sicura, più pulita e con servizi pubblici più efficienti».

Claudio Miccoli: «Faenza ha bisogno di voltare pagina. In questi anni ho visto una città troppo spesso costretta a rincorrere i problemi invece che prevenirli, troppo lenta nelle risposte, talvolta addirittura assente e sicuramente troppo distante dai cittadini. La presentazione della variante al Pai Po è stato il motivo decisivo: oltre a non risolvere i problemi, addirittura ne crea altri e devastanti. Parlando con molti cittadini, la critica più grande è stata quella di non essere ascoltati. Ora più che mai serve un’amministrazione concreta, presente, capace di ascoltare, decidere e di assumersi responsabilità. Mi candido per questo: per restituire alla città sicurezza, autorevolezza e una visione chiara del presente e del futuro».

Gabriele Padovani: «Perché Faenza ha bisogno di una guida concreta, presente, capace di assumersi responsabilità nei mo- menti difficili e di trasformare i problemi in soluzioni. Non è una candidatura contro qualcuno, ma per qualcosa: per una città più sicura, più veloce nelle risposte, più vicina alle persone».

DOMANDA 2
Qual è stato l’errore più grave di Massimo Isola negli ultimi 5 anni?

GAB: «Credo che la gestione durante l’alluvione, dal punto di vista della prevenzione e dell’assistenza diretta alle persone colpite, sia stata molto carente. La mancanza di manutenzione è fatale, così come la mancanza di illuminazione e la necessità di una pavimentazione efficiente e durevole nel tempo, che non dovrebbe essere realizzata solo in prossimità delle elezioni, ma dovrebbe essere una pratica costante».

CM: «È stato non preparare Faenza ad affrontare le emergenze e, anche dopo l’al- luvione, non imprimere quella svolta amministrativa che i cittadini si aspettavano. È inammissibile, per esempio, che dopo tre anni il piano operativo di protezione civi- le non sia ancora attivo: che cosa si aspetta ancora? Troppa lentezza, troppe parole, poca capacità di trasformare la crisi in un’opportunità. Ci sono tantissime risorse stanziate, mai viste così tante, ma ancora oggi non si vede una direzione chiara. Il Pai ne è un esempio: chi applaudiva gli annunci all’Arena Borghesi oggi tentenna, ma senza mai avere un pugno fermo sul tavolo. Quando una città vive una tragedia come quella che abbiamo vissuto, non basta raccontare la solidarietà della comunità: bisogna farsi trovare pronti, organizzati e rapidi. Altrimenti a cosa servono gli amministratori?».

GP: «Non riuscire a dare un senso di direzione chiaro nei momenti più critici. Nei passaggi decisivi, i cittadini avevano bisogno di una guida forte, visibile, capace di tenere insieme tutto il sistema. Questo è mancato».

Niballo Rogo Nott de Bisò

DOMANDA 3
Riconosce almeno un merito a Isola?

GAB: «L’unica cosa è il funzionamento dei servizi sociali, ma credo che si possa fare molto di più, viste le condizioni precarie in cui vivono alcune famiglie a causa dell’aumento del costo della vita».

CM: «Se proprio devo riconoscergli un merito, è quello di aver occupato il ruolo istituzionale in una fase difficile. Ma per il resto il bilancio è impietoso. Un sindaco non si misura dalla presenza formale o se è bravo a parlare: si misura dalla capacità di guidare una giunta, decidere e portare risultati. E su questo Isola ha fal- lito. Ha consegnato ai cittadini un’amministrazione lenta, debole, confusa, incapace di imprimere una direzione chiara. Non ha dato alla città quella forza politica che sarebbe servita. È sembrato più impegnato a tenere insieme gli equilibri della sua maggioranza che a difendere fino in fondo i faentini. E quando un sindaco pensa prima agli equilibri politici che agli interessi della città, il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi: ritardi, immobilismo, occasioni perse. Io almeno posso dire di avere una squadra vera, compatta, fatta di persone che ci credono e che non stanno insieme per convenienza. Nessuno ha fatto richieste prima di candidarsi in lista, è puro senso civico. Ringrazio chi ha scelto di sostenermi con convinzione, a partire da Roberta Conti e Bruno Fantinelli e tutte le persone che mi supportano. Lega, Forza Italia e Democrazia Cristiana come partiti. Faenza ha avuto un sindaco in carica, ma non una guida. Io sono pronto ad essere entrambi».

GP: «Gli riconosco l’impegno personale e la dedizione. In una fase così complessa, mettersi in prima linea non è mai semplice, e questo va riconosciuto».

DOMANDA 4
Che cosa avrebbe fatto di diverso sul tema dell’alluvione e dei ritardi da parte degli enti statali su risarcimenti e permessi?

GAB: «Pochi giorni prima dell’alluvione, il livello del fiume era quasi al limite, un segnale d’allarme già evidente. Tutti i sistemi di sicurezza avrebbero dovuto essere attivati, i vigili del fuoco allertati e i residenti che vivevano vicino al fiume evacuati in sicurezza. Alcune scuole vicine avrebbero potuto essere utilizzate per ospitarli temporaneamente fino a quando il livello del fiume non si fosse abbassato e le condizioni meteorologiche non fossero migliorate. Le rive del fiume erano da tempo ricoperte di vegetazione, che avrebbe potuto essere ripulita e potata senza sacrificare tutto il verde. Dopo l’alluvione, molte case e appartamenti sono diventati inabitabili, con costi di ristrutturazione enormi per i proprietari. Gli aiuti comunali sono stati insufficienti; infatti, ci sono ancora appartamenti abbandonati in condizioni precarie. Alcune attività commerciali di via Lapi hanno dovuto chiedere donazioni per poter continuare a operare, mentre altre, ad esempio, non sono ancora riuscite a riaprire».

CM: «Avrei imposto da subito un atteggiamento molto più fermo e incalzante verso tutti gli enti coinvolti. Un sindaco non può limitarsi ad aspettare: deve pretendere tempi certi, fare pressione ogni giorno, sollecitare continuamente i procedimenti. Avrei costruito una struttura comunale dedicata esclusivamente ad assistere famiglie e imprese nel percorso dei risarcimenti e delle autorizzazioni. Oggi sono spesso i cittadini ad aiutarsi tra loro: non possono continuare a sentirsi abbandonati. Sarebbe servita anche una voce politica più forte, più scomoda se necessario, ma totalmente schierata dalla parte dei cittadini».

GP: «Sull’alluvione serviva un approccio molto più operativo e pressante verso gli enti sovraordinati. Avrei istituito da subito una struttura di crisi permanente, con un presidio quotidiano su Roma e sulla Regione, per sbloccare risarcimenti e autorizzazioni. In situazioni straordinarie servono risposte straordinarie: meno burocrazia, più presenza, più pressione istituzionale, ogni giorno».

DOMANDA 5
Quale sarebbe il suo primo atto da sindaco?

GAB: «Instaureremo immediatamente un dialogo, o gruppi di lavoro, con tutti i settori della città. Insieme, stabiliremo le priorità e studieremo congiuntamente le possibilità di attuazione. Non ci piacciono le manovre politiche; vogliamo lavorare su basi solide, in base alle reali esigenze dei settori economico e sociale. Fin da giovane, ho sempre nutrito una grande sensibilità per le problematiche sociali. Lo studio dei processi storici mi ha permesso di analizzare le diverse evoluzioni politiche e il loro impatto sullo sviluppo della società. Stiamo vivendo profondi cambiamenti nel sistema economico, politico e sociale, che richiedono di porre l’essere umano al centro, come protagonista assoluto della nostra storia. Per questo motivo, mi appassiona l’idea di creare po- litiche pubbliche che contribuiscano al benessere e alla convivenza della società. Sappiamo che nella zona del Borgo esiste un comitato di persone colpite dall’alluvione, che ha avanzato alcune proposte tecniche per minimizzare le future inondazioni. Organizzeremo presto un incontro con loro per ascoltare le loro proposte, perché l’idea è di governare ascoltando i cittadini, dato che sono i cittadini ad avere l’ultima parola».

CM: «Convocherei subito un tavolo operativo permanente su sicurezza del territorio e protezione civile: tempi certi, responsabilità precise e un cronoprogramma pubblico che comprenda anche un piano straordinario di rifacimento strade. I faentini hanno il diritto di sapere chi decide, chi deve eseguire e
chi risponde dei ritardi. La burocrazia esiste, ma non deve essere sempre l’alibi. Allo stesso modo aprirei immediatamente un tavolo sulla sicurezza urbana, coinvolgendo anche terzo settore e comunità straniere. L’unica vera divisione è tra persone per bene e delinquenti. Chi oggi si sente solo o poco tutelato deve sapere una cosa: con me il Comune tornerà ad essere un vero punto di riferimento per la comunità».

GP: «Credo che chi si impegna per la città meriti sempre rispetto, al di là delle posizioni politiche. Il confronto è utile proprio quando parte da questo presupposto. La parola “combriccola” svilisce il nostro impegno. In ogni caso, guardando al futuro, penso sia importante concentrarsi su ciò che ciascun candidato può offrire concretamente. Per quanto riguarda me, ad esempio, esiste una storia amministrativa chiara: anni di presenza, attenzione alle criticità e proposte portate nei consigli comunali. Questo, a mio avviso, è un elemento di affidabilità. Sul tema delle alleanze, è vero che l’unità può rafforzare le possibilità elettorali, ma allo stesso tempo il quadro resta aperto e saranno i cittadini a determinare l’esito finale. Più che fare calcoli, credo sia utile valorizzare idee, programmi e capacità di governo. Alla fine, ciò che conta davvero è costruire una proposta credibile per la città, capace di unire e dare risposte concrete. E a volte… può accadere qualcosa di inaspettato..»

DOMANDA 6 – per Miccoli e Padovani
Perché il centrodestra non ha trovato un candidato unitario? E chi è disposto a sostenere in caso di ballottaggio?

CM: «La mia candidatura nasce per dare una risposta seria alla città e per mettere a disposizione competenze ed esperienza. Attorno a questo progetto ci sono forze politiche e persone che hanno scelto di so- stenermi con lealtà e senza chiedere nulla in cambio e li ringrazio, perché hanno capito che oggi la priorità è salvare Faenza. L’unità piena non si è realizzata, ma non la vedo un limite, considerato che esiste il ballottaggio. Mi si critica perché non sono di Faenza, ma la conosco molto bene. Ne conosco i problemi, le ferite, le paure, ma anche l’orgoglio, la forza e le potenzialità. Questa città merita di più. In caso di ballottaggio, spero di non dover scegliere chi sostenere, perché il mio obiettivo è esserci. Una cosa la posso dire con chiarezza: non potrei mai sostenere Isola, perché continuare con lui vorrebbe dire condannare Faenza. Chi vuole davvero voltare pagina, chi vuole avere Faenza sicura e protagonista, oggi sa da che parte stare».

GP: «Il tema non è perché il centrodestra non abbia trovato un candidato unitario, ma cosa serve oggi a Faenza. Io sono qui per costruire, non per dividere. Al ballottaggio parleremo con tutti quelli che condividono un’idea chiara: mettere Faenza al primo posto, con serietà e spirito di collaborazione. Chi ci sta, è il benvenuto».

DOMANDA 6 – per Apicella Binni
Avete cercato un accordo con la coalizione di centrosinistra? Cosa vi distingue maggiormente? Temete il “voto utile”?

GAB: «Il nostro movimento ha deciso di procedere in modo unitario, senza alcuna coalizione. Abbiamo idee chiare e precise e non vogliamo essere soggetti ai favori di altri partiti politici. Il nostro unico impegno è verso i cittadini, non verso i favori di gruppi politici».

I candidati:

Binni Grande
Apicella Binni

Il venezuelano laureato in Storia che lavora per una coop di multiservizi
GIUSEPPE APICELLA BINNI

Nato a Caracas (Venezuela) il 21 dicembre 1970 (55 anni) da genitori italiani emigrati dopo la guerra.
Stato civile: sposato con una giornalista
Titolo di studio: laurea in Storia
Professione: lavoro per un’azienda multiservizi (Copura)
Ultimo reddito annuo dichiarato: meno di 5mila euro
Veicoli e immobili di proprietà: nessuno
Precedenti esperienze in politica: capo dell’ufficio di consulenza storica, in qualità di funzionario legislativo di carriera al Parlamento del Venezuela fino al 2016
Tessera di partito: non risponde

Miccoli
Miccoli

Il geologo in pensione che è stato assessore negli anni ‘90
CLAUDIO MICCOLI

Nato a Ravenna il 2 dicembre 1954 (71 anni)
Stato civile: divorziato
Titolo di studio: laurea in Geologia
Professione: pensionato libero professionista
Ultimo reddito annuo dichiarato: 156mila euro
Veicoli e immobili di proprietà: Hyundai Tucson Precedenti
Esperienze in politica: assessore comunale a Ravenna 1992-1997
Tessera di partito: «Attualmente nessuna, da oltre dieci anni ho scelto un percorso indipendente, senza appartenenze partitiche»

Padovani
Padovani

Il coltivatore diretto che ha fondato un movimento
GABRIELE PADOVANI

Nato a Faenza il 25 agosto 1978 (47 anni)
Stato civile: celibe
Titolo di studio: diploma di agrotecnico
Professione: coltivatore diretto
Veicoli e immobili di proprietà: un’auto e 5 ettari di terra.
Ultimo reddito dichiarato: 1.065 euro
Precedenti esperienze in politica: 16 anni da consigliere comunale
Tessera da partito: Lega Nord, oggi Area Liberale (movimento di cui è fondatore).

Alcol a una 15enne in un bagno al mare: denunciati il titolare e la barista minorenne

Una ragazza di 15 anni sarebbe stata servita con una bevanda alcolica al bancone di uno stabilimento balneare di Marina di Ravenna. Per questo motivo la Polizia locale ha denunciato sia la giovane barista che avrebbe effettuato la somministrazione, sia il titolare dell’attività. Lo scrive il Corriere Romagna in edicola oggi, 12 maggio.

L’episodio risale a domenica ed è emerso nell’ambito di un controllo eseguito dagli agenti dell’ufficio Polizia commerciale e tutela del consumatore. A far scattare la verifica sarebbe stata la segnalazione di un cittadino, che aveva riferito di presunte vendite di alcolici senza particolari controlli sull’età dei clienti.

Secondo quanto ricostruito, gli agenti avrebbero monitorato il locale fino a notare una ragazza avvicinarsi al bancone per ritirare una consumazione. A quel punto sarebbe stato accertato che la cliente aveva soltanto 15 anni. La contestazione è scattata immediatamente nei confronti della barista, risultata a sua volta minorenne, e del titolare dello stabilimento, denunciato in concorso. Nel mirino degli accertamenti sarebbe finita anche la promozione pubblicizzata sui social dal locale, con offerte su drink e shot a prezzi particolarmente contenuti. Un elemento che avrebbe contribuito a richiamare l’attenzione degli investigatori.

Brutale pestaggio alla stazione di Ravenna: 15enne fermato per tentato omicidio

Un ragazzo di 15 anni è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio aggravato dopo un brutale pestaggio avvenuto sabato sera all’interno della stazione ferroviaria di Ravenna. La vittima, un uomo di 29 anni di origine somala, è ricoverata in ospedale in gravi condizioni: avrebbe riportato un importante trauma cranio-facciale con lesioni cerebrali e, secondo quanto trapela, non sarebbe ancora in grado di parlare. Lo scrive il Carlino Ravenna in edicola oggi, 12 maggio.

L’episodio si è consumato attorno alle 22 davanti a numerosi testimoni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il minorenne avrebbe continuato a colpire il 29enne con pugni e calci anche quando quest’ultimo era ormai a terra privo di sensi. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni presenti, mentre sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer e delle Volanti. Determinanti per le indagini si sono rivelate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area della stazione, oltre alle testimonianze raccolte nelle ore successive. Gli inquirenti avrebbero identificato rapidamente il presunto aggressore, già noto alle forze dell’ordine. Il fermo è stato eseguito nella giornata di domenica.

Secondo quanto emerso, durante la perquisizione sarebbero stati sequestrati alcuni indumenti con tracce ritenute compatibili con quelle del pestaggio. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire il movente dell’aggressione e verificare se altre persone abbiano avuto un ruolo nella violenza o nella successiva fuga. L’inchiesta è coordinata dalla Procura per i minorenni di Bologna.

Accusati del furto di due Rolex a due anziani in strada: arrestati dopo sei mesi

Un uomo e una donna stranieri sono stati arrestati a Silvi Marina (Teramo) nei giorni scorsi perché accusati di aver rubato due Rolex a due anziani a Faenza lo scorso novembre. A febbraio 2026 il tribunale di Ravenna aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ma i due, senza fissa dimora, non erano stati rintracciati. Ora sono stati localizzati a Silvi Marina a seguito di attività info investigativa messa in atto dai carabinieri di Faenza in sinergia con quelli di Silvi.rpetrati in Emilia Romagna e segnatamente a Faenza.

Il 2 novembre 2025 in due distinte circostanze due anziani vennero avvicinati dalla donna, odierna arrestata, e sono stati privati dei preziosi orologi che tenevano al polso, un Rolex del valore di settemila euro asportato a un uomo disabile e un Rolex Datejust asportato ad un’ultra novantenne. Nella circostanza le indagini avviate dalla stazione carabinieri di Faenza permettevano di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli arrestati tali da poter consentire alla procura della Repubblica di richiedere al giudice per le indagini preliminari il loro arresto e pertanto l’emissione della misura eseguita dai carabinieri di Silvi. Contestata anche l’aggravante della minorata difesa.

Il fermo è avvenuto mentre la coppia si trovava a bordo di un’utilitaria e con loro era presente la figlioletta di pochi mesi. La neonata, per la quale sono state attivate le procedure previste per l’accoglienza dei minori al seguito di genitori detenuti, ha seguito la madre. I due in Italia non hanno una fissa dimora e a Silvi non hanno alcun interesse né di tipo affettivo né di tipo patrimoniale. Si stanno effettuando ulteriori verifiche nella zona al fine di poter appurare se gli stessi abbiano commesso analoghi reati di quelli per cui sono andati in carcere.

 

 

 

 

 

 

Le opere di Mattia Moreni negli uffici di Gabetti Immobiliare: una mostra gratuita fino a fine luglio

Una selezione di opere di Mattia Moreni è in mostra negli uffici di Gabetti Immobiliare dello storico Palazzo Farini, in piazza Duomo 3, in pieno centro a Ravenna, nella sede ravennate del Gruppo Savorani – realtà attiva nel settore dell’intermediazione e consulenza immobiliare, commerciale e turistica. Una mostra aperta gratuitamente al pubblico fino al 30 luglio e che propone un dialogo originale tra arte contemporanea, città e mondo del lavoro.

Momento centrale dell’iniziativa sarà la presentazione pubblica in programma giovedì 14 maggio alle 11 nello stesso Palazzo Farini, durante la quale interverranno il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e l’assessore alla Cultura e al Turismo Fabio Sbaraglia (oltre a Giordano e Fabrizio Savorani e Anna Civiero del gruppo imprenditoriale e il collezionista Benito Righetti).

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Gruppo Savorani e la famiglia Righetti, storici collezionisti d’arte ravennati che negli anni hanno raccolto e custodito numerose opere di Moreni, oltre a un’amichevole frequentazione con l’artista. Grazie a questa sinergia, una parte significativa della collezione privata viene oggi condivisa con la città in un percorso espositivo visitabile gratuitamente, con il patrocinio del Comune di Ravenna. La mostra raccoglie opere realizzate da Mattia Moreni tra gli anni Quaranta e Novanta e trasforma uno spazio quotidianamente dedicato all’attività professionale in un luogo di incontro culturale aperto alla cittadinanza. La mostra nasce dalla volontà di rendere accessibili opere normalmente custodite in ambito privato, offrendo al pubblico la possibilità di avvicinarsi gratuitamente a uno dei protagonisti più significativi della pittura italiana del secondo Novecento, a cui il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna, ha da poco dedicato una personale.

«L’arte può contribuire a rendere gli spazi di lavoro luoghi più aperti, vitali e capaci di generare relazioni», spiegano i promotori dell’iniziativa. «Non si tratta di sovrapporre impresa e cultura, ma di riconoscere che la bellezza e la creatività possono avere un ruolo concreto anche nei contesti professionali e nella vita quotidiana».

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