mercoledì
13 Maggio 2026

Autismo, sanità troppo lenta? L’Ausl: «Casi in aumento, ma rispettiamo linee guida»

La replica dell’azienda alla Lega, che aveva segnalato un caso in Regione

La direzione dell’Ausl Romagna interviene con una lunga nota inviata alla stampa per replicare alla segnalazione della Lega sul caso del bambino autistico costretto a rivolgersi alla sanità privata per i lunghi tempi di attesa.

«Negli ultimi anni grazie alla formazione, all’attenzione posta e all’affinamento delle tecniche di valutazione – sottolinea l’Ausl – si assiste a un incremento significativo delle richieste di valutazione per il sospetto di diagnosi di Disturbo dello spettro autistico e delle conseguenti prese in carico. A fine agosto 2018 il dato su base aziendale vede 865 persone in carico presso i Centri Autismo, ed il Distretto di Ravenna, con 267 assistiti minori dei quali 134 nella fascia di età 0/6 anni, in forte incremento rispetto al giugno 2016, in cui gli assistiti erano 180».

«La diagnosi di Disturbo Pervasivo di Sviluppo prevede, oltre alla valutazione medica svolta dal neuropsichiatra infantile, la somministrazione di una serie di scale specifiche: questo percorso vede impegnati operatori il cui tempo lavoro è dedicato esclusivamente a questo tipo di problematica, cui si affiancano figure professionali che invece diversificano i loro ambiti di intervento. Il percorso di valutazione, previsto per la definizione della diagnosi così come indicato dalla letteratura di riferimento e seguito da tutti i Centri Autismo dell’Azienda USL della Romagna, si articola in più sedute condotte da due operatori della durata media di circa tre ore, nel corso delle quali viene raccolta dai genitori la storia clinica del bambino, effettuata la visita medica, somministrata un’apposita scheda, svolta una seduta di osservazione di gioco, compilato il Profilo Psico Educativo o la valutazione del livello cognitivo del bambino. Ai genitori, contemporaneamente, viene proposta la compilazione di una apposita scala che valuta le abilità di vita quotidiana. Il percorso si conclude con un colloquio ai genitori per la comunicazione degli esiti del percorso diagnostico e la condivisione dell’eventuale piano di trattamento. Attualmente, stante la complessità del percorso, il Centro Autismo di Ravenna garantisce la valutazione di otto nuovi bambini ogni settimana».

«Nel caso di diagnosi positiva segue poi una presa in carico terapeutica che prevede, per la fascia di età 0/6 anni 4 ore di trattamento settimanali individuali o di gruppo, che si articolano in due ore svolte presso la sede del servizio (trattamento psicoeducativo e/o logopedico) e due ore di intervento domiciliare. A questo si aggiunge la consulenza ai genitori ed alla scuola. Le modalità di presa in carico previste da Delibera Regionale indicano una priorità ai bambini nella fascia 0/3 anni e attualmente, presso il Centro Autismo di Ravenna, risultano essere presenti 22 bambini con richiesta di valutazione».

«Occorre precisare che nell’ambito dell’Azienda USL della Romagna è attivo un tavolo di lavoro con le Associazioni Autismo finalizzato a condividere i percorsi di presa in carico, in una logica di integrazione e di uniformità di accesso e trattamento delle cure in ambito aziendale, pur considerando le specificità e le peculiarità evidenziate anche dalle diverse organizzazioni presenti nei Centri Autismo territoriali. Nell’ambito dell’ultimo recente incontro, sono stati approfonditi per Ravenna come per gli altri ambiti territoriali,  i servizi in essere e gli ulteriori ampliamenti che si stanno strutturando, finalizzati a fronteggiare le criticità determinate anche dal costante ed esponenziale aumento di nuove diagnosi così come da altri fattori congiunturali. Questo si sta traducendo sia in investimenti di tipo strutturali (quattro nuovi locali destinati a studi professionali), sia in investimenti di risorse umane specificatamente dedicate, quali un medico neuropsichiatra, un educatore ed un logopedista».

«Contestualmente, proprio nell’ambito di Ravenna, sono stati attivati percorsi di collaborazione per potenziare le attività previste presso il “Centro Casa Augusta”, gestito dalla Fondazione Pini (grazie ad un progetto promosso dall’Associazione ANGSA – Ravenna) in convenzione con l’Azienda USL della Romagna per l’attivazione di interventi di tipo psicoeducativo, dedicati a persone con disturbo dello spettro autistico».

«Pur nella consapevolezza della preoccupazione delle famiglie, affinché le prese in carico e le valutazioni possano essere sempre più tempestive, e pur con gli investimenti di cui sopra per migliorare ulteriormente, si ritiene che, in linea generale, l’Azienda USL si stia adoperando per rispondere in maniera adeguata alle indicazioni provenienti dalla letteratura scientifica e dalle linee guida».

 

Omicidio Castiglione, il giovane fermato si avvale della facoltà di non rispondere

Indizi a suo carico sono le tracce sul cellulare e gli abiti scomparsi. Rocco Desiante morto dopo due ore di agonia

Rocco Desiante
Rocco Desiante

L’uomo che avrebbe ucciso Rocco Desiante è stato fermato dai carabinieri e si trova in carcere. Si tratta di un giovane romeno che, secondo la procura, nella notte di giovedì 4 ottobre si sarebbe presentato a casa del 43enne pizzaiolo lughese, a Castiglione di Cervia, e lo ha picchiato fino a lasciarlo agonizzante a terra. Secondo quanto ricostruito dal procuratore capo Alessandro Mancini, Desiante è morto dopo due ore dall’aggressione. L’autopsia ha escluso che sia stata usata una pistola, come ipotizzato inizialmente dagli inquirenti. Ad uccidere Desiante sarebbero stati invece numerosi colpi inflitti con un corpo contundente che non è stato ancora ritrovato.

Mancini non si è sbilanciato sul movente, anche se sembra ormai assodata l’ipotesi che vede il delitto maturare nell’ambito di una questione di debiti legati alla droga. Ad incastrare il presunto assassino – che si è avvalso della facoltà di non rispondere nel primo interrogatorio, sarebbero «indizi gravi, precisi e concordanti» spiega il magistrato. Due, in particolare. Il primo riguarda il telefono cellulare del fermato che conterrebbe tracce di un rapporto di conoscenza con Desiante. Particolare da non sottovalutare dal momento che secondo le indagini il pizzaiolo aveva aperto la porta ad una persona che conosceva: non ci sono segni di infrazioni, le chiavi erano ancora inserite nella serratura dall’interno.

Il secondo indizio riguarda invece gli abiti: i carabinieri hanno ricostruito come era vestito il romeno quella sera. I vestiti indossati però sono spariti. Da qui il sospetto che il giovane se ne sia sbarazzato per nascondere le tracce dell’omicidio. La morte è sopraggiunta a causa dell’emorragia e del conseguente calo di pressione. «Desiante ha sofferto prima di morire. L’assassinio è stato particolarmente efferato». Ad eseguire l’autopsia è stato il dottor Franco Tagliaro. Il momento della morte, collocato una settantina di ore prima del ritrovamento, è stato ricavato dall’analisi sull’umor vitreo, lo stesso metodo utilizzato per il caso di Rosa Calderoni che vede a processo l’ex infermiera Daniela Poggiali. Non a caso, il consulente della procura in quel caso era stato lo stesso Tagliaro. Nelle prossime ore ci sarà il gip si pronuncerà sulla convalida dell’arresto. Il giovane avrebbe agito da solo nell’omicidio ma non è escluso che la ricostruzione del quadro complessivo della vicenda faccia emergere nuovi profili di responsabilità.

Proprio oggi (venerdì 19 ottobre) il Carlino Ravenna ha pubblicato un’intervista all’amico cuoco della vittima, che gli aveva prestato per pochi giorni l’appartamento e che ha ricordato come Desiante stesse attraversando un periodo negativo. «In pochi – ha dichiarato il proprietario al Carlino – sapevano che stava da me».

 

Avis compie 70 anni e a Lugo inaugura un monumento dedicato ai donatori di sangue

Anteprima Del MonumentoDomenica 21 ottobre alle 10, presso la rotatoria di fronte alla caserma dei Carabinieri di Lugo, sarà inaugurato il monumento dedicato ai donatori di sangue, realizzato in occasione della celebrazione del 70esimo anniversario della fondazione di Avis comunale di Lugo.

Il monumento rappresenta due gocce di sangue che, insieme, creano il cuore Avis; è frutto dell’impegno di Avis che, insieme al Comune di Lugo, ha coinvolto numerosi partner che hanno contribuito alla sua realizzazione. La struttura è stata progettata e realizzata da Massimo Carioti, la decorazione a mosaico è stata realizzata dalla Compagnia dei Musivari, nata dai corsi di mosaico dell’Università per adulti di Lugo e diretta da Elisa Simoni.

Dopo l’inaugurazione è previsto un corteo che transiterà in piazza Martiri, con sosta al monumento di Baracca per la deposizione di una corona e proseguirà fino alla chiesa della Collegiata per la messa delle 11.30; dopo la funzione, alle 13 pranzo sociale presso la struttura del Maracanà in via Madonna delle Stuoie.

Oggi l’Avis Comunale di Lugo conta 1.121 donatori effettivi.

La sua storia inizia nel 1948 quando il primario della Medicina di Lugo era ancora uno specializzato in medicina tropicale e coloniale e riteneva che l’eventuale bisogno di sangue di un ammalato dovesse essere soddisfatto da famigliari e parenti, prevedendo la donazione volontaria solo in caso di guerre e calamità naturali. Ventuno lughesi, di cui sette donne, capeggiati da Giuseppe Frabetti, Enrico Marlat, e Aurelio Valli, il 7 novembre 1948 fondano comunque la sezione Avis comunale di Lugo, anche se riescono a fare la prima donazione solo il 22 febbraio 1949 nell’ospedale di Fusignano, diretto da Riccardo Babini. Il robusto rapporto con il Sant’Orsola e l’Università di Bologna porta a Lugo, nell’estate dello stesso anno, Enrico Jasonni, sostenitore della moderna medicina immunotrasfusionale e della donazione volontaria del sangue.
I donatori di sangue vivono un’altra fase critica negli anni Settanta. Con la nascita degli enti ospedalieri, voluti dalla legge Mariotti, l’ospedale di Lugo aspira a essere classificato come ospedale provinciale. Uno dei requisiti indispensabili era avere il centro trasfusionale, alimentato da un consistente gruppo di donatori di sangue. Il conflitto irrisolto con l’Avis provinciale portò alla nascita nel 1972 della Ads del comprensorio di Lugo che, in realtà, si sviluppa solo nei comuni di Lugo, Cotignola e Sant’Agata sul Santerno.
Negli anni immediatamente successivi, con l’istituzione della Regione, si avviò la programmazione territoriale dei servizi sanitari e sociali su base comprensoriale. Ci si trovò allora che in tre comuni del comprensorio lughese operava l’Ads comprensoriale, negli altri sei l’Avis. Dal 1976 al 1984 si realizza un percorso di parificazione che porta alla nascita dell’Avis-Ads del Comprensorio di Lugo, che, tra l’altro, permise di presentarsi unitariamente agli studenti delle scuole superiori provenienti dai diversi comuni.
Negli anni ’90, completato il percorso di parificazione, anche al fine di evitare lo sgradevole equivoco Avis-Aids (nel frattempo esplosa in alcune aree marginali), si è deciso di ritornare al nome Avis comunale di Lugo.
Nel 2015 la gestione del centro di raccolta di Lugo è affidata all’Avis provinciale, in una nuova sede sempre all’interno dell’ospedale. Restano di competenza dell’Ausl tutte le restanti attività trasfusionali: tipizzazione, separazione degli emocomponenti, assegnazione ai reparti, gestione degli esuberi e delle carenze.

 

 

In auto con un coltello e una mannaia: denunciate due persone dalla Municipale

Le armi scoperte durante un normale controllo alla circolazione stradale effettuato a Villa San Martino di Lugo, in seguito ad accertamenti  su un veicolo

Armi sequestrateLa polizia locale della Bassa Romagna nei giorni scorsi ha denunciato un 30enne e un 35enne di nazionalità romena ritenuti responsabili del reato di porto abusivo di strumenti atti a offendere. Durante un normale controllo alla circolazione stradale effettuato a Villa San Martino di Lugo, in seguito ad accertamenti  su un veicolo straniero Volkswagen, cui era stato imposto l’alt dagli agenti, sono stati rinvenuti all’interno dell’abitacolo una mannaia e un coltello con lama di 30 centimetri.

Gli occupanti del veicolo, non sapendo fornire giustificazione alcuna in merito agli oggetti rinvenuti, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ravenna, mentre le armi bianche sono state sottoposte a sequestro penale.

Restauro della Cà Aie nel parco Primo maggio: progetto dl valore di 350mila euro

L’intervento prevede, tra gli altri, interventi di consolidamento delle fondazioni, il rifacimento dei solai, la demolizione completa degli intonaci interni ormai degradati

18 10 19 La Cà AieLa giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, ha approvato in una delle ultime sedute il progetto esecutivo per lavori di rifunzionalizzazione e restauro dell’edificio denominato Cà Aie, adiacente la casa del custode nel parco Primo maggio della pineta di Classe. I lavori prevedono una spesa di 350mila euro.

«Si tratta di un intervento importante – afferma l’assessore Fagnani – in quanto mira al recupero di un edificio che è un caratteristico esempio di edilizia rurale tipica di Ravenna, ubicato storicamente nella pineta di Classe, e il cui restauro è un dovere morale e affettivo prima ancora che tecnico e strutturale»

Il progetto di restauro prevede, tra gli altri, interventi di consolidamento delle fondazioni, il rifacimento dei solai, la demolizione completa degli intonaci interni ormai degradati, l’esecuzione di ripristino della muratura mediante la tecnica del “cuci-scuci”, la tinteggiatura dei locali a piano terra, lo smontaggio e il recupero dei gradini in pietra della scala, che sarà demolita e ricostruita con una nuova struttura metallica per metterla a norma; e ancora la creazione di un bagno accessibile anche ai disabili nel vano adiacente alla scala, il riordino delle aperture sul lato est e la creazione di una nuova finestra al primo piano, la riapertura della finestra sul lato nord, la sostituzione di tutti gli infissi, esterni e interni, il restauro delle inferriate esistenti, la realizzazione di nuovi impianti elettrico e idraulico e la predisposizione di quello di raffrescamento/riscaldamento, l’esecuzione di un nuovo marciapiede intorno al fabbricato.

Le notizie storiche sull’ edificazione della Cà Aie sono scarne. E’ probabilmente contemporanea alla costruzione della chiesetta di san Sebastiano, nota come “Cappelletta della Betonica”, che fu costruita nel XVIII secolo. Così testimonia infatti la data incisa sul prospetto nord dell’edificio.

La pineta di Classe, ora di proprietà del Comune, era un tempo affidata in enfiteusi agli ordini monastici che la sfruttarono per la produzione dei pinoli, al tempo una fonte importante di guadagno. La Casa delle Aie era dunque adibita a magazzino per lo stoccaggio delle pigne e a dormitorio per i “pignaroli”, la manodopera stagionale che provvedeva alla raccolta dei pinoli che venivano estratti nell’ adiacente aia pavimentata esterna, ancora oggi perfettamente conservata e da cui deriva la denominazione dell’edificio.

A seguito di una ricerca attraverso le pratiche depositate negli archivi comunali è stato rinvenuto un disegno tecnico che ritrae il complesso in uno stato molto diverso dall’attuale che non è però possibile datare. Allo stato attuale l’edificio si distingue per il profondo portico della facciata principale e per la ripartizione interna in ampi cameroni: fulcro dell’edificio era la camera del fuoco, con il grande camino centrale. In epoca recente sono state restaurate integralmente sia la Cappelletta della Betonica che la Casa di Guardia mentre è stato rifatto in alcune parti il tetto della Casa delle Aie.
 

Dai fumetti ai cosplay: il mondo nerd si dà appuntamento al Romagna Comix

La fiera apre alle 11: oltre 20 espositori di oggettistica, abbigliamento e curiosità varie

CosplayIl mondo nerd si dà appuntamento alle Artificierie Almagià domani, sabato 20 ottobre, per la seconda edizione di Romagna Comix, che ha il patrocinio dell’assessorato alle Politiche giovanili. L’apertura al pubblico della fiera è prevista alle 11 e all’interno della struttura saranno presenti oltre 20 espositori di oggettistica, abbigliamento e curiosità del mondo nerd. Non mancherà nemmeno l’area food con la presenza del Comix Pub, locale di Fiorano Modenese molto noto tra gli appassionati di buona cucina, fumetti, cartoni animati e serie Tv.

La giornata vede gli interventi di “GialloLuna NeroNotte”, “Ghostbusters Italia”, “Star Trek Ravenna”, “Empira Ravenna” e il workshop di Prizmatec azienda leader nella realizzazione di abiti cosplay. Dalle 17 sul palco si esibiranno decine di cosplayer che, in una agguerrita sfida al miglior abito, si contenderanno il premio offerto da Atonga Viaggi di Ravenna: una vacanza di una settimana in Giappone nel mese di marzo 2019 con visita al “Tokyo Anime Fair Japan 2019”.

Ospite speciale sarà Pietro Ubaldi, noto doppiatore e attore italiano che ha prestato la propria voce a personaggi del calibro di Capitan Barbossa de “I Pirati dei Caraibi”, il gatto spaziale Doraemon, il simpatico diavolo della Tasmania Taz, il pupazzo Four di Rete4, che sarà sul palco indossando l’ultimo costume rimasto e tantissimi altri. Sarà anche l’occasione per vederlo all’opera con un piccolo clip da doppiare dal vivo e per conoscere tanti aneddoti di una vita da vero artista.

Infine, il programma della giornata si chiuderà con il ComiX Factor, gara di karaoke dei cartoni animati dove una giuria qualificata, attraverso un meccanismo di selezione sceglierà il campione della serata. L’organizzazione della manifestazione è di un gruppo di volontari ed appassionati ravennati che amano questo mondo e hanno sentito l’esigenza di avere un evento a tema anche a Ravenna, città in cui vivono, e chi si augurano possa diventare un appuntamento fisso.

Il teatro di Cervia intitolato a Walter Chiari: la cerimonia con Marino Bartoletti

Appuntamento con “personaggi famosi legati all’attore”. A seguire buffet

Teatro CerviaViene intitolato a Walter Chiari il teatro di Cervia. Il responso è arrivato direttamente dai cittadini, chiamati a esprimersi dall’amministrazione comunale attraverso un sondaggio, conclusosi lo scorso anno. A larga maggioranza le preferenze sono andate sul nome di Walter Chiari che, pur non essendo cittadino cervese, è un personaggio molto legato alla città, che per tanti anni è stata sua seconda dimora grazie anche all’amicizia con Bruno “Zimbo” Guidazzi, che dopo la sua morte nel 1991 gli dedicò la rassegna comica “Il Sarchiapone”, giunta alla 27esima edizione.

Sabato 20 ottobre dalle 16 è in programma la cerimonia di intitolazione con il giornalista Marino Bartoletti e personaggi famosi legati a Walter Chiari che ricorderanno l’attore e i momenti salienti della sua carriera. Seguirà buffet.

Inaugurato il 25 dicembre 1862, dopo circa due anni di lavori, il Teatro comunale di Cervia rappresenta un esempio storico e artistico di architettura minore dell’Ottocento. Il progetto è dell’architetto perugino Tommaso Stamigni. Di particolare interesse sono le decorazioni all’interno, sia quelle architettoniche, di Ulisse Bonelli, sia quelle pittoriche, opera di Giovanni Canepa e Andrea Bellini. Il soffitto è ornato con motivi floreali, con Muse raffiguranti, secondo la tradizione, le donne più belle di Cervia. Gioiello del teatro, opera dello stesso Canepa, è il cosiddetto “Velario”, il sipario del 1862, l’unico in Emilia raffigurante la barca di Apollo che giunge al porto di Cervia accompagnato da nove Muse per rendere omaggio alla città, mentre dall’altra parte l’imbarcazione dei Magistrati Cervesi gli va incontro. Tra le due barche è rappresentata una burchiella, caratteristica imbarcazione adibita al trasporto del sale.

Definito dai cervesi “la Bomboniera”, oggi il teatro ha 230 posti, con una platea, due ordini di palchi e un loggione. Durante l’anno ospita una stagione di prosa (organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri), di teatro comico e dialettale, oltre a spettacoli per bambini, concerti, eventi musicali e conferenze.

Lavori prolungati al ponte Felisio, la rabbia delle associazioni imprenditoriali

Doveva riaprire a metà ottobre ma non se ne farà nulla prima del 2019. Gli imprenditori però temono che il cantiere sia troppo indietro: «Ci sono solo i piloni»

Solarolo Ponte Felisio 03Il protrarsi dei lavori a Solarolo, sul ponte Felisio, fino al 2019 fa infuriare le associazioni imprenditoriali. Avrebbe dovuto riaprire circa a metà ottobre ma i lavori – come annunciato dalla Provincia – si protrarrano per altri due mesi. «La cittadinanza – si legge in una nota del tavolo delle associazioni –  e il mondo imprenditoriale, pur nella consapevolezza che ci potessero essere slittamenti dovuti a forze di causa maggiore, faceva affidamento in questa tempistica che era data per realistica. Così non è stato, non solo il ponte non è stato completato, ma pare ben lontana la sua riapertura al traffico, come è dato sapere dalle informazioni apparse sulla stampa».

Preoccupa lo stato dei lavori: ad oggi sono presenti solo i piloni, mentre il  preesistente impalcato del ponte (la parte su cui poggia la sede stradale) è stato completamente rimosso ed i lavori ad oggi sono fermi. «Si può ottimisticamente dire che i lavori sono a metà dell’opera. Ci si chiede dunque su che basi fosse stata prevista la chiusura del ponte per soli quattro mesi, quando lo stesso bando di gara della Provincia prevedeva 10 mesi per la sua realizzazione oltre i tempi previsti per il collaudo prima della sua riapertura alla circolazione».

Un «incauto ottimismo» che si è trasformato «nella più nera delusione di imprese e cittadini».  Una stima più realistica e prudenziale sulla fine dei lavori – dicono ancora gli imprenditori – 1avrebbe se non altro evitato la doccia fredda di questo ulteriore slittamento alla componente produttiva di Solarolo e delle realtà limitrofe provata da 4 mesi di “isolamento” pesante. Spiace ribadire che situazioni di questo tipo si sono più volte ripetute in presenza di appalti aggiudicati a imprese non del territorio e che nelle medesime circostanze le imprese del territorio poi sono state chiamate a risolvere il problema».

Il Tavolo Provinciale delle Associazioni Imprenditoriali, che ha preso parte alle fasi consultive e informative precedenti la chiusura del ponte, portando richieste e suggerimenti utili a mitigare le ripercussioni sui trasporti, la movimentazione delle merci e la vitalità del tessuto economico del Territorio, «lamentando anche la scarsa efficacia della segnaletica a supporto del traffico veicolare e alcune problematiche connesse alla viabilità alternativa, visti i precedenti, stigmatizzando il metodo utilizzato per non aver informato anche e ancora per tempo le realtà rappresentate, esprimerà tutte le preoccupazioni del caso nel prossimo incontro previsto il 23 ottobre presso la Provincia di Ravenna»

«Bimbo affetto da autismo: troppo tempo per le cure, famiglia si rivolge ai privati»

Il caso segnalato dalla Lega in Regione. «Sembra che questo problema sia diffuso in tutta l’area romagnola, nonostante i ‘casi’ di autismo oggi possano ottenere miglioramenti se curati in tempi certi non appena diagnosticati»

MedicoTroppa attesa per le cure al figlio affetto da autismo e così i genitori deovno rivolgersi alla sanità pubblica.Il caso riguarda una famiglia ravennate ed è stato portato all’attenzione dell’assessore regionale Sergio Venturi, delegato alla salute. «Abbiamo appreso – dicono i consiglieri della Lega – di uno dei tanti casi che si registrano in Romagna, che riguarda genitori costretti a rivolgersi al privato per garantire al proprio bambino, nella fascia di età 0-6 anni, quelle terapie che dovrebbero essere garantite dall’Ausl».

Esiste infatti – dicono i leghisti –  un ‘Programma regionale integrato autismo’ (PRIA) che mette nero su bianco quanto dovrebbe essere dispensato dalla sanità pubblica e in quali tempi. «Purtroppo sembra non sia così. Certamente non lo è stato nella vicenda di questa famiglia ravennate che si è trovata a dover affrontare la diagnosi di disturbo di spettro autistico moderato e di dover ricorrere a costose terapie private, sembra per la troppo lunga lista di attesa, secondo le giustificazioni addotte dalla referente dell’Ausl locale. Sembra, tuttavia, che questo problema sia diffuso in tutta l’area romagnola, nonostante i ‘casi’ di autismo oggi possano ottenere miglioramenti se curati in tempi certi non appena diagnosticati, con un progetto che coinvolga strettamente referenti sanitari e famiglie».

Di qui, una serie di domande rivolte all’assessore Venturi, sia per avere un quadro esaustivo dei casi di autismo diagnosticati in Romagna, sia sulle ragioni del divario che intercorre tra la realtà denunciata nell’interrogazione e le direttive previste dalla Regione. La Lega Nord vuole anche sapere «a chi ascrivere le responsabilità di queste carenze della sanità pubblica romagnola, sostenendo che “è giunta l’ora di non pagare più premi di produttività di migliaia di euro a chi non solo non prevede di fornire servizi indispensabili ai cittadini di questa regione, ma addirittura prende in giro le famiglie promettendo terapie che, al contrario, devono poi pagare di tasca loro».

Due giorni per gli amanti del vintage a Lugo tra mercatini, mani nel sacco e vinili

Torna il festival con trecento operatori. Attese 15mila persone tra Pavaglione e piazze

VINTAGE LUGO

Moda, oggettistica e intrattenimento d’antan rivivono con il “Lugo Vintage Festival”, in programma sabato 20 e domenica 21 ottobre. Per due giorni l’evento organizzato dal Consorzio AnimaLugo accoglierà nel centro storico di Lugo gli appassionati del genere con mercatini, musica, sfilate e mostre.

Circa 15mila i visitatori delle precedenti edizioni, secondo gli organizzatori, che rivelano anche come siano state oltre 350 le richieste di partecipazione a fronte dei 300 operatori che saranno effettivamente presenti.

Nelle logge del Pavaglione, nelle piazze adiacenti e in via Baracca dalle 9 alle 19 nei due giorni dell’evento sarà possibile passeggiare tra le bancarelle del mercatino “Vintage per un giorno” e acquistare abbigliamento firmato e non, oggettistica, brocantage (info al numero 331 7866497 o su www.vintageperungiorno.com).

Tra le iniziative in programma in entrambi i giorni c’è anche l’ormai celebre “Mani nel sacco”: dopo aver scelto un budget di spesa comprando una shopper da 15, 25 o 35 euro si avranno dieci minuti di tempo per scegliere, provare e riempire il più possibile il proprio sacchetto. L’iniziativa si svolgerà presso Angelo Vintage Palace, in corso Garibaldi 59, dalle 10.30 alle 19.30 ogni mezz’ora (ultimo turno alle 19).

Spazio anche al “Vinyl mini-market”, un’area dedicata agli appassionati dei dischi in vinile, posizionata in largo della Repubblica dalle 10 alle 19. Sotto alle logge del Pavaglione, dalle 10 alle 18, ci sarà anche uno spazio per l’affilatura del rasoio a mano libera su pietra, a cura di Roberto Santini. Sabato e domenica sarà presente in piazza Mazzini, novità di questa edizione, “Ruota”, il mitico furgoncino Wolkswagen T2, aperto dalle 9 alle 19, per offrire al pubblico un’esperienza di shopping vintage. I visitatori troveranno infatti il furgoncino allestito a cabina prova con due “personal shopper” a disposizione per consigli sugli acquisti.

Sabato 20 ottobre dalle 15.30 alle 19.30 da Flexi (via Macello Vecchio 33) sarà possibile passare un pomeriggio dedicato al fascino del disco nero in vinile con l’iniziativa “Saving black beauty”, che sarà accompagnato da una selezione di “black music”. Domenica 21 ottobre, ancora uno spazio per i dischi in vinile con “Alta fedeltà, che rimarrà sotto alla Logge del Pavaglione dalle 14 alle 19.30. Per tutto il pomeriggio ci sarà un dj set in vinile con giradischi montati da Flexi. Infine, dalle 16 alle 18 piazza Baracca ospiterà lo spettacolo dei “Diavoli della frusta” con sessioni di boogie woogie aperte a tutti.

Per consentire lo svolgimento dell’evento saranno in vigore alcune modifiche alla viabilità dalle 7 di sabato 20 alle 22 di domenica 21 ottobre. In caso di pioggia il programma resta invariato.

Contro la violenza di genere anche una mostra di sguardi di uomini innamorati

18 10 15 Brochure Mostra Fotografica 1Sabato 20 ottobre alle 18 inaugurazione nello spazio espositivo di via Massimo D’Azeglio 2, a Ravenna, della mostra fotografica “Dal momento in cui mi ha lasciato guardare nei suoi occhi”. Realizzata da Cristiana Pezzi, la mostra è organizzata dal Servizio Muoviti (Mai più Uomini Violenti) della cooperativa sociale Libra.

In mostra ritratti di uomini di ogni età, innamorati delle loro donne, mentre guardano negli occhi la compagna che non appare nell’obiettivo. «L’intento – scrivono gli organizzatori – è cogliere lo sguardo dell’uomo innamorato, a significare attraverso le immagini che esiste un modo di amare tenero, corretto, rispettoso, testimoniato da un atto fisico, ma evocativo di interi mondi affettivi, delicatezza, complicità e affetto profondo che nulla ha da spartire con la sopraffazione, l’abuso, la mortificazione e la violenza estrema sulle donne a cui spesso si assiste oggi da parte di uomini che dicono di amarle e ne vogliono l’assoluto dominio».

La mostra resterà aperta dal 20 al 27 ottobre, dal lunedì al venerdì; domenica 21 dalle 15 alle 19; sabato 27 dalle 10 alle 19. L’ingresso è gratuito.

Tutti in piazza Kennedy a Ravenna per osservare la luna con gli astrofili

Un appuntamento inserito nell’ambito del festival della cultura tecnica

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Il Festival della cultura tecnica, giunto alla quinta edizione, per la prima volta verrà ospitato nel territorio della provincia di Ravenna.

Tra le iniziative promosse da scuole, centri di ricerca, enti locali, associazioni, da segnalare sabato 20 ottobre dallo 20 alle 21.30 in piazza Kennedy, in centro a Ravenna, un’osservazione collettiva della luna e dei suoi crateri grazie ai telescopi messi a disposizione dagli astrofili del planetario.

Inserite anche nell’ambito dell’Ada Lovelace day – evento internazionale dedicato alle scienziate – ecco poi l’ultima iniziativa alla Casa delle Donne di Ravenna (via Maggiore): domenica 21 dalle 10.30 letture ad alta voce su Samantha Cristoforetti.

Il programma completo sul sito internet www.festivalculturatecnica.it.

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