sabato
13 Giugno 2026

Sono 140 in più i contagiati in regione. In aumento i guariti ma anche i decessi

Cresce la diffusione del coronavirus in Emilia Romagna, ora a quota 1010 ammalati. Nel ravennate sono 10

Ambulanza CoronavirusEcco l’aggiornamento del quadro regionale dell’emergenza coronavirus in regione. In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.010 i casi di positività al Coronavirus, 140 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. Un aumento inferiore a quello registrato ieri, quando erano saliti di 172. E passano da 3.136 a 3.604 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali.

Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura assenti. 409 sono infatti i pazienti che non necessitano di cure ospedaliere e quindi sono a casa, dove rispettano l’isolamento previsto; 64 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (12 in più rispetto a ieri).

Aumentano, passando da 17 a 25, il numero delle guarigioni, 24 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, sale anche il numero dei decessi, passati da 37 a 48. Di questi, sei sono cittadini lombardi.

Degli 11 nuovi decessi, 6 riguardano il piacentino: si tratta di 4 uomini, rispettivamente due di 72 anni, uno di 74 e uno di 99 anni e 2 donne di 85 e 93 anni; 3 del parmense, due uomini di 73 e 78 anni e una donna di 88 anni; un uomo del modenese di 85 anni e un uomo del riminese di 89 anni.

La grande maggioranza delle persone decedute aveva patologie pregresse, a volte plurime; per tre decessi sono invece ancora in corso gli approfondimenti epidemiologici.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 479 Piacenza (53 in più rispetto a ieri), 229 Parma (49 in più), 104 Rimini (11 in più), 82 Modena (9 in più), 48 Reggio Emilia (4 in più), 49 Bologna (8 in più rispetto a ieri, di cui 20 nell’imolese 3 in più rispetto a ieri e riconducibili al cluster di Medicina), 7 Forlì-Cesena (3 in più rispetto a ieri), 10 Ravenna (2 in più rispetto a ieri), 2 a Ferrara (1 in più rispetto a ieri).

I due nuovi casi positivi di Ravenna riguardano pazienti già ricoverati per patologie pregresse al Maria Cecilia Hospital di Cotignola.  «Gli ammalati sono seguiti dal Dipartimento di igiene pubblica dell’Ausl Romagna – si legge in una nota stampa delle provincia – mentre si sta svolgendo l’indagine epidemiologica, anche sulla scorta delle informazioni assunte dalla Direzione della struttura sanitaria  di Cotignola, individuando tutte le persone che hanno avuto contatti stretti con i pazienti, e per le quali sono stati presi i provvedimenti dovuti a loro tutela e al fine del contenimento della diffusione della malattia. Allo stesso tempo l’Ausl è in stretto contatto con la Direzione della clinica anche per condividere eventuali misure preventive interne alla struttura stessa».

Pediatra contagiata: le precisazioni e rassicurazioni del sindaco De Pascale

«Situazione sotto controllo, per ora nessun sintomo fra i bambini e le famiglie coinvolte». Il problema della circolazione di notizie false e infondate

De PascaleA seguito dell’ansia e dallo sconcerto provocato in tante famiglie ravennati dalla notizia diffusa stamane – in taluni casi su internet con modi e termini non autorevoli e non verificati – sul contagio da coronavirus di una pediatra che esercitava la libera professione medica in un ambulatorio della città, ha deciso di intervenire sul caso il sindaco di Ravenna Michele di Pascale con alcune puntuali precisazioni.

«In merito al caso della pediatra di libera scelta risultata positiva al Covid-19, mi preme sottolineare che il Dipartimento di sanità pubblica di Ravenna dell’Ausl Romagna, in collaborazione con la Pediatria di Comunità, ha già provveduto ad effettuare tutte le indagini epidemiologiche previste dal protocollo e a contattare tutti soggetti e le famiglie dei bambini che sono venuti in contatto con la paziente nei giorni scorsi, attivando per loro la sorveglianza sanitaria a domicilio. Nessuno di questi ha per ora manifestato alcun sintomo della malattia.
Vanno rassicurate le famiglie dei pazienti della dottoressa che, invece, non sono state contattate, non essendo venute in contatto con lei dopo il momento della sua “esposizione” al virus. Più in generale va chiarito che, come emerso dall’indagine epidemiologica, la paziente è entrata in contatto col coronavirus fuori provincia, e quando ha fatto rientro nel ravennate le scuole erano già state chiuse per provvedimento regionale.
Sono informato che su questo caso stanno girando messaggi vocali e fake news (alcuni li ho ricevuti anche personalmente).
Invito fermamente tutti i cittadini a non condividere notizie non verificate e non apprese sui canali ufficiali (miei, del Comune o dell’azienda sanitaria). Ringrazio invece gli organi di stampa, per avere trasmesso informazioni corrette e accertate.
In questo momento delicato è fondamentale non alimentare panico e confusione, abbiamo fiducia negli uffici di sanità pubblica. In caso di dubbi o chiarimenti, vi esorto a chiamare i numeri a disposizione (il numero verde regionale 800 033 033 oppure il 112), evitando di far circolare notizie false e infondate».

Due pazienti positivi al coronavirus al Maria Cecilia Hospital di Cotignola

Si tratta di due persone anziane ricoverate per altre patologie, provenienti da Parma e Piacenza. Isolate le aree dei reparti coinvolti

0000076701Contagio coronavirus per due pazienti ricoverati alla clinica Maria Cecilia Hospital di Cotignola. Si tratta di due persone assistite per altre patologie provenienti da province dell’Emilia-Romagna segnate dalla diffusione della malattia.

«La Direzione di Maria Cecilia Hospital, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale – si legge in una nota stampa del gruppo GVM – ha richiesto in data 6 marzo, in via precauzionale all’Ausl Romagna di effettuare accertamenti su due pazienti ricoverati che presentavano sintomatologia sospetta al virus CoViD -19. L’esito dei tamponi effettuati pervenuto nella mattina del 7 marzo, ha confermato la positività dei due pazienti. Si tratta di uomo di 92 anni proveniente dalla provincia Parma, ricoverato nel reparto di Cardiologia, e di un uomo di 79 anni proveniente dalla provincia Piacenza ricoverato nel reparto di Neurochirurgia. Entrambi i pazienti sono in condizioni stabili e non si trovano in terapia intensiva».

«Le aree del reparto nel quale erano ospitati sono state completamente isolate, e la parte restante dei reparti è stata messa immediatamente dalla Direzione dell’ospedale sotto controllo – precisa il comunicato – Si è proceduto prontamente a igienizzare e sanificare tutti gli ambienti. In queste ore, si stanno effettuando i necessari controlli sul personale sanitario entrato in contatto con i pazienti. Le visite dei famigliari sono ammesse in ragione di una persona al giorno nel rispetto delle direttive sanitarie in vigore».


 

Contagiata una pediatra di Ravenna: i bambini assistiti e le famiglie in quarantena

I piccoli sono isolati a casa, sotto il controllo degli operatori sanitari dell’Ausl

Pediatra
foto di repertorio

C’è anche una una pediatra fra gli ultimi casi dei contagiati a Ravenna dal coronavirus, che è risultata positiva all’esame del tampone. Subito sono scattate le misura di sicurezza dell’Ausl per isolare i piccoli pazienti recentemente visitati dalla dottoressa che esercita autonomamente la professione in un ambulatorio della città. Come riportato dai quotidiani locali si tratta di una ventina di bimbi in quarantena a casa, assieme naturalmente alle famiglie, sotto controllo del personale medico per verificare eventuali sintomatologie che facciano presagire di avere contratto la malattia. A quanto pare la pediatra dovrebbe aver utilizzato in ambulatorio, durante le visite, tutte le protezioni igieniche del caso e questo fa sperare che il rischio di contagio rispetto ai suo pazienti sia stato estremamente limitato.

Vendeva auto rubate con documenti e targhe replicati da ignari cittadini: arrestato

Sei vetture commercializzate in provincia di Ravenna a clienti che non sospettavano nulla

IMG 1100Con una tecnica collaudata riusciva a duplicare documenti e targhe di veicoli di proprietà di ignari cittadini e poi li applicava su auto rubate e le vendeva. Riciclaggio e sostituzione di persona sono i reati di cui deve rispondere un 37enne di Taranto arrestato dalla polizia stradale di Ravenna al termine di un’indagine iniziata nel 2017 e conclusa il 3 marzo scorso con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo è ai domiciliari in Puglia.

L’indagine ha avuto inizio quando in provincia di Ravenna sono stati sequestrati alcuni veicoli risultati essere cloni di altri veicoli regolarmente circolanti. A seguito degli accertamenti tecnici effettuati sui veicoli sequestrati, gli investigatori della polstrada di Ravenna hanno accertato che gli stessi altro non erano che autovetture oggetto di furto in altre zone d’Italia. Grazie allo stratagemma il 37enne è riuscito a commercializzare in provincia di Ravenna sei autovetture, senza che gli acquirenti potessero accorgersi della reale provenienza del veicolo.

Mille Miglia: 400 auto d’epoca attese a Ravenna il 13 maggio. Sosta a Cervia

La corsa si fermerà nella località costiera per il terzo anno consecutivo: itinerario da Brescia a Brescia passando per Roma

RAVENNA 16/05/18. 1000 MIGLIA 2018
1000 MIGLIA 2018

È attesa a Cervia il 13 maggio la 38esima edizione della Mille Miglia, la corsa con 400 auto d’epoca in gara. È il terzo anno consecutivo che la gara fa tappa nella località costiera ravennate. Il programma e l’itinerario sono stati presentati a Brescia il 4 marzo. La prestigiosa gara prenderà il via mercoledì 13 maggio da Brescia: le auto costeggeranno il Lago di Garda, attraversando Desenzano e Sirmione, passeranno per Villafranca di Verona, Mantova, Ferrara e Ravenna, fino al traguardo di tappa a Cervia-Milano Marittima.

Il giorno successivo da Cervia la corsa scenderà fino a Roma,per poi proseguire verso Parma e tornare a Brescia dove tutto ebbe inizio 93 anni fa, con la prima Coppa delle 1000 Miglia. Anticiperanno il passaggio delle vetture storiche le auto iscritte al Ferrari Tribute to 1000 Miglia e al Mercedes-Benz 1000 Miglia Challenge, le gare di regolarità riservate alle vetture delle Case di Maranello e Stoccarda,

RAVENNA 16/05/18. 1000 MIGLIA 2018
1000 MIGLIA 2018

400 gli equipaggi che rappresenteranno 33 Paesi e 5 continenti: Austria, Australia, Belgio, Canada, Svizzera, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Francia, Liechtenstein, Regno Unito, Gibilterra, Grecia, Hong Kong, Italia, India, Israele, Giappone, Lussemburgo, Principato di Monaco, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Repubblica Argentina, Russia, Svezia, Singapore, Slovacchia, San Marino, Ungheria, Stati Uniti. Il Paese più rappresentato sarà l’Italia con il 30% di partecipanti. I Paesi Bassi sono al secondo posto, con il 17% degli accettati, seguiti da Germania (11%) e Regno Unito (9%). Il numero di Paesi e le percentuali indicate potrebbero comunque mutare nel momento in cui saranno resi noti nomi e nazionalità di alcuni equipaggi che non sono ancora stati svelati.

Tra le vetture la Casa automobilistica più rappresentata è Alfa Romeo con 68 vetture, seguita da FIAT con 63, Lancia 49, Jaguar 45, Porsche 38, Mercedes-Benz e Austin Healey con 27,Aston Martin 26, Ferrari e Bugatti con 20. Tra le accettate, le vetture che hanno partecipato ad almeno una delle ventiquattro edizioni della 1000 Miglia di velocità disputatasi dal 1927 al 1957 sono 85 e gli equipaggi in lista d’attesa, pronti a sostituire eventuali defezioni, sono circa 200. Anche in questo caso, la marca più rappresentata è Alfa Romeo con 53 automobili; al secondo posto, con 32 vetture, c’è Lancia e quindi FIAT con 31, Jaguar 29, Mercedes-Benz 21, Ferrari e Bugatti 19, Porsche 18, Austin Healey 15 e Aston Martin 14.

Coronavirus, primi due contagi nel comune di Ravenna. Un ricoverato, non grave

Dei cinque nuovi casi (tre donne e due uomini) in provincia, quattro sono in quarantena a casa

Coronavirus MascherineSono tre donne e due uomini i cinque nuovi contagiati da coronavirus in provincia di Ravenna. Uno dei due uomini è ricoverato all’ospedale di Ravenna, nonostante le sue condizioni non siano definite gravi. Gli altri quattro sono in isolamento a casa, in quanto le loro condizioni sarebbero buone, “privi di sintomi o con sintomi in remissione”, scrive in una nota inviata alla stampa dalla Provincia.

Come di consueto è stata immediatamente avviata l’indagine epidemiologica per individuare i contatti stretti di questi pazienti, da collocarsi a loro volta in quarantena domiciliare volontaria, con sorveglianza attiva da parte del personale del Dipartimento di Sanità pubblica di Ravenna dell’Ausl Romagna. «Tale misura ed il relativo monitoraggio continuo – assicurano dalla Provincia –, proseguirà per i prossimi 14 giorni ed è mirata, oltre che alla sicurezza sanitaria degli utenti, al contenimento della diffusione del virus».

Tutti e cinque i nuovi casi «hanno avuto origine a seguito dei contatti con pazienti e aree in cui il virus era già presente, sia fuori regione sia in regione».

Per la prima volta si registrano casi nel comune capoluogo, quello di Ravenna: due dei cinque pazienti infatti ci risiedono. Uno dei cinque invece non abita in provincia.

Salgono così a 8 i casi positivi registrati in provincia, tra cui i due ragazzi lughesi considerati clinicamente guariti e l’impiegato 45enne del comune di Bagnacavallo anche lui in quarantena a casa.

La situazione nel resto della regione

Donne vittime di stalking: negli ultimi mesi 11 casi seguiti dalla polizia locale

StalkingNel corso degli ultimi mesi la polizia locale di Ravenna si è occupata di 11 casi di stalking nei confronti di donne: in 6 casi è arrivata la carcerazione degli autori, in 3 casi è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Sono state 5 le perquisizioni domiciliari eseguite.

A seguito della riorganizzazione del corpo, avviata nel 2019, l’Ufficio polizia giudiziaria e pronto intervento della Municipale sta portando avanti un importante lavoro a tutela di minori, in tema di problematiche familiari e contro la violenza sulle donne. «Si tratta di un’attività significativa svolta con sempre più attenzione – si legge in un comunicato – anche alla luce della Legge n. 69 del 19.07.2019 concernente “modifiche al codice penale, di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, denominata “Codice rosso”, che fornisce maggiori strumenti agli operatori di polizia giudiziaria oltre che prevedere inasprimenti di pena in materia di “maltrattamenti contro familiari e conviventi».

Coronavirus, cinque nuovi casi in provincia di Ravenna. In regione sono 870

Complessivamente salgono a otto i positivi nel Ravennate considerando anche i due ragazzi guariti

Coronavirus 1Sono otto i casi di positività al coronavirus in provincia di Ravenna, cinque (due donne e tre uomini, con i primi due casi di residenti nel comune capoluogo) in più di ieri (5 marzo), considerando sempre anche i due ragazzi già giudicati clinicamente guariti.

Complessivamente in Emilia-Romagna sono saliti a 870 i casi di positività, 172 in più rispetto alla giornata di ieri. E passano da 2.884 a 3.136 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12 di oggi (6 marzo),

Dei contagiati complessivi in regione, 366 sono in isolamento a casa in condizioni non gravi, mentre solo 52 sono ricoverati in terapia intensiva, un dato ancora rassicurante secondo il commissario regionale Sergio Venturi, che sottolinea come siano centinaia i posti letto a disposizione, con altri che verranno acquisiti in queste ore.

Tra ieri e oggi, è aumentato, passando da 10 a 17 il numero delle guarigioni, 16 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perchè risultata negativa in due test consecutivi; ma sale anche il numero dei decessi, passati da 30 a 37. I sette nuovi decessi riguardano 5 piacentini: 4 uomini, rispettivamente di 77, 82, 83, 85 anni e una signora di 94, tutti deceduti al nosocomio di Piacenza; e due donne della provincia di Parma, di 84 e 68 anni, decedute all’ospedale di Parma.  La grande maggioranza delle persone decedute aveva patologie pregresse, a volte plurime; per un decesso sono invece ancora in corso gli approfondimenti.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 426 Piacenza (48 in più rispetto a ieri), 180 Parma (31 in più), 93 Rimini (25 in più), 73 Modena (28 in più), 44 Reggio Emilia (13 in più), 41 Bologna (22 in più rispetto a ieri), 4 Forlì-Cesena,(in numero stabile rispetto a ieri), 8 Ravenna (5 in più rispetto a ieri). Per la prima volta si riscontra 1 caso positivo nella provincia di Ferrara.

Venturi ha rinnovato l’invito, in particolare alla popolazione anziana, di limitare la vita sociale (nel Bolognese molti contagi sono stati registrati in una bocciofila) e ha annunciato che è in corso un ragionamento sulla possibile chiusura futura di piscine e palestre.

Dall’Unione 90mila euro per chi organizza eventi di promozione turistica e culturale

Risorse dalla tassa di soggiorno, domande entro il 27 marzo: precedenza a manifestazioni già consolidate che valorizzino produzioni artistiche, culturali ed enogastronomiche

44100767864 585b2de9ca KL’Unione della Romagna Faentina ha approvato un avviso pubblico per sostenere manifestazioni ed attività di valenza turistica e culturale per l’anno 2020: i contributi economici stanziati – per un importo complessivo di 90mila euro di cui 50mila euro per Faenza provenienti dalla tassa di soggiorno – sono destinati a iniziative, in particolare quelle proposte dal locale associazionismo, sinergiche con le strategie di sviluppo turistico e di promozione culturale.

Le domande di contributo, redatte su apposita modulistica, devono pervenire, preferibilmente via Pec (pec@cert.romagnafaentina.it) all’Unione della Romagna Faentina con sede in Piazza del Popolo 31 a Faenza entro le 12 del 27 marzo. Bando e modulo per la domanda sono disponibili sul sito internet dell’Unione della Romagna Faentina (www.romagnafaentina.it) e sui siti web dei Comuni dell’Unione. Per ulteriori informazioni contattare il Servizio Promozione economica e Turismo dell’Unione della Romagna Faentina (tel. 0546 691290).

L’assegnazione dei contributi riguarda eventi di animazione e promozione culturale e turistica del territorio, in particolare legati a manifestazioni già consolidate, eventi di valorizzazione delle produzioni artistiche, culturali ed enogastronomiche tipiche del territorio, progetti di network volti a collegare più soggetti e iniziative significative in calendari e rassegne da promuovere unitariamente e nuovi eventi caratterizzati da originalità e contenuti innovativi.

Possono partecipare al bando enti ed associazioni, per la realizzazione di eventi nel territorio dei Comuni dell’Unione della Romagna Faentina nel periodo compreso dall’1 febbraio al 31 dicembre 2020. Il contributo erogato non potrà superare l’importo di 9.900 euro per ogni singolo progetto e non potrà essere superiore al 50 percento delle spese ammesse e rendicontate.

«Nonostante la complessità di questi tempi che rende difficile la programmazione culturale e la costruzione di eventi pubblici – dice il vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Isola – noi guardiamo avanti e proponiamo risorse per realizzare progetti nella città che possano promuovere la vivacità urbana e che possano stimolare l’attrazione turistica. Da anni abbiamo deciso di caratterizzare la nostra identità di città d’arte non attraverso la creazione di pochi grandissimi eventi ma attraverso una programmazione costante, cadenzata, che permetta di praticare la cultura nella nostra quotidianità».

Coronavirus: Emilia-Romagna autorizza cassa integrazione in deroga con 38 milioni

A Bologna siglato il primo accordo di questo genere in Italia per fronteggiare gli effetti delle misure di contenimento della malattia sulle imprese. La cassa decorre dal 23 febbraio, avrà un mese di durata

Firma AccordoLe aziende private dell’Emilia-Romagna potranno accedere alla cassa integrazione in deroga a beneficio dei lavoratori subordinati il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso in tutto o in parte o a cui sia stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici negativi conseguenti alle ordinanze per il contenimento del coronavirus. La possibilità vale anche per le imprese con unità produttive esterne all’Emilia-Romagna, ma con lavoratori subordinati residenti o domiciliati in regione. La cassa in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio, ha la durata di un mese e potrà contare su 38 milioni di euro di risorse. L’accordo siglato oggi, 6 marzo, tra Regione, Organizzazioni sindacali e associazioni di categoria firmatarie del Patto per il Lavoro, è il primo di questo genere siglato in Italia.

La domanda deve essere presentata attraverso il sistema informativo dell’Agenzia per il lavoro regionale, anche attraverso i soggetti abilitati dalla normativa nazionale, allegando l’accordo e il modulo di autodichiarazione sul rispetto dei requisiti di accesso, reso disponibile dell’Agenzia stessa. Le domande, già compilate con le informazioni inserite nell’applicativo Sare, dovranno essere stampate attraverso l’apposita funzionalità, essere firmate dal legale rappresentante del datore di lavoro, in regola con la vigente normativa in materia di bollo,  e successivamente inviate via posta elettronica certificata all’indirizzo: arlavoro.servipl@postacert.regione.emilia-romagna.it. L’Agenzia inoltrerà il provvedimento di autorizzazione all’Inps.

I datori di lavoro accedono alla cassa integrazione in deroga solo se non possono fruire in concreto degli ammortizzatori ordinari (Cigo, Cigs, Fis e Fondi di solidarietà bilaterale), nonché dei diversi ammortizzatori in deroga di cui all’art 17 del D.L. n 9/ 2020, anche perché ne hanno già fruito nei limiti massimi previsti. I lavoratori beneficiari devono essere dipendenti alla data del 23 febbraio 2020.

Possono accedere alla cassa integrazione in deroga anche i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che dispongono ancora di ammortizzatori “ordinari” ma che non sono in possesso dei requisiti soggettivi di accesso agli stessi, come per esempio quelli con una anzianità aziendale inferiore a 90 giorni.

I lavoratori subordinati vi accedono con qualunque forma contrattuale mentre per quelli a termine l’intervento di sostegno al reddito termina al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

I lavoratori somministrati possono accedere se prestano l’opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti, mentre per quelli intermittenti vale, nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate, come emergenti secondo la media dei tre mesi precedenti.

I lavoratori agricoli possono accedere nei limiti delle giornate di lavoro svolte nello stesso periodo dell’anno precedente oppure se l’attività è iniziata in seguito, si fa riferimento alle giornate in cui si è lavorato di più, nei tre mesi precedenti.

I datori di lavoro che non possono accedere concretamente al fondo saranno ammessi alla deroga immediatamente, in attesa del Decreto nazionale che allargherà l’accesso al Fondo di integrazione salariale (Fis), che finanzierà la deroga su tutto il territorio nazionale per ulteriori due mesi, come annunciato dal Ministro. E’ previsto in seguito un ulteriore incontro delle parti firmatarie.

L’Agenzia regionale per il Lavoro e la direzione regionale dell’Inps, procederanno al costante monitoraggio dell’utilizzo delle risorse finanziarie. I firmatari si incontreranno nuovamente qualora emergessero casi non disciplinati dal presente accordo. La Regione metterà anche a disposizione un rapporto di monitoraggio.

Turismo, 1,5 milioni dalla Regione per la comunicazione appena terminata l’emergenza

L’assessore: «Il turismo è il settore più colpito, occorrono misure straordinarie». Le richieste al Governo in un documento

Master Internazionale In Turismo Relazionale Integrato 340x350«Il turismo è il settore maggiormente colpito dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Occorrono misure straordinarie per tutta la filiera, a partire da un fondo nazionale di sostegno e da un piano strategico industriale per il rilancio del settore».

Così l’assessore regionale a Turismo e Commercio, il ravennate Andrea Corsini, rilancia le richieste contenute nel documento condiviso da tutte le Regioni e presentato nei giorni scorsi al Governo dal presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

«Per far fronte alla situazione incerta determinata dagli effetti del Coronavirus, servono interventi straordinari, investimenti pubblici e attenzione alle nostre relazioni con i Paesi esteri con cui dobbiamo operare per rilanciare il turismo ed essere pronti a ripartire nel momento in cui questa emergenza sarà superata», sottolinea Corsini.

Per il rilancio del turismo, in particolare, oltre all’opportunità di introdurre, in condivisione tra Stato e Regioni, un piano strategico industriale, le Regioni stesse hanno proposto anche una serie di emendamenti da approvare in sede di conversione al decreto legge 9/2020 per rendere più efficaci le misure urgenti di sostegno del settore.

Nel dettaglio, si chiede di estendere l’ambito di applicazione degli interventi (di cui all’art. 8 del decreto) a tutte le imprese che operano nella filiera turistico-culturale e che hanno risentito degli effetti negativi dell’emergenza; quindi non solo alle imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggio e tour operator già previste, ma anche al comparto termale e al settore fieristico, agli impianti sciistici, nautica da diporto, parchi tematici, siti museali, storici ed archeologici, a guide turistiche e esercizi pubblici e commerciali.

Inoltre, la sospensione dei versamenti relativi a imposte e tasse “va prorogata oltre al 30 aprile e fino al 30 settembre, mentre va introdotta la possibilità di rateizzare i pagamenti pregressi alla scadenza e occorre prevedere un accesso facilitato ai fondi di garanzia per le imprese della filiera turistica”.

Ancora più strategica – secondo la lettera – la necessità di promozione del sistema Paese e, in particolare, delle comunità provate dall’emergenza del coronavirus. Per questo il documento delle Regioni chiede al Governo di avviare azioni integrate a livello nazionale ed internazionale attraverso Enit, l’Agenzia nazionale del Turismo, accompagnando la promo commercializzazione con un rafforzamento della programmazione di attività che riguardano i beni ambientali e culturali, le rassegne, i festival nelle zone più colpite dall’emergenza sanitaria.

«Intanto, come Emilia-Romagna- continua Corsini- stiamo già lavorando a un piano di comunicazione straordinario che finanziamo con 1,5 milioni di euro, da far partire non appena sarà terminata l’emergenza sanitaria. Interesserà il mercato italiano con lo scopo di promuovere fin da subito il recupero della domanda interna, mentre per il mercato internazionale abbiamo già attivato una cabina di regia con altre Aziende di promozione turistica. E con la Commissione turismo nazionale stiamo ipotizzando anche altre misure sempre per stimolare la domanda interna come il credito d’imposta sulle spese che le famiglie sosterranno in vacanza per trasporto pubblico, alberghi, campeggi e ricettività in generale, ingressi nei musei e siti culturali».

Per quanto concerne il settore fieristico “si ritiene necessario un piano straordinario ad hoc”: sia diretto a favore dei quartieri e degli organizzatori, sia indiretto a favore dell’indotto. Alla Commissione europea andrà chiesta l’erogazione di contributi a fondo perduto per far fronte agli extra-costi che derivano dalla nuova calendarizzazione degli eventi, prestiti ponte a tasso zero, sostegno alla liquidità e voucher per i partecipanti.

Infine, per tutta la filiera turistica “sono fondamentali anche gli interventi già chiesti per il sostegno alle altre imprese: dagli investimenti nel digitale, al sostegno al reddito e alla salvaguardia dei posti di lavoro con l’attivazione di cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori del comparto, allo sblocco delle procedure per l’avvio delle grandi infrastrutture”.

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