domenica
03 Maggio 2026
Attivismo

È libero il ravennate Luca Gennari, sequestrato a bordo della Flotilla a largo di Creta

Il documentarista 42enne è ancora in Grecia, senza una data certa per il rientro in patria. Alta la preoccupazione per Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, ancora sequestrati

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È libero Luca Gennari, il 42enne ravennate sequestrato a bordo della Holy Blue, una delle circa 20 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla fermate a largo di Creta dalle forze israeliane. Gennari, videomaker e documentarista, era partito dalla sicilia lo scorso 26 aprile. Dopo l’attacco e il sequestro del 29 aprile sono seguiti giorni di silenzio.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Resto del Carlino in edicola oggi, 2 maggio, Gennari non avrebbe più il cellulare, ma sarebbe comunque riuscito a mettersi in contatto con i familiari per assicurarli sulla sua salute. L’attivista è in libertà e si trova a Creta, non è ancora certa però la data del rientro in Italia.

Nella sua carriera da documentarista ha avuto modo di raccontare gli scenari della guerra in Donbass e svolgere numerosi progetti per National Geographic. Come attivista, si imbarcò da volontario sulla Sea Shepherd.

Con lui, a bordo della Holy Blue, anche il giornalista Andrea Sceresini, che sulle pagine de Il Manifesto racconta i momenti che hanno seguito il sequestro. «La polizia greca ci ha scortati dal porticciolo di Atherinolakkos al capoluogo dell’isola di Creta, il quartier generale del movimento si è trasferito qui. Una meravigliosa comunità di attivisti anarchici si è presa cura di noi, aprendoci le porte del loro palazzo occupato – scrive Sceresini -. L’attacco dell’esercito israeliano ha messo fuori uso ventidue imbarcazioni, alcune delle quali tuttavia non sono state affondate. Hanno tagliato le vele e sabotato il motore, ma lo scafo, nonostante tutto, è rimasto integro. Ora il nostro piano è molto chiaro: rimettere in sesto più scafi possibile, riordinare gli equipaggi e continuare la rotta». Dall’attivista anche la condanna alla presunta complicità del governo greco nell’attacco: «Chi garantisce che Israele non possa ripetere un simile gesto anche in futuro? Di certo, non il governo di Atene, che anzi viene accusato a gran voce di aver offerto copertura ai marò della Shayetet 13. Una delle navi attaccate, la Tam Tam, avrebbe chiesto più volte aiuto via radio alla guardia costiera greca. Nonostante ciò, gli uomini della capitaneria si sarebbero “rifiutati di intervenire”».

Su 58 barche partite verso Gaza, sono circa 20 quelle affondate o sabotate. Il ministro degli Esteri israeliano HA dichiarato di aver arrestato 175 persone, tra cui 24 italiani. L’Ansa ha poi riportato che 173 di queste sono state scortate dalla guardia costiera greca verso una destinazione ancora sconosciuta, ma mancano all’appello i nomi di Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, sequestrati su un’imbarcazione italiana e portati in Israele per essere interrogati su «attività sospette». Israele accuserebbe infatti Saif Abu Keshek di essere membro di spicco del Pcpa (organizzazione designata e sanzionata dagli Stati Uniti come copertura di Hamas) e Thiago Ávila di operare con il Pcpa quindi sospettato di attività legali. Il Popular Conference for Palestinians Abroad (Pcpa), o Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero, è un’organizzazione con sede a Istanbul che Israele ha accusato di essere un braccio operativo e finanziario di Hamas.

Dal profilo Instagram di Gennari è stato condiviso un appello per la liberazione dei due ostaggi. Sul sequestro interviene anche la lista Ravenna in Comune, che scrive in una nota: «Chiediamo al Governo Italiano, che si dichiara amico di Israele, di agire immediatamente per la liberazione di Saif e Thiago dopo l’atto di pirateria. Chiediamo al Sindaco di Ravenna di ricordarsi delle sue promesse: “C’è sempre una parte dalla quale stare e l’Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi”, Ravenna batta un colpo».

 

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