Strage di uccelli nella Valle della Canna, il Comune: «Situazione in miglioramento»

Pochi gli esemplari morti di specie protette. Venerdì 11 ottobre un nuovo sopralluogo

Fenicotteri Valle Canna

I fenicotteri nella Valle della Canna

Questa mattina (9 ottobre) si è riunito il tavolo tecnico per l’emergenza di Valle della Canna convocato in via straordinaria dall’amministrazione comunale per monitorare la situazione.

Presenti al tavolo tutti gli enti e gli attori a vario titolo coinvolti nelle fasi relative al conclamarsi di un episodio acuto di contaminazione da botulino di tipo C che ha causato la moria di migliaia di anatidi (Comune di Ravenna, Servizio agricoltura caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, Romagna acque, Ravenna servizi industriali, Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile – aree Romagna e Reno e Po di Volano, Parco delta del Po, Polizia provinciale, servizio Veterinario Ausl Romagna, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Carabinieri forestali, Guardie ecologiche volontarie, Guardie venatorie volontarie, Centro recupero animali selvatici, Sevizio aree protette della Regione Emilia-Romagna).

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Dalla mattina di sabato 5 ottobre è stata fornita acqua in quantità pari a circa 65 mila metri cubi al giorno, e l’immissione proseguirà fino a domenica 13, portando il livello a un massimo di 10/15 centimetri e oltre in tutta la valle.

“La situazione è in miglioramento – si legge in una nota del Comune di Ravenna – e questo porta a ritenere che il picco della diffusione della contaminazione sembra ormai superato, ferma restando la necessità di attendere l’esito dei monitoraggi specifici previsti nei prossimi giorni”.

I dati raccolti venerdì 4 ottobre riportavano il recupero di circa 1.600 volatili morti e circa 200 convalescenti (in massima parte salvati grazie alle operazioni di somministrazione di antibiotico ad ampio spettro e di soluzione fisiologica da parte di volontari); nella quasi totalità si tratta di anatidi di specie non protette, mentre sono risultati pochi gli esemplari di specie protette (una quindicina). Martedì 8 ottobre sono stati recuperati circa 500 volatili morti e 21 vivi (nelle medesime proporzioni).

Per proseguire con il monitoraggio della situazione, in accordo con tutti gli enti, è stato convenuto un sopralluogo congiunto venerdì 11 ottobre di Polizia provinciale, Carabinieri forestali, Ispra, Parco del Delta e tecnici comunali al fine di valutare se la fase di emergenza possa considerarsi conclusa.

“Per quanto riguarda l’attività faunistico venatoria, Regione Emilia-Romagna e Parco del Delta – per le zone territoriali di rispettiva competenza – si muoveranno in maniera coordinata al fine di adottare gli atti idonei alla situazione emergenziale dovuta all’episodio”, termina la nota del Comune.

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