giovedì
25 Giugno 2026

Coronavirus: diagnosticati 17 nuovi casi in provincia. Aumentano i malati in regione

Nel Ravennate rialzo della curva dopo giorni con poche unità giornaliere: sette individuati al rientro dall’estero

Woman Wearing Face Mask 3973873Dopo una decina di giorni con aumenti quotidiani nell’ordine delle poche unità, la provincia di Ravenna registra oggi, 8 ottobre, un balzo di nuovi contagi da coronavirus: in tutto sono 17, 11 asintomatici e 6 con sintomi (per uno solo è stato disposto il ricovero, gli altri sono in isolamento domiciliare). Il dettaglio della loro individuazione: sette pazienti per rientro dall’ estero (3 Albania, 3 Moldavia, 1 Marocco); due per screening legati a ricovero per altre prestazioni sanitarie; uno per screening professionale; 5 pazienti sporadici per sintomi; due per contatto con caso certo familiare. Oggi non risultano decessi bensì dieci guarigioni complete che diventano oltre 1.500 su un totale di 1.869 casi diagnosticati in provincia dall’inizio della pandemia.

La distribuzione dei casi tra i diciotto comuni ravennati è la seguente:
775 Ravenna
330 Faenza
145 Cervia
131 Lugo
77 Russi
63 Bagnacavallo
48 Castelbolognese
39 Alfonsine
34 Cotignola
31 Fusignano
24 Brisighella
22 Massa Lombarda
19 Solarolo
17 Riolo Terme
16 Sant’Agata sul Santerno
12 Conselice
3 Bagnara
2 Casola Valsenio
81 residenti fuori provincia

L’aumento odierno in tutta la regione (compresi i 17 casi ravennati) è di 184 su quasi 11.700 tamponi eseguiti: dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in Emilia-Romagna sono stati registrati 36.638 casi di positività. Dei nuovi casi, 71 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Sul totale dei nuovi casi, 68 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 89 sono stati individuati nell’ambito di focolai già noti.

Sono 18 i nuovi contagi collegati a rientri dall’estero, per i quali la Regione ha previsto due tamponi naso-faringei durante l’isolamento fiduciario se in arrivo da Paesi extra Schengen e un tampone se di rientro da Grecia, Spagna, Croazia, Malta e regioni della Francia. Due invece i casi positivi di rientro da altre regioni.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 39,6 anni.

Sui 71 asintomatici, 41 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 19 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 7 con i test pre-ricovero. Per 4 casi è in corso la verifica sul motivo del tampone.

Per quanto riguarda la situazione nel territorio, il maggior numero di casi si registra nelle province di Bologna (34), Piacenza (28), Modena (26), Reggio Emilia (23), Parma (19), Ravenna (17), Rimini (17) e Cesena (13).

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 5.424 (+129 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 5.179 (+121), il 96% dei casi attivi. I pazienti in terapia intensiva sono 13 (-1 rispetto a ieri), 232 (+9) quelli negli altri reparti Covid.

Le persone complessivamente guarite hanno raggiunto quota 26.722 (+54 rispetto a ieri): 7 “clinicamente guarite” (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 26.715 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Si registra un decesso nel territorio emiliano-romagnolo: un uomo di 82 anni, in provincia di Parma.

Caso Dentix: 150 ravennati lamentano un danno totale di circa 500mila euro

La società odontoiatrica spagnola aveva circa sessanta studi privati in Italia (uno a Ravenna e uno a Faenza): l’improvvisa chiusura dell’attività con la richiesta di concordato in bianco lascia molti pazienti in difficoltà con finanziamenti da saldare e lavori incompleti

DentistaSono ormai 150 i residenti in provincia di Ravenna che si sono rivolti alla Federconsumatori locale per chiedere tutela nel caso Dentix lamentando un danno complessivo di mezzo milione di euro. La nota società, che ha la sede principale in Spagna, gestiva 57 studi di cure odontoiatriche in Italia (uno a Faenza e uno Ravenna) per mezzo di una società a responsabilità limitata con sede a Milano: a giugno la chiusura improvvisa di tutte le cliniche e la richiesta di concordato in bianco dichiarando debiti per 67 milioni di euro.

Dentix aveva ottenuto il pagamento anticipato di tutte le prestazioni, per mezzo di prestiti erogati ai clienti da società e banche convenzionate (Cofidis, Fiditalia, Deutsche Bank, Agos Ducato). I ricorrenti stanno ancora pagando a rate i finanziamenti ricevuti, sebbene le cure siano state interrotte prima del completamento, lasciando i pazienti in precarie situazioni. Nei giorni scorsi Federconsumatori ha incontrato in due assemblee 50 ricorrenti; l’ultima si è tenuta il 5 ottobre a Ravenna all’Hotel Cube. Chi non ha potuto presenziare sarà contattato personalmente.

«Dato che Dentix è ormai evidentemente inadempiente sia sotto il profilo professionale che sotto quello economico – si legge in una nota dell’associazione di tutela del cittadino collegata a Cgil – l’azione di tutela è rivolta a ottenere la revoca dei finanziamenti ricevuti dai pazienti, con interruzione del pagamento delle rate. A fronte di proposte di proseguire le cure in studi dentistici scelti dalle società che hanno erogato i finanziamenti, vogliamo ribadire che, se il paziente desidera proseguire le cure da un medico di fiducia, ha il diritto di rifiutare la proposta ribadendo la richiesta di restituzione delle somme pagate, o di interruzione del pagamento delle rate. Eventuali segnalazioni dei clienti, come “cattivi pagatori” al Crif, saranno oggetto di richiesta di danni».

Gli avvocati di Federconsumatori, in caso di mancato raggiungimento di un accordo, ritengono possibile avviare ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario della Banca d’Italia, «un mezzo di risoluzione delle vertenze alternativo al ricorso al Tribunale, assai più rapido e soprattutto economico».

Don Ciotti inaugura tre immobili confiscati alla mafia e leggerà la Divina Commedia

Il presidente dell’associazione Libera a Ravenna il 10 ottobre: visita ai beni assegnati al Comune e alle 19.30 alla Tomba di Dante per la lettura di un canto

Via Le Corbusier, a RavennaIl presidente dell’associazione antimafia Libera, don Luigi Ciotti, sarà a Ravenna il 10 ottobre per inaugurare tre immobili confiscati alla criminalità organizzata e assegnati al Comune. Gli immobili rigenerati e restituiti alla comunità, dopo essere stati acquisiti nel 2016, sono “Casa di mezzo” a Mezzano dove sono accolte famiglie e persone in situazione di emergenza abitativa, mentre gli uffici di Ravenna in via Le Corbusier, ai numeri 33 e 39, sono stati riservati al cohousing e ad associazioni di volontariato in campo culturale e/o sociale. Altri cinque immobili erano stati già assegnati al Comune a partire dal 2008. Si tratta di appartamenti dati ingestione ad Acer per incrementare la disponibilità di edilizia residenziale pubblica.

Il programma prevede alle 17 la visita a Mezzano e alle 18.30 a Ravenna, Ciotti sarà accompagnato dall’assessora ai Servizi sociali Valentina Morigi. Alle 19.30 don Ciotti farà tappa alla Tomba di Dante dove leggerà un canto della Divina Commedia, partecipando alla lettura perpetua iniziata a settembre. La lettura sarà trasmessa in streaming su www.vivadante.it e sulla pagina Facebook Ravenna Cultura. Al termine ci sarà un saluto del sindaco Michele de Pascale.

Gli immobili nel dettaglio.

Casa di mezzo a Mezzano
Si tratta di una abitazione destinata all’accoglienza di nuclei in situazione di emergenza abitativa e sociale. I nuclei ospitati possono essere genitori-figli/e, nuclei mono genitoriali, singole persone, disponibili a fare un’esperienza di vita e a condividere, non solo spazi e tempi, ma anche percorsi e progetti comuni tipici del vivere insieme. L’obiettivo a cui tendere è quello della costruzione di un progetto di vita libera e autonoma. Gli ambienti di vita comune e gli spazi all’esterno sono utilizzati per vivere momenti collettivi, esperienze di socializzazione, di scambio e di confronto anche con il territorio e il tessuto sociale e culturale del paese.

Via Le Corbusier 33
Nell’appartamento è ospitata la sede dell’associazione “Per gli altri – Centro di servizio per il volontariato” dove ha avuto l’opportunità di ampliare il proprio lavoro sociale di comunità. Qui gli operatori portano avanti l’attività di progettazione sociale e la creazione della nuova agenzia Atelier Europeo Ravenna. L’obiettivo è di favorire l’accesso delle associazioni della provincia di Ravenna ai finanziamenti con particolare riferimento a quelli europei. Inoltre la sede svolge anche la funzione di ampliamento della Casa del Volontariato e di “sala della legalità” al fine di potenziare la trasparenza degli enti del terzo settore.

Via Le Corbusier 39
Qui sono ospitate le associazioni Alice Onlus, Alzheimer Ravenna, Parkinson Ravenna che collaborano alla realizzazione del progetto “La cura in rete” che ha come obiettivo la realizzazione di attività di informazione, la conoscenza della rete dei servizi, la formazione dei e delle care giver familiari, l’organizzazione di gruppi di auto mutuo aiuto, l’implementazione di reti solidali di contrasto all’isolamento e alla solitudine, la promozione di iniziative volte alla tutela fisica e mentale nonché al benessere psicofisico delle persone con disabilità. Vi si svolgono anche attività motorie.

«La restituzione alla collettività dei patrimoni confiscati alla criminalità organizzata – afferma De Pascale – è una forma di riscatto da parte della società contro chi mina le fondamenta dello Stato, la sicurezza dei cittadini e la stessa democrazia. Renderli disponibili per persone in stato di necessità o per associazioni che si occupano dei bisogni delle fasce più deboli assume un grande valore sociale e civile. Sono onorato della presenza di don Ciotti e lo ringrazio per l’incessante impegno per far crescere la cultura della legalità. Anche Ravenna, attraverso tante azioni concrete, come quelle relative all’utilizzo di questi immobili, è impegnata ad essere sempre di più una città che sa educare al bene comune, valorizzare i comportamenti virtuosi, riconoscere e denunciare la corruzione e il malaffare. Desidero ringraziare don Ciotti anche per aver accettato il mio invito a leggere un brano della Divina Commedia, davanti alla Tomba di Dante, partecipando all’iniziativa ‘L’ora che volge il disìo’ la lettura perpetua del poema dantesco con la quale abbiamo l’opportunità di riscoprire l’attualità delle riflessioni di Dante sul valore della libertà, l’impegno civile e la giustizia».

«Sono particolarmente soddisfatta della riuscita di questo progetto – dichiara l’assessora ai Servizi sociali Valentina Morigi –. Abbiamo fatto il nostro dovere restituendo alla parte più sana e altruista della comunità il patrimonio sottratto alla parte più oscura e pericolosa. I progetti che oggi abitano gli spazi sequestrati alla criminalità sono dei veri e propri presidi di democrazia che rinsaldano le relazioni tra le persone e con il territorio e generano quel senso di fiducia e di sicurezza da cui dipende buona parte della qualità della vita dei cittadini e delle cittadine».

I pescatori ripuliscono il mare: recuperata una tonnellata di rifiuti in pochi mesi

Il progetto Pescami è coordinato dal centro per l’innovazione di Fondazione Flaminia: dodici pescherecci con il coordinamento del Cestha fanno gli spazzini anche durante la normale attività di pesca

 MG 3097In pochi mesi a Marina di Ravenna è stata raccolta oltre una tonnellata di rifiuti recuperati dal mare tra reti, boe, ancore, plastica e altro materiale. Sono i primi esiti dell’attività Pescami (PESCAtori aManti dei marI), progetto in difesa del mare coordinato da Cifla (Centro per l’Innovazione di Fondazione Flaminia) e finanziato dal Flag Costa dell’Emilia-Romagna con i fondi Feamp 2014-2020.

Il progetto, finalizzato a contrastare il fenomeno della presenza dei rifiuti in mare e della pesca fantasma, causato dagli attrezzi da pesca perduti o abbandonati, prevede il coinvolgimento dei pescatori delle cooperative di Marina di Ravenna La Romagnola e Nuovo Conisub e di altri pescatori di Cervia e Porto Garibaldi, per un totale di dodici pescherecci. I pescatori, coordinati dal Cestha (Centro sperimentale per la tutela degli habitat), si occupano del recupero dei rifiuti in mare con uscite dedicate o durante la normale attività di pesca.

DSC 0537 00001 RevIn questi primi mesi di attività del progetto, l’attività dei pescatori ha consentito di recuperare tipologie diverse di rifiuti che poi vengono conferiti in banchina negli appositi contenitori messi a disposizione gratuitamente da Clara Ambiente per Porto Garibaldi ed Hera per Marina di Ravenna e Cervia. Si va da reti fantasma nel caso del ravennate, costituite sia da vecchie reti, perse o abbandonate, sia da nasse che vengono utilizzate dai pescatori professionisti e dai pescatori sportivi e per le quali ne è frequente l’abbandono, a rifiuti legati alle attività di pesca come boe, ancore, segnali da pesca, calze utilizzate negli allevamenti di cozze, e contenitori di polistirolo; per continuare con rifiuti civili che restano intrappolati nelle reti come bottiglie, bicchieri di plastica, tappi, guanti e mascherine.

La raccolta proseguirà nei prossimi mesi. Nel complesso sono previste un’ottantina di uscite in mare. Il progetto terminerà a febbraio 2021 quando è in programma un focus finale con restituzione degli esiti del progetto alla città, ma anche un confronto con gli operatori e i soggetti coinvolti.

I mosaici di Ravenna meglio di San Pietro tra i “500 luoghi più belli del mondo”

Secondo la guida della Lonely Planet. Il sindaco: «Notizie che ci rendono orgogliosi»

The Apse Mosaic At Sant'Apollinare In Clase
L’abside di Sant’Apollinare in Classe

Ravenna (in particolare i suoi mosaici) è al 168esimo posto tra i 500 luoghi più belli del mondo secondo la prestigiosa guida turistica Lonely Planet. Al decimo posto tra le mete italiane, prima dei Musei Vaticani (173esimi), della Basilica di San Pietro (185esima) o di piazza San Marco a Venezia (279esima).

Lo si evince dalla pubblicazione della nuova guida della Lonely Planet appunto, con cinquecento mete illustrate da altrettante foto. In cima alla classifica c’è Petra, l’enigmatica “città perduta” della Giordania. Sul podio le Galapagos, le isole che hanno cambiato il corso della scienza, e le pareti ondulate dell’Ulura-Kata Tjuta National Park, in Australia.

Tra le mete italiane vince la Costiera Amalfitana, 23esima in classifica. Poi, nell’ordine, Pompei (al trentesimo posto), i sassi di Matera (44esimo), il Colosseo, il Pantheon di Roma, piazza del Campo a Siena (98), il Cervino (107),  il Duomo di Firenze (112), gli Uffizi (162) e i Mosaici di Ravenna (168) a chiudere la top ten italiana.

Il sindaco Michele de Pascale ha commentato su Facebook: «Notizie che ci rendono orgogliosi».

In cucina scarafaggi e carcasse di roditori: chiuso dai Nas agriturismo-ristorante

Multa da 4mila euro ai due titolari. Sequestrati 20 chili di preparati alimentari non tracciabili

Tavola RistoranteUn agriturismo della provincia di Ravenna, ubicato tra Faenza e Lugo, è stato chiuso dai carabinieri del Nas dopo aver accertato quelle che vengono descritte come «gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali».

In particolare, sono stati sequestrati circa 20 chili di preparati alimentari non tracciabili e sono stati ritrovati nei pressi delle cucine insetti, scarafaggi e carcasse di roditori.

I due titolari sono stati multati per circa 4mila euro e dopo aver comunicato le infrazioni alle autorità sanitarie, l’agriturismo (anche ristorante aperto a clienti esterni) è stato chiuso “fino al ripristino dei requisiti autorizzativi”.

Il valore della struttura chiusa è pari a 150mila euro.

Medicina, tutto pronto per la prima lezione: 95 studenti al Palazzo dei Congressi

Dal 12 ottobre il nuovo corso di laurea di Ravenna: userà gli spazi di largo Firenze e non l’aula già pronta all’ospedale per garantire maggiore distanziamento sociale. Per il prossimo anno si attende la nuova palazzina in zona Cmp

Palazzina Ausl Medicina
Un rendering della palazzina che l’Ausl dovrà costruirà per gli studenti di Medicina

Si comincia con due ore di Fisica il 12 ottobre: sarà la prima lezione del nuovo corso di laurea in Medicina a Ravenna. È ovviamente questa la grande novità dell’offerta formativa 2020-21 dell’Università di Bologna al campus nella città dei mosaici, dove arrivò trent’anni fa. Per consentire l’insediamento della magistrale è stato fondamentale l’impegno della Fondazione Cassa: 12 milioni di euro in 15 anni.

Spazio a 95 studenti (altrettanti a Forlì dove il corso parte il giorno successivo) che utilizzeranno la sala “Olindo Guerrini” al Palazzo dei Congressi di largo Firenze, messo a disposizione da Fondazione Flaminia, che la gestione degli spazi, per garantire la possibilità a tutti gli iscritti di partecipare ai corsi in presenza senza dover spezzare il gruppo tra aula e videolezioni da casa. La sede delle lezioni sarebbe dovuta essere un’aula conferenze completamente rinnovata dall’Ausl Romagna nell’ospedale Santa Maria delle Croci (grazie a un finanziamento da 700mila euro di Fondazione Flaminia): è pronta e attrezzata ma la capienza di cento posti non permette l’accesso a 95 persone distanziate. Al nosocomio però gli studenti andranno comunque per frequentare le lezioni in laboratorio: in questo caso si tratterà di distribuire gli aspiranti medici su più turni.

L’esigenza di maggiori spazi si presenterà gioco forza nell’autunno 2021, quando si aggiungerà una nuova corte di matricole. Per quel momento dovrebbe essere pronta la nuova sede definitiva: una palazzina che l’Ausl Romagna dovrà costruire accanto al Cmp.

È soddisfatta la professoressa Elena Fabbri, presidente del campus di Ravenna: «La nascita di Medicina porterà nuove risorse per l’ospedale dove si inseriranno i docenti che svolgeranno attività accademica e attività medica. E poi ci saranno tirocinanti in corsia e più fondi per l’attività di ricerca».

Il percorso in partenza porterà anche alla nascita di almeno una scuola di specializzazione: «Al momento è presto per fare ipotesi perché riguarderà i primi laureati fra almeno sei anni ma non c’è dubbio che l’ospedale di Ravenna offra più di una opportunità».

La delega all’Università nella giunta comunale è affidata all’assessora Ouidad Bakkali: «L’apertura di questo corso in città è un obiettivo per cui si è battuta la giunta a partire dal sindaco. Crediamo che significhi una qualificazione anche dell’offerta ospedaliera: avere professionisti e innovazione è una ricaduta che riguarda tutta la collettività locale, non solo le famiglie di chi può studia-re senza andare fuori sede». Ma Bakkali ci vede anche un passo importante nella realizzazione di un abito da città universitaria per Ravenna: «Avremo una iniezione di quasi cento studenti di cui molti fuori sede con obbligo di frequenza: vorrà dire più universitari che animano la città e che rendono la comunità universitaria un po’ me-no invisibile».

Covid, dieci nuovi casi a Ravenna. In regione record di tamponi e 193 contagiati

 

Dieci nuovi casi di Covid (quattro asintomatici) in provincia di Ravenna sulla base dei dati del bollettino regionale aggiornato alle 12 di oggi, 7 ottobre. Nove sono in isolamento domiciliare e un paziente è ricoverato. Si tratta di quattro contagi emersi dopo un caso in famiglia, due per rientro dall’estero (Ucraina e Moldavia), uno riguarda una persona che lavora nelle Marche, un altro un ricovero per altre patologie e tre sono i casi sporadici.

Il bollettino regionale del 7 ottobre. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna sono stati registrati 36.454 casi di positività, 193 in più rispetto a ieri su un numero record di tamponi eseguiti: 14.881. Dei nuovi casi, 95 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,5 anni.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 5.295 (+141 rispetto a ieri). Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 5.058 (+129), il 96% dei casi attivi. I pazienti in terapia intensiva sono 14 (+1 rispetto a ieri), 223 (+11) quelli negli altri reparti Covid.

Le persone complessivamente guarite hanno raggiunto quota 26.668 (+51 rispetto a ieri): 7 “clinicamente guarite” (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 26.661 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, anche oggi si registra un decesso nel territorio emiliano-romagnolo: una donna di 81 anni a Casalecchio di Reno, nel bolognese.

Questi i casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 5.212 a Piacenza (+27, di cui 7 sintomatici), 4.412 a Parma (+15, di cui 5 sintomatici), 5.922 a Reggio Emilia (+10, di cui 5 sintomatici), 5.060 a Modena (+23, di cui 13 sintomatici), 6.560 a Bologna (+45, di cui 25 sintomatici), 593 a Imola (stabile da ieri), 1.488 a Ferrara (+18, di cui 7 asintomatici), 1.851 a Ravenna (+10, di cui 6 sintomatici), 1.468 a Forlì (+14, di cui 12 sintomatici), 1.170 a Cesena (+8, di cui 7 sintomatici), 2.717 a Rimini (+22, la metà sintomatici).

Ravenna-Vis Pesaro rinviata di 24 ore per un caso Covid. Ammessi mille spettatori

Diagnosticata una positività nel gruppo squadra dei marchigiani: la partita si gioca alle 20.45 dell’8 ottobre. E così c’è tempo per la deroga dalla Regione per ammettere pubblico limitato: la richiesta dei giallorossi era arrivata troppo tardi. Aperti tribune e parterre: serve l’autocertificazione

B98A3539La partita Ravenna-Vis Pesaro in programma alle 20.45 di stasera, 7 ottobre, per la terza giornata del campionato di calcio di serie C, è stata rinviata di 24 ore a causa della positività al coronavirus diagnosticata a un componente del gruppo squadra dei marchigiani (un membro dello staff). E in virtù di una deroga concessa dalla Regione Emilia-Romagna domani lo stadio Benelli potrà accogliere mille spettatori: sarà quindi la prima gara casalinga con il pubblico, anche se contingentato. Entrambe le decisioni (rinvio e apertura limitata) sono arrivate oggi stesso, a poche ore dal fischio d’inizio. I biglietti saranno disponibili sulla piattaforma online e nei punti vendita Vivaticket fino alle 19 di giovedì 8 ottobre.

Fino a ieri era previsto di giocare a porte chiuse. Una situazione che aveva sollevato un interrogativo tra i tifosi giallorossi: perché Cesena, Carpi e Piacenza sono nella stessa regione e militano nello stesso campionato ma per il 7 ottobre avevano ottenuto la deroga dalla giunta Bonaccini come annunciato già il 2 ottobre? Il Ravenna Fc aveva fornito la sua spiegazione con questa nota: «La Regione non ha emanato l’ordinanza per la disputa della partita Ravenna-Vis Pesaro con la presenza di pubblico sugli spalti. Una scelta senza dubbio determinata dall’andamento epidemiologico degli ultimi giorni che ha indotto la Regione stessa ad attendere le disposizioni governative previste per la stessa giornata della gara».

B98A3252Da fonti attendibili in Regione si apprende che in realtà è stata solo una questione di tempistiche: le altre tre società si sono mosse con più anticipo rispetto ai giallorossi per la richiesta (va precisato che non è prevista ufficialmente una scadenza per le richieste ma maggiore è l’anticipo e maggiori sono le probabilità di ottenere il provvedimento). Il rinvio per le vicende della Vis ha quindi concesso un margine temporale maggiore e la Regione ha infatti emanato un’ordinanza integrativa, circostanza che di fatto smentisce le parole del Ravenna a proposito di un diniego per la curva dei contagi (per altro nell’ultimo periodo Ravenna è la provincia emilianoromagnola che ha registrato meno casi). «È doveroso ringraziare – scrive oggi il Ravenna Fc – sia l’amministrazione comunale nella persona dell’assessore Roberto Fagnani, che quella regionale nella persona del governatore Bonaccini e del capo di gabinetto Giammaria Manghi per l’impegno profuso nell’accoglimento della istanza proposta».

I settori aperti saranno tribune e parterre. Sarà obbligatorio presentarsi con la mascherina, all’ingresso verrà testata la temperatura. In fase di emissione del biglietto sarà stampata una autocertificazione che deve essere consegnata all’ingresso allo stadio. Inoltre sugli spalti sarà possibile sedersi solo nei seggiolini indicati per mantenere il rispetto del distanziamento sociale.

E così alcuni tifosi potranno assistere al primo turno infrasettimanale di campionato a cui la squadra di Giuseppe Magi arriva ancora ferma a zero punti (ko interno contro il Sudtirol e a Legnago). Voglia di rivalsa per gli avversari allenati da Giuseppe Galderisi: ambizioni di alta classifica ma al momento un solo punto in classifica, frutto del pareggio all’esordio in campionato e della sconfitta di Modena. Ravenna dovrà fare a meno del belga Benjamin Mokulu, al secondo turno di squalifica per essere stato impiegato alla prima giornata nonostante fosse squalificato dalla passata stagione. Tra gli ospiti tre ex giallorossi: Tommaso Lelj, Alessandro Eleuteri e Michael D’Eramo. La scorsa stagione al Benelli fu il Ravenna a prevalere per 2 a 1 grazie alle reti di Giovinco e proprio di Michael D’Eramo.

Mascherina obbligatoria sempre al chiuso. All’aperto si potrà togliere se “isolati”

Via libera dal Governo. Eccezione solo nelle abitazioni private

Woman Wearing Face Mask 3869390Il Consiglio dei ministri ha prorogato al 31 gennaio 2021, con una delibera, lo stato d’emergenza per il Covid e ha approvato una norma che proroga il dpcm con le norme anti contagio ora in vigore al 15 ottobre. Con una novità: diventa da subito effettivo l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, se si è vicini a persone non conviventi.

Entro il 15 ottobre andrà dunque adottato un nuovo dpcm che confermi o aggiorni le regole anti contagio che sarebbero scadute oggi e che sono invece prorogate.  La mascherina è obbligatoria in tutti i luoghi chiusi, tranne le abitazioni private.

L’obbligo di indossare la mascherina varrà «in tutti i luoghi all’aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento» da altre persone. Questa, a quanto spiegano fonti di governo, la disposizione adottata dal Consiglio dei ministri e relativa al nuovo obbligo che sarà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge Covid. L’obbligo non vale se si è all’aperto in un luogo isolato con persone conviventi.

Il testo introduce l’obbligo di portare sempre con sé le mascherine e prevede anche che le Regioni non possano adottare norme meno restrittive di quelle del governo, salvo specifiche eccezioni concordate con il ministro della Salute. Ai governatori resta la possibilità di adottare ordinanze più restrittive. (Ansa.it)

Personale senza mascherina, i vigili (in borghese) fanno chiudere un bar

Sospensione dell’attività per 4 giorni e multa da 400 euro a Lugo

IMG 6591Alcuni, tra il personale del bar, non indossavano la mascherina. Per questo il locale è stato chiuso per quattro giorni dalla polizia locale.

È successo a Lugo, al bar Croazia.

Gli ultimi controlli sono avvenuti lunedì, da parte di agenti in borghese, che non hanno potuto fare altro che constatare la recidiva: non sarebbe infatti la prima volta che i baristi si presentano ai clienti senza protezione.

Sono quindi scattate la chiusura e una multa da 400 euro. La notizia è riportata sul Corriere Romagna in edicola oggi, 7 ottobre.

Torna Giovinbacco, le degustazioni si faranno anche in biblioteca. In piazza il cibo

Dal 23 al 25 ottobre un’edizione rinnovata a causa delle disposizioni anti Covid

Vino“GiovinBacco. Sangiovese in Festa”, la più grande manifestazione enologica dedicata al Romagna Sangiovese e agli altri vini romagnoli, giunge alla XVIII edizione e si appresta a conquistare ancora una volta il cuore di Ravenna, dal 23 al 25 ottobre, in versione “stil novo”, per un omaggio anche a Dante e rispettando le disposizioni anti Covid.

Per evitare assembramenti in piazza, le cantine saranno ospitate in 4 differenti location. Si tratta di Palazzo Rasponi dalle Teste, Mercato Coperto, Palazzo dei Congressi e Biblioteca Classense. Il pubblico potrà assaggiare i vini romagnoli di oltre 40 cantine: Sangiovese, Albana e tanti altri vini locali a scelta dei diversi produttori.

L’accesso del pubblico – dotato di mascherina – sarà regolato e scaglionato. I biglietti d’ingresso ai luoghi per degustare il vino si acquistano online o nel chiosco di Piazza del Popolo e allo Iat in Piazza San Francesco, a partire dal 17 ottobre. Sono in vendita carnet da 4 tagliandi per le degustazioni con o senza calice (10 euro con il calice, 9 euro senza calice). Ogni prenotazione online è personale. Ogni persona prenota il luogo e l’orario d’ingresso per le degustazioni e, ovviamente, può acquistare voucher di prenotazione per l’accesso a differenti luoghi, a diversi orari e con più degustazioni. Per accedere al luogo della degustazione bisogna presentarsi all’ingresso all’orario stabilito e mostrare il voucher di prenotazione.

In piazza Kennedy invece saranno presenti i chioschi di 4 ristoranti del territorio: Ristorante del Mercato Coperto (Ravenna); Osteria Bartolini del Gran Fritto (Milano Marittima); Osteria I Passatelli del Mariani (Ravenna); Osteria La Campanara (Galeata).

Sulla stessa piazza sono presenti: lo spazio di Slow Food e de Il Lavoro dei Contadini con alcune bancarelle; il chiosco della birra Bizantina; il chiosco del vino sfuso della Cantina Spinetta; il chiosco di Coop Alleanza 3.0.

In Piazza Garibaldi saranno presenti alcuni chioschi a cura di Cna Ravenna: 2 chioschi di piadina; 2 chioschi di pasta fresca ripiena; 1 chiosco di birra artigianale; 1 chiosco di vino sfuso della Cantina Spinetta.

In Piazza XX Settembre sarà invece possibile acquistare il vino di Romagna offerto dalle cantine presenti alla manifestazione. La vendita è a scopo beneco e parte del ricavato è destinato ad interventi sociali per il territorio. Il banco per la vendita del vino anche quest’anno è gestito dai volontari del Lions Club Ravenna Bisanzio.

Info :www.giovinbacco.it oppure facebook.com/giovinbacco.

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