lunedì
11 Maggio 2026

Dante 2021: Tajani, Flick e De Andrè tra gli ospiti dei cinque giorni

Il presidente del Parlamento europeo dialoga con il presidente dell’Abi Patuelli, il giurista affronta il rapporto tra Commedia e Costituzione, il cantautore premiato. Tutto il programma dal 12 al 16 settembre

I chiostri Francescani
I chiostri Francescani

Torna Dante 2021 a settembre. Dal 12 al 16 l’iniziativa, promossa  dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, tornerà ad animare i luoghi della Ravenna dantesca con cinque giorni di incontri, spettacoli, concerti (tutti gli eventi in programma sono a ingresso libero). Come ormai consuetudine, il festival vero e proprio è stato preceduto, dal 5 all’8 settembre, dall’anteprima Dante Hors d’Oeuvre, ciclo di quattro “piccole letture dantesche”.

Gli appuntamenti vedranno protagonisti, tra gli altri: Andrea Giordana, Michele Campanella, Antonio Tajani, Antonio Patuelli, Paolo Giacomin, Claudio Ciociola, Francesco Sabatini, Paolo D’Achille, Luca Serianni, Carlo Ossola, Giovanni Maria Flick, Wen Zheng, Giuseppe Patota, Matteo Ceriana, Virginio Gazzolo, Mario Cannella, Stefano Albarello. Cristiano De André e René de Ceccatty, traduttore della Commedia in francese, riceveranno rispettivamente i premi “Musica e Parole” e “Dante-Ravenna” 2018.

Il Festival si apre mercoledì 12 settembre, alle 17 negli Antichi Chiostri Francescani, con i saluti di Ernesto Giuseppe Alfieri (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna), Claudio Marazzini, (presidente dell’Accademia della Crusca), Domenico De Martino (direttore artistico di Dante2021).

Il professor Zeng
Il professor Zeng

Seguirà l’intervento di un ospite in arrivo dalla Cina, il professor Wen Zheng, docente di lingua e letteratura italiana dell’Università degli Studi Internazionali di Pechino (BFSU), nonché vice presidente dell’Associazione di Studi Italiani della Cina. Con Dante e le sue opere in Cina il professore svelerà quale ruolo il Poeta ha svolto in passato e quale svolge oggi nella sempre maggiore attenzione che la cultura e la lingua italiana stanno conquistando in Cina.

Alle 18.30 l’inaugurazione della mostra Tre cantiche in astratto, che affianca in un dialogo serrato tre opere dell’artista fiorentino Luca Brandi – dedicate a Inferno, Purgatorio e Paradiso – a tre composizioni del poeta pavese Andrea De Alberti, legate a citazioni dantesche delle tre cantiche e che hanno come termine comune la parola letto (Inferno XIV, v. 9; Purgatorio X, v. 15; Paradiso XXX, v. 3). La mostra è presentata nel catalogo da un ampio saggio di Andrea Cortellessa, storico della letteratura e critico letterario tra i più agguerriti, nonché collaboratore di Rai Radio 3.

La sera stessa, alle ore 21, nella Basilica di San Francesco è in programma La musica dei Cieli. Il Paradiso: un concerto di musica sacra per coro (di autori antichi e contemporanei), ispirato ai temi del Paradiso dantesco e curato dall’Associazione Musicale Angelo Mariani.

Giovedì 13 settembre alle 17 sarà Claudio Ciociola della Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha insegnato a lungo Filologia italiana, ad aprire la seconda giornata del Festival ai Chiostri. Formatosi con Alfredo Stussi e Gianfranco Contini, Ciociola ha concentrato la propria ricerca principalmente sulla letteratura delle origini, compresa la tradizione dell’opera dantesca; in quest’occasione introdurrà Il detto del gatto lupesco, additandone i caratteri in qualche modo di “antecedente” della Commedia.

A seguire l’incontro con Mario Cannella, direttore del Vocabolario Zingarelli. Lessicografo di mestiere  rende il proprio servizio all’Italia rivedendo, anno dopo anno, le voci che riempiono le pagine del dizionario. A Cannella non poteva che essere affidato un sorprendente itinerario sulle tracce delle «Parole mie che per lo mondo siete» per scoprire le Presenze dantesche nel vocabolario Zingarelli.

Alle 21 i Chiostri Francescani ospiteranno infine il secondo momento musicale di quest’edizione, il concerto-lezione Il Dante di Liszt: al piano uno dei maggiori interpreti mondiali del compositore ungherese, Michele Campanella.

Venerdì 14 settembre la terza giornata del Festival si apre con un appuntamento mattutino. Alle 11, nella storica Sala dantesca della Biblioteca Classense, si affronterà in una prospettiva particolare e “dantesca” uno dei temi più presenti nel recente dibattito culturale, anche sui giornali: il valore dell’eredità classica della cultura latina e greca. Sotto la guida di Claudia Arletti (del “Venerdì di Repubblica”) si discuterà di Nelle lingue classiche le chiavi della complessità. Insieme a Francesco Sabatini, già docente dell’Università di Roma Tre e presidente onorario dell’Accademia della Crusca  e ormai notissimo volto della televisione come protagonista del Pronto soccorso linguistico in onda la domenica mattina all’interno di Unomattina, ci saranno lo storico della lingua Paolo D’Achille (Università Roma3, direttore della «Crusca per voi»), il classicista Gianfranco Agosti (La Sapienza di Roma) e il lessicologo Cosimo Burgassi (Opera del Vocabolario Cnr).

Alle 17 nella Sala Corelli del Teatro Alighieri sotto il riferimento dantesco «Europa dolce carco» (Paradiso XXVII, v. 84), il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, sottolineando con la sua presenza il rilievo internazionale della figura e dell’opera dantesca, discuterà delle attuali e complesse prospettive europee, culturali e politiche, con Antonio Patuelli, presidente del Gruppo La Cassa di Ravenna e dell’Associazione Bancaria Italiana; coordinerà l’incontro Paolo Giacomin, direttore di «QN Quotidiano Nazionale» e del «Resto del Carlino».

Alle 21 si ritorna nei Chiostri Francescani per L’ultimo incontro (Dante e Francesca), una pièce firmata dallo scrittore fiorentino Marco Vichi, premio Scerbanenco e creatore del notissimo commissario Bordelli, ma anche di testi più rarefatti e riflessivi come Il console. La regia di questa novità, realizzata appositamente in Prima nazionale per Dante2021, è di Antonio Frazzi, anche adattatore del testo; protagonista, Andrea Giordana.

Alle 22, sarà la “dantesca” Basilica di San Francesco, dove quasi sette secoli fa si celebrarono i funerali del Poeta, ad accogliere Morte e resurrezione – Thánatos kai Anástasis, che sulla traccia del XIV canto del Paradiso combina suoni e parole in un recitar cantando che è anche un viaggio tra Ponente e Levante, tra arcaico e contemporaneo, tra suggestioni dantesche ed echi dell’antica Persia. Ideato da Stefano Albarello, il concerto-spettacolo raccoglie interpreti impegnati in un percorso sulla vocalità come forma di spiritualità e sulla rinuncia alla vita materiale per la rinascita spirituale.

Sabato 15 settembre alle 11, ai Chiostri Francescani, lo storico della lingua Luca Serianni – accademico dei Lincei e della Crusca, nonché vicepresidente della Società Dante Alighieri e direttore con delle ultime edizioni del Devoto-Oli – presenterà Gli incipit della Commedia, indagandone da par suo gli elementi strutturali e lessicali comuni e individuando, nel grande tessuto della Commedia, le procedure messe in atto per il “lancio” dei Canti danteschi.

Attachment (16)A seguire ritorna l’ormai tradizionale appuntamento con i giovani premiati alle Olimpiadi di Italiano. Anche quest’anno sarà lo stesso coordinatore scientifico delle Olimpiadi, Paolo Corbucci del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a presentare al pubblico Filippo Milani e Gaia Bortoluzzi

Dante vive nelle scuole e nelle università, nei libri e nella musica, e anche nella vita comune, nelle parole di tutti i giorni e in quelle altissime, nelle tensioni intellettuali e in quelle politiche. È inevitabile dunque ritrovare Dante anche nelle pagine della Costituzione italiana: ad affrontare il tema del rapporto fra i due grandi testi della nostra civiltà, tra l’eredità dantesca e il testo fondante della nostra Repubblica, anche alla luce dei fermenti dell’epoca contemporanea, è chiamato Giovanni Maria Flick – giurista, politico e accademico che è stato Presidente della Corte Costituzionale – con l’intervento dal titolo Valori e profezie dantesche per l’Italia di oggi, in programma alle 16.30 sempre ai Chiostri.

Alle 18 il festival entra invece in punta di piedi nel Monastero di Santo Stefano, sede di una comunità nata nel lontano 1773 e ancora oggi esempio mirabile di equilibrio fra i ritmi di silenzio e solitudine propri dell’ordine e una cultura dell’accoglienza e del dialogo che le Monache Carmelitane coltivano nel cuore di Ravenna. In occasione di Dante 2021 le monache faranno dono al pubblico di un raro momento musicale, Il canto liturgico nella Commedia, curato da Stefano Albarello, perché «sì che m’inebrïava il dolce canto». In questo caso, dati i pochi posti disponibili, è necessario prenotare.

Alle 21 una delle occasioni più attese e significative: la consegna dei premi Dante-Ravenna e Musica e parole, nella Sala Corelli del Teatro Alighieri. Giuseppe Patota, storico della lingua con cattedra all’Università di Arezzo-Siena e accademico della Crusca, autore di testi divulgativi sulla lingua italiana di grande successo, nonché attivo nella didattica destinata agli stranieri, avrà il compito di presentare Cristiano De André, premiato per Musica e parole: non solo erede di una stagione leggendaria della canzone italiana e figlio di uno dei maggiori interpreti di quella vicenda, di cui rilegge e ripropone le canzoni, ma egli stesso valente cantautore.

Carlo Ossola, filologo e critico letterario, accademico e umanista, da vent’anni docente al Collège de France, fino al 2016 direttore dell’Istituto di Studi Italiani dell’Università della Svizzera Italiana, socio dei Lincei e da quest’anno presidente del Comitato scientifico nazionale per il VII centenario della morte di Dante, presenterà il premiato di questo anno per Dante-Ravenna 2018. René de Ceccatty, narratore e drammaturgo francese di rilievo, si è segnalato anche come autore di studi significativi su Moravia, Pasolini, Leopardi, e ha recentemente dato alle stampe una luminosa, cristallina nuova traduzione in francese della Commedia; attualmente sta lavorando alla traduzione della Vita nova.

Domenica 16 settembre è l’ultima giornata del Festival, che sceglie anche quest’anno la Casa Matha (ore 11) per l’appuntamento con uno storico dell’arte. È la volta di Matteo Ceriana, già direttore delle Gallerie dell’Accademia a Venezia e oggi in forze al Museo del Bargello di Firenze, che affronterà i Monumenti per la memoria di Dante e Enrico Pazzi, con particolare attenzione alla figura del ravennate Enrico Pazzi. Scultore e museologo, Pazzi, nato a Ravenna nel 1818, studiò presso la locale Accademia di belle arti, salvo esserne espulso in quanto allievo poco docile. Grazie a una borsa di studio completò la propria formazione a Firenze, che presto divenne, assieme a Ravenna, sede principale della sua attività. Per la piazza Santa Croce di Firenze realizzò la grande e celeberrima statua di Dante (1857-1865). A Ravenna ideò e fu il primo direttore del Museo Nazionale (1887-1898) e alla propria morte, avvenuta a Firenze nel 1899, donò la collezione di antichità e i propri beni alla sua città natale; la biblioteca, le stampe e i mobili antichi al Museo Nazionale, quadri e sculture all’Accademia.

Il museo si trasforma in un “Parco”, tra laboratori, caccia al tesoro e musica

Una giornata dedicata ai bambini a Sant’Alberto. Il programma

PallonciniDomenica 16 settembre dalle 9.30 alle 18.30 il Museo NatuRa di Sant’Alberto si trasforma nel “Parco dei Bambini e dei Tesori”. Appuntamento fisso nella terza domenica di settembre, insieme alla storica “Sagra della Patata” organizzata dalla Pro Loco, si tratta di un evento dedicato a bambine e bambini di tutte le età con laboratori, cacce al tesoro, musica, letture e molto altro.

Per tutto il giorno i piccoli visitatori potranno andare alla scoperta degli animali del Museo arricchendo il percorso con due speciali cacce al tesoro.

Alle 10 il Museo propone anche uno speciale percorso da fare in famiglia, si tratta della caccia al tesoro fotografica che condurrà i partecipanti alla ricerca dei tesori del paese e del Parco del Delta tra fiume Reno e Valli di Comacchio. Il costo è di 2 euro a famiglia, per partecipare è sufficiente avere con sé una fotocamera.

Nel pomeriggio la festa entra nel vivo con il truccabimbi a cura dei clown di corsia della Cri dalle ore 14 alle 18.30. Alle 14.45 partirà “I giocattoli dimenticati” il laboratorio di costruzione con legno, colori e fantasia a cura di Monica Piancastelli, che in seguito esporrà i suo giocattoli dimenticati, e alle ore 16.30 Giorgio Minardi condurrà il laboratorio “Libri da suonare” con letture musicate e costruzione di un giocattolo sonoro. Entrambi i laboratori sono compresi nel biglietto d’ingresso al Museo.

Ampio spazio sarà dato anche alla lettura e ai libri per l’infanzia con le letture delle volontarie nati per leggere che si svolgeranno alle ore 15.30.

Il Parco dei Bambini e dei Tesori si concluderà con due eventi speciali gratuiti: “Cantabestiario” alle ore 17.30, un concerto per tutti a cura di Romagna Musica nell’ambito della rassegna Le voci del Delta, e alle ore 18.30 pioggia di palloncini nel giardino del Museo.

Alle 15.30 dal Museo partirà inoltre un’escursione guidata a piedi tra il fiume Reno e le Valli di Comacchio con binocolo e cannocchiale che permetterà di andare alla scoperta degli animali del Parco del Delta alla presenza di una guida del Museo. Il costo, comprensivo del traghetto sul fiume Reno, è di 6 euro a persona.

Per partecipare è consigliata la prenotazione, il biglietto d’ingresso al Museo è di 3 euro per l’intero, 2 per il ridotto ed è gratuito per i bambini in età prescolare e le persone diversamente abili.

Info e prenotazioni: Museo NatuRa tel. 0544 528710, natura@atlantide.net

In centro a Ravenna una domenica di festa (e negozi aperti) al borgo San Rocco

Dalle 10 alle 20 animazione, street food, concorsi, mercatini

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Domenica 16 settembre le vie Castel San Pietro, Mazzini-Porta Sisi e piazza Anna Magnani che formano il borgo San Rocco, in centro a Ravenna, saranno protagoniste dell’iniziativa “Commercianti in festa al borgo”, promossa dai commercianti della zona con il supporto di Confesercenti Ravenna, la collaborazione dell’ assessorato alle Attività produttive del Comune e di numerose associazioni.

Dalle 10 alle 20 il borgo San Rocco registrerà l’apertura dei negozi, la presenza di bancarelle che proporranno prodotti di varie merceologie, street food, animazione, concorsi, esibizioni, animazioni per bambini e adulti.

«Abbiamo collaborato molto volentieri – commenta l’assessore alle Attività produttive Massimo Cameliani – alla realizzazione della giornata di festa al borgo San Rocco perché riteniamo che vivacizzare zone della città attraverso attività di commercio e di animazione sia il modo migliore non solo per sostenere la piccola economia locale ma anche per creare occasioni di incontro e coesione sociale».

Dalle 10 alle 12 nell’area della chiesa si terranno animazioni per bambini a cura di Pirilampo; nella stessa fascia oraria, nell’area del Portonaccio, avrà luogo la mostra canina curata da Canegatto (per informazioni e iscrizioni rivolgersi al numero 0544/471016); ancora dalle 10 alle 12 nell’area di Porta Sisi si terrà l’esibizione della palestra Move It (Bimbi ed hip hop); alle 12.30 incontri di judo a cura della palestra Dojo Gharbi.

Le attività proseguiranno nel pomeriggio: dalle 14.30 alle 19.30 concerto dell’Ambassador Marchin’ Band che sarà itinerante per il borgo; alle 15 il workshop “Creiamo il nostro micro giardino”, la gara di composizione floreale a cura dell’associazione Il Petalo (per informazioni e iscrizioni telefonare allo 0544/63047); alle 16 avrà luogo la gara di torte a cura del Bar Mini (per informazioni e iscrizioni chiamare il 340/6066961); dalle 15 alle 18 nell’area della chiesa tornerà l’animazione per bambini a cura di Pirilampo e dalle 15 alle 18 si svolgerà l’esibizione della palestra Move It ed Euritmica; ancora dalle 15 alle 18 esibizioni musicali di percussioni a cura della scuola di musica Mama’s; dalle 16.30 alle 18.30 torneranno gli incontri di judo a cura della Palestra Dojo Gharbi.

 

Bambini stranieri insultati, l’autore è tunisino. FI e Lega: «Nessun razzismo»

Il caso era esploso a luglio, quando alla Rocca alcuni operatori del Cre denunciarono l’episodio. Il centrodestra: «Il Pd ha strumentalizzato, ora chieda scusa»

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La Rocca Brancaleone dove è accaduto l’episodio

L’autore degli insulti razzisti alla Rocca Brancaleone sarebbe un tunisino. Secondo quanto riporta il Resto del Carlino di Ravenna, l’uomo che avrebbe proferito verso alcuni bambini stranieri del Cre le parole ««tornate al vostro Paese» e «dovete morire tutti» era un clochard di origine nordafricana. Un 57enne che forse quel giorno aveva alzato troppo il gomito. A questo sono giunte le conclusioni della polizia municipale che hanno anche ricostruito un episodio molto simile, avvenuto questa volta nella basilica di San Francesco. L’episodio aveva suscitato non poca indignazione in città: il Pd aveva parlato di razzismo. Tra gli altri, si erano mossi il consigliere regionale Mirco Bagnari e il capogruppo comunale Fabio Sbaraglia.

Le reazioni del centrodestra non si fanno attendere. Saputa la notizia Alberto Ancarani attacca: «Dunque non è stato un episodio di razzismo. Dunque il Pd che ha addirittura impegnato una seduta di consiglio comunale con la solfa sul “clima irrespirabile” nel paese ha alimentato una balla colossale per mera speculazione politica». Per Ancarani i consiglieri Pd «dovrebbero chiedere scusa. Ma non lo faranno perché la loro malafede supera la volontà di ottenere la verità per i ragazzi insultati». Anche il leghista Gianluca Pini, ex deputato e presidende della Lega Nord Romagna, non risparmia critiche: «De Pascale, Bakkali e soci chiedano scusa ai ravennati per le offese rivolte alla città». Pini parla di una «penosa strumentalizzazione fatta dal sindaco e dalla sua giunta». Per Pini, «Il risvolto comico della vicenda è che l’identificazione del tunisino è avvenuta da parte della forza di polizia che il sindaco dovrebbe di fatto presiedere, dimostrando come in realtà il buon de Pascale non abbia la ben che minima idea di cosa succeda all’interno dei confini ravennati».

West Nile, l’assessore regionale: «Nel 2019 disinfestazione nelle aree abbandonate»

Il punto sull’emergenza zanzare è stato fatto dall’assessore Venturi. «Alla fine dell’estate tavolo per discutere delle azioni future insieme ai Comuni»

Sono 87 i casi di virus West Nile in regione, con 14 decessi (di cui tre a Ravenna). Il punto è stato fatto in Regione nel pomeriggio dell’11 settembre. Sergio Venturi, in commissione consiliare, ritiene la stagione 2018 «anomala» non tanto per la quantità di zanzare «ma per precocità nella circolazione virale – in anticipo di circa un mese rispetto al passato -, elevata intensità della circolazione stessa in zanzare e uccelli e particolare aggressività del virus, con un alto numero di forme neuro-invasive ed elevata mortalità nell’uomo».

A fronte di tutto questo la Regione, oltre al Piano di sorveglianza e controllo, consolidato da anni, e puntualmente inviato a giugno scorso a tutti i sindaci e alle Aziende Usl, ad agosto ha attivato una sorveglianza entomologica straordinaria (extra piano). Il 16 agosto ha chiesto ai Comuni di aumentare l’attenzione dove era maggiore la presenza di persone più fragili (anziani o con patologie croniche), e quindi in prossimità di ospedali e strutture socio-assistenziali, attuando trattamenti di disinfestazione con prodotti adulticidi a cadenza settimanale fino al 30 settembre.

«La gestione delle arbovirosi in Emilia-Romagna- ha ricordato Venturi- si basa su un sistema di sorveglianza One-Health che integra diverse componenti professionali (medici, veterinari ed entomologi) e coinvolge Aziende Usl e Comuni. Il Piano di sorveglianza e controllo dell’Emilia-Romagna rappresenta di fatto un modello di riferimento, dal momento che dal 2014 siamo capofila di un gruppo di lavoro tecnico tra le Regioni maggiormente coinvolte dal problema, ovvero Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia». Venturi ha aggiunto che è fondamentale anche  la protezione individuale

Per l’anno prossimo, , annuncia Venturi «intensificheremo gli interventi sulla base dell’esperienza di quest’anno soprattutto occupandoci anche di tutti i luoghi che sono abbandonati, disabitati, come capannoni, depositi di gomme, che possono diventare luogo di proliferazione delle zanzare. I Comuni sanno che la Regione rimborsa tutti gli interventi straordinari che abbiamo richiesto; ci siederemo con loro a un tavolo, alla fine di quest’epidemia, per ragionare insieme su interventi non straordinari, ma potenziando quelli che già facciamo, anche sulla base dell’esperienza e dei risultati di quest’anno. Allarmarsi non serve- ha sottolineato l’assessore-, stiamo facendo tutto quello che è necessario fare. C’è molto meno virus in circolazione di un mese fa: al momento i pazienti più gravi ancora nelle terapie intensive sono quattro, ma sono stati ricoverati da tempo, tre a metà agosto ed uno da due settimane, indice che l’epidemia sta scemando, ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, anche dei cittadini».

Teatro comunale: cambio al vertice. Ivano Marescotti lascia la direzione artistica

Il celebre attore romagnolo non ha partecipato al bando pubblico per la gestione. Al suo posto Davide Dalfiume della “Bottega del Buonumore”

Ivano Marescotti
Ivano Marescotti

Ivano Marescotti e Ifigenia Kanarà lasciano il teatro comunale di Conselice. Dopo 16 anni ci sarà un cambio di gestione, sancito dal bando pubblico che lo scorso 9 settembre ha portato alla guida del teatro Davide Dalfiume, presidente dell’associazione culturale “Bottega del buonumore” di Castel San Pietro, che si è aggiudicata il bando (qui l’atto ufficiale). La società di Marescotti non ha partecipato al bando. Quella della Bottega era infatti l’unica offerta arrivata. L’amministrazione comunale da parte sua « ringrazia Marescotti e  Kanarà per la lunga collaborazione portata avanti negli ultimi 16 anni nella programmazione teatrale della città»

Continuano gli amministratori: «Vogliamo manifestare a Ivano e Ifigenia, anche a nome dei cittadini conselicesi, la soddisfazione per come si è svolta la stagione teatrale 2017/2018 e per il grande successo ottenuto. È stato solo l’ultimo di questi sedici anni vissuti in un’escalation per il nostro teatro e con esso per la cultura conselicese a esso strettamente legata. È stata una bella avventura esplicitatasi in un crescendo continuo di sperimentazioni, idee, contaminazioni e crediamo che il risultato più evidente sia stato il gradimento del pubblico rimasto sempre fedele e in aumento di anno in anno. Il teatro comunale è il luogo di cultura più importante di Conselice, per questo vogliamo manifestare a Ivano e Ifigenia anche a nome dei nostri cittadini gratitudine e riconoscenza per come è stato diretto in questi anni»

 

Traffico di droga: arrestato cinquantenne. Deve rispondere anche di estorsione

I fatti che lo riguardano risalgono al 2014. Ora rimarrà in detenzione domiciliare fino al luglio del prossimo anno

La polizia ha arrestato un cinquantenne foggiano residente a Ravenna, su disposizione su disposizione dell’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Ravenna. I fatti che lo vedono protagonista risalgono al 2014. Si tratta di estorsione, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, commessi nelle province di Ravenna e Forlì.

Da quel giorno, dopo avere sofferto un periodo di custodia cautelare in carcere, l’indagato è stato sottoposto alla misura cautelare della detenzione domiciliare. Da ieri gli investigatori della Squadra Mobile della Questura hanno nuovamente arrestato dando così esecuzione al provvedimento dell’ufficio della procura della Repubblica di Bologna e sottoponendolo al regime della detenzione domiciliare, dove dovrà permanere sino a luglio del 2019.

Turismo, il bilancio degli operatori: i fatturati tengono ma si riducono i guadagni

Un’ampia indagine Cna tra 88 imprenditori mostra luci e ombre dell’offerta ravennate. Chi soggiorna si lamenta di zanzare e scarse infrastrutture

Gli imprenditori del turismo di Cna confermano in sostanza l’andamento dello scorso anno ma non sono troppo soddisfatti perché, di fronte ad un settore turistico che cresce a livello mondiale, la stabilità – che in questo scenario è una riduzione della fetta di mercato – non può piacere alle imprese. Questo è quanto emerge da un report della confederazione ravennate: 88 le imprese interrogate. Secondo l’indagine, il 43% delle imprese non ha notato differenze sostanziali sui fatturati rispetto ai risultati dell’anno scorso mentre il 29% ha segnalato una diminuzione e il 27% un aumento. Sostanzialmente i fatturati segnalano una tenuta media. Si segnala però una peggiore performance dei margini operativi: in sostanza si lavora più di prima per fatturare lo stesso e guadagnare mediamente di meno. Un dato preoccupante.

Interessante vedere dove sono state riscontrate difficoltà. Il primo tema è quello della comunicazione: «Fatico a far capire esattamente chi sono, ad arrivare al mio target ha risposto un operatore. C’è chi vorrebbe farsi conoscere di più e chi fatica ad integrare la sua comunicazione con quella istituzionale: difficile distinguersi, difficile farsi trovare online. Tra le difficoltà anche quella di rispondere alle esigenze del cliente che chiedono servizi speciali ma anche prezzi scontati. «Una continua contrattazione», ha risposto un imprenditore.

Il territorio sconta anche le difficoltà logistiche: nella relazione con i clienti molti operatori hanno anche dovuto gestire le difficoltà dei trasporti (“poche informazioni viabilità”, “poche alternative trasporti”); della manutenzione pubblica (“scarsa manutenzione ordinaria”, “assenza di parcheggi”); e dei problemi logistici del terminal crociere di Porto Corsini (“quest’anno ha causato un drastico calo dei flussi”).

I turisti hanno gradito la capacità di accoglienza, la bellezza del territorio e anche la spiaggia priva di abusivi, tema molto sentito, a quanto pare. Tanti operatori hanno risposto segnalando l’apprezzamento per attività differenti da quelle classiche della vacanza stanziale del passato. Chi evidenziando le “escursioni in bici” e chi “i corsi brevi di mosaico” o “l’artigianato italiano”, per non parlare delle tante segnalazioni per le buone esperienze legate al cibo o alle iniziative culturali e spettacolari private  e quelle pubbliche anche se “ci sono troppe finte sagre che creano confusione”.

Le difficoltà del 2018 sono invece legate a tre aspetti. Il primo è lo stato delle acque del mare delle ultime settimane. Inoltre le zanzare sono state un problema non da poco. Aspetti, questi, che  hanno stupito soprattutto i turisti stranieri». Lo stato delle strade e la già citata mancanza d i collegamenti è un altro tema che non è piaciuto ai turisti, così come la «poca cura dell’arredo urbano». Inoltre i pochi eventi nei paesi, la riduzione dei posti auto e la scarsità dei parcheggi sono aspetti segnalati da diverse persone che hanno soggiornato a Ravenna. Gli stessi operatori segnalano «che molti turisti hanno anche avuto parole dure su “case e alloggi alberghieri vecchi” o sugli orari di chiusura di “alcuni musei”».

Così Laura Sillato, imprenditrice e portavoce di Cna turismo e commercio, commenta: «E’ una stagione in chiaro-scuro quella giunta ormai alla sua conclusione». Il sistema «rimane frammentato e le numerose piccole imprese turistiche soffrono sul fronte della commercializzazione sui mercati esteri, un aspetto che non consente alla nostra destinazione di rimanere al passo con il trend mondiale di crescita dell’economia turistica».

Di fronte a un cedimento della domanda interna, «a cui le nostre località sono ancora troppo legate, il turismo straniero non cresce quanto sarebbe auspicabile. Pertanto non credo ci si possa ritenere del tutto soddisfatti di una tenuta (parziale) dei risultati dello scorso anno». La flessione dei margini operativi è «un dato preoccupante per un settore in cui la domanda richiede costanti investimenti. I turisti continuano ad apprezzare l’accoglienza romagnola, la vivacità delle nostre spiagge, la buona cucina ma vogliono anche strutture ricettive al passo coi tempi, strade accessibili, collegamenti rapidi e un ambiente salubre e rilassante in cui poter godere di un bel bagno e non dover passare il tempo a difendersi dalle zanzare. Sono aspetti che richiedono cura e investimenti pubblici ma anche sostegno alle imprese private che desiderano mettersi in gioco per alzare il livello di servizi offerti e dare un contributo alla manutenzione delle aree pubbliche»

Venendo alla parte dei contenuti, «in alcune località sono stati quasi del tutto assenti o di scarso appeal turistico. Si vive ancora nella presunzione di vendere il mare in quanto mare in un’epoca in cui la competizione tra località balneari italiane ed estere è elevatissima. L’unica strada per differenziarsi può essere solo una proposta di contenuti realmente attrattiva, ricca di eventi, di esperienze da vivere, di un’offerta culturale che venga proposta in sinergia con quella naturalistica e balneare, di un’identità forte (che ancora non c’è) in grado di comunicare all’esterno la ricchezza del nostro territorio. In sintesi, una stagione 2018 in cui il nostro turismo ha goduto di riflesso della crescita complessiva del turismo a livello globale ma senza quel cambio di passo che consentirebbe al nostro territorio di diventare realmente una destinazione turistica».

Un altro weekend d’estate? Torna il Navetto Mare dai parcheggi scambiatori

Gli stabilimenti balneari stanno organizzando feste in spiaggia fino alle 2 di notte

Navetto Mare
Il Navetto

Il Comune ha concesso agli stabilimenti balneari di organizzare feste in spiaggia fino alle 2 di notte  nel prossimo weekend. Viste le previsioni meteo che prevedono alte temperature e sole, è stato anche deciso di riattivare il servizio Navetto Mare, dopo che domenica scorsa in molti erano stati costretti a utilizzare il parcheggio scambiatore di Marina e poi dirigersi a piedi verso gli stabilimenti balneari.

Non solo: la sosta a Marina di Ravenna e Punta Marina Terme sarà ugualmente gratuita, a differenza di quanto normalmente avviene negli altri mesi estivi. Insomma: almeno per una settimana l’estate sarà di fatto prolungata.

De Pascale e i sindaci in pressing sul governo: «Riattivi il bando periferia»

Una delegazione dell’Anci vedrà il premier per chiedere di ripristinare i fondi. A Ravenna servono per finanziare la Darsena

Uno dei progetti finanziati dal bando Periferie

Continua il pressing dei Comuni sul governo. Oggi, martedì 11 settembre, una delegazione di 15 sindaci incontrerà il premier Giuseppe Conte per chiedere una retromarcia sui fondi del bando “periferie” bloccati con una norma contenuta nel Milleproroghe votato a fine luglio.  Interviene sul tema Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente di Anci Emilia-Romagna: «I patti fra lo stato e i cittadini vanno rispettati. Condivido quanto detto dal presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro: nell’incontro di domani chiederemo al Presidente del Consiglio Conte di non bloccare i fondi del “fondo periferie” già pattuiti».

Per l’Emilia-Romagna «sono 118 miliardi, che metteranno in moto altrettante risorse di altri enti pubblici e di imprese private. Tanti cantieri, tanto lavoro per migliorare le nostre periferie. Sono interventi per strutture sportive, case popolari, contenitori culturali, parchi e altri interventi per la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini delle periferie di Bologna, Piacenza, Parma, Reggio-Emilia, Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Il Governo ci deve ascoltare e accogliere una richiesta di buon senso: diversamente la rottura delle relazioni istituzionali fra Anci e Governo sarebbe l’inevitabile conseguenza della rottura dei patti sottoscritti da parte del Governo»,       

Sofia Collinelli aggiunge un altro oro alla sua collezione di successi stagionali

Ciclismo / Nel campionato italiano su pista al Maspes-Vigorelli di Milano vittoria per la ravennate nell’Omnium Donne Juniores

Sofia Collinelli Tricolore Omnium Juniores
Sofia Collinelli con la maglia tricolore dopo aver vinto il titolo juniores Omnium

Nel campionato italiano Sofia Collinelli si aggiudica un altro titolo in un’estate indimenticabile soprattutto su pista. Nel leggendario anello meneghino, il Maspes-Vigorelli di Milano, la giovanissima ravennate trionfa anche nella formula olimpica dell’Omnium, una competizione individuale composta da quattro differenti prove: lo scratch, la corsa a tempo, la corsa a eliminazione e la corsa a punti.

La classe 2001 del piacentino Vo2 Team Pink si toglie un’altra soddisfazione, che si aggiunge ai titoli iridati e continentali Juniores nell’Inseguimento a squadre conquistati ad Aigle, in Svizzera, dove ha festeggiato anche il bronzo nell’Inseguimento individuale. Ma la stagione della figlia d’arte (il papà Andrea ha vinto l’oro olimpico ad Atlanta ’96) non si ferma qui, in quanto continuerà con i Giochi Olimpici Giovanili Estivi in programma a Buenos Aires, in Argentina, dal 6 al 18 ottobre.

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