Dal 2015 a oggi scoperti 8 individui a rischio. Il sindacato esprime il proprio apprezzamento per il lavoro dell’ufficio anche nel periodo da maggio a dicembre 2018 in cui, in assenza di un dirigente, è stato retto dal capo di gabinetto Ornella Lupo e dal vicedirigente Enzo Fiorentino

Dal 2015 ad oggi a Ravenna sono stati individuati due foreign fighter e sei individui a rischio radicalizzazione: uno dei due combattenti è stato arrestato e condannato mentre le altre sette persone sono state espulse dall’Italia per motivi di sicurezza nazionale e pericolosità sociale. È uno dei dati più significativi citati in occasione del convegno sul terrorismo internazionale che si è svolto il 23 gennaio scorso a Ravenna, organizzato dalla locale questura.
La segreteria regionale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), a conclusione del convegno, sottolinea la buona riuscita dell’incontro ed evidenzia che «le premesse dell’evento sono state create dal congruo numero di casi di soggetti a rischio radicalizzazione scoperti in città, il maggiore di tutta Italia. L’elevata quantità di terroristi individuati ed espulsi è sicuramente un ottimo risultato, ottenuto grazie alla bravura della Digos, coordinata dai magistrati e dalla direzione centrale della polizia di prevenzione».

Il Sap in una lettera inviata alla stampa afferma che «appaiono evidenti i meriti della Digos, un ufficio che anche quando, da maggio a dicembre 2018, è rimasto senza dirigente, pur retto a scavalco dal capo di gabinetto Ornella Lupo, coadiuvata dal vice dirigente Enzo Fiorentino, segretario provinciale del Sap, ha continuato ad inanellare successi importanti: tre degli otto casi citati sono stati scoperti proprio in questo periodo di reggenza; un risultato talmente brillante da far meritare, tra gli altri, il plauso del ministro dell’Interno e del capo della polizia».
I carabinieri della stazione Castiglione di Ravenna, nel corso di servizio perlustrativo per il controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza per il reato di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti, un 19enne operaio residente nel Cervese. Il giovane, alle 20 di lunedì 4 febbraio, controllato dalla pattuglia nel centro di Castiglione di Cervia, all’esito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di quasi 50 grammi di hashish, quindi i carabinieri lo hanno tratto in arresto e sottoposto ai domiciliari. Questa mattina è comparso davanti al giudice ravennate che ha convalidato il provvedimento precautelare e fissato la data dell’udienza.
Nel dicembre del 2008 Marco, single ravennate, esce di casa per andare al lavoro. Aspetta l’autobus alla fermata e oblitera regolarmente il biglietto. La sera, dopo aver mangiato una pizza, va a letto ma non riesce a prendere sonno. Così fa una botta di conti, su quanto ha speso quella giornata. Siccome è un tipo preciso, la fa al centesimo. Il risultato finale dice che ha speso 46,09 euro. Dieci anni dopo Marco resta un tipo preciso e prima di coricarsi sfoglia un vecchio libro, dove trova il bigliettino in cui aveva appuntato quanto speso dieci anni prima. Così il giorno dopo decide di ripetere l’esperimento e scopre che il costo di quella giornata è aumentato del 17,6 percento. Stavolta ha speso infatti 54,21 euro.




Il testo arriverà alla Camera nei prossimi giorni. De Pascale rinnova l’invito al ministro degli Interni Matteo Salvini a venire a Ravenna prima di quel termine per incontrare i lavoratori del mondo offshore: «Avevo plaudito, e provo a farlo ancora, alle parole del ministro Salvini, che si era dichiarato favorevole alle estrazioni, purché lontano dalla costa. In questa partita a noi interessa solo il risultato, cioè che questo emendamento alla Camera venga cassato e che si apra una riflessione nazionale sul tema delle politiche energetiche per abbandonare le fonti fossili più inquinanti e per investire su rinnovabili e sull’energia di transizione che è il metano. Se si vuole correggere l’emendamento le occasioni possono essere ancora tante».
Il messaggio che parte da Palazzo Merlato è rivolto a chi è al Governo: «Le valutazioni di impatto ambientale rispetto alla attività estrattiva devono essere fatte in maniera scientifica da persone che hanno la competenza e la capacità necessarie per indicare se un’attività può essere fatta nel rispetto dell’ambiente o meno. Noi vogliamo un Paese che si ponga il tema di ridurre drasticamente le sue necessità di importazione di energia, sia incentivando e stimolando una maggiore produzione di energie rinnovabili che la produzione italiana. E questo è un tema che va affrontato a livello nazionale».

