Alvaro Ancisi (LpRa) chiede che l’ente sia coerente con quanto fatto in una zona dell’Emilia dove ha raccolto le perplessità degli enti locali

La Regione si dice contraria all’estrazione di idrocarburi nelle aree Fantozza e Bugia, a cavallo delle province di Modena e Reggio Emilia. Alvaro Ancisi (LpRa) prende la palla al balzo per chiedere che lo stesso venga fatto per la zona a nord di Ravenna, tra la provincia romagnola e quella ferrarese. Da tempo, infatti, pende la richiesta di permesso al ministero dello Sviluppo Economico da parte di Aleanna Resources. Si tratta della stessa azienda che ha fatto richiesta in Emilia, rifiutate dalla Regione che – ricorda Ancisi – «ha dato ascolto alle comunità interessate, testimoniate dai rispettivi consigli comunali, attestandosi sulla prevalenza del principio di precauzione rispetto all’ipotesi che l’estrazione di idrocarburi produca danni rilevanti a quell’ambiente».
Il 13 dicembre 2016 «è stata discussa nel consiglio comunale di Ravenna una mozione, proposta da Lista per Ravenna e sottoscritta da tutti gli altri gruppi di opposizione, la quale, raccogliendo le istanze emerse in commissione Ambiente nella seduta del 2 dicembre stesso, intendeva sollecitare una posizione univoca del Comune di Ravenna insieme agli altri Comuni, alla province di Ferrara e Ravenna e all’ente Parco del Delta del Po parimenti interessati, sulla ricerca ed estrazione di idrocarburi nelle zone naturalistiche ambientali di pregio comprese nel progetto Stefanina». Inoltre il consiglio comunale aveva approvato un odg che «si opponeva ad ogni attività estrattiva nei “punti di estrazione più vicini alla costa, … nonché a terra nelle aree del Parco del Delta del Po”. La mozione, integrata dai gruppi di maggioranza, che vi aggiunsero le proprie firme, fu approvata all’unanimità».
Alla luce di quanto esposto e della decisione della Regione di opporsi al progetto dell’Aleanna Resources che insiste sui territori delle province di Modena e Reggio Emilia, «si rafforza la necessità che tutti gli enti pubblici territoriali interessati sopra richiamati concertino con la Regione stessa modi e contenuti di un’analoga opposizione al progetto “La Stefanina”, che insiste sulle fasce costiere delle province di Ferrara e Ravenna, da far valere unitariamente presso il ministero dello Sviluppo economico». Ancisi chiede al sindaco Michele de Pascale «se intende farsene carico, riferendone al consiglio comunale e/o alla commissione consiliare Ambiente in tempi brevi, indicativamente entro il prossimo ottobre».
Sono dieci le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza dalla polizia locale dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna in estate. Gli agenti ogni sabato notte hanno svolto controlli dalle 23 alle 5 attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come il targa system per il controllo dei veicoli non assicurati, non revisionati o rubati, il test antidroga per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti e l’etilometro per gli accertamenti alcolemici.




Se l’apertura, il 24 agosto, era stata segnata da tre parole – 

Come annunciato, è stato siglato nella mattinata di oggi, domenica 9 settembre, un accordo tra la città di Ravenna, la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la città di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 per una collaborazione culturale di lungo periodo.
L’accordo prevede un rafforzamento delle relazioni culturali e sociali già allacciate prima, durante e dopo il percorso di candidatura di entrambe le città a Capitale europea della Cultura, titolo poi come noto assegnato a Matera.
Il Pd ha perso le elezioni del 4 marzo anche perché non è stato abbastanza sui social network in modo preparato per sbugiardare le fake news costruite dagli avversari ed è anche per questo che il Partito democratico non può avere niente a che spartire con i Cinque Stelle. Il pensiero è di Maria Elena Boschi, oggi deputata dopo essere stata sottosegretaria nel governo Gentiloni e prima ministra con Renzi. La 37enne di Laterina è salita ieri sera, 8 settembre, sul palco della festa nazionale dell’Unità a Ravenna per partecipare a un dibattito proprio dal titolo “Democrazia ai tempi delle fake news”. A completare il parterre dei relatori Tommaso Cerno (ex direttore de l’Espresso e oggi senatore Pd), Marco Canestrari (programmatore informatico che ha lasciato il mondo grillino dopo aver partecipato alla creazione del blog) e Jacopo Iacoboni (firma de La Stampa autore di diverse inchieste sull’M5s).
Doveva essere un dibattito su fake news e democrazia, è diventato un dare addosso al grillino brutto e cattivo (assente sul palco) che mette in pericolo la democrazia spacciando tonnellate di bufale. Ma prima Cerno in veste di politico e poi gli altri due ospiti più super partes hanno voluto sminuire il peso delle bufale tra le giustificazioni del ko dem cinque mesi fa. «Se pensiamo che il Pd sia passato dal 40 percento al 18 per colpa delle fake news – è stato il sarcasmo di Cerno – allora dobbiamo andare tutti a casa. Ma qua non possiamo dirlo…».
Sul fronte più tecnico a proposito del tema centrale della serata da Iacoboni sono arrivate alcuni dettagli interessanti. La notte successiva alla pubblicazione del video di Salvini contro i magistrati ci sono stati centinaia di migliaia di ritweet da account che per l’80 percento erano americani. «Steve Bannon era l’ideologo di estrema destra dell’amministrazione Trump che ora è in Europa e sta incontrando quelli che chiama fratelli: ha incontrato Salvini ma anche qualcuno dell’M5s. Tutto legittimo ma vorremmo che si sapesse perché significa collocare il movimento in una precisa area, in un network che diffonde certi temi. Siamo oltre le fake news, siamo all’istigazione all’odio». Un altro dettaglio: «Nel 2014 all’improvviso l’M5s diventò pro Putin e sappiamo che incontrò un emissario del presidente russo, un paese dove i giornalisti vengono ammazzati. Queste cose vorremmo saperle».
Canestrari conosce la struttura della macchina Cinque Stelle e svela qualche retroscena, già contenuto nel suo libro Supernova: «M5s ha introdotto in Italia un metodo preciso che partiva da siti contenenti notizie false per generare consenso, per generare traffico, per generare denaro che poi veniva investito nella propaganda. Se qualcuno va a cercare di individuare i bias del cervello per far passare un messaggio credo che non ci sia niente di politico in questo ma solo uno schifo».
«Balotelli? Il calcio è uno sport di squadra, e anche se solo giochi a tennis quando il tuo compagno se ne va dove pare a lui, cosa dici e cosa fai?…». Arrigo Sacchi, ai microfoni di Radio Deejay, commenta duramente la prestazione dell’attaccante azzurro contro la Polonia, e nel rispondere alla domanda se al numero 9 non siano state concesse gia’ troppe opportunità, risponde ancora più duramente.
In tanti stamattina (il ritrovo era alle 9 di domenica in piazza del Popolo) hanno accompagnato Marco Martinelli del Teatro delle Albe nel corteo per le celebrazioni dell’annuale della morte di Dante – a Ravenna, città dove il Sommo Poeta è morto 697 anni fa –








La mattinata si è poi conclusa con la messa alla basilica di San Francesco, a cui ha partecipato anche l’ex ministro Maria Elena Boschi, in città dopo aver preso parte sabato sera a un dibattito alla festa nazionale dell’Unità.