domenica
10 Maggio 2026

Da Renzi a Gentiloni, da Fico a Mujica: tutti i dibattiti della Festa Pd

Comincia il 24 agosto la kermesse nazionale che durerà diciotto giorni con ospiti di caratura nazionale e non solo

RAVENNA 03/09/17. RENZI ALLA FESTA DELLÕ UNITAÕ DI RAVENNACi saranno gli ultimi due presidenti del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, e molti ministri del governo di quest’ultimo. I presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone. L’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica e il premier del Portogallo Antonio Costa. E tanti altri esponenti della politica italiana e non solo, di centrosinistra e non solo, di opposizione e di governo. È stato presentato stamani, 22 agosto, il programma della Festa dell’Unità nazionale che quest’anno si terrà a Ravenna, la prima volta in città, dal 24 agosto: diciotto serate in cui i due spazi di confronto, quello della libreria e quello degli incontri politici, offriranno in media 4-5 appuntamenti quotidiani.

In un certo senso, riassumendo le parole del segretario provinciale Alessandro Barattoni, sarà una festa di lotta e di governo mossa da una macchina di circa mille volontari: «È un’occasione per risintonzzare il Pd con il Paese, per spiegare un programma che passa dall’opposizione all’alternativa di governo. Resterà però sempre una grande festa popolare con ottima musica, dibattiti non usuali, cucina tradizionale e spettacoli dal vivo». In tempi di particolare attenzione ai finanziamenti dei partiti, Barattoni ricorda che la festa è anche un momento di autofinanziamento trasparente: «Quest’anno abbiamo messo a disposizione anche un conto per chi vuole fare donazioni a distanza ma magari non può partecipare con la sua offerta libera all’ingresso». Ma le attese per la partecipazione sono buone: «Già diversi simpatizzanti ci stanno contattando per il programma in modo da scegliere due-tre giorni con appuntamenti particolari per venire qualche giorno qua».

Ad affiancare la federazione provinciale nell’organizzazione è stato il deputato Andrea De Maria, in passato segretario a Bologna: «Da sempre le feste sono un momento di confronto non solo tra esponenti del nostro partito o della nostra coalizione ma anche con altre forze politiche più distanti. Ci dispiace per questo che il vicepremier Luigi Di Maio non abbia avuto il coraggio di accettare il nostro invito». Pentastellati e leghisti, che incarnano il governo Conte, non mancheranno. Questi i quattro principali confronti: Serracchiani e e Gelmini, Fico e Delrio, Orfini e Giorgetti, Nannicini e Bersani. Il segretario nazionale Maurizio Martina aprirà e chiuderà la festa ma sarà presente anche nell’incontro con Mujica

Due amiche sul materassino verso il largo, soccorse dalle moto d’acqua della polizia

Le due minorenni non riuscivano a ritornare verso la riva. Gli agenti hanno soccorso anche un anziano che aveva perso l’orientamento mentre nuotava

EvCon un materassino gonfiabile, senza remi, si erano allontanate dal punto dove erano scese in mare e non riuscivano più a raggiungere la costa: la squadra nautica della questura di Ravenna, in servizio con moto d’acqua nel tratto di mare antistante la costa fra Milano Marittima e Tagliata di Cervia, ha soccorso due ragazzine nella mattinata di domenica. Le due minorenni erano a 500 metri dalla riva all’altezza del bagno Fantini ed erano partite dal circolo velico: sono state trainate a riva e riaffidate ai genitori.

Successivamente, all’altezza di Tagliata, gli agenti della Nautica hanno prestato soccorso a un anziano che, a 700 metri dalla costa, nuotava tra i natanti in transito. L’uomo che ha riferito ai poliziotti di aver perso l’orientamento è stato indirizzato e scortato sino a riva.

West Nile, muore 85enne. È il secondo decesso in provincia (9 casi diagnosticati)

Entrambi gli anziani avevano già patologie pregresse. La malattia è trasmessa dalla zanzara comune ma non da uomo a uomo

West Nile Virus Specie Italia Culex PipiensSi registra il secondo decesso da virus West Nile in provincia di Ravenna: un 85enne di Lugo morto la sera del 20 agosto va ad aggiungersi alla 87enne di Faenza morta nei giorni precedenti. Lo si apprende dal sito dell’agenzia Ansa che cita la stampa locale.

Il caso lughese era stato uno dei primi registrati nella provincia di Ravenna. L’85enne, con varie patologie anche gravi, aveva una febbre persistente ed era stato dunque trasferito in Terapia Intensiva. Anche l’altra anziana aveva pregresse patologie.

Sono in tutto nove i casi diagnosticati dall’Ausl Romagna in provincia di Ravenna, quasi tutti concentrati nell’entroterra tra ultrasessantenni debilitati da precedenti patologie. A Ferrara, invece, si è registrato un nuovo caso e sono nove i ricoverati, mentre tra luglio e agosto sono state tre le morti.

Il sito internet dell’Ausl Romagna dedica spazio alle informazioni sull’argomento. «Il virus ha solitamente un decorso benigno, salvo per pazienti già in condizioni di salute critiche per cause pregresse. L’infezione nella maggior parte dei casi non provoca neppure la comparsa di sintomi, oppure si manifesta con sintomi lievi simili a quelli dell’influenza. Solo in casi rari, in meno dell’uno per cento delle persone colpite, soprattutto se anziane o con alterazioni del sistema immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico. Non si tratta inoltre di una patologia che si trasmette da uomo a uomo, bensì attraverso l’azione di un insetto vettore quale la zanzara che, però, può assumere il virus solo da un uccello e non da una persona già infetta».

Nel nuovo reality di Simona Ventura su Canale 5 due concorrenti legati a Cervia

In onda dall’11 settembre Temptation Island versione vip: tra le coppie alla prova di tentatori e tentatrici ci saranno Patrick Baldassari del Vip Master con Valeria Marini e Sossio Aruta ex dei Campioni con la fidanzata Ursula Bennardo

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Simona Ventura

Ci sarà un po’ di Cervia nell’ennesimo reality che dall’11 settembre andrà ad aggiungersi alla già abbondante offerta di programmi del genere in tv. Tra i concorrenti di Temptation Island Vip, in onda su Canale 5 condotto dalla vera regina dei reality Simona Ventura, ci saranno infatti Patrick Baldassari (47 anni) e Sossio Aruta (48): il primo è un imprenditore della movida di Mima, storicamente legato, con il padre Mario, alla kermesse del Vip Master Tennis mentre il secondo è stato uno dei calciatori che nel 2005-06 indossò la maglia gialloblù della squadra locale coinvolta nel reality sul calcio Campioni (Aruta tornò al Todoli anche nel 2012-13) e poi anche tronista di Uomini e Donne.

La trasmissione metterà alla prova la solidità delle loro relazioni con le rispettive compagne: Valeria Marini per Baldassari e Ursula Bennardo per Aruta. In gioco infatti sei coppie chiuse per alcune settimane in un villaggio turistico in Sardegna con sistemazioni separate, uomini da una parte e donne da un’altra: i due gruppi vengono tentati da donne e uomini single e alla fine del periodo le coppie decideranno se restare insieme o interrompere la propria relazione.

Sì al prelievo straordinario di acqua dai fiumi dell’appennino per irrigare i campi

Provvedimento della Regione valido fino al 30 settembre. Coldiretti soddisfatta: «Si salvano le produzioni dai frutteti ai vigneti»

Via libera a prelievi d’acqua controllati in alcuni tratti di corsi d’acqua dell’Appennino romagnolo. Obiettivo, il contrasto della crisi idrica estiva che sta mettendo in difficoltà l’agricoltura di diverse aree di quelle zone. Lo ha deciso oggi, 21 agosto, la Giunta regionale, per consentire, in via straordinaria, di effettuare prelievi di acqua per affrontare i problemi generati dalla siccità per diverse colture. E Coldiretti Emilia-Romagna è soddisfatta: «La possibilità di tornare ad attingere acqua dai fiumi della Romagna salva le produzioni agricole di questa area, dai frutteti ai vigneti, fino ai foraggi per l’alimentazione del bestiame».

Pur non trovandoci di fronte ad una situazione di siccità come quella del 2017 – spiega Coldiretti Emilia Romagna – l’andamento di questa estate ha messo in evidenza ancora una volta che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore agroalimentare. Di fronte alla tropicalizzazione del clima – sostiene Coldiretti regionale – se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con adeguati interventi strutturali di risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, come bacini aziendali, utilizzo di ex cave e casse di espansione dei fiumi.

«Con questo atto, in vigore già da oggi – commenta il Presidente Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte – la Regione si è dimostrata responsabile e sensibile alle istanze dei tanti produttori agricoli del Ravennate che chiedevano a gran voce di poter irrigare in un momento cruciale per il buon esito del ciclo produttivo di frutteti, kiwi e vigneti, istanze queste che Coldiretti, in totale solitudine, ha sostenuto con fermezza e tenacia a tutela dei propri associati».​

«Si tratta di un provvedimento straordinario – spiegano Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente e Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura – che abbiamo ritenuto necessario assumere dopo che l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto idrografico del fiume Po, che si è riunito nei giorni scorsi, ha certificato l’esistenza di criticità in alcuni territori non serviti da una irrigazione strutturata».

Il provvedimento della Giunta, che comunque potrà essere ritirato se le condizioni climatiche e idrologiche cambieranno rispetto alla situazione con cui oggi si deve fare i conti, resterà in vigore fino al 30 settembre 2018. Le richieste da inviare alle Strutture autorizzazioni e concessioni (Sac) di Arpae competenti per territorio, dovranno precisare e documentare le necessità idriche, la stima del fabbisogno per il completamento del ciclo produttivo, i dati relativi ai quantitativi d’acqua prelevati e da prelevare e le misure di mitigazione individuate per non compromettere l’ecosistema fluviale.

«La nuova Camera del Commercio Ravenna-Ferrara paralizzata dai giochi di potere»

Il consigliere provinciale dei Civici, Gianfranco Spadoni, critica i rallentamenti dovuti a logiche di campanile e lottizzazioni: «E si continua ad assegnare le presidenze ai funzionari delle associazoini mentre sono gli imprenditori che incarnano l’economia»

Gianfranco Spadoni«Campanilismi e lottizzazioni mettono in secondo piano la questione essenziale del governo e della promozione dell’economia locale»: il consigliere provinciale dei Civici, Gianfranco Spadoni, denuncia la paralisi della nuova Camera di Commercio Ravenna-Ferrara, «ancora impatanata nella burocrazia delle associazioni di categoria e della Regione». In particolare la questione riguarda la presidenza: «È scontata la nomina del direttore della Confcommercio di Ravenna: almeno si velocizzino le procedure e si renda operativo il nuovo consiglio camerale, la nuova giunta con il presidente già sostanzialmente designato anche se pare non aver registrato l’unanimità dei consensi».

Spadoni è critico anche sulle logiche adottate per le scelte: «Si continua sull’onda delle presidenze assegnate ai funzionari delle associazioni mentre sarebbe preferibile e soprattutto più appropriato ricercare il nome fra gli imprenditori dei vari comparti economici, perché proprio loro incarnano  concretamente l’economia, la produzione e il lavoro». E poi rimane aperta la questione «di questa innaturale fusione fra Ravenna e Ferrara, nonostante l’unanime contrarietà dei 29 sindaci della Provincia di Forlì-Cesena i quali avrebbero preferito  un minimo di coerenza rispetto al percorso intrapreso dall’ente ravennate, auspicando una più naturale collaborazione fra Ravenna e Forlì-Cesena, rispetto alla scelta ferrarese. Tali province, dando seguito alla legge regionale 13 del 2015, hanno costituito un unico ambito territoriale che ricomprende quei territori provinciali  per l’esercizio in forma associata delle  varie funzioni  in capo ai nuovi enti. Così come si è verificato, ad esempio, in ambito sanitario con la costituzione  dell’Azienda sanitaria locale della Romagna, o nel  settore dei trasporti pubblici  le funzioni riferite ai servizi di trasporto, con un’ azienda unica  di mobilità romagnola».

Furto da 80mila euro alla profumeria Sabbioni: sfondati il tetto e una parete – FOTO

Il colpo più ingente subito dalla catena ravennate: con i danni alla struttura si arriva a 100mila euro. Il titolare: «Purtroppo ormai non c’è nemmeno rabbia ma rassegnazione: siamo impotenti». Prodotti destinati al commercio online o sulle bancarelle

Sabbioni1Ha un valore di circa 80mila euro, tra merce rubata e valori in cassaforte, il colpo messo a segno nella notte tra il 17 e il 18 agosto nel negozio della profumeria Sabbioni in via Reale a Mezzano, uno dei quindici punti vendita della catena in Romagna. E con i danni causati dai malviventi per introdursi nell’esercizio si arriva a un totale che sfiora i 100mila euro, il furto più ingente subito dal gruppo Sabbioni. Le indagini sono affidate ai carabinieri che hanno già svolto i sopralluoghi. Il negozio è torno operativo in 48 ore.

In azione una banda di ladri ben organizzata e dotata di mezzi. Lo dimostra la scena del crimine. I malviventi hanno aperto un varco nel tetto del capannone sul retro, di proprietà della stessa Sabbioni, e poi si sono calati all’interno riuscendo a schivare i sensori dell’allarme. Da lì hanno sfondato una parete che conduce al negozio e distrutto la centralina dell’antifurto. A quel punto hanno avuto mano libera per lavorare senza essere disturbati. Svuotando i ripiani del negozio e tagliando la cassaforte con un flessibile. Un colpo che può aver richiesto anche un paio di ore di lavoro. Per la fuga i ladri hanno sfondato dall’interno una porta che conduce sul retro dove, vista la mole di materiale asportato, doveva avere un veicolo capace di caricare tutto.

Per il titolare della catena, Maurizio Sabbioni, un misto di tristezza e orgoglio: da un lato quel senso di impotenza che lo porta a parlare di «rassegnazione di fronte a queste cose» ma dall’altro anche la voglia di non cedere che in 48 ore ha permesso di ripristinare le condizioni del negozio e riprendere la piena operatività. «Cerchiamo di trovare sempre nuovi mezzi per difenderci, dagli allarmi ai panettoni davanti alle vetrate per evitare le spaccate in auto, ma siamo ormai rassegnati ad essere nel mirino».

La merce rubata è destinata, probabilmente, al commercio online o sulla bancarelle: «Quando si trovano prodotti su internet a metà del nostro prezzo poi la gente pensa che siamo noi i ladri e invece i ladri sono quelli che hanno svuotato il nostro negozio e poi possono permettersi di rivendere le cose sottocosto».

Panizza (Misto) interroga il sindaco: «Quanti vigili urbani ci sono e cosa fanno?»

Di recente annunciate nuove assuzioni ma per il consigliere comunale grillino «non è frequente imbattersi in pattuglie per strada»

Da sinistra Emanuele Panizza, Marco Maiolini, Samantha Tardi (i primi due del gruppo misto, la terza di Cambierà)

Quanti vigili urbani ha la città di Ravenna e cosa fanno durante i propri turni? Si può riassumere in estrema sintesi con questa domanda l’interrogazione presentata rivolta al sindaco dal consigliere comunale Emanuele Panizza del gruppo Misto. La premessa di partenza è la presa d’atto che «il presidio del territorio è la cosa più importante per prevenire azioni criminose e illecite seconda solo alla certezza di essere colti in flagrante e conseguente sanzione», a chi si aggiungere la recente «assunzione di nuovo personale per far fronte a tutti i servizi a cui devono ottemperare gli agenti». Eppure per il grillino (che ha abbandonato il gruppo Cambierà proprio per queste ragioni) risulta che non sia frequente imbattersi in pattuglie delle forze dell’ordine «e non abbiamo riscontri sul fatto che vengano usate telecamere in loro vece, e conseguentemente non ci sono deterrenti di sorta».

Tutto ciò premesso, arrivano le domande al primo cittadino: di quanto personale effettivo è composto il corpo di polizia municipale? Quanti dirigenti, funzionari, impiegati amministrativi e impiegati operativi? c’è del personale che è esentato dal fare certi turni o certe mansioni per svariati motivi? Quanti sono quelli destinati ad uscire di pattuglia e quanti ne sono effettivamente in grado? Quante volte al giorno viene pattugliata la zona pedonale del centro di Ravenna? Quante volte al giorno escono dei mezzi e quanti per pattugliare la città e le zone di periferia? Quanto personale temporaneo viene assunto in aggiunta per il periodo estivo e come e dove viene impiegato? Da che ora a che ora il personale è normalmente impiegato sul territorio e se ci sono differenze tra i giorni feriali e quelli festivi o prefestivi?

«Ampliamento discarica e inceneritore: Ravenna sarà la rifiutopoli della regione»

Il consigliere comunale Ancisi (Lpr) ricorda che la provincia è ultima in Emilia-Romagna per percentuali di differenziata (nel 2017 una delle due in calo rispetto al 2016) e teme conseguenze

RAVENNA 08/05/2004. HERA DISCARICA INCENERITORERavenna diventerà la rifiutopoli della regione. Lancia l’allarme Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lpr. Ultima tra le nove province dell’Emilia-Romagna per percentuale di raccolta differenziata (54,8 percento nel 2017, in calo dello 0,4 rispetto all’anno precedente, contro la media regionale di 64,3 che cresce del 2,5 trascinata dal picco di Parma con 77,6) e sito di una delle tre discariche operative in regione, due circostanze che portano il decano dell’opposizione a una previsione tutt’altro che rosea per il territorio: «Ovvio che quanti più rifiuti indifferenziati non saranno più discaricati o inceneriti nelle altre province, tanto più Ravenna consoliderà e rafforzerà la qualifica di Rifiutopoli, meritata grazie alle politiche degli ultimi tre decenni che hanno sacrificato l’aria vitale e l’ambiente naturale a presunti vantaggi economici pubblici, in realtà largamente privati».

La discarica di via Romea Nord per rifiuti solidi urbani e per rifiuti speciali assimilati resta in vita insieme soltanto a quelle di Carpi e di Imola: «Di quest’ultima, ormai satura, il Tar ha bloccato il progetto di sopraelevazione, mentre la nuova sindaca non vuol nemmeno sentirne parlare. Ravenna rischia così di servire da sola mezza regione. Tanto che Hera sta portando avanti di gran carriera il nono ampliamento della nostra discarica, pari a 12mila metri quadrati, su un’area complessiva dell’impianto pari a 110 ettari tra il canale Cerba, che la separa dall’oasi naturalistica di Punta Alberete, e via Guiccioli». Accanto alla discarica l’inceneritore di rifiuti urbani indifferenziati: «Tra gli otto esistenti in regione sarà il solo, insieme a quello di Piacenza, a non essere chiuso, alla faccia della pianificazione regionale 2019 e del programma di mandato del sindaco De Pascale, che ne prevedono la cessazione. È un impianto arcaico, che non soddisfa le tecniche più avanzate sulle emissioni in atmosfera, contribuendo alla mal aria che si respira nell’ampio raggio intorno, città e dintorni compresi. Esso pure, tra breve, a servizio di mezza regione?».

Impianto Rifiuti Romea Nord Ravenna, Panoramica Del 19.8.18
Veduta aerea della discarica di via Romea Nord a Ravenna e inceneritore

Di fronte a questo scenario il decano dell’opposizione ritiene che la tematica vada affrontata quanto prima in consiglio comunale: «Al fine di anticiparla, chiedo al sindaco, anche nella sua veste di presidente della Provincia, titolare delle funzioni autorizzative sul trattamento dei rifiuti, se intende operare al fine che la raccolta differenziata dei rifiuti nella provincia sia in linea, per volume e qualità, con la prospettiva di raggiungere i livelli previsti dal Piano regionale dei rifiuti entro il 2020; l’inceneritore dei rifiuti indifferenziati di via Romea Nord sia chiuso a breve termine e con tempistica certa; la discarica dei rifiuti di via Romea Nord cessi la sua esistenza in tempi brevi, fin d’ora definiti, evitandone l’incomprensibile (stando alle direttive del Piano regionale) ulteriore ampliamento».

Quattro marittimi intossicati nella stiva di una nave arrivata dalla Croazia

I malori in rada sul porto di Ravenna, soccorsi dal 118 non sono in gravi condizioni. L’incidente dovuto probabilmente alle operazioni di disinfezione

24296271 1643340865688572 992522666620685918 NSono rimasti intossicati quando hanno aperto la stiva della nave arrivata in rada sul porto di Ravenna: quattro marittimi albanesi sono stati soccorsi dal 118 e portati all’ospedale cittadino Santa Maria delle Croci nel pomeriggio di oggi, 20 agosto. Secondo quanto si legge sul sito dell’agenzia di stampa Ansa, che riporta la notizia, i quattro non sono gravi. I marittimi erano a bordo di un nave battente bandiera albanese arrivata da Spalato con un carico di granaglie. In Croazia prima di salpare era stato compiuto un ciclo di fumigazione della stiva, particolare metodo di disinfezione con gas.

In due assaltano il vagone ristorante di un treno in stazione, 18enne denunciato

L’altro è riuscito a fuggire quando sono arrivati gli agenti delle volanti chiamati dal personale Trenitalia

Un 18enne ravennate, originario di Alessandria d’Egitto, è stato denunciato dalla polizia perché nella serata del 18 agosto insieme a un’altra persona si è introdotto nel vagone ristorante di un treno fermo in stazione a Ravenna mettendolo a soqquadro. Il giovane dovrà rispondere di furto aggravato in concorso e ricettazione. Il complice è riuscito a sfuggire.

Le volanti dell’Ufficio prevenzione generale della questura sono intervenute dopo che il personale di Trenitalia si era accorto che due persone si erano introdotte furtivamente all’interno del convoglio Ravenna-Roma fermo in stazione. I poliziotti hanno poi accertao che, dopo vari tentativi alle porte dei vagoni, i due giovani erano riusciti ad accedere al vagone bar-ristorante aprendo la porta con forza.

La perquisizione in flagranza di reato consentiva di rinvenire, nell’abitazione del ragazzo, una carta bancomat, intestata ad una terza persona, oltre a due telefoni Iphone 6 per i quali non era in grado di giustificare il possesso.

Rubato il pallone commemorativo in ricordo di un 12enne morto in un incidente

La condanna del sindaco per l’atto vandalico

Il sindaco di Cervia, Luca Coffari, condanna duramente l’atto vandalico avvenuto nel parco dedicato ad Alessandro Giorgi a Pinarella: nei giorni scorsi ignoti hanno rubato il pallone in cemento sull’altarino nell’area verde fra viale Titano e viale Emilia dove morì all’età di 12 anni in un incidente stradale nel 1990. «È un’azione riprovevole, nei confronti della quale esprimiamo la più ferma condanna», ha detto Coffari. «Un gesto di grande insensibilità e mancanza di rispetto verso i famigliari e la comunità di Pinarella che dedicò quest’area verde al giovane Alessandro vittima di un tragico incidente stradale. Alla famiglia Giorgi esprimo la mia personale solidarietà, quella dell’amministrazione e della città di Cervia, con l’impegno di collaborare con la famiglia per ripristinare il piccolo monumento in ricordo di Alessandro. Chiediamo a chiunque avesse informazioni utili sull’accaduto di segnalarlo alla Polizia municipale».

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