L’annuncio del titolare su Facebook: dopo l’evento inaugurale si torna all’orario regolare
Riapre i battenti nel pomeriggio di domani, martedì 26 marzoalle 17, il Baretto di Marina di Ravenna. Ad annunciarlo sulla sua pagina Facebook è uno dei titolari, Alberto Moretti. L’evento è previsto dalle 17 alle 19, poi da mercoledì apertura regolare. Dopo quasi undici anni, dunque, il Baretto di Marina di Ravenna torna nella sua storica location, sul molo.
Tra le vie Don Carlo Sala e Antica Milizia nasce il “Cesarea”. Al “Baronio” invece in arrivo nuove piazzette, aspettando gli arredi definitivi e il bar-ristorante
La mappa del nuovo parco Cesarea (a sinistra in verde)
Si va completando quanto previsto nel lontano 1993, quando il Comune di Ravenna, in occasione della variante generale del Piano Regolatore, adottò per la prima volta un Piano di settore del Verde. Prevedendo in particolare la costituzione di tre parchi urbani, il Teodorico (inaugurato poi effettivamente a fine anni novanta), il Baronio – la cui realizzazione (partita nel 2013) è ancora in corso ma è già da diverso tempo frequentato, soprattutto dagli amanti delle camminate – e il Cesarea, al momento invece ancora solo sulla carta. I lavori partiranno però a breve, entro pochi mesi, con il progetto esecutivo del primo stralcio in fase di approvazione.
Si tratta di un’area complessiva di circa 9 ettari (quasi come il parco Teodorico) ricompresa tra via Antica Milizia, via Don Carlo Sala e lo scolo Lama, tra i campi sportivi del Dribbling e il nuovo centro Kirecò. Si tratta anche del primo intervento di un vasto programma di urbanizzazione dell’area che dovrà andare avanti di pari passo, proposto dal consorzio Antica Milizia Stradone, che sta dunque realizzando uno dei (pochi) cosiddetti “articolo 18” (un accordo tra pubblico e privato previsto dalla legge regionale del 2000) che impone ai costruttori (in questo caso di un’area che sarà prettamente residenziale) investimenti anche di pubblica utilità. Come appunto il parco Cesarea, che dopo il primo stralcio di lavori (da circa 900mila euro, su un progetto complessivo da 2,2 milioni) passerà comunque in mani comunali. Così come accaduto con il parco Baronio, si partirà anche in questo caso con la realizzazione di un piccolo lago artificiale che servirà anche – ci spiega il progettista Antonio Stignani, dello studio ravennate di architettura del paesaggio Paisà – per movimentare il terreno e alzare una sorta di filtro tra la città e il parco stesso, con l’obiettivo anche di insonorizzarlo. Sempre nell’ambito del primo stralcio verrà quindi realizzato anche il percorso principale e il primo dei tre giardini di quartiere (da 10mila metri quadrati ognuno circa) previsti nel progetto complessivo – elaborato in collaborazione con lo studio Zucchi di Milano – particolarmente innovativo grazie ai percorsi ciclopedonali che li attraverseranno trasversalmente, direttamente accessibili dalle case. Nel progetto del parco è prevista anche un’area ristoro (che si andrà quindi ad affiancare al già presente, nei pressi, centro Kirecò) fondamentale per dare vera “vita” a un parco, secondo Stignani, che ne auspica la realizzazione presto anche nel Baronio, progettato sempre dal suo studio. «Il parco Baronio è ormai maturo per cercare di sfruttare tutte le sue potenzialità – dice Stignani –. Mi auguro che si faccia presto un bando pubblico per la realizzazione di un’area ristoro che potrà diventare un punto di riferimento per le famiglie e non solo».
I nuovi alberi al Parco Baronio
L’assessore all’Ambiente del Comune, Gianandrea Baroncini – confermando comunque l’intenzione dell’Amministrazione di realizzare il bar-ristorante come da progetto – rimanda però la questione al 2020, insieme a quella relativa all’area giochi, annunciando invece un nuovo stralcio per il 2019 da circa 150mila euro per la realizzazione del collegamento ciclopedonale con via Fiume Montone Abbandonato e di sei nuove piazzette lungo il percorso ad anello, che in futuro dovranno ospitare gli arredi definitivi del parco. Da poco è stato invece completato un altro stralcio da quasi 150mila euro che ha permesso di piantare altri circa 390 alberi e di realizzare l’impianto di irrigazione.
La società è fallita nel 2016, secondo la Finanza drenati dieci milioni di euro grazie ad una società di comodo tunisina
Due imprenditori forlivesi ma da sempre attivi a Cervia sono stati arrestati nella mattinata del 25 marzo nell’ambito dell’operazione denominata “Arca di Noè”. L’azienda, specializzata nella costruzione di gommoni d’emergenza e attiva dal 1988, era stata dichiarata fallita nel novembre del 2016 con un passivo di circa venti milioni di euro. Secondo la Guardia di Finanza, che questa mattina ha illustrato i dettagli dell’operazione, una decina di milioni sarebbero stati fatti transitare in una società tunisina – riconducibile agli stessi due soggetti – mentre gli asset sani dell’azienda (macchinari, marchi, pacchetto clienti) è passato ad una newco costituita ad hoc, tuttora attiva con una quarantina di dipendenti.
Le due persone arrestate sono un sessantenne che è presidente del Cda e la di lui moglie, vice presidente e sua coetanea. L’azienda era un’eccellenza del settore, tanto da avere importanti commesse pubbliche, tra cui la Marina Militare e fatturava circa 35 milioni di euro l’anno. Fino al 2013 c’erano circa 120 dipendenti, poi una parte di essi è stata posta in cassa integrazione, un’altra è passata sotto una nuova società, sulla quale non ci sarebbero per ora indagini.
Tutto è nato da una verifica fiscale iniziata due anni fa, dopo che la richiesta di concordato fallimentare era naufragata. A quel punto il tribunale ha passato le carte alla procura (a coordinare le indagini il pm Daniele Barberini). La base imponibile evasa è risultata essere sette milioni di euro ma, soprattutto, i finanzieri hanno scoperto strane operazioni con una società operante in Tunisia, nel periodo 2013-2015. Poco prima di avanzare la domanda di concordato – è l’ipotesi investigativa – i due coniugi hanno distratto dieci milioni di euro usando tale società come una sorta di cassaforte di famiglia. «Un tempo il bancarottiere – dice il comandante delle Fiamme Gialle di Ravenna, Andrea Fiducia – era colui che si prendeva i soldi dell’azienda e scappava in paradisi fiscali. Oggi invece si moltiplicano i casi di persone che tentano di stare sul mercato con una società del tutto simile a quella precedente, pulita però dai debiti». Un modo di fare che danneggia creditori ed erario. Il tenente colonnello Pasquale Arena, che ha seguito le indagini, aggiunge un dettaglio indicativo: il sei novembre 2016 i due, senza chiedere all’amministratore straordinario nominato dal tribunale, hanno incassato circa 2,5 milioni in assegni circolari. Il fallimento sarebbe arrivato pochi giorni dopo, il 10 novembre. I reati ipotizzasi sono bancarotta fraudolenta e omesso versamento di ritenute fiscali.
Volley Superlega / Quinta sconfitta consecutiva per i ravennati, che nell’ultima partita della stagione cedono al tiebreak contro l’Emma Villas
Siena-Ravenna 3-2 (18-25, 25-23, 26-28, 25-14, 15-12)
EMMA VILLAS SIENA: Giraudo 5, Hernandez 35, Van de Voorde 15, Cortesia 6, Ishikawa 10, Savani 7, Giovi (L), Marouf, Mattei, Caldelli, Maruotti 11. Ne: Spadavecchia, Vedovotto, Crivellari. All.: Cichello.
CONSAR RAVENNA: Saitta 4, Rychlicki 25, Verhees 8, Elia 8, Poglajen 15, Lavia 11, Goi (L), Di Tommaso, Raffaelli 3, Argenta. Ne: Russo, Smidl, Marchini. All.: Graziosi.
ARBITRI: Zavater di Roma e Goitre di Torino.
NOTE – Siena: 19 bs, 10 bv, 9 errori, 13 muri; Ravenna: 11 bs, 5 bv, 9 errori, 12 muri. Durata set: 25’, 28’, 35’, 23’, 17’ (tot. 128’). Spettatori: 1358 per un incasso di 9109 euro. MVP: Hernandez.
Davide Saitta e Alberto Elia a muro nel match perso dalla Consar a Siena
Due ore e undici minuti all’andata; tre minuti in meno al ritorno: le prime due partite di Superlega tra Consar e Emma Villas sono state due autentiche battaglie sportive. Questa volta la spunta Siena che può contare su un Hernandez in stato di grazia: MVP con 35 punti, 7 ace, tre muri e un 51% in attacco e sul sorprendente Van de Voorde, che stampa 15 punti, e Ravenna, invece, che in tutti i fondamentali è praticamente alla pari con gli avversari, si rammarica per la grande occasione sprecata nel secondo set, quando in vantaggio 1-0 e 23-20, presta il fianco alla reazione dei padroni di casa, finendo per far cambiare direzione al match. La vittoria che voleva per finire in bellezza non è arrivata, chiudendo quindi con ben cinque ko di fila, ma questa Consar va salutata, al suo congedo dal campionato, con tutti gli onori: salvarsi in questa Superlega, rivelatasi molto ostica, con quattro giornate d’anticipo, con tanti pronostici contro, è stato un vero capolavoro.
Sestetti titolari Due novità nel sestetto Consar: giocano Elia e Lavia al posto di Russo e Raffaelli. Cichello dà spazio a Giraudo in cabina di regia e alla coppia Cortesia-Van de Voorde al centro: l’opposto Hernandez e gli schiacciatori Ishikawa e Savani completano il sestetto toscano, con Giovi libero. Primo set La prima accelerata della partita porta la Consar sul +4 (4-8) con la firma di Rychlicki e Lavia, top scorer poi del set con 5 punti a testa. Dopo il time out di Cichello Hernandez e Van de Voorde provano a scuotere i compagni ma la Consar non cala la sua attenzione e la sua intensità e con un attacco molto incisivo (74%) aumenta progressivamente il vantaggio, portando a casa il set grazie anche a un ottimo muro (5 punti) e ai 5 errori al servizio dell’Emma Villas.
Secondo set Le due squadre partono punto a punto, poi un attacco di Rychlicki, un ace di Poglajen e un muro di Verhees mandano Ravenna sul +3 (6-9). Qui Siena ha un sussulto e piazza un break di 4 punti che vale il sorpasso. Rychlicki ripristina subito la parità e apre una nuova fase di punto a punto. Due grandi muri e un ace di Poglajen spingono Ravenna a + 3 (16-19). Sembra fatta con la Consar a quota 23 ma qui sale in cattedra Hernandez che con tre potenti bordate al servizio (e con l’aggiunta di un muro di Cortesia) trascina Siena alla parità.
Terza set Ravenna prova a scappare con tre punti di Rychlicki ma Siena rintuzza subito il tentativo ancora con Hernandez sugli scudi, poi l’Emma Villas prova a sua volta ad allungare portandosi a +3 (10-7). La Consar prova a ricucire ma Siena regge. A muro e in difesa (bravo Goi in alcuni frangenti) la Consar risale la corrente e si porta in vantaggio (17-18) e due errori di Hernandez la mandano in fuga (17-20). Ma l’Emma Villas non ha alcuna voglia di arrendersi e si riporta sotto (21-22), pareggiando a quota 23. L’appassionante finale è risolto da uno strepitoso muro di Poglajen su Hernandez.
Quarto set Non cambia l’andamento del match con le due squadre a fronteggiarsi punto a punto senza riuscire a prendere margini di vantaggio anche minimi, fino al 10 pari. Qui l’Emma Villas piazza il break di sei punti, con due ace di Van de Voorde, che stordisce la Consar, incapace di opporsi a un Siena che attinge tantissimo dal suo servizio (4 punti). E’ Van de Voorde a mettere giù l’ultimo pallone del set.
Tiebreak E sono le cannonate al servizio di Hernandez, alla fine premiato come MVP, a dare a Siena il primo allungo (6-3), ricucito dalla Consar con la parità a quota 8. Nuovo allungo Siena a +2 e nuova parità a quota 12. Hernandez la chiude a modo suo, con l’ennesimo ace (il settimo) della sua partita.
Dichiarazioni post-gara
Gianluca Graziosi (allenatore Consar Ravenna): «Ci è capitato diverse volte in questa stagione di non riuscire a chiudere i set quando ce n’era l’occasione: è l’aspetto in cui dobbiamo crescere. Ce lo siamo detti tante volte, e ancora non siamo riusciti a fare quel piccolo step quando abbiamo alcuni punti di vantaggio. Dobbiamo lavorare su questo: è vero che questa stagione è finita ma dobbiamo fare tesoro di questo per la prossima annata. Grosso merito comunque a Hernandez che in quei frangenti ha tirato fori alcune battute, non dico imprendibili ma quasi. Ci dispiace chiudere con una sconfitta ma resta il valore di una salvezza che è un grandissimo risultato perché abbiamo lasciato dietro un paio di squadre che erano nettamente più attrezzate di noi: Siena, che nessuno pensava potesse retrocedere, e Vibo che tecnicamente aveva qualcosa più di noi. Onore e merito a questo straordinario gruppo di ragazzi che non hanno mollato mai, sono sempre stati sul pezzo e sono stati anche capaci di offrire spesso una buona pallavolo».
Figura di spicco nella gestione del Soccorso acquatico in regione, è morto dopo una lunga battaglia contro il cancro
Davide Polchri, capo reparto esperto dei vigili del fuoco del Comando di Ravenna, è morto. Figura di spicco nella gestione del Soccorso acquatico in regione, in particolare in Romagna, è deceduto giovedì sera all’ospedale civico di Faenza dopo una lunga battaglia contro il cancro. Aveva 58 anni.
Polchri era istruttore di tecniche di autosoccorso in ambiente acquatico e ha formato moltissimi colleghi in questo campo. Per anni, fino a quando non gli è stata diagnosticata la malattia, ha rivestito il ruolo di responsabile operativo provinciale del Soccorso in ambiente acquatico. Ha partecipato, come soccorritore, a diverse macro emergenze di tipo alluvionale, dall’inondazione di Bastiglia nel modenese, alla piena del Tevere nella Capitale. I funerali sono fissati per lunedì 25 marzo alle 15 a Faenza nella chiesa dell’Osservanza. (Ansa.it)
Podismo / Dopo il grande consenso ottenuto l’anno scorso, gli organizzatori della competizione in programma il 14 aprile ripropongono come premio a chi taglia il traguardo della 42 km la medaglia realizzata con materiale biodegradabile che raffigura un cuore proteso verso la caveja. E intanto le iscrizioni hanno già superato quota 500
La medaglia della prossima Maratona del Lamone
Ogni Maratona che si rispetti, soprattutto se come quella del Lamone è la più antica di Romagna e abbraccia ormai due generazioni, non è più solo un puro evento agonistico o aggregativo. E’ anche uno strumento di promozione del territorio in cui si muove, non solo con il percorso che è terreno di gara ma anche con qualcosa di tangibile che i runners possono portare a casa come ricordo. Per molti anni questa competizione ha assolto a questa funzione con il quadro in ceramica del maestro Adriano Fava, che ogni anno riprende un motivo diverso delle terre del Lamone o del patrimonio storico-artistico di Russi, e diventato pezzo da collezione. Da un paio di anni è arrivata anche la bella medaglia artistica in terracotta, unica e irripetibile, che viene consegnata a tutti coloro che tagliano il traguardo della 42 km. Una medaglia che l’anno scorso ha riscosso grande successo e gradimento e che l’organizzazione ha deciso di riproporre per questa 43ª edizione che si correrà domenica 14 aprile.
La maglietta della 42 km che partirà da Russi
La medaglia 2019 raffigura due mani che formano il cuore, a simboleggiare il fatto che Russi è nel cuore della Romagna, terra accogliente, ma anche nel cuore dei maratoneti che l’hanno corsa in questi decenni. All’interno c’è la porta di Russi con due podisti che corrono verso la caveja, simbolo della Romagna. La medaglia, inoltre, è realizzata con materiale naturale, in linea con la nuova anima verde della Maratona del Lamone che proprio nei mesi scorsi ha ricevuto dalla Uisp Emilia-Romagna il riconoscimento “Primo è l’ambiente – La tua idea di sostenibilità diventa realtà”, con cui ha voluto favorire e sostenere quegli eventi sportivi e quei progetti di educazione rispettosi dell’ambiente e della natura. La Maratona del Lamone è stata una delle tre manifestazioni premiate con un contributo per le strategie di recupero dei rifiuti che verranno attuate in occasione di questa edizione.
E la medaglia, insieme alla maglietta che riprende lo stesso disegno, leggermente modificato, e che sarà consegnata a tutti i partecipanti al ritiro del pettorale, aumenta il fascino di una Maratona che a oggi ha superato le 500 iscrizioni e che a poco meno di un mese dallo start ha tutti i crismi per toccare un nuovo record di adesioni, nonostante lo spostamento di data deciso dal GS Lamone per non sovrapporsi ai colossi di Milano e Roma.
Calcio a 5 / Gli abruzzesi superano Pesaro nel finale grazie a una rete di Cuzzolino. Nelle donne esultano le lombarde del Kick Off, nell’Under 19 i giovani della Roma. Montemurro: «Questo sport ha trovato la sua consacrazione»
Un’immagine della finale di Calcio a 5 disputata al PalaCattani di Faenza
Dodici mesi dopo la regina è rimasta la stessa: un gol su calcio di punizione di Cuzzolino a 2’50’’ dalla fine ha regalato all’AcquaeSapone Unigross la sua seconda Coppa Italia consecutiva. Lo scorso anno gli abruzzesi vinsero a Pesaro, stavolta invece è stata proprio l’Italservice Pesaro a inchinarsi in un PalaCattani straordinario. Eccezionale la risposta di pubblico di Faenza: oltre 4.000 persone hanno riempito il palazzetto nella giornata conclusiva dell’evento organizzato dalla Divisione Calcio a cinque e patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna (al PalaCattani, anche il presidente Stefano Bonaccini) e con la collaborazione del Comitato Regionale emiliano-romagnolo della Lega Nazionale Dilettanti (presente il presidente Paolo Braiati) e del Settore Giovanile e Scolastico della Figc (al PalaCattani con il coordinatore regionale Massimiliano Rizzello). A premiare le squadre il vicepresidente della Lega Nazionale Dilettanti Nuccio Caridi e, ovviamente, il presidente della Divisione Calcio a cinque Andrea Montemurro. L’intero incasso della manifestazione è stato devoluto alla donazione di un mezzo di trasporto per lo svolgimento dell’attività alla sezione di Faenza dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili). A dare il calcio d’inizio della finale è stato Francesco Messori, capitano della Nazionale italiana amputati.
L’esultanza dei pescaresi dell’AcquaeSapone
E’ stata una finale equilibratissima quella tra Italservice Pesaro e AcquaeSapone Unigross. Quando sembrava sempre più vicino l’epilogo ai tempi supplementari, però, la punizione di Leandro Cuzzolino ha “bucato” la barriera pesarese e si è infilata nella porta di Miarelli, scatenando la gioia dei tantissimi tifosi arrivati dall’Abruzzo. Inutile l’assalto finale dell’Italservice, comunque applaudita dai 300 sostenitori marchigiani. In Serie A femminile, trionfo del Kick Off, squadra di San Donato Milanese, che non vinceva la Coppa Italia dal 2012. Le ragazze di Riccardo Russo hanno travolto 10-2 la Lazio. Nell’Under 19, è stata la Roma ad alzare il trofeo, grazie al 4-2 sulla Fenice Veneziamestre.
«E’ stata una giornata emozionante, memorabile – ha spiegato il presidente della Divisione Calcio a 5Andrea Montemurro –. Con la finale maschile tra Italservice Pesaro e AcquaeSapone Unigross, seguita al PalaCattani da oltre 4mila spettatori e trasmessa in diretta tv da Sky Sport Serie A con una produzione di un livello qualitativo impressionante, questa Final Eight di Coppa Italia itinerante in Emilia-Romagna ha trovato la sua consacrazione assoluta. Complimenti alle due squadre e congratulazioni a tutte le partecipanti che hanno confermato che questa manifestazione rappresenta il momento centrale del futsal italiano. Un grazie alla regione Emilia-Romagna, al suo presidente Stefano Bonaccini e alle istituzioni cittadine di Faenza per il loro prezioso contributo; e grazie anche a FIGC, LND, al Settore Giovanile e Scolastico, al CR Emilia-Romagna e alle società che sul territorio hanno consentito che questo evento riuscisse. Adesso si riparte verso nuovi obiettivi».
Calcio C / Giallorossi piegati da un penalty di Cori nell’unico tiro in porta degli avversari lombardi. Tanta amarezza per un arbitraggio che lascia molti dubbi
Ravenna-Albinoleffe 0-1 RAVENNA FC 1913: Venturi, Eleuteri, Boccaccini, Galuppini (1′ st Raffini), Nocciolini, Selleri, Lelj, Bresciani, Trovade (18′ st Siani), Jidayi, Papa. A disp.: Sangiorgi, Barzaghi, Martorelli, Scatozza, Ronchi, Sabba. All.: Foschi.
ALBINOLEFFE: Cortinovis, Gavazzi, Sbaffo, Gusu, Gelli, Kouko (27′ st Sibilli), Giorgione (14′ st Romizi), Genevier, Ruffini (26′ st Stefanelli), Riva, Cori (37′ st Nichetti). A disp.: Coser, Pagno, Razzitti, Ravasio, Maffi. All.: Marcolini.
ARBITRO: Sala di Palermo.
RETI: 18′ st (rig.) Cori.
NOTE – Ammoniti: Riva, Lelj, Galuppini, Ruffini, Kouko, Genevier, Gusu. Espulso: Boccaccini
L’attaccante giallorosso Manuel Nocciolini
Partita tesa quella tra Ravenna e Albinoleffe, con i giallorossi che al “Benelli” si presentano decimati da infortuni e convocazioni in nazionale e non riescono a trovare la via della rete, mentre gli ospiti lombardi nell’unica conclusione nei novanta minuti trovano un gol che vale una grossa boccata d’ossigeno nella lotta per la salvezza. E’ una punizione oltre misura per la squadra di Foschi, al termine di un match in cui il Venturi non ha fatto parate, ma che da martedì si rimetterà subito al lavoro in ottica playoff, con la speranza di potere recuperare qualche elemento. Lelj e compagni comunque conservano l’attuale ottima settima posizione, con ben undici lunghezze di distanza sull’undicesima del Teramo.
Ci si aspettava una partita chiusa e combattuta a centrocampo, ed i fatti non tradiscono le attese, con Albinoleffe e Ravenna attenti più a non prenderle nella prima fase di gioco. Al 10′ lampo di Eleuteri che vola sulla fascia e guadagna un angolo che fa arrivare al tiro prima Trovade, poi Nocciolini, ma entrambe le conclusioni vengono respinte dagli avversari. Ci prova l’Albinoleffe al 16′ con Giorgione che dopo un batti e ribatti dal limite dell’area trova una bella conclusione che termina fuori di poco. Al 28′ Nocciolini prova il colpo di genio da centrocampo anticipando il marcatore e vedendo Cortinovis fuori dai pali, ma il suo destro esce di poco a portiere fuori causa. Partita scorbutica e con falli da ambo le parti, direttore di gara molto fiscale e gioco estremamente spezzettato. Ci riprovano gli ospiti con un colpo di testa di Cori al 41′, ma è facile preda di Venturi. E’ l’ultima emozione di un primo tempo piuttosto contratto.
La ripresa si apre con Raffini al posto di un nervoso Galuppini, ma il gioco è sempre bloccato a centrocampo tra due squadre che si annullano a vicenda. La partita cambia al 18′ quando Eleuteri commette fallo in area ai danni di Ruffini su una palla apparentemente innocua sulla quale la difesa giallorossa poteva controllare meglio. Si presenta sul dischetto Cori che spiazza Venturi e porta in vantaggio gli ospiti. Prova subito a impattarla il Ravenna, con la conclusione al volo di Papa da corner, ma è solo esterno della rete per lui. Al 23′ sull’ennesimo corner le proteste giallorosse per un contrasto su Raffini, ma stavolta il direttore di gara non concede il penalty. Tre minuti dopo è di nuovo Papa a provarci sul secondo palo, ma la sua conclusione è alta sopra la traversa. Continua a spingere la squadra di casa, conquistando corner su corner (saranno 14 al termine della gara), ma l’Albinoleffe difende bene, ci prova Selleri dal limite, ma di nuovo la conclusione non centra lo specchio. Al 35′ bella apertura di Siani, che trova Nocciolini sulla destra, il controllo è buono, ma la conclusione è troppo alta e perdona Cortinovis. Nervosismo nei minuti di recupero, quando su uno spiovente in area di Papa la trattenuta su Raffini pare evidente a tutti tranne al direttore di gara, che fischia fallo in attacco scatenando le proteste dei padroni di casa. Proteste che portano il rosso a carico di Boccaccini che salterà la trasferta a Pesaro.
Dichiarazioni post-gara Luciano Foschi (allenatore Ravenna FC): «Al di là di quello che possa avere deciso il direttore di gara abbiamo fatto una prestazione al di sotto delle nostre possibilità. Detto questo abbiamo perso senza avere subito un tiro in porta. Quindi mi sento di dire che non meritavamo la sconfitta per quanto fatto sul campo. Voglio sottolineare che noi non ci sentiamo né spenti, né appagati. Non siamo contenti di quanto fatto finora, abbiamo ancora sei partite, non ci vogliamo accontentare di nulla e ci alleniamo duramente per questo. Accusiamo dal punto di vista nervoso i tanti infortuni, ci alleniamo da qualche settimana a ranghi ridotti e questo sicuramente lo abbiamo pagato. Da martedì ripartiamo sperando di recuperare qualche infortunato e i due ragazzi in nazionale».
Volley A2 femminile / Seconda sconfitta consecutiva al PalaCosta per le biancorosse, che infiammano il pubblico di casa grazie a una prova generosa ma sfortunata
La schiacciatrice Serena Ubertini ha dato una scossa alla Conad nel terzo set
Seconda sconfitta consecutiva in casa per la Conad, che viene piegata al tiebreak dal Mondovì al termine di una partita lunga quasi due ore. La battuta d’arresto nello scontro diretto frena la rimonta al settimo posto che vale i playoff, con le ravennati che comunque accorciano a tre le lunghezze di distanza da Orvieto, ko a San Giovanni in Marignano, restando ancora in corsa per allungare la stagione. Perso il primo set dopo averlo condotto fin quasi alla fine, le biancorosse pagano il contraccolpo psicologico anche nel secondo parziale, per poi reagire e aggiudicarsi le due frazioni successive, pareggiando il conto. Nel tiebreak, invece, è un break di 6-0 delle piemontesi a far pandere l’ago della bilancia dalla loro parte.
Sestetti titolari Al fischio d’inizio il coach Caliendo schiera lo starting six titolare composto da Agrifoglio al palleggio, Gioli e Torcolacci centrali, capitan Bacchi e Lotti sulle bande, Mendaro opposto, Rocchi libero. Dal lato opposto del taraflex il tecnico Delmati fa scendere in campo la sua LPM BAM con Valpiani al palleggio, Tonello e Rebora centrali, capitan Biganzoli e Schlegel attaccanti di posto 4, Zanette in diagonale, Agostino libero.
Primo set In avvio di match l’ace di Calisesi regala subito un break alle padrone di casa (2-0) e la Conad, dopo il momentaneo 2-2, resta avanti fino al 6-4. Zanette sale in cattedra con i due attacchi del 6-6 e l’ace del sorpasso sul 6-7, ma i troppi errori delle ospiti permettono a Ravenna di superare e allungare fino al 14-11 prima e al 18-14 poi. Le padrone di casa restano avanti sul 21-17, nonostante un primo tentativo di ricucire di Mondovì sul 18-16, ma l’ace di Schlegel per il 21-19 lancia il parziale di 2-8 che decide il match, con le ospiti che pareggiano a quota 23 e si portano a casa il set al primo tentativo sul 23-25 grazie alla solita Zanette.
Secondo set Si parte con un break ospite subito pareggiato da Ravenna (2-2), ma il servizio di Schlegel regala l’allungo a Mondovì, con la spagnola a realizzare l’ace del 4-8. Caliendo prova a inserire Ubertini per Lotti e la Conad torna sotto un paio di volte, prima sul 7-9, poi, dopo il nuovo allungo piemontese sul 7-12, sul 9-12 grazie all’ace di Mendaro. Ancora Schlegel al servizio però fa male alle padrone di casa realizzando, anche con l’aiuto del nastro, il 14-18. Ravenna non riesce più a rientrare e di nuovo Zanette mette la sua firma sul set con il punto del definitivo 20-25.
Terzo set La reazione delle biancorosse arriva nel parziale successivo, subito aperto sul 4-2. La capitana Bacchi lancia l’allungo con l’attacco del 6-3, poi Mendaro segna il 9-5 e il muro di Torcolacci doppia le avversarie sul 12-6. Il set è a senso unico, Mendaro a muro e in attacco realizza il 15-7, appena prima che una Ubertini in palla firmi il +9 (16-7). Il coach ospite manda a riposare in panchina quasi tutte le titolari e Ravenna vola fino al 24-12, chiudendo poi al quarto tentativo il set con Mendaro per 25-15.
Quarto set Super Gioli firma cinque punti con il muro e l’attacco del 7-2. La Conad respinge tutti i tentativi di rimonta ospite e porta il vantaggio intatto fino a oltre la parte centrale del match, quando una scatenata Ubertini segna i due punti consecutivi del 19-14. Mendaro firma il 21-15 e Mondovì riesce ad accorciare solo fino al 22-19, poi Gioli chiude i conti per 25-19, prolungando la partita al tiebreak.
Tiebreak Ancora Mendaro e Gioli aprono la quinta frazione per 2-0, poi, dopo l’immediato pareggio, Bacchi mette a terra il 4-2. Mondovì trova il pareggio e il sorpasso sul 5-6, poi scappa via con un incredibile 0-6 di parziale firmato dal turno di servizio di Zanette, che con l’ace griffa il 7-13. Le battute di Calisesi riaprono i giochi con l’ace di 11-13 e un controparziale di 5-0, chiuso da Ubertini per il 12-13, ma Biganzoli chiude la partita con l’ace del 12-15 che spezza le speranze di rimonta ravennati terminando il match per 2-3.
Dichiarazioni post-gara Nello Caliendo (tecnico Conad Ravenna): «C’è il rimpianto per il primo set non vinto tuttavia bisogna essere obiettivi. Avevamo di fronte una signora squadra che dichiaratamente gioca per la promozione e le abbiamo dato filo da torcere. Comunque perdere il primo set in quel modo, dopo essere stati sempre in vantaggio, è stato un duro colpo. Poi siamo andati sotto 2-0 ma non abbiamo mollato. Abbiamo aggiustato determinate situazioni di muro-difesa, abbiamo trovato una linea più congeniale, abbiamo tirato fuori il carattere e abbiamo recuperato. Purtroppo poi nel tiebreak abbiamo subito un loro filotto di sei punti che in un set corto non ci si può permettere. Abbiamo lottato comunque testa a testa e sui fondamentali siamo stati più o meno alla pari. Noi siamo qui per giocare e per giocarcela, guardiamo al prossimo impegno, andiamo a Martignacco e cerchiamo di fare il meglio».
Classifica: Bartoccini Gioiellerie Perugia 33 punti; Delta Informatica Trentino 30; Barricalla Cus Torino 28; Omag San Giovanni Marignano 27; Volley Soverato 24; LPM Bam Mondovì 22; Zambelli Orvieto 20; Conad Ravenna 17; Golden Tulip Volalto 2.0 Caserta 16; Itas Città Fiera Martignacco 8.
Basket A2 / Smith, Marino e Cardillo trascinano i giallorossi a una preziosa affermazione in terra marchigiana contro la Termoforgia
Jesi-Ravenna 78-88
(22-32, 37-46, 65-66)
TERMOFORGIA JESI: Mascolo 18, Knowles 2, Rice 22, Rinaldi 11, Totè 19, Baldasso 2, Maspero 4. Ne: Valentini, Lovisotto, Mentonelli, Mwananzita:, Kouyate. All.: Cagnazzo.
ORASI RAVENNA: Smith 32, Cardillo 12, Masciadri 2, Hairston 12, Montano 8, Marino 8, Jurkatamm 10, Gandini 4. Ne: Rubbini, Baldassi, Tartamella. All.: Mazzon.
NOTE – Jesi: tiri da due 19/43, da tre 5/29, liberi 25/29, rimbalzi 37. Ravenna: tiri da due 14/30, da tre 14/29, liberi 18/21, rimbalzi 39 (9 Gandini e Hairston).
Lo statunitense dell’OraSì Adam Smith ha realizzato 32 punti
Continua il grande momento dell’OraSì, che domina la scena dall’inizio alla fine a Jesi (78-88 il finale) contro una Termoforgia motivatissima dalla ricerca della salvezza. I ravennati rischiano qualcosa nel terzo quarto sulla rimonta disperata dei padroni di casa, ma poi dimostrano ancora convinzione, lucidità e solidità difensiva e portano a casa due punti meritatissimi e fondamentali. Bello il duello tra Smith e l’ex Rice, vinto in modo netto dal folletto giallorosso. Grazie a questo successo la squadra di Mazzon si scrolla di dosso l’Assigeco Piacenza e occupa l’ottavo posto che vale i playoff in coabitazione con Imola.
Avvio a spron battuto dell’OraSì, che colpisce a ripetizione dalla distanza (alla fine tirerà da tre con il 50%) e nella prima metà del quarto va a segno con Smith (due volte), Jurkatamm e Gandini, andando avanti 3-11 e poi 10-16, ma dall’altra parte Rice dice 7 punti e porta Jesi a contatto (15-16). L’OraSì, però, è in spolvero e piazza un parziale di 9-1 con tre liberi di Hairston, le triple di Smith e Marino. Finisce sul +10 il miglior primo quarto della stagione per un’OraSì perfetta in sede di circolazione di palla e percentuali dalla distanza. Jesi reagisce all’inizio del secondo periodo col solito Rice (30-34), poi l’aiutano gli arbitri con un tecnico esagerato ad Hairston che vale il terzo fallo per il centro giallorosso e tre liberi per Rinaldi (33-37), ma Ravenna c’è e riparte con un 7-0 firmato da Marino e Smith: alla fine l’OraSì va al riposo con un margine di nove punti che testimonia sull’ottima metà gara dei giallorossi (37-46).
Si riparte con un’OraSì ancora lucida nel replicare colpo su colpo ai tentativi di rimonta della Termoforgia: Gandini recupera due preziosi rimbalzi offensivi, Cardillo segna da tre (46-59), poi però Jesi accentua l’aggressività difensiva. Totè, dopo un tecnico, si rifà con due schiacciate che riaprono i giochi (51-59) poi quattro punti consecutivi di Mascolo caricano la Termoforgia (55-59). Rice è un rebus per la difesa ravennate e Jesi arriva a meno uno (63-64), l’atmosfera si scalda e alla fine del terzo quarto la partita è in parità: 65-66. Ultimo quarto aperto dalla tripla di Montano, dopo 4’ Rice sbaglia il tiro da tre del sorpasso, Smith punisce dalla distanza (70-74) e Hairston torna sul tabellino (70-76). La palla comunque scotta e si fatica a trovare il canestro da entrambe le parti. Ravenna però è lucidissima ancora una volta, Cardillo e Gandini difendono al meglio e dall’altra parte la premiata ditta Hairston-Smith ricostruisce un ottimo margine (72-82), sul quale però Jesi reagisce ancora (77-82). Ci pensa la tripla di Montano, però, a chiudere i conti e a regalare all’OraSì due punti meritatissimi, preziosi per restare agganciati al treno dei playoff e festeggiare anche matematicamente la permanenza in categoria.
Dichiarazioni del dopo-gara Andrea Mazzon (allenatore OraSì Ravenna): «Abbiamo sistemato alcune cose in difesa tra terzo e ultimo quarto, penso che sia stata una grande vittoria perché non era affatto una partita semplice. In futuro dovremo essere più cinici, prendere tiri come quello di Montano nel finale, avere coraggio anche quando si vorrebbe giocare di più di squadra. Voglio ricordare in particolare l’ottima prova di Cardillo, importantissimo sia in difesa che in attacco».
Sabato sera amaro per la Rekico, beffata all’ultimo secondo in casa di Ozzano, una punizione fin troppo severa per quello che aveva detto il campo in tutti i quaranta minuti. I faentini commettono l’errore di non chiudere il match nel terzo quarto dopo aver preso in mano l’inerzia, subendo fin troppo la coppia Klyuchnyk-Dordei, autrice di 51 punti. Anche in questa occasione Chiappelli ha seguito la partita dagli spalti causa infortunio e nei prossimi giorni si preparerà per essere in campo domenica nel big match casalingo contro Milano.
La Rekico gioca un ottimo primo tempo, soffrendo nei primi dieci minuti, ma riuscendo poi con la difesa e il gioco di squadra a ribaltare il copione della gara. Fumagalli è una costante spina nel fianco per la Sinermatic e dall’arco i canestri arrivano con facilità , tanto che a ridosso dell’intervallo capitan Venucci firma il 22-32, parziale che diventerà 25-32 all’intervallo.
I problemi arrivano al rientro in campo, perché la difesa concede troppo a Dordei, unico terminale offensivo dei suoi per molti minuti, e a Klyuchnyk e proprio grazie a un canestro del centro ucraino, la Sinermatic passa a condurre 57-56. La Rekico però reagisce e a 1’50’’ dalla fine trova la tripla della parità con Petrucci (71-71), dando vita a un acceso finale punto a punto. Negli ultimi secondi diventano decisivi i tiri liberi, con Venucci che fa bottino pieno dalla lunetta a 13’’ dalla fine per il 75-75. La Sinermatic ha l’ultimo possesso e lo affida a Dordei, bravo nel trovare allo scadere il 77-75 subendo anche fallo, concludendo a tempo scaduto l’azione da tre punti.
Quattro docenti di Chicago lungo i Fiumi Uniti nell’ambito di un progetto di scambio. Una bella serata ricca di sorprese per gli insegnanti
Che ci fanno quattro americani di Chicago, Illinois, lungo i Fiumi Uniti alle sette di sera di un sabato di primavera? Angela, Tim, Cody e Kelly sono a Ravenna per uno scambio di studenti e insegnanti fra il Liceo Scientifico “A. Oriani” e la Wheeling High School di un sobborgo di Chicago e, invitati da Maurizio Braghittoni dell’Associazione Italiana Pesca Sportiva e Ricreativa, hanno avuto la singolare opportunità di gustare la vita del capanno da pesca, un’istituzione non formale per i ravennati.
A Tim, abituato a pescare nei grandi spazi americani e che mostra orgoglioso in foto la cattura del suo squalo, fa da contrappunto Walter Nanni, il generoso anfitrione della serata che ha lasciato a bocca aperta gli ospiti, abituati sì alle raffinate architetture di Mies van der Rohe e Frank Lloyd Wright, al Lago Michigan e ai salmoni canadesi, e che si sono però arresi alla straordinaria ospitalità di Nanni e dei suoi amici che hanno sfornato alici marinate, gamberetti in salsa, maccheroncini allo sgombro, seppie con piselli, poi una grigliata e infine cinque dolci. Gli americani sono stati conquistati dall’ospitalità della Romagna: “Nessuno ci ha mai trattato così bene”.
Non sono mancati i tentativi di tirare su il pedellone, così hanno visto anche pescare cefalotti che son stati rimessi immediatamente in libertà, poi qualche saltellante gambero e un po’ di gamberetti. Così mentre Nanni si preoccupava di essere preso in giro dal pescatore americano, gli ospiti si godevano incantati la serata fra un tramonto incandescente e una luna quasi piena.
Il progetto, ideato, scritto e coordinato dalla professoressa del liceo scientifico Cristina Casagrande, ha ottenuto un finanziamento dalla Regione Emilia-Romagna in base al bando sull’internazionalizzazione e prevede uno scambio di studenti (cinque in tutto gli allievi americani coinvolti) e insegnanti delle due scuole, adesso qui in Italia, poi a settembre toccherà agli italiani andare a Chicago, ospiti della scuola che ha uno dei laboratori di nanotecnologie più avanzato degli Stati Uniti.