lunedì
29 Giugno 2026

L’Inferno di Dante diventa un gioco di società con un mazzo di 110 carte

Si chiama Comedia, sviluppato dalla Cobblepot Games di Ravenna. Uscirà in edizione limitata: 700 copie numerate come gli anni trascorsi dalla morte del Poeta

Comedia Dante Gioco 1Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in un gioco di società. L’Inferno di Dante Alighieri è l’ambientazione di Comedia, prodotto dalla Cobblepot Games di Ravenna in occasione del settimo centenario della morte del poeta.
Con un mazzo di 110 carte – raffiguranti le incisioni del pittore francese Gustave Doré che nel XIX secolo illustrò l’opera – bisogna collezionare incontri e personaggi del primo regno, alternandosi tra i ruoli di Dante, Virgilio, la Lupa, il Leone e la Lonza, mettendo alla prova le proprie virtù (da 3 a 6 giocatori, da 10 anni in su). Il gioco uscirà in aprile (acquistabile fino al 31 gennaio online sul sito dell’editore Top Hat Games): 700 copie numerate, come gli anni trascorsi dalla dipartita del letterato toscano durante il soggiorno ravennate.

Gli sviluppatori sgombrano il campo dal primo timore di fronte a un gioco del genere: «Per giocare non servirà conoscere a memoria i Canti – assicura Matteo Pironi della Top Hat –. Anzi, l’obiettivo è proprio il contrario: deve essere divertente anche per chi non conosce lo sfondo storico e magari giocando si incuriosisce per saperne di più dell’opera».

Comedia è il risultato di un lavoro iniziato nel 2015. Quell’anno Federico Latini vinse la prima edizione del Nerd Play Award al festival Modena Play: il concorso riservato a inventori di giochi esordienti metteva in palio un contratto di sviluppo con la Cobblepot, brand della società ravennate Tiopi. L’idea di Latini si chiamava “Maratonda” e non aveva nulla di dantesco. Ma la meccanica proposta è sembrata calzante per riprodurre la sensazione della discesa agli inferi.
Un prototipo è stato anche esposto alla biblioteca Classense nel 2017 per la mostra “L’Inferno degli Italiani”. «Il lavoro di una casa di produzione di giochi è proprio questo – spiega ancora Pironi che collabra anche con Cobblepot –. Si parte da un’idea e la si sviluppa cercando di proporre un prodotto che interessi un editore. Noi avevamo da tempo la volontà di realizzare un gioco su Dante e l’idea di Latini ci è sembrata adatta. Ma non è un’eccezione: molti giochi pubblicati sono partiti da tutt’altro».

L’editore che ha accolto la proposta è la Top Hat Games e il gioco vedrà la luce grazie al sostegno del Comune di Gradara che già aveva appoggiato la realizzazione di un gioco su Paolo e Francesca e dove il sindaco Filippo Gasperi è un progettista di giochi. «Avevamo avviato contatti con la fondazione Ravennantica – ricostruisce Pironi, di professione psicologo – per la realizzazione. Poi è arrivata la pandemia e le cose sono cambiate. Si è fatta avanti Gradara e abbiamo trovato un accordo. Ora abbiamo ripreso i discorsi con Ravenna e il prodotto sarà sicuramente coinvolto nelle iniziative della città per il 2021».

Comedia Dante Gioco 2Quel Comedia scritto con una sola emme dice tanto della filosofia Cobblepot: «È la dicitura più corretta, quella più apprezzata dai puristi. La scelta è piaciuta anche ai responsabili del museo dantesco. Il nostro punto forte è proporre giochi con una ambientazione storica dettagliata, approfondita». Non è un caso che sul regolamento ci sia la voce “ricerca filologica a cura di Gabriele Mari”: «Faccio un esempio di un altro titolo – spiega ancora Pironi –. Per realizzare “Arena Colossei” abbiamo consultato uno storico e un’associazione che fa rievocazioni in costume per inscenare azioni di battaglia in modo che i nostri scultori potessero realizzare le miniature del gioco fedeli nella gestualità».

La Tiopi conta cinque soci, altrettanti stretti collaboratori tra cui Pironi e decine si esperti coinvolti a seconda dei progetti. La domanda va fatta: si campa giocando? Pironi sorride: «Diciamo di sì. Per tre dei cinque soci questo è l’unico lavoro. Per altri come me è un secondo lavoro. Certo che bisogna mettere in conto che si lavora in proprio e si incassa solo se si trova un editore».

Con Comedia diventano più di 40 i giochi prodotti dalla Cobblepot, ma altrettanti sono nei cassetti in attesa del momento buono. Che potrebbe non arrivare mai: «Sì, non c’è la certezza, capita anche di sviluppare giochi che non trovano un editore. Ma non si può mai dire in modo definitivo: ad esempio a breve uscirà un nostro gioco in Corea dopo che due anni fa era stato rifiutato in Germania».

Anche per il gioco da tavolo la pandemia non è stata indifferente. Il settore si è trovato in una situazione paradossale: il lockdown costringeva a restare in casa con la necessità di trovare passatempi ma il gioco da tavolo è per definizione ritrovo di persone vicine. «Anche per noi c’è stato uno sviluppo online. Ci sono piattaforme che propongono giochi già conosciuti oppure dove si possono inserire giochi nuovi. Questo ad esempio sarà un vantaggio enorme per mostrare un prototipo a qualcuno dall’altra parte del mondo. Ma mi auguro che il gioco rimanga ancora qualcosa da fare fuori dagli schermi».

Tra fermate bus e scuole a Ravenna, lavori di manutenzioni per 560mila euro

Interventi per la funzionalità e sicurezza della mobilità e delle strutture scolastiche. I lavori in primavera-estate

Autobus 4Al via nei prossimi mesi del 2021 alcuni lavori pubblici che interessano le fermate del trasporto bus locale e manutenzioni nelle scuole. L’importo complessivo delle opere, approvate nell’ultima riunione della giunta comunale, su proposta dell’assessore competente Roberto Fagnani, ammonta a circa 560mila euro.

Si tratta di interventi per la circolazione e la sicurezza stradale in attuazione ai piani della mobilità e dell’accessibilità urbana e per la manutenzione, l’adeguamento funzionale e l’installazione di nuove pensiline alle fermate del trasporto pubblico locale.
Il primo degli interventi approvati riguarda adeguamenti e messa a norma di sette fermate con l’installazione di nuove pensiline; le vie interessate sono la via Torre, vicino al centro iperbarico, la via Erbosa a San Zaccaria, la via Faentina a San Michele (coppia di fermate in prossimità della chiesa di cui una, quella lato chiesa, con pensilina), viale Petrarca a Lido Adriano (fermata 1113), viale Manzoni (zona campo sportivo) sempre a Lido Adriano, viale Randi (zona Pronto soccorso/parcheggio ospedale).
Il secondo intervento prevede la messa a norma di circa 15 fermate per 9 interventi tipo. In questo progetto le fermate previste sono quelle di via Benaco, via Rijn Van Rembrandt, viale dei Campeggi (coppia di fermata tra Punta Marina e Lido Adriano), via Pascoli (scuola Randi in città), via Faentina (zona distributore e fermata 619) e viale Randi (zona Tribunale), piazzale Aldo Moro, viale Dei Navigatori, via Zancanaro (zona scuola a Lido Adriano), via Botticelli (zona Pritona a Lido Adriano), viale Petrarca (Lido Adriano), via Rubicone (nella zona delle scuole elementari Garibaldi in città).
Il terzo progetto concerne gli interventi per la circolazione e la sicurezza stradale in attuazione ai piani della mobilità e dell’accessibilità urbana; questi consisteranno nell’installazione di segnaletica verticale riguardo l’accessibilità dei veicoli pesanti al centro abitato di Ravenna, la realizzazione e la formazione dello spartitraffico in via Faentina a protezione del percorso ciclopedonale in corrispondenza dell’intersezione con via Salietti e di un nuovo attraversamento pedonale nella stessa via in corrispondenza dell’accesso alla piazza Nenni. Sono altresì previste la realizzazione della cordonata stradale a protezione del percorso ciclopedonale di via Faentina e dell’attraversamento pedonale mancante in via Salietti, compreso l’abbassamento dei marciapiedi a raccordo della carreggiata; la realizzazione sperimentale di isole mediane a protezione degli attraversamenti pedonali in via Gioberti per valutarne gli effetti sulla circolazione; sono inoltre compresi lavori consistenti nell’attuazione di un secondo stralcio degli interventi previsti nel Piano di accessibilità urbana (Pau) relativo alla collocazione di apposta segnaletica a terra per persone non vedenti.

Per quanto riguarda le strutture scolastiche l’intervento principale riguarda il tetto della scuola dell’infanzia “Giorgio Gaudenzi”. La manutenzione straordinaria comprende anche la pulizia e il trattamento delle parti perimetrali intorno alla copertura e un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio al fine di ridurne i consumi, inserendo uno strato isolante termico in pannelli rigidi. L’intervento sarà completato con l’inserimento del manto impermeabilizzante in doppio strato, il rifacimento degli scarichi pluviali e infine la tinteggiatura esterna.

Sono stati inoltre progettati interventi in diverse aree cortilizie scolastiche con manutenzioni edili mirate. Le scuole interessate sono la primaria Pasini a Ravenna; per l’infanzia Imparo giocando in via Ariosto a Lido Adriano, che fa parte dell’Istituto comprensivo Del Mare; le primarie Gulminelli in via 56 Martiri e Ceci a Ponte Nuovo, entrambe nell’ambito dell’istituto comprensivo Ricci Muratori; la scuola primaria Rodari in via Reale 292 a Mezzano, che fa parte dell’Istituto comprensivo Valgimigli, la scuola per l’infanzia Piccolo principe a San Pietro in Vincoli. Gli interventi riguardano soprattutto il miglioramento degli accessi, il rifacimento di cancelli e recinzioni.

Petizione per mantenere stabili tre medici di famiglia a Marina di Ravenna

L’istanza sottoscritta da 600 residenti della frazione. Il sostegno di Lista per Ravenna che aveva già posto la questione al Sindaco

Medico Di FamigliaC’è una carenza  nell’organizzazione sanitaria di base a Marina di Ravenna e in particolare l’insufficienza di medici di famiglia a servizio della località. Lo sottolinea una petizione depositata in Municipio a Ravenna il 29 dicembre scorso, con 600 sottoscrizioni di cittadini della frazione della costa, prima firmataria la dottoressa Daniela Zeba, che ha motivato l’istanza commentando che «Marina di Ravenna, unita e senza distinzione di appartenenza politica, si aspetta di ottenere da un’amministrazione responsabile ed attenta la salvaguardia dei diritti dei cittadini».

La segnalazione dell’iniziativa si legge in una nota stampa del gruppo di opposizione consiliare Lista per Ravenna, che rivendica di avere posto in passato il problema all’amministrazione comunale ravennate di fronte a scelte di infrastrutturazione e organizzazione della sanità pubblica che rischiano di penalizzare Marina di Ravenna e i suoi abitanti.

A questo proposito scrive il capogruppo di LpR Alvaro Ancisi, citando un suo question time del settembre scorso: «“A Marina di Ravenna i suoi 3.448 abitanti si sono trovati falcidiati dei medici di famiglia di cui disponevano presso i rispettivi ambulatori privati, per il fatto che uno dei tre è stato trasferito nella Casa della Salute di Lido Adriano, senza essere sostituito. Di quelli rimasti, uno non può accogliere altri pazienti avendo il pieno degli assistiti, mentre l’altro è diviso a metà con Ravenna. La prospettiva di doversi recare, per ogni esigenza primaria di salute, a Lido Adriano o a Ravenna non è accettata da alcuno. Né può soddisfare che, dopo le prime sollevazioni dei cittadini, sia stata disposta la presenza ambulatoriale, a titolo precario, di un sostituto per tre giorni la settimana”.
Di qui la richiesta della petizione:Operare fattivamente affinché sia almeno restituita a Marina di Ravenna, nel più breve tempo possibile, la disponibilità piena e stabile di tre medici di famiglia operanti nella località con un proprio ambulatorio. Si eviti, in particolare, che eventuali istituzioni di Case della Salute altrove gliene sottraggano alcuno”.
Ma il 14 ottobre il presidente della Regione Bonaccini e il 31 dicembre il sindaco De Pascale hanno annunciato, a proposito di Case della Salute nel Comune di Ravenna, la decisione di innalzarne una nuova da sei milioni nel quartiere Darsena, già in programma, e per il resto di realizzare delle “strutture a Castiglione e a Marina di Ravenna”, cioè, in sostanza, delle succursali. Non è questo che Marina di Ravenna si aspettava da quando, durante il mandato 2006-2011 del sindaco Matteucci, fu progettato di realizzarvi una Casa della Salute, ora creata invece a Lido Adriano, benché grande spazio fosse disponibile nel suo nuovo centro civico di capoluogo dell’Area Mare».

Nuovi contagi nel ravennate a quota 228 con appena 1512 tamponi. 5 i morti

Anche in regione restano alti i casi positivi: 2.035. E la percentuale contagi/test supera il 38%. Ma va considerato il numero molto basso di esami eseguiti

Tampone CovidNel territorio ravennate oggi si sono registrati 228 nuovi casi di contagio al coronavirus. Sono 95 maschi e 133 femmine di cui 131 asintomatici e 97 con sintomi; 212 in isolamento domiciliare e 16 ricoverati. I positivi al virsu sono stati individuati in 164 da contact tracing; 48 per sintomi; 16 per test privati.
I tamponi eseguiti sono stati 1.512, oltre un migliaio in meno di ieri,
Oggi sono stati segnalati anche 5 decessi: sono tutti pazienti di sesso maschile di 54, 71, 78 (2) e 92 anni.
Sono state inoltre comunicate circa 50 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono a tuttoggi 13.349.

 

Nell’ambito invece dell’ intera regione si sono registrati 2.035 casi di positività in più rispetto a ieri, su un totale di 5.281 tamponi e 7.724 test rapidi eseguiti nelle ultime 24 ore.
La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi eseguiti ieri è balzato al 38,5%. ma va ricordato che il dato reale potrebbe essere falsato nella proporzione dato che nei giorni festivi,vengono effettuati molti meno tamponi rispetto a tutti gli altri giorni. L’età media dei nuovi positivi è 46 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 519 nuovi casi, poi Modena (331), Reggio Emilia (276), Ravenna (228), Ferrara (147), Cesena (127), Imola (97), Parma (93), Piacenza (85), Forlì (73), Rimini (59). 

D’altra parte i morti rilevati oggi in Emilia-Romagna sono 38; In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.846.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 229 (-2 rispetto a ieri), 2.649 quelli negli altri reparti Covid (+6). Sul territorio, i pazienti sottoposti a terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 14 a Parma (-2), 20 a Reggio Emilia (invariato), 49 a Modena (-2), 48 a Bologna (+3), 16 a Imola (+2), 27 a Ferrara (+1), 17 a Ravenna (-1), 5 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 16 a Rimini (-2).

Prima vaccinazione anti-covid in una residenza per anziani a Cervia

Alla casa protetta “Villa Verde” vaccinati degenti e assistenti sanitari. In regione già somministrate 3.161 dosi. Si prosegue dal 2 gennaio

Vaccinazione Rsa Cervia 1 È stata avviata a Cervia, il 31 dicembre, nella Casa Protetta “Villa Verde”, la prima seduta di vaccinazione anti-covid riservata agli operatori sanitari e agli ospiti di una residenza per anziani nel ravennate. L’iniziativa ha coinvolto 56 persone, la quasi totalità dei degenti della Rsa cervese. Anche tutti i 41 assistenti sanitari presenti nella struttura hanno aderito all’offerta vaccinale. 22 sono stati già vaccinati  gli altri provvederanno ad effettuare la vaccinazione nei prossimi giorni nella sede del Pala De Andrè, prescelta per l’inoculazione del vaccino in provincia.

Vaccinazione Rsa Cervia 3«Un risultato molto importante che ci consente di mettere in sicurezza gli anziani e gli operatori della struttura – ha dichiarato il direttore del distretto Ausl di Ravenna, Roberta Mazzoni – che ringrazia la responsabile della struttura Laura Nicoletti, il medico di struttura dottoressa Argelli  e tutti gli operatori, per la collaborazione e la  disponibilità , sia per avere  accolto  da subito la proposta dell’azienda di avviare la campagna vaccinale presso la Rsa cervese, sia per essere riuscite a coinvolgere la totalità del personale, gli  ospiti della struttura e i loro familiari, svolgendo un’azione informativa e comunicativa indispensabile per il risultato raggiunto».

Intanto, la Regione – in una nota stampa – ha comunicato che in Emilia-Romagna sono già 3.161 le persone vaccinate contro il coronavirus.
Alle 975 dosi somministrate durante il “Vaccine Day” in Italia e in Europa, si aggiungono i 2.186 vaccinati ieri, prima vera giornata della campagna vaccinale: 1.587 donne e uomini che lavorano nella sanità regionale fra medici, infermieri e operatori, e 599 nelle strutture residenziali per anziani, anche qui fra personale, operatori e degenti (di questi ultimi, 282 quelli vaccinati).

Vaccinazione Rsa Cervia 2Nel dettaglio, rispetto al personale vaccinato dalle aziende sanitarie, Ausl e Aziende ospedaliere, i 1.587 vaccinati nella prima giornata sono così suddivisi: 150 a Piacenza, 60 a Parma, 306 a Reggio Emilia, 324 a Modena, 220 a Bologna, 80 a Imola, 89 a Ferrara, 358 nella Ausl Romagna (102 a Ravenna, 160 a Forlì-Cesena e 96 a Rimini).
Dal 2 gennaio, la campagna vaccinale riprenderà a pieno ritmo, con le aziende sanitarie che andranno a regime con la somministrazione.
Entro il 25 gennaio, infatti, in Emilia-Romagna arriveranno 220 scatole di vaccino Pfizer-BioNtech; all’interno di ogni confezione ci saranno fino a 1.170 dosi, per un totale di oltre 257.400. Saranno consegnate e distribuite alle Aziende Usl e alle Aziende ospedaliero-universitarie, da Piacenza a Rimini, per questa prima fase della campagna di vaccinazione rivolta al mondo della sanità e delle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità.
Dopo il primo arrivo, mercoledì 30 dicembre, in altre quattro distinte giornate saranno completate tutte le consegne del mese di gennaio: lunedì 4, 11, 18 e 25 gennaio. Gli arrivi delle confezioni di vaccino continueranno anche per il mese di febbraio, per consentire il completamento dei cicli che prevedono la somministrazione di due dosi a distanza di 18-23 giorni l’una dall’altra. E a marzo si partirà con la campagna vaccinale per tutto il resto della popolazione.

Controlli di Capodanno a Ravenna: quasi tutto regolare, solo 6 sanzioni

Oltre 100 agenti della Polizia Locale in azione in città e nel forese. Multati un bar e una tabaccheria. Arresti e sequestri per spaccio di droga

Polizia Locale Capodanno 1Oltre 100 agenti di polizia locale si sono avvicendati nei turni di servizio di controllo dursante ll Capodanno. Controlli che hanno coinvolto e affiancato anche altri operatori delle forze dell’ordine locali
L’ultimo giorno del 2020 e il primo giorno del nuovo anno, sono stati caratterizzati da intense attività di verica dele rispetto della norme anticovid in zona rossa, oltre che su strada, a strutture ricettive, bar, tabaccherie e ristoranti del centro e delle località di San Bartolo, Porto Fuori, Lido di Savio e Classe. I controlli hanno evidenziato una sostanziale, diffusa regolarità.

Gli unici sanzionati son stati un bar e una tabaccheria di cui per quest’ultima è stata disposta anche la chiusura per 5 giorni.
Mentre sono state appena 4 le sanzioni elevate a carico di persone sorprese a circolare senza giustificato motivo.

Nel corso della serata del 31 dicembre e poi per tutta la notte, la polizia locale ha inoltre eseguito perquisizioni sul territorio di Ravenna e provincia per reprimere un traffico di sostanze stupefacenti, posto in essere, nella centralissima Piazza Baracca, da giovanissimi pusher. Due le persone arrestate e sottoposto a sequestro quasi 1 Kg di varie droghe, in larga parte marijuana.

Servizio fotografico di Massimo Argnani

L’anno nuovo comincia a Ravenna con 292 contagiati. Tanti (18) anche i morti

Ma il numero dei decessi riguarda anche casi dei giorni scorsi. In regione nuovi contagi a quota 2.629

Tamponi Rapidi

In provincia di Ravenna oggi si sono registrati 292 nuovi casi positivi al coronavirus, in netto aumento rispetto a ieri: si tratta di 130 maschi e 162 femmine, di cui 161 asintomatici e 131 con sintomi; 275 in isolamento domiciliare e 17 ricoverati. Nel dettaglio: 218 da contact tracing; 66 per sintomi; 8 per test privati. I tamponi eseguiti sono stati 2.522.

Oggi sono stati comunicati anche 18 decessi, circa metà dei quali verificatisi però nei giorni scorsi: si tratta comunque di sei pazienti di sesso maschile di 65, 85, 86, 91, 92 e 98 anni e dodici di sesso femminile 83, 84, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 94, 97 e 100 anni.
Sono state inoltre rilevate circa 300 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate sono saliti a 13.121.
In Emilia-Romagna i nuovi casi positivi riscontrati oggi 1° gennaio 2021, a fronte di  11.372 tamponi, sono 2.692, quasi 600 in più di ieri. La percentuale dei contagiati sul numero di tamponi fatti nelle ultime 24 ore è del 22,9%.
La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 564 nuovi casi; a seguire Modena con 512, Ravenna (292), Reggio Emilia (259), Rimini (258), Piacenza (188), Ferrara (142), Parma (93). Poi, Cesena (129), Forlì (117) e Imola (75).

In regione sono stati contati peraltro 70 nuovi decessi. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.808.I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 231 (-2 rispetto a ieri), 2.643 quelli negli altri reparti Covid (+14). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 14 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 16 a Parma (+1), 20 a Reggio Emilia (-1), 51 a Modena (-1), 45 a Bologna (-1), 14 a Imola (+2), 26 a Ferrara (-2), 18 a Ravenna (-2), 5 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (+1) e 18 a Rimini (invariato).

«In questi giorni assistiamo a un incremento dei casi positivi, nella nostra regione e nel Paese – ha affermato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini rispetto ai dati più recenti sulla pandemia nel territorio emiliano-romagnaolo  –. In parte atteso, perché scontiamo qualche settimana precedente al Natale che ha visto maggiore libertà di movimento e di relazioni personali e sociali per i cittadini. Inoltre, all’alto numero di tamponi molecolari che facciamo, si aggiungono ogni giorno sempre più tamponi rapidi, quasi 30mila solo negli ultimi tre giorni: una capacità di testare la popolazione che ci permette di trovare molti asintomatici e quindi di fare maggior controllo e prevenzione. Ma è soprattutto importante l’avvio, ieri, dopo il “vaccine day”, della campagna vera e propria di vaccinazioni contro il Covid. Siamo partiti col personale sanitario, gli operatori e i degenti delle Cra e in Emilia-Romagna ci siamo dati l’obiettivo di arrivare a fare 50mila vaccini a settimana: adesso più che mai è il momento di tenere alta la guardia, continuando tutti a rispettare le regole di sicurezza».

 

Si chiama Giulio il primo bimbo nato a Ravenna nel 2021

È venuto alla luce alle 2.30. Più tardi è stata la volta della bimba Owede Rebecca. In Italia, secondo Unicef, il 1° gennaio ci sono state 1.163 nascite

Il Piccolo Giulio Testa Con I Suoi Genitori
Il piccolo Giulio Testa con i suoi genitori

Si chiama Giulio Testa, un sorridente maschietto di 3.385 grammi di peso, il primo nato a Ravenna nel 2021, per la precisione venuto alla luce alle 2.38 del 1° gennaio. A seguire, alle 4.24 è nata Owede Rebecca Ofure, una bimba dal peso di 3.565, da genitori di nazionalità nigeriana.

Secondo un rapporto dell’Unicef Italia, divulgato in queste prime ore del nuovo anno, si stima che 371.504 bambini nasceranno nel mondo il primo giorno del 2021. Questo numero include circa 1.163 bambini che nasceranno in Italia.

A livello globale, si stima che oltre la metà di queste nascite avverrà in 10 paesi: India (59.995), Cina (35.615), Nigeria (21.439), Pakistan (14.161), Indonesia (12.336), Etiopia (12.006), Stati Uniti (10.312), Egitto (9.455), Bangladesh (9.236) e Repubblica Democratica del Congo (8.640).
In totale, si stima che nel 2021 nasceranno 140 milioni di bambini. La loro aspettativa di vita media dovrebbe essere di 84 anni.
Al 1° gennaio 2021 nasceranno in Europa e Asia centrale 16.698 bambini, in Asia meridionale 88.128 bambini, in Asia orientale e nel pacifico 67.760 bambini, in Africa occidentale e centrale 55.849 bambini; in Africa Meridionale e Orientale 49.321 bambini, in Medio Oriente e Nord Africa 38.401 bambini, in America Latina e nei Caraibi 26.405 bambini, nei paesi non inclusi fra le regioni dei programmi dell’Unicef, 27.880 bambini.

«I bambini nati oggi entrano in un mondo molto diverso da quello persino di un anno fa, e un nuovo anno porta con sé una nuova opportunità per re-immaginarlo», ha dichiarato il Direttore Generale dell’Unicef, Henrietta Fore. «I bambini nati oggi erediteranno il mondo che cominciamo a costruire oggi per loro. Facciamo in modo che il 2021 sia l’anno in cui iniziamo a costruire un mondo più giusto, più sicuro e più sano per i bambini».
«Tra i 1.163 nati oggi in Italia, diversi bambini nasceranno negli ospedali riconosciuti dall’Unicef e dall’Oms “Amici dei bambini”’; soltanto nel 2019, sono nati in questi ospedali 33.471 bambini, il 7,7% di tutti i nati in Italia. Questi neonati e le loro madri hanno beneficiato dei migliori standard di assistenza in materia di parto e allattamento» – ha ricordato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia.
Il 2021 segnerà anche il 75° anniversario dell’Unicef. Nel corso dell’anno, l’Unicef e i suoi partner celebreranno l’anniversario con eventi e messaggi che ricorderanno i tre quarti di secolo di protezione dei bambini dai conflitti, dalle malattie e dall’esclusione e di difesa del loro diritto alla sopravvivenza, alla salute e all’istruzione.
In risposta alla pandemia globale, l’Unicef ha lanciato la campagna “Reimagine”, un impegno globale per evitare che la pandemia da Covid 19 diventi una crisi duratura per i bambini. Attraverso la campagna, l’organizzazione lancia un appello urgente ai governi, al pubblico, ai donatori e al settore privato affinché si uniscano all’Unicef nel tentativo di rispondere, recuperare e re-immaginare un mondo migliore dopo la pandemia.

Il 2020 in piazza del Popolo in un minuto – IL VIDEO

Ogni mezzogiorno di ogni giorno dalla webcam del Comune di Ravenna

Ogni mezzogiorno del 2020 in 1 minuto. Sfruttando la webcam del Comune, Paolo Franchini ha montato un video in cui scorre in pochi secondi tutto il 2020. Con la piazza principale della città che a fasi alterne si svuota a causa delle varie misure di restrizione introdotte dal Governo per limitare la diffusione del contagio. Ecco il video.

Esenzione ticket sanitari, in 24 su 29 controllati hanno dichiarato il falso

Multe a partire da 5mila euro per i “furbetti”

SuperticketI militari dei Reparti territoriali dipendenti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, nei giorni scorsi hanno terminato le verifiche amministrative circa la regolarità delle esenzioni concesse per il pagamento dei previsti ticket sanitari relativi alle prestazioni offerte dal servizio sanitario nazionale.

Selezionando i nominativi segnalati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressioni Frodi Comunitarie di Roma e sulla base degli elenchi forniti dalla stessa Ausl Romagna, le Fiamme Gialle ravennati hanno proceduto a effettuare controlli a campione per verificare se l’esenzione goduta dai fruitori delle prestazioni sanitarie fosse giustificata sulla base della loro posizione reddituale.

La bontà dell’analisi compiuta è testimoniata dall’alta percentuale di irregolarità riscontrate sul campione selezionato, atteso che oltre l’80 percento dei controlli, ossia 24 su 29, si è chiuso con contestazioni.

In particolare sono state accertate sostanzialmente due diverse tipologie di dichiarazioni false presentate in sede di istanza tesa all’ottenimento dell’agevolazione: aver dichiarato di trovarsi in uno stato di disoccupazione o di aver conseguito redditi minori rispetto al dato reale per rientrare nella soglia massima prevista per ottenere il beneficio.

Ai 24 soggetti che hanno attestato il falso (8 di Ravenna, 7 di Faenza, 6 di Lugo e 5 di Cervia) è stata quindi contestata la violazione amministrativa di indebita percezione di erogazioni pubbliche che prevede una sanzione amministrativa da 5.164 a 25.822 euro, nel limite massimo del triplo dell’importo indebitamente conseguito.

È stata informata anche la competente Ausl per il recupero dei ticket indebitamente non pagati.

Ok dai prefetti: il 7 gennaio riaprono anche le scuole superiori, al 50 percento

La soddisfazione della ministra Azzolina

Scuola Faenza Ragazzi«Le prefetture hanno adottato i documenti operativi all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza». Lo annuncia in una nota il Viminale, spiegando che «i prefetti hanno tenuto conto anche dell’ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020 che limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe al 50%».

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha espresso «grande soddisfazione per il risultato raggiunto».

«In pochi giorni – ha spiegato – i tavoli guidati dai prefetti hanno permesso di elaborare misure specifiche, territorio per territorio, e subito operative. Un lavoro di squadra di cui andare fieri. Nell’unico interesse di studentesse e studenti». (ANSA.it)

Covid, la curva dei contagi in regione risale: 2.116 nuovi casi (191 a Ravenna)

In provincia accertati altri 5 decessi. Due persone in meno ricoverate in terapia intensiva

CovidAncora contagi vicini a quota 200 in provincia di Ravenna (191 di cui 64 asintomatici, su 2.633 tamponi), nel bollettino Covid dell’ultimo giorno di questo 2020. Bollettino che certifica anche altri 5 decessi nel Ravennate.

Il bollettino regionale del 31 dicembre

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 171.512 casi di positività, 2.116 in più rispetto a ieri (di cui 930 asintomatici), su un totale di 15.735 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 13,4%.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 57.346 (+1.289 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono 54.484 (+1.298), il 95% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 772 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 106.428.

Purtroppo, si registrano 55 nuovi decessi: 3 a Piacenza (una donna di 83 anni, e due uomini rispettivamente di 74 e 77 anni), 4 in provincia di Parma (due donne di 80 e 90 anni e due uomini di 80 e 86 anni), 8 in provincia di Reggio Emilia (4 donne, rispettivamente di 79, 90, 91 e 101 anni, e 4 uomini: uno di 82, due di 90 anni, uno di 96 anni); 8 nel modenese (due donne – di 84 e 94 anni – e 6 uomini, uno di 72, due di 80 anni, uno di 82, uno di 83 e uno di 91 anni); 6 in provincia di Bologna (3 donne – di 77, 83 e 88 anni, – e 3 uomini: di 57, 69 e 81 anni); 3 a Imola (due donne, rispettivamente di 88 e 92 anni, e un uomo di 87 anni); 5 nel ferrarese (due donne di 90 e 93 anni, e tre uomini di 70, 85, 90 anni); 5 in provincia di Ravenna (una sola donna di 94 anni, e 4 uomini, rispettivamente di 77, 79, 84 e 90 anni); 3 a Forlì-Cesena (una donna di 91 anni e due uomini di 87 e 92 anni); 9 nel riminese: 7 donne – una di 75 anni, una di 87 anni, due di 93 anni, due di 94 anni e una di 99 anni; due uomini di 73 e 82 anni. Un decesso di una donna di 83 anni residente in altra regione.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.738.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 233 (+3 rispetto a ieri), 2.629 quelli negli altri reparti Covid (-12).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 15 a Parma (numero invariato rispetto a ieri), 21 a Reggio Emilia (invariato), 52 a Modena (+2), 46 a Bologna (invariato), 12 a Imola (+1), 28 a Ferrara (+2), 20 a Ravenna (-2), 5 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (invariato) e 18 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 15.466 a Piacenza (+108 rispetto a ieri, di cui 49 sintomatici), 12.999 a Parma (+100, di cui 63 sintomatici), 23.366 a Reggio Emilia (+288, di cui 169 sintomatici), 30.875 Modena (+362, di cui 208 sintomatici), 33.981 a Bologna (+339, di cui 172 sintomatici), 5.503 casi a Imola (+71, di cui 24 sintomatici), 9.151 a Ferrara (+173, di cui 31 sintomatici), 12.829 a Ravenna (+191, di cui 127 sintomatici), 6.034 a Forlì (+117, di cui 87 sintomatici), 6.265 a Cesena (+106, di cui 82 sintomatici) e 15.043 a Rimini (+261, di cui 174 sintomatici)

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