Si tratta della Enea Tech, che dovrà promuovere investimenti in materia di ricerca e sviluppo e trasferimento tecnologico a favore delle imprese

La ricercatrice faentina Anna Tampieri è stata nominata nei giorni scorsi alla presidenza della Fondazione Enea Tech, realtà che gestirà il primo fondo italiano per il trasferimento tecnologico, di matrice pubblica, e che potrà contare su una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per promuovere e sostenere i processi di innovazione delle piccole e medie imprese, start-up, spin-off universitari e centri di ricerca.
Il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha firmato il decreto di approvazione dello statuto della Fondazione (che ha visto la luce nell’ambito del Decreto Legge “Rilancio”) che avrà la funzione di promuovere investimenti e iniziative in materia di ricerca e sviluppo e trasferimento tecnologico a favore delle imprese che operano su tutto il territorio nazionale.
Direttrice dell’Istec, l’Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr di Faenza, Anna Tampieri nel 2019 è stata nominata dalla “Itwiin”, l’associazione Donne inventrici e innovatrici, quale migliore innovatrice italiana. Nel corso dei 30 anni della sua attività, il focus principale della sua ricerca è stato lo sviluppo di nuovi biomateriali e dispositivi per la rigenerazione di tessuti connettivi duri, come le ossa, le cartilagini e i denti. Ha fondato la startup GreenBone Ortho che dalla sua costituzione nel 2014 ha ricevuto oltre 11 milioni di euro di fondi da parte di privati e fondi di investimento internazionali. Nella sua carriera di ricercatrice Anna Tampieri ha pubblicato oltre duecento lavori e firmato ben 15 brevetti internazionali, alcuni dei quali licenziati o ceduti ad aziende attive nel settore biomedicale. Ha coordinato 14 progetti di ricerca di cui otto grandi consorzi internazionali ed è stata WP Leader in altri 13 progetti di cui sei finanziati dalla comunità europea.
Dopo il rifacimento dell’asfalto e delle fognature, dal 9 novembre riapre il parcheggio di via Bezzi a Ravenna (zona stazione), ora affidato alla gestione di Azimut (società controllata dal Comune). In totale 56 posti auto di cui 15 destinati alla polizia locale in sostituzione di quelli già assegnati in via Beatrice Alighieri che torneranno disponibili al pubblico.
È stato firmato oggi, 5 novembre, il contratto di affidamento della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori per l’approfondimento dei fondali del porto di Ravenna fino a 12,5 metri dagli attuali 10,5. L’appalto dell’Autorità portuale del valore di 235 milioni di euro è andato, come noto, al raggruppamento temporaneo d’imprese con mandataria il Consorzio Stabile Grandi Lavori (del quale è socio maggioritario e di riferimento la Rcm Costruzioni del gruppo Rainone) e mandante la belga Dredging International. Secondo Daniele Rossi, presidente di Ap, la conclusione delle opere (che comprendono anche il rifacimento di alcuni km di banchine) potrebbe arrivare nel 2025.
Con la chiusura delle biblioteche si riducono le possibilità a disposizione degli studenti che non hanno spazi adeguati a casa per l’impegno scolastico e così un bar di Russi si propone come aula studio alternativa: «Chiederemo gentilmente ai clienti che verranno il silenzio e il rispetto per la nostra scelta», scrive su Facebook il titolare dello Ziggy Bar, Nicola Fabrizio.
Non è la prima volta che la divisa bizantina prende spunto dalla città, dai suoi monumenti e dalla sua storia. La
I focolai che stanno toccando già cinque case di riposo per anziani e l’esito di tamponi arretrati per il sovraccarico del laboratorio dell’Ausl, uniti alla maggiore circolazione del virus in questo periodo, restituiscono il record di nuovi casi giornalieri in provincia di Ravenna: sono 225 quelli diagnosticati oggi, 5 novembre, che equivalgono da soli al 6 percento del totale delle diagnosi da fine febbraio (3.695).

Dopo un anno di trattative ancora non si sblocca il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici perché, secondo i sindacati, «Federmeccanica resta ferma sulle proprie posizioni senza concedere vere aperture»: i delegati di fabbrica di diverse aziende di Ravenna hanno proclamato l’adesione allo sciopero nazionale proclamato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil per oggi, 5 novembre. Davanti ai cancelli della Marcegaglia in via Baiona si è tenuto un presidio di protesta in mattinata.
La Consar Porto Robur Costa 2030 Ravenna rende noto che, in seguito ai tamponi molecolari Covid-19 a cui si è sottoposto l’intero gruppo squadra nella giornata di martedì 3 novembre, è emersa la positività di sei propri atleti e di due elementi dello staff.