venerdì
22 Maggio 2026

Una nuova mobilitazione contro i licenziamenti alla Marini: lo sciopero dei lavoratori venerdì 8

Continuano le proteste contro il licenziamento di quattro lavoratori da Marini Spa. L’azienda alfonsinese, durante l’incontro dello scorso 30 aprile con la delegazione sindacale, non sarebbe stata in grado di fornire motivazione valide in merito ai licenziamenti, se non quelle che sono state definite da sindacati e Rsu come «generiche giustificazioni di carattere organizzativo, che non possono essere in alcun modo accettate».

Fim, Fiom e Uilm della provincia di Ravenna, unitamente alla Rsu aziendale, confermano lo stato di agitazione e indicono altre quattro ore di sciopero per la giornata di venerdì 8 maggio. Il presidio è previsto durante le ultime 4 ore del turno e sarà preceduto da un’assemblea sindacale rivolta a tutto il personale dell’azienda.

Per il momento, l’azienda ha ribadito la volontà di procedere con i licenziamenti individuali, annunciati lo scorso 22 aprile, respingendo la richiesta di ritiro della procedura, reiterata dalla compagine sindacale.

La Musica nelle Aie e Romagna in fiore, tra folk, rock e natura

Torna a Castel Raniero, dall’8 al 10 maggio, La Musica nelle Aie, il festival che ogni anno trasforma queste colline del Faentino in un’esplosione di musica, cultura, natura e tradizioni con tre giorni di concerti, escursioni, incontri culturali, laboratori per bambini e gastronomia romagnola, in un’atmosfera immersa nel verde.
Partenza venerdì 8 maggio (ore 12) con il pranzo delle Aie (prenotazione obbligatoria info@musicanelleaie.it), mentre alle 18 ecco la storica Classicissima di Castel Raniero, podistica ludico motoria non competitiva. Alle 19 nell’Aia della Contemplazione c’è l’installazione della scultura raffigurante la Madonna delle Grazie, e a seguire, alla chiesa di Castel Raniero, verrà inaugurata la mostra di Giorgio Palli Animali Lignei – come trarre dal legno l’anima dell’animale. Alle 19.30 al campo sportivo si balla con il dj set Zuppa-Folk-Imperiale a cura di Dj Gumbo (ossia Federico Savini), mentre alle 21 si prosegue con Musica nelle Aie, Scòr (e cãnta) cum ut a insigné tu mé!, canzoni in dialetto romagnolo con Vittorio Bonetti & Quinzân, Cico dèt e bèl & Mary Grace, Valentino dei Koppertoni, Hans Polgrossi, Selt ed sèmia & Claudio Molinari, Fabrizio Caveja e Crès & Basta.

La densa giornata di sabato 9 si apre alle 5.30 con il concerto al levar del sole dei Kara Günes Trio, musiche dai balcani al medio oriente. La giornata proseguirà con una serie di iniziative tra cultura e natura. Dalle 18.30 musica live con La Pizzica nelle Aie insieme ai Lunanoa, L’Irlanda nelle Aie, con i Trì, e La Romagna nelle Aie, con La Carampana. Dalle 21 tre concerti di musica folk, protagonisti La Compagnia Scapestrati, Roberto Matos y el son de amigos, e Trad Plus Duo. La giornata del 9 maggio si intreccerà anche con il secondo weekend di Romagna in fiore, la rassegna itinerante di Ravenna Festival. Alle 16 in scena a Castel Raniero c’è Motta, uno dei cantautori chiave della generazione millennial e una delle voci più riconoscibili della nuova canzone d’autore italiana sin da quando, dieci anni fa, ha pubblicato l’album La fine dei vent’anni, perfetto esordio solista che già sapeva calibrare anima rock, scrittura introspettiva e melodia pop (non a caso ottenne la Targa Tenco come miglior opera prima). Da allora ha pubblicato altri tre album, Vivere o morire (2018), Semplice (2021) e La musica è finita (2023). Il cantautore, polistrumentista e compositore torna però dal vivo proprio con La fine dei vent’anni – 10th anniversary, concerto che celebra i dieci anni dall’uscita del suo primo album solista. Il luogo di spettacolo è raggiungibile a piedi o in bicicletta tramite percorso segnalato (Da Errano/Faenza 1, 2, 5 km circa., con dislivello 130 m). Tutti i percorsi, le guide e i parcheggi sono indicati su trailromagna.eu.

Anche domenica 10 le iniziative sono tantissime. Dalle 14 alle 18.30 sul percorso della tradizionale Passeggiata Faentina, appuntamento con La Musica nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival, il concorso musicale dedicato ai musicisti folk che “ci sanno fare”. Al campo sportivo dalle 18.30 concerto dei Musicanti Improvvisi in attesa che alle 20 ci siano le Premiazione dei vincitori del concorso musicale. Alle 21, infine, ancora musica con il Trebbo Musicale Improvvisato.

Da Marcello Fois a Dacia Maraini a Cervia per festeggiare i cento anni del Nobel a Grazia Deledda

È tutto pronto per la quarta edizione di “Un Festival per Grazia Deledda”: in occasione del centesimo anniversario della consegna del premio Nobel alla scrittrice sarda, la rassegna promuove una tre giorni di eventi dall’8 al 10 maggio.

Si parte dalla tavola dell’IIS di Cervia “Tonino Guerra”, dove dalle 19.30 di venerdì 8 maggio gli studenti dell’alberghiero e i ragazzi e i docenti dell’istituto alberghiero di Monserrato, daranno vita a un’esperienza gastronomica ispirata ai sapori e alle tradizioni della Sardegna e ai piatti citati da Deledda. Le portate saranno poi accompagnate dalle letture della critica letteraria Neria De Giovanni. La cena, realizzata in collaborazione con Slow-Food Emilia-Romagna, Cagliari e Nuoro, è già sold out.

Il primo appuntamento di sabato 9 maggio è in programma nel cuore della pineta di Cervia, con un trekking letterario in collaborazione con il Fai e impreziosito dagli approfondimenti del biologo Nicola Merloni e dalle letture di Maria Teresa Tartaglia. (Info: 338-4544222. Ritrovo all’ingresso della pineta di via Stazzone).

Nel pomeriggio, dalle 14.30, si aprono i cancelli del giardino di Villa Caravella, cuore della manifestazione: tra mostre e installazioni temporanee, spazio anche a iniziative solidali, come il laboratorio di maglia promosso da Rosaterapia per la realizzazione di coperte destinate a donne in cura per il tumore al seno.

Alle 15.30 dal primo degli incontri letterari: “Se cent’anni vi sembran pochi”, conversazione su Nobel e letteratura con lo scrittore Marcello Fois e la giornalista Marisa Ostolani. Alle 16.30 sarà la volta di Dacia Maraini, protagonista di “Vite da Nobel. Dacia porta Grazia”, in dialogo con la caporedattrice cultura dell’Ansa Elisabetta Stefanelli. La giornata si concluderà con il concerto del trio composto da Fabrizio Zoffoli, Alessandra Cefaliello e Luca Fraternali alle 18, seguito dall’aperitivo sardo delle 19.

Domenica 10 maggio, sempre a Villa Caravella, si riparte alle 9.30 con una colazione a cura di Cucina Sorriso. Alle 10 la critica Neria De Giovanni e la studiosa Elena Gagliardi racconteranno le“ Scintille tra Nobel”, del rapporto tra Luigi Pirandello e Deledda. Alle 11.15 spazio alla storia con l’intervento di Luca Bagnolini sull’avvento del fascismo a Cervia, mentre alle 11.45 si chiude il ciclo di incontri con il poeta Gianfranco Lauretano e la scrittrice Nicoletta Verna, vincitrice dell’European Union Prize for Literature 2025, in dialogo su arte e politica a partire dal romanzo “I giorni di vetro”. Ad accompagnare gli appuntamenti delle due giornate saranno le letture di Lelia Serra. Il festival si concluderà in un clima conviviale, tra racconti e canzoni dedicati a Deledda a cura dell’Atelier di Teatro di Figura di Forlì (ore 12.45) e un aperitivo romagnolo finale alle 13.15.

Il festival è promosso dall’Associazione Grazia Deledda, una Nobel a Cervia, con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani, il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cervia e Comune di Nuoro.

Il geologo ai candidati della Faenza post alluvione: «Ridare spazio al fiume»

Le tre alluvioni che hanno colpito Faenza nel 2023 e 2024 sono state un grande trauma per i cittadini e la priorità è evitarne altre. Perciò il tema è al centro della campagna elettorale in corso per eleggere il nuovo sindaco. Il dibattito tra i candidati si concentra in particolare sulla delocalizzazione delle aree più a rischio e sulla variante al Piano per l’assetto idrogeologico (Pai) a cui sta lavorando l’Autorità di bacino (ne abbiamo parlato sul numero di Ravenna&Dintorni del 15 gennaio 2026). L’intenzione del Pai è cambiare profondamente la rete idrica del territorio, realizzando casse di laminazione e individuando aree per la tracimazione controllata dei fiumi; tuttavia non mancano le critiche. Abbiamo chiesto un parere al geologo Paride Antolini, già presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna.

«Chi critica il Pai forse non si rende conto del dispendio di energie, tempo e risorse economiche da parte delle persone che ci hanno lavorato», esordisce Antolini. «Si tratta di un gruppo di autorevoli tecnici che hanno ragionato a lungo sulle migliori soluzioni da adottare in un contesto estremamente complesso. Se sarà realizzato, il Pai non annullerà certo il rischio di alluvioni, ma lo ridurrà sensibilmente e con un giusto compromesso tra la sicurezza e l’impatto sulla vita delle persone. Per questo è ridicolo sentire osservazioni superficiali o fantasiose alternative, soprattutto da parte di alcuni miei colleghi. Per esempio si suggerisce di trattenere l’acqua a monte di Faenza. Se a dirlo fosse un cittadino medio, avrebbe l’attenuante dell’impreparazione. Ma è inaccettabile sentirlo dire da un politico o da un esperto. Mi chiedo perché si arrivi a proclamare soluzioni irrealizzabili solo per prendere applausi da cittadini disperati».

Secondo il geologo è necessaria una maggiore consapevolezza collettiva: «Fino all’altro ieri abbiamo ristretto lo spazio dei fiumi, mentre ora i tecnici invitano ad aumentarlo. Si tratta di un importante cambio di paradigma, anche dal punto di vista culturale, ed è normale che le persone non siano pronte ad affrontarlo. Ci vorrà tempo. Per questo i candidati hanno una grande responsabilità: quella di non assecondare chi chiede soluzioni semplicistiche per un problema complesso». Le opere post-alluvione influiranno anche sulle risorse pubbliche: «Il fiore all’occhiello del futuro sindaco di Faenza non dovrà più essere l’inaugurazione di una nuova rotonda, bensì la manutenzione e realizzazione delle opere di gestione idrica», sostiene Antolini. «Questo significa anche far capire ai cittadini che dovranno convivere con più buche nelle strade e con l’erba alta nei giardini pubblici, poiché non ci saranno soldi per fare tutto».

Tuttavia, spesso le proposte dei candidati pensano al consenso immediato e all’arco temporale dei cinque anni di mandato, evitando di parlare dei temi a lungo termine che determineranno cambiamenti radicali nella vita delle persone, impopolari ma anche necessari per affrontare la critica situazione ambientale. «La politica dovrebbe avere più coraggio», commenta il geologo. «Finché andrà avanti a spot elettorali, non potrà mai affrontare la gestione del territorio in modo decente e organico».

Ma cosa fare nel concreto? Replica Antolini: «Il Lamone attraversa la città di Faenza e non si può certo spostare. Sarà necessario restituire al fiume lo spazio che gli è stato sottratto dal dopoguerra in poi, quando non si è fatto altro che stringerlo e arginarlo. Bisognerà ridisegnare la sua conformazione per le eventuali esondazioni controllate e delocalizzare gli edifici più a rischio con leggi locali e incentivi economici. Sarà un’operazione lunga e difficile; perciò va avviata il prima possibile. Serviranno lavori e risorse immani non solo per progettare e realizzare le casse di espansione e le aree di laminazione, ma anche per manutenerle e farle funzionare in modo corretto, e sarà necessario non ripetere gli errori del passato per opere analoghe che hanno richiesto tempistiche eccessive».

C’è poi un’altra priorità: «Le nuove opere idrauliche devono essere compatibili col territorio. La politica è legata a una certa idea delle campagne e delle colline romagnole “da cartolina”, in quanto sono una destinazione turistica. Eppure gli interventi emergenziali post-alluvione hanno deturpato il paesaggio con alti argini privi di vegetazione e canali di cemento, che oltretutto impediscono l’apporto di sedimenti alla costa favorendone l’erosione. Auspico che le nuove opere previste dal Pai siano più compatibili con l’ambiente; è possibile farlo».

Infine Antolini lancia un appello a tutti i candidati sindaci in merito alle questioni post-alluvione: «Anziché lasciarsi trasportare dai più banali e vuoti proclami elettorali, mi piacerebbe vederli ragionare ed essere leali con se stessi, in modo da apparire più credibili agli elettori. Per chi dovrà amministrare la città nei prossimi anni, c’è in gioco tanto. Il nuovo sindaco dovrà fare di tutto per conciliare la bellezza di questo territorio con la sicurezza dei suoi abitanti».

Maxi rapina all’Esp: due arresti nel Foggiano

Sarebbero stati individuati due dei componenti del gruppo che il 10 novembre scorso mise a segno la maxi rapina alle gioiellerie Si Anelli e La Gioielleria del centro commerciale Esp di Ravenna. La polizia di Stato ha eseguito nei giorni scorsi due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 32enne e di un 27enne residenti nel Foggiano, tra Cerignola e San Severo. Il provvedimento, richiesto dal pm Francesco Coco, è stato emesso dal gip Janos Barlotti e confermato dal Tribunale del Riesame di Bologna.

Ne danno notizia i due quotidiani in edicola oggi, 7 maggio.

Secondo la ricostruzione investigativa, il commando — composto da almeno quattro persone — entrò in azione poco prima della chiusura del centro commerciale, approfittando dell’orario di apertura e della presenza dei clienti. I banditi, con il volto travisato e armati di una pistola ritenuta verosimile, si divisero in due gruppi dirigendosi verso le due gioiellerie. In pochi minuti infransero le vetrine e arraffarono gioielli e preziosi per un valore poi stimato di circa 325mila euro, prima di fuggire a bordo di auto risultate rubate.

Determinanti per le indagini sono stati gli accertamenti della Squadra mobile di Ravenna e di Cerignola, supportati dalle immagini di videosorveglianza, dalle impronte rilevate su un tagliando autostradale e dal tracciamento gps installato su una delle vetture usate per la fuga, un’Alfa Romeo Giulietta poi abbandonata durante il rientro verso sud. Gli investigatori hanno inoltre acquisito filmati che mostrerebbero uno dei sospettati durante una sosta in una rosticceria lungo il tragitto.

Playoff serie C, ne restano “solo” 13: ecco le 5 squadre che potrebbe affrontare il Ravenna il 10 e 13 maggio

[+++AGGIORNAMENTO+++ Ecco gli accoppiamenti del primo turno nazionale dopo il sorteggio]

È andato in archivio anche il secondo turno della fase a gironi dei playoff del campionato di calcio di Serie C e si è così definito il quadro della squadre che parteciperanno al primo turno nazionale insieme al Ravenna (terzo nel gruppo B). Considerate anche le tre seconde che entreranno in gioco nel secondo turno nazionale, sono ora 13 le squadre rimaste a contendersi l’unica promozione in serie B.

Eliminato a sorpresa il Cosenza (che ha perso 5-1 davanti al proprio pubblico contro il Casarano), sarà il Lecco (quarta in classifica nel girone A) la quinta testa di serie al primo turno nazionale insieme ai giallorossi, alle altre due terze dei gironi (Renate e Salernitana) e al Potenza, vincitore della Coppa Italia.

Sarà il sorteggio di giovedì 7 maggio (ore 12.30 in diretta Sky) a decidere contro chi giocherà il Ravenna tra le cinque squadre rimanenti tra quelle che hanno superato la fase a gironi. Sulla carta l’ostacolo più impegnativo pare essere la Casertana, arrivata quinta nel girone C a soli 4 punti di distanza dal Catania secondo. Sarebbe sicuramente complicato anche il Campobasso, contro cui il Ravenna ha già perso in gennaio, arrivato quarto nel girone B dietro ai giallorossi (a -12, senza considerare i 2 punti di penalizzazione inflitta ai molisani). Scendendo con l’indice di difficoltà (almeno sulla carta) ecco il Cittadella, che in campionato ha perso ben 13 partite su 38 (arrivando sesta nel gruppo A). Infine, le due squadre più abbordabili sarebbero probabilmente la Pianese, sesta nel gruppo B ma a cui il Ravenna è riuscito a fare solo 1 gol in due partite (0-1 e 0-0 i risultati nella stagione regolare) e il Casarano, ottavo nel gruppo C ma in grado di vincere due partite fuori casa in questi primi due turni di playoff, di cui rappresenta finora la vera sorpresa.

Come noto, il Ravenna, da testa di serie, ha il vantaggio di poter passare il turno in caso di pareggio complessivo al termine dei 180 minuti: il 10 maggio la gara di andata in trasferta, mercoledì 13 maggio il ritorno al Benelli in orario serale ancora da definire.

Trascina la compagna e aggredisce a morsi e gomitate i carabinieri mentre cercano di fermarlo: arrestato 39enne

L’intervento dei carabinieri di Lugo in soccorso di una donna si è trasformato in un arresto per violenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Attorno alle 14 di ieri (5 maggio) una pattuglia è intervenuta in una via del centro a supporto del personale del 118 a seguito della segnalazione di una donna che, in palese stato di alterazione, aveva appena litigato violentemente con il proprio compagno. 

Quest’ultimo sarebbe giunto sul posto poco dopo, mostrando fin da subito un atteggiamento provocatorio nei confronti degli operatori: l’uomo avrebbe iniziato a riprendere con il telefonino l’operato di militari e sanitari, rifiutandosi di fornire le proprie generalità e inveendo ad alta voce contro i presenti. La situazione è precipitata quando ha poi cercato di trascinare via la compagna, scagliandosi contro il personale medico.

I carabinieri sono quindi intervenuti nel tentativo di bloccarlo e riportarlo alla calma, venendo aggrediti con violenza. L’uomo ha prima sferrato una gomitata alla spalla di un militare e, una volta costretto salire sull’auto di servizio, ha opposto ulteriore resistenza arrivando a mordere la mano di un altro operatore per impedire che gli venisse allacciata la cintura di sicurezza. Una volta condotto in caserma, l’identificazione ha permesso di accertare che si trattava di un 39enne gravato da numerosi precedenti penali, è quindi stato dichiarato in arresto.

Questa mattina è comparso davanti al Giudice del Tribunale di Ravenna che ha convalidato l’arresto e ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

La centrale faentina Sonia Candi ospite del meeting mensile del Panathlon Club

Poco meno di due mesi fa, la faentina Sonia Candi nel ruolo di centrale e capitana del Volley Vallefoglia, ha trionfato insieme alle compagne battendo ad Atene (davanti a 3000 spettatori) le avversarie del Panathinaikos nella finale della Cev Challenge Cup, la terza competizione europea per importanza riservata ai club di pallavolo. Sonia Candi, campionessa originaria di Santa Lucia delle Spianate, che sarà l’ ospite del meeting mensile del Panathlon Club Faenza dal titolo “Una faentina sul tetto d’Europa” in programma martedì 12 maggio (alle ore 20,15) al bistrot ristorante “Rossini” in piazza del Popolo 22.

La centrale Candi, che nella sua carriera si è distinta come “regina dei muri”: nella stagione 2024-2025 ha ottenuto il premio “Sara Anzanello” come best blocker. Negli anni a Milano ha raggiunto due finali, quella campionato 2023 e in Champions League 2024, dando moltissimo filo da torcere in entrambe le occasioni alla solita Conegliano. Dalla stagione 2024-25 veste la maglia della squadra marchigiana Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia di cui è diventata capitana e con cui ha vinto la CEV “Challenge Cup”. uno dei massimi traguardi della pallavolo femminile a livello europeo. Una vera favola sportiva, perchè Vallefoglia al debutto assoluto in una competizione europea, espressione del comune pesarese (meno di 15 mila abitanti), ha sconfitto in finale il Panathinaikos Atene due volte: 3-2 all’andata e 3-0 al ritorno.

Sonia Candi si è distinta anche ottenendo successi nell’attività estiva conquistando due scudetti nel campionato Sand Volley 4×4 della Lega Pallavolo Serie A femminile negli anni 2022 e 2023 ed è riuscita a conciliare impegno sportivo con allenamenti e partite, allo studio: dopo il diploma in Ragioneria, ha conseguito la Laurea in Scienze della Comunicazione e Media Digitali.

L’Oasi di Villa Romana compie 30 anni e festeggia con una giornata di visite guidate e attività per tutta la famiglia

L’area di riequilibrio ecologico Villa Romana di Russi compie 30 anni, e festeggia domenica 10 maggio con una giornata di visite guidate e intrattenimenti. Aperta nel maggio 1996 all’interno complesso storico e naturale che ospita il sito archeologico della Villa Romana (in via Fiumazzo 16, a Russi), l’istituzione dell’Are fu proposta dalle associazioni Wwf e Legambiente come soluzione per valorizzare l’area attorno al sito archeologico della Villa, recuperando anche l’ex cava di argilla che portò alla luce il sito.

Negli anni si contano inoltre due ampliamenti hanno portato l’estensione degli ettari dagli iniziali 12 agli attuali 18. Oggi il sito è curato grazie al contributo economico del Comune, con l’opera dei volontari di Wwf e Legambiente e della Pro Loco Russi, con monitoraggi costanti da parte dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sulle numerose specie di fauna e flora che si sono affermate nel sito. La rinaturalizzazione, infatti, ha permesso di ricreare attorno alla Villa un ambiente simile a quello del periodo in cui era abitata (I e II sec. d.C.).

«Se i lavori per realizzare le strutture per la fruizione del pubblico, gli stagni, il prato e il bosco furono assolti con poco più di 200 milioni di lire, in gran parte provenienti da risorse della comunità europea, notevole fu l’impegno profuso per anni dai volontari delle due associazioni per rendere la gestione degli habitat consona alle loro funzioni, perfino per  affrontare i danni dell’alluvione e dell’incendio» commenta Davide Emiliani, referente della gestione dell’Oasi per conto dell’Associazione Wwf Ravenna.

Ogni anno, l’Oasi ospita momenti didattici e aperture stagionali come “La giornata delle oasi del Wwf”, che riscuotono notevole interesse tra la cittadinanza. Il programma di domenica 10 partirà già dal mattino, con l’incontro alle 10 con le autorità e gli amici dell’Are e l’inaugurazione della targa dedicata a Fulco Pratesi. Seguirà passeggiata nell’Are in celebrazione dei 30 anni e la visita all’area archeologica. Dalle 14 alle 18 adulti e bambini giocheranno in natura con le attività a di Lucertola Ludens. Alle 16 è previsto l’arrivo della manifestazione “Bimbimbici” promossa dalla FIAB – Federazione Italiana Ambiente Bicicletta, seguita dalla merenda.

Alle 15.30 e alle 17 sono in programma le visite all’area archeologica della Villa Romana, a cura dei volontari Pro Loco Russi e le passeggiata nell’Oasi a cura dei volontari Wwf Ravenna.

«Celebrare i 30 anni dell’Area di Riequilibrio Ecologico – commenta l’Assessore all’Ambiente Filippo Plazzi – significa riconoscere il valore di un progetto lungimirante, che ha saputo unire tutela ambientale, valorizzazione storica e partecipazione della comunità. Quest’area rappresenta oggi un patrimonio prezioso non solo per la sua straordinaria biodiversità, ma anche per il suo potenziale turistico, capace di attrarre visitatori interessati a un’esperienza unica tra archeologia e natura».

Il sindaco Barattoni risponde al presidente Poggi e annuncia: «Saltato il cambio di proprietà»

Due gruppi imprenditoriali erano pronti a investire nella pallavolo femminile ravennate ma il passaggio di mano non si è concretizzato dopo l’incontro con l’attuale proprietà dell’Olimpia Teodora: «Mi è stata comunicata in data odierna l’indisponibilità a procedere all’acquisizione», afferma il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, replicando con un lungo comunicato stampa all’intervista del presidente Giuseppe Poggi pubblicata ieri su Ravenna e Dintorni.

«Leggo, per l’ennesima volta, alcuni virgolettati del presidente dell’Olimpia Teodora che tira nuovamente in ballo l’amministrazione comunale associandola ai problemi economici della società che presiede. Ci tengo, per questo, a precisare alcuni aspetti che ritengo importanti nell’interesse di tutte le persone coinvolte e di tutti coloro che hanno a cuore la pallavolo femminile a Ravenna. Il rapporto tra Olimpia Teodora e Comune di Ravenna è legato esclusivamente alla concessione di ore palestre in base a un bando preesistente al mio insediamento; dilazioni e rateizzazioni sono concesse nei casi previsti dalla legge 160 del 2019 e secondo quanto stabilito dal vigente regolamento generale delle Entrate a tutti i contribuenti del Comune di Ravenna». Parafrasando, in base alle norme citate, non è possibile infatti concedere nuove rateizzazioni senza un percorso già avviato di rientro dei debiti precedenti. Dalla ricostruzione emerge infatti che la società Olimpia Teodora avrebbe già pendenze aperte con il Comune – neanche iniziate a saldare – a cui si sono aggiunti i costi dell’annata in corso.

Barattoni entra poi nel merito delle scelte sportive che si legano strettamente a quelle economiche: «A partire dall’estate scorsa la società ha scelto, legittimamente, di puntare sulla prima squadra – ci tengo qui a rinnovare i miei complimenti alle pallavoliste e allo staff tecnico per il risultato ottenuto nonostante le difficoltà – decidendo al contempo di diminuire l’investimento nel settore giovanile. Una scelta che ha creato difficoltà a parecchie famiglie e che grazie al lavoro e alla disponibilità di altre società è stata assorbita permettendo a tante bambine e ragazze di continuare a praticare lo sport che amano anche nella stagione 2025/2026. In quest’anno da sindaco mi hanno chiesto appuntamenti tecnici, genitori di ragazze del settore giovanile e fornitori che mi hanno presentato elementi di criticità che non si sono attenuati durante la stagione agonistica».

Il sindaco parla poi di un interessamento non concretizzato di due gruppi imprenditoriali: «Alla fine della stagione della prima squadra – davanti ad una situazione non facile e in vista di un campionato, come quello di A3, ancora più oneroso – si sono presentati due diversi gruppi imprenditoriali che mi hanno espresso la volontà di investire nella Pallavolo femminile in città, sia sul settore giovanile che nella prima squadra, a fronte di una dichiarata disponibilità del presidente Poggi a cedere la società. Dopo gli incontri fra questi diversi gruppi e l’attuale proprietà, mi è stata invece comunicata in data odierna l’indisponibilità a procedere all’acquisizione dell’Olimpia Teodora».

Infine il sindaco, da noi interpellato, ricorda la concessione gratuita degli impianti del Pala de Andrè e della Palestra Mattioli per l’evento della Coppa Italia di Serie B organizzata nello scorso aprile dall’Olimpia Teodora, e sottolinea che l’assegnazione degli spazi resta comunque vincolata al rispetto delle regole. «Dal canto nostro, come amministrazione comunale, andremo avanti applicando la legge 160 del 2019 e rispettando quanto stabilito dal vigente regolamento generale delle Entrate nei confronti di tutti i contribuenti del Comune di Ravenna, comprese le società sportive che devono avere pari diritti fra loro. Tramite gli investimenti sulle palestre e sugli spazi per lo sport noi continueremo a sostenere tutte quelle società che compiono un lavoro giovanile credibile e straordinario, mettendo insieme agonismo e socialità, rispetto delle regole e passione, salute e divertimento».

La diversità come valore nell’incontro con Beatrice Tassoni (Bea’s MangArt)

Una serata per riflettere sulla diversità come valore, partendo dall’esperienza diretta di Beatrice Tassone, giovane illustratrice autistica e ipovedente. Tassone, in arte Bea’s MangArt, sarà la protagonista di un talk show in programma mercoledì 13 maggio all’Almagià (ore 21), in dialogo con Daniele Perini. L’evento è gratuito, con prenotazione obbligatoria online.

 “Vivere la diversità, insieme” nasce da un’idea di Fabio Marzufero, con il supporto di Solco Ravenna, La Pieve, Csi Ravenna e Cacciatori di Idee Odv. La giovane fumettista e attivista per i diritti delle persone con disabilità sarà affiancata da Alessandra Annibali, coordinatrice di Anacleto e analista del comportamento; Patrizia Barattoni, cofondatrice insieme a Elena Cavallazzi della palestra del benessere Elca Vitae e Gabriele Mari, educatore ludico e game designer impegnato nello sviluppo del gioco come strumento educativo. Porteranno la loro testimonianza anche Federico Blanc, capitano della squadra di sitting volley PianoTerra, e Sante Ghirardi, marinaio e presidente di Marinando, raccontando percorsi di resilienza e inclusione.

La serata sarà arricchita dagli interventi musicali del coro sinfonico Calamosca città di Ravenna e del rapper ravennate Moder, contribuendo a costruire un’esperienza capace di unire riflessione e linguaggi espressivi diversi.

Durante l’evento sarà inoltre possibile acquistare, all’ingresso, il libro Il profumo di un girasole, scritto da Loretta Fuzzi e dedicato a Maurizio Fuzzi. «L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere un dibattito aperto e una maggiore consapevolezza sul tema della diversità: non solo come sfida individuale e familiare, ma come responsabilità collettiva che chiama in causa la società nel suo insieme – commenta l’ideatore Fabio Marzufero -. Solidarietà, inclusione e condivisione diventano così strumenti concreti per costruire percorsi di vita più equi e accessibili».

A Faenza un nuovo progetto di manutenzione urbana che coinvolge i ragazzi fragili e con disabilità

Promuovere l’inclusione attraverso la bellezza e la cura della propria città: nasce a Faenza “Custodiamo il centro storico”, un percorso che unisce alla manutenzione tecnica una pratica di comunità e cittadinanza attiva.

Il progetto, nato dalla sinergia tra amministrazione comunale e cooperativa Ceff, impegnata nella tutela di persone fragili e con disabilità, ha preso il via lo scorso 17 aprile. A firmarne l’identità grafica e visiva sono invece gli studenti della 3ª Graf dell’Oriani, con il logo realizzato da Letizia Fabbri, marchio ufficiale dell’iniziativa. I ragazzi hanno iniziato a lavorare al brand book a gennaio, e si pensa ora a una mostra nelle vetrine vuote del centro storico per valorizzarne il lavoro.

«Il progetto di inclusione e presidio sociale nasce dalla visione del patrimonio pubblico come bene generativo di valore sociale, culturale ed economico» spiegano gli ideatori. Il cuore del progetto prevede l’operatività di squadre inclusive composte da un educatore di Ceff e persone con disabilità inserite in percorsi di autonomia e inclusione sociale. Le squadre interverranno con una programmazione settimanale nelle piazze principali, nei corsi e nelle aiuole del centro, svolgendo attività di pulizia e piccola manutenzione del verde. Interventi che non sostituiranno il lavoro degli operatori ecologici, ma lo valorizzeranno con la cura di dettagli e azioni puntuali, per qualificare ulteriormente la vivibilità e il decoro degli spazi.

Accanto alla dimensione operativa, l’educatore svolge anche una funzione di “antenna sociale”: facilita le relazioni con residenti e commercianti, osserva le dinamiche del territorio e contribuisce a costruire un presidio discreto ma continuo, capace di prevenire situazioni di degrado e promuovere una cultura civica diffusa.

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