Evento il 10 luglio al golf club con la showgirl e dj set per raccogliere fondi a favore della sua onlus che aiuta donne vittime di violenza
Le lezioni video di Michelle Hunziker per “contrastare l’andare del tempo e la forza di gravità”, cioè per rassodare i glutei o come ha detto lei stesso «per avere chiappe di marmo» da cui l’ironico nome “Iron Ciapèt”, tornano a Milano Marittima, dove sono iniziate quasi per gioco lo scorso anno in una camera d’albergo dove la celebre showgirl si stava allenando.
Durante il lockdown gli appuntamenti di “Iron Ciapèt” hanno intrattenuto su youtube migliaia di persone – che si collegavano due volte alla settimana per allenarsi in diretta web con Michelle per un’ora di lezione – e ora il format sposa la causa di Doppia Difesa, la Onlus fondata nel 2007 dalla stessa Hunziker e da Giulia Buongiorno per sensibilizzare l’opinione pubblica e aiutare le vittime di discriminazioni, abusi e violenze. Venerdì 10 luglio l’Adriatic Golf Club di Cervia ospiterà il primo evento live di Iron Ciapèt con dj set dal vivo per raccogliere fondi a favore di Doppia Difesa.
Il sindaco di Ravenna chiede al Governo e al Parlamento un impegno per riprendere in mano la discussione e sgombrarla da qualsiasi equivoco
Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale
«Quella del condono è una vergognosa mistificazione, si tratta invece di una straordinaria opportunità di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio esistente che potrebbe essere ulteriormente favorita dai nuovi incentivi previsti dal decreto Rilancio». Così Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, manifesta la sua preoccupazione per la piega che sta prendendo il dibattito attorno al decreto Semplificazioni in discussione in queste ore nella maggioranza che sostiene il Governo Conte.
«Non stiamo parlando di sanare immobili abusivi – dice il primo cittadino ravennate –, ma di superare difformità e incongruenze, per raggiungere condizioni normative che consentano la realizzazione di interventi diffusi di recupero e qualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di più ampi processi di rigenerazione urbana. Stiamo parlando di rigenerare e mettere in sicurezza – dal punto di vista dell’impiantistica e dell’antisismica – invece che espandere consumando suolo, di promuovere il risparmio energetico e l’accessibilità agli immobili abbattendo le barriere architettoniche».
De Pascale – anche presidente dell’Unione province italiane (Upi), chiede al Governo e al Parlamento un impegno per riprendere in mano la discussione, sgombrarla da qualsiasi equivoco «e raggiungere un risultato positivo per i cittadini, le imprese e i territori».
Emilia-Romagna e Ravenna da prendere come esempi: «La strada della rigenerazione è già stata intrapresa con risultati positivi. E come ha detto Stefano Bonaccini, in qualità di presidente della Conferenza Stato Regioni, le Regioni e gli enti locali non hanno mai chiesto un condono edilizio, ma interventi finalizzati a snellire le procedure e semplificare le autorizzazioni»
L’Orchestra Giovanile Cherubini con alcuni musicisti siriani: concerto dedicato all’attivista civile Hevrin Khalaf e all’archeologo Khaled al-Asaad. Venerdì 3 luglio alle 21.30
L’arena all’aperto dentro alla Rocca Brancaleone ospita il concerto dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini con l’aggiunta di musicisti della Syrian Expat Philharmonic Orchestra per il cartellone del Ravenna Festival. Appuntamento il 3 luglio alle 21.30 con l’Eroica di Beethoven diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto è sotto l’egida de “Le vie dell’amicizia”, il progetto del Festival che dal 1997 visita luoghi simbolo della storia antica e contemporanea e quest’anno ha scelto la Siria. L’appuntamento ravennate è dedicato alla memoria dell’attivista civile Hevrin Khalaf (1984-2019) e dell’archeologo Khaled al-Asaad (1932-2015), vittime dell’Isis. A rendere loro omaggio anche la musicista Aynur Dogan e l’artista Zehra Dogan, entrambe di origine curda, in scena per una performance di canto e pittura che precederà l’Eroica.
«L’atto di coraggio con cui abbiamo deciso di aprire il Festival di Ravenna, tornando a suonare insieme sul palcoscenico per la prima volta dall’inizio della pandemia, procede con questo concerto – spiega Muti – che si affida alla musica, il solo linguaggio che non può essere frainteso, per ritrovare la speranza in un futuro migliore, un futuro di pace anche per il popolo siriano». Gli stessi ideali di eguaglianza, libertà e fraternità di cui è intessuta la Sinfonia n. 3 risuoneranno, domenica 5 luglio, al Parco Archeologico di Paestum, gemellato con il sito siriano di Palmira, per la seconda tappa del viaggio dell’Amicizia. Il concerto alla Rocca, già sold-out, è reso possibile dal sostegno de La Cassa di Ravenna Spa e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
Le vie dell’amicizia partirono oltre vent’anni fa: «Abbiamo sorvolato l’Adriatico a bordo di aerei militari per raggiungere Sarajevo – ricorda Muti –, eravamo tutti commossi dalla tragedia che si stava svolgendo e la musica rappresentava un segno di fratellanza da Ravenna. È stato l’inizio di un pellegrinaggio annuale e nel 2004 ho diretto nel teatro romano di Bosra, fra Damasco e Aleppo; mi chiedo cosa sia successo a quei musicisti che suonarono con noi in quell’occasione. Da allora niente per quel popolo è andato come avevamo sperato».
Khaled Al-Asaad, per decenni direttore del sito di Palmira, è stato vittima dell’Isis cui si era opposto a salvaguardia dei reperti e della storia custoditi in quel luogo. Hevrin Khalaf, segretaria generale del Partito del Futuro siriano, attivista per i diritti delle donne e in prima linea per il riconoscimento dell’identità del popolo curdo e per un dialogo pacifico fra curdi, cristiani e arabi, è stata invece uccisa in un agguato lo scorso ottobre.
La Syrian Expat Philharmonic Orchestra (Sepo) è stata creata nel 2015 in Germania ed è la prima orchestra sinfonica per musicisti di professione e formazione accademica che vivono su suolo europeo, anch’essi vittime di quella diaspora che da anni affligge il popolo siriano, martoriato dal conflitto. Nessun musicista ha potuto volare dalla Siria all’Italia, ma il loro direttore Missak Baghdabourian ha salutato l’annuncio del doppio concerto a Ravenna e Paestum con queste parole: «L’amicizia e la solidarietà di Ravenna Festival sono un sostegno importante per un popolo che ha pagato e sta ancora pagando un prezzo alto nella battaglia contro il fanatismo, e per una terra dove anche le pietre di Palmira, Ebla e tanti altri siti archeologici sono state vittima dell’odio e dell’oscurantismo. Un nuovo gesto umano e musicale che accentua il ruolo della cultura e la musica nel rafforzare i legami fra i popoli».
Ranalli: «Non ammettiamo che pochi delinquenti sporchino la nostra città e la nostra storia»
Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, ha inviato una lettera al leader della Lega Matteo Salvini per informarlo sugli sviluppi investigativi riguardanti gli insulti contro il senatore apparsi sui muri della città il 22 maggio 2019, quando era attesa la visita del leghista che poi non si tenne. I presunti responsabili sono stati individuati e il primo cittadino rinnova la sua solidarietà all’ex ministro.
«Chi mi conosce – scrive Ranalli su Facebook – sa che la politica è un campo di battaglia nel quale il conflitto di idee è uno degli elementi primari per raggiungere gli obbiettivi. Tuttavia, ritengo che vi siano modi, sbagliati, con i quali la battaglia politica viene condotta. Proprio per questo ho inviato una lettera al Senatore Matteo Salvini per aggiornarlo sulla vicenda che riguarda le scritte offensive nei suoi confronti e riformulandogli la mia solidarietà».
Ecco il testo integrale della lettera:
Gentile Senatore Matteo Salvini,
sono il sindaco di un Comune che il 22 maggio dello scorso anno è stato gravemente vandalizzato con diverse scritte realizzate nottetempo, offensive verso di Lei. Un gesto che abbiamo ritenuto fin da subito gravissimo perché assolutamente distante dalla storia di Lugo, dalla civiltà dei suoi cittadini, che certamente non meritavano di vedere la propria città così sfregiata.
L’Amministrazione comunale si è immediatamente messa a disposizione delle autorità competenti, fornendo agli inquirenti tutto il materiale utile alle indagini. In questi mesi il grande lavoro delle forze dell’ordine ha permesso di risalire ai responsabili di quel gesto vergognoso, che saranno quindi affidati alla giustizia.
Il Comune di Lugo, che ripudia la violenza e l’illegalità, si muoverà con ogni azione necessaria per tutelarsi contro questi criminali. Non Le nascondo che quegli atti vandalici che hanno deturpato la nostra bellissima città sono ancora una ferita aperta per tutti i lughesi. Grazie a questa indagine speriamo di chiudere questo doloroso capitolo.
Gesti come questi nulla hanno a che vedere con la cultura democratica di cui Lugo ha fatto il proprio tratto identitario. Lugo accoglie tutti, qui chiunque può venire ed esprimere liberamente le proprie opinioni, senza nessuna distinzione di partito politico. Per questo non ammettiamo che pochi delinquenti sporchino la nostra città e la nostra storia.
Il capo della segreteria del presidente, Manghi: «La ripresa significherebbe la fine del distanziamento sociale»
Brutte notizie per i tanti che stavano aspettando anche in Emilia-Romagna la ripartenza degli sport di contatto, il via libera – come è stato spesso sintetizzato – al calcetto.
La giunta della Regione, infatti, al momento non pare aver alcuna intenzione di replicare la recente ordinanza del Veneto, tra le poche regioni in Italia dove sono ripresi invece gli sport di contatto. Lo ha detto Gianmaria Manghi, capo della segreteria del presidente della Giunta, nel corso dell’audizione della commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità.
I tecnici sanitari nazionali hanno espresso parare contrario e rimandato alle scelte finali delle singole Regioni, viene ricordato in una nota inviata alla stampa. «Siamo possibilisti, ma con la cautela del caso visto che la ripresa degli sport di contatto sarebbe di fatto il superamento del distanziamento sociale», rassicura Manghi che sul tema trova il sostegno tanto del centrosinistra quanto del centrodestra.
«Sullo sport di contatto, sarebbe bizzarro la loro ripresa mantenendo le vigenti norme sul distanziamento sociale per il resto della società», spiega Michele Barcaiuolo (Fdi). Sulla stessa linea Valentina Castaldini (Fi).
In bassa Romagna le previsioni peggiori. Il provvedimento è invece giallo a Ravenna e negli altri comuni
È arancione l’allerta meteo per temporali che sarà attiva in diversi comuni della provincia di Ravenna durante tutta la giornata di domani, venerdì 3 luglio. Riguarderà i comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara, Castel Bolognese, Conselice, Cotignola, Lugo, Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo.
L’allerta per temporali sarà invece gialla nei restanti comuni della provincia, compreso il capoluogo Ravenna.
In tutta la provincia sarà attiva anche l’allerta gialla per criticità idraulica.
«Il passaggio di una saccatura atlantica – si legge nel testo dell’allerta – determinerà precipitazioni a prevalente carattere di rovescio e/o temporale che interesseranno l’intera regione. Le precipitazioni saranno a prevalente carattere temporalesco anche organizzato e localmente persistente nelle aree di pianura, in progressione nel corso della giornata fino alle ore serali, da ovest verso est. I temporali saranno caratterizzati da forti raffiche di vento, grandinate e intense fulminazioni».
In collaborazione con il Costa Cafè (e anche Spiagge Soul). Con aperitivo e cena
Parte sabato 4 luglio una nuova rassegna di concerti in centro storico a Ravenna.
L’appuntamento, per la prima volta, sarà in piazza Andrea Costa, quella che si affaccia sul nuovo mercato coperto, che organizza la rassegna insieme al Costa Cafè.
Le serate si svilupperanno all’aperto con aperitivo con dj dalle 18 e cena con concerto dalle 21. Concerto che, per rispettare le norme anti Covid, sarà fruibile esclusivamente seduti ai tavoli, per cui è consigliata ovviamente la prenotazione.
Si parte il 4 luglio con la cantante emiliana Lisa Manara, per poi proseguire il 9, 14, 21 e 28 luglio con altri artisti della zona, rispettivamente Sara Zaccarelli, Gloria Turrini, King Frisco, Hernandez & Sampedro. In collaborazione anche con Spiagge Soul.
Problemi organizzativi legati al Covid ma non solo. «Ma nel 2021 sarà indimenticabile…»
Il Festival Dante 2021, la manifestazione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e nata dieci anni fa per promuovere le celebrazioni del settimo centenario della morte del Sommo Poeta, quest’anno che le celebrazioni avrebbero dovuto iniziare, non si farà.
L’annuncio, a sorpresa, arriva dal presidente della Fondazione, Ernesto Giuseppe Alfieri, intervistato dal Carlino Ravenna in edicola oggi, 2 luglio.
Il motivo è legato alle difficoltà organizzative causate dall’emergenza Covid, che però non stanno bloccando altri eventi similari che sono ripartiti in questi giorni, a Ravenna come nel resto del Paese. E infatti tra le cause, dice Alfieri, ci sarebbe anche l’impossibilità di utilizzare i chiostri francescani per i lavori di riqualificazione del museo dantesco.
L’appuntamento è quindi rinviato al 2021, «e sarà indimenticabile», dice Alfieri. Certo resta la beffa di non avere il festival questo settembre, quando da Ravenna dovranno comunque partire le celebrazioni del 700esimo anniversario della morte di Dante.
«Un record per l’ospedale di Faenza». La donna, lughese, sottoposta a intervento chirurgico dopo un incidente domestico
Operata al femore a 104 anni, in meno di due settimane è già tornata in piedi e ha iniziato a fare i primi passi.
«Un vero record, almeno per il nostro ospedale», commenta parlando con l’Ansa Andrea Taroni, direttore del reparto di ortopedia di Faenza che ha seguito l’intervento e il decorso dell’anziana paziente.
La donna, classe 1916, residente nella zona di Lugo, è stata operata sabato 21 giugno per una frattura causata da un incidente domestico.
Si è in breve tempo ripresa, ha cominciato la fisioterapia e ha già mosso i primi passi. (Ansa.it)
Sono 16 invece i contagiati e 4 i nuovi decessi in Emilia-Romagna
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati alle 12 di oggi (1 luglio) 28.508 casi di positività, 16 in più rispetto a ieri, di cui 9 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.
I nuovi tamponi effettuati sono 3.882, che raggiungono così complessivamente quota 499.426, a cui si aggiungono altri 1.397 test sierologici, fatti sempre da ieri.
Le nuove guarigioni sono 20 per un totale di 23.242, l’81,5% dei contagiati da inizio crisi. Scendono i casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.002 (8 in meno rispetto a ieri).
Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 888, 2 in meno rispetto a ieri, l’88,6% di quelle malate. I pazienti in terapia intensiva sono scesi a 10 (-2), quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 104 (-4).
Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 23.242 (+20): 241 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.001 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Si registrano 4 nuovi decessi: un uomo e tre donne. In particolare si tratta di 3 decessi nella provincia di Bologna e 1 in quella di Rimini. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.264.
Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.953 a Modena (+3, di cui 2 asintomatici), 4.913 a Bologna (+8, quasi tutti riconducibili a focolai sotto controllo. Di questi 2 sono asintomatici); 1.029 a Ferrara (+4, tutti asintomatici); 2.196 a Rimini (+1, asintomatico).
Invariati i casi di positività a Piacenza: 4.546; Parma: 3.656; Reggio Emilia: 5.003; Imola: 404; Ravenna: 1.050; Forlì: 959; Cesena: 799
Il volto noto delle emittenti locali era stato avvicinato dall’opposizione per la corsa contro Massimo Isola
Maurizio Marchesi
Il giornalista Maurizio Marchesi, 51enne volto noto delle emittenti televisive locali, non sarà il candidato sindaco del centrodestra a Faenza, la sua città, come invece si era vociferato. È stato lo stesso Marchesi, con una lettera aperta, a mettere fine alle voci riconoscendo che ci sono stati contatti dopo l’interessamento mostrato dalle forze politiche ma di voler continuare a fare il giornalista.
«Il passo della candidatura a sindaco della mia città mi stimola, mi emoziona e mi dà energia, in molti in queste ore mi stanno chiamando affinché vada avanti, ma in questo momento preferisco il mio lavoro. Ringrazio chi mi ha cercato, mi spiace deluderli, ma torno al mio lavoro».
A seguire il testo integrale della lettera firmata da Marchesi:
Nel 1993 (da una felice intuizione dell’allora direttore Gaetano Foggetti), nasce a Tele1 la trasmissione televisiva “Il Sindaco Risponde”. Era Sindaco di Faenza Nerio Tura. La trasmissione fu affidata e condotta, per i primi mesi in alternanza da Gabriele Garavini e dal sottoscritto, poi l’anno successivo con il nuovo Sindaco, Enrico De Giovanni, fu affidata a me che la condussi stabilmente fino al 2015. Un giorno Enrico De Giovanni rilasciò un’intervista ad un giornale locale dicendo che i giornalisti faentini non erano professionali e preparati (i termini esatti non li ricordo, ma i concetti erano questi). Rimasi amareggiato in quanto anch’io, nel mio piccolo, facevo e faccio parte di questo gruppo. Alla sera prima della diretta televisiva gli chiesi spiegazioni e mi ricordò semplicemente alcune delle regole e dei doveri del giornalista: “…rispetto della verità con maggiore accuratezza possibile e verifica delle fonti”. Ho sempre cercato la verità, la verifica delle fonti ed ho sempre messo il rispetto delle persone davanti al possibile scoop giornalistico.
Sono un uomo libero, moderato, civico, senza distintivo e senza bandiera e penso di averlo dimostrato negli anni, nelle tante interviste e trasmissioni televisive. Dopo essermi ritrovato con foto nel giornale, mentre ero in vacanza al mare con la famiglia, senza nemmeno una telefonata, da più parti politiche (praticamente da tutti) sono stato contattato per sondare la mia disponibilità a fare il candidato Sindaco per la mia città, Faenza.
Amo Faenza, la sua anima culturale da piccola Atene di Romagna, il Palio, il buon vivere, il verde, gli eventi, le attività economiche, i grandi team mondiali, lo sport, la piazza. Amo Faenza e ho rinunciato ad opportunità lavorative con relativa crescita professionale per restare a Faenza.
Da anni vivo del mio lavoro e non di politica con la quale ho sempre dialogato a 360 gradi e, lo ripeto, non ho mai avuto una tessera in tasca. Chi crede che abbia un’etichetta, che eravamo ai dettagli, sbaglia.
Se ho atteso prima di scrivere e parlare (premesso che ho risposto a tutti coloro che mi hanno chiamato e ringrazio particolarmente per lo stile Filippo Donati) è sostanzialmente per due motivi. Innanzitutto ero fuori città con la famiglia e gli ultimi giorni di mare li ho passati al telefono trascurando i miei familiari. Secondo motivo e naturalmente fondamentale, nel rispetto delle persone che hanno fatto il mio nome, dovevo, da buon giornalista, comprendere cosa era vero ed era opportuno almeno un incontro. La richiesta di candidatura è arrivata da una forte componente civica e solo per questo motivo, con un passo indietro dei partiti e con piena autonomia della lista civica del Sindaco ho accettato il confronto.
Ho ascoltato, ho riflettuto. Ho incontrato e parlato con molte persone.
Credo che la città abbia bisogno di nuova spinta propulsiva che sappia andare oltre alla gestione economica dei conti, un progetto per il futuro che possa dare opportunità ai giovani e che possa offrire lavoro e ricollocazione a tutti. Penso che siano importanti i programmi politici (di cui ancora non ho sentito parlare) e che serva anche una “visione” della città del futuro.
La “bellitudine” come diceva un amico qualche giorno fa, è l’attitudine ad essere bello. Mi sono documentato online, la “bellitudine” è semplicemente cura delle cose, dei dettagli, delle proporzioni, amore delle persone, in sintesi rispetto. Dal rispetto non può che nascere qualcosa di bello, non può essere altrimenti. Faenza è bella, ma ha anche un’attitudine ad esserlo. Diamogli una ulteriore progettazione che possa essere la guida della Romagna, ne ha le potenzialità.
Mettiamo al centro la famiglia, l’etica, il rispetto della nostra terra. Ripartiamo da un nuovo umanesimo, come scrive Mons. Mario Toso, per vincere le sfide globali serve una vera trasformazione che parta dalle fondamenta.
Amo Faenza, ma amo anche il mio lavoro.
Questa sera iniziano le registrazioni della trasmissione “Salotto al Caminetto” e a breve arriveranno notizie sugli ospiti di questa settimana che sono straordinari protagonisti dello sport, della medicina, e dell’industria. Nelle prossime settimane non nego che vi saranno anche leaders politici.
Il passo della candidatura a Sindaco della mia città mi stimola, mi emoziona e mi dà energia, in molti in queste ore mi stanno chiamando affinché vada avanti, ma in questo momento preferisco il mio lavoro.
Ringrazio chi mi ha cercato, mi spiace deluderli, ma torno al mio lavoro.
Conosco i candidati in campo e quelli che scenderanno. Sono meritevoli della mia stima e auspico che siano autonomi nelle loro scelte e che sappiano ristabilire in città due parole per le quali mi sarei battuto: meritocrazia e competenza in tutti gli ambiti. Chiedo che mantengano viva la passione e il Servizio per la politica. Che siano inclusivi e non divisivi, che abbiano a cuore Faenza e non il loro ruolo di presunto e temporaneo potere.
Conosco Massimo da sempre, conosco Paolo, ho conosciuto Roberto e sicuramente conoscerò il candidato del centro destra. A tutti auguro buona fortuna per il bene della nostra città.
Voglio ringraziare per la pazienza e la professionalità gli editori, i direttori e i colleghi delle testate per cui lavoro (Ravenna e Faenza WEBTV e DI.TV), l’Associazione Italiana Arbitri – Sezione di Faenza (che presiedo e che è e deve essere apolitica) e tutti i miei clienti che non mi hanno trovato disponibile in questi giorni.
Voglio ringraziare anche tutti i cittadini e gli amici che mi hanno dato il loro sostegno, e saluto anche i classici “leoni da tastiera” (chiamate prima di scrivere!).
Torno al mio lavoro con l’imparzialità e la libertà di sempre.
La lucciola era in auto con l’anziano in viale Vespucci e dal finestrino si è rivolta a una pattuglia della polizia locale
Controlli anti prostituzione a Lido di Classe
Il cliente ottantenne non voleva pagarle la prestazione e così la prostituta transessuale ha chiesto l’intervento dei vigili urbani: il risultato è stata una sanzione da 400 euro per entrambi. È successo nei giorni scorsi a Lido di Classe, durante i controlli antiprostituzione svolti dalla polizia locale di Ravenna.
La trans, seduta al lato passeggero di un’autovettura, ha chiesto aiuto,attraverso il finestrino a una pattuglia intenta a eseguire controlli in viale Vespucci. Inoltre, poiché gravata da foglio di via obbligatorio emesso dal questore e divieto di ritorno nel territorio del comune di Ravenna, la prostituta è stata anche denunciata all’autorità giudiziaria.
A 15 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza finalizzata al contrasto dei pericoli causati da comportamenti connessi all’esercizio della prostituzione sulla pubblica via, al 30 giugno sono otto le violazioni contestate (due clienti e sei persone che si prostituivano). Le violazioni sono state accertate, oltre che nella località di Lido di Classe, lungo la statale 16 e via Romea Sud e nella zona compresa tra Savio e Fosso Ghiaia. Tre delle sei persone che si prostituivano sono state anche denunciate a piede libero per inosservanza del foglio di via obbligatorio emesso dal questore di Ravenna.