L’Inferno di Dante diventa un gioco di società con un mazzo di 110 carte

Si chiama Comedia, sviluppato dalla Cobblepot Games di Ravenna. Uscirà in edizione limitata: 700 copie numerate come gli anni trascorsi dalla morte del Poeta

Comedia Dante Gioco 1Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in un gioco di società. L’Inferno di Dante Alighieri è l’ambientazione di Comedia, prodotto dalla Cobblepot Games di Ravenna in occasione del settimo centenario della morte del poeta.
Con un mazzo di 110 carte – raffiguranti le incisioni del pittore francese Gustave Doré che nel XIX secolo illustrò l’opera – bisogna collezionare incontri e personaggi del primo regno, alternandosi tra i ruoli di Dante, Virgilio, la Lupa, il Leone e la Lonza, mettendo alla prova le proprie virtù (da 3 a 6 giocatori, da 10 anni in su). Il gioco uscirà in aprile (acquistabile fino al 31 gennaio online sul sito dell’editore Top Hat Games): 700 copie numerate, come gli anni trascorsi dalla dipartita del letterato toscano durante il soggiorno ravennate.

Gli sviluppatori sgombrano il campo dal primo timore di fronte a un gioco del genere: «Per giocare non servirà conoscere a memoria i Canti – assicura Matteo Pironi della Top Hat –. Anzi, l’obiettivo è proprio il contrario: deve essere divertente anche per chi non conosce lo sfondo storico e magari giocando si incuriosisce per saperne di più dell’opera».

Comedia è il risultato di un lavoro iniziato nel 2015. Quell’anno Federico Latini vinse la prima edizione del Nerd Play Award al festival Modena Play: il concorso riservato a inventori di giochi esordienti metteva in palio un contratto di sviluppo con la Cobblepot, brand della società ravennate Tiopi. L’idea di Latini si chiamava “Maratonda” e non aveva nulla di dantesco. Ma la meccanica proposta è sembrata calzante per riprodurre la sensazione della discesa agli inferi.
Un prototipo è stato anche esposto alla biblioteca Classense nel 2017 per la mostra “L’Inferno degli Italiani”. «Il lavoro di una casa di produzione di giochi è proprio questo – spiega ancora Pironi che collabra anche con Cobblepot –. Si parte da un’idea e la si sviluppa cercando di proporre un prodotto che interessi un editore. Noi avevamo da tempo la volontà di realizzare un gioco su Dante e l’idea di Latini ci è sembrata adatta. Ma non è un’eccezione: molti giochi pubblicati sono partiti da tutt’altro».

L’editore che ha accolto la proposta è la Top Hat Games e il gioco vedrà la luce grazie al sostegno del Comune di Gradara che già aveva appoggiato la realizzazione di un gioco su Paolo e Francesca e dove il sindaco Filippo Gasperi è un progettista di giochi. «Avevamo avviato contatti con la fondazione Ravennantica – ricostruisce Pironi, di professione psicologo – per la realizzazione. Poi è arrivata la pandemia e le cose sono cambiate. Si è fatta avanti Gradara e abbiamo trovato un accordo. Ora abbiamo ripreso i discorsi con Ravenna e il prodotto sarà sicuramente coinvolto nelle iniziative della città per il 2021».

Comedia Dante Gioco 2Quel Comedia scritto con una sola emme dice tanto della filosofia Cobblepot: «È la dicitura più corretta, quella più apprezzata dai puristi. La scelta è piaciuta anche ai responsabili del museo dantesco. Il nostro punto forte è proporre giochi con una ambientazione storica dettagliata, approfondita». Non è un caso che sul regolamento ci sia la voce “ricerca filologica a cura di Gabriele Mari”: «Faccio un esempio di un altro titolo – spiega ancora Pironi –. Per realizzare “Arena Colossei” abbiamo consultato uno storico e un’associazione che fa rievocazioni in costume per inscenare azioni di battaglia in modo che i nostri scultori potessero realizzare le miniature del gioco fedeli nella gestualità».

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La Tiopi conta cinque soci, altrettanti stretti collaboratori tra cui Pironi e decine si esperti coinvolti a seconda dei progetti. La domanda va fatta: si campa giocando? Pironi sorride: «Diciamo di sì. Per tre dei cinque soci questo è l’unico lavoro. Per altri come me è un secondo lavoro. Certo che bisogna mettere in conto che si lavora in proprio e si incassa solo se si trova un editore».

Con Comedia diventano più di 40 i giochi prodotti dalla Cobblepot, ma altrettanti sono nei cassetti in attesa del momento buono. Che potrebbe non arrivare mai: «Sì, non c’è la certezza, capita anche di sviluppare giochi che non trovano un editore. Ma non si può mai dire in modo definitivo: ad esempio a breve uscirà un nostro gioco in Corea dopo che due anni fa era stato rifiutato in Germania».

Anche per il gioco da tavolo la pandemia non è stata indifferente. Il settore si è trovato in una situazione paradossale: il lockdown costringeva a restare in casa con la necessità di trovare passatempi ma il gioco da tavolo è per definizione ritrovo di persone vicine. «Anche per noi c’è stato uno sviluppo online. Ci sono piattaforme che propongono giochi già conosciuti oppure dove si possono inserire giochi nuovi. Questo ad esempio sarà un vantaggio enorme per mostrare un prototipo a qualcuno dall’altra parte del mondo. Ma mi auguro che il gioco rimanga ancora qualcosa da fare fuori dagli schermi».

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