Medicina, tutto pronto per la prima lezione: 95 studenti al Palazzo dei Congressi

Dal 12 ottobre il nuovo corso di laurea di Ravenna: userà gli spazi di largo Firenze e non l’aula già pronta all’ospedale per garantire maggiore distanziamento sociale. Per il prossimo anno si attende la nuova palazzina in zona Cmp

Palazzina Ausl Medicina

Un rendering della palazzina che l’Ausl dovrà costruirà per gli studenti di Medicina

Si comincia con due ore di Fisica il 12 ottobre: sarà la prima lezione del nuovo corso di laurea in Medicina a Ravenna. È ovviamente questa la grande novità dell’offerta formativa 2020-21 dell’Università di Bologna al campus nella città dei mosaici, dove arrivò trent’anni fa. Per consentire l’insediamento della magistrale è stato fondamentale l’impegno della Fondazione Cassa: 12 milioni di euro in 15 anni.

Spazio a 95 studenti (altrettanti a Forlì dove il corso parte il giorno successivo) che utilizzeranno la sala “Olindo Guerrini” al Palazzo dei Congressi di largo Firenze, messo a disposizione da Fondazione Flaminia, che la gestione degli spazi, per garantire la possibilità a tutti gli iscritti di partecipare ai corsi in presenza senza dover spezzare il gruppo tra aula e videolezioni da casa. La sede delle lezioni sarebbe dovuta essere un’aula conferenze completamente rinnovata dall’Ausl Romagna nell’ospedale Santa Maria delle Croci (grazie a un finanziamento da 700mila euro di Fondazione Flaminia): è pronta e attrezzata ma la capienza di cento posti non permette l’accesso a 95 persone distanziate. Al nosocomio però gli studenti andranno comunque per frequentare le lezioni in laboratorio: in questo caso si tratterà di distribuire gli aspiranti medici su più turni.

L’esigenza di maggiori spazi si presenterà gioco forza nell’autunno 2021, quando si aggiungerà una nuova corte di matricole. Per quel momento dovrebbe essere pronta la nuova sede definitiva: una palazzina che l’Ausl Romagna dovrà costruire accanto al Cmp.

È soddisfatta la professoressa Elena Fabbri, presidente del campus di Ravenna: «La nascita di Medicina porterà nuove risorse per l’ospedale dove si inseriranno i docenti che svolgeranno attività accademica e attività medica. E poi ci saranno tirocinanti in corsia e più fondi per l’attività di ricerca».

Il percorso in partenza porterà anche alla nascita di almeno una scuola di specializzazione: «Al momento è presto per fare ipotesi perché riguarderà i primi laureati fra almeno sei anni ma non c’è dubbio che l’ospedale di Ravenna offra più di una opportunità».

La delega all’Università nella giunta comunale è affidata all’assessora Ouidad Bakkali: «L’apertura di questo corso in città è un obiettivo per cui si è battuta la giunta a partire dal sindaco. Crediamo che significhi una qualificazione anche dell’offerta ospedaliera: avere professionisti e innovazione è una ricaduta che riguarda tutta la collettività locale, non solo le famiglie di chi può studia-re senza andare fuori sede». Ma Bakkali ci vede anche un passo importante nella realizzazione di un abito da città universitaria per Ravenna: «Avremo una iniezione di quasi cento studenti di cui molti fuori sede con obbligo di frequenza: vorrà dire più universitari che animano la città e che rendono la comunità universitaria un po’ me-no invisibile».

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