sabato
13 Giugno 2026

Concerto rinviato per coronavirus, la band decide di suonare in diretta streaming

Rigolo
I Rigolò

Potrebbe essere il primo di una serie, se le misure restrittive dovessero essere prorogate a lungo. I Rigolò, rock band ravennate, a fronte del rinvio (uno dei tanti) del loro concerto in programma domenica 8 marzo al circolo Arci Kinotto di Borgo Masotti (Mezzano), hanno infatti deciso di suonare lo stesso, ma senza pubblico, in diretta streaming sulla loro pagina Facebook.

L’appuntamento è per le 18 dello stesso giorno, domenica 8 marzo.

«Teniamo duro – commenta la band sui social –, potrebbe essere un’ opportunità per risorgere».

 

Confezionava panetti di droga, 44enne arrestato: in casa aveva 770 grammi di cocaina

Segnalazioni alla polizia per i movimenti frequenti di un’auto nel parcheggio di un esercizio pubblico

DrogaUna pressa idraulica per la realizzazione dei cosiddetti panetti di droga, una macchina per il sottovuoto, materiale vario per il confezionamento dello stupefacente, 770 grammi di cocaina e 30 grammi di hashish: era tutto a casa di un 44enne italiano a Cotignola (G. M. le iniziali). L’uomo è stato arrestato dalla polizia per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La perquisizione domiciliare è arrivata ieri sera, 3 febbraio, dopo che gli agenti avevano trovato 60 grammi di cocaina e 1.550 euro in contanti nella sua auto. L’uomo era nel mirino della squadra antidrogra della Mobile dopo le recenti segnalazioni sull’andirivieni sospetto di un’auto all’interno di un parcheggio di un esercizio pubblico. Una pattuglia ha rintracciato e fermato un’auto corrispondente alla descrizione ed è scattata l’operazione.

Bagnacavallo concede la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

Ordine del giorno approvato all’unanimità. La 90enne è sotto scorta e impossibilità a partecipare a cerimonie: il riconoscimento le sarà inviato con un omaggio del paese

GOLF 20200111162654909 1163x768Il Comune di Bagnacavallo ha concesso la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, 90enne sopravvissuta all’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità nella seduta del consiglio comunale di martedì 3 marzo.

Il consiglio ha accolto l’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a «non abbassare mai la guardia» e «non sottovalutare i tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza, allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio».

Segre, con una mozione presentata nell’aula del Senato, aveva proposto di istituire una commissione straordinaria «per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza» e anche per questo è stata oggetto, nell’ultimo periodo, di un numero sempre maggiore di minacce e offese, perpetrate perlopiù attraverso il web, tanto da indurre il prefetto di Milano ad assegnarle una scorta per tutelare la sua incolumità.

Consiglio Comunale BagnacavalloConoscendo l’impossibilità, più volte espressa, della senatrice a partecipare a cerimonie ufficiali di consegna della cittadinanza onoraria e nell’eventualità quindi che non sia possibile prevedere tale cerimonia, l’atto di conferimento verrà trasmesso all’interessata insieme a un omaggio di Bagnacavallo.

Liliana Segre è nata a Milano in una famiglia italiana di origine ebraica il 10 settembre 1930, a soli 14 anni ha vissuto sulla propria pelle l’odio imperante nel proprio paese creatosi in seguito alla promulgazione delle Leggi Razziali, venendo arrestata, incarcerata e poi deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove rimase prigioniera fino alla liberazione dello stesso avvenuta nel maggio del 1945. È risultata una dei 25 bambini sopravvissuti alla terribile esperienza della deportazione sui 776 bambini italiani che vennero rinchiusi nei campi di concentramento.

Scritta sui muri in strada contro Arcigay, il presidente provinciale: «Che amarezza»

Di Maio ripercorre la sua storia personale contro discriminazioni, soprusi, ingiustizie

89260739 3336650979695641 3126557469308878848 OSu un muro che affaccia su viale Zara a Ravenna è comparsa una scritta a vernice spray che recita “Arcigay mafioso”. Il presidente provinciale dell’associazione lo rende noto postando una foto su Facebook: «Tanta è l’amarezza nel vedere accostato il nome dell’associazione in cui mi impegno alla parola e al pensiero della mafia».

Ciro Di Maio nel suo post ripercorre brevemente la storia personale contro la malavita organizzata: «Io attivista per i diritti delle persone Lgbti, di donne, migranti ed ogni minoranza perseguitata. Io figlio di genitori che hanno deciso di sradicarsi dal paese d’origine per crescere i figli lontani dalla camorra. Io che già da bambino alla vista di un sopruso andavo contro tutti e tutto per affermarne la gravità sperando nel riequilibrio cosmico che secondo me era dovuto. Io che oggi ho fatto di questi principi mio vessillo mi trovo molto amareggiato, disgustato dell’accostamento di queste due parole. Arcigay è quanto di più lontano ci possa essere dal sopruso, Arcigay si batte per le minoranze. Arcigay si batte contro le sottomissioni».

Altre sue considerazioni in una nostra recente intervista…

Coronavirus, il governo ha deciso: scuole e atenei chiusi fino a metà marzo

È quanto emerso dalla riunione tra il premier Conte e i ministri

Chairs Classroom College Desks 289740Il governo ha deciso per la chiusura di tutte le scuole e gli atenei d’Italia fino a metà marzo per gli effetti del coronavirus.

È quanto emerso dalla riunione tra il premier Giuseppe Conte e i ministri a Palazzo Chigi.

Lo scrive in un’agenzia l’Ansa.

È attesa l’ufficializzazione da parte del Governo nelle prossime ore.

Coronavirus, positivi due assessori della giunta della Regione. Test per gli altri

Barbara Lori e Raffaele Donini stanno comunque bene e sono in isolamento nelle proprie abitazioni

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La nuova giunta regionale

La neo assessora regionale Barbara Lori è risultata positiva al coronavirus. Lori aveva partecipato alla seduta di insediamento della giunta venerdì scorso.

Subito dopo aver appreso la notizia, ieri sera (3 aprile) tardi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sottosegretario Davide Baruffi e l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, si sono sottoposti al test tampone, per motivi legati all’operatività dell’Ente e doverose ragioni precauzionali. In particolare, l’assessore Donini era entrato in più diretto contatto con Barbara Lori nei giorni scorsi.

Il presidente Bonaccini e il sottosegretario Baruffi sono risultati negativi. Positivo, invece, l’assessore Donini. Già questa mattina, gli altri componenti la Giunta (tra cui il ravennate Andrea Corsini) sono stati sottoposti al test.

Lori e Donini sono in buone condizioni e si trovano presso le loro abitazioni, dove rispetteranno il periodo di isolamento. In entrambi i casi è in corso di definizione la lista dei contatti avuti nei giorni passati e, così come previsto dai protocolli, verranno svolti gli accertamenti sulle persone interessate, contattate direttamente dalle strutture sanitarie competenti territorialmente.

Il presidente Bonaccini parteciperà all’incontro con il premier Conte e le parti sociali dedicato alle misure economiche, previsto nel pomeriggio a Roma, collegato in videoconferenza dalla Regione, a Bologna.

Ravenna, anche gli architetti contro il Comune sul progetto della Rocca Brancaleone

Il presidente dell’ordine lamenta l’assenza di un concorso e critica «l’enfasi ingenua» dello schema di recupero

Attachment 15Il presidente dell’ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Ravenna interviene con una nota sul tema della progettazione della nuova Rocca Brancaleone, su cui nei giorni scorsi era già intervenuto l’ordine degli Ingegneri, con una lettera inviata al nostro giornale.

Riceviamo e pubblichiamo la nota del presidente degli architetti, Luca Frontali.

«A volte le buone notizie non convincono fino in fondo e la presentazione del progetto di recupero della Rocca Brancaleone è una di queste. La capacità di intercettare finanziamenti riservati dal MIBACT ai Grandi progetti beni culturali è un indubbio merito dell’azione coordinata tra il Comune di Ravenna e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, senza la quale ora non saremmo a discutere della qualità che ci si aspetta da un progetto così importante per la città. La sensazione, fondata, è però di ritrovarsi con una lodevole iniziativa guastata non certo dai titoli dei protagonisti ma dall’assuefazione ad un metodo praticato dall’amministrazione ravennate (l’affidamento in house dei servizi di architettura evitando le procedure di concorso ad evidenza pubblica), che ha già dimostrato produrre progetti poveri non nei proponimenti ma nel processo compositivo, all’interno del quale dovrebbero primeggiare, e competere, le qualità tecniche ed intellettuali di chi si cimenta quotidianamente con il progetto di architettura».

«Di ciò che è stato reso pubblico del progetto di recupero della Rocca non convince l’enfasi, anche ingenua, riservata ad una atopica e convenzionale rappresentazione virtuale di una proposta di intervento ambiziosa, che merita grande attenzione poiché, oltre ad un indispensabile restauro conservativo della Rocca, prevede anche di reintegrarne l’immagine attraverso una struttura metallica stilizzata e reversibile, permeabile e dal cromatismo tenue, che suggerirà visivamente la forma perduta del monumento recuperandone i rapporti architettonico-paesaggistici».

«L’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Ravenna, in particolare nei processi di trasformazione e riqualificazione degli spazi pubblici della città, sostiene la centralità del progetto di architettura (la cui rappresentazione non è necessariamente quella di un’opera d’arte, ma è tecnica ideativa e quindi composizione) ed ha avviato una serie di attività finalizzate a promuovere il concorso di progettazione quale strumento più idoneo per valorizzarlo e renderlo riconoscibile».

Coronavirus: i due giovani di Lugo tra i primi casi di guarigione in regione

Per la guarigione completa serviranno due tamponi negativi consecutivi. Intanto in regione 420 casi registrati

12(17)Sono guariti i due giovani di Lugo, un 21enne e una 18enne, che erano stati contagiati dal nuovo coronavirus. I due ravennati sono tra i primi quattro casi in Emilia-Romagna di pazienti che hanno superato la malattia dopo essere risultati positivi ai test dell’Ausl. Lo rende noto la Regione che prescisa: si potrà parlare di guarigione completa solo dopo due tamponi negativi consecutivi. La notizia positiva bilancia solamente in parte gli altri dati della giornata odierna, 3 marzo, che parla di 85 nuovi casi di positività in Regione e 7 nuovi decessi: ad oggi 420 i casi totali registrati e i decessi sono 11 decessi.

«Il sistema sta reggendo – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini – e stiamo prendendo ogni giorno le misure più adeguate per garantire gli interventi più opportuni. È per questo che ci stiamo concentrando sul rafforzamento delle postazioni di terapia intensiva, soprattutto nel piacentino, dove con il 60 percento dei casi si concentra la stragrande maggioranza delle infezioni da coronavirus. Oggi, tra l’altro, nel corso di un incontro con i rappresentanti di Aiop, si è registrata la disponibilità del sistema sanitario privato emiliano-romagnolo a supportare, se necessario, il grande sforzo del sistema sanitario pubblico. Una disponibilità che mette in luce un aspetto solidaristico importante».

Dal punto di vista degli approvvigionamenti, ad oggi sono stoccate nel deposito sanitario della Regione a Reggio Emilia 22.500 mascherine Ffp2 fornite dal dipartimento nazionale di Protezione Civile ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario dell’Emilia-Romagna, che verranno distribuite secondo i criteri prefissati. In consegna oggi altre 25mila unità.

Due mesi di lavori per livellare i cumuli sui fondali a ridosso delle banchine

L’Autorità portuale è al lavoro per un bando di gara che individui un operatore per manutenzione ordinaria e continuativa nell’arco di quattro anni

2120 Navi Al PortoPer i due mesi successivi al 4 marzo il porto di Ravenna sarà interessato da una serie di interventi di dragaggio che con una azione di livellamento del fondale consentiranno di rimuovere le limitazioni all’accosto intervenute a seguito della formazione di cumuli di materiali a ridosso di alcune banchine. I lavori interesseranno le aree di sottobanchina dei terminal Fassa Bortolo, Yara, Sapir, TCR, Docks cereali e Setramar.

Parallelamente l’Autorità di sistema portuale sta ultimando il bando di gara – la cui pubblicazione è prevista per la primavera prossima, con l’obiettivo di essere operativi dall’estate 2020 – per un accordo quadro di manutenzione dei fondali, volto al reperimento di un operatore economico che disponga dei mezzi  idonei ad eseguire interventi di manutenzione ordinaria e continuativa dei fondali nell’arco di quattro anni. L’accordo prevede sia interventi di dragaggio con, previa loro caratterizzazione, conferimento a mare – in sito autorizzato dagli enti competenti – dei sedimenti dragati, sia interventi di livellamento realizzati attraverso lo spostamento dei sedimenti all’interno del canale stesso in aree tra loro adiacenti.

L’accordo, inoltre, dispone la possibilità di interventi straordinari su chiamata (da avviare entro 15 giorni solari dalla chiamata) e la fornitura di due ulteriori servizi ausiliari agli interventi di manutenzione ordinaria dei fondali: il servizio di caratterizzazione dei sedimenti ad intervento avvenuto e il servizio batimetrico dei fondali connesso agli interventi.

Nel prossimo autunno è poi previsto anche l’intervento di rimozione di una sponda presente sulla sponda sinistra fra San Vitale e Trattaroli che riduce la larghezza del canale e la cui eliminazione consentirà di migliorare ulteriormente la sicurezza della navigazione in quel tratto.

Infine l’Autorità di Sistema sta anche procedendo con la redazione del Progetto per la realizzazione dell’impianto di trattamento dei materiali risultanti dall’escavo dei fondali, impianto che, seppure richiederà circa un paio di anni per essere operativo (tra bando di gara,  procedura di Via, realizzazione e collaudo), rappresenta l’elemento imprescindibile della seconda fase di approfondimento successiva al dragaggio e consentirà, oltre alla manutenzione ordinaria dei fondali, di proseguire con l’approfondimento, senza soluzione di continuità dopo l’hub portuale.

Accordo tra Ordini sanitari della provincia per l’integrazione tra le professioni

Sottoscrizione pubblica da parte di tutti i presidenti: rappresentati oltre 9mila operatori

MedicoSono oltre novemila, nella provincia di Ravenna, gli operatori rappresentati dagli Ordini delle professioni sanitarie che quotidianamente si occupano della salute della comunità tra infermieri, medici, farmacisti, tecnici sanitari e della riabilitazione, veterinari e ostetriche.

Il 2020 si apre con un momento di grande rilevanza e di notevole portata: la sottoscrizione pubblica, da parte di tutti i presidenti degli ordini, del “Protocollo d’intesa tra gli Ordini Sanitari della Provincia di Ravenna”, già presentato in forma preliminare alle autorità locali. Un documento, frutto di mesi di interlocuzioni, dal forte valore sia pratico che simbolico, nel quale le rappresentanze delle professioni si impegnano, tra le altre cose, a “promuovere la collaborazione e l’integrazione tra le professioni sanitarie”, a “condividere conoscenze, informazioni, capacità ed abilità tecnico-relazionali” e “proseguire una comune azione di formazione e rappresentanza istituzionale”.

Già a partire dallo scorso anno i consigli direttivi dei singoli Ordini – si legge in una nota inviata alla stampa – «hanno fatto una scelta di campo orientata a fornire livelli di qualità sempre più elevati: avviare un inedito ed innovativo percorso di confronto e collaborazione sui temi principali che riguardano la salute dei cittadini».

Nel maggio 2019 questa sinergia ha prodotto il primo importante risultato: oltre 150 professionisti sanitari, provenienti da tutti i profili, si sono riuniti in un evento formativo unico e trasversale, indicando come tema il ruolo determinante, sui processi di guarigione, di una valida relazione e comunicazione con il paziente.

Per il futuro è già previsto un nuovo evento formativo inter-ordinistico, questa volta orientato ad approfondire le numerose dinamiche correlate alla gestione della terapia farmacologica, dalla prescrizione alla somministrazione, azione che vede coinvolti con responsabilità diverse tutti i protagonisti della sanità.

«Una citazione molto nota – continua la nota inviata alla stampa –, presa in prestito dalla psicologia della Gestalt, afferma che “Il tutto vale più della somma delle singole parti”: tale postulato descrive alla perfezione la motivazione che anima questa importante operazione di condivisione. Queste parole delineano infatti la ferma convinzione che svolgere singolarmente bene il proprio lavoro di cura sia importante, ma quando si parla di “persone” e “salute” diventa fondamentale esercitare insieme e bene le singole professioni».

L’obiettivo finale «è perciò contribuire, assieme alle Istituzioni locali e alle strutture sanitarie, a costruire una vera e propria rete nella quale gli utenti della nostra Provincia possano sentirsi realmente al centro dei percorsi di cura; una rete composta da fili diversi – con ruoli e responsabilità ben definite – ma ben connessi tra di loro, per garantire una solida presa in carico della persona e della comunità».

Gi enti coinvolti sono: Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ravenna; Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri di Ravenna; Ordine TSRM e PSTRP (Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione) di Ravenna; Ordine dei Farmacisti di Ravenna; Ordine dei Medici Veterinari di Ravenna; Ordine della Professione Ostetrica di Ravenna.

 

Nuova allerta meteo in provincia: «Attenzione ai corsi d’acqua e agli allagamenti»

A preoccupare le precipitazioni previste nella mattinata di mercoledì 4 marzo

AllagamentoDalle 12 di oggi, martedì 3 marzo, alla mezzanotte di domani, mercoledì 4 marzo, è attiva nel territorio di tutta la provincia di Ravenna l’allerta meteo numero 13, per criticità idraulica, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia-Romagna. L’allerta è gialla.

Si raccomanda – citiamo il testo del Comune di Ravenna – “di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso: prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi (se si allaga la golena il capanno deve essere evacuato); prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati”.

Citando il testo dell’allerta, «nella mattina di mercoledì 4 marzo sono previste deboli precipitazioni convettive sul settore orientale della regione, che potranno essere a carattere nevoso sopra i 1000 m di quota e, localmente, a quote collinari. La fascia costiera e il mare saranno anche interessati da una moderata ventilazione nord-orientale, con intensità media attorno a 45 km/h (25 nodi, B.6) e con raffiche che potranno superare i 60 km/h (33 nodi, B.7). Mare molto mosso ma con altezza dell’onda inferiore a 2 m. I fenomeni, tutti al di sotto delle soglie di allertamento, saranno in esaurimento a partire dalle prime ore pomeridiane di domani 4 marzo”.

Ruba una bici e la usa come fosse sua ma il proprietario la trova: 17enne denunciato

Il velocipede era legato a un palo della luce con una grossa catena. Decimo minorenne denunciato per furto di bicilette nell’ultimo periodo in città

Furto BiciHa rubato una bici in centro a Faenza e ha cominciato a usarla come se fosse sua nelle stesse strade chiudendola con un suo catenaccio fino a quando il legittimo proprietario l’ha vista e ha fatto partire la denuncia per furto. Nei guai un 17enne di origini straniere. È il decimo minore identificato e denunciato dalla polizia locale di Faenza per furto di biciclette nell’ultimo periodo: in tutti i casi i velocipedi sono tornati in possesso dei legittimi proprietari.

L’ultimo caso riguarda un furto commesso il 9 febbraio in corso Mazzini. Dopo una ventina di giorni il proprietario ha visto la propria bicicletta in corso Garbaldi legata a un palo dell’illuminazione pubblica con una robusta catena antifurto. Il derubato ha chiamato la polizia locale che ha provveduto a tagliare la catena e a riconsegnare la bicicletta al legittimo proprietario. Gli operatori, hanno poi visionato le telecamere di videosorveglianza e individuato il ragazzo che usava in maniera continuativa la bicicletta rubata. Lo stesso era già stato identificato dagli agenti manfredi per problematiche relative agli stupefacenti. Convocato in Comando con i genitori, per dare spiegazioni sulla provenienza del veicolo oggetto di furto, il ragazzo ha ammesso subito di essere lui l’autore del furto. Per tale motivo è stato denunciato alla Procura della Repubblica per i minori di Bologna.

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