Sarà il consiglio comunale a votare sulla proposta di un versamento con una soluzione unica nel 2020
Turisti tra San Vitale e Galla Placidia
«Nella prossima riunione della giunta comunale sospenderemo il versamento di aprile dell’imposta di soggiorno e al primo consiglio comunale utile proporrò che venga approvato per quest’anno il pagamento a novembre con un versamento unico». Sono parole del sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, per fare chiarezza dopo le polemiche sollevate dall’opposizione perché ad alcuni operatori turistici della città sono arrivate le richieste di riscossione delle cifre versate da ogni turista per ogni pernottamento e poi girate al Comune.
Il primo cittadino ricorda che la possibilità di questa modifica è stata discussa «sia con le associazioni delle imprese che in sede della conferenza dei capigruppo di venerdì scorso, 27 marzo, nella quale la proposta aveva incontrato il sostegno trasversale sia dalla maggioranza che dall’opposizione». In quella sede venne comunicato che era necessaria un’istruttoria per capire la fattibilità dello spostamento a novembre del versamento di aprile: l’indagine preliminare ha dato esito positivo.
Elisa Fiori e Carolina Ghiselli hanno realizzato un video caricato sulla pagina Facebook del centro culturale Venturini: in tutto oltre 50 contributi rivolti alle famiglie a casa ma prodotti anche dagli stessi bambini con i genitori
Da sinistra Carolina Ghiselli, Daniele Bassi e Elisa Fiori: sindaco e assessore di Massa Lombarda
La voce narrante della vicesindaca e i disegni dell’assessora per una speciale favola che spiega la pandemia di Covid-19 ai bambini. È l’iniziativa del centro culturale Venturini di Massa Lombarda che ha coinvolto due componenti della giunta, Carolina Ghiselli e Elisa Fiori, per realizzare un video di 5 minuti caricato su Facebook e rivolto ai più piccoli (lo trovate in fondo all’articolo). È solo uno dei contributi che arricchiscono il contenitore creativo lanciato sul social network a partire dai primi giorni dell’emergenza: laboratori, video letture, filastrocche, momenti di intrattenimento ludico e formativo.
Ci sono poi i numerosi contributi di bibliotecari, volontari, mamme e insegnanti che in questi giorni di sospensione delle lezioni in aula continuano a essere vicino agli alunni e alle alunne delle scuole. Tra le iniziative ci sono anche quelle dell’istituto comprensivo “Francesco D’Este”, i cui docenti stanno creando contenuti video, letture e proposte didattiche per accompagnare gli studenti, grandi o piccoli, nelle loro giornate a casa. Tra questi c’è anche il racconto di Umberto, alunno della scuola elementare “Luigi Quadri”, che ha spiegato, grazie anche ai disegni realizzati insieme alla sua mamma, come è cambiata la vita di uno studente nell’ultimo mese. I contributi pubblicati, con assiduità quotidiana di due o tre al giorno, sono ad oggi quasi cinquanta, di cui oltre venti video originali, creati per l’occasione.
«L’amministrazione comunale è sempre al fianco delle famiglie massesi e comprendiamo le difficoltà che stanno attraversando in questi giorni – spiega Ghiselli -. Spiegare ai più piccoli perché di punto in bianco sono costretti a stare in casa senza poter vedere i maestri e gli amici di sempre non è facile e abbiamo pensato di aiutare le famiglie. È nata così la storia di “Coronavirussino”, che speriamo abbia aiutato tante famiglie ad affrontare questo argomento e spiegare ai bambini questa emergenza nazionale». Sulla stessa linea d’onda la collega Elisa Fiori: «Sono da sempre convinta che l’arte possa unire e spiegare le emozioni laddove le parole non arrivano. In questo caso abbiamo voluto unire il racconto di Carolina con i miei disegni. Speriamo che sia arrivata a tutti una favola piena di speranza. Abbiamo in programma tante altre iniziative per non far mancare a nessuno il nostro virtuale abbraccio”.
Tutte le iniziative pubblicate sono rese possibili anche dalla collaborazione di alcuni grandi editori di letteratura per ragazzi, che hanno accettato di concedere l’autorizzazione a realizzare le video-letture dei propri libri.
Dopo Andrea Gambi, muore un altro professionista molto noto, positivo alla Covid-19
Francesco Ricci
A distanza di pochi giorni dalla morte di Andrea Gambi, l’ordine della provincia piange un altro ingegnere ravennate, molto noto, morto nella notte in Terapia intensiva a Ravenna, dove era ricoverato in quanto positivo al coronavirus. Si tratta di Francesco Ricci, 65 anni, più volte Segretario e Consigliere dell’Ordine (1995-97 e 1997-99), decano della Commissione Parcelle, membro del Consiglio di Disciplina nel quadriennio 2013-2017 e attualmente in carica come Presidente di Collegio.
«Molti di noi – si legge in una nota firmata dal presidente dell’Ordine provinciale Mattia Galli e dal presidente del Consiglio di disciplina Giovanni D’Antonio – lo hanno conosciuto ed hanno avuto modo di apprezzare la sua professionalità e disponibilità nei confronti dei colleghi, sempre pronto al confronto dialettico, mai banale e sempre pertinente. La sua scomparsa lascia in noi un grande vuoto. Ai suoi familiari e ai colleghi di studio va il cordoglio del Consiglio dell’Ordine e del Consiglio di Disciplina, unitamente a quello di tutti i nostri iscritti».
«Nessuno di noi – continua la nota –, all’inizio di questa pandemia, avrebbe immaginato una sorte così funesta per il nostro territorio, arrivando a toccare persone a noi così vicine. Nessuno avrebbe pensato di dover veicolare notizie di questo genere per dare l’estremo saluto ad amici e colleghi che ci hanno lasciati. Ora più che mai è d’obbligo continuare a rispettare le leggi e le prescrizioni imposte dalle Autorità, in rispetto non solo di noi stessi e dei nostri cari, ma dell’interna collettività e in particolare di chi ogni giorno opera, rischiando la propria vita, per arrestare questo destino infausto. L’Ordine c’è e continuerà nel suo ruolo, per garantire i servizi essenziali, non sentitevi soli!».
Enrico (nome di fantasia) ci racconta la sua vita scolastica in remoto. «Mai avrei pensato di poterlo dire, ma non vedo l’ora che la scuola riapra»
Prima superiore, la scuola improvvisamente chiude a fine febbraio e non si sa quando e se riaprirà. Ma dopo la prima settimana di quasi vacanza, la seconda con qualche sperimentazione, ormai la scuola non ha riaperto ma è da tempo ricominciata: solo nella sua camera da letto.
«Mi alzo, faccio colazione e accendo il computer. Se non fosse per mia madre, forse nemmeno mi toglierei il pigiama…». Enrico (nome di fantasia) ci racconta la sua vita scolastica da liceale in remoto.
Cosa è meglio? «Beh, è più facile copiare, aiutarsi, per ora non ci sono vere interrogazioni e si può sempre dare un’occhiata al libro o, magari, fingere di avere un guasto tecnico. Però di fatto la mole di lavoro è addirittura aumentata! Tra le lezioni online, le videolezioni e i compiti da consegnare tutti i giorni per tutte le materie…».
Roba quindi da far rimpiangere la scuola, intesa anche come luogo fisico?
«Beh, sì, siamo animali sociali. Mi manca il rapporto con i compagni prima e dopo le lezioni, la ricreazione. Il rapporto con gli insegnanti ne ha risentito meno, forse. E poi comunque a scuola è più facile restare concentrati e non distrarsi. Quindi sì, prima di questo periodo non avrei mai pensato di poterlo dire, ma non vedo l’ora che la scuola riapra!».
Altri 7 milioni per i tirocini e iniziative per il sostegno agli affitti e agli stagionali
La giunta dell’Emilia-Romagna ha dato il via libera a un nuovo pacchetto di misure a sostegno di famiglie, studenti e lavoratori.
Lo rende noto il Presidente della Regione Stefano Bonaccini che su Facebook stila l’elenco delle nuove misure.
– Scuola: «Abbiamo stanziato 5 milioni di euro – scrive Bonaccini – per garantire a tutti i ragazzi il diritto alle lezioni a distanza, stando a casa. Le risorse dovranno servire per fornire le famiglie che ne sono sprovviste di ciò che serve, dalle schede prepagate per connettersi a internet agli strumenti necessari (Pc o tablet). Abbiamo già acquistato le prime 2mila schede Sim che verranno consegnate all’Ufficio scolastico regionale entro la settimana».
– Tirocini: «Abbiamo stanziato 7 milioni di euro per assicurare un sostegno economico a coloro che hanno dovuto interrompere i tirocini, a partire dalle persone con disabilità e alle categorie svantaggiate e coloro che svolgevano il periodo formativo in aziende private».
– Affitto: «Per garantire il sostegno alle famiglie in difficoltà con il pagamento dell’affitto, abbiamo prorogato a giugno i termini del bando regionale sul Fondo Affitto a favore dei Comuni. Inoltre, per erogare più velocemente i contributi alle persone, i Comuni stessi potranno utilizzare il contributo regionale per esaurire le loro graduatorie. Ci mettiamo poi subito al lavoro per predisporre un nuovo bando con l’obiettivo di anticipare rispetto all’autunno la concessione agli enti locali dei 12 milioni di euro stanziati per il 2020. Cerchiamo così di andare incontro alle difficoltà che molti potrebbero avere per effetto della diminuzione di reddito conseguente alle misure restrittive adottate per contenere il virus».
– Stagionali: «Abbiamo aperto il confronto con le parti sociali e le associazioni dei comparti turismo e agricoltura sui lavoratori stagionali, per definire possibili interventi di sostegno sulla base delle eventuali misure nazionali, con anche la nostra disponibilità a intervenire».
Ttre stazioni di monitoraggio non invasivo per pazienti sedati e otto sistemi di telemonitoraggio a distanza
L’azienda Alma Petroli di Ravenna, raffineria in via Baiona che da oltre produce bitumi stradali, industriali e speciali, ha acquistato e donato al Reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna tre stazioni di monitoraggio non invasivo per pazienti sedati e otto sistemi di telemonitoraggio a distanza. « un momento di emergenza come questo, sentiamo il desiderio e il dovere di supportare il nostro territorio e di sostenere l’incredibile sforzo compiuto da medici, infermieri e operatori sanitari per i pazienti affetti da Covid-19», ha commentato Antonio Serena Monghini, presidente di Alma Petroli. Le attrezzature saranno a beneficio di tutti, anche una volta superata l’emergenza Coronavirus.
Il dottor Maurizio Fusari, direttore del reparto, ha sottolineato che «le attrezzature donate permettono di migliorare in modo altamente significativo la qualità delle cure dei pazienti acuti e gravi attraverso la possibilità di prenderli in carico non solo nei reparti intensivi che sono limitati in disponibilità di posti letto». I dispositivi permettono un controllo continuo delle condizioni dei pazienti ricoverati anche in aree diverse e distanti. «La donazione, strutturata permanentemente ed ulteriormente implementabile, permette un’evoluzione strategica sensibile sulla qualità delle cure offerte ai nostri concittadini non solo in questo periodo di emergenza ma anche in futuro: rende il nostro ospedale più moderno e consente soluzioni organizzative innovative».
Anche in provincia di Ravenna l’iniziativa in segno di lutto e di solidarietà
Michele de Pascale a Ravenna
Anche i sindaci della provincia di Ravenna hanno osservato il minuto di silenzio (e ammainato le bandiere dei municipi a mezz’asta) in segno di lutto e di solidarietà.
L’invito è stato rivolto dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro per ricordare le vittime del coronavirus e per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari.
L’iniziativa era stata lanciata dal Presidente della Provincia di Bergamo, il Sindaco Gianfranco Gafforelli per ricordare tutti i morti del coronavirus, in segno di solidarietà per tutte le comunità.
Il sindaco Luca Della Godenza davanti al municipio di Castel Bolognese
«È un gesto per essere vicini a tutte le vittime, ai loro cari e a chi lavora con abnegazione – ha dichiarato per esempio il sindaco di Cervia Massimo Medri –, in particolare gli operatori sanitari, rischiando in questa emergenza la propria vita per salvare le persone. Cervia ha risposto ancora una volta con senso civico e responsabilità».
«L’ho fatto per ricordare le vittime di questo maledetto virus – ha dichiarato invece il sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza –, per onorare l’impegno degli operatori sanitari, per abbracciarci e sostenerci idealmente tutti, per portare solidarietà a chi è più in difficoltà».
L’uomo aveva 80 anni, deceduto a Ravenna. La moglie è a Lugo. I familiari vivono a Milano
Il coronavirus ha ucciso lui, ha mandato in ospedale la moglie ed è stata la sindaca del paese a dare la triste notizia alla figlia che vive lontano e non aveva contatti con i genitori da diverso tempo. È la storia che arriva da Conselice. La vittima, la prima del comune della Bassa Romagna e la 29esima in provincia, è Pasquale Barbieri, 80 anni, “Lucio” per gli amici.
La sindaca Paola Pula ha saputo della morte nella mattinata odierna, 31 marzo. L’uomo era ricoverato da diversi giorni in ospedale a Ravenna: era assistito nella respirazione, ma fino a ieri non sembrava in pericolo di vita. La moglie Rosaria è invece a Lugo. Nella sua vita professionale, Barbieri è stato un ragioniere, e una volta pensionato si era trasferito da Milano a Conselice. Barbieri lascia la figlia Eugenia, il genero e la nipote, che vivono ancora a Milano, e le cognate, che invece risiedono a Conselice.
«Credo di poter esprimere un cordoglio che unisce l’intera nostracomunità, stretta a combattere questo maledetto virus che oggi ci hacolpito in maniera così diretta – dichiara la sindaca –. Un pensiero particolare alla figlia, che ho dovuto avvisare telefonicamente: da Milano non riusciva da tempo a mettersi in contatto con i genitori. Ora è comprensibilmente preoccupata anche per la mamma, a cui vanno – oltre alle condoglianze – tutti i nostri auguri di pronta guarigione. Sapendo che è terribile non poter neppure piangere direttamente il proprio caro scomparso».
L’iniziativa di Saporetti a Marina di Ravenna, in collaborazione con pro loco e comitato cittadino
Una pizza solidale: a Marina di Ravenna nelle serate di mercoledì primo aprile, giovedì 2 e venerdì 3 la pizzeria Saporetti consegnerà a domicilio pizze ad offerta libera (con un contributo minimo di 4 euro).
Tutto il ricavato delle tre serate verrà poi devoluto all’ospedale di Ravenna, un contributo per fronteggiare l’emergenza Covid-19.
L’iniziativa è organizzata insieme alla Pro Loco, all’associazione La Bella Marina, al Comitato cittadino e al circolo Auser Il Timone.
La pizzeria consegnerà fino a cento pizze a serata (per un totale di 300 nell’arco dell’iniziativa).
Per prenotazioni 0544 530208 per whatsapp 337 0909053 dalle 18; le consegne inizieranno alle ore 18.30.
Sono 5mila in più rispetto al picco della crisi del 2009. La situazione più complicata tra bar, ristoranti, parrucchieri e negozi
Il segretario della Cgil Costantino Ricci
La Cgil fornisce i primi dati reali degli effetti del coronavirus sul mondo del lavoro in provincia.
Al 27 marzo erano 12.556 i lavoratori sottoposti ad uno qualsiasi degli ammortizzatori sociali messi a disposizione dalla normativa. «Si tratta – si legge nella nota inviata alla stampa dal sindacato – di un numero in continuo aumento. Mai, nemmeno negli anni più bui della crisi si erano registrati valori simili». A fine 2009 e a metà 2013 erano stati rispettivamente 7.765 e 7.451 i picchi di lavoratori contemporaneamente sottoposti ad ammortizzatore sociale.
«Siamo di fronte a numeri drammatici – commenta il segretario generale della Cgil di Ravenna, Costantino Ricci -; la crisi legata alla pandemia si è innestata su uno scenario economico che, a livello territoriale, già da tempo manifestava segnali di difficoltà. In questa prima fase vanno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione in modo da sostenere il reddito dei lavoratori e si spera che queste somme arrivino quanto prima. Su quest’ultimo aspetto saranno fondamentali la disponibilità delle aziende a concedere gli anticipi e l’azione del sistema bancario. Ci troviamo ad affrontare una sfida inedita e di grandi proporzioni. I sindacati proseguono, con tutti gli accorgimenti e le precauzioni richieste, nella loro attività e sono al fianco delle Rsu e dei lavoratori. È chiaro che sarà la condizione di sicurezza dei lavoratori, che ancora oggi proseguono nelle attività, a determinare la capacità del sistema di avere la meglio sulla Covid-19. Senza condizioni di lavoro in sicurezza rischiamo di perdere progressivamente le nostre attività produttive».
I numeri dell’emergenza
«L’impegno profuso in questo mese dal sindacato – spiega Davide Gentilini, responsabile dell’Ufficio studi e ricerche della Cgil di Ravenna -, in condizioni ovviamente mai esperite prima, ha consentito fino ad ora di siglare verbali congiunti di richiesta di intervento riguardanti 1.336 aziende. I primi settori, in ordine di tempo, ad avere avuto necessità di ricorrere agli ammortizzatori sono stati quelli legati alla filiera dell’educazione scolastica. Con le chiusure degli asili nido, delle scuole di ogni ordine e grado e delle università (previste nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza il 23 febbraio) si è resa necessaria la tutela di tutti i lavoratori impegnati nei settori educativi direttamente coinvolti, ma anche di quelli addetti ai servizi di pulizia, mense e trasporti scolastici. Via via che le previsioni normative si facevano più stringenti, dal cosiddetto dpcm #iorestoacasa del 9 marzo a quello del 22 marzo che decreta la chiusura delle attività non essenziali, sono aumentate le categorie di imprese, e quindi di lavoratori, interessate».
Le attività di bar e ristorazione, cura della persona (parrucchiere ed estetiste), negozi non alimentari e pulizie, fanno attualmente registrare la situazione più drammatica (677 imprese per 3.944 lavoratori), ma soprattutto nell’ultima settimana si sono aggiunti settori produttivi più strutturati, come l’edilizia (125 aziende per 1.696 dipendenti) e la metalmeccanica (rispettivamente 250 e 2.923).
Per quanto riguarda il tipo di ammortizzatore richiesto, ad oggi lo strumento più utilizzato è il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (che sta coprendo 606 aziende artigiane e 2.378 lavoratori) seguito dalla Cassa integrazione ordinaria in deroga (ai sensi dell’accordo tra regione e parti sociali firmato il 6 marzo) che interessa 408 aziende e 1.613 lavoratori. La Cassa integrazione ordinaria, legata al mondo industriale, conta “solamente” 178 aziende, ma consente di sostenere e garantire continuità occupazionale a 4.604 lavoratori.
«Questa è la fotografia del primo mese di emergenza-coronavirus – dice Gentilini -, ma l’evolversi rapido e imprevedibile della situazione potrebbe renderla obsoleta già nel giro di poche settimane».
Raffaella Sensoli nominata nella struttura di supporto del ravennate Andrea Corsini
Sta facendo discutere il popolo del Movimento 5 Stelle la recentissima nomina dell’ex consigliera regionale grillina Raffaella Sensoli nella segreteria dell’assessore regionale (ravennate) Andrea Corsini.
Sensoli non si era candidata alle ultime elezioni regionali, promuovendo poi il voto disgiunto, al Movimento 5 Stelle per la lista e al poi rieletto Stefano Bonaccini per il presidente.
Si era parlato di lei anche per un possibile incarico in giunta, ora la nomina nella struttura di supporto dell’assessore Corsini con la responsabilità di mantenere i rapporti tra l’assessorato e l’assemblea legislativa.
Tra le reazioni non può passare inosservata quella, laconica, di Francesca Santarella, ex consigliera comunale e comunque figura ancora di spicco per una parte di attivisti 5 Stelle del Ravennate: «Senza limiti alla vergogna».
L’associazione regionale scrive a Bonaccini invitandolo a dare un’opportunità in più ai cittadini per fare la spesa: «Così si riducono assembramenti nei supermercati»
La sezione Emilia-Romagna dell’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) chiede alla Regione di affiancare i mercati contadini biologici alla modalità di vendita attuale dei supermercati con uguali misure di salvaguardia a tutela della salute, che mettano insieme domanda e offerta «per creare più occasioni di acquisto al consumatore, da un lato, e dall’altro per valorizzare le pratiche virtuose dei piccoli agricoltori biologici e locali che, con la loro presenza, presidiano i territori, prevenendo abbandono e dissesto idrogeologico a tutela della sicurezza delle persone e dei luoghi, auspicando che questa crisi possa anche essere l’occasione per cambiare gli stili di consumo e per riallacciare positivamente un rapporto diretto tra città e campagna».
Il presidente regionale dell’Aiab, Antonio Lo Fiego, chiede con forza l’apertura dei mercatini biologici di prossimità in condizioni di sicurezza «per evitare il collasso dei piccoli produttori e per la salute dei consumatori che possono acquistare in ambienti all’aperto, molto più areati e meno affollati dei supermercati».
L’Aiab sostiene l’apertura dei mercatini biologici tenendo conto che il Dpcm del 22 marzo consente “l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna dei prodotti agricoli”. L’apertura di questi punti inoltre amplierebbe i punti di approvvigionamento diminuendo le occasioni di assembramento: «Fare la spesa al supermercato porta alla concentrazione di tante persone in un solo luogo e tali persone, per quanto diligenti possano essere, toccano e manipolano confezioni e prodotti, non sempre indossando mascherine e guanti monouso». L’associazione poi ricorda che sul territorio regionale è presente una parte non trascurabile di piccoli agricoltori che ricava la maggior parte del proprio reddito dalla vendita diretta attraverso i mercati contadini o biologici di prossimità: «I prodotti freschi provenienti da questo tipo di filiera corta con un impatto ambientale positivo, sia per i metodi di coltivazione sia per la loro prossimità al cittadino, risultano ricchi di nutrienti e quindi più efficaci nello stimolare il sistema immunitario, condizione particolarmente importante di questi tempi di emergenza».