giovedì
25 Giugno 2026

Nel Ravennate ancora tanti contagi (54) anche se meno di ieri, ma nessun decesso

Record di positivi – 1.180 – in Emilia-Romagna. Mai così tanti da inizio pandemia però a fronte di quasi 18mila tamponi

Test CovidSono 54 i casi positivi al Covid 19 registrati oggi in provincia di Ravenna: 26 maschi e 28 femmine; 21 asintomatici e 33 con  sintomi; 53 in isolamento domiciliare e 1 ricoverato. Nel dettaglio si tratta di 28 persone da contact tracing; 2 test per categoria; 20 per sintomi; 2 rientri dall’estero (Regno Unito) e 2 da screening sierologici volontari positivi.
Non risultano riscontrati né decessi né guarigioni.

I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate, aggiornati alla mattinata di oggi, ammontano così a 2.313

In Emilia-Romagna invece si è evidenziato un record di contagi: 1.180, mai così tanti da inizio epidemia però a fronte di altro record, quello di tamponi effettuati che tocca quota 17.612.

Dei nuovi positivi 619 sono asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 238 le persone già in isolamento al momento del tampone. Sono stati effettuati anche 2.256 test sierologici. Oltre il 94% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa.
La provincia con più contagi è quella di Bologna (348), a seguire Piacenza (173), Reggio Emilia (160), Modena (123), Rimini (100), Ferrara (60), Ravenna (54), Parma (52), il territorio di Forlì (45), quello di Imola (34) e l’area di Cesena (31).

Sono 10 i nuovi decessi: 4 nella provincia di Modena (tre donne di 95, 92 e 87 anni e un uomo di 82), 2 in quella di Ferrara (una donna di 87 anni e un uomo di 86), 2 in quella di Reggio Emilia (una donna di 90 anni e un uomo di 78), 1 in quella di Parma (un uomo di 80 anni) e 1 in quella di Bologna (un uomo di 84 anni).

Sono 3 i nuovi pazienti in terapia intensiva, che diventano 89 in tutto il territorio regionale, mentre sono 723(+66 da ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.
Sul territorio, le 89 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 6 a Piacenza (-1 rispetto ieri), 8 a Parma (invariatorispetto a ieri), 3 a Reggio Emilia (invariato rispetto a ieri), 9 a Modena (+1 rispetto a ieri ), 39 a Bologna (-1 in più di ieri), 2 a Imola (invariato rispetto a ieri), 5 a Ferrara (1 in più rispetto a ieri), 4 a Ravenna (+2 rispetto a ieri), 4 a Forlì (invariato rispetto a ieri), 2 a Cesena ( invariato rispetto a ieri) e 7 a Rimini (+1 rispetto a ieri).

Presi d’assalto nella “fase due”, i parrucchieri temono un nuovo lockdown

Fatturati in calo nel settore, derivati dai costi più alti. Cna chiede controlli per ridurre l’abusivismo

Parrucchieri Coronavirus Inail IssSono state tra le attività di cui i clienti hanno sentito più la mancanza durante i mesi più bui della pandemia, nonché quelle prese maggiormente d’assalto al termine del lockdown. Ora parrucchieri ed estetisti hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, dopo che si era tornati a parlare di una loro possibile chiusura prima del Dpcm del 18 ottobre, che invece li ha totalmente ignorati. Forse grazie anche alla protesta “preventiva” delle associazioni di categoria, Cna in primis, anche nel Ravennate, che avevano puntato il dito piuttosto contro chi esercita in maniera abusiva nei settori di acconciatura ed estetica.

«La piaga dell’abusivismo – afferma Roberto Zattini, presidente dell’Unione Benessere e Sanità di Cna Ravenna – è in continua espansione nel settore dei servizi alla persona: nel 2018 il tasso di irregolarità di acconciatori e centri estetici risultava, secondo dati del centro studi Cna, intorno al 20 percento del mercato. Infatti è proprio nell’abusivismo che vanno individuati i pericoli della diffusione del virus, vanificando lo sforzo collettivo di contenimento del contagio; ed è per questo, oltre che per la tutela del mercato, che chiediamo un’intensificazione dei controlli».

«In questi mesi – continua Nevio Salimbeni, responsabile Cna Benessere e Sanità di Ravenna – la grande maggioranza delle imprese del benessere si è sacrificata fino in fondo, promuovendo ed accettando un protocollo rigidissimo, per garantire la sua parte di sicurezza contro la pandemia e fornire al meglio (con il sorriso, nonostante la fatica) un servizio di qualità. Nuove restrizioni non avrebbero senso per questo settore specifico e rischierebbero di compromettere la sopravvivenza delle imprese».

Secondo Salimbeni la clientela ha cominciato a risparmiare, rinuncia a quello che può rinunciare. Complessivamente il fatturato è in calo, nonostante un primo boom post-lockdown. «Chiuderanno l’anno mediamente almeno con un 10% in meno rispetto al 2019 e il ristoro dello Stato si è rivelato molto parziale; ad esempio, in riferimento al credito d’imposta sulle spese di sanificazione e sicurezza, è stato fortemente ridotto dal 60% al 9% (e al massimo, grazie alla forte azione di Cna arriverà al 28% con la conversione del “Decreto Agosto”).

Ravenna “Viso-in-aria”, le video interviste: Roberto Battistini e Alessandro Braga

La parola alle compagnie ravennati protagoniste della stagione al Rasi. Una iniziativa editoriale di Ravenna Teatro, Les Bompart produzioni e R&D/Reclam

Braga Rivalta
Gli attori Elisabetta Rivalta e Alessandro Braga

Una vera e propria chiamata a tutte le realtà che fanno teatro nel territorio ravennate è quella che Ravenna Teatro ha rivolto per questo difficile avvio della stagione teatrale dopo la chiusura dovuta alla pandemia. E mentre ancora non è del tutto chiaro cosa ci aspetterà su questo fronte nei mesi a venire, sappiamo per certo che il Rasi sta accogliendo una serie di spettacoli che vedranno appunto in scena, per la prima volta in un unico cartellone dal suggestivo titolo “Viso-in-aria” – citazione di un omonimo libro edito da Longo nel 2003 a firma di Marco Martinelli e Luigi De Angelis, poi divenuto anche progetto di ambito teatrale – tutte le realtà di questa terra fertile che è ed è stata Ravenna.
Abbiamo quindi colto l’occasione straordinaria per tentare di conoscere e far conoscere ognuno dei protagonisti in brevi interviste video con un’iniziativa editoriale condivisa da Ravenna Teatro, Les Bombart produzioni e R&D-Reclam.

Qui è la volta di Roberto Battistini e Alesssandro Braga, due generazioni di animatori della storica filodrammatica Piccolo Teatro della città di Ravenna. Braga è anche in scena con lo spettacolo Destinatario sconosciuto (i dettagli in fondo all’articolo).

“Passato, presente e prospettive del teatro filodrammatico
 in Romagna”
Incontro con Roberto Battistini, Carla Fabbri e Gianni Parmiani (
ingresso libero)

Domenica 25 ottobre, ore 15, Teatro Rasi

Destinatario Sconosciuto
con Alessandro Braga e Elisabetta Rivalta

Domenica 25 ottobre, ore 18, Teatro Rasi

Recital tratto dal breve romanzo epistolare Destinatario Sconosciuto, scritto da Katherine Kressmann Taylor. Nel libero adattamento del testo da parte del regista Alessandro Braga, un uomo d’affari, cristiano, ritorna con la sua famiglia in Germania. La sua socia in affari, un’ebrea, rimane negli Stati Uniti per proseguire l’attività lavorativa in una galleria d’arte. Lontani, i due, si scrivono. La storia è interamente raccontata attraverso una ventina di lettere, scambiate dal 12 novembre 1932 al 3 marzo 1934, nella fase d’ascesa al potere di Adolf Hitler.

 

“Visioni Fantastiche”, un festival che unisce formazione ed intrattenimento

A Ravenna dal 9 al 15 novembre (con prologo il 24 ottobre) tra film, laboratori e concorsi dedicati a piccoli e grandi

Laboratori1Il festival “Visioni Fantastiche” si terrà anche quest’anno al Palazzo dei Congressi dal 9 al 15 novembre con un’anteprima il 24 novembre e una varietà di eventi gratuiti e aperti a tutti, dedicati agli studenti, ai bambini e al pubblico appassionato di cinema fantastatico e di animazione.

L’obiettivo del festival è rendere partecipi ragazzi di tutte le età all’interno del mondo del cinema mostrando loro non solo come si guarda un film, ma tutto ciò che sta dietro al mondo della creazione cinematografica.  Al centro del festival il Concorso di corti e lungometraggi dedicato a tutti gli studenti suddiviso in cinque fasce d’eta: 6+, 9+, 12+ 16+ e 18+. Saranno poi proprio questi che potranno assistere a tutti i film e in un secondo momento votarli come dei veri e propri giurati.

Grande colonna portante di questo festival dedicato agli studenti sono i laboratori a numero chiuso organizzati per i bambini e ragazzi di tutte le età con il compito di approfondire e far conoscere tecniche di intrattenimento come il podcast, i videogiochi e tanti altri. Oltre a questi sarà possibile assistere e partecipare a Master Class gratuite e aperte che toccano vari temi quali il cinema comico, il cinema giapponese, il legame tra cinema e filosofia e altri.

Locandina1Lo svolgimento di tali incontri in presenza organizzati garantiscono l’apprendimento e l’esperienza di diverse tecniche in totale sicurezza.
Per rivolgersi al grande pubblico saranno presentate gratuitamente  due Anteprime Fantastiche: White Snake, una favola d’amore cinese tratta dall’antica leggenda del serpente bianco, previsto per sabato 24 ottobre e per la chiusura, il 14 novembre verrà proiettato Il viaggio del principe, uno spettacolare viaggio di formazione di un ragazzo e di un vecchio principe scimmia.

Come novità di questa seconda edizione del sestival sarà disponibile uno spazio interattivo sulla Realtà Virtuale, tramite l’utilizzo di visori 3D.

Per la sezione Omaggio ai Maestri verra proiettato il film diHayao Miyazaki Nausicaä della Valle del vento.

Bruno Bozzetto 2Infine per ultimo, ma non per importanza, verrà mostrato in versione virtuale Bruno Bozzetto, uno dei fumettisti più eclettici e influenti di ieri e di oggi portando sulla scena la propria storia e tutta la sua carriera condividendo con i più giovani il suo stile e tutti i cambiamenti che ha subito nel corso degli anni attraverso un’intervista a distanza.

Nella casa di Rossini, dove prendono vita gli spartiti (e la cucina)

A Lugo, sabato 24 alle 16, l’inaugurazione del nuovo allestimento nella dimora del compositore

Stanza Del ProdigioLa casa che fu della famiglia di Gioachino Rossini diventa un percorso museale che rende omaggio al grande compositore. A Lugo, dove mosse i primi passi, inaugura il nuovo allestimento della Casa museo a lui dedicata: il taglio del nastro è in programma sabato 24 ottobre alle 16 in via Giacomo Rocca 14, sede di Casa Rossini.

Il Museo è composto di cinque sale, un breve corridoio e una fascinosa, sebbene minuscola scala “biografica”.

Il filo conduttore che accomuna gli spazi museali è la musica. Lungo un breve tratto di corridoio, il racconto biografico accompagna alla Stanza del prodigio (foto), inaugurata già nel dicembre 2018. Qui si offre l’ascolto delle Sei sonate a quattro, composte durante gli studi a Lugo. Non appena il visitatore apre uno dei quattro spartiti, appoggiati su altrettanti leggii al centro della sala, prende avvio la linea melodica corrispondente, mentre la partitura di riferimento s’illumina in grande formato sui pannelli alle pareti.

Quando tutti gli spartiti siano aperti, la composizione risuona per intero e il visitatore si ritrova avvolto dalla musica.
Il percorso continua al primo piano, con la Stanza della mappa: una distesa di cupole in cristallo disegna la grande mappa delle “geografie” di vita e lavoro del Maestro. Non appena si solleva una delle cupole, risuonano le note di una sua composizione. Di fronte, si entra nella Stanza della risonanza: una folata di parole sussurra ciò che scrittori, filosofi, musicisti e scienziati di tutto il mondo hanno detto di Rossini. Parole che trovano riscontro nella piccola libreria sospesa, offerta alla consultazione. Ridiscesi al piano terra, si entra nell’ultimo spazio, la Stanza della dispensa. La ben nota passione di Rossini per la cucina affiora nei titoli dei suoi piccoli “peccati di vecchiaia”, composizioni spesso ironicamente intitolate a nocciole, rapanelli, sottaceti, fichi secchi e altro. Aprendo i cassetti della dispensa, ne scaturisce, in tutt’uno con la musica di Rossini, l’interpretazione visiva che ne dà Massimo Pulini, primo artista coinvolto nell’ambizioso progetto di tradurre in immagini le prelibatezze del Maestro.

La Casa resterà aperta il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18

Pubblici esercizi: 7 su dieci hanno avuto un calo di fatturato

Indagine Confesercenti su cento imprese della ristorazione a Ravenna e Cervia: prima della pandemia il 60 percento non usava tecnologie online per ordini e pagamenti

BicchieriPer i pubblici esercizi della ristorazione nei comuni di Ravenna e Cervia – perlopiù bar, ristoranti e pub – il lockdown ha significato una riduzione del fatturato in sette casi su dieci e un taglio del personale occupato nella metà delle imprese. Sono due statistiche significative che emergono da un’indagine condotta da Confesercenti tra cento imprenditori associati a Fiepet. Alla fine di agosto l’associazione di categoria ha proposto un questionario online per scattare una fotografia dell’estate vissuta in convivenza con il virus, a partire dal 18 maggio quando in Emilia-Romagna è stata concessa la riapertura alle attività di ristorazione.

Per il 50 percento del campione la difficoltà maggiore con cui confrontarsi è stata la riduzione della capienza per garantire il distanziamento per fra clienti. Al secondo posto delle difficoltà invece c’è la formazione del personale per adeguarsi alle nuove disposizioni dei protocolli.

Interessanti i dati che emergono sul ricorso alle tecnologie online. Sei su dieci hanno detto che prima della pandemia non le utilizzava per raccogliere ordini, prenotazioni o pagamenti. E il sessanta percento di chi non li utilizzava ora pensa che dovrà introdurli nell’operatività quotidiana. E riguarda sempre il mondo online anche una risposta alla domanda su quali strategie abbiano messo in campo per restare in contatto con i clienti durante la chiusura forzata: il 35 percento ha aumentato la presenza sui social network.

Il coronavirus ha cambiato anche le abitudini della clientela, almeno secondo il parere degli esercenti. Che vedono maggiore attenzione alla sicurezza in quattro casi su dieci. Per il 25 percento ora c’è maggiore tendenza a frequentare i componenti della propria famiglia e conoscenti stretti.

È significativo l’esito delle domande riguardanti l’utilizzo del suolo pubblico. Come noto, le amministrazioni locali hanno recepito le linee guida emanate dal Governo concedendo la possibilità di ampliare gli spazi occupati all’esterno dei locali senza ulteriori tasse. Ma il sondaggio di Confesercenti rileva che solo il 36 percento degli intervistati lo ha fatto effettivamente.

Come detto, il fatturato a tre mesi dalla riapertura è in calo per il 70 percento delle aziende interpellate. Che soluzioni hanno messo in campo per arginare l’emorragia? Il tentativo più gettonato (40 percento) è stato l’introduzione e il mantenimento del servizio di asporto o consegna a domicilio.

Segue l’introduzione di nuove tipologie di offerta (25 percento) e in un caso su cinque c’è stato un ampliamento dell’apertura, più giorni o più ore.

I dirigenti di Confesercenti, presentando l’indagine alla stampa, hanno manifestato tutte le loro preoccupazioni per il futuro. «Alla riapertura di maggio di fronte alle limitazioni c’era la prospettiva ottimistica dell’estate che avrebbe dato spazi all’aperto – commenta il direttore provinciale Graziano Gozi –. Ora invece vengono introdotte ulteriori limitazioni alla dimensione dei tavoli e agli orari ma di fronte abbiamo l’inverno che non consentirà più di utilizzare gli spazi aperti». E si tratta di un settore che nel mese prenatalizio macinava abitualmente una fetta importante del fatturato annuale. L’associazione di categoria auspica un’apertura delle amministrazioni locali per agevolare la realizzazione di strutture leggere all’aperto che forniscano almeno un palliativo. Ma ai Comuni chiede soprattutto misure di lunga durata che vadano a toccare i tributi.

Altri 62 casi in provincia. In regione stabili i ricoveri in terapia intensiva

Un altro aumento giornaliero tra i più alti del territorio: solo uno è in ospedale, gli altri sono in isolamento domiciliare

Infermiere CovidIl bollettino quotidiano sulla diffusione del Covid in provincia di Ravenna mostra per la giornata di oggi, 23 ottobre, un incremento giornaliero tra i più alti di sempre: 62 nuovi casi di positività (31 asintomatici e 31 con sintomi, 61 in isolamento domiciliare e un ricoverato). Restano stabili i ricoverati in terapia intensiva: due persone. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate, aggiornati alla mattinata di oggi, sono dunque 2.259 (di cui 1650 circa già guariti e 92 deceduti).

L’aumento delle positività in Emilia-Romagna è di 888 (su un totale di 15.978 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore): dall’inizio dell’epidemia in Emilia-Romagna si sono registrati 44.365 casi. La provincia con più contagi oggi è quella di Bologna (164), a seguire Reggio Emilia (130), Piacenza (118), Rimini (116), Modena (89), Ravenna (62), Parma (54), Ferrara (55), il territorio di Forlì (43), quello di Imola (35) e l’area di Cesena (22). Dei nuovi positivi, sono 472 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,8 anni. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi.

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.304 (+27 rispetto a ieri). I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 12.514 (851 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 11.771 (+830 rispetto a ieri), il 94,1% dei casi attivi). Per il secondo giorno consecutivo, non crescono i pazienti in terapia intensiva, che rimangono 86 in tutto il territorio regionale, mentre sono 657 (+21 da ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.

Si registrano 10 nuovi decessi: 6 a Modena (tre uomini rispettivamente di 98, 87 e 76 anni e tre donne, di cui due di 81 anni e una di 85 anni), 2 a Ferrara (entrambe donne di 96 e 87 anni), 1 a Piacenza (una donna di 100 anni) e 1 a Bologna (un uomo di 90 anni).

Focolaio tra i banchi: scuola elementare chiusa 10 giorni e tamponi per tutti

Dieci alunni e due maestre positivi alla Pascoli: attività sospese fino all’1 novembre, predisposta didattica a distanza. I bambini non sono in quarantena ma le autorità invitano a evitare contatti sociali

Pexels Photo 1322611La scuola elementare “Pascoli“ di Cervia resterà chiusa fino all’1 novembre dopo l’individuazione di dodici casi di coronavirus (dieci alunni e due maestre). La decisione dell’Ausl Romagna, in accordo con la direzione scolastica e il Comune, è stata presa perché le autorità sanitarie ritengono di non poter escludere in altro modo la possibilità di diffusione dell’infezione oltre le due classi già poste in quarantena preventiva. Il 27 ottobre nei locali della scuola primaria sarà allestito un punto per effettuare un tampone nasofaringeo a tutti gli alunni, circa duecento: i bambini dovranno presentarsi accompagnati da un genitore o da un adulto in possesso di delega dalle9.30 alle 13. Benché non vi siano le condizioni per predisporre la quarantena preventiva per tutti gli alunni del plesso, le autorità raccomandano ai famigliari di limitare in questi dieci giorni i contatti sociali dei bambini.

«È stata una scelta difficile per questa amministrazione ma necessaria per la sicurezza di tutti i cittadini – dichiarano il sindaco Massimo Medri e l’assessore alla Scuola Cesare Zavatta –. Speriamo in questo modo di circoscrivere subito il contagio e riuscire ad evitarne la diffusione del virus nella nostra città. Chiediamo per questo alle famiglie di rispettare le quarantenne e le raccomandazioni già evidenziate in una lettera alla scuola da parte dell’Ausl. Dobbiamo evitare che il Covid-19 si propaghi all’interno della città, evitate i contatti con i più anziani, e con persone a rischio. Questa amministrazione ci tiene a precisare inoltre che attualmente la situazione resta sotto controllo, e gli interventi restano di pura prevenzione». Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dall’amministrazione comunale, l’Ausl non avrebbe riscontrato carenze nelle misure adottate per la prevenzione del contagio.

Il dirigente scolastico Giancarlo Frassineti auguro agli alunni e agli insegnanti risultati positivi al virus una rapida guarigione: «Le impattanti misure assunte si sono rese necessarie, seppure in via precauzionale, per ripristinare le condizioni di sicurezza della scuola, sanificando gli ambienti, per riprendere fra dieci giorni le lezioni in presenza; nel frattempo predisporremo attività di didattica a distanza».

Covid, annullata la maratona di Ravenna

La corsa in programma l’8 novembre non si terrà

Maratona Ravenna Tomba DanteLa maratona di Ravenna, in programma originariamente nel weekend del 7 e 8 novembre, è stata annullata.

La decisione ufficiale è stata appena comunicata dagli organizzatori nel corso di una diretta Facebook con il sindaco Michele de Pascale.

Dopo alcuni giorni di confronti, la decisione definitiva è arrivata, condizionata dall’aumento dei contagi di questi giorni.

Gli iscritti potranno partecipare alle prossime due edizioni, quelle del 2021 e del 2022.

Per difendere comunque il valore della pratica sportiva, gli organizzatori stanno preparando una corsa simbolica, con amministratori e addetti ai lavori.

Covid, non solo convegni: annullati anche tutti gli incontri letterari e conferenze

La decisione dell’Amministrazione comunale di Ravenna sulla base delle indicazioni applicative fornite dal ministero

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Dacia Maraini a Ravenna in uno degli ultimi incontri letterari in città prima della sospensione causa Covid

In riferimento al divieto di svolgimento di convegni e congressi, con la sola eccezione di quelli svolti con modalità a distanza, introdotto dall’ultimo “decreto anti Covid”, quello del 18 ottobre, in vigore fino al 13 novembre, l’Amministrazione comunale di Ravenna comunica di aver esaminato le successive indicazioni applicative fornite dal ministero dell’Interno con un’apposita circolare, nelle quali si evidenziano, tra gli elementi che connotano convegni e congressi “il possibile carattere ufficiale degli stessi”, “l’eventuale loro apertura alla stampa e al pubblico, il fatto stesso che possano tenersi in locali pubblici o aperti al pubblico”.

«Sulla scorta di tali definizioni – e della ratio sottesa ai provvedimenti governativi, legata in primo luogo alla tutela della salute e della sicurezza delle comunità – appare ad oggi evidente che iniziative quali conferenze, letture pubbliche, presentazioni di libri (solo per fare alcuni esempi) siano da ritenersi assimilate a congressi e convegni e quindi possano svolgersi esclusivamente in modalità a distanza», scrive in una nota il Comune.

«L’Amministrazione comunale – continua la nota – sta informando tutti i soggetti che a qualsiasi titolo collaborano con la stessa, affinché possano conformarsi a tali disposizioni, che naturalmente potranno variare qualora il Governo definisca diversamente la situazione. Per quanto riguarda le iniziative organizzate direttamente dal Comune potranno essere rinviate oppure appunto organizzate con modalità a distanza, a partire da quelle dedicate al settimo centenario della morte di Dante, per la cui rimodulazione si è già al lavoro».

«L’ultimo appuntamento delle Conversazioni Dantesche, avviate con successo anche per il grande interesse del tema legato ai contagi e alle contaminazioni che da fatto sanitario diventano anche fenomeni culturali, previsto per martedì 27 ottobre alle 17.30, verrà trasmesso attraverso la piattaforma streaming di vivadante.it. Sono per ora sospesi gli incontri di presentazione con l’autore del Centro Relazioni Culturali, in particolare la presentazione del libro “Dante in Romagna” di Eraldo Baldini prevista per oggi e la presentazione del volume “Le regole del lusso” di Maria Giuseppina Muzzarelli prevista per venerdì 30 ottobre. Per quanto riguarda gli eventi di novembre si sta operando per garantire, almeno in parte, la realizzazione delle iniziative in modalità streaming quando possibile, in relazione alla natura dell’evento e della disponibilità del relatore».

Vengono rimandati alcuni eventi della biblioteca Classense, in particolare quelli di sabato 24 ottobre alle 9.30 e alle 17 rispettivamente relativi all’illustrazione del manoscritto 406 in collaborazione con la delegazione Fai di Ravenna e alla presentazione di “Generazione Z” con Giulia Blasi e la conferenza programmata per giovedì 29 ottobre a cura dell’Associazione italiana di cultura classica dal titolo “Musica instrumentalis. Gli strumenti musicali dall’antichità al Rinascimento”.

Rimangono in programma invece le visite guidate alla mostra “Inclusa est flamma” e il Silent Play per Dante.

Addio al titolare della “Cubana”: inventò la griglia in strada per attirare clienti

A 73 anni è morto Alfonso Barberini, storico gestore della trattoria sul Candiano, uno dei dodici figli di Irma e Pino che fondarono il locale nel 1967. Il ricordo del figlio Luca: «La vendita al cartoccio è stata un’invenzione. E quando sbarcavano i turisti dal traghetto regalava assaggi di spiedini per invogliarli»

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La foto scelta dalla pagina Facebook della trattoria Cubana per salutare il suo titolare

Nessuna frase classica da commiato sul retro delle foto ricordo distribuite alla camera mortuaria, ma una battuta dal gergo dei pescatori che Alfonso Barberini usava spesso: “In culo alla balena”. La scelta è stata del figlio Luca, noto mosaicista titolare dello studio Koko a Ravenna: «Non mi andava di scrivere la solita formula banale. Mio padre era un tipo spiritoso, con la battuta pronta». Sono andati in tanti oggi, 22 ottobre, all’obitorio a dare l’ultimo saluto al 73enne che ormai da decenni era l’anima della trattoria “Cubana” a Marina di Ravenna, nota anche come “Irma e Pino” dai nomi dei genitori di Alfonso che la fondarono nel 1967.

I due, originari di Bellaria, si trasferirono a Marina all’inizio degli anni ’50 per motivi di lavoro: lui faceva il pescatore e il mercato ittico ravennate all’epoca era più florido di quello riminese. «Mio nonno Pino andava in barca con mio padre e mio zio Carlo – racconta Luca –. Loro due hanno continuato a pescare mentre mio padre a un certo punto decise di dedicarsi al ristorante che aveva aperto mia nonna».

La partenza di tutto fu prendendo la gestione del circolo dei Repubblicani all’inizio dei Sessanta, poi il passaggio alla cooperativa Biagio Crociani trasformata nel bar-trattoria “Sette sorelle”: «Il nome era ispirato al numero delle mie zie – sorride il nipote di Irma e Pino – e poi lo cambiarono in “Otto sorelle” perché arrivò un’altra figlia». Dodici in totale, contando i quattro maschi.

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Alfonso Barberini e la moglie Maria Teresa Manaresi

Il ristorante, con il nome di “Irma e Pino”, è nella sede attuale sulla banchina del Candiano nei pressi dell’imbarco del traghetto dal 53 anni. Era stato lo stesso Alfonso, qualche anno fa, a raccontarci come finirono lì: «Mio padre aveva dipinto le pareti della cooperativa di un colore che non piaceva ai proprietari e in pochi giorni ce ne andammo. Comprammo il capannone che era di un fabbro e ci mettemmo il ristorante». Ma da dove arriva quel nome Cubana? «C’è sempre stato un velo di mistero. Mio padre non l’ha mai svelato del tutto. C’è chi dice che era venuto dal logo di una marca di caffè, c’è chi dice che fosse un omaggio a Fidel Castro. Di sicuro aveva quel sapore di esotico che stuzzicava».

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Due le mosse che fecero la fortuna del locale. Una fu una mossa di “fishing”, da intendersi nel vero senso della parola e non come oggi si usa per indicare una truffa sul web: «Quando mio padre vedeva il traghetto in partenza da Porto Corsini metteva la griglia in strada e buttava su del gran pesce per fare fumo e profumo: i turisti, soprattutto i tedeschi si incuriosivano e passavano e lui regalava uno spiedino a ognuno. Questi assaggiavano e poi tornava la sera in comitive di trenta persone. Li prendeva per la gola». E l’altra trovata fu la vendita “al cartoccio”, ben prima dei tempi in cui il coronavirus ci ha fatto scoprire il take-away. «Tanti venivano la domenica anche da lontano con la tovaglia da casa e una bottiglia di vino per farsi un fritto e uno spaghetto. Mio padre non ha mai detto niente se si portavano da bere…». E il cartoccio ha salvato l’attività nell’estate della pandemia, anche grazie alle idee della terza generazione che sta entrando nell’attività del locale: «L’attività di ristorante con servizio non è ripresa ma mio cugino Nino si è inventato di usare tutto lo spazio come self-service: questo ha permesso di fare più turni per ogni pasto».

Le auto d’epoca della Mille Miglia di sera a Ravenna – FOTO

La tappa è poi terminata a Cervia, da dove i partecipanti sono ripartiti in mattinata per Roma

Nonostante la pandemia, si sta svolgendo anche quest’anno (con alcuni mesi di ritardo) la Mille Miglia, rievocazione della gara d’auto d’epoca, con circa 400 vetture partite ieri (22 ottobre) da Brescia.

Dopo le 21 il passaggio anche in centro a Ravenna, una passerella senza pericolosi assembramenti, ma con gli appassionati che non si sono lasciati scappare l’occasione di ammirare i bolidi d’antan.

Le auto hanno poi proseguito per Cervia, dove gli equipaggi hanno trascorso la notte per poi ripartire stamattina verso Roma.

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