domenica
10 Maggio 2026

Nelle “sezioni” Pd, tra difficoltà e passione: «Qui la vera politica tra la gente»

Viaggio tra i militanti della base nel momento in cui il Partito democratico attraversa un’altra scissione e il numero degli iscritti sui territori sembra confermare un costante calo. Abbiamo fatto tappa in tre circoli con storie, percorsi e progetti differenti: Porto Fuori, Casadei Monti e Savarna (in fondo all’articolo una gallery di foto con i volontari della Festa dell’Unità 2019)

NICOLA ZINGARETTI ALLA FESTA NAZIONALE DELLUNITA' A RAVENNA
Nicola Zingaretti sul palco della Festa del Pd nel 2019

Con un numero di iscritti poco sopra i 4mila (nel 2018 a dicembre si arrivò a 4.500), 75 circoli elencati sul sito provinciale e 9 sedi comunali, il Pd resta almeno sulla carta il partito più radicato sul territorio. E sono lì a dimostrarlo anche i mille volontari per la festa provinciale dell’Unità che da due anni, non a caso, è stata promossa a nazionale. Questo non significa che anche qui l’emorragia dei militanti non abbia avuto effetti pesanti. E 4mila iscritti per 75 circoli in fondo fanno una media di poco più di cinquanta persone a circolo, un media, appunto, che lascia pensare che ci sia una certa sofferenza diffusa. Il dibattito sul loro ruolo, del resto, anima il dibattito interno al partito da tempo: che ruolo devono avere? Quale deve essere la differenza tra un iscritto e un semplice simpatizzante?

RAVENNA 06/09/2018. FESTA NAZONALE DE L’ UNITA’. Il Futuro Del Paese, Matteo Renzi
Matteo Renzi tra i volontari della Festa dell’Unità di Ravenna nel 2018

Il nuovo segretario Nicola Zingaretti ha più volte detto che devono avere un ruolo sempre più centrale e ha lanciato, proprio per le giornate dal 3 al 6 ottobre, una campagna straordinaria di tesseramento che fu annunciata da Ravenna a settembre. Da allora, dentro il partito è successo un vero terremoto con l’addio di Renzi. Siamo andati allora a cercare di capire come stanno da queste parti i circoli, anche storici, luoghi un tempo di partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica che oggi magari prediligono riunirsi in comitati, chat su Whatsapp o associazioni. Eppure i circoli, quasi tutti ospitati in immobili nati per essere “Case del popolo”, sono ancora lì. Qual è dunque lo stato di salute di alcuni dei circoli storici di questa terra un tempo rossa?

Porto Fuori, una grande festa ma il ricambio generazionale sembra difficile
A Porto Fuori dove sta per essere inaugurata una biblioteca (vedi pagina 10) e dove si organizza quella che ormai è rimasta la festa dell’Unità più importante del Ravennate (ora che quella comunale è scomparsa da ormai qualche anno) oggi non c’è un vero segretario della trentina di iscritti. C’è un coordinatore, Daniele Buda, coadiuvato da un gruppo di cinque o sei persone che per tutto l’anno svolgono e organizzano attività. E il passaggio generazionale, per quanto cercato e tentato in passato, non è facile. Così oggi a portare avanti il lavoro sono soprattutto persone che hanno una lunga storia di militanza e impegno politico alle spalle. In passato, ci dicono, «il partito stava tra le persone, le ascoltava, oggi abbiamo un po’ perso questa capacità. A Porto Fuori molte delle cose che ci sono, come scuole, servizi, luoghi per lo sport, sono arrivate anche grazie all’impegno della sezione».

NICOLA ZINGARETTI ALLA FESTA NAZIONALE DELLUNITA' A RAVENNAE ancora oggi, del resto, gli incassi dell’ingresso alla Festa, dove a fare i volontari ci sono residenti del paese non necessariamente tesserati Pd, vanno a beneficio dell’intera comunità locale e non del partito, benché la festa mantenga un profilo importante anche per quanto riguarda il dibattito politico e non si sia trasformata in qualche cosa di diverso. «Anche quest’anno daremo un contributo per il ripristino della rotonda degli animali, oggetto di vandalismi, così come in passato donammo giochi per il parco», ci dicono. E, allora, come mai nel circolo mancano nuovi iscritti e militanti? Una situazione non certo solo di Porto Fuori. «Alle persone il Partito deve dare una ragione per tornare», dice Dario Bartoletti, uno dei responsabili del circolo, critico con la gestione Renzi che immaginava il partito leggero e liquido. Oggi dell’addio dell’ex segretario dice che «anche se danneggia il Pd serve a fare chiarezza. Una personalità come Renzi non poteva stare in partito plurale col “semplice” ruolo di senatore avendo un altro progetto politico». Ma ci si aspetta molto da Zingaretti: «Sì, certo, può servire l’app, ma per costruire il partito e cambiare davvero le cose, per discutere, per trovare soluzioni serve anche l’incontro tra persone fisiche. E servono proposte e idee concrete a lungo respiro e condivise. Di questo si sente il bisogno ora».

Quella “Scintilla” di via San Mama: «Qualcuno andrà con Renzi, ma altri torneranno»
Storica sezione ravennate del Pci, all’epoca nota come la Scintilla, oggi il circolo intitolato a Casadei Monti, in via San Mama, resta tra i più vivaci e frequentati del capoluogo. Circa 200 iscritti, un direttivo di una ventina di persone elette dall’assemblea con alla guida Sabina Cipollini, classe 1972, che ci racconta un po’ cosa succede nel circolo. «Ci troviamo per organizzare iniziative. Tra quelle che hanno avuto più successo ci sono sicuramente state quelle sui grandi temi etici, ma discutiamo anche di cosa succede nel partito e ci confrontiamo con i cittadini, che a volte si rivolgono a noi per il problema del quartiere. E abbiamo rapporti naturalmente con il consiglio territoriale». Infine, ruolo fondamentale per i circoli, è attivarsi per le campagne elettorali. Per esempio alle ultime europee per Carlo Calenda, capolista che ora ha deciso di lasciare il Pd. Così come dal Pd se n’è andato Matteo Renzi e di renziani doc in questo circolo in particolare ce n’erano diversi.

Boschi
Maria Elena Boschi con i volontari della festa dell’unità in una passata edizione

Cosa succederà, quindi? Si profila un calo di iscritti? «Certo, alcuni non rinnoveranno la tessera e usciranno dal partito, non nego che sia un momento complicato. Personalmente sono rimasta molto stupita in particolare dalla decisione dell’ex segretario e l’idea che persone con cui ho condiviso tanto fino a pochi giorni fa ora non saranno più nel partito mi dipiace molo, anche se so che ci ritroveremo su battaglie comuni. La buona notizia è che per qualcuno che se ne andrà, altri sembrano ora pronti a tornare, questa almeno è la percezione che ho avuto». Un luogo dove pensare e realizzare eventi e iniziative, o anche solo dare una mano in cucina, rigorosamente da volontari. «Quella dei circoli è la politica vera, fatta di passione e volontariato». E allora come ridare slancio a queste realtà che peraltro si autofinanziano? «Credo che i circoli debbano essere maggiormente coinvolti, le decisioni dovrebbero andare più dal basso verso l’alto, mentre questo non è sempre accaduto. Ma di persone che hanno cose importanti da dire ce ne sono davvero tantissime, bisogna saperle ascoltare». Per chi volesse conoscere i militanti del circolo l’appuntamento è in particolare dal 3 al 6 quando il circolo sarà aperto per eventuali nuovi iscritti e i volontari saranno presenti con un banchetto anche al mercato. E l’idea della app? Il circolo peraltro ha anche una sua pagina Facebook, fuziona? «L’app mi sembra una buona idea, ma per quanto riguarda la nostra pagina Facebook ammetto che dobbiamo migliorare molto con l’aggiornamento continuo, ma non è facile riuscire a star dietro a tutto essendo appunto tutti volontari».

Savarna, un paese e un circolo “alla vecchia maniera”
Tra i circoli più attivi e presenti sul territorio, nel forese, c’è quello di Savarna che ha come segretario Omero Lippi, ex presidente di Circoscrizione per lungo tempo, oggi dedito al partito come volontario. Le attività di un circolo che lui stesso definisce “alla vecchia maniera” sono strettamente legate con il paese: «La festa dell’Unità che organizziamo è la festa del paese e abbiamo anche tanti giovani, una cinquantina tra i 12 e i 20 anni, anche se non tutti sono iscritti al Pd. Del resto siamo gli stessi che poi andiamo a dare una mano anche alla festa della parrocchia. Si lavora tutti insieme per il paese, senza stare a guardare le tessere». L’impegno del resto è assai concreto perché tramite feste, cene, iniziative il circolo è riuscito a contribuire a molte spese per la comunità, dall’ammodernamento di aule didattiche nella scuola al fondamentale contributo per la realizzazione del centro infermieristico alla donazione di un defibrillatore, solo per fare qualche esempio.

Volontari12«Con la Cangina, per esempio – ci racconta Lippi – tutti i lunedì sera per quattro mesi diamo da mangiare a centinaia di persone. Noi siamo qui, ci mettiamo la faccia, quando c’è un problema cerchiamo il modo di risolverlo e siamo pronti anche a subire eventuali contraccolpi, non ci tiriamo indietro». Eppure, nonostante questo radicamento che, dice Lippi, si vede anche nelle urne con le percentuali di voto al Pd, gli iscritti da anni sono in calo. «Adesso siamo a 150, il minimo storico. Ne abbiamo avuti anche 500 in passato. Perché? Beh, di sicuro ha contribuito l’idea di partito leggero di Renzi, dove il simpatizzante contava quanto un iscritto. E così tanta gente anche se continua a rivolgersi a noi, magari la tessera non la fa». I social? Le app? Possono funzionare? «Tutto può servire, ma qui noi siamo abituati a parlarci di persona. Il direttivo si è riunito anche la settimana scorsa, siamo una quindicina quasi sempre tutti presenti e discutiamo di politica. Qui da noi non ci sono mai state scissioni, nessuno se ne è mai andato anche se non eravamo d’accordo con il segretario». Dunque a Savarna fughe verso i renziani non ne temono, così come non le hanno temute con l’uscita di Bersani & Co. «Noi eravamo con Bersani quando era segretario, ma nessuno l’ha seguito fuori dal partito. Noi qui abbiamo le nostre regole di campagna: si sta dentro al partito e si continuano a portare le proprie ragioni».

Spaccata in tabaccheria: recuperati seimila euro di sigarette ma i ladri scappano

Colpo nella notte in zona Bassette: in azione due uomini che hanno speronato la volante della questura e poi hanno proseguito a piedi

Senza Titolo1I ladri sono riusciti a scappare alle guardie, a piedi dopo aver speronato la pattuglia, ma hanno dovuto abbandonare il bottino che è stato restituito al proprietario. È l’epilogo della spaccata, tra le 2 e le 3 dell’11 ottobre, alla tabaccheria Fumhouse in via Di Vittorio a Ravenna (zona Bassette). Due uomini avevano portato via seimila euro di sigarette. La polizia è al lavoro sugli indizi disponibili nel tentativo di dare una identità agli autori del colpo.

Senza TitoloA far intervenire la volante della questura è stato un camionista che ha telefonato al numero unico 112 per segnalare che due individui, con volto coperto da passamontagna, stavano entrando nella tabaccheria. All’arrivo degli agenti, i due hanno abbandonato una cassetta e un bidone in plastica (poi risultati colmi di pacchetti di sigarette) e a bordo di una Bmw hanno tentato la fuga speronando la volante che sbarrava la strada. L’auto dei ladri è finita contro delle fioriere in cemento e non ha più potuto proseguire. I due malviventi sono scappati a piedi in direzioni opposte, riuscendo a far perdere le loro tracce nonostante sul posto fossero confluite anche una seconda volante e le pattuglie dei carabinieri disponibili.

Senza Titolo3I due autori del furto erano riusciti ad introdursi nel negozio dopo averne forzato la porta d’ingresso. La Bmw è risultata essere stata rubata la settimana scorsa a Bologna mentre le targhe applicate alla stessa sono state rubate a Modena.

Una tv degli Emirati Arabi intervista Giovinco, attaccante del Ravenna in serie C

Il 29enne è il fratello di Sebastian, giocatore che ha vinto due scudetti con la Juventus e ora milita nel Al-Hilal in semifinale della Champions League asiatica

IMG 7597La televisione Al Arabiya, emittente degli Emirati Arabi, ha intervistato stamani, 11 ottobre, il calciatore Giuseppe Giovinco, 29enne attaccante del Ravenna che milita in serie C. Il servizio, come spiega l’ufficio stampa della società giallorossa, nasce dalla volontà di cercare di stimolare lo sviluppo del calcio nel paese mediorientale: le domande hanno spaziato dall’esperienza di Giuseppe nel Ravenna al rapporto con il più celebre fratello Sebastian (due scudetti con la Juventus) che gioca nel Al-Hilal ed è prossimo alla semifinale della Champions League Asiatica.

A tirare le redini del tutto il giornalista egiziano Rifaat Al Nagar, una vera istituzione nel campo, con ben dieci mondiali seguiti come inviato ed il piacere di avere intervistato, fra gli, altri fuoriclasse come Van Basten, Falcao, Maradona. Una bella vetrina sia per Giovinco, ma anche per tutta la squadra, alla luce del seguito della emittente araba che conta un bacino di utenza di circa 250 milioni di spettatori.

Attualmente Giovinco è fermo per infortunio dopo un ottimo iniizio di stagione con 4 gol e 2 assist in 7 gare.

«Il locale tecnico è ancora in piazza Kennedy tre anni dopo le promesse del sindaco»

Terza interrogazione presentata in consiglio comunale da Ancarani (Forza Italia) sull’impegno ribatito più volte dalla giunta di trovare una soluzione meno impattante per il padiglione funzionale ai servizi dell’area

Vano Tecnico Piazza KennedySono passati quasi tre anni da quando il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, in consiglio comunale annunciò l’impegno per sostituire «in un tempo ragionevole» il vano tecnico di piazza Kennedy con qualcosa «non impattante ma di qualità e funzionale» al mantenimento dei servizi dell’area, ma la struttura è ancora al suo posto inalterata nella forma e nella posizione e il consigliere comunale Alberto Ancarani (Forza Italia) ne ha fatto una battaglia personale con la terza interrogazione appena presentata.

A gennaio 2017 fu discussa in consiglio la petizione che chiedeva la rimozione dei bagni pubblici installati a seguito della riqualificazione. Il primo cittadino aveva annunciato che i bagni sarebbero stati rimossi, come effettivamente è accaduto. Rispondendo ad un’identica interrogazione presentata a giugno 2017 l’assessore Roberto Fagnani (Lavori pubblici) dichiarava che erano allo studio varie soluzioni e che entro la fine del 2017 si sarebbe provveduto a dare attuazione alle promesse. Ad aprile 2018 ancora Fagnani sosteneva che essendo intervenute le norme antiterrorismo lo studio necessario per modificare l’assetto del vano tecnico di Piazza Kennedy risultava più complesso del previsto.

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Alberto Ancarani

Ora il consigliere di centrodestra si chiede se il sindaco abbia cambiato idea rispetto alle sue dichiarazioni: «In questo caso dovrebbe avere la compiacenza di annunciarlo con analoghe modalità senza sperare che quanto detto venga eventualmente dimenticato dai cittadini». E quindi il forzista nuovamente tira l’amministrazione per la giacchetta: «Confermi quanto dichiarato ormai 36 mesi fa per rendere meno impattante il “locale tecnico in piazza Kennedy”? Non ritiene di doversi scusare con i cittadini per il ritardo fra quanto annunciato e la realizzazione della promessa? Quali tempistiche è lecito attendersi per arrivare al risultato annunciato?».

Auto e moto: in provincia un veicolo su quattro non è assicurato

I dati dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale

RAVENNA 28/07/2019. INCIDENTE SULLA SS16 ADRIATICA CORSIA NORD NEI PRESSI ESPIn provincia di Ravenna un veicolo su quattro tra auto e moto non è assicurato. Il dato risale a marzo 2019 e lo rileva una analisi dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale. Nel dettaglio si tratta del 19,07 percento degli autoveicoli e del 61,79% dei motoveicoli. A livello regionale la percentuale è del 24,78 dei mezzi: in testa alla classifica la provincia di Rimini con il 28,12, seguita da Bologna con il 25,88 e Modena con il 25,03.

Recentemente sono state apportate modifiche all’articolo 193 del Codice della Strada in base al quale se si circola senza copertura assicurativa si rischia, la prima volta, la decurtazione di cinque punti dalla patente con sanzioni che variano da 868 a 3.471 euro. In caso di recidiva per due volte in un anno, la sanzione pecuniaria viene raddoppiata prevedendo anche la sospensione della patente da uno a due mesi, il fermo per i 45 giorni successivi all’illecito. «Incredibilmente queste misure – spiega Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio –, se non accompagnate da una forte azione repressiva, rischiano di far aumentare i pirati che, dopo aver commesso un incidente di fronte alla prospettiva di vedersi bloccata l’auto potrebbero decidere di fuggire».

Per tutelare le vittime di incidenti in cui il responsabile è privo di assicurazione o se rimane anonimo esiste un fondo di garanzia ma in molti casi la pratica di risarcimento comporta per il richiedente tempi di attesa infiniti e a volte la necessità di ricorrere in giudizio.

L’Osservatorio precisa che in Italia vige ancora la possibilità di polizze sospendibili: un mezzo immatricolato e idoneo alla circolazione può non pagare l’assicurazione se in disuso o fermo per periodi di tempo limitati, purchè sia parcheggiato all’interno di un garage, di un’autorimessa o di un cortile privato.

Donna travolta da un treno, probabile suicidio. Ritardi per i collegamenti

L’investimento all’altezza di Camerlona. L’auto trovata chiusa a poca distanza

Una dona è stata travolta da un treno in transito sulla linea Ravenna-Ferrara all’altezza di Camerlona, a circa un km dalla stazione di Mezzano. È accaduto verso le 13.30 di oggi, 11 ottobre, e molto probabile che si sia trattato di un gesto volontario. La donna era infatti sui binari in un punto molto distante dalla stazione e la sua autovettura è stata trovata parcheggiata e chiusa a poca distanza da dove è avvenuto l’impatto. L’investimento ha causato ripercussioni sul traffico ferroviario con ritardi e modifiche all’orario dei collegamenti.

Valle della Canna, Lega: «Un progetto di Romagna Acque trascurato dagli enti»

Il deputato Jacopo Morrone rende note le informazioni ricevute dal ministero nella risposta al question time del Carroccio. In consiglio regionale i Cinque Stelle chiedono che il parco venga commissariato. Nuovo sopralluogo delle autorità per verificare gli effetti dell’immissione di acqua. Oltre duemila volatili morti

«Romagna Acque avrebbe recentemente presentato un progetto di riordino della rete idrica esistente e di un manufatto per immettere acqua nei periodi di siccità nella valle della Canna, progetto attualmente in fase di analisi da parte della Regione. È evidente allora che il problema era noto, ampiamente preannunciato dalle associazioni venatorie, ma i ritmi blandi della macchina regionale e la trascuratezza dell’amministrazione ravennate non hanno tenuto conto di quanto fosse urgente intervenire». Il deputato della Lega e segretario del Carroccio in Romagna, Jacopo Morrone, rende nota l’informazione contenuta nella risposta ricevuta dal ministero dell’Ambiente a un question time, sottoscritto anche da altri parlamentari leghisti, dove si sollecitava un intervento per appurare le cause della moria di oltre duemila volatili (secondo alcune stime circa la metà dell’avifauna presente). «La svolta green delle politiche regionali dell’Emilia-Romagna – insiste Morrone – crolla di fronte al disastro della valel della Canna dove l’incuria cronica da parte delle varie amministrazioni ha determinato le condizioni per l’eccezionale moria di volatili»

Morrone fa presente che l’ente Parco del Delta del Po, stando a quanto riferisce il ministero, considera le cause dell’intossicazione da botulino non ancora certe, cause che potrebbero essere associate alle condizioni ambientali della valle nel periodo: «La gestione idraulica dell’area, secondo quanto si legge nella risposta, è seguita dal Comune di Ravenna, sentito l’ente Parco. Ma è evidente che molto è andato storto».

La risposta del Governo si concentra sulla delicata situazione della valle: “Il mantenimento di un livello idrico di 20/30 cm – è il chiarimento ricevuto da Morrone – pur favorendo il proliferare dell’avifauna ha come contrindicazione, in estate, il prosciugamento di alcune aree con la conseguente necessità di re-immissione idrica”. Il leghista taglia corto: «Il problema vero  sono i ritardi e la negligenza degli enti responsabili».

Per Giulia Gibertoni dei Cinquestelle, che ha presentato un’interrogazione rivolta al governo regionale, «è necessario, dal punto di vista politico, dare un primo segnale doveroso pensando all’azzeramento dell’attuale governance del parco del Delta del Po». La consigliera lamenta l’assenza di una «strategia complessiva di conservazione della biodiversità e di promozione della sostenibilità». Il commissariamento, rimarca, «resta l’unica soluzione auspicabile per far ripartire un territorio che oggi più che mai ha bisogno di un parco che operi nell’esclusivo interesse delle comunità».

Potere al Popolo confida in un procedimento penale per disastro ambientale e chiede che i responsabili del disastro, da sempre sordi alle sollecitazioni degli ambientalisti, paghino per la distruzione di un’area umida protetta fra le più importanti d’Italia.

Il caso in tutti i suoi aspetti sarà trattato dalla commissione consigliare Ambiente del Comune di Ravenna che sarà convocata d’autorità entro venti giorni, a termini di legge, in seguito all’iniziativa di Lista per Ravenna in collegamento con Lega Nord e Forza Italia. Due i punti principali in discussione: le cause strutturali dell’asfissia della valle e le mancanze della sua gestione. «I primi uccelli con segni di intossicazione sono stati osservati almeno dagli inizi di settembre: come mai non se n’è saputo niente fino al 2 ottobre, quando è stata avviata la raccolta degli uccelli morti o morenti o allo stremo? Quanti sono stati gli uccelli raccolti e quanti i sopravvissuti?».

Intanto stamani, 11 ottobre, le autorità hanno fatto un nuovo sopralluogo nelle aree sotto sequestro per valutare l’evoluzione dell’emergenza dopo giorni in cui si sta immettendo nuova acqua nella valle. Il Parco del Delta del Po comunica che «il picco emergenziale, nel frattempo, pare sia in fase di rientro, come emerso dalle riunioni del tavolo tecnico». Il comitato esecutivo ha modificato il decreto presidenziale che sospendeva tutta la caccia nel raggio di 3 km dalla zona interessata di valle Mandriole, o valle della Canna. Il nuovo provvedimento, rispetto al precedente, sospende l’attività venatoria limitatamente ai soli uccelli acquatici, mentre elimina il divieto temporaneo per ciò che riguarda le altre specie, non interessate in alcun modo dall’episodio di botulismo. L’area nella quale vige il provvisorio divieto di caccia degli uccelli acquatici viene estesa rispetto al provvedimento precedente e fatta coincidere con confini fisici ben determinati.

Dissesto idrogeologico in collina, 375mila euro per 8 interventi sulla viabilità

I comuni di Brisighella, Casola e Riolo saranno destinatari dei fondi della Regione nell’ambito di un paio che stanzia 5 milioni per 70 cantieri in 50 comuni delle zone appenniniche

Ripristino di strade, ricostruzione di banchine, consolidamento di versanti interessati da frane, lavori di risistemazione dell’assetto idrogeologico del territorio. Sono 8 gli interventi urgenti in provincia di Ravenna, finanziati dalla Regione con 375mila euro, per riparare i danni alla viabilità e alla circolazione stradale causati dagli episodi di maltempo che hanno colpito le aree collinari e montane nel triennio 2017-2019.

In particolare, a Casola Valsenio vanno 60mila euro per l’intervento di ripristino del transito stradale di via Cortine (Rio Cestina), 55mila per la ricostruzione della banchina in via della Cestina, località Cà di Zabatto, 40mila per il ripristino del transito in condizioni di sicurezza in via Sintria, località Campoloro, e ulteriori 30mila per la messa in sicurezza della strada comunale via Soglia in corrispondenza della “Curva Benelli”. A Riolo Terme per il ripristino dell’assetto idrogeologico della via Rio Vecchio sono destinati 75mila euro e ulteriori 20mila per analogo intervento su via Bertozzi. Infine, a Brisighella l’impegno è di 50mila euro e di ulteriori 45mila per opere di sostegno e regimazione acque in zona via Montecchio e per lavori di sistemazione della scarpata a monte di via Valpiana.

Gli interventi ravennati fanno parte di un piano complessivo regionale per le aree montane che prevede un importo complessivo di 5 milioni di euro per 70 interventi in oltre 50 comuni delle otto province appenniniche e saranno realizzati grazie ad uno stanziamento aggiuntivo messo a disposizione dell’Agenzia regionale di Protezione civile nell’ambito della manovra di assestamento del bilancio regionale triennale 2019-2021.

Il cielo di un vicolo si riempie con i gabbiani di legno creati dai detenuti

In centro storico l’opera artistica ideata da Giorgia Pettinari e realizzata con la collaborazione dei carcerati

19 10 11 L'eco Del Fiume 1Nel cielo incastrato tra le facciate dei palazzi di vicolo Gabbiani Ravenna, in centro storico, ora vola uno stormo di gabbiani. È stata infatti completata “L’Eco del Fiume”, installazione artistica ideata da Giorgia Pettinari e realizzata insieme a un gruppo di detenuti della casa circondariale di via Port’Aurea durante un laboratorio che li ha coinvolti per un intero semestre. L’opera che ha permesso ai detenuti di esprimere la loro creatività – pensata dall’artista originaria di Senigallia e formatasi all’Accademia di Belle arti di Ravenna – è stata installata nel punto dove un tempo scorrevano i fiumi Lamone e Padenna. Presenti alla conclusione del progetto di arte urbana l’assessora alla Partecipazione, Valentina Morigi, e la direttrice del cercere Carmela De Lorenzo.

A dicembre del 2017, con la manodopera dei detenuti era stato inaugurato nella sede carceraria  uno spazio polivalente cui è stato dato il nome “Gabbia-No”. «Per un felice incrocio di destini – ha detto De Lorenzo – dopo qualche mese una giovane artista ha bussato alle nostre porte con l’idea di realizzare dei modelli di gabbiano in compensato, da installare in vicolo dei Gabbiani, per ricordare a tutti che Ravenna è una città di mare. È stato così che  l’idea del volo e della libertà ha messo insieme persone che difficilmente si sarebbero incontrate offrendo la possibilità di diventare migliori».

19 10 11 L'eco Del Fiume 4Il finissage dell’opera è stato accompagnato dalla riproduzione audio del suono dell’antico fiume ed è stata apprezzata dai residenti, dai passanti e dai titolari delle attività commerciali in zona: «Il Comune – ha affermato Morigi – è da tempo impegnato in una proficua collaborazione con la casa circondariale per contribuire al miglioramento delle condizioni delle persone detenute e alla possibilità di un loro reinserimento nella comunità. Attraverso questo progetto di arte urbana la città ha avuto la possibilità di incontrare la realtà del carcere e di mettere in comunicazione “il mondo dentro e il mondo fuori” che, oggi più che mai, hanno necessità di conoscersi, incontrarsi e sviluppare empatia e inclusione sociale».

La Croce Rossa fa scuola alle Fiamme Gialle: lezioni di primo soccorso

Una mattinata con simulazioni di emergenze e insegnamenti teorico-pratici per la guardia di finanza

FotoNell’ambito del percorso di formazione degli uomini e delle donne in divisa, al comando provinciale della guardia di finanza di Ravenna nella mattinata di ieri, 10 ottobre, si è tenuto un corso di primo soccorso curato dalle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana locale. Lo scopo è quello di preparare gli operatori di polizia a saper fronteggiare, in sicurezza, le diverse situazioni di emergenza che si potrebbero presentare durante l’attività di servizio.

Il personale della Cri di Ravenna ha tenuto una lezione sia teorica che pratica, durante la quale sono stati simulati diversi contesti emergenziali nei quali qualsiasi operatore si può imbattere, anche libero dal servizio. I Finanzieri hanno potuto così apprendere e mettere in pratica le principali manovre di rianimazione di un soggetto infortunato, in modo da contribuire concretamente a salvare una vita in pericolo nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi professionali.

Parcheggi per alberghi, 500 posti in tre aree entro tre anni: presto via ai lavori

Investimento da due milioni di euro del consorzio che riunisce dodici imprenditori turistici: uno dei primi casi di aree di sosta realizzate dopo un bando comunale (diritto di superficie per 90 anni). Si attende la firma della convenzione

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Mauro Modanesi davanti all’area di via Volturno a Cervia dove sorgerà uno dei parcheggi

Il consorzio Cervia Parcheggi, composto da dodici imprenditori turistici cervesi che rappresentano l’80 percento del settore ricettivo dell’area adiacente al lungomare, nei mesi scorsi ha vinto il bando comunale che assegna in diritto di superficie, per 90 anni, tre aree per la realizzazione di 500 posti auto pertinenziali agli edifici alberghieri dei consorziati e in questi giorni è prevista la sottoscrizione della convenzione necessaria per aprire i cantieri che dovrebbero durare circa tre anni (se i tempi di sottoscrizione saranno rapidi forse un primo parcheggio potrebbe essere disponibile già dalla stagione turistica 2020). L’investimento totale si aggira sui due milioni di euro. I parcheggi saranno due a Cervia e uno Pinarella: al momento solo una delle aree, in via Volturno a Cervia, è stata individuata in via definitiva mentre per le altre due ancora sono da definire i dettagli.

Da 15 anni il consorzio ha come scopo l’aggregazione imprenditoriale finalizzata al miglioramento della qualità dei servizi turistici legati alla mobilità: «Lavorando in sinergia con l’amministrazione comunale, con i privati e con il privato sociale – si legge in un comunicato divulgato dal consorzio – Cervia Parcheggi punta a una mobilità e un turismo green visti come basi per l’ulteriore crescita turistica della città, vocata ad un turismo sostenibile in un ambiente unico nel panorama italiano fatto di mare, spiaggia, saline, pinete».

Quello di Cervia si annuncia come uno dei primi casi in Romagna di parcheggi pertinenziali ad uso del recettivo realizzati a seguito di un bando pubblico: «Aver vinto il bando – spiega Mauro Modanesi, presidente del consorzio – è al tempo stesso una grande soddisfazione e una grande sfida, nella quale investiremo due milioni di euro, sicuri che si tratti di un’operazione fondamentale per creare valore aggiunto alle realtà ricettive che aderiranno. Oggi è sempre più forte l’esigenza di aumentare i servizi per i clienti degli hotel e per la città di Cervia: i parcheggi verranno dotati di servizi di noleggio biciclette e pensiamo di produrre in loco l’energia da fonti rinnovabili da pannelli fotovoltaici per essere autosufficienti e trasferirla alle auto in sosta».

Nei giorni scorsi il consorzio ha partecipato al tavolo cervese organizzato all’Ospitality Day di Rimini per la giornata dedicata all’ospitalità andata in scena al Palacongressi. La delegazione ha avuto modo di partecipare al dibattito sulla valorizzazione dell’impresa alberghiera e degli immobili ad uso turistico.

Tutti insieme per Nutrire Ravenna: si parla di lotta a povertà e spreco alimentare

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La deputata Maria Chiara Gadda

Sabato 12 ottobre, dalle 9 alle 13, al Grand Hotel Mattei di Ravenna, prendono il via le iniziative del progetto “Nutrire Ravenna” con il convegno “Lotta alla povertà e spreco alimentare come occasione di sviluppo”, al quale parteciperà, fra gli altri, l’onorevole Maria Chiara Gadda, deputata promotrice della legge 166/2016 “Legge antispreco”. Nel corso della stessa giornata in diversi punti vendita Coop sarà attiva l’iniziativa “Dona la spesa”, raccolta beni alimentari a favore delle associazioni del territorio.

Da sabato 12 ottobre al 30 novembre, nella sala espositiva di via Berlinguer 11, sarà inoltre possibile visitare la mostra “I buoni del pane, il pane dei buoni” a cura di  ENGIM, CheftoChef/Ravenna Food, associazione Internazionale menù storici; la mostra sarà visitabile fino al 30 novembre.

Il progetto, sostenuto e in gran parte finanziato dal Comune attraverso l’assessorato ai Servizi sociali guidato dall’ assessora Valentina Morigi, è partito nel 2015 e ad oggi ha ampliato la rete dei  diversi soggetti aderenti che, coordinati dallo stesso Comune, lavorano fra loro con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sullo spreco alimentare e sul diritto al cibo nel territorio, coinvolgendo le intere filiere alimentari (dalla trasformazione alla distribuzione), intercettando il bisogno e cercando di sviluppare ogni possibile forma di contrasto alle nuove povertà alimentari.

Gli altri appuntamenti.
Martedì 15 ottobre, dalle 15 alle 18, nella sala delle assemblee della Confesercenti, in piazza Bernini 7, si terrà l’incontro “La lotta allo spreco alimentare nelle imprese: strategie e suggestioni”. Inquadramento normativo e presentazione della piattaforma BitGood, a cura di Confesercenti Nazionale, BitGood,Chef to Chef.

Sabato 23 novembre, dalle 9 alle 18, nella sede della Nuova Fondazione Villaggio del Fanciullo, si terrà il convegno “Indovina chi viene a pranzo? Esperienze e progetti di mense, cucine e cibo contro la povertà alimentare”, a cura delle associazioni coinvolte nel progetto “Ecologia di Comunità”; partecipa, fra gli altri, l’attore Ivano Marescotti.

Lunedì 25 novembre, dalle 10 alle 18, nell’Officina del Ristoro in via Sansovino 17, si terrà il corso di formazione “Pari dignità fra prodotti e fra persone” per addetti alle mense sociali, alla ristorazione e per tecnici e volontari delle filiere antispreco degli alimenti, promosso dalle associazioni del progetto Ecologia di Comunità.

Sabato 30 novembre, all’osteria Passatelli, in via Ponte Marino 19, avrà luogo l’evento finale “Un pranzo per due”, nell’ambito del progetto “Ristoranti aperti” a cura delle associazioni coinvolte nel progetto “Nutrire Ravenna”.

Le associazioni di volontariato e di categoria, gli enti e organismi pubblici e privati coinvolti: Arci Provinciale Ravenna, Auser volontariato territoriale Ravenna, Avvocato di strada, Caritas, Centro Sociale “Le Rose”, Chef to Chef Ravenna, Comitato cittadino antidroga, Comitato Rompere il Silenzio, Dormitorio Buon Samaritano Parrocchia San Rocco, Kirekò (coop soc Onlus), Femminile e maschile plurale, Mistral, Ora e sempre Resistenza, Ortisti di strada, Per gli altri, Progetto crescita, RibellArti, Saperi e Sapori, Slow food Ravenna, Camst, Engim Emilia-Romagna, Hera spa, Confcommercio, Cna, Confesercenti,  gelateria Il divino, Jem s.r.l.s.

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