venerdì
22 Maggio 2026

Il tabù del piacere femminile: «Viviamo in una società sessuofobica»

Lo spettacolo tremolo, conferenza performativa sul piacere sessuale, in prima nazionale il 6 maggio alle 21 al Teatro Rasi (e in replica mattutina il giorno dopo per le scuole superiori), nell’ambito di Polis Teatro Festival (info qui) sarà accompagnato da un momento di dibattito tra le artiste e Giulia Blasi, scrittrice, public speaker e formatrice che affronta quotidianamente aspetti legati al femminismo e all’inclusione sociale. Le abbiamo chiesto di condividere con noi una riflessione sulle dinamiche culturali messe in luce dallo spettacolo.

GIULIA BLASI
Giulia Blasi

Giulia, perché ancora oggi è difficile parlare di piacere femminile?
«Viviamo in una società profondamente sessuofobica: la sessualità è una forma di libertà, l’annullamento delle gerarchie, e reprimerla aiuta il controllo. Le religioni e le ideologie conservatrici sono un chiaro esempio di questo meccanismo. Oggi sappiamo che la sessualità “tradizionale”, la coppia nucleare composta da maschio e femmina, è estremamente riduttiva rispetto all’esperienza umana, ma fa ancora comodo reprimere la sessualità al coito coniugale con fine riproduttivo. In questo scenario, la donna diventa una soggettività doppiamente controllata: non può ribellarsi, o crollerebbe la struttura patriarcale; può essere un oggetto sessuale, ma non un soggetto sessuale. La sua sessualità rimane subordinata al desiderio maschile».

Le donne tendono a sottovalutare la salute sessuale?
«Tantissimo, ma comunque meno degli uomini. In quanto donne, siamo più “medicalizzate”, ad esempio seguite da un ginecologo fin dalle prime mestruazioni. Tendiamo però a sottovalutare il lavoro sul piacere e sull’espressione sessuale, su cui c’è ancora un forte stigma. Il discorso sulla salute femminile ha solitamente a che fare con la salute riproduttiva».

L’arte può essere un mezzo che “libera” le donne da questi preconcetti?
«Sì, lo è da sempre. Vediamo artiste come Sabrina Carpenter che stanno costruendo un’intera poetica sul piacere femminile, ma attraverso la musica le donne hanno sempre parlato di piacere e sesso, anche con metafore potentissime. Basta pensare alle nostre Mina, Ornella Vanoni… Possiamo dire però che oggi non se ne parla abbastanza, negli anni ’70 c’era molta più libertà. Il tema della menopausa ad esempio è completamente dimenticato: una donna ci arriva senza sapere nulla di quello che le sta succedendo. È per questo che ho deciso di parlarne io».

L’uomo può essere spaventato dal piacere femminile inteso come forma di libertà e autodeterminazione?
«L’uomo è spaventato dalla libertà femminile in generale. La maschilità si basa sul controllo delle situazioni, dei territori, delle persone. Se togli a un uomo la possibilità di controllare la donna che gli sta accanto va nel panico. Spesso, chi preferisce una donna con meno esperienza a livello sessuale desidera in realtà una donna più controllabile e con meno termini di paragone per quanto riguarda le sue prestazioni».

Lo spettacolo a cui prenderà parte viene dalla Lituania, pensa che l’Italia sia “indietro” su queste tematiche?
«L’Italia è indietro sulla maggior parte dei temi che riguardano la società, soprattutto sull’incorporare la sessualità come parte dell’esperienza umana. Siamo tra i pochi paesi occidentali a non avere un programma di educazione sessuoaffettiva nelle scuole, nonostante sappiamo che le famiglie non hanno la capacità per educare all’emotività sessuale, al riconoscimento dei desideri, l’accettazione del rifiuto, la costruzione di un’identità non defi- nita dal desiderio altrui. Questi insegnamenti influenzerebbero le gerarchie di potere e, in una sfera politica prettamente maschile, diventa difficile accettarli da parte di tutti i colori: è un pensiero istituzionalizzato a destra, ma “strisciante” anche a sinistra».

Questo spettacolo si definisce una “forza gentile”: quanto è strategica oggi la gentilezza nel fare attivismo?
«Per alcuni versi è fondamentale, ma bisogna fare attenzione. La gentilezza è importante come la risata, l’ironia, la cura, ma sono necessari anche i momenti di rabbia. Un’emozione molto compressa, soprattutto nelle donne. Spesso abbiamo un problema reciproco di gentilezza: dobbiamo imparare sia a stimolare la cura che a esprimere la rabbia».

Quanto invece la comunicazione può aiutarci a cambiare il mondo?
«Tutto è narrazione e tutto ciò che viene vissuto può essere raccontato. È importante l’intenzionalità, la narrativa empatica e mai didascalica. Bisogna fare attenzione al linguaggio perché la lingua aiuta a creare il mondo, ma è giusto giocare e sperimentare. La rigidità non fa bene a nessuno. Per citare la filosofa e attivista Judith Butler, “Non dobbiamo diventare la polizia del linguaggio: io ho paura della polizia”».

Le nuove generazioni vengono spesso indicate come più inclusive e sensibili sul tema, ma nel suo libro Rivoluzione Z (Rizzoli) sostiene il contrario. Cos’è mancato e cosa si può fare?
«Sono estremamente polarizzati, “talebani” in un senso o in un altro: c’è una fetta di attivisti che vorrebbe parlare costantemente di corpo e sessualità e un’altra parte estremamente bacchettona che critica a Elodie il fatto di spogliarsi troppo. In generale sono molto giudicanti, anche più dei boomer. Tra le cause troviamo sicuramente gli influssi della pandemia, che ha causato handicap pesanti a livello relazionale: i giovani fanno più fatica a uscire e, stando ai dati, praticano anche meno sesso rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. Bisognerebbe intervenire su socialità e autocoscienza».

Playoff serie C: ne restano “solo” 19, mercoledì ne verranno eliminate altre 6. Il tabellone

Ultima domenica da spettatore per il Ravenna Fc, che si appresta a iniziare la settimana di preparazione al debutto nei playoff promozione del campionato nazionale di calcio di Serie C. Sabato pomeriggio al Benelli (a porte chiuse) i giallorossi hanno pareggiato (1-1, gol di Tenkorang) contro l’Inter Under 23 in un’amichevole che si è rivelata utile soprattutto a dare minutaggio a tutta la rosa. Non hanno giocato gli acciaccati Fischnaller, Poluzzi, Lonardi e Rossetti, che Mandorlini spera di recuperare (l’unico davvero in dubbio per la gara di andata è Rossetti).

Come noto, c’è una sola promozione in palio (sono già in B le vincitrici dei tre gironi, Vicenza, Arezzo e Benevento), con 28 squadre in lizza. Che sono però già diventate 19 dopo il primo turno dei gironi andato in scena oggi (gara secca, con la squadra in casa che passava il turno anche in caso di pareggio). Non sono mancate le sorprese, con 2 vittorie esterne su 9: la Giana Erminio, decima, ha eliminato il Trento, quinto, mentre il Casarano, ottavo, ha vinto in casa del Monopoli, settimo. Nel girone del Ravenna sono passate le tre squadre di casa: Juventus Next Gen, Pineto e Pianese.

Ecco il quadro del secondo turno regionale, che si disputerà mercoledì 6 maggio. Il Ravenna, nel sorteggio del giorno dopo, affronterà una delle sei squadre vincenti dei seguenti incontri (fatta eccezione della migliore delle sei, che diventerà testa di serie), sempre in gara secca, con la squadra in casa che passerà anche in caso di pareggio.

  • Lecco – Giana Erminio
  • Cittadella – Lumezzane
  • Campobasso – Pineto
  • Juventus Next Gen – Pianese
  • Cosenza – Casarano
  • Casertana – Crotone

Il Ravenna giocherà domenica 10 maggio in trasferta, mentre il ritorno è in programma al Benelli mercoledì 13 maggio. In caso di parità al termine dei 180 minuti, passerà il turno il Ravenna (contro chiunque verrà sorteggiato). Insieme ai giallorossi, entreranno in scena anche le terze degli altri due gironi – Renate e Salernitana – e la vincitrice della Coppa Italia, il Potenza. Nel turno successivo, sarà la volta delle seconde in classifica: Brescia, Ascoli e Catania.

Faenza batte Piombino e va ai playoff contro Vigevano

La Tema Sinergie Faenza fa il suo dovere e come da pronostico, davanti ai propri tifosi, vince (81-77) la gara secca di play-in contro Piombino. Faenza accede così ai quarti di finale dei playoff promozione del campionato nazionale di Serie B di basket, dove sfiderà Vigevano, che ha chiuso la regular season al primo posto del gruppo A (Faenza invece è l’ottava del gruppo B).

La serie (al meglio delle 5 partite) partirà l’8 maggio in Lombardia e arriverà al Pala Cattani di Faenza il 13 maggio per gara 3 e il 15 per l’eventuale gara 4.

Sempre l’8 maggio partiranno anche i playout dell’OraSì Ravenna, che insegue la salvezza sempre in serie B, contro il Fiorenzuola. Le prime due gare si giocheranno a Castell’Arquato, mentre la serie si sposterà a Ravenna il 13 maggio

Chiude la pasticceria “Le Armonie” in centro. Resterà aperto il punto vendita di viale Caduti

Chiude dopo sei anni di attività la pasticceria “Le Armonie”, in viale Roma, a Cervia. Il bar aveva preso il posto dello storico negozio Benetton ed era gestito da Mario Lombardo Puntillo e Grazia Marchetti. Secondo quanto riportato sulle pagine de Il Resto del Carlino in edicola ieri (2 maggio) la decisione sarebbe stata maturata in seguito alla scelta dei tre figli della coppia di intraprendere altre strade professionali. A questo si aggiunge la buona offerta ricevuta per il rilievo del locale e problematiche di degrado del viale principale di Cervia notate dai titolari.

Il punto vendita di viale Caduti per la libertà (il primo aperto dalla coppia) però attivo, come bar e laboratorio di pasticceria.

 

È libero il ravennate Luca Gennari, sequestrato a bordo della Flotilla a largo di Creta

È libero Luca Gennari, il 42enne ravennate sequestrato a bordo della Holy Blue, una delle circa 20 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla fermate a largo di Creta dalle forze israeliane. Gennari, videomaker e documentarista, era partito dalla sicilia lo scorso 26 aprile. Dopo l’attacco e il sequestro del 29 aprile sono seguiti giorni di silenzio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Resto del Carlino in edicola oggi, 2 maggio, Gennari non avrebbe più il cellulare, ma sarebbe comunque riuscito a mettersi in contatto con i familiari per assicurarli sulla sua salute. L’attivista è in libertà e si trova a Creta, non è ancora certa però la data del rientro in Italia.

Nella sua carriera da documentarista ha avuto modo di raccontare gli scenari della guerra in Donbass e svolgere numerosi progetti per National Geographic. Come attivista, si imbarcò da volontario sulla Sea Shepherd.

Con lui, a bordo della Holy Blue, anche il giornalista Andrea Sceresini, che sulle pagine de Il Manifesto racconta i momenti che hanno seguito il sequestro. «La polizia greca ci ha scortati dal porticciolo di Atherinolakkos al capoluogo dell’isola di Creta, il quartier generale del movimento si è trasferito qui. Una meravigliosa comunità di attivisti anarchici si è presa cura di noi, aprendoci le porte del loro palazzo occupato – scrive Sceresini -. L’attacco dell’esercito israeliano ha messo fuori uso ventidue imbarcazioni, alcune delle quali tuttavia non sono state affondate. Hanno tagliato le vele e sabotato il motore, ma lo scafo, nonostante tutto, è rimasto integro. Ora il nostro piano è molto chiaro: rimettere in sesto più scafi possibile, riordinare gli equipaggi e continuare la rotta». Dall’attivista anche la condanna alla presunta complicità del governo greco nell’attacco: «Chi garantisce che Israele non possa ripetere un simile gesto anche in futuro? Di certo, non il governo di Atene, che anzi viene accusato a gran voce di aver offerto copertura ai marò della Shayetet 13. Una delle navi attaccate, la Tam Tam, avrebbe chiesto più volte aiuto via radio alla guardia costiera greca. Nonostante ciò, gli uomini della capitaneria si sarebbero “rifiutati di intervenire”».

Su 58 barche partite verso Gaza, sono circa 20 quelle affondate o sabotate. Il ministro degli Esteri israeliano HA dichiarato di aver arrestato 175 persone, tra cui 24 italiani. L’Ansa ha poi riportato che 173 di queste sono state scortate dalla guardia costiera greca verso una destinazione ancora sconosciuta, ma mancano all’appello i nomi di Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, sequestrati su un’imbarcazione italiana e portati in Israele per essere interrogati su «attività sospette». Israele accuserebbe infatti Saif Abu Keshek di essere membro di spicco del Pcpa (organizzazione designata e sanzionata dagli Stati Uniti come copertura di Hamas) e Thiago Ávila di operare con il Pcpa quindi sospettato di attività legali. Il Popular Conference for Palestinians Abroad (Pcpa), o Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero, è un’organizzazione con sede a Istanbul che Israele ha accusato di essere un braccio operativo e finanziario di Hamas.

Dal profilo Instagram di Gennari è stato condiviso un appello per la liberazione dei due ostaggi. Sul sequestro interviene anche la lista Ravenna in Comune, che scrive in una nota: «Chiediamo al Governo Italiano, che si dichiara amico di Israele, di agire immediatamente per la liberazione di Saif e Thiago dopo l’atto di pirateria. Chiediamo al Sindaco di Ravenna di ricordarsi delle sue promesse: “C’è sempre una parte dalla quale stare e l’Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi”, Ravenna batta un colpo».

 

Controlli straordinari nel “fine settimana lungo”: locali irregolari e patenti sospese per ubriachezza

Controlli di polizia intensificati sul litorale in occasione del fine settimana lungo del 1° maggio, con particolare attenzione alle aree di Cervia, Milano Marittima e Marina di Ravenna. I controlli straordinari sono stati disposti dal questore di Ravenna in risposta alle esigenze di sicurezza emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Gli intereventi hanno coinvolto polizia di stato (divisione polizia amministrativa e sicurezza), carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, polizia provinciale e polizia stradale. Nel corso dei servizi sono state complessivamente identificate oltre 270 persone e controllati quasi 50 veicoli. Le verifiche hanno interessato sia la circolazione stradale (con l’ausilio di etilometri) che gli esercizi pubblici e commerciali delle località.
I controlli amministrativi hanno consentito di rilevare una serie di irregolarità tra diversi esercizi, tra cui violazioni in materia di sicurezza antincendio, mancato rispetto degli obblighi informativi previsti dalla normativa sul consumo di bevande alcoliche e omissioni nella emissione di documentazione fiscale. In uno degli esercizi controllati è stata poi riscontratala presenza di un numero di persone di gran lunga superiore alla capienza consentita (circa tre volte e mezzo il limite autorizzato), oltre a personale irregolare e al mancato rispetto delle prescrizioni in materia di pubblico spettacolo. Per tali violazioni sono previste sanzioni sia in sede amministrativa sia penale.

I controlli stradali invece hanno permesso di accertar più casi di guida in stato di ebbrezza, alcuni dei quali hanno comportato il deferimento all’Autorità Giudiziaria e il ritiro della patente di guida, con applicazione in un caso della disciplina specifica prevista per i conducenti neopatentati. Un ulteriore soggetto è stato inoltre sanzionato per manifesta ubriachezza.

«I servizi straordinari di controllo del territorio proseguiranno nei prossimi giorni – comunicano dalla polizia di stato -. con l’obiettivo di mantenere elevati i livelli di sicurezza urbana e di prevenire situazioni di illegalità, a tutela della collettività e del tessuto economico e turistico del litorale ravennate».

Isola cerca il bis e punta su turismo di qualità, formazione e produzione

Tra i candidati sindaco di Faenza c’è anche chi ha fatto il sindaco dal 2020. Massimo Isola, infatti, si presenta per il secondo mandato.

Sindaco, si ricandida dopo cinque anni quanto mai complessi, davvero non le sono bastati?
«Questi cinque anni, in realtà quasi sei, sono stati estremamente sfidanti sia dal punto di vista umano che amministrativo. Tuttavia, questa città mi ha dato molto e ho sentito il dovere e il senso di responsabilità di rimettermi in discussione nel momento in cui la comunità politica di riferimento ha chiesto di dare nuovamente la mia disponibilità».

Quante volte si è chiesto: “ma chi me l’ha fatto fare?”
«Mai! Non nascondo che ho attraversato momenti di sconforto, legati a difficoltà amministrative o ad attacchi personali, molto spesso fuori dai temi legati al governo della città. Nel corso del mandato abbiamo dovuto sostenere persone che vivevano un dolore profondo, affrontando emergenze prive di una qualsiasi letteratura di riferimento. Abbiamo tracciato traiettorie e percorso sentieri inesplorati; nonostante i momenti di oggettiva difficoltà, ho sempre cercato di reagire con la massima determinazione e disponibilità nei confronti di tutti, inclusi coloro che manife- stavano rabbia, spesso alimentata dalla disperazione per il dramma che stavano vivendo».

Il momento più buio e quello invece più luminoso di questi cinque anni?
«Il momento più buio è stato senza dubbio la notte dell’alluvione di metà maggio. Al contrario, l’evento più luminoso è stato quello del via libera per lo stanziamento per la Casa della Comunità; da un lato un risultato che permette di rigenerare e potenziare il progetto di sanità pubblica nel nostro territorio, dall’altro la risposta, positiva, alle nostre convinzioni di andare in una determinata direzione sull’enorme tema, quanto mai attuale, della socio-sanità».

La ricostruzione dopo l’alluvione. A che punto siamo? E cosa si può sperare di vede- re accadere nei primi cinque anni?
«La messa in sicurezza del territorio procede attraverso interventi strutturali mirati a ridurre il rischio idrogeologico. In via Renaccio sono stati completati 550 metri lineari di muro con palificazioni profonde 12
metri per contrastare la forza d’urto alla confluenza tra il torrente Marzeno e il fiume Lamone, fornendo protezione alla zona della Bassa Italia. Gli argini sono stati ripristinati e dotati di un sistema di monitoraggio strumentale in collaborazione con l’università. Sul fronte idraulico, l’installazione di una grossa idrovora e di valvole di non ritorno nel tratto urbano, insieme all’ammodernamento della rete fognaria gestito con Hera, punta a limitare i fenomeni di rigurgito. Altri interventi hanno riguardato la risagomatura dell’alveo nell’orto Bertoni per eliminare una criticità strutturale del Lamone, la pulizia sistematica della vegetazione e il rafforzamento dei punti critici con massi ciclopici. Oltre ai 5 milioni di euro derivanti dalle ordinanze commissariali per la viabilità, sono stati riqualificati il Parco Azzurro, il parco di via Cimatti e la scuola elementare Pirazzini. Per il prossimo quinquennio, l’obiettivo è il completamento del progetto del Ponte delle Grazie e la realizzazione delle aree di laminazione previste dal Piano di Assetto Idrogeologico (Pai)».

Come dovrà cambiare Faenza per essere pronta a nuove eventuali situazioni straordinarie?
«La resilienza urbana deve fondarsi su una revisione complessiva delle aste fluviali. Non è sufficiente intervenire in corrispondenza del centro abitato; è necessario predisporre aree di laminazione distribuite lungo tutto il corso dei fiumi, sia a monte sia a valle della città, per gestire i volumi d’acqua in eccesso prima che raggiungano il tessuto urbano».

Un evento così catastrofico ha sicuramente riscritto l’agenda politica e amministrativa. Quale settore ne ha risentito di più?
«Il settore dei lavori pubblici ha affrontato il carico maggiore, dovendo sovrapporre la gestione dell’emergenza e della ricostruzione ai progetti già avviati con il Pnrr. Un impegno analogo ha riguardato gli
uffici amministrativi preposti alla quantificazione dei danni per privati e imprese, che hanno operato in modo trasversale e continuativo per supportare la cittadinanza e il tessuto produttivo nella fase post-emergenziale».

Nonostante tutto, l’impronta culturale della città sembra essersi rafforzata, a cominciare dal ruolo della ceramica…
«Faenza ha ottenuto il riconoscimento di Città Creativa Unesco, consolidando la propria identità nonostante le difficoltà. I dati turistici del 2025 indicano un superamento dei flussi registrati nel 2019, prima della pandemia. La trasformazione della mostra-mercato Made in Italy in un evento organico, che si alterna biennalmente ad Argillà, ha permesso di mantenere alta l’attenzione sul comparto ceramico, attirando visitatori e addetti ai lavori anche al di fuori dei confini regionali».

Ma davvero il turismo può essere un fattore di sviluppo decisivo?
«La dimensione della città consente di puntare su un turismo di qualità. Grazie ad accordi strategici con le località della Riviera, Faenza è riuscita a intercettare flussi turistici interessati a un’offerta territoriale differente. I dati regionali del 2025 confermano una permanenza media che sfiora i tre giorni, segno che la tranquillità e la proposta culturale locale rappresentano un valore aggiunto competitivo».

Faenza città della scienza, con case musei e una lunga tradizione è un aspetto che va incentivato?
«Ogni elemento di attrattività deve essere valorizzato per differenziare l’offerta rispetto ai grandi centri. La strategia si concentra sulla combinazione tra patrimonio scientifico-museale ed esperienze outdoor, puntando su un turismo meno caotico e maggiormente legato alla qualità della vita e alla scoperta delle tradizioni locali».

Faenza ha anche un importante distretto industriale e di ricerca, per esempio sui materiali; come può l’amministrazione intervenire in questo senso?
«L’amministrazione ha agito come facilitatore tra il mondo della formazione e quello produttivo. Oltre al comparto ceramico e biomedicale, è stato promosso lo sviluppo del C-hub (hub del carbonio, ndr), mettendo in rete le eccellenze del motorsport come Racing Bulls e il Team Gresini con le aziende trasformatrici. Attraverso Aca- demy specializzate e corsi post-diploma sui materiali compositi, gli studenti vengono indirizzati verso il mondo della produzione già al termine del percorso scolastico».

Non esiste ormai una città senza problema di sicurezza diffuso. Qual è la risposta di una giunta di centrosinistra?
«La risposta non può limitarsi alla sola repressione. Accanto agli investimenti nella sicurezza passiva, come la videosorveglianza e i varchi targa per il monitoraggio dei veicoli, la strategia punta sulla prevenzione culturale e sociale. L’obiettivo è rendere vive e frequentate le aree fragili attraverso eventi e la figura dei “tutor di strada”, operatori che favoriscono il dialogo con i residenti e la mediazione sociale. Esperienze come quelle del Parco Dante e del Parco Mita dimostrano che la sicurezza si ottiene attraverso la partecipazione e la riappropriazione positiva degli spazi pubblici».

Luoghi come l’ex cantiere del mai nato centro commerciale “Le Perle” diventano spesso spazi di degrado c’è qualche progetto percorribile su quel fronte?
«Trattandosi di un’area di proprietà privata, l’amministrazione svolge un ruolo di interlocuzione. Nonostante la complessità della situazione, il dialogo resta aperto e si intravedono prospettive di sviluppo che potrebbero portare a una risoluzione della vicenda nel medio periodo».

Se fosse rieletto, tra cinque anni potrebbe dirsi davvero soddisfatto se…
«Il bilancio sarebbe positivo qualora si completasse la messa in sicurezza idraulica con le prime aree di laminazione attive. A questo si dovrebbero aggiungere l’avanzamento dei lavori per il Ponte delle Grazie, l’avvio del cantiere per la circonvallazione a nord, opera fondamentale per alleggerire il traffico pesante, e la realizzazione del sottopasso pedonale della stazione ferroviaria verso via Filanda Nuova, necessario per decongestionare la sosta nelle aree di piazzale Cesare Battisti».

Dieci anni da vicesindaco e 5 da sindaco per il 51enne iscritto all’albo giornalisti

Massimo Isola
Nato a Faenza il 17 agosto 1974 (51 anni).

Stato civile: sposato
Titolo di studio: laurea in Lettere e filosofia Professione: amministratore, iscritto all’albo giornalisti Ultimo reddito annuo dichiarato: 76.784 euro
Veicoli e immobili di proprietà: Citroen Picasso e due unità abitative a Casola.
Precedenti esperienze politiche: vicesindaco 2010-20
Tessera di partito: Pd

Come andò nel 2020

Le ultime elezioni comunali a Faenza si sono tenute a settembre 2020. Massimo Isola fu eletto sindaco al primo turno con il 59,95 percento dei voti (facendo meglio del predecessore Giovanni Malpezzi che ot- tenne il 54,1 nel 2010 e nel 2015 il 45 percento che lo costrinse al ballottaggio contro lo stesso Gabriele Padovani che ora ci riprova).

In consiglio comunale il Pd con il 33,9 percento prese 9 seggi (altri sei alla coalizione di centro sinistra con due a testa per le liste Faenza Cresce e Coraggiosa). L’opposizione conquistò 9 seggi in totale di cui 5 alla Lega con il 18,7 percento.

Imbianchino di esperienza e grande tifoso del Ravenna Fc: chi era il 50enne morto in moto

La vittima dell’incidente stradale avvenuto stamani, 2 maggio, a Ravenna allo svincolo tra viale Alberti e via Ravegnana è Luca Incerti, 50enne di Ravenna.

L’uomo era un artigiano con una lunga esperienza alle spalle: come imbianchino collaborava con una azienda. Il 50enne era un grande appassionato di calcio e molte foto pubblicate sul suo profilo Facebook lo confermano. In particolare la passione per il Ravenna Fc: Incerti frequentava la curva dello stadio Benelli da tempo. L’amico Raffaele lo ricorda così: «Una persona semplice e solare».

Scontro mortale sulla Ravegnana: perde la vita un motociclista 50enne in viaggio verso Forlì

Tragico incidente mortale a Ravenna, nel primo pomeriggio di oggi (2 maggio) allo svincolo tra viale Alberti e via Ravegnana. Il sinistro ha coinvolto un’auto, una 500L condotta da un 30enne ravennate, e una moto con a bordo un 50enne, anche lui ravennate. La vittima è il motociclista, Luca Incerti.

Secondo le prime ricostruzioni la 500, proveniente da viale Alberti, stava percorrendo lo svincolo per immettersi in via Ravegnana in direzione Forlì. Al segnale di precedenza però avrebbe verosimilmente girato a sinistra (direzione Ravenna) invece che a destra (direzione Forlì), mancando quindi la precedenza e travolgendo il motociclo in viaggio da Ravenna verso Forlì. Secondo la ricostruzione della polizia locale la motocicletta viaggiava probabilmente a velocità superiore del limite consentito.

Per il conducente della moto non c’è stato nulla da fare. Sul posto polizia locale per i rilievi e polizia stradale per la gestione del traffico, oltre che 118 e vigili del fuoco.

Proseguono le operazioni di messa in sicurezza dell’ex discoteca Il Gufo dopo l’incendio

A Brisighella non si fermano le operazioni per la bonifica e messa in sicurezza dell’ex discoteca Il Gufo, il locale abbandonato andato a fuoco nella notte. Il rogo, con la complicità del vento che durante la notte ha soffiato sulla vallata, è apparso da subito intenso e difficile da domare, richiedendo l’intervento di sei diverse squadre di vigili del fuoco e otto automezzi.

Attualmente sono impegnate sul posto le squadre dei vigili del fuoco del comando di Ravenna, coadiuvate nelle attività di soccorso tecnico urgente dal nucleo Gos (Gruppo Operativo Speciale) di Forlì con mezzi meccanici per il movimento terra. L’intervento in corso è focalizzato sulla rimozione e sul consolidamento delle parti strutturali dichiarate pericolanti, al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza dell’area interessata dal rogo.

In casa nascondeva una serra per la cannabis, quasi 70 piantine e cime già essicate: arrestato

Nascondeva in casa una serra con circa 70 piantine di cannabis, oltre a cime già stoccate per la vendita e altre in fase di essiccazione. I carabinieri di Mezzano sono intervenuti questa mattina (2 maggio) ad Alfonsine, arrestando un 48enne italiano con l’accusa di “coltivazione e detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

L’operazione è rientrata nell’ambito dei dei servizi per la prevenzione e repressione dello spaccio. I militari, insospettiti dal forte odore di marijuana proveniente dell’abitazione, hanno quindi deciso di procedere a una perquisizione domiciliare d’iniziativa. In casa è stata rinvenuta una vera e propria serra “indoor” professionale, perfettamente strutturata per la coltivazione dello stupefacente. Al momento del controllo, conteneva 69 piantine in fase di crescita. Alla conta si aggiungono però oltre 3 chili di piante già essicate e circa 5 chili di cime di marijuana già stoccate in contenitori e pronte per la vendita.

Oltre agli stupefacenti, i carabinieri hanno sequestrato tutti gli strumenti per la coltivazione e il confezionamento, tra cui lampade da 600 watt, un deumidificatore, una centrifuga, un essiccatore, una bilancia di precisione sporca di sostanza stupefacente e 1.770 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

Sempre in mattinata, il 48enne è stato accompagnato al Tribunale di Ravenna per il rito per direttissima, dove il Giudice ha convalidato l’arresto e ha emesso la misura cautelare in carcere.

Il cordoglio di De Pascale per la scomparsa di Zanardi. Per anni è stato una presenza fissa dell’Ironman di Cervia

Si è spento Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico. A dare notizia del decesso è la famiglia, che racconta come l’atleta si sia mancato serenamente in casa nella notte del 1 maggio. Nato a Bologna 59 anni fa, Zanardi era stato vittima di un grave incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l’amputazione delle gambe. Si era dedicato al paraciclismo, vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Per anni ha inoltre partecipato all’Ironman di Cervia, una delle più impegnative competizioni di triathlon su lunga distanza, diventando uno degli atleti simbolo della manifestazione. Nel 2020 però arrivò un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre partecipava con la sua handbike partecipava a una gara di beneficenza da lui organizzata in Toscana.

Oggi, il presidentre della Regione Michele de Pascale e l’assessora regionale all o Sport, Roberta Frisoni lo ricordano così: «Perdiamo un campione fantastico e una persona unica, capace di dare a ogni traguardo sportivo la sensazione che l’impegno, il credere in quel che si fa e l’aiuto reciproco vengano prima di ogni cosa, nello sport come nella vita. Alex Zanardi ha vinto tantissimo – proseguono de Pascale e Frisoni-, ha saputo raccontare lo sport e i suoi valori, ha sempre dato tutto, in gara e fuori, con un sorriso e una sensibilità fuori dal comune. Un emiliano-romagnolo, un campione, un cittadino del mondo che non dimenticheremo mai. Ci stringiamo forte alla moglie Daniela, al figlio Niccolò, a tutti i familiari e i suoi cari, cui vanno le più sentite condoglianze a nome dell’intera comunità regionale».

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