lunedì
15 Giugno 2026

In arrivo le mascherine gratuite della Regione: 175mila per la provincia di Ravenna

I Comuni potranno orientarsi verso una distribuzione presso esercizi commerciali

12(17)Saranno distribuite in questi giorni le mascherine acquistate dalla Regione Emilia-Romagna e destinate ai cittadini per incentivare l’uso diffuso dei dispositivi di protezione individuale quando si deve uscire di casa.

In tutto sono 2 milioni (1 milione delle 3 annunciate precedentemente sono state destinate ai lavoratori sanitari) le mascherine che saranno ripartite per ciascun Comune capoluogo in base alla popolazione residente: a Bologna andranno 455.000 dispositivi, a Ferrara 155.000, a Forlì-Cesena 177.000, a Modena 315.000, a Parma 203.000, a Piacenza 129.000, a Ravenna 175.000, a Reggio Emilia 239.000 e a Rimini 152.000.

La distribuzione sarà garantita attraverso i Comuni e in base a linee guida predisposte dalla Regione insieme ad Anci Regionale, Associazione comuni, e Upi, Unione province italiane.

Nelle linee guida si trovano indicazioni per la preparazione e la distribuzione delle mascherine che vengono consegnate in pacchi da 50 e andranno imbustate singolarmente con una procedura in grado di garantire la massima sicurezza sotto il profilo igienico-sanitario.

I Comuni potranno orientarsi verso una distribuzione presso esercizi commerciali – con il supporto di protezione civile e volontari – dando priorità alle fasce deboli, oppure decidere per il recapito direttamente al domicilio o adottare un sistema misto, sempre evitando qualsiasi tipo di assembramento.

Due i criteri previsti: distribuzione orizzontale (per i piccoli centri una mascherina a ogni famiglia, con il supporto del volontariato per la distribuzione) o selettiva per i comuni più popolosi con l’individuazione dei luoghi più frequentati (ad esempio grande e media distribuzione, negozi e attività commerciali aperte, farmacie, uffici postali, case della salute, associazioni di volontariato…)  e della platea di destinazione (ad esempio over 65, persone fragili dal punto di vista economico/sociale, famiglie con disabili o malati cronici o oncologici, operatori e residenti di case di edilizia popolare, associazioni che si occupano di soggetti a rischio, lavoratori disabili…).

Nelle linee guida infine vengono date indicazioni anche ai cittadini che ricevono le mascherine: come indossarle e toglierle una volta rientrati a casa e il loro smaltimento, che deve essere sempre solo nei rifiuti indifferenziati.

Infine, vengono fornite alcune indicazioni: la mascherina non deve essere mai scambiata tra le persone, deve essere riposta in luogo pulito e asciutto e deve rimanere nel contesto domestico/familiare e non utilizzata come dispositivo nei luoghi di lavoro.

Il campionato di basket è finito. La lettera del presidente della capolista Ravenna

Vianello: «Solo una pandemia poteva fermarci…»

Basket Ravenna VianelloLa Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficialmente dichiarato concluso (dopo quelli giovanili) anche il campionato di pallacanestro di A2, quello in cui Ravenna (nel girone est), stava facendo la storia (in ambito cittadino), con uno straordinario momentaneo primo posto in classifica.

Ecco quindi la lettera aperta a tifosi e atleti del presidente Roberto Vianello, che in questi anni ha dato al basket ravennate, nell’attesa che venga deciso, dalla federazione stessa, che decisioni prendere per il futuro.

Ovviamente non posso che dimostrami dispiaciuto che la stagione sia finita… Una stagione speciale per il Basket Ravenna Piero Manetti! Una stagione in cui le emozioni non sono mai mancate, una stagione dei recuperi e una stagione delle vittorie. Non dimenticheremo facilmente la facilità con cui Giddy faceva canestro, le schiacciate e i tiri del giovane Kaspar, l’ironia dello 00 Simone, i minuti di qualità di Matteo, l’incredibile determinazione di Mikk, il canestro da 4 di Luigi a Forlì, i canestri decisivi di Tommy, il ritorno da Leone di Chiumo, la durezza difensiva di Marchino, la serietà di Elia, l’entusiasmo di Seck e la curiosità Spizzico e la forza di Charles perfettamente miscelata con il suo talento. Non dimenticheremo la durezza e l’agonismo di Canc “quasi” sempre perfettamente placato da Bullo e Tacc. Ma l’essere speciale di questa squadra non erano i singoli ma la loro capacità di giocare insieme e di entrare nei nostri cuori regalandoci emozioni che ci porteremo dentro sempre.
Dove potevamo arrivare? Nessuno lo saprà mai ma adoro pensare che solo un Virus e una pandemia potevano fermarci perché nessun avversario sul campo ci era ancora riuscito…

In questi giorni in cui vivo come tutti momenti difficili e di sconforto penso a loro, a come dalla panchina li guardavo scaldarsi e i loro visi acquisivano concentrazione con l’avvicinarsi della palla a due e penso che questo me lo porterò dentro sempre. Poi proprio da quella panchina guardavo voi tifosi e appassionati che poco alla volta entravate a palazzo e prendevate posto. Un ingresso con il sorriso perché il Basket Ravenna ha preso me come voi, ci è entrato dentro e sono certo che anche in voi ieri leggendo il comunicato di chiusura qualcosa dentro si è spento. Ma la nostra forza riparte da qui… parte dalla voglia di sostituire il dispiacere con l’entusiasmo… l’entusiasmo di riaccendere la fiamma in noi, l’entusiasmo dei tanti ragazzi che durante le gare sono a bordo campo vestendo maglie e felpe spesso stropicciate dal lavoro e svolgere incarichi vari che non saranno sotto i riflettori ma che sono di primaria importanza, l’entusiasmo di questi ragazzi che ieri hanno tutti postato sui social la loro tristezza con foto di gruppo perché anche loro sono una squadra esattamente come lo siete voi che a Ferrara eravate quasi 1000… anzi dopo l’intervallo 1001!

Da oggi siamo già al lavoro per il futuro. Sappiamo di dover dare delle risposte su molti fronti e molte di queste dipenderanno anche da come verrà effettivamente chiusa la stagione dalla Federazione. Mi verrebbe da dire “facciamo squadra” ma queste frasi si dicono quando si sta per mandare uno in panchina… invece noi non siamo in panchina… siamo in campo e abbiamo bisogno di passarci la palla.

Ciao a Tutti
Il vostro Presidente
Roberto Vianello

Coronavirus, controllo della temperatura ai camionisti in arrivo al porto di Ravenna

Allestiti due presidi, con agenti della polizia locale e operatori sanitari

Nell’area portuale di Ravenna sono stati allestiti due presidi dove viene rilevata la temperatura del corpo ai camionisti in arrivo, in buona parte provenienti da paesi esteri.

Si tratta di una decisione presa dal Centro Coordinamento Soccorsi costituito in prefettura nell’ambito dell’emergenza Covid-19, alla luce del consistente traffico in zona portuale anche in questo periodo di isolamento.

«Le operazioni di rilevamento della temperatura – spiegano dalla prefettura – interesseranno tutti i soggetti a bordo dei mezzi di trasporto in entrata, salvo procedere a campione – su indicazione degli operatori di Polizia presenti – qualora si venga a formare un considerevole rallentamento del flusso».

L’iniziativa vede coinvolti il Comune di Ravenna, la Prefettura-UTG, l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale di Protezione Civile, la Ausl Romagna, l’Ordine dei Medici di Ravenna, nonché il Coordinamento Provinciale delle Associazioni di Volontariato e gli operatori sanitari della Croce Rossa e di Anpas.

Il presidio dei punti verrà assicurato da agenti della Polizia Locale di Ravenna, mentre l’azione degli operatori sanitari verrà coadiuvata in remoto da alcuni medici (individuati dalla Ausl di intesa con l’Ordine Provinciale dei Medici) «i quali, a titolo volontario, assicureranno il necessario sostegno professionale per una migliore valutazione delle casistiche che dovessero presentarsi nel corso dei controlli», scrive la prefettura.

Unigrà premia i dipendenti che hanno continuato a lavorare con un bonus da 750 euro

L’azienda di Conselice ha inoltre attivato una copertura assicurativa sanitaria a favore di tutti i dipendenti

Sede Unigrà LrL’amministratore delegato del gruppo agroalimentare Unigrà di Conselice, Gian Maria Martini, ha varato un piano straordinario di bonus salariali, che va ad aggiungersi a quello di 100 euro previsto dal D.L. Cura Italia,  come speciale riconoscimento dell’impegno dei dipendenti presenti in fabbrica durante l’emergenza coronavirus, che con il loro lavoro stanno garantendo la continuità produttiva.

L’operazione prevede il riconoscimento di una maggiorazione di stipendio ai lavoratori impegnati nelle attività operative di produzione, logistica e servizi, che ammonta a 750 euro lordi, parametrata all’effettiva presenza in azienda durante il periodo che va dal 9 marzo al 24 aprile.

Unigrà ha inoltre deciso di attivare una copertura assicurativa sanitaria a favore di tutti i lavoratori dipendenti delle aziende del Gruppo, compresi quelli in smart working, in caso di contagio da Covid-19. «Detta polizza – scrivono dall’azienda – va ad aggiungersi al rafforzamento delle procedure per la salvaguardia e la sicurezza del proprio personale sul luogo di lavoro e delle misure di prevenzione e sicurezza alimentare messe in atto dall’azienda fin dall’inizio dell’emergenza, nel pieno rispetto delle disposizioni governative e regionali». Tra queste, anche l’adozione di un piano organizzativo per favorire al massimo, ove possibile, lo smart working.

«Abbiamo ritenuto giusto e doveroso – ha commentato Gian Maria Martini – premiare chi con il proprio lavoro quotidiano, affrontando le comprensibili paure che ovviamente tutti stiamo vivendo in questo momento, ha garantito continuità alla nostra filiera alimentare, che è fra quelle strategiche per il Paese in questo periodo di emergenza Covid-19. Questo riconoscimento vuole dunque essere un modo per ringraziare concretamente il loro impegno, che va a beneficio di tutti i nostri dipendenti – oltre 600 nel solo stabilimento romagnolo – e che dimostra attaccamento all’azienda e grande senso di responsabilità a tutela, più in generale, di tutta la filiera alimentare».

A conferma della propria vicinanza alla comunità e al territorio, inoltre, l’azienda informa nella nota di aver voluto «contribuire ad affrontare l’attuale situazione di emergenza attraverso donazioni erogate a favore di enti ed istituzioni impegnate in campo sociale e sanitario».

Studio sul coronavirus, “zero decessi” in Emilia-Romagna il 25 aprile

L’Italia ne uscirà invece il 19 maggio, secondo il rapporto dell’Università di Washington

UnnamedL’Italia ha superato la fase di picco di Covid-19 e il 19 maggio raggiungerà il traguardo “zero decessi”, salvo un allentamento delle misure di distanziamento sociale o un rimbalzo dei contagi. E il totale dei decessi registrati nel nostro Paese sarà di 20.300 al 4 agosto 2020.

È quanto stima l’Institute for health metrics and evaluation (Ihme), organizzazione indipendente della School of Medicine dell’Università di Washington, che fornisce i dati alla Casa Bianca, e che ha pubblicato ieri (7 aprile) le proprie previsioni sull’evoluzione della pandemia in Europa.

Nel rapporto c’è anche uno studio regione per regione secondo cui l’Emilia-Romagna sarebbe tra le prime a raggiungere l’obiettivo “zero decessi”, stimandone 18 per il giorno di Pasqua e zero il 25 aprile. Va detto però che lo studio stimava 43 morti nella nostra regione ieri, quando invece ne sono stati registrati 72.

Sull’autocertificazione scrive “passeggiata in bici”: 400euro di multa per un 29enne

E a Faenza c’è anche chi va a spasso dicendo che voleva solo «farsi una birretta in santa pace»

Image.601779542741“Sto semplicemente facendo una passeggiata in bicicletta”: aveva scritto così sull’autocertificazione un giovane faentino del 1991, sorpreso da una pattuglia della polizia locale manfreda nel parco Pietro Ferrucci in via Bruno Bandini, ieri pomeriggio (7 aprile) alle 16 07. E sul retro del foglio aveva aggiunto: “nessuno può dirmi quello che devo fare”. Giustificazioni che non hanno avuto neppure bisogno di particolari accertamenti da parte dei vigili che lo hanno bloccato in sella alla sua bici nel parco pubblico che, come previsto dall’ordinanza regionale per il contenimento del covid-19, risultano chiusi per chiunque in questo periodo. Per non farsi mancare niente, però, il giovane faentino, aveva anche in tasca degli stupefacenti per uso personale che gli sono stati immediatamente sequestrati.

Ovviamente per il giovane è scattata una doppia sanzione. Nei suoi confronti infatti la polizia locale ha proceduto alla segnalazione alla Prefettura per le sanzioni amministrative previste in caso di detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale e inoltre gli è stata elevata la sanzione amministrativa di 400 euro per aver violato il divieto di continuare a usufruire di un parco pubblico.

«Ogni giorno – fa sapere la polizia locale di Faenza – aumentano sia le richieste di controlli da parte dei cittadini al centralino della locale, sia gli insofferenti alle regole che, si giustificano con le scuse più assurde». Tra i sanzionati di ieri, infatti c’è anche un ragazzo faentino di 19 anni che, preso a spasso nel viale della Stazione mentre beveva una birra, ha affermato che voleva farsi “una birretta in santa pace”, ed alcuni cittadini albanesi pregiudicati che in Corso Garibaldi,  alla vista della pattuglia, si sono messi in fila con i clienti del supermercato, per poi tornare a stazionare tranquillamente nelle panchine poste dall’altra parte del viale appena l’auto si è allontanata dalla loro vista.

Per Consar e Conad i campionati sono finiti: addio ai sogni playoff e promozione

Le assemblee dei rispettivi campionati hanno chiuso la stagione in anticipo. Solo il volley maschile punta a una final four per lo scudetto

Per le due principali squadre di pallavolo di Ravenna, la Consar nella Superlega maschile e la Conad nella A2 femminile, i campionati sono finiti. Le rispettive leghe hanno deciso infatti di non riprendere la stagione agonistica 2019-20 interrotta da alcune settimane per l’emergenza sanitaria Covid-19. Per le due formazioni cittadine significa l’addio ai sogni playoff per il Porto Robur Costa e promozione per la Teodora.

P2p Conad 2 Ph Fabio AltobelloPallavolo femminile. L’assemblea dei club di serie A ha votato nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 6 aprile, per la conclusione anticipata della stagione 2020/2021. La riunione in videoconferenza ha sancito la fine dei campionati e lo stop alle retrocessioni e ha dato mandato al presidente Fabris di confrontarsi con la Fipav sulla base di questa proposta, che prevede la promozione dalla A2 in A1 delle due squadre che attualmente occupano le prime due posizioni della Pool Promozione (Trentino Rosa e San Giovanni Marignano). Ravenna era attualmente al quarto posto, distante 14 punti dal secondo. L’assemblea ha conferito mandato alla commissione congiunta di A1 e A2 di trattare con i rappresentanti dei procuratori una riduzione degli ingaggi relativi alla stagione 2019-20.

RAVENNA 22/05/2019. CONFERENZA STAMPA PORTO ROBUR COSTA
Marco Bonitta torna ad allenare una squadra ravennate

Pallavolo maschile. A seguito della riunione della consulta della Lega pallavolo maschile, è arrivata la decisione di sospendere i tre campionati maggiori: Superlega, A2 e A3. Si va direttamente ai play off ma solo a quattro squadre. L’idea di base è di disputarli a giugno dopo un mese di allenamento e preparazione. Play off probabilmente a porte chiuse. Il Porto Robur Costa, sesto in classifica a 9 punti dalla quarta, come si apprende dall’edizione odierna de Il Resto del Carlino, aveva già manifestato la sua intenzione di non partecipare.

I tassisti potranno fare consegne a domicilio per i negozi a tariffe concordate

Possibile solo per beni di prima necessità, servizio da organizzare dal negozio, il costo va da 5 euro a 10

TaxiI tassisti potranno fare consegne a domicilio di beni di prima necessità dai negozi. La possibilità è prevista dalla Regione Emilia-Romagna e la giunta comunale ha approvato le tariffe agevolate e le modalità di svolgimento del servizio, secondo la proposta delle associazioni di categoria.

Le tariffe, in vigore fino al perdurare della situazione di emergenza Covid, saranno 5 euro a consegna (per un minimo di tre consegne effettuate contemporaneamente per lo stesso negoziante) nell’ambito urbano; 10 euro a consegna singola nell’ambito urbano, 7,50 euro a consegna (per un minimo di due consegne effettuate contemporaneamente per lo stesso negoziante) in ambito extraurbano: Madonna dell’albero, Ponte Nuovo, Classe, Fornace Zarattini, Borgo Montone, Quartiere San Giuseppe; 10 euro a consegna singola nel medesimo ambito extraurbano.

Le richieste di consegna dovranno essere organizzate dal negozio (per informazioni si può chiamare il centralino del Radiotaxi, che risponde tutti i giorni dalle 8 alle 20 allo 0544 33888) in una determinata fascia oraria e con accesso privilegiato per il ritiro della spesa da parte del tassista. Non è previsto alcun anticipo per la fornitura o maneggio di denaro per il pagamento della spesa. La consegna dei beni al cliente avverrà al cancello o al portone del condominio. Il pagamento dell’importo della consegna da parte dell’utente finale o da parte del negozio avverrà al momento del ritiro della spesa.

Secondo l’assessore alle Attività produttive, Massimo Cameliani, questa scelta può agevolare alcune fasce di cittadini per avere la consegna a domicilio e allo stesso tempo favorire l’operatività dei taxisti, a loro volta soggetti ad un periodo di particolare sofferenza.

Madel e Eyerise donano gel igienizzante e occhiali protettivi al Sap per la polizia

Il sindacato provinciale a Ravenna ha ricevuto il materiale dalle due aziende e lo ha consegnato ai vertici della questura per la distribuzione

Amuchina Fai Da TeLe ditte Madel di Cotignola e Eyerise di Sant’Angelo in Vado (Pesaro-Urbino) hanno donato alla sezione provinciale di Ravenna del Sap, sindacato autonomo di polizia, 500 confezioni di detergente igienizzante per mani e 40 paia di occhiali protettivi per fornire un aiuto al personale in divisa che deve operare in piena pandemia da Covid-19. Il sindacato ha consegnato il materiale alla questora Loretta Bignardi per la successiva distribuzione agli agenti.

Il Sap esprime la propria gratitudine per la vicinanza e la sensibilità dimostrata dalle due imprese e ringrazia la questora «per l’immediata disponibilità a ricevere i dispositivi per poterli consegnare al personale il prima possibile».

La sigla sindacale ci tiene a sottolineare che in questo momento è particolarmente complicato reperire sul mercato questi prodotti: «È particolarmente apprezzabile il gesto di chi, con questa donazione, ha inteso dimostrare la sua solidarietà alla polizia di Stato, impegnata assieme a tutte le forze dell’ordine al fianco degli operatori della sanità, nell’attività di contrasto alla diffusione dell’epidemia».

Il Sap ringrazia tutto il personale medico e paramedico «per il lavoro eccezionale che sta svolgendo in prima linea a favore della collettività, sin dall’inizio delle criticità, incurante dei gravissimi rischi per la propria salute cui è inevitabilmente esposto».

Coronavirus, altre 37 guarigioni in provincia di Ravenna. In quarantena 467 persone

Nelle ultime 24 ore solo nuovi 10 casi di positività. In totale sono 738

AUTO DRIVE THRUAlle 12 di oggi, 7 aprile, salgono a 738 i casi di positività al coronavirus registrati dall’inizio dell’emergenza in provincia di Ravenna. Nelle ultime 24 ore sono solo 10 i nuovi contagiati registrati (un dato che potrebbe anche essere dovuto ad alcune dinamiche organizzative del laboratorio Analisi dell’Ausl, sottolineano dalla Provincia) e per il secondo giorno consecutivo non ci sono stati decessi, che restano così 41 dall’inizio dell’emergenza.

Rispetto alle 10 nuove positività, 9 fanno riferimento a donne, 1 a un uomo. Due persone sono residenti fuori provincia. Sette pazienti sono in isolamento domiciliare poichè completamente privi di sintomi o con sintomi leggeri, gli altri 3 sono ricoverati, nessuno in terapia intensiva. Sul fronte epidemiologico, si tratta principalmente di pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi già accertati.

Ci sono state altre 37 guarigioni cliniche (17 uomini e 20 donne) per le quali sono programmati i tamponi di verifica attraverso il sistema drive through, cui si aggiunge la guarigione completa di una donna. Tra i residenti nel Ravennate dall’inizio dell’infezione si sono verificate dunque 165 guarigioni cliniche, di cui 44 complete, cioè con doppio tampone negativo.

Restano 467 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

Lo storico: «L’unica cosa certa è che la convalescenza sarà lunga e difficile»

Alessandro Luparini è il direttore della Fondazione Oriani e dell’omonima biblioteca. È una delle voci che abbiamo invitato nello spazio aperto delle nostre pagine per immaginare il futuro, quando la pandemia sarà passata

Alessandro Luparini, classe 1967, fiorentino di origine, vive da molti anni a Ravenna, dove dirige la Fondazione Casa di Oriani, Biblioteca di Storia Contemporanea. Formatosi nello studio dei partiti e dei movimenti politici italiani fra Otto e Novecento, ha esteso poi i suoi interessi a molteplici altri ambiti di ricerca. È autore di numerosi contributi di storia politica e sociale ravennate ed è tra i curatori della fortunata rassegna “Storie di Ravenna” al teatro Rasi. È una delle voci che abbiamo chiamato a “collaborare” sulle nostre pagine per uno sguardo al futuro, al dopo pandemia. Ecco il suo intervento.

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Alessandro Luparini

Per provare a immaginare cosa sarà del nostro Paese quando finalmente sarà passata questa terribile prova collettiva voglio partire dagli slogan, veri e propri mantra apotropaici che da ormai qualche tempo stanno dominando la comunicazione pubblica, dalla politica ai social. Il primo, il più (comprensibilmente) diffuso, è “tutto andrà bene”.

Certo, noi tutti, io per primo, confidiamo che presto o tardi le cose si metteranno per il meglio. Soprattutto che finisca quanto prima e una volta per sempre questa lunga teoria di lutti e di sofferenze. Nondimeno, non fosse che per la mia formazione di storico, abituato a misurarmi con i fatti concreti, ho l’obbligo di essere realista. E un sano realismo impone di dire che, se questo blocco pressoché totale delle attività produttive durerà a lungo, come purtroppo tutto lascia supporre, il tessuto socioeconomico della nazione ne uscirà devastato. Penso, per fare soltanto l’esempio di un settore a me caro, al mondo delle attività culturali, che sta pagando e pagherà un prezzo altissimo. E penso soprattutto alla inevitabile dilatazione della forbice delle diseguaglianze sociali, con le decine di migliaia di precari, già “invisibili” prima che arrivasse questo disastro, che stanno perdendo il poco che avevano, se già non lo hanno perso, e rischiano di precipitare nella povertà assoluta.

Occorrerà una ferma e capace politica di ricostruzione (di ricostruzione, sì, come dopo una guerra), che giocoforza dovrà prevedere una dilatazione del debito pubblico. Una politica in grado di contemperare le ragioni dello sviluppo con quelle del welfare, e che magari abbia imparato che non conviene penalizzare la sanità pubblica. Il che, sia ben chiaro, non potrà non avvenire che insieme all’Europa, e dentro l’Europa. Anche se mi preoccupano l’antieuropeismo di ritorno e la fascinazione trasversale di tanti italiani per i modelli autoritari di Cina e Russia, fomentata ad arte dalla subdola propaganda di Pechino e Mosca.

DSC 6761Il secondo slogan è “torneremo tutti ad abbracciarci”. Anche qui, senz’altro, non v’è dubbio che ritorneremo ad abbracciarci, a toccarci, a stringerci la mano. Ma ci vorrà del tempo, quanto non è dato sapere, prima che si lascino definitivamente andare le “distanze di sicurezza”, prima che ci si torni a fidare gli uni degli altri, senza vedere in chi ci sta di fronte un possibile portatore asintomatico. Si rifletta, piuttosto, e già da ora, sulla deriva del sospetto, su questa paranoia collettiva che sta facendo assomigliare tanti utenti Facebook a informatori della Stasi. La tenuta democratica del Paese, messa a dura prova dalla pandemia, passa anche dal recuperare equilibrio e ragionevolezza. Terzo e ultimo slogan: “state a casa”. O meglio, visto che lo stare a casa è assolutamente necessario, il suo semplicistico corollario: “cosa volete che sia passare qualche giorno a casa vostra, pensate alle tante opportunità: leggere, cucinare, guardare le serie tv ecc.”

DSC 5055Ora, a parte che, verosimilmente, la clausura durerà un bel po’ e che alla lunga metterà a repentaglio l’equilibrio psico-fisico di ognuno di noi, c’è da considerare che non tutti hanno la fortuna di vivere in case ampie e spaziose (magari con un bel giardino), la fortuna di vivere in coppia, o comunque in buona e serena compagnia. Che dire delle persone sole, dei malati, degli anziani, dei disabili, delle donne vittime di violenza domestica, in generale dei soggetti più fragili? Mi colpisce e mi addolora, in questo tipo di comunicazione pubblica, la totale mancanza di empatia verso le categorie più deboli della società.

Concludendo, l’unica cosa certa è che, passata la malattia, la convalescenza sarà lunga e difficile.

Coronavirus, il contagio rallenta: “solo” 269 casi in più in regione, 10 a Ravenna

Ancora in calo i ricoverati in terapia intensiva e negli altri reparti Covid. Sono 72 le vittime

17.825 casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna, 269 in più rispetto a ieri: un aumento contenuto se paragonato a quello dei giorni scorsi. E sono 75.191 i test effettuati, 3.028 in più. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi (7 aprile) sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 7.861 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (66 in più rispetto a ieri). 366 le persone ricoverate in terapia intensiva: 6 in meno rispetto a ieri. Così come continuano a diminuire anche i ricoverati negli altri reparti Covid: -54 (3.750 rispetto ai 3.804 di ieri). Purtroppo, si registrano 72 nuovi decessi: 34 uomini e 38 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 2.597 (200 in più rispetto a ieri), delle quali 1.545 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 1.052 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 13 residenti nella provincia di Piacenza, 14 in quella di Parma, 12 in quella di Reggio Emilia,12 in quella di Modena, 11 in quella di Bologna (nessuno nel territorio imolese), 5 nella provincia di Forlì-Cesena (3 a Forlì), 3 a Ferrara, 2 in quella di Rimini. Nessun decesso a Ravenna e fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 2.953 Piacenza (17 in più rispetto a ieri),  2.365 Parma (48 in più),  3.215 Reggio Emilia (48 in più), 2.758  Modena ( 67 in più), 2.334  Bologna (34in più), 322 Imola (5 in più),  522 Ferrara (12 in più),  738 Ravenna (10 in più), 1.034  Forlì-Cesena (di cui  564 Forlì, 18 in più rispetto a ieri, e 470 a Cesena,1 in più),  1.584 Rimini  (9 in più).

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