L’Olimpia Teodora può finalmente guardare al futuro con una certezza: la partecipazione alla prossima Serie A3. A confermarlo è il presidente Giuseppe Poggi, che chiarisce: «La A3 si farà. Non so ancora esattamente come e con chi, ma si farà». Nonostante la promozione ottenuta sul campo – certificata ulteriormente dalla recente vittoria casalinga per 3-0 contro Ostiano -, si tratta di una notizia tutt’altro che scontata, viste le note difficoltà economiche che accompagnano da diversi mesi la storica compagine di volley femminile ravennate. La decisione è sorta dopo il confronto con il sindaco Alessandro Barattoni, descritto senza mezzi termini dal presidente Poggi: «L’incontro è finito col solito pareggio, uno 0-0 che non partorisce nulla. Le promesse di sostegno economico non sono state mantenute. Quello che sta arrivando per partecipare alla A3 proviene da altri canali».
La società sta lavorando per costruire la nuova stagione sull’ossatura della squadra appena promossa. «L’obiettivo è mantenere questo telaio – spiega Poggi pur sottolineando come le incertezze attuali rendano difficile muoversi sul mercato -. Ogni giorno è importante per avere qualche certezza economica in più e poter chiudere contratti».
Resta aperta anche la questione stipendi, con le ragazze (secondo nostre fonti) che avrebbero ricevuto solo tre stipendi. La società Olimpia Teodora parla di «pagamenti a metà del guado» con almeno 4 mensilità ancora da saldare alle pallavoliste protagoniste della vittoria della B1. Da regolamento Fipav, i debiti nei confronti del gruppo squadra dovranno essere estinti (almeno al 90%) entro la fine del mese di maggio per poter completare l’iscrizione al campionato di A3.
Sul fronte del settore giovanile – anche qui si registrano accordi economici non ancora rispettati con i tecnici (dell’anno scorso, ma anche in parte di quest’anno) – si avvicina sempre di più la collaborazione tra Olimpia Teodora e la Volley Academy Manù Benelli. «Manuela è una figura di riferimento della pallavolo ravennate e tra noi c’è totale accordo – spiega Poggi –. Unire le forze è una scelta logica per non disperdere risorse e aumentare la competitività. Dobbiamo sciogliere un nodo prima di annunciare l’ufficialità». Il nome e le modalità della joint-venture sono ancora da definire.



