venerdì
15 Maggio 2026

Club Adriatico apre la sesta stagione con due ospiti internazionali all’Almagià

Phuong Dan e Jackie saranno in consolle a partire dalle 23. Uno suona ad Amburgo, l’altra a Lisbona

Facebook Event 1749106742025684La sesta stagione di Club Adriatico apre le porte dall’Almagià di Ravenna, sabato 29 dicembre, a partire dalle ore 23.00. La prima serata invernale del club coincide con l’ultima grande festa del 2018. Ospiti internazionali dell’evento saranno l’artista tedesco Phuong Dan e la Dj portoghese Jackie. In apertura le selezioni dei resident dj Pit e El Putiferio.

Phuong Dan da più di dieci anni è DJ e promoter del Golden Pudel Club di Amburgo e uno degli artisti di riferimento del Salon des Amateur di Dusseldorf, due dei locali di culto nella scena elettronica tedesca. Le selezioni eclettiche di Phuong Dan, ospite fisso nelle programmazioni del festival Dekmantel di Amsterdam, spaziano tra i differenti generi e sono dei veri e propri viaggi musicali verso reami sconosciuti e territori sonori “altri”. La ricerca della giusta atmosfera lo porta a mixare innesti di techno tribale a tracce rare di disco e afro-cosmic, esplorando musica proveniente da decadi e mondi differenti.

Jackie è Dj e organizzatrice di eventi a Lisbona. Il suo approccio alla musica dance è aperto, contaminato, sensuale, con un’attenzione alla qualità e alla sperimentazione senza per questo dimenticare il divertimento e il coinvolgimento del pubblico.

L’appello di Enpa Faenza: «Capodanno senza botti, tenete al sicuro gli animali»

L’ente di protezione animali suggerisce di evitare petardi e simili per salutare il nuovo anno: «Crea loro forte stress»

Adorable Animal Breed 1189673Con l’arrivo di San Silvestro, anche quest’anno la sezione faentina di Enpa chiede un Capodanno senza “botti”. «C’è chi si ostina a definirla una tradizione, ma è in realtà una pratica violenta, pericolosa e spesso collegata all’illegalità – sottolinea Maria Teresa Ravaioli, presidente di Enpa Faenza -. Tra le persone genera incidenti a un livello preoccupante, mentre per gli animali lo scoppio dei fuochi artificiali, specie in piena notte, causa danni enormi; negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso al primo ostacolo; nei gatti e nei cani un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare da un rumore per loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico, con il risultato di gravi danni per loro e pericolo per la circolazione; negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento».

Nei giorni cruciali delle feste, Enpa suggerisce ai proprietari di animali di tenere temporaneamente chiusi in un luogo comodo e rassicurante gli animali. In casa, il volume dello stereo o della tv un po’ alto è più familiare agli animali e soffoca altri rumori esterni. È necessario uscire con il proprio cane sempre al guinzaglio (botti improvvisi potrebbero causare una fuga), mantenendo per primi un atteggiamento sereno, ignorando le manifestazioni di paura dell’animale per non rafforzarne il comportamento. Infine – consiglio sempre valido – meglio mettere al proprio cane o gatto una medaglietta (che non sostituisce il microchip obbligatorio per legge) con i recapiti per essere contattati nel caso di smarrimento.

«Ci appelliamo soprattutto agli adulti – conclude Maria Teresa Ravaioli -, che hanno il dovere di controllare i minori, impedendo loro l’acquisto e l’utilizzo di botti e petardi, ma anche dando l’esempio, scegliendo modi più sereni e sensati per salutare il nuovo anno».

Lugo approva il bilancio 2018: previsti investimenti per quasi 11 milioni di euro

Tra i punti previsti dal Dup la riqualificazione del centro storico e delle aree artigianali. Soldi per il Rossini e la biblioteca Trisi

Il PavaglioneIl Consiglio comunale di Lugo, nel corso della seduta del 27 dicembre, ha approvato il bilancio di previsione 2019-2021 del Comune di Lugo Il bilancio del Comune di Lugo prevede di sostenere 10.980.077 euro di investimenti nel 2019, tra risorse riferite a investimenti del 2019 e altre riguardanti investimenti di competenza degli anni precedenti, ma che si finiranno nel 2019. Gli investimenti riguarderanno la manutenzione straordinaria di immobili comunali, interventi per la sicurezza sismica di monumenti, edifici storici e scuole, manutenzione delle strade e del verde e realizzazione dei nuovi bacini di laminazione.

Tra i punti previsti dal Documento unico di programmazione c’è la riqualificazione del centro storico e delle aree artigianali, sarà completata la ristrutturazione di piazza Savonarola, portati a compimento i lavori relativi al collegato ambientale e mobilità sostenibile per i percorsi casa-scuola. Inoltre, per il contenimento del rischio idraulico saranno realizzati i bacini di laminazione a Lugo Sud e a Lugo Nord e ampliato quello a Lugo Ovest. Oggetto dei lavori per l’adeguamento sismico saranno il Teatro Rossini, il centro sociale Il Tondo, l’edificio ex scuole elementari Gardenghi, il cimitero monumentale di Lugo e la scuola elementare di San Bernardino. Particolare cura sarà dedicata alla manutenzione del sistema di viabilità. Particolare rilevanza avrà il sistema di modifica alla viabilità tra centro storico e area Lugo Sud, in seguito alla riqualificazione dell’area ex acetificio Venturi. Si prevede inoltre la realizzazione della banda ultra larga nelle aree artigianali. Attenzione anche all’istruzione e alla formazione, con il proseguimento della collaborazione con le scuole lughesi per fornire corsi qualificanti legati al mondo del lavoro e l’aumento di incontri tra scuola e mondo del lavoro attraverso le associazioni di impresa.

Teatro Rossini Lugo
Pubblico al teatro Rossini di Lugo

Saranno inoltre portati a compimento i lavori di ristrutturazione di via Traversagno, asse strategico di collegamento tra la frazione di Voltana, la discarica e Lugo, finanziati con 1.400.000 euro. Sempre a Voltana ci sarà il completamento della copertura della piastra polivalente e la ristrutturazione della rete scolante di via Pastorella. Dopo la ristrutturazione di via Circondario ovest, sarà realizzato il sottopasso ferroviario.

Per quanto riguarda la cultira, si prevede di potenziare le attività di promozione alla lettura della biblioteca “Fabrizio Trisi” e il sostegno alle associazioni culturali del territorio, oltre alla realizzazione di ulteriori rassegne cinematografiche all’interno del Pavaglione, come il cinema all’aperto organizzato nelle serate estive del 2018. Per quanto riguarda la biblioteca, particolare attenzione sarà prestata, anche grazie alla pianificazione bibliotecaria regionale, alla ristrutturazione degli spazi della sala Balilla Pratella e alla fruibilità del cortile interno. Sul tema culturale non manca poi il museo “Francesco Baracca”. Dopo il completamento del restauro e del rinnovo degli allestimenti e dopo il grande sforzo sostenuto dal museo in occasione del centenario di Francesco Baracca, durante il prossimo triennio ci si concentrerà sulle attività espositive e sulla ricerca scientifica con l’organizzazione di conferenze, presentazioni di libri e convegni, in stretta collaborazione con le associazioni locali.

Per quanto riguarda le politiche giovanili e lo sport, infine, continueranno il sostegno alle società sportive del territorio e gli interventi per migliorare gli impianti sportivi del territorio comunale. Sarà ad esempio realizzato il campo da calcio in tessuto sintetico a Madonna delle Stuoie e verrà mantenuto il servizio di trasporto dal forese a Lugo per facilitare la fruizione degli impianti da parte di atleti e cittadini. Inoltre, ci sarà il coinvolgimento di una più larga parte di pubblico giovanile nella produzione e fruizione delle iniziative culturali.

 

Il ponte sulla provinciale Felisio riapre al traffico dopo mesi di lavori

La realizzazione della struttura metallica di prima categoria a campata unica di luce di 50 metri e larghezza di 9,70 metri ha permesso l’eliminazione delle pile intermedie

La riapertura del ponteDopo diversi mesi di chiusura e anche alcune polemiche riapre al traffico il ponte sulla provinciale Felisio. L’intervento è costato 830mila euro.   La riapertura è stata preceduta dal collaudo statico della struttura, che attraversa il fiume Senio al chilometro 7+500 della strada provinciale 7 “San Silvestro Felisio”: collaudo che ha avuto esito positivo.

Rimangono da ultimare alcune opere di finitura, che saranno completate entro la prossima primavera; tali lavori sono possibili solo con temperature più elevate. La realizzazione del ponte metallico di prima categoria a campata unica di luce di 50 metri e larghezza di 9,70 metri ha permesso l’eliminazione delle pile intermedie, garantendo un miglior deflusso delle acque del Senio. Durante i lavori è stata realizzata anche una rotatoria del diametro di 31 metri nel Comune di Solarolo, nell’area di sedime del vecchio incrocio realizzato nel 1974.

Arriva il terzo Sirio Red, all’incrocio tra le vie Berlinguer-Pascoli e Marconi

Il sistema serve a scovare e multare chi passa con il rosso. La sanzione è di 167 euro, aumentata di un terzo se commessa di notte

Semaforo GenericaDa lunedì 14 gennaio 2019 ore 00.00 verrà attivato un nuovo impianto per la rilevazione delle infrazioni semaforiche “Sirio Red”, nell’ intersezione tra le vie Berlinguer – Pascoli e via Marconi. Si tratta di un incrocio molto trafficato, specie dai pedoni: in zona si trovano diversi istituti scolastici e il mercato ambulante.

Il  sistema controllerà il traffico in transito sulle direttrici Berlinguer e Pascoli, nelle direzioni viale Randi e Rotonda Irlanda. L’impianto è analogo a quelli, già attivi, nell’intersezione SS16 / via Dismano e SS 309dir / via Canalazzo. Si ricorda che la sanzione pecuniaria prevista dal codice della strada ammonterà (visti gli aumenti che entreranno in vigore dall’ 1 gennaio 2019) a 167 euro; la sanzione è aumentata di un terzo, quando la violazione è commessa dopo le 22 e prima delle 7. Alla sanzione pecuniaria consegue la decurtazione di 6 punti sulla patente. Allegato al verbale viene inviato il modulo per la comunicazione dei dati del conducente.

La mancata comunicazione dei dati del conducente comporta l’invio di un ulteriore verbale, a carico del proprietario del veicolo, pari a 293 euro, ai sensi dell’articolo 126 bis del codice della strada. Chi riceve il verbale può consultare il rilevamento fotografico, online, sull’apposito sito della polizia municipale inserendo il codice identificativo riportato sullo stesso verbale, a pagina 2.

Inseguimento in centro storico: due persone arrestate dai carabinieri per resistenza

Intercettati dai carabinieri, hanno lasciato l’auto in via di Roma e sono fuggiti a piedi. Rintracciati entrambi, si indaga sui motivi della fuga

RAVENNA 27/12/2018. 2 PERSONE SU UNA AUDI A3 FUGGONO AD UN CONTROLLO DEI CARABINIERI
 

Rocambolesco inseguimento a ridosso del centro nel tardo pomeriggio di ieri. Due persone, inseguite dei carabinieri, hanno mollato l’auto in via di Roma e sono scappati a piedi. Uno è stato bloccato poco dopo nei pressi del garage di via Girolamo Rossi: si era nascosto dentro un’automobile L’uomo, tunisino, aveva una cospicua quantità di denaro contante addosso. Più tardi in centro è stato fermato anche l’altro tunisino. Entrambi sono stati arrestati per resistenza. L’inseguimento era partito da via Venezia, dove i carabinieri avevano intercettato l’auto con a bordo i due. La macchina, un’Audi A3, non risultava rubata. I carabinieri indagano sui motivi della fuga, anche con il materiale trovato dentro l’auto.

 

Approvato un progetto da 1,5 milioni a protezione della costa di Punta Marina

L’intervento è nel piano degli investimenti ed è finanziato da fondi Eni: 3,65 chilometri divisa in sette celle di sedimentazione

Fagnani Spiaggia Marina Di RavennaProtezione della costa, approvato il primo stralcio di un progetto da circa un milione e mezzo di euro per la ricalibratura della scogliera di difesa a Punta Marina Nell ultima seduta, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, la giunta comunale ha approvato il primo stralcio di un progetto esecutivo del valore di 1.450.500 euro per lavori di ricalibratura della barriera di scogli artificiali a Punta Marina.

Si tratta di ottimizzare la difesa soffolta che si estende per un totale di 3.650 metri, divisa in sette celle di sedimentazione, la cui compattezza è minata nella parte esterna a causa delle condizioni meteo e delle mareggiate degli ultimi anni. Con questo primo stralcio si interverrà sulle celle maggiormente destabilizzate, per un tratto complessivo di 900 metri, in modo tale da garantire lo stesso grado di protezione su tutta la spiaggia di Punta Marina.

Si provvederà quindi al risezionamento della parte a rischio mediante il suo allargamento dagli attuali 8 a 10 metri, al fine di migliorare l’efficacia nel caso di condizioni di maltempo particolarmente intense. Verrà quindi ricalibrata e risagomata la parte debole per ripristinare il profilo originario della barriera, utilizzando massi di natura calcarea compatta, che dovranno essere costituiti da pietre dure, prive di piani di sfaldamento e incrinature, non alterabili dall’ acqua di mare o per effetto del gelo e con un peso specifico non inferiore a 2.500 kg/m3. L’intervento è previsto nel Piano degli investimenti 2018 e sarà finanziato con fondi Eni.

Accende un braciere per scaldarsi, quarantenne muore per il monossido

La vittima ha tentato di scaldare il bagno. Intossicate altre due persone che lo hanno soccorso

AmbulanzaUn uomo di quarant’anni, Abtellatif Aboufaris, è morto in ospedale per le conseguenze di un’intossicazione di monossido di carbonio. La tragedia è avvenuta ieri a Faenza in uno stabile di via Achille Farina (in zona parco Mita). Avrebbe acceso della carbonella, residuo di un barbecue, in un bagno per scaldarsi e il braciere avrebbe cominciato a sprigionare monossido che ha saturato l’ambiente. L’uomo si è sentito male. A trovarlo è stato un suo coinquilino che è uscito in strada e ha cominciato a chiedere aiuto.

E’ entrato un 45enne albanese che ha cominciato a praticare un massaggio cardiaco all’uomo. Il tutto ancora dentro l’abitazione: sia il coinquilino, anch’esso nordafricano, sia il 45enne sono rimasti intossicati a loro volta. Nel frattempo è stato avvisato il 118 e la polizia che, rilevando la presenza di monossido, hanno fatto uscire tutti e portato il quarantenne in ospedale. E’ arrivato in condizioni disperate ed è morto in tarda serata. I due soccorritori sono stati portati al centro iperbarico per le cure del caso.

Minori, anziani, disabili: nei servizi sociali crescono spesa, progetti e operatori

L’assessora comunale Valentina Morigi fa il punto dopo due anni dall’internalizzazione a Ravenna di un comparto così cruciale e illustra le novità in termini di bisogni e risposte, dagli educatori al welfare generativo

 

Disagio GiovanileA gennaio saranno due anni che i Servizi Sociali sono tornati in seno all’Amministrazione comunale di Ravenna, la prima promessa elettorale mantenuta dalla nuova giunta. Facciamo il punto con l’assessora Valentina Morigi che nella squadra di De Pascale detiene questa delega. Ben sapendo che il tema è vastissimo e che è impossibile da esaurire in un’intervista, abbiamo cercato innanzitutto di mettere in rilievo le novità emerse.

Assessora, partiamo dal profilo gestionale. Oltre al passaggio diciamo formale da Asp a Comune, cosa è cambiato di concreto nel settore dei servizi sociali per gli utenti?

«Innanzitutto abbiamo provveduto a rivedere l’assetto organizzativo del servizio, potenziandolo: abbiamo assunto dieci assistenti sociali e inserito nelle aree territoriali nuove figure: educatori professionali e assistenti familiari».

Che tipo di assistenza offrono e che preparazione hanno?

«Gli educatori professionali, insieme alle assistenti sociali, hanno il compito di seguire le persone in carico al servizio nei loro progetti di vita e percorsi di autonomia, inoltre costruiscono forme di collaborazione con associazioni e organismi di partecipazione del territorio, dando vita a progetti di welfare di comunità. Gli assistenti familiari svolgono un ruolo di prossimità al servizio delle persone fragili e vulnerabili, alle quali offrono sostegno nelle attività quotidiane, come la spesa, o il recarsi dal medico per le ricette o ancora l’acquisto dei farmaci. Sono figure importanti, che grazie a un finanziamento regionale e a un bando in pubblicazione nei primi mesi del 2019 estenderemo a tutte le aree territoriali».

Ma quindi, è aumentata la spesa per i servizi sociali?

«Sì, è aumentata, soprattutto per finanziare progetti nuovi, grazie anche a fondi dalla Regione, che ci siamo aggiudicati vincendo diversi bandi. Oggi rispetto al 2016 nel bilancio comunale ci sono 800mila euro in più all’anno (su una spesa complessiva di 11,5 milioni, ndr), di cui ben 500mila per i minori, che rappresenta un’area sempre più problematica».

Perché proprio l’area minori in una società che fa peraltro sempre meno figli?

«Perché le famiglie sono più fragili e vulnerabili, la crisi che ci ha attraversati non è stata solo economica ma anche culturale e valoriale. Inoltre, le famiglie tendono a essere sempre più piccole, crescono quelle mono-genitoriali. Stiamo quindi moltiplicando i progetti rivolti ai ragazzi, soprattutto ai preadolescenti».

Valentina MorigiA proposito di famiglie: uno dei punti dolenti resta la questione casa.

«È un tema su cui abbiamo posto grande attenzione, grazie ai nuovi servizi della Regione, ma anche con risorse dirette del nostro bilancio. Ogni anno circa 200mila euro nell’assistenza economica vengono concessi alle famiglie e impiegati per fare fronte a cauzioni, mensilità di affitto ed esenzione dei canoni in alloggi Acer. Inoltre è nato un fondo di 150mila euro per le morosità incolpevoli, ossia persone che hanno smesso di pagare canone a seguito della perdita del lavoro per un incidente, un’invalidità, un’inabilità, non autosufficienza. Se a questo aggiungiamo i circa 350mila euro messi a disposizione dalla Regione per il Fondo Affitto, in tutto i contributi per il sostegno all’abitare ammontano a 700mila euro».

Questo è servito in qualche modo ad allentare la pressione sulle richieste di alloggi popolari, da sempre una questione aperta?

«Si è un po’ allentata grazie a un maggiore turnover dovuto al nuovo regolamento regionale che ha interrotto alcune situazioni diciamo di ereditarietà. Ma la vera misura risolutiva è quella di immettere nuovi immobili a disposizione dell’edilizia sociale. All’inizio del mandato abbiamo inaugurato nuove case in via Patuelli grazie al fondo casa Acer del governo. Ora quello a cui pensiamo sono nuovi strumenti di pianificazione urbanistica che possano intervenire sul mercato della casa, per esempio mettendo a disposizione immobili oggi vuoti».

L’altro grande capitolo in capo ai servizi sociali è il tema della disabilità che riguarda la qualità della vita di singoli e famiglie e la garanzia di diritti che non sempre sono garantiti.

«Sì, ed è forse quello su cui in questi due anni abbiamo fatto la svolta principale. Nel 2018 abbiamo dato l’avvio a un percorso partecipato, un focus del terzo settore che mette insieme il mondo della cooperazione sociale, le famiglie e i disabili stessi per dare risposte a nuovi bisogni. Nel 2019 rimoduleremo i servizi per l’aspetto socio-occupazionale: oltre alle tradizionali soluzioni con le cooperative sociali, vogliamo ampliare la possibilità di scelta coinvolgendo imprese e aziende. Questo per dare una possibilità di scelta il più diversificata possibile ai ragazzi, partendo dalle loro competenze e aspirazioni. Vogliamo, insomma, rovesciare il paradigma seguito fino ad ora».

Questo per quanto riguarda i disabili adulti, ma a lamentarsi sono anche le famiglie con bambini che si sentono spesso abbandonate al di fuori della scuola e che devono sopportare un carico di lavoro di cura particolarmente gravoso.

«Anche su questo ci sono novità importanti che coinvolgono le associazioni attraverso i piani di zona. Per esempio un fondo da 200mila euro per venti progetti che in parte proseguono esperienze esistenti, in parte serviranno per esperienze nuove su quello che è lo sport e il tempo libero. Abbiamo coinvolto la città e siamo stati premiati perché sono arrivati progetti innovativi e stimolanti che vanno dai centri di aggregazione alla musica. Inoltre abbiamo fatto un investimento di 400mila euro all’anno per incentivare la parte educativa domiciliare: l’idea è quella di creare figure che possano intervenire in casa per sollevare la famiglia da una parte del carico di lavoro aggiuntivo che un figlio disabile necessariamente comporta. Sono troppi i genitori costretti a restare a casa dal lavoro per seguire un figlio disabile».

Farete un bando? Sarà un servizio in compartecipazione? Cioè chiederete alle famiglie, in base all’Isee, di partecipare alle spese?

«Faremo un bando a inizio 2019 e sarà prevista una compartecipazione delle famiglie, come per tutti i servizi legati alla domiciliarità. Andremo a cercare figure competenti che possano sia aiutare le persone adulte con disabilità a compiere il proprio progetto di vita, sia le famiglie con minori disabili. Si tratta anche in questo caso di bisogni nuovi, che in passato magari potevano essere soddisfatti da una rete più larga, dai nonni in pensione, che oggi invece sono costretti a lavorare più a lungo».

Ma quante sono queste famiglie con bambini o adulti disabili nel comune di Ravenna?

«Ottima domanda a cui è difficile rispondere. Noi conosciamo le famiglie che entrano in contatto diretto con il Servizio, o quelle con cui entriamo in contatto attraverso altri servizi, come l’Azienda Sanitaria o come i servizi per l’infanzia (che prevedono una partecipazione al sostegno scolastico con l’educatore). Tuttavia ci sono e restano realtà sconosciute ai servizi e famiglie che ignorano cosa i servizi sociali potrebbero fare per loro».

C’è un problema di comunicazione, quindi?

«C’è una questione che riguarda la cultura e la conoscenza dei servizi. Per questo ho intrapreso un tour nei consigli territoriali per raccontare che cosa facciamo. Quello sociale è un lavoro spesso invisibile, noto solo a chi lo pratica e chi ci entra in contatto. In realtà la cultura della solidarietà e della presa in carico dovrebbe riguardare sempre più tutta la comunità. Ecco perché stiamo pensando a una guida ai servizi che possa essere di aiuto a quelle figure che intercettano la popolazione come i medici o le scuole. E poi lavoreremo con i consigli territoriali per dar vita a nuove forme di welfare di comunità generativo. Per esempio dopo l’Epifania incontrerò nuovamente il Consiglio del Centro Urbano per avviare, in centro a Ravenna, un progetto dedicato agli anziani che vivono da soli, in costante aumento. Attiveremo associazioni di volontari, responsabili di condominio o di strada, adeguatamente formati, che possano andare tutti i giorni, passare da chi vive da solo e, in caso di necessità, attivare servizi».

In effetti la demografia ci dice che il futuro ci riserva soprattutto il tema della terza età. Quando aprirà la nuova casa protetta?

«La nuova struttura del Solco aprirà entro il 2020, e metterà a disposizione del territorio 135 posti letto: 95 saranno accreditati, con un nucleo Alzheimer di 15 posti. Tra pochi mesi aprirà anche la Comunità Alloggio Casa Fabbri, la prima a gestione pubblica nel nostro comune. Con il trend di invecchiamento della popolazione è necessario comunque continuare a lavorare anche sulla domiciliarità da un lato mettendo a sistema servizi che possano contribuire a mantenere l’autonomia della persona anziana non autosufficiente senza che la sua cura pesi esclusivamente sui famigliari, riqualificando e progettando l’assistenza domiciliare, dall’altro dando vita a nuovi servizi di supporto alle persone anziane che hanno ancora capacità autonome residue e che esprimono bisogni ordinari».

Veniamo al capitolo bassa soglia, ossia alle persone forse più economicamente fragili, senza fissa dimora. Innanzitutto: è sufficiente il dormitorio rispetto alle richieste?

«Per il momento sì, peraltro oggi è aperto, a differenza che in passato, tutto l’anno e non solo in inverno. Ed è stata una scelta giusta. Ma il progetto che forse mi sta a cuore anche per la portata innovativa è quello che riguarda i minori non accompagnati nel momento in cui diventano maggiorenni e devono uscire dalle strutture finanziate dallo Stato. Hanno 18 anni e si ritrovano qui, soli, spesso impegnati in un percorso di studi non ancora concluso. Non è il dormitorio il posto per loro. Ecco perché daremo vita a un nuovo servizio, con Housing First, ovvero appartamenti da condividere riservati a loro dove saranno seguiti da persone più adulte ed esperte, ma dove potranno compiere un percorso verso l’autonomia. Esiste già per altre tipologie di utenti, ora aprirà anche per loro».

Ma sarà quindi riservato solo agli stranieri?

«No, a tutti i neomaggiorenni che si trovano in difficoltà, ci sono purtroppo anche molti italiani nelle case famiglia».

I servizi sociali sono terreno di scontro quotidiano e di molte dicerie rispetto al tema italiani/stranieri. Non mancano i lettori che scrivono anche a noi accusandola di occuparsi solo di immigrati e di trascurare gli italiani. Anzi, si può dire che forse è uno dei temi su cui hanno guadagnato consensi la Lega e forse anche il Movimento 5 Stelle. C’è un problema su questo fronte? La nuova povertà riguarda effettivamente soprattutto gli stranieri privi di reti familiari sul territorio?

«Il recente rapporto del Censis fotografa un’Italia più povera e più arrabbiata, fanalino di coda in Europa per ripresa economica. In questo quadro di impoverimento generale, gli istituti di ricerca pongono l’attenzione su due categorie a rischio più delle altre: le giovani generazioni, più precarie e con salari più bassi e senza tutele sociale e i migranti, che in aggiunta non hanno una rete familiare di supporto. In una situazione come questa, una guerra tra poveri non ha alcun senso. Avrebbe invece senso chiedersi come mai sia aumentata la forbice della disuguaglianza sociale  a favore della ricchezza».

Qual è il capitolo che ancora non avete affrontato e che invece segnerà i prossimi due anni e mezzo di mandato?

«Stiamo lavorando, dall’inizio di questa esperienza, su tutti gli ambiti del sociale, per potenziare e migliorare gli interventi. Da qui alla fine del mandato ci concentreremo maggiormente per sperimentare progetti di welfare generativo, con l’obiettivo di far crescere una cultura di solidarietà, altruismo e di giustizia sociale, che coinvolga tutto il territorio, non solo l’assistente sociale e il cittadino bisognoso».

Visite guidate, laboratori e vacanze al Museo NatuRa di Sant’Alberto

Domenica un pomeriggio scientifico per i bambini dai 5 anni

Il Museo NatuRa di Sant’Alberto

Continuano le iniziative per le feste natalizie al museo Natura di Sant’Alberto. In particolare, venerdì 28 dicembre alle 15 il museo sarà animato dalla visita guidata “Animali intorno al mondo nella notte di Natale”, con tanto di laboratorio e merenda (dai 5 anni). Domenica 30 dalle 14 alle 18, “Fine d’anno in scienza”, quest’anno il pomeriggio scientifico (per bambini dai 5 anni) sarà dedicato alle meraviglie del mare. Durante tutto il periodo natalizio ci si potrà inoltre divertire con “Bianchi come la neve”, caccia al tesoro compresa nel prezzo del biglietto d’ingresso che si svolge in autonomia nelle sale del museo, e “Il cesto di Camilla”, punto di scambio di libri e giocattoli nuovi o usati. In gennaio il programma inizierà venerdì 4 alle ore 15.30 con caccia al tesoro della Befana e merenda di Natale. Sabato 5 dalle 20 il Museo propone una serata per bambini dai 7 ai 10 anni con una cena a base di pizza per poi proseguire con attività di gioco a squadre per cercare di risolvere “il mistero del Museo” (su prenotazione). Domenica 6 dalle 14 alle 18.30 la Festa della Befana, un pomeriggio completamente gratuito con letture, laboratori, dolcezze e sorprese.

Ritorna poi “In vacanza al Museo”, il campus natalizio che il Museo propone dal 27 dicembre al 4 gennaio per rallegrare le vacanze dei bambini nati tra il 2007 e il 2012. Tanto divertimento, natura e scienza per un campus giornaliero con ingresso dalle 8 alle 9 e uscita dalle ore 12 alle 13.30. Ogni piccolo partecipante potrà scegliere di trascorrere al campus una o più giornate, considerando che le attività del giorno saranno sempre diverse nei contenuti. Info e prenotazioni 0544 528710, 529260 natura@atlantide.net.

Nuovo capo di gabinetto in Prefettura: è Maria Rosaria Mancini

Già dirigente dell’Area Immigrazione e Presidente della Commissione Territoriale per la Protezione Internazionale

Ravenna Piazza Del PopoloIn Prefettura a Ravenna si è insediata in questi giorni il nuovo Capo di Gabinetto, il vice prefetto dottoressa Maria Rosaria Mancini, già in servizio alla Prefettura dove ha svolto diversi incarichi, nell’ambito della Protezione Civile e Difesa Civile, della gestione delle materie depenalizzate, del Codice della Strada, dell’elettorale.

Da ultimo è stata dirigente dell’Area immigrazione e Presidente della Commissione Territoriale per la Protezione Internazionale, incarichi che ha mantenuto anche attualmente.

La dottoressa Mancini ha sostituito il funzionario dirigente Arnaldo Agresta, che è attualmente Capo di Gabinetto alla Prefettura di Salerno.

Le proposte di CambieRà e Ravenna in Comune per salvare le edicole

Quattro mozioni e altrettante idee per trasformare il servizio in punto di riferimento per cittadini, turisti e fruitori di Start

EdicolaDue capogruppo di opposizione uniti per fare una serie di proposte per salvare le edicole. Si tratta di Samantha Tardi della lista civica CambieRà (edicolante lei stessa fino a pochi mesi fa) e Massimo Manzoli di Ravenna in Comune, lista civica che unisce le anime di sinistra che si oppongono al Pd.

La loro proposta nasce dalla constatazione che con il dimezzamento e oltre delle vendite dei quotidiani, negli ultimi dieci anni stanno chiudendo anche molte edicole «con la conseguente perdita di posti di lavoro e un lascito di manufatti chiusi, in zone strategiche della città, del centro storico e dei foresi, lasciati all’abbandono, al degrado ed utilizzati spesso e volentieri come toilette a cielo aperto sia da animali che da umani».
Partendo inoltre dal Protocollo d’intesa del 2 ottobre 2017 siglato tra Anci e Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) in cui si prevede la sensibilizzazione delle «amministrazioni comunali, a partire dai capoluoghi di regione e provincia, affinchè riducano considerevolmente i canoni delle edicole per le occupazioni permanenti e temporanee realizzate su strade, piazze ed aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune (…) affinchè valutino la possibilità di introdurre agevolazioni per la riduzione dell’onere da imposte immobiliari sulle unità sede di rivendite di giornali (…) e affinchè promuovano sul loro territorio iniziative che ripensino la funzione delle edicole rendendole un centro servizi al cittadino», consentendone la funzione di servizi anagrafici decentrati per il rilascio di certificati comunali, e diano agli edicolanti la possibilità di ampliare le categorie di beni e servizi offerti ai cittadini e turisti (…) garantendo che la parte maggioritaria degli spazi del punto vendita sia comunque destinato all’esposizione ed alla vendita della stampa» i due hanno depositato quattro mozioni.

Si tratta, spiegano di «soluzioni attuabili a livello comunale fino a proposte di impegno coinvolgenti i livelli a noi sovraordinati. Abbiamo ragionato sulla possibilità di attivare servizi differenziati ed aggiuntivi all’interno delle edicole con lo scopo di aumentare il flusso di potenziale clientela sia cittadina che turistica».
Tra le proposte concrete, la costituzione di una rete di Iat diffusi; l’istituzione di una rete di vendita e prevendita biglietti per manifestazioni sportive, culturali, teatrali, performative evitando il rilascio di esclusive ai grandi distributori; l’istituzione di una rete di servizi quali rilascio certificati, servizio anagrafe e/o postali.

Inoltre, «per consentire un riuso ed una riattivazione dei chioschi chiusi» – spiegano Manzoli e Tardi «abbiamo altresì avanzato proposte, quali la possibilità di cambio destinazione d’uso, mantenendo il divieto di somministrazione cibo e bevande, offrendo, con ciò, la possibilità di aumentare le probabilità di vendita del manufatto stesso affinché siano avviabili attività commerciali alternative a quella di rivendita giornali, come, ad esempio, punti di consegna/ritiro per corrieri e-commerce, temporary shop a rotazione e su pagamento di un noleggio, spazi di promozione per associazioni, isole solari e/o punti di ricarica per dispositivi, biciclette, auto, wifi, in abbonamento, vendita classica di merce non deperibile».

Scrivono ancora i due consiglieri: «Per quanto riguarda gli organi a noi sovraordinati abbiamo proposto l’avviamento di tavoli in cui siano presenti tutte le forze coinvolte, quali Associazioni di Categoria, Sindacati di settore (ad esempio Snag e Fieg), rappresentanti sindacali tra gli edicolanti stessi, affinchè si chieda con forza a Governo ed Editori un aumento della percentuale di sconto applicata sui prezzi di copertina (fermo da decenni alla media del 19% lordo); un progetto che preveda la spedizione degli abbonamenti in edicola, permettendo quindi al punto vendita di avere più giro di clientela e un minimo guadagno; proporre il divieto di inserimento negli illustrati e/o collezionabili in diffusione nelle edicole delle cartoline abbonamento; avviare qualunque iniziativa politica mirata ad aumentare il guadagno delle rivendite».

Infine, ecco il tema della biglietteria Start Romagna che Tardi e Manzoli ritengono «obsoleta, poco efficiente per gli utenti e poco appetibile per i rivenditori, i quali, di conseguenza riducono l’offerta di vendita al minimo indispensabile, con conseguente risultato di un servizio insufficiente per cittadini e turisti. Start Romagna, al momento, e salvo accordi particolari e diversi con alcuni rivenditori, richiede loro il pagamento totale dei titoli di viaggio ordinati, al netto dell’aggio, immediatamente al momento della consegna (effettuata da un operatore Start che gira in auto fermandosi ad ogni punto vendita), creando quindi la condizione di completa anticipazione della spesa da parte del commerciante, il quale andrà a recupero solo nei giorni o nelle settimane successive. Su alcune tipologie di biglietto, inoltre, viene richiesto un numero minimo di acquisto, sotto il quale non viene effettuata la consegna, nemmeno se facente parte di un ordine maggiore. La nostra prima richiesta verte innanzitutto sull’aumento dell’aggio dedicato ai rivenditori, oggi fermo al 5% lordo, senza influire sul costo del biglietto per l’utente finale. Poichè ci troviamo nell’epoca digitale, dove l’elettronico sta avanzando inesorabilmente, permettendo quindi fortissime riduzioni di consumo di carta, inchiostri, tempo e, soprattutto, denaro chiediamo a Start Romagna l’avvio di una trasformazione della biglietteria da una mera distribuzione dei titoli cartacei ad una biglietteria elettronica che consenta, tramite strumenti idonei, quali pos o pc, di poter rivendere i titoli di viaggio senza un pre-acquisto, bensì tramite una scelta digitale”. I vantaggi di questa opzione sarebbero il “risparmio del costo dell’operatore e della relativa auto aziendale che gira per le consegne; la riduzione del rischio smarrimento denaro incassato, poiché col sistema elettronico il pagamento avverrebbe tramite addebiti automatici in conto corrente o tramite carte di credito; la scelta completa a disposizione del commerciante per la vendita del prodotto più consono alle esigenze del cliente; il pagamento postumo, magari settimanale, e solo sul venduto effettivo, con addebiti automatici; l’abbattimento del rischio di invenduto; il controllo effettivo dei titoli venduti da parte di Start Romagna, siccome ora molti dei “venduti” sono semplicemente fermi nel cassetto di un rivenditore».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi