venerdì
26 Giugno 2026

Sabato in piazza «in forma statica» contro le chiusure imposte dal nuovo Dpcm

A Faenza un appello a partecipare rivolto a esponenti del mondo dello sport, della ristorazione, dell’intrattenimento e della scuola

Protesta Ravenna Piazza PopoloAnche a Faenza scatta la protesta alle misure del nuovo Dpcm. L’appuntamento è per domani, sabato 31 ottobre, dalle 18 in piazza del Popolo.

«Intendiamo manifestare solidarietà a tutti coloro che sono stati maggiormente penalizzati dal decreto e che mettono anima e corpo al servizio del benessere della nostra comunità», scrivono gli organizzatori, che si definiscono liberi cittadini («siamo un gruppo di faentini innamorati della propria città»).

La manifestazione è organizzata – si legge ancora nella nota inviata alla stampa – «grazie al coinvolgimento delle associazioni di categoria, delle associazioni sportive, delle imprese ricettive e delle famiglie».

L’invito è rivolto a tutto il mondo dello sport, ai professionisti della ristorazione, a cinema, teatri, locali, scuola (insegnanti, studenti) e l’associazionismo. Un invito a partecipare «per raccontare dal vivo le proprie imprese e associazioni e l’importanza dei valori che rappresentano per la città».

«Intendiamo manifestare – termina la nota – per chiedere alle istituzioni politiche territoriali di impegnarsi anima e corpo affinché a tutte le imprese e società, che negli ultimi mesi hanno investito e si sono impegnate a rispettare i protocolli sanitari e le nuove normative, sia concesso di tornare ad operare tutelando la salute e la sicurezza dei propri iscritti, associati e clienti nel rispetto delle norme in vigore fino a domenica 25 ottobre».

Infine gli organizzatori sottolineano «che la manifestazione avrà carattere apolitico e si svolgerà in forma statica nel rispetto del distanziamento e con obbligo di protezione delle vie respiratorie».

Attacco hacker alla Cmc: server bloccati da una settimana, tecnici al lavoro

Disagi da una settimana negli uffici di via Trieste: gli addetti alla sicurezza stanno ripulendo i sistemi informatici

La rete informatica della Cmc di Ravenna è stata colpita da un attacco hacker il 26 ottobre. L’intrusione nei sistemi ha bloccato l’operatività della cooperativa. I tecnici della società che si occupa della sicurezza sono al lavoro dalle prime ore della crisi per ripristinare l’operatività: secondo quanto appreso dall’azienda, stanno tornando in funzione i sistemi un pezzo alla volta partendo dalle priorità. A distanza di cinque giorni dal blitz però non è ancora completata la pulizia: la previsione è di essere pienamente efficienti di nuovo dal 2 novembre. L’azienda smentisce che sia stato chiesto un riscatto dai pirati per togliere l’infezione al sistema.

Bagnara, il sindaco è positivo: «I miei contatti stretti sono solo i familiari»

Lievi sintomi per il primo cittadino Riccardo Francone, insegnante al polo tecnico professionale di Lugo: «Ho sempre la mascherina e tengo le distanze»

Riccardo FranconeIl sindaco di Bagnara di Romagna, Riccardo Francone, è risultato positivo al Covid-19. È stato il primo cittadino a darne comunicazione stamani, 30 ottobre, su Facebook. Al momento Francone, insegnante al polo tecnico professionale di Lugo, ha solo sintomi leggeri ed è in isolamento a casa: «I miei contatti stretti veri e propri in realtà sono solo i miei familiari, nel resto dei casi ho sempre la mascherina e tengo le distanze, ma evidentemente può non essere sufficiente».

Il primo primo cittadino ha voluto fare un post per raggiungere più persone possibili: «Se avessi dimenticato di informare qualcuno che ritiene di essermi stato a contatto, tanto da avere qualche dubbio, potrà confrontarsi con il proprio medico su cosa sia opportuno fare. I miei familiari conviventi sono in quarantena, ovviamente, ma non è ancora stato possibile fare il tampone».

Francone racconta come è arrivato alla diagnosi: «Martedì 27 ottobre sono iniziati alcuni sintomi, per me frequenti e pertanto non immediatamente collegabili, come il mal di testa, ma ho notato qualcosa di anomalo in serata, per cui mercoledì mattina mi son fermato e ho chiesto il tampone. L’esito è arrivato questa mattina, 30 ottobre».

Nel piccolo comune da 2.400 abitanti fino alle 12 di ieri c’erano otto positivi in totale. Il primo caso è stato registrato a metà maggio: per le settimane precedenti era rimasto l’unico dei diciotto comuni ravennati senza contagi (oggi Casola Valsenio con tre è quello meno colpito). In aprile intervistammo proprio Francone che ci disse: «L’importante sarebbe restare a zero quando potremo dire che tutto questo è alle spalle».

L’attrice lughese Silvia Calderoni è la Lupa nella serie Sky sulla nascita di Roma

Dal 6 novembre in “Romulus” di Matteo Rovere

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Silvia Calderoni nei panni della Lupa

L’attrice lughese Silvia Calderoni, nota in particolare in ambito teatrale per la sua duratura collaborazione con i riminesi Motus, è tra i protagonisti della nuova attesa serie Sky che racconta, tra storia e leggenda, la nascita di Roma. Si tratta di Romulus e l’attrice romagnola interpreta nientemeno che la Lupa capitolina, che nella serie non è il mitologico animale, bensì una donna, «a capo di una lotta di rivendicazione matriarcale ante litteram», scrive Elle.

ln onda su Sky Atlantic dal 6 novembre – dopo l’anteprima alla Festa di Roma –, la serie, in dieci puntate, è stata creata da Matteo Rovere che la dirige insieme a Michele Alhaique ed Enrico Maria Artale.

In scena i trenta popoli della Lega Latina che vivono in una precaria pace sotto la guida del re di Alba. Questa isola di civiltà è circondata però dall’orrore: un enorme bosco dove è padrona la signora dei lupi, Silvia Calderoni.

Altro focolaio in una residenza per anziani: 50 contagi alla casa di riposo Cavina

Si tratta di 36 degenti e 14 operatori della struttura privata di Lugo

Don Cavina LugoA “gonfiare” i dati dei contagiati di questi giorni in provincia di Ravenna è anche un altro focolaio in una residenza per anziani. Si tratta della casa protetta privata Don Carlo Cavina di Lugo.

A darne notizia è stato il sindaco Davide Ranalli.

Su 60 degenti, ben 36 sono risultati positivi al coronavirus. A questi si devono aggiungere anche 14 operatori, su 43 complessivi.

Sui 50 contagiati totali, fortunatamente, solo una persona è ricoverata, mentre gli altri sono asintomatici o con sintomi leggeri.

Ischemia critica: Maria Cecilia unico centro in Italia che usa l’aterotomo orbitale

La tecnologia permette la disostruzione delle arterie di gambe e piedi anche nei pazienti diabetici considerati “no option”, ovvero senza possibilità di risoluzione della patologia

Dott. Mariano Palena Maria Cecilia Hospital 02Il primo centro medico in Italia a utilizzare l’aterotomo orbitale, una tecnologia particolarmente indicata per il trattamento di problematiche ai vasi sanguigni connesse al diabete, è il Maria Cecilia di Cotignola, ospedale privato di alta specialità accreditato con il sistema sanitario nazionale.

L’aterotomo permette di trattare i vasi periferici e di intervenire anche nei pazienti considerati “no option”, ovvero quei pazienti che non hanno opzioni per la risoluzione definitiva della problematica ostruttiva. Questo dispositivo di ultima generazione, utilizzato tramite accesso mininvasivo, permette la disostruzione e la rivascolarizzazione delle arterie calcificate, rimuovendo le placche arteriose e rimodellando il vaso dall’interno attraverso la procedura denominata aterectomia.

In Italia si stima che il 10 percento della popolazione sia diabetico o diventerà diabetico nel tempo e che oltre il 25 percento di queste persone soffrirà di problematiche agli arti inferiori. Una delle patologie che affliggono gambe e piedi, in particolar modo nel paziente diabetico, è l’ischemia critica, ovvero una riduzione dell’afflusso di sangue causata dall’occlusione delle arterie.

Dott. Mariano Palena Maria Cecilia Hospital 01«L’aterotomo orbitale è costituito da una piccola fresa, che si attiva con un comando esterno, la quale permette in primis di raggiungere i vasi distali fino al piede – spiega il dottor Mariano Palena, coordinatore dell’area endovascolare al Maria Cecilia Hospital – e compie un lavoro selettivo all’interno del vaso: rimuove, infatti, la placca che ostruisce l’arteria senza ledere la parete dove invece non è presente. L’aterotomo orbitale offre un altro grande vantaggio: i detriti che si generano nella fase di rimozione della placca sono di dimensioni piccolissime e questo impedisce che si verifichino embolie distali».

Al Maria Cecilia Hospital è attivo il Centro per il trattamento del piede diabetico, coordinato dal prof. Luca Dalla Paola che applica un approccio multidisciplinare e utilizza le tecniche e gli strumenti più innovativi per individuare il percorso di cura ideale per il paziente con diabete.

Carradori (dg Ausl): «Non è previsto che l’ospedale di Lugo torni Covid Hospital»

Il dirigente è intervenuto in consiglio comunale per una seduta straordinaria sul tema sanità

Ospedale Umberto Lugo
L’ospedale di Lugo

Non è previsto che l’ospedale Umberto I di Lugo torni a essere Covid Hospital come la scorsa primavera. Lo ha affermato Tiziano Carradori, direttore generale dell’Ausl Romagna, intervento in consiglio comunale a Lugo per una riunione straordinaria dedicata alla sanità.

Carradori ha ribadito quanto già evidenziato anche in altri incontri istituzionali, e cioè l’impegno dell’attuale direzione a valorizzare l’ospedale di Lugo come importante tassello della rete ospedaliera dell’Ausl Romagna. «Il presidio ospedaliero di Lugo risponde al 90 percento delle esigenze di salute del bacino territoriale di riferimento, mentre il restante 10 percento è costituito da prestazioni per le quali è appropriata la centralizzazione dei pazienti in strutture di livello superiore. L’’Umberto I’ rappresenta un elemento di governo dell’offerta di salute distrettuale e tale continuerà ad essere». Il direttore ha assicurato che nella struttura torneranno le specialità che temporaneamente erano state spostate per far fronte all’emergenza.

Sul fronte degli incarichi, Carradori ha spiegato che «al momento del nostro insediamento, il primo luglio, abbiamo trovato 55 primariati vacanti (a livello romagnolo, ndr): stiamo lavorando per coprirli poiché vogliamo superare tutte le situazioni di interim e facenti funzioni. È chiaro che ci vorrà del tempo. Questo riguarda ovviamente anche l’ospedale di Lugo per quanto riguarda sia la direzione medica che i primariati».

Quindi il punto sulle progettazioni ospedaliere: già operativo il Laboratorio a risposta rapida mentre il pronto soccorso è stato attrezzato con una nuova diagnostica radiologica; terminato entro l’anno il Padiglione D (circa 5 milioni di euro) con nuova Dialisi, Otorino, Oculistica, endoscopia digestiva. Sono inoltre previsti interventi di ampliamento e riorganizzazione del Pronto soccorso, per la conversione di 4 posti letto in terapia semintensiva e l’implementazione di ulteriori 4 posti di terapia intensiva portando la dotazione totale a 10, cui seguirà la completa ristrutturazione del reparto. Sono inoltre in fase di progettazione opere per la riorganizzazione e ristrutturazione di alcune sedi di servizi territoriali quali la neuropsichiatria infantile, il consultorio e il centro di salute mentale, oltre alla seconda Casa della Salute.

Medico senza abilitazione in un team del Maria Cecilia Hospital, 13 a processo

Laureato in Croazia ma non poteva esercitare la professione in Italia dove era anche senza permesso di soggiorno: faceva parte della squadra del professor Pappone nell’ospedale privato accreditato di Cotignola

Maria Cecilia Hospital
Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola

Per diversi anni un medico croato senza abilitazione all’esercizio della professione in Italia e senza permesso di soggiorno ha fatto parte della squadra di una ventina di persone guidata dal professor Carlo Pappone, luminare di cardiologia di fama internazionale, nel reparto di Aritmologia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola, ospedale privato accreditato con il sistema sanitario nazionale. Per la procura di Ravenna questo equivale alle accuse, a vario titolo, di lesioni personali, esercizio abusivo della professione e falso. L’udienza preliminare si è conclusa ieri, 29 ottobre, e come riportano i quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna è arrivato il rinvio a giudizio per tredici persone, tra medici e personale amministrativo della struttura che fa capo alla Gvm.

Come già precisò l’azienda sanitaria al tempo dell’apertura delle indagini, il 52enne croato (laureato nel suo Paese di origine) non era un dipendente del Maria Cecilia. Secondo le indagini sarebbe stato presente in sala operatoria in almeno un centinaio di interventi, alcuni svolti in prima persona pur non figurando nelle cartelle cliniche. L’inchiesta si aprì partendo dalla lettera lasciata da un 37enne medico che si suicidò in un albergo di Lugo.

Focolaio all’ospizio Pallavicini-Baronio: 30 positivi tra anziani e operatori

Una persona ricoverata in ospedale. Gli altri in isolamento nella struttura. I casi sono emersi dai tamponi mensili previsti dal protocollo regionale. In via Grado in totale 80 ospiti e 85 membri del personale

Anziana DeambulatoreFocolaio di coronavirus nella casa di riposo per anziani Pallavicini-Baronio di Ravenna, struttura privata accreditata con il sistema sanitario: 30 positività su 165 persone, nello specifico si tratta di 16 degli 80 ospiti e 14 operatori su 85. Per una sola anziana, già gravata da patologie pregresse, è stato disposto il ricovero in ospedale. Tutti gli altri, asintomatici, rimangono in isolamento nella struttura di via Grado. Tra il personale si registrano casi di febbre.

Le positività sono emerse dai tamponi effettuati a tutti il 26 ottobre, appuntamento con lo screening mensile previsto da maggio dai protocolli regionali per le Cra. I risultati, a causa dell’intasamento ai laboratori Ausl di Pievesestina, sono arrivati scaglionati: i primi sono stati comunicati il giorno dopo mentre gli ultimi solamente stamani, 29 ottobre, a distanza di tre giorni dal test. Il 2 novembre un nuovo giro di tamponi per tutti.

Intanto la struttura si sta riorganizzando in collaborazione con l’Igiene pubblica. I positivi sono stati isolati, è stato creato un nucleo per chi era stato in stanza con loro e quindi sono contatti a rischio e il resto per chi è negativo. Intanto l’attività del centro diurno che accoglieva altre 14 persone è stata sospesa.

La coordinatrice Ilda Renzelli ha voluto informare personalmente i familiari di tutti i positivi: «Ho trovato una reazione che mi ha stupito, sono stati comprensivi e disponibili. E tanta disponibilità lo sto vedendo anche nel personale sano che continua a lavorare collaborando». Renzelli non nasconde il senso di frustrazione di fronte a questi numeri: «Abbiamo formato gli operatori e siamo convinti di aver seguito alla lettera tutte le disposizioni, non abbiamo mai risparmiato su dispositivi di sicurezza e procedure. Ma i test dicono che questo non è bastato per tenere il virus fuori dalla struttura. Stiamo indagando per individuare come è entrato, soprattutto per capire come evitare che succeda di nuovo».

Per spiegare l’ingresso del virus nei locali di via Grado le ipotesi più accreditate sono due: tramite uno degli operatori o durante la visita di un familiare degli ospiti. «Anche per queste ultime abbiamo rispettato le direttive regionali. Una persona sola, solo su appuntamento, con doppia intervista, misurazione della febbre e igienizzazione degli ambienti».

La polizia locale di Cervia apre un canale Telegram per aggiornamenti e info utili

Il comandante: «Abbiamo uno strumento in più a disposizione di tutti»

PLCervia TelegramLa polizia locale di Cervia ha creato un canale su Telegram, la piattaforma di messaggistica simile a Whatsapp ma consultabile via browser e via app con la possibilità di ricevere messaggi senza il ricorso ai cosiddetti “gruppi”. Due gli obiettivi dell’iniziativa: fornire notizie e aggiornamenti in tempo reale sul proprio territorio, ma anche pubblicare contenuti di interesse generale su argomenti specifici (dalle ultime novità sulle normative covid-19, al codice della strada). Il canale si chiama “Polizia Locale Cervia News”: è sufficiente cercarlo su Telegram e fare tap su “Unisciti” per iscriversi al canale e rimanere aggiornati.

«È sempre alta la nostra attenzione verso i cittadini – commenta il Comandante della Polizia Locale di Cervia Sergio Rusticali – Abbiamo infatti una importante funzione di Polizia di Prossimità, riconosciuta anche dalla Legge Regionale Emilia-Romagna, che cerchiamo di assolvere in modo sempre più efficiente, a partire dalla nostra presenza costante sul territorio al fianco di cittadini e turisti. Grazie al nostro Ufficio Formazione e Innovazione che lavora anche su queste tematiche, ora abbiamo uno strumento in più a disposizione di tutti».

Terzo giorno con oltre 90 nuovi contagi in provincia. Restano 4 in terapia intensiva

Le persone con sintomi sono più della metà ma 85 si trovano in isolamento domiciliare senza bisogno di ricovero

Test Sierologici OptTerzo giorno consecutivo in provincia di Ravenna con un aumento quotidiano di contagi da coronavirus superiore a novanta casi. Per oggi, 29 ottobre, le autorità sanitarie ne hanno comunicati 91, dopo due giornate consecutive con 96. I nuovi positivi di oggi sono 42 asintomatici e 49 con sintomi; 85 in isolamento domiciliare e 6 ricoverati. Nel dettaglio sono stati così individuati: 50 da contact tracing; 26 per sintomi; 3 per test volontari; 5 per categorie professionali; 4 per rientri dall’estero (2 Romania, 1 Regno Unito e 1 Canada); 3 per test pre ricovero per altre ragioni. Non sono stati comunicati decessi. Si tratta di diagnosi fatte sul territorio ma non necessariamente a persone residenti nel territorio.

I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate, aggiornati alle 12 di oggi, sono dunque 2.744, di cui circa 1700 guariti e 96 deceduti.

La distribuzione dei casi tra i diciotto comuni della provincia è la seguente:
1.089 Ravenna
459 Faenza
227 Lugo
196 Cervia
114 Alfonsine
100 Russi
84 Bagnacavallo
63 Castelbolognese
46 Fusignano
45 Cotignola
44 Brisighella
40 Conselice
36 Massa Lombarda
28 Solarolo
22 Riolo Terme
21 Sant’Agata sul Santerno
8 Bagnara
3 Casola Valsenio
119 residenti fuori provincia

Allargando il punto di vista alla dimensione regionale, in Emilia-Romagna dall’inizio dell’epidemia si sono registrati 52.038 casi di positività, 1.545 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.860 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 7,1 percento. Dei nuovi contagiati, sono 741 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 43 anni.

Sui 741 asintomatici, 243 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 54 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 per screening sierologico, 25 con i test pre-ricovero. Per 410 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede quella di Bologna con 349 nuovi casi (di cui 44 nel comprensorio di Imola), quindi Reggio Emilia (288), Modena (283), Piacenza (159), Parma (140),  Rimini (108), Ravenna (91), Forlì-Cesena (85), Ferrara (42).

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 19.713 (1.484 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 18.536 (+1.425 rispetto a ieri), il 94% dei casi attivi.

Si registrano 8 nuovi decessi: 3 in provincia di Modena (3 donne, una di 94 e 2 di 80 anni), 2 in provincia di Parma (1 donna di 94 e 1 uomo di 72 anni), 2 in provincia di Bologna (1 uomo di 94 anni e 1 donna di 87 anni) e 1 in quella di Piacenza (1 donna di 65 anni). Dall’inizio dell’epidemia i decessi complessivi in Emilia-Romagna sono 4.601.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 123 (+4 rispetto a ieri), 1.054 quelli in altri reparti Covid (+55). Sul territorio, le 123 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 9 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 12 a Parma (dato invariato), 6 a Reggio Emilia (invariato), 17 a Modena (+1), 47 a Bologna (+4), 4 a Imola (invariato), 6 a Ferrara (invariato), 4 a Ravenna (invariato), 8 a Forlì (+1), 2 a Cesena (-1) e 8 a Rimini (lo stesso dato di ieri).

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.724 (+53 rispetto a ieri).

E con il nuovo Dpcm il pub irlandese si trasforma in un’osteria…

La scelta dello storico MacGowan di Ravenna, che resta aperto dal mercoledì alle domenica dalle 13 alle 18

MacgowanCon il nuovo Dpcm che impone ai locali la chiusura alle 18, i più danneggiati sono stati per forza di cose i pub abituati a restare aperti solo la sera, fino a notte inoltrata.

A Ravenna uno di questi è senza dubbio il MacGowan, storico pub irlandese di via Renato Serra che era solito restare aperto fino a ben oltre la mezzanotte.

Ora la decisione di continuare, cambiando proposta: «trasformiamo il pub in una osteria», annuncia il titolare. Con apertura dalle 13 alle 18, dal mercoledì alla domenica (sabato 31 l’apertura sarà addirittura anticipata alle 9, con la trasmissione delle partite di rugby).

«Il MacGowan Pub diventa Osteria al Gambero Rosso, o se più vi aggrada: Red Shrimp Pub».

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