venerdì
08 Maggio 2026

Controlli allo skate park: sequestrato un astuccio contenente marijuana

La polizia nella serata di mercoledì ha controllato la zona identificando diversi giovani insieme a carabinieri e municipale

La polizia nell’ambito del rafforzamento dei dispositivi del controllo del territorio nella serata di mercoledì 8 agosto ha controllato lo skate park di Lugo, considerato un’area sensibile per il gran numero di giovani che lo frequenta. Gli agenti del commissariato di Lugo, insieme a carabinieri e polizia municipale, ha individuato un gruppetto di ragazzi che bivaccavano in orario notturno.

Durante le fasi della verifica, precedute da preventive mirate osservazioni del fenomeno, si è giunti al controllo di numerose persone, che ha permesso anche il sequestro di un astuccio contenente marijuana, nonché l’identificazione di numerosi giovani con precedenti specifici, per i quali sono in corso ulteriori sviluppi investigativi.

Spaccia cocaina e hashish tra la spiaggia e la pineta, arrestato 34enne

Nel marsupio aveva la droga, così come nel casolare in cui aveva trovato rifugio. Sequestrati anche sei telefoni cellulari. Condannato a due anni

CocainaUn 34enne è stato arrestato dalla squadra mobile della polizia  perché colto  colto in flagranza di detenzione ai fini di spaccio di cocaina e hashish. Il personale della Narcotici , all’esito in un breve pedinamento,  ha controllato l’uomo non appena, proveniente dalla vicina pineta, si sedeva ai tavoli di un bar di uno stabilimento balneare.

La perquisizione del marsupio indossato dall’uomo ha consentito di rinvenire grammi 6,5 di cocaina e grammi 28 di hashish, nonché la somma di 605 euro, ritenuto provento dell’attività di spaccio di stupefacenti, oltre a quattro telefoni cellulari dei quali l’uomo non era in grado di giustificare la provenienza.

La successiva perquisizione locale del casolare abbandonato dove il 34enne, di origine marocchina, ha trovato rifugio, ha portato al sequestro di altri due pezzi di hashish del peso complessivo di grammi 2,9, un bilancino elettronico di precisione e due ulteriori telefoni cellulari. In tribunale è stato condannato a due anni  e 4.000 euro di multa oltre a disporre la misura del divieto di dimora nella provincia di Ravenna.

De Pascale: «Il governo apra un tavolo». La Lega: «Il Pd fece promesse senza soldi»

Il sindaco di Ravenna chiede un confronto Anci-esecutivo. Morrone: «Quel bando era uno spot elettorale, abbiamo rimediato»

30 34 CITTA QUART TC1411:Layout 1Michele de Pascale torna a chiedere, anche come presidente di Anci Emilia-Romagna, un confronto con il governo per quanto riguarda lo stop ai fondi del bando periferia. Più diplomatico del suo collega di Rimini Andrea Gnassi – che parla di “scippo” -, de Pascale sostiene che i cittadini «non hanno bisogno di uno scontro fra Governo e Comuni, ma di collaborazione fra istituzioni della Repubblica. Sul Bando periferie è legittimo avere opinioni diverse, ma le tempistiche e il metodo con cui si è arrivati a questo provvedimento sono oggettivamente inaccettabili e segnano un brutto precedente che è bene recuperare subito».

Vedere il sogno Darsena sfumare quando tutto era ormai pronto non piace ovviamente al sindaco: «Non c’è stato alcun confronto con i Comuni e con due righe semi incomprensibili sembra si voglia gettare un colpo di spugna su due anni di progettazioni, investimenti e lavoro di soggetti pubblici e privati. Sinceramente non credo che il Governo fosse realmente consapevole degli effetti nefasti di queste due righe e ora vorrei che si evitasse il “muro contro muro” a prescindere dalle responsabilità. Nel Governo ci sono attenzioni federaliste e sensibili alla rigenerazione urbana a cui si deve e si può fare appello. Fermiamoci tutti un secondo, il Governo convochi immediatamente Anci e si trovi una soluzione condivisa per sedare le polemiche e correggere tutto a settembre. Dobbiamo mettere in moto immediatamente miliardi di investimenti in tutta Italia, non si può perdere altro tempo».

Per il deputato forlivese Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagnola, sul bando periferie «Il Pd, ha dispensato promesse che non poteva mantenere e garantito soldi che non poteva spendere. Il bando periferie infatti è stato finanziato (dal governo precedente) per metà dell’importo complessivo con le risorse stanziate sulla base di una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale». Una spiegazione che ricalca quanto già detto in mattinata dal Movimento Cinque Stelle. «È evidente allora che quella del Pd è stata, perlopiù, un’operazione spot a soli fini elettorali imbastita per soccorrere, guarda caso, anche qualche impopolare amministratore romagnolo».

Aggiunge il leghista: «Per rimediare a questa presa in giro e sulla base della sentenza della Corte Costituzionale, con l’emendamento votato all’unanimità dal Senato, abbiamo liberato 2 mld di euro). Finalmente tornerà ad esserci possibilità di spesa per tutti i Comuni che hanno saputo ben amministrare, non solo per quelli del bando, i quali, comunque, avranno coperture per i primi impegni presi e anche per altre opere. Allo stesso tempo si tiene viva la graduatoria del bando periferie spostandone il finanziamento al 2020, per trovare risorse reali e spendibili e non inesistenti, con cui realizzarlo legalmente. In sintesi, il Pd con le sue polemiche strumentali mente, mentre quello in Parlamento, conoscendo la questione, per salvare la faccia ha votato l’emendamento».

Morrone conclude: «Con un’operazione di verità ben distante dalle promesse elettorali del Partito Democratico abbiamo guardato con attenzione alle risorse disponibili operando sulla base di un duplice criterio: quello della qualità e realizzabilità dei progetti presentati. Si tratta, in buona sostanza, di una nuova modalità di distribuzione delle risorse che non guarda più alle singole periferie ma ad un territorio ben più ampio che, nel nostro caso, si chiama Romagna».

Incendio alla cava Zannona, le analisi confermano: nessun pericolo per la salute

Arpae e Ausl hanno monitorato per tre giorni la situazione: a bruciare un deposito di legname  a Rivalta di Marzeno, nel Faentino

Incendio Generica“Confermati livelli leggermente anomali per gli Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici) e rilevati valori contenuti di diossine. Non si evidenziano rischi particolari per la salute”: sono queste le prime considerazioni congiunte, tra Arpae e Ausl, in merito alle verifiche sulla qualità dell’aria effettuate nelle aree interessate dall’incendio alla cava Zannona a Faenza, in località Rivalta di Marzeno. Le analisi dell’aria, campionata nei primi tre giorni, nelle zone più coinvolte dall’incendio, confermano livelli leggermente anomali per gli Ipa ma con un trend in calo:  con valori in flessione da 67,6 ng/Nm3, del primo giorno, a 30,1 ng/Nm3del terzo.

Riscontrati valori contenuti di diossine che, nelle primissime ricerche anticipate dal laboratorio, non erano state trovate. I valori risultano in calo, nei primi tre giorni, passando da 0,094 pg/Nm3 a 0,031 pg/Nm3, comunque sempre inferiori al valore indicato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per le aree sottoposte a pressione ambientale (0,300 pg/Nm3) e solo inizialmente superiori al valore di riferimento indicato dalla Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale (0,040 pg/Nm3).

Le diossine misurate nel punto e nel giorno di massimo impatto, in prossimità dell’incendio, sono compatibili con quelle che si possono generare con un incendio boschivo e, come concentrazione nell’aria, con quello che si verifica a ridosso di un falò di sterpaglie, di poco superiori ai valori medi della Provincia di Ravenna in inverno.

Sono state analizzate, come composizione, anche le polveri fini raccolte nelle centraline di monitoraggio dell’aria di Faenza (Bertozzi) e Ravenna (Zalamella, Caorle e Rocca Brancaleone): i valori misurati, prima e dopo l’evento, sono equiparabili; solo i valori di Ipa, nei primi tre giorni dell’incendio, indicano un leggerissimo aumento (DI circa 0,1 ng/Nm3). Si conferma che, in prevalenza, il materiale bruciato è risultato legno vergine, ma che nella cava sono presenti anche potature e resti di alberi trattati, come ad esempio alberi da frutto espiantati.

Complessivamente i dati rilevati indicano livelli estremamente contenuti degli inquinanti monitorati, ritenuti tali da non comportare impatti negativi sulla salute, fermo restando che l’esposizione prolungata a fumi e odori acri dovuta al protrarsi dell’incendio può causare effetti irritanti all’apparato respiratorio e agli occhi.

Le passerelle a difesa della costa arrivano anche nelle dune di Casal Borsetti

Intervento simile a quello fatto a Marina di Ravenna: finanziato con i fondi Eni,  è costato 350mila euro

RAVENNA 09/08/2018. CASALBORSETTI, Inaugurate Le Passerelle Di Legno Sulle Dune
 

Due passerelle in legno e un percorso a raso con parapetti in legno che le collega realizzati a protezione della duna a Casal Borsetti. È questo l’intervento inaugurato giovedì 9 agosto e che fa parte di un progetto di protezione dell’abitato dall’ingressione marina che si concluderà entro la fine di settembre con la realizzazione di un’altra passerella che collegherà il mare al capanno Borsetti, in area pinetale, e di un altro percorso a raso di collegamento. La zona sud del canale destra Reno presenta, infatti, una porzione di duna costiera che delimita la pineta e l’area retrostante, svolgendo una importante funzione di difesa naturale dall’ingressione marina, sia dell’abitato di Casalborsetti sia dell’entroterra limitrofo.

L’intervento, realizzato con il contributo da parte di Eni di 350mila euro, è stato condiviso con il Reparto Carabinieri per la Biodiversità, nucleo di Casalborsetti, sia per quanto riguarda la progettazione che per il tracciamento esecutivo dei camminamenti, in modo da preservare dal calpestio particolari piante e arbusti e consentendo a cittadini e turisti un agevole e piacevole accesso alla spiaggia. All’inaugurazione erano presenti gli assessori ai Lavori pubblici, subsidenza e servizi geologici, Roberto Fagnani e all’Ambiente Gianandrea Baroncini, per Eni Erika Vivi, responsabile progetti del Distretto centro-settentrionale, e Lorenzo Ceccolini, referente sostenibilità del Distretto centro-settentrionale, mentre in rappresentanza del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina il Tenente Colonnello Anna Mazzini e il Maresciallo Emanuele Battani per il nucleo di Casalborsetti.

Inoltre, sempre a difesa della costa, la giunta ha deliberato, su proposta dell’assessore Fagnani, un intervento di ripascimento con un impegno economico di quasi 99mila euro che riguarderà Marina Romea, Punta Marina Terme e Lido Adriano ripristinando quei tratti di spiaggia che durante il periodo invernale subiscono maggiormente gli effetti di erosione delle mareggiate. Il ripascimento sarà effettuato nella prossima primavera.

Ranalli fa visita alla scuola Capucci, interessata da lavori di manutenzione

Il sindaco e l’assessore all’istituto: «Al rientro, i nostri bambini e ragazzi troveranno strutture ancora più moderne e pensate per la loro sicurezza»

Il sindaco in visita alla scuola
Il sindaco in visita alla scuola

Mercoledì 8 agosto il sindaco di Lugo Davide Ranalli e l’assessore alla Scuola Fabrizio Lolli hanno visitato la scuola dell’infanzia “Vincenzo Capucci” di Lugo, interessata in queste settimane da alcuni lavori di manutenzione. «Quelli che sono in corso attualmente nella scuola Capucci sono solo una parte degli interventi che abbiamo in programma per l’edilizia scolastica – ha dichiarato Davide Ranalli -. Al loro rientro in aula, i nostri bambini e ragazzi troveranno strutture ancora più moderne e pensate per la loro sicurezza. Voglio ringraziare i tecnici e il personale scolastico che in queste settimane sono al lavoro per accogliere al meglio gli studenti lughesi al rientro dalle vacanze».

In particolare, i lavori nell’istituto lughese prevedono interventi sismici e antincendio, con l’inserimento di nuove tubazioni dell’impianto di riscaldamento e la realizzazione di una rasatura armata con fibre di vetro nelle pareti in cui sono previsti i passaggi delle nuove tubazioni, che saranno in materiale sintetico e con buone prestazioni relative all’isolamento. Verrà inoltre installato anche un attacco autopompa, così come richiesto dal comando provinciale dei Vigili del fuoco di Ravenna. Gli interventi saranno terminati entro la riapertura dell’istituto, per consentire il regolare svolgimento dell’attività scolastica. Il settore Amministrativo e il Coordinamento pedagogico sono al lavoro per organizzare il ripristino delle aule e la funzionalità delle sezioni per accogliere i bambini nei tempi previsti.

Rilasciata Coco, la tartaruga di mare salvata sulla spiaggia di Lido di Savio

Ha circa quattro anni. Quando fu trovata era in grave stato di ipotermia. A Milano Marittima è tornata in acqua. In Adriatico 75mila Caretta caretta

Attachment (25)La tartaruga marina Caretta caretta Coco, di circa 4 anni, è stata rilasciata questa mattina presso la spiaggia libera di Milano Marittima dopo diversi mesi di ricovero al Centro di Recupero delle Tartarughe Marine di Riccione gestito da Fondazione Cetacea. Questo meraviglioso rettile era stato ritrovato in marzo in grave stato di ipotermia spiaggiato sul tratto di spiaggia di Lido di Savio.

Il rilascio, preceduto da un momento di sensibilizzazione sul tema della responsabilità collettiva rispetto alla protezione e conservazione del mare Adriatico, rientra nelle azioni del progetto Conoscere, Vivere, Proteggere L’Alto Adriatico, presentato dal Centro di Educazione Polo Adriatico di cui è membro anche il Comune di Cervia. L’assessore Giovanni Grandu ha accolto i tanti partecipanti all’evento ricordando la grande attenzione che l’amministrazione Comunale riserva a questi eventi di sensibilizzazione.

Il rilascio è stato effettuato anche grazie al supporto della capitaneria di Porto che ha accompagnato con il suo mezzo Coco alle tre miglia dalla costa e grazie ai ragazzi e le ragazze del Team Real Sailing di M.M. Cervia che hanno preparato la vasca di accoglienza prima del rilascio.

Le ultime rilevazioni dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) censiscono circa 75mila tartarughe marine nel Mare Adriatico, la metà delle quali tra Ancona e Trieste, prevalentemente della specie Caretta caretta, rettili che nascono nello Ionio, nell’Egeo e nel nord Africa e che poi vengono ad alimentarsi nel nostro mare.

L’Adriatico è un mare poco profondo, un paradiso di biodiversità ricco di crostacei, e quindi una sorta di self service per le tartarughe marine. Le loro possenti mascelle possono frantumare senza problemi i gusci duri dei granchi, dei ricci di mare, dei bivalvi ma più frequentemente mangiano spugne, meduse, cefalopodi, gamberetti e pesce. Ma sono diversi, purtroppo, i problemi in cui incorrono questi meravigliosi, dolcissimi animali marini. Possono finire intrappolati nelle reti dei pescatori o ingerire un sacchetto di plastica credendolo una medusa e finire all’ospedale.

Il nord Adriatico è un’area di svernamento e di foraggiamento di tartarughe, sia adulte sia giovani per questo nel 2012 la Regione Emilia Romagna ha istituito una Rete regionale per la tutela delle tartarughe marine.

Da venerdì a domenica tre giorni di footvolley con la Bobo Summer Cup

Tra gli appuntamenti anche la presentazione del libro del giornalista Sky Alessandro Alciato che presenta “Demoni”: quando i campioni hanno attraversato momenti difficili

Bobo Summer CupDopo il successo dello scorso anno,  torna al Fantini Club di Cervia la Bobo Summer Cup , il torneo di footvolley organizzato da Bobo Vieri e Stars On Field, che nel 2017 ha fatto registrare oltre 46 mila ingressi durante gli otto giorni di partite.

Da venerdì 10 a domenica 12 agosto saranno tre giorni di garecon protagonisti Bobo Vieri e i suoi ospiti. A tal proposito, insieme al bomber ci sarà il comico e amico Andrea Pucci. Gli altri ospiti saranno rivelati domani, 10 agosto.  In occasione dell’evento, sabato 11 agosto, alle 16, la spiaggia del Fantini Club ospita un nuovo appuntamento della Rassegna Incontri con l’autore: il giornalista Sky e scrittore Alessandro Alciato presenta il libro “Demoni. Quando al partita è fuori campo: storie di protagonisti del calcio alle prese con le sfide della vita”

Una prospettiva insolita di un mondo di cui sono noti perlopiù i successi, le glorie e le emozioni collettive. Protagonisti sono i grandi campioni del calcio mondiale raccontati attraverso i loro momenti più difficili come uomini, prima ancora che come calciatori: l’ucraino Andriy Shevchenko, Pallone d’Oro nel 2004, racconta la sua fuga da Chernobyl; Gigi Buffon, da molti considerato il più grande portiere di sempre, la sua depressione; il burbero allenatore Sinisa Mihajlovic, la guerra dei Balcani.  Tredici testimonianze intime delle star del calcio. d

La prefazione del libro è di Carlo Ancelotti: «In realtà, loro sono come noi, che piangiamo di nascosto quando serve e, in certi momenti, anche quando non serve, giusto per sentirci un po’ più liberi e un po’ meno soli. Fuori dal campo da gioco non sono immuni dagli attacchi della vita, che a volte si manifestano in maniera violenta, con una forza distruttrice direttamente proporzionale alla fama del bersaglio» Alla presentazione del libro interverrà Bobo Vieri. L’ingresso è gratuito.

 

San Lorenzo a rischio pioggia: allerta meteo della protezione civile da mezzanotte

Previsti temporali per tutta la giornata del 10 agosto. Le raccomandazioni di Palazzo Merlato in vista dei possibili acquazzoni

PoggiaDopo le alte temperature che hanno caratterizzato la fine di luglio e l’inizio di agosto, arrivano i temporali. Stando alle previsioni della protezione civile e di Arpae, potrebbe essere infatti un 10 agosto bagnato dai temporali. Tanto che è stata diramata una allerta meteo “gialla” che partirà dalla mezzanotte e durerà per tutta la giornata di San Lorenzo. Si possono consultare le allerte complete sul portale Allerta meteo Emilia Romagna ( https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/ ) e anche attraverso twitter (@AllertaMeteoRER);

Il Comune raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, fissare gli oggetti sensibili agli effetti della pioggia e della grandine o suscettibili di essere danneggiati; prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati.

In tutta la zona stazione sarà vietata la vendita serale di bevande alcoliche

Sarà possibile consumare soltanto nelle aree appositamente attrezzate e di pertinenza degli esercizi pubblici

1404 Giardini SpeyerIl Comune ha avviato un procedimento amministrativo finalizzato alla emanazione di un’ordinanza temporanea che vieti nella zona della stazione ferroviaria ed Isola San Giovanni – Giardini Speyer la vendita di bevande alcoliche dalle 20 alle 7, nonché la somministrazione, sempre di bevande alcoliche e nel medesimo orario, al di fuori delle aree appositamente attrezzate e di pertinenza degli esercizi pubblici.

I divieti varranno per tutte le attività commerciali, artigianali e i pubblici esercizi che si trovano nei pressi della stazione ferroviaria ed Isola San Giovanni – Giardini Speyer vale a dire nell’area ricompresa tra Isola San Giovanni, Giardini Speyer ed aree limitrofe di piazza Anita Garibaldi, via Giosuè Carducci e le laterali via San Giovanni Bosco e parco Amadesi e via Monghini, viale Carlo Luigi Farini, piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, via Alberoni (nel tatto compreso fra viale Pallavicini e via Candiano), piazza Mameli, via Maroncelli (nel tratto compreso tra viale Farini e via Colonna), via di Roma nel tratto compreso tra via Carducci sino a via Rocca ai Fossi.

I controinteressati – scrive l’amministrazione – possono presentare memorie scritte e/o deduzioni al riguardo entro sabato 18 agosto esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata scrivendo all’indirizzo poliziamunicipale.comune.ravenna@legalmail.it Dopo di che sarà adottata l’ordinanza.

“Si continua così – scrive il Comune –  a dare attuazione, con l’obiettivo di mantenere e incrementare i positivi risultati già ottenuti, a una strategia complessiva, fatta di diversi provvedimenti, finalizzata a prevenire e contrastare situazioni di malessere sociale e a favorire il decoro urbano e ambientale. Solo per citare alcuni esempi fanno parte di tale strategia un aumentato presidio da parte della Polizia municipale, ordinanze specifiche che vengono messe a punto e riviste a seconda dell’evolversi del contesto, iniziative di aggregazione. Nello specifico della nuova ordinanza che sta per essere adottata, poiché le abitudini dei residenti e dei frequentatori dell’area nel periodo estivo sono diverse, l’intenzione è quella di rafforzare provvedimenti che impediscano il consumo di bevande alcoliche in aree non attrezzate per la somministrazione, per evitare i comportamenti incivili che possono derivarne”.

Polizia municipale: «Chiamate quotidiane dai cittadini per rifiuti conferiti male»

E i facchini dei negozi di arredamento abbandonano i mobili per strada. Il comandante Giacomini fa il punto dell’attività ambientale. Lasciare immondizia fuori dal cassonetto può costare 166 euro di multa

Rifit
Due uomini abbandonano una lavatrice per strada di notte: la scena è stata filmata dalle telecamere del Comune di Ravenna

Abbandonare un rifiuto fuori dal cassonetto può costare 104 euro ma, se il materiale è ingombrante, si arriva a 166 euro. Cinque le contravvenzioni staccate a Ravenna finora nel 2018 per questa irregolarità. Nemmeno bruciarli può essere una buona idea: si rischia di essere multati come capitato ad un tale a Lido di Classe, costretto a pagare 172,15 euro. Se poi avete un veicolo e non lo consegnate al rottamatore autorizzato la multa lievita fino a 1.666 euro. È accaduto a Filetto. A Lido Adriano, il 5 aprile, i vigili hanno staccato una contravvenzione da 600 euro per abbandono di rifiuti su suolo. Se siete camper e scaricate le acque nere, non fatelo fuori dai luoghi autorizzati: rischiate di pagare 85 euro. Questo è il bilancio della polizia municipale di Ravenna sui controlli di rifiuti nel 2018. A queste sanzioni amministrative vanno aggiunti un paio di reati per un titolare di impresa e per l’inosservanza di una ordinanza del sindaco sul tema.

Il comandante Andrea Giacomini commenta i dati spiegando che «per i controlli non abbiamo ancora le cosiddette foto trappole e utilizziamo la videosorveglianza cittadina che è comunque un buono strumento anche se non tutte le persone che abbandonano i rifiuti sono riconoscibili». La questione «è molto sentita anche se per ora abbiamo dato priorità ad altro: prima i giardini Speyer, poi la questione della spiaggia e dell’abusivismo, ora una serie di protocolli della sicurezza. Ci sarà poi da riorganizzare il Corpo – dice Giacomini –, quindi cerchiamo di affrontare un problema alla volta». In ogni caso «i ravennati si arrabbiano quando vedono un rifiuto conferito male: arrivano quotidianamente segnalazioni da parte dei cittadini. Va detto che è indice di senso civico, quindi è positivo».

In larga parte si tratta di rifiuti ingombranti che vengono lasciati fuori dal cassonetto. «In particolare abbiamo notato che ci sono addetti di mobilifici che, dopo aver montato il nuovo mobile al cliente, lasciano il vecchio fuori dal cassonetto. Si tratta di un modo sbagliato di smaltire il rifiuto ed è sanzionabile. Abbiamo anche contattato le catene di arredamento per segnalarlo…». Per Giacomini «c’è molta ignoranza sul tema. Si pensa che basti appoggiare il rifiuto ingombrante fuori dal cassonetto. Non è così e si rischia una multa facilmente evitabile dal momento che Hera fa il servizio gratuito di ritiro a domicilio. Va però detto che non è così dappertutto, esistono Comuni in cui in effetti il rifiuto va lasciato vicino al cassonetto».

Una sentenza costituzionale grimaldello per far saltare i fondi per la Darsena

I soldi del bando periferie bloccati dal governo ma anche il Pd ha votato a favore dell’emendamento. I grillini: «Saranno finanziati solo i veri interventi di riqualificazione»

RAVENNA 17/10/2013. FOTO AEREE

Il Movimento 5 Stelle in una nota firmata dalla sottosegretaria alle Infrastrutture Laura Castelli e dai deputati romagnoli Marco Croatti, Giulia Sarti e Carlo Ugo de Girolamo spiegano i motivi che hanno spinto il governo a posticipare i fondi del bando periferie che slitteranno di un paio d’anni. Per ora saranno arriveranno fondi solo i primi 24, ovvero quelli che avevano ottenuto un punteggio superiore a 70 ed erano stati immediatamente dichiarati finanziabili dal governo a guida Pd. Ravenna era arrivata al 73esimo posto. Abbondantemente fuori dalla rosa dei 24. Il Comune aveva appena approvato i progetti esecutivi che i privati avevano presentato e – in questo senso – c’è l’unica consolazione per gli imprenditori: le spese progettuali saranno rimborsate. Per il resto, pare di capire, si vedrà. Anche perché la novità più grossa non riguarda tanto la posticipazione dei fondi quanto la verifica di quanti saranno effettivamente finanziati. Infatti il precedente governo, dopo aver lanciato il bando, aveva deciso di sostenere con due miliardi tutti i 120 progetti presentati. Non sarà più così. Resta da vedere se Ravenna sarà confermata tra i finanziamenti ma è chiaro che saranno ben pochi i privati che rischieranno in proprio, senza le garanzie del cospicuo finanziamento statale.

I deputati Cinque Stelle rivendicano «con orgoglio» l’emendamento che proroga i termini «grazie  al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8000 Enti locali. È il colmo che oggi il Pd ci attacchi visto che ha votato a favore dell’emendamento ma, soprattutto, dopo che ha promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale». Vale la pena approfondire: la sentenza è la numero 74/2018, basata su un ricorso della Regione Veneto. La stessa sentenza ha messo a rischio anche i fondi destinati alla riqualificazione degli edifici scolastici che – solo a Ravenna – vale sette milioni di euro. 

Pù nel dettaglio, il Veneto ha fatto ricorso contro la norma contenuta nella legge Finanziaria dello scorso anno che istituiva una serie di fondi pluriennali in vari ambiti, alcuni dei quali giudicati di competenza della Regione senza che questa venisse in alcun modo chiamata in causa sul modo in cui utilizzare i fondi. Un classico conflitto di competenze Stato-Regioni che ha portato i giudici a giudicare fondato il ricorso. Dato che la stessa sentenza sottolinea la necessità di garantire le procedure in corso, i primi 24 progetti si sono salvati.

«Vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta – scrivono i grillini – , è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate. Va comunque sottolineato che il bando per le periferie era stato finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo. Si trattava quindi di mere promesse più che di risorse messe realmente a disposizione». In effetti le tempistiche dell’arrivo dei fondi a Ravenna non erano ancora stati chiariti.

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Il governo ha ora «tolto ai sindaci il diritto di scegliere come usare le risorse, come affermato dalla Corte Costituzionale». Il riferimento è alla necessità, sottolineata dalla Corte, di un’intesa Stato-Regioni laddove ci fosse un intervento oggetto di un campo di intervento proprio del potere regionale. I soldi, intanto, saranno utilizzati in altro modo: «Abbiamo perciò deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni dei progetti dei Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali». In altre parole i fondi saranno spalmati in tutti i municipi italiani.

Per ora i progetti restano congelati. Ma non ci saranno soldi per tutti.  «Non tutti i progetti sono uguali» e ora «è necessario distinguere tra i Comuni che hanno dato avvio a progetti già esecutivi e su cui si è già investito per il rilancio delle periferie e chi invece utilizza questo fondo al solo scopo di creare progetti di facciata». Poi l’affondo: «Gli attacchi ricevuti si trasformano e in un boomerang perché l’emendamento 13.2 che ha istituito il nuovo Fondo è stato votato all’unanimità da tutte le forze politiche, anche dallo stesso Partito Democratico e dal senatore Matteo Renzi».

Nel frattempo arriva anche la nota del meet up “A Riveder le Stelle”, guidato da Francesca Santarella:  «Il progetto presentato da Ravenna  ha subito alcune modifiche, come lo spostamento del secondo stralcio di Darsena PopUp» oltre al superamento del progetto del Sigarone all’ex Sir mentre  «permangono diversi dubbi sul progetto complessivo». Per il meet up dunque «sembrano quindi ben fondate le istanze di una verifica generale di un ambizioso progetto partito esattamente due anni fa, mentre pare che nemmeno un euro sia mai arrivato a Ravenna da parte del Governo precedente. Fermo resta, comunque, che uno degli obiettivi di Governo che abbiamo perseguito anche localmente, sia la riqualificazione delle aree degradate, attraverso cui abbattere il consumo di suolo, combattere il degrado sociale, favorire sicurezza ed integrazione, recuperare gli edifici di pregio dismessi, effettuare, in sostanza, la “ricucitura” di parti di città»

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