domenica
14 Giugno 2026

Ecco le attività ancora consentite. Vietato lasciare il comune in cui ci si trova

Nuovo decreto: sono garantite le consegne a domicilio. Non sono sospese neppure le attività professionali

Botteghe Chiuse Coronavirus4A questo link nel dettaglio tutte le attività consentite ufficialmente dal nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 22 marzo per il contenimento della diffusione del coronavirus.

Le novità riguardano principalmente le attività produttive industriali e commerciali all’ingrosso. Saranno in vigore da oggi, lunedì 23 marzo, a venerdì 3 aprile (le imprese le cui attività sono sospese per effetto del decreto potranno completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo, compresa la spedizione della merce in giacenza).

Le misure contenute in quest’ultimo decreto si sommano a quelle (riferite principalmente alle attività professionali e al commercio al dettaglio) contenute nel decreto dell’11 marzo e nell’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo, la cui validità, inizialmente fissata al 25 marzo, è stata prorogata al 3 aprile.

Non sono sospese le attività professinali (fatta eccezione per quelle già bloccate l’11 marzo), così come possono continuare le consegne a domicilio di ristoranti e attività gastronomiche.

Tra le novità anche il divieto rivolto a tutti di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente ci si trova, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

Emergenza virus, aziende: Radis impegnata a sanificare uffici e caserme

Il titolare: «Ma il settore privato è fermo. E i costi sono aumentati…»

RadisTra le aziende coinvolte in questa situazione d’emergenza, anche la ravennate Radis, da 30 anni impegnata (anche) nell’ambito della disinfestazione, disinfezione e igiene ambientale.

«In questo periodo – ci racconta il titolare, Carlo Gelosi – il settore privato è naturalmente fermo, ma abbiamo effettuato sanificazioni in uffici pubblici, caserme, impianti del settore agrindustriale. Prima della pandemia erano interventi che non si facevano, ma è evidente che per un’azienda come la nostra non basta, abbiamo una proiezione che parla di un calo del 30 percento del nostro fatturato». Realizzato anche con l’altro comparto strategico per l’azienda, quello dei legnami e degli arredi per l’esterno.

«I costi poi aumentano, anche perché nonostante fossimo già attrezzati con dispositivi di protezione per i nostri addetti, abbiamo dovuto aggiungerne altri per le disposizioni governative, a costi decuplicati rispetto al periodo pre-coronavirus». E il paradosso è che Radis avrebbe voluto anche assumere personale: «Ma in diversi non si sono neppure presentati per il colloquio, per la paura del contagio…».

Nel ravennate accertati un terzo in meno di contagiati di ieri, ma anche tre morti

I positivi diagnosticati sono 22, nel complesso in provincia toccano quota 309. Tre i guariti di oggi

Coronavirus TamponeSono “limitati” a 22 (in netto calo rispetto ai 74 di ieri) i casi postivi al Covid-19 registrati oggi domenica 22 marzo, in provincia di Ravenna.
Di questi contagi 13 riguardano donne e 9 uomini.
Quattro pazienti sono in isolamento domiciliare poichè privi di sintomi o con sintomi leggeri, 15 sono ricoverati in ospedale, ma non in terapia intensiva, mentre per gli altri 4 si sta valutando l’eventuale ricovero.
In massima parte si tratta di persone con contatti stretti già in isolamento e sorveglianza che hanno presentato sintomi nei 14 giorno di sorveglianza attiva.
Il bilancio conta anche 3 decessi, avvenuti nelle giornate di venerdì, sabato e domenica: due pazienti di sesso femminile di 85 e 87 anni ed un paziente di sesso maschile di 59 anni; tutti e tre risultavano portatori di altre patologie.

D’altra parte si registrano anche 3 ulteriori guarigioni cliniche: 2 pazienti di sesso femminile ed un uomo.
Complessivamente i casi nel ravennate sono dunque 309, confermati alle 12 del 22 marzo, così distribuiti per comune: 14 residenti al di fuori della provincia di Ravenna; 135 Ravenna; 44 Faenza; 27 Cervia; 25 Lugo; 7 Russi; 9 Alfonsine; 7 Bagnacavallo; 11 Castelbolognese; 7 Conselice; 4 Massa Lombarda; 2 Sant’agata Santerno; 8 Cotignola; 2 Riolo Terme; 2 Fusignano; 3 Solarolo; 1 Brisighella; 1 Casola Valsenio.

«Scostamenti in alto come quello di ieri – ha commentato il sindaco di Ravenna e presidente della Provincia, Michele de Pascale –o in basso come quello di oggi non devono deprimere o entusiasmare perché sono anche frutto di dinamiche organizzative legate allo straordinario lavoro di indagine epidemiologica che sta svolgendo il Dipartimento di Salute Pubblica di Ravenna dell’Ausl della Romagna. Il dato più importante, che ci deve dare fiducia, è il ristretto numero, per ora, di casi di cui non si conosce la ragione del contagio, rispetto invece alla stragrande maggioranza per i quali è noti o altamente probabile. Dobbiamo semplicemente perseverare nelle misure di contenimento, potenziare i servizi sanitari ed essere solidali con quanti stanno continuando a lavorare, con grande sacrificio personale e nell’interesse di tutti».

In regione 850 casi positivi in più, 101 i morti, ma calano le terapie intensive

Crescono contagiati e morti in Emilia-Romagna. Le guarigioni sono in totale 349. A Ravenna 20 casi positivi in più

Coronavirus MediciSono 7.555 casi di positività al Coronavirus accertati fino ad oggi, 22 marzo (dati registrati alle ore 12), in Emilia-Romagna. Si tratta di 850 diagnosi in più di ieri. Ammontano a 28.022 invece i campioni refertati, con 3.402 test in più sempre rispetto a ieri.  Complessivamente, sono 3.226 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (363 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 269, 4 in più rispetto a ieri.
Crescono anche i decessi, passati da 715 a 816: quelli nuovi quindi sono 101, di cui 36 donne e 65 uomini.

Le guarigioni raggiungono quota 349 (20 in più rispetto a ieri), 323 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 26 sono dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse, anche plurime. I nuovi decessi riguardano 33 residenti nella provincia di Piacenza, 22 in quella di Parma, 10 in quella di Reggio Emilia, 12 in quella di Modena, 11 in quella di Bologna (di cui 1 del territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 a Forlì, 7 in quella di Rimini e si registrano 3 morti a Ravenna.
Va specificato che una delle nuove vittime, nel complesso dei deceduti, era residente fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.765 (72 in più rispetto a ieri), Parma 1.209 (195 in più), Reggio Emilia 1.167 (190 in più),  Modena 1.010 (104 in più), Bologna 674, con 64 casi in più (di questi 496 a Bologna, +49, e  178 a Imola, + 15),  Ferrara 150  (27 in più rispetto a ieri), Ravenna 309 (22 in più), Forlì-Cesena 329 (di cui 155 a Forlì, 29 in più rispetto a ieri, e 174 a Cesena, +31),  Rimini 942 (116 in più).

Intanto, da Piacenza a Rimini, continua il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto disposto dalla Regione. Nella giornata di oggi sono stati infatti allestiti altri 149 posti letto per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 3.305 a 3.454, tra ordinari (2.987, +116) e di terapia intensiva (467, +33).
In Romagna, i posti attivati raggiungono quota 490 (in particolare: 229 Rimini, di cui 35 per terapia intensiva; 100 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 55 Forlì, di cui 8 per terapia intensiva; 73 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva, 24 Lugo, di cui 6 per terapia intensiva; 9 a Faenza).

«È positivo il fatto che, con gli ulteriori 850 casi positivi, abbiamo “consumato” solo 4 posti letto in terapia intensiva in più – commenta il commissario ad acta per l’Emergenza Coronavirus, Sergio Venturi –;  significa che i casi sono meno gravi. Per i prossimi giorni ci aspettiamo dati più positivi. Anche oggi, purtroppo, c’è l’immenso dolore per i decessi: i numeri rispecchiano l’evoluzione della malattia, fotografano la situazione passata e non il presente, esattamente come i tamponi».

Strutture alberghiere pronte ad ospitare personale sanitario impegnato a Ravenna

Convenzione fra Comune, Ausl e associazioni di categoria del turismo per medici e paramedici non residenti

Coronavirus Personale Sanitario
foto di repertorio

Comune e Ausl hanno sottoscritto un accordo con le associazioni categoria ravennati per accogliere, nelle strutture ricettive e dell’ospitalità della città che si rendono disponibili, il personale sanitario impegnato in prima linea all’Ospedale di Ravenna nell’assistenza e cura dei malati di Covid-19.

La convenzione è stata siglata dal sindaco e dal direttore dell’azieda sanitaria con Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Confartigiato e Cna e riguarda la disponibilità di hotel, residenze turistiche, b&b, etc, in cui potere ospitare gli operatori sanitari non residenti in provincia di Ravenna

«Si tratta di una convenzione – dichiara il sindaco Michele de Pascale – che ha l’obiettivo di accogliere il personale medico e infermieristico, che in questo momento straordinario sta fronteggiando l’emergenza e che in alcuni casi si trova ad avere il proprio domicilio fuori dalla provincia. Stiamo lavorando anche su altre convenzioni per offrire accoglienza e per rispondere anche alle esigenze di altri operatori e volontari che stanno prestando il loro aiuto in questo momento di bisogno.
Ringrazio di cuore gli albergatori, gli imprenditori del turismo e le associazioni di categoria che fin da subito si sono messi a disposizione per offrire il loro contributo in questa difficile situazione.
I costi del pernottamento, che naturalmente sono stati ridotti ai soli costi vivi e di gestione – precisa il Sindaco –, verranno sostenutiti dall’ Ausl Romagna, grazie anche a fondi raccolti per questa emergenza. Anche per questo invito la nostra comunità a continuare a donare come sta già facendo con grande senso di solidarietà e generosità».

Attraverso il coordinamento della Direzione sanitaria dell’Ospedale e dell’Assessorato al Turismo del Comune di Ravenna saranno individuate le necessità e incrociate con le disponibilità delle strutture di accoglienza. La convenzione avrà validità fino al 3 aprile e sarà rinnovabile a seconda dello stato di emergenza comunicato dalle autorità. L’imposta di soggiorno sarà esentata, parificando in questo momento di emergenza il personale sanitario agli addetti di protezione civile in servizio.

A questo proposito ricordano gli estremi per effettuare donazioni all’Ausl della Romagna:
con un bonifico sul conto corrente della Azienda Usl della Romagna – Intesa San Paolo – Iban IT34W0306913298100000300064 – Tesoreria Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna precisando nella causale una eventuale motivazione per la donazione.
Si può utilizzare il modulo scaricabile dal seguente link: https://www.auslromagna.it/notizie/item/2741-donazioni-ausl-corona-truffe-modalita-ufficiali.
In aggiunta, per andare incontro a coloro che vogliano attivare vere e proprie sottoscrizioni, è stata attivata una mail dedicata, donazioni@auslromagna.it, che i promotori delle raccolte fondi sono pregati di contattare al fine di coordinare il lavoro.

 

Distrutto dal fuoco nella notte un capanno nella pialassa Baiona

Le fiamme domate con difficoltà dai Vigili del Fuoco costretti a intervenire attraverso l’acqua

Incendio Capanno BaionaVa a fuoco un capanno in valle: l’allarme è stato lanciato da alcuni automobilisti di passaggio verso le 21 di ieri sera, lungo la via Baiona. L’intervento dei Vigili del Fuoco, nella zona della pialassa Baiona vicina all’isola degli Spinaroni, è stato tempestivo ma non proprio agevole, visto che la struttura coinvolta dall’incendio era raggiungibile solo attraverso l’acqua. Grazie anche all’uso di un gommone i pompieri sono riusciti a domare le fiamme solo dopo quattro ore quando ormai il capanno era stato praticamente distrutto dal rogo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Marina Romea per i rilievi di legge e un funzionario dell’ufficio ambiente del Comune. Le cause dell’incendio sono ancora tutte da accertare, ma dalle prime ipotesi, fra cui quella di un corto circuito, sembra escluso un atto doloso.

Le foto dell’intervento dei Vigili del Fuoco (Massimo Argnani)

Nuovo decreto del Governo, le principali restrizioni previste fino al 3 aprile

Verso la chiusura delle attività d’impresa e della Pa “non essenziali”. Stop totale al gioco d’azzardo

Conte Decreto
Il premer Conte firma il decreto

Ecco l’elenco, seppure ancora parziale e non dettagliato, delle nuove restrizioni previste dal Decreto del governo varato nella tarda serata di ieri e ora in fase di rifinitura, prima dell’entrata in vigore ufficiale su tutto il territorio nazionale fino al prossimo 3 aprile.

Commercio. Il provvedimento non prevede nessuna chiusura per supermercati, discount, ipermercati, negozi e mercati alimentari (resta inteso il divieto in Emilia-Romagna, dovuto ad un ordinanza regionale, della chiusura domenicale)
Sempre per quanto riguarda il commercio, così come prima, restano aperte le farmacie, le parafarmacie, le edicole e i tabaccai.

Industria e artigianato. Nell’ambito delle aziende produttive restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale e a quello dei trasporti. Dovrebbero rimanere attive l’industria delle bevande, le industrie alimentari, la filiera agro-alimentare e zootecnica, l’industria tessile solo legata strettamente agli indumenti di lavoro (escluso, quindi l’abbigliamento). Le produzioni di gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come la fabbricazione della carta e raffinerie petrolifere. Potranno continuara ad operare anche le attività legate all’idraulica, all’installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori e la fabbricazione di forniture mediche e dentistiche.
Come attività legate ai servizi essenziali, restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti.

Pubblica amministrazione e trasporti. Netta, invece, la riduzione delle attività legate alla Pubblica amministrazionea: restano di fatto aperti gli esercizi legati a sanità, difesa e istruzione. Per quanto riguarda sempre la pubblica amministrazione continueranno ad operare l’assicurazione sociale obbligatoria, i servizi legati alla difesa e, chiaramente, l’assistenza sanitaria, i servizi di assistenza sociale residenziale e non residenziale. Assicurati anche i servizi di trasporto: quello ferroviario di passeggeri (interurbano), il trasporto ferroviario di merci, il trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane, i taxi e gli Ncc, gli autotrasportatori, il trasporto marittimo e quello aereo. 

Attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti.

Poste e banche. Sono assicurate (seppure in  modo limitato a seconda delle disposizioini dei vari istituti) le attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie.

Altri servizi. Non dovrebbero essere colpiti dai provvedimento restrittivi neanche i servizi veterinari, i call center e i servizi di vigilanza privata oltre alle attività di pulizia e lavaggio delle aree pubbliche.
Continuano a operare normalmente i servizi d’informazione.

Giochi d’azzardo. Da sottolineare infine che il nuovo Dpcm ordina il blocco totale del gioco, dal Gratta e vinci al Lotto, negli esercizi abituali, ma neanche giochi online, a partire da subito.

Coronavirus, nuova stretta: chiuse tutte le attività produttive “non strategiche”

Il Comune di Ravenna intanto rassicura: «Non sono in discussione generi alimentari e farmaci»

83930256 837146286767338 1464410451516325888 OIntervento a tarda sera di Giuseppe Conte che ha annunciato la chiusura in tutta Italia di tutte le attività produttive non strategiche. Quelle messe in atto sono «misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi» dice il premier (qui citiamo un’agenzia dell’Ansa).

Non vengono messi in discussione generi alimentari e farmaci – sottolinea in un post su Facebook il Comune di Ravenna, in attesa di ulteriori informazioni «per il nostro territorio»

Anziano faentino trovato morto sulla pista ciclabile di via Boaria

L’uomo di 72 anni pare sia crollato dalla sua bici, forse colto da un improvviso malore

Ciclista Morto FaenzaUn anziano ciclista è morto ieri a Faenza mentre stava percorrendo via Boaria. Il corpo è stato trovato nel tardo pomeriggio di sabato, sulla pista ciclabile all’altezza sottopasso. L’uomo era in sella alla sua bicicletta quando, probabilmente a causa di un malore, è stramazzato a terra all’improvviso. L’allarme, dato da alcuni automobilisti ha fatto convergere sul posto in emergenza immediatamente sia la medicalizzata del 118 che la polizia locale manfreda. Purtroppo per G.G. di 72 anni non vi era più nulla da fare.
La causa più probabile, al momento, appare un malore improvviso, in loco infatti non sono stati rinvenuti elementi che facciano presumere il coinvolgimento di altre persone nell’evento, anche se sarà necessario aspettare lunedì per gli ulteriori accertamenti che l’autorità giudiziaria disporrà sulla salma per indagare sul decesso.

Nel ravennate record negativo di 74 casi positivi in più, ma nessun decesso

Tra i nuovi contagiati 18 sono legati al focolaio della palestra del capoluogo, 20 i ricoverati in ospedale

Ambulanza Coronavirus

Con 74 casi positivi in più è record negativo in provincia di Ravenna per quanto riguarda l’incremento dei dati sul contagio da Coronavirus che complessivamente sono saliti a 287 persone infettate.
«Sono consapevole che i dati di oggi sono molto pesanti ma purtroppo ce li aspettavamo – ha dichiarato il sindaco e presidente della Provincia De Pascale – . Nei prossimi giorni i casi aumenteranno ancora e non possiamo sapere quando arriverà il picco. La speranza che dobbiamo tutti coltivare e l’impegno che dobbiamo tutti avere è che dalla prossima settimana si possa iniziare ad apprezzare l’efficacia delle misure più rigide di contenimento che sono state messe in campo e che vi chiedo dunque di continuare a rispettare con il maggior rigore possibile».

Dei 74 casi rivelati oggi, 55 sono situazioni individuate attivamente dal Dipartimento di sanità Pubblica nel corso delle indagini epidemiologiche sui casi riscontrati nei giorni scorsi. In massima parte si tratta di contatti stretti già in isolamento e sorveglianza che hanno presentato sintomi nei 14 giorni di sorveglianza attiva.

Tra questi, 18 casi sono collegati al noto focolaio che ha visto coinvolta una palestra ravennate o direttamente (per aver frequentato la palestra) o indirettamente (attraverso contatti familiari).
Si tratta pertanto di un aumento in parte atteso.

Queste 55 persone  sono in isolamento presso il loro domicilio in quanto non necessitano di cure ospedaliere. Dei 20 casi ricoverati in ospedale nessuno, al momento, ha avuto necessità di ricovero in terapia intesiva.
Per quanto riguarda, il sesso, le 74 nuove positività fanno riferimento a 33 uomini e 41 donne.

Complessivamente i casi nel ravennate sono dunque 287, così distribuiti nei comuni del territorio: 14 residenti al di fuori della provincia di Ravenna; 129 nel comune di Ravenna; 37 nel comune di Faenza; 27 nel comune di Cervia; 23 nel comune di Lugo; 7 nel comune di Russi; 8 nel comune di Alfonsine; 6 nel comune di Bagnacavallo; 10 nel comune di Castelbolognese; 6 nel comune di Conselice; 4 nel comune di Massa Lombarda; 2 nel comune di  Sant’Agata sul Santerno; 8 nel comune di Cotignola; 2 nel comune di Riolo Terme; 1 nel comune di Solarolo, 1 nel comune di Brisighella; 1 nel comune di Fusignano; 1 nel comune di Casola Valsenio.

In regione crescono contagiati (737) e deceduti (75), ma anche i guariti (90)

Complessivamente in Emilia-Romagna i positivi sono 6705, i morti 329, 24.620 i tamponi effettuati

UnnamedContinuano a crescere in Emilia-Romagna i contagi da Coronavirus. Per gli ultimi dati disponibili oggi a mezzogiorno risultano complessivamente 6.705 casi di positività, 737 in più rispetto all’aggiornamento di ieri.
Sono 24.620 i campioni refertati, 3.867 test in più effettuati rispetto a ieri.
Complessivamente, sono 2.863 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi (372 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 265, 2 in meno rispetto a ieri.

E salgono a 329 (90 in più rispetto alle ultime 239) le guarigioni, 305 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 24 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 640 a715: sono 75 quelli nuovi, di cui 19 donne e 56 uomini. Per la maggior parte delle persone decedute sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse, anche plurime. I nuovi decessi riguardano 24 residenti nella provincia di Piacenza, 15 in quella di Parma, 11 in quella di Reggio Emilia, 8 in quella di Modena, 8 in quella di Bologna (di cui 1 del territorio imolese), 6 a Rimini, 1 a Forlì, 1 a Ferrara, 1 fuori regione. Nessun morto rilevato in provincia di Ravenna.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.693 (118 in più rispetto a ieri), Parma 1.014 (35 in più), Reggio Emilia 977 (204 in più),  Modena 906 (139 in più), Rimini 826 (69 in più),  Bologna 610 (di cui 163 a Imola e 447 a Bologna),  complessivamente 58 in più (di cui 19 a Imola e 39 a Bologna), Forlì-Cesena 269 (di cui 126 a Forlì, 8 in più rispetto a ieri, e 143 a Cesena, 11 in più rispetto a ieri),  Ferrara 123  (21 in più rispetto a ieri), Ravenna 287 (74 in più),

Prosegue anche oggi a ritmo serrato il lavoro della rete ospedaliera dell’intero territorio per attuare il piano di rafforzamento regionale. In tutta l’Emilia-Romagna, tra ieri e oggi, sono stati infatti allestiti ulteriori 181 posti letto per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 3.124, a 3.305 tra ordinari (2.871)e di terapia intensiva (434).
Il commissario regionale Venturi ha sottolineato che solo una metà dei posti letto per ricoveri e terapia intensiva sono per ora occupati e che diversi altri sono disponibili nelle strutture sanitarie private della regione.

Di questi posti letto 488 sono disponibili in Romagna (in particolare: 227 Rimini, di cui 33 per terapia intensiva; 100 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 55 Forlì, di cui 8 per terapia intensiva; 73 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva, 24 Lugo, di cui 6 per terapia intensiva; 9 a Faenza).

Supermercati, mercati, mercatini e anche cimiteri, chiusi la domenica

Ordinanza della Regione valida da domani 22 marzo fino al 3 aprile. Escluse dal divieto solo farmacie e parafarmacie

File SupermercatoQuesta mattina il presidente della Regione, Stefano Bonaccini ha firmato un’ordinanza che prevede la chiusura, a partire da domani 22 marzo, di tutti i supermercati la domenica, così come ogni tipo di mercato e mercatino, compresi i punti vendita di alimentari sia nei primi che nei secondi. La misura restrittiva varata per rafforzare le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, resterà in vigore fino al prossimo 3 aprile.
Il provvedimento prevede anche la chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, l’erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme.

Nel dettaglio l’ordinanza regionale prevede che, ad esclusione di faramacie e parafarmacie, nei giorni festivi vengano sospese tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari, sia nell’ambito degli esercizi di vicinato che delle medie e grandi strutture di vendita, anche quelli ricompresi nei centri commerciali o nelle gallerie commerciali.
Inoltre, sono sospesi i mercati ordinari e straordinari, i mercati a merceologia esclusiva, i mercatini e le fiere, compresi i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e più in generale i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari.

«Sulla vendita di alimentari, si tratta di una misura condivisa dalla più parte delle Regioni e che qui in Emilia-Romagna era già stata annunciata autonomamente da alcuni grandi gruppi di distribuzione – afferma il presidente Bonaccini –, che avevano previsto una sospensione per le prossime due domeniche o, in altri casi, una riduzione dell’orario. Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno operato in queste settimane in condizioni molto difficili e in modo continuativo: mi pare sacrosanto garantire anche a loro il meritato riposo. Anche per quanto riguarda i cimiteri, sappiamo di chiedere alle persone un sacrificio, ma l’obiettivo è ridurre ulteriormente gli spostamenti, le uscite e le occasioni di contatto. Non c’è altro modo per fermare il contagio e faccio appello alla responsabilità di tutti».

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