venerdì
08 Maggio 2026

Ritardi cantiere E45, il sindaco scrive all’Anas: «Perché e ancora per quanto?»

Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, ha scritto una lettera aperta ai vertici dell’Anas per avere spiegazioni a proposito dei ritardi nel cantiere per l’asfaltatura della E45. Di seguito il testo

Egregi signori,
dal 23 aprile sono in corso i lavori di risanamento profondo e rinforzo del piano viabile del tratto ravennate della E45, il termine dei lavori, previsto in un primo momento in data 23 giugno e successivamente il 21 luglio è stato prorogato a data da destinarsi per consentire di ultimare i lavori.
La strada, già molto obsoleta, con una condizione dell’asfalto ormai inaccettabile e con carreggiate strette, prive di corsia di emergenza, è al momento in condizione di estrema pericolosità per via dei cantieri in corso che costringono a rischiosi sensi alternati e a chicane spericolate tra un ostacolo e l’altro.
Pur nella consapevolezza che il tratto di strada interessato richiede un intervento sostanzioso e che è previsto da parte di Anas un ulteriore investimento importante nel nostro territorio, chiedo di sapere con urgenza e precisione quando verranno terminati i lavori, invitandovi ad una celere conclusione, anche in considerazione della stagione estiva in corso che contribuisce evidentemente ad un aumento del traffico e di conseguenza del rischio per tutti coloro che lo percorrono. I ritardi accumulati sono molto gravi e ad oggi alla nostra comunità non sono nemmeno chiari i motivi di questo pesante rallentamento dei lavori.
Michele de Pascale, sindaco di Ravenna

Riverniciate e riparate dai volontari: in piazza Anita Garibaldi tornano le panchine

Intervento svolto dalle “magliette gialle”, i giovani che partecipano al progetto promosso dal Comune di Ravenna

Dopo un intervento di abbellimento e ripristino ad opera delle “magliette gialle”, i giovani volontari del progetto “Lavori in comune 2018” promosso dall’assessorato al Decentramento di Ravenna, sono state rimesse a dimora le panchine di piazza Anita Garibaldi, davanti al liceo classico in zona stazione. L’attività è iniziata lunedì 30 luglio e si è svolta all’esterno dei locali di Città attiva, centro di mediazione sociale e di cittadinanza attiva, gestito dalla cooperativa sociale Villaggio Globale, che ha offerto la sua collaborazione per la conduzione del laboratorio. Hanno partecipato otto volontari e volontarie, guidati dal tutor Shasha Zuccherelli Lopez.

L’assessore al Decentramento Gianandrea Baroncini, presente al momento del ricollocamento, ha espresso soddisfazione per il risultato finale del lavoro svolto e ha molto apprezzato il serio e appassionato impegno dei ragazzi e delle ragazze: «Sono certo che il contributo dei volontari non rimarrà inosservato dalla cittadinanza, speriamo anzi che ne resti meravigliata e abbia massima cura dei frutti del lavoro delle magliette gialle. Ringrazia anche la Global Point per la preziosa collaborazione prestata».

Dalla Regione 200mila euro ai Comuni della Bassa per archivi, musei e biblioteche

I fondi per il 2018 raddoppiano rispetto al biennio precedente. Ecco l’elenco degli interenti previsti

Ammontano a 222mila euro i contributi regionali destinati ai Comuni della Bassa Romagna per il 2018 nell’ambito della legge regionale 18/2000, per sostenere i progetti destinati a valorizzare il patrimonio archivistico, museale e bibliotecario. Si tratta di una cifra quasi doppia rispetto a quelle ottenute nel biennio precedente: nel 2016 i finanziamenti furono di 130.170 euro, 147.170 euro nel 2017. I fondi potranno finanziare fino al 50 percento dei costi previsti per i progetti presentati.

Per quanto riguarda gli archivi, 6mila euro sono destinati al Comune di Bagnara di Romagna per la realizzazione dell’archivio storico “Memorie dell’Italia Unita: dai documenti per fare esperienza della storia”; a Cotignola andranno invece 15mila euro per il nuovo allestimento dell’archivio storico comunale; a Bagnacavallo 7mila euro per l’archivio storico comunale Fototec@.

Per quanto riguarda le biblioteche, 37mila euro sono destinati alla biblioteca “Fabrizio Trisi” di Lugo per l’adeguamento e l’implementazione delle dotazioni tecnologiche; 34mila euro andranno a un progetto presentato coralmente da tutti i Comuni della Bassa Romagna, per attività di educazione all’informazione e promozione della lettura nelle nove biblioteche comunali del territorio.

Sul fronte museale, 6mila euro sono destinati all’ecomuseo delle Erbe palustri di Villanova di Bagnacavallo per la riqualificazione tecnologica della sala immersiva dedicata all’ambiente vallivo; 15mila euro al museo civico delle Cappuccine di Bagnacavallo per la riqualificazione dell’area di accesso al museo; 10mila euro al Museo del castello di Bagnara di Romagna per la realizzazione del percorso museale “Dall’unità d’Italia al periodo post-bellico”; al museo civico di Fusignano andranno 30mila euro per l’ampliamento dello spazio museale; 20mila euro serviranno per il secondo lotto del nuovo allestimento di Casa Rossini, a Lugo; 27mila euro saranno utilizzati dal Comune di Massa Lombarda per la riqualificazione e il consolidamento del piano terra del museo della frutticoltura “Adolfo Bonvicini”; 15mila euro andranno per nuovi sistemi integrativi per la fruizione del circuito delle case museo dei poeti e scrittori della Romagna, di cui fa parte anche Alfonsine con Casa Monti, insieme ai Comuni di Forlì (capofila), Bellaria Igea Marina, Casola Valsenio, Cesena, Cesenatico e San Mauro Pascoli.

«I fondi regionali vengono assegnati tenendo conto della validità dei progetti presentati – ha sottolineato Riccardo Francone, sindaco referente per la Cultura dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna -. Questo significa che i Comuni del nostro territorio hanno saputo mettere a frutto le proprie peculiarità, per investire concretamente sullo sviluppo culturale, dimostrando ancora una volta come la Bassa Romagna sia caratterizzata da una cultura diffusa, in un territorio sempre più capace di fare sinergia e gioco di squadra e di come la Regione abbia intuito e premiato la solidità dei nostri progetti».

Alberghi, sondaggio Confcommercio: per 3 su 10 a Ravenna il 2018 è migliore del 2017

Cinque domande a un campione di 25 strutture in città e al mare. Aumentano i clienti stranieri, è difficile trovare personale

Per sei albergatori su dieci la stagione estiva a Ravenna è migliore o stabile rispetto al 2017, sia in termini di presenze che di fatturato. È la sintesi di un sondaggio di cinque domande appena concluso da Federalberghi Confcommercio provinciale su un campione rappresentativo di strutture alberghiere (25 della città e dei lidi). Inoltre, per quasi un terzo è in aumento la clientela straniera, meno quella italiana, mentre non ci sono segnali di un boom a settembre, come evidenziano le previsioni nazionali.

Domanda 1
Come sta andando la stagione estiva 2018 a confronto dell’anno precedente, in termine di presenze e fatturato?
Secondo il 28% degli intervistati le presenze e il fatturato sono migliori rispetto allo scorso anno, per il 29,2% è stabile, mentre per il 42,8 la stagione sta andando peggio rispetto al 2017. In totale, quindi, per il 57,2% degli intervistati, la stagione è migliore o stabile rispetto allo scorso anno.

Domanda 2
La clientela stranierà è aumentata?
Per il 28,6% ci sono stati più stranieri sul nostro territorio mentre per il 71,4% degli albergatori ravennati e dei lidi la clientela straniera è stata stabile, comunque non è stata in aumento.

Domanda 3
La clientela italiana è aumentata?
A questa domanda gli intervistati sono stati molto netti, l’85,7% ha risposto no, solo per il 14,3% c’è stato un aumento di turisti italiani.

Domanda 4
Secondo i sondaggi nazionali settembre dovrebbe essere un mese di recupero per il turismo italiano, nel senso che si prevedono maggiori presenze e arrivi rispetto al 2017. Ci può confermare questo dato?
Le previsioni nazionali che indicano un aumento delle presenze e arrivi per il mese di settembre sembrano smentite dagli albergatori. Per il 78,6% non ci sarà alcun recupero per settembre, solo il 21,4 è ottimista, soprattutto per le richieste di informazioni (e per le prenotazioni) che sono già giunte.

Domanda 5
Ha avuto difficoltà a trovare personale di servizio per la struttura?
Per il 57,1% è stato difficile trovare personale di servizio per gli alberghi, mentre per il 42,9% non ci sono stati problemi. Il problema è stato quello di trovare personale qualificato.

Vede la volante della polizia e scappa: aveva cocaina addosso e in casa, arrestato

Due telefoni cellulari suonavano mentre il 39enne veniva perquisito dagli agenti

Alla vista della volante si è dato alla fuga e durante l’inseguimento si è disfatto di un involucro in plastica con 1,4 grammi di cocaina: ieri pomeriggio, 2 agosto, nel quartiere Darsena la polizia ha arrestato un 39enne tunisino residente a Ravenna per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’inseguimento è cominciato in via Gulli e si è concluso in via Fiume: per sfuggire al controllo, il 39enne ha reagito e uno degli agenti è rimasto lievemente ferito. Addosso al tunisino sono stati trovati due telefoni cellullari che durante la perquisizione continuavano a suonare incessantemente. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare ulteriori 0,4 grammi di cocaina, 14 grammi di hashish e 8 grammi di trinciato di tabacco miscelato con hashish. In casa aveva altri otto telefoni cellulari e una bicicletta mountain bike di marca Carnielli per la quale l’uomo non ha saputo fornire valide motivazioni circa il possesso. L’uomo è ai domiciliari in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida dell’arresto.

Fondi comunali alla cultura, la Pigna vuole vederci chiaro: «Rendiconti imprecisi»

La consigliera comunale di opposizione Verlicchi critica la gestione delle convenzioni: «Documentazione mancante, carte senza numero di protocollo, autocertificazioni con date in ritardo». E torna a criticare la concessione di contributi alle associazioni in cui compaiono compagni di alcuni membri della giunta

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Veronica Verlicchi della Pigna

Pressapochismo e incompetenza: queste le parole usate da Veronica Verlicchi, consigliera comunale di opposizione a Ravenna con la lista civica La Pigna, per definire il sistema di controllo e rendicontazione sui progetti culturali finanziati dal Comune. Le cosiddette convenzioni quinquennali che sono andate a bando a fine 2017 e valgono circa 600mila euro all’anno distribuiti fra una trentina di soggetti.

In una conferenza stampa convocata ieri, 2 agosto, Verlicchi ha presentato l’esito del suo lavoro degli ultimi quattro mesi per ricostruire l’effettiva rete di controlli sulle spese sostenute dalle associazioni beneficiarie e parla di documentazione incompleta, scarse verifiche e carte senza protocolli.

La vicenda prende le mosse a marzo 2018 quand Verlicchi presenta una istanza di accesso agli atti e chiede al dirigente della Cultura, Maurizio Tarantino, la rendicontazione dei progetti culturali finanziati dal Comune negli ultimi anni: «In prima battuta mi è stato consegnato un bilancio consuntivo che non è certo una rendicontazione, prevista dalla legge nonché dal regolamento comunale per le contribuzioni». La nuova risposta arriva solo dopo tre mesi: «La documentazione spesso risulta incompleta di dati fondamentali. Ci sono ricevute emesse da ristoranti senza l’intestazione dell’associazione cliente, ricevute di cene con decine di persone senza specificare chi fossero gli ospiti e senza l’attestazione che fossero coinvolti nel progetto finanziato. Poi risultavano mancanti anche delle prove dei pagamenti: numerose fattura non riportano l’indicazione “pagato” accompagnata dal timbro di chi l’ha rilasciata ma sono state comunque ammesse al rimborso del Comune. Tarantino ha fornito le autocertificazioni degli amministratori dei soggetti benificiari ma tali documenti non hanno il numero di Protocollo generale del Comune di Ravenna; protocollo obbligatorio per legge». Verlicchi ipotizza quindi che le autocertificazioni possano essere arrivate agli ufficio del municipio solo dopo la richiesta.

MerlatoL’attacco di Verlicchi si sposta poi allo scorso 26 luglio. In consiglio comunale si discute una proposta della Pigna di deliberazione «che chiedeva di modificare il regolamento comunale dei contributi ad enti e associazioni perché oltre alla già prevista, ma mai richiesta, rendicontazione si proceda a chiedere anche copia tracciabile di tutti i pagamenti effettuati». La proposta è stata bocciata dalla maggioranza: «La motivazione è stata che gli uffici comunali svolgono già la funzione di controllo e le associazioni sarebbero gravate da un ulteriore compito. Che sarebbe quello di dimostrare che hanno effettivamente pagato ciò che chiedono a rimborso al Comune». La consigliera poi si chiede come possa avvenire il controllo degli uffici se la rendicontazione è così incompleta.

Vicenda ulteriormente aggravata, a giudizio della forza di opposizione dal fatto che al voto hanno partecipato tre consiglieri comunali del Pd direttamente coinvolti in associazioni che beneficiano di contributi comunale: «Stiamo parlando di Fabio Sbaraglia, Idio Baldrati che è anche intervenuto nella discussione e Raoul Minzoni. Il regolamento sul funzionamento del consiglio comunale vieta a qualunque consigliere direttamente o indirettamente coinvolto nell’oggetto della discussione di parteciparvi e di votare».

E a proposito dei beneficiari con presunti conflitti di interesse, Verlicchi coglie l’occasione per tornare a sollevare una polemica già cavalcata nella campagna elettorale del 2016: «All’interno delle realtà che beneficiano dei contributi figurano consiglieri di maggioranza o compagni di vita di assessore della giunta De Pascale». Le associazioni cultuali nel mirino sono Strativari, Start, Ravenna Cinema, cooperativa E: «Nell’associazione Strativari, sorta nel 2010 e fin da subito premiata con contributi comunali, figura tra gli esponenti, Emilio Macchia, compagno dell’assessora Ouidad Bakkali. E tra i suoi soci fondatori troviamo anche Fabio Sbaraglia, capogruppo Pd in consiglio comunale e presidente della commissione consiliare Cultura. Come si evince dal suo curriculum vitae, Sbaraglia dichiara di essere stato dipendente, fino a pochi mesi fa, della cooperativa E, anch’essa beneficiaria di cospicui contributi comunali. Il rappresentante dell’associazione Ravenna Cinema Alberto Bucci, compagno dell’assessora Valentina Morigi». Queste le cifre percepite dal 2012 al 2017, secondo i calcoli de La Pigna: 37mila euro a Strativari, 340mila a Ravenna Cinema, 159mila a Start e 196mila a coop E.

Classe, il sogno è diventato realtà: la piccola squadra biancorossa ripescata in D

Calcio D / Giovedì il Consiglio direttivo della Lnd ha disposto l’ammissione del club ravennate, che debutterà nell’ultimo dei campionati nazionali. La settimana prossima sarà resa nota la composizione del girone

Usclasse Big
L’organico del Classe che ha partecipato al campionato di Eccellenza

Il Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, nella riunione di giovedì scorso, 2 agosto, ha disposto l’ammissione del Classe quale “ripescata” al campionato di Serie D nella prossima stagione, a completamento dell’organico. Si tratta di una decisione che era nell’aria da tempo, in quanto la società ravennate era al secondo posto nella graduatoria dei ripescaggi, dietro solo al Montebelluna e davanti allo Jesina, entrambi saliti nell’ultimo dei tornei a carattere nazionale.

Si corona così il sogno della piccola società biancorossa, che a quarant’anni di distanza dalla sua nascita festeggia il debutto in D. Terminato al secondo posto nel girone B di Eccellenza regionale, il Classe ha trovato disco rosso nella finale dei playoff, vinta dai toscani della Sinalunghese. Oltre al club giallorosso si tratta della seconda realtà del comune di Ravenna a partecipare a questo torneo nel breve spazio di qualche anno, seguendo le orme della Ribelle di Castiglione, che ha terminato nella passata stagione un’avventura durata dal 2014 al 2017.

La prossima settimana, tra mercoledì e giovedì, la squadra allenata da Evangelisti verrà a conoscenza del girone appartenenza, con la speranza che sia in gran parte romagnolo, con l’inserimento di società importanti come Cesena e Forlì, ma anche Sammaurese, Savignanese, San Marino e Santarcangelo (se quest’ultima non viene ripescata in C). Con ogni probabilità, i match “a rischio” di grande partecipazione di pubblico verranno disputati al “Benelli”. Nel frattempo domani, sabato 4 agosto, il Classe affronterà alle 18 il Cervia a Milano Marittima.

A lezione d’opera da Riccardo Muti: magistrale retroscena del “Macbeth” di Verdi

Si chiude venerdì 3 agosto al teatro Alighieri – con un concerto di brani dal melodramma diretto di quattro giovani direttori allievi – l’Italian Opera Academy guidata dal Maestro. Il diario di una prova generale d’orchestra

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Il giovane direttore d’orchestra Aleksandr Polykov con Riccardo Muti durante una lezione dell’Italian Opera Academy

Dopo due intense settimane di studio completamente dedicate al Macbeth di Giuseppe Verdi, il 3 agosto si conclude la quarta edizione dell’Italian Opera Academy. Dopo il concerto del Maestro Riccardo Muti che con la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha eseguito una selezione di brani dell’opera, venerdì 3 agosto (alle 20.30) invece, è la volta dei giovani direttori d’orchestra, chiamati a dirigere sul podio della Cherubini lo stesso programma verdiano. Si conclude così lo straordinario percorso formativo che anche quest’anno ha guidato allievi e pubblico dritti al cuore dell’opera italiana. L’Accademia 2018 ha visto infatti al fianco di Muti quattro giovani direttori – Pak Lok Alvin Ho, John Lidfors (nati rispettivamente a Hong Kong e in Germania, ma entrambi impegnati lavorativamente negli Stati Uniti), Wilbur Lin (statunitense) e  Aleksandr Poliykov (ucraino), assime a quattro maestri accompagnatori: gli italiani Alessandro Boeri, Andrea Chinaglia, Luca Spinosa e la coreana Jeong Jieun. Per i pochissimi selezionati, fra le centinaia di domande d’ammissione arrivate da tutto il mondo e dalle scuole più prestigiose, si è trattato di un momento di alta formazione per trasmettere un patrimonio unico in tutta la sua profondità e autenticità.
Il programma attraversa i quattro atti dell’opera, concentrandosi su momenti chiave dello svolgersi del dramma: dal primo sguardo sul protagonista, nello scambio con Banquo “Giorno non vidi mai” che apre la vicenda dopo la profezia delle streghe, alla celebre scena “Sappia la sposa mia” con il pugnale immaginario che prelude al delitto. Non manca l’aria della Lady Macbeth “La luce langue” né l’apparizione del fantasma di Banquo. Dall’ultimo atto il coro “Patria oppressa” e il dolore di Macduff, il sonnambulismo di Lady Macbeth e, naturalmente, la caduta del tiranno con cui si conclude il dramma.
A cimentarsi nell’opera i cantanti Serban Vasile e Vittoria Yeo che rappresentano, rispettivamente, i ruoli di Macbeth e Lady Macbeth, Riccardo Zanellato è Banquo, Giuseppe Distefano è Macduff, Riccardo Rados interpreta Malcolm, mentre dama e medico sono Antonella Carpenito e Adriano Gramigni; sul palco anche il Coro Costanzo Porta guidato da Antonio Greco.

Lo spettacolo del Macbeth è molto complesso ed implica una certa difficoltà; nonostante ciò qualcuno potrebbe pensare che dirigere un’orchestra sia un gioco da ragazzi e che in fondo per agitare una bacchetta non sia necessaria chissà quale competenza. Per far svanire ogni dubbio su quanto sia necessaria un’autorità  capace di guidare orchestra e interpreti a rappresentare un’opera così magistrale, vi invito ad andare ad assistere, anche solo per un’ora, ad una prova d’orchestra del maestro Riccardo Muti. Vi ricrederete senza ombra di dubbio…
Lo dico perchè è un pò quello che è successo a me quando ho avuto l’opportunità di partecipare alle prove generali di questo Macbeth al Teatro Alighieri di Ravenna. Ovviamente stiamo parlando di uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo e non c’è quindi da stupirsi se con un solo movimento della mano ed una bacchetta fra le dita sia capace di suscitare forti emozioni, permettendo anche ai più inesperti di sentirsi vicini al mondo della lirica, un genere piuttosto difficile da apprezzare al giorno d’oggi, specialmente per le nuove generazioni ed i loro gusti musicali, del tutto lontani dal teatro d’opera.

Una platea piena di giovani, musicisti e non, tutti quanti muniti di spartito, di penna per prendere appunti e una passione che si legge sul viso quando, al suono di uno strumento o all’acuto di una voce, i loro occhi iniziano a brillare.
Un palco brulicante di musicisti concentrati chi sugli archi o sulle percussioni, sui legni e gli ottoni e, naturalmente, sui leggi a riguardare la partitura e ad ascoltare le esortazioni e i moniti del grande music director Muti. Un uomo quasi paradossale per il carattere che dimostra sul palco, il suo habitat naturale, il luogo in cui può e sa esprimere tutto sé stesso. Bastano una nota sbagliata, una croma eseguita con una durata doppia o un fuori tempo per scorgere sul suo volto una smorfia di rigore ed una severità che incute fra i suoi giovani allievi l’ansia per la responsabilità di essere su quel palco, in quell’orchestra, di fronte a lui. Ma ecco che, proprio quando ferma la musica con un gesto della mano e pensi che non abbia più voglia di proseguire, fa invece ripartire la musica e il clima di tensione viene stemperato in un batter d’occhio da qualche battuta ironica. «E tu sai cos’è il mèlos? – dice rivolgendosi ad un allievo – No? Beh, è il maschile di mèlas! Ed è da queste spiritosaggini che si spiana il terreno per far nascere delle vere e proprie lezioni di vita. Da un termine che sembra inventato, viene poi fuori che questo mèlos  è qualcosa di serio: è una melodia, un canto, una poesia lirica e che va ricercato con l’aiuto della sensibilità, un sentimento che accomuna tutti noi e che deve caratterizzare in particolar modo i musicisti, per far sì che imparino a «leggere dietro le note». «In fondo siete voi che fate la musica – commenta il Maestro –. Io sono solo una persona che dà indicazioni».

Ma la capacità didattica di Muti nel mettere a fuoco le sfumature della composizione di Verdi si avvale anche di citazioni e aneddoti dalla storia della musica e della testimonianza di grandi artisti come Richard Wagner. Dal genio dell’opera tedesca il Maestro prende a prestito la concezione di «correttezza musicale» secondo la quale è necessario «essere giusti» quando si fa musica ed aderire alle autorevoli regole e alla completezza della partitura. Viene da pensare che proprio grazie a questa ricerca della correttezza esecutiva Riccardo Muti abbia raggiunto vertici artistici di altissimo rilievo e con le sue lezioni voglia trasmettere questa osservanza scrupolosa ai suoi allievi. Le prove continuano e si entra sempre di più nel vivo dello spettacolo. Un movimento e il teatro si riempie di colori melodiosi: gli archi e gli ottoni creano il sottofondo perfetto per ogni frammento, i timpani e le varie percussioni rendono l’atmosfera quasi palpabile, i legni danno respiro alle arie dell’opera, il coro si alza in piedi ed accarezza il pubblico con la voce, i cantanti spiccano nel loro ruolo da solisti, mentre il direttore d’orchestra padroneggia tutta la scena.

A questo punto – anche senza scenografia e abiti eleganti, in un’atmosefera informale – i semplici retroscena dell’esecuzione di alcuni frammenti di un’opera diventano entusiasmanti e ricchi di emozioni, se orchestrati da un Maestro di tale spessore. Forse è vero – citando lo stesso Muti – che un direttore d’orchestra «è solo un uomo che dà indicazioni», ma se queste “indicazioni” si trasformano poi in suoni che riescono ad incantare l’anima ecco che la tecnica diventa arte ai massimi livelli.
Sembra di parlare di magia, invece è tutta un’altra musica.

 

Cisa Allegion: ok al rinnovo del contratto, votano a favore 200 lavoratori su 207

La trattativa è durata quasi otto mesi. Partiti da posizioni assai distanti, non sono mancati i momenti di tensione. Premio di risultato da 2.000 euro l’anno

Firma ContrattoIl 2 agosto, dopo l’approvazione dei lavoratori con 240 voti validi su 247 votanti, è stata posta la sigla definitiva del rinnovo del contratto integrativo tra Cisa Allegion di Faenza e Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl. La trattativa, durata quasi otto mesi, ha visto le parti confrontarsi partendo da concetti di integrativo antitetici, tradizionale il modello dei sindacati e più conforme al nuovo concetto di mercato per parte aziendale. «Il risultato  – si legge in una nota dei sindacati – è un accordo che, dopo momenti di tensione con l’impegno nella vertenza da parte della quasi totalità dei lavoratori, trova un equilibrio tra le parti. Diverse le novità inserite a partire dal modello di premio di risultato»

Nel contratto è riconosciuta una posta di premio legato ai risultati di 6.000 euro (in quote da circa 2.000 euro annui) raggiungibili nel triennio, aggiuntivi alle retribuzioni del contratto nazionale. Sono stati inseriti punti di intervento sociali che migliorano le condizioni dei lavoratori conciliando tempi di vita e tempi di lavoro. Prevista anche più flessibilità nell’utilizzo dei permessi non retribuiti e 5 ore di permesso aggiuntivo per esami medici con una particolare focus sugli screening diagnostici di prevenzione per le donne.

Inserita una platea molto ampia di motivazioni aggiuntive per l’anticipo del Tfr per coprire molte necessità familiari e una particolare attenzione per la formazione, ampliando le possibilità previste dal contratto collettivo nazionale. Sono state implementate le borse di studio per i figli dei dipendenti, aumentato il contributo da parte aziendale per chi decide di investire sulla previdenza integrativa.

«Si tratta di un contratto siglato dopo una trattativa lunga, a tratti complicata, atta alla ricerca di una intesa tra gli interessi del mercato e quelli dei lavoratori, che ha trovato la sua sintesi nel miglioramento delle situazioni preesistenti (con un occhio particolare al sociale), conciliandole con gli obiettivi di crescita e miglioramento».

Question time per vietare il fumo in spiaggia, il Comune dice no: «Divieto inutile»

Il problema dei mozziconi di sigaretta spinge Panizza e Maiolini a chiedere di mettere fuori legge le sigarette sulla battigia

FumoMarco Maiolini ed Emanuele Panizza hanno chiesto in un question time di vietare le sigarette in spiaggia. Secondo i due consiglieri del gruppo misto (entrati in aula con la lista civica Cambierà) tale divieto è già stato emesso in altre spiagge italiane e aggiungendo che i mozziconi di sigarette sulla sabbia possono essere un fastidio non da poco in un posto in cui si cammina a piedi nudi. Per questo Maiolini e Panizza chiedevano un divieto valido almeno per il mese di agosto o in occasione di eventi dove si concentra un altro numero di persone.

L’assessore al Turismo Giacomo Costantini ha detto no. Nella sua risposta ha fatto notare che non esiste una legge nazionale e che a livello mediatico diverse volte i nostri lidi sono stati etichettati dai media come “la spiaggia delle regole” in un’accezione non certo positiva. Per quanto riguarda i mozziconi, la Municipale vigila già contro l’abbandono dei rifiuti. Il divieto di fumo in una spiaggia che confina con Cervia e Comacchio, in cui il tema non è nemmeno in discussione «riteniamo non sia utile». Inoltre «sarebbe complesso» far rispettare il provvedimento.

I consiglieri ricordano nella replica che il provvedimento riguarda «la salute  pubblica, l’ambiente, il decoro e si, anche il turismo» perché «spiagge più pulite attraggano i turisti anziché allontanarli». L’augurio è che «a questo punto facciano almeno una campagna sul tema per sensibilizzare i fumatori nel rispetto dell’ambiente e delle persone a loro vicine».

Si può tornare a fare il bagno a Cervia e a Lido di Dante: divieti revocati

Le analisi tranquillizzano le amministrazioni: nella Città del sale solo un versamento, alla foce del Bevano dopo 20 giorni ci si può tornare a tuffare

49196Dopo 48 ore stop al divieto di balneazione che era stato imposto in via precauzionale nei tratti di mare a sud e a nord del porto canale di Cervia. Già nella giornata di giovedì le analisi facevano presagire un esito positivo e venerdì mattina si può tornare serenamente a fare il bagno. «Il divieto – scrive il Comune era stato emesso in via precauzionale a seguito delle numerose analisi che vengono fatte con grande costanza da Arpa ed Ausl a massima tutela dei bagnanti».

Un accenno anche alla questione delle alghe, peraltro innocue. Con ogni probabilità i valori fuori norma erano dovuto ad un versamento accidentale nella zona portuale. «Le acque infatti della costa cervese sono qualificate come eccellenti da molti anni, in termini di sicurezza della balneazione. E’ in via di risoluzione, partendo dai lidi sud, anche la problematica puramente estetica delle alghe naturali nei primi metri di mare. Oltre alla quotidiana raccolta di quelle piaggiate, grazie al moto ondoso in leggero aumento, si dovrebbe gradualmente risolvere la situazione delle alghe».

Comunque -ricorda il Comune – «è bene precisare che il fenomeno naturale delle alghe è presente solo nei primi metri a riva, mentre subito dopo l’acqua è spesso limpida e fresca oltre che gradevole per tuffi o bagni. Le alghe sono un fenomeno naturale e non hanno nessun tipo di pericolo per la salute o balneazione».

Nel frattempo si può tornare a fare il bagno anche a Lido di Dante. Infatti è stato revocato anche il divieto temporaneo di balneazione per motivi igienico-sanitari a 500 metri a nord e a sud della foce del torrente Bevano disposto il 12 luglio scorso e resosi necessario a causa di uno sversamento di liquami. Lo comunica il Comune di Ravenna:  «Visti gli esiti dell’ultimo campionamento delle analisi microbiologiche eseguite dalla struttura oceanografica Daphne, che ha informato il Dipartimento di sanità pubblica del Servizio sanitario regionale, dai quali è emerso il rientro dei valori nei parametri previsti dalla legge, è stata disposta la revoca immediata del divieto nel tratto indicato».

Via al master in Vocologia Clinica: è il primo della facoltà di Medicina in città

Il sindaco Michele de Pascale: «Grazie all’attività del professor Franco Fussi la nostra è diventata una città di eccellenza in questo ambito»

Jovanotti Fussi
Jovanotti con il medico Fussi

Partirà a novembre un master in Vocologia Clinica promosso dal Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. Il progetto si sviluppa attorno alla presenza nel Campus di Ravenna del corso di laurea in Logopedia, presieduto dalla prof.ssa Antonia Parmeggiani, che sarà anche direttrice del master.

Il master è il primo della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna attivato a Ravenna. Si affianca al corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica dedicato alla educazione vocale artistica e alla cura dei problemi dei professionisti della voce, attivo nella nostra città dal 2005.

“Un primo significativo passo verso la ripresa delle attività formative collegate a Medicina a Ravenna – commenta il sindaco Michele de Pascale – La nostra città può vantare una delle professionalità più stimate a livello internazionale nell’ambito della foniatria e otorinolaringoiatria, il professor Franco Fussi. Grazie alla sua attività, all’attivazione già dal 2005 del corso di Alta formazione in Vocologia Artistica, alla presenza annuale del Convegno internazionale di Foniatria e Logopedia La voce artistica e in ultimo all’avviamento del master in Vocologia clinica, Ravenna diviene una vera e propria eccellenza nell’ambito di queste discipline e nella formazione di nuovi professionisti del settore”.

Il nuovo master in Vocologia Clinica sarà rivolto agli esperti sanitari che si occupano di patologie e disturbi della voce, proponendosi di far acquisire al medico specialista, al logopedista, al fisioterapista e al tecnico della riabilitazione conoscenze più approfondite su come la voce si produce, su come si ammala e come la si può proteggere, curare farmacologicamente o chirurgicamente e riabilitare.

Le lezioni saranno tenute da docenti dell’Università di Bologna e da professionisti che operano nel Servizio Sanitario e in strutture di eccellenza a livello nazionale e internazionale, provenienti dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna e dal Brasile. Le lezioni saranno affiancate da laboratori, stage e tirocini.

Tutti i partecipanti svolgeranno anche un periodo di tirocinio all’interno del Laboratorio della Voce e del Linguaggio di Ravenna diretto dal dott. Franco Fussi, medico-chirurgo, foniatria e otorinolaringoiatria di fama internazionale. Fussi è responsabile del Centro Audiologico Foniatrico dell’Ausl Romagna con sede a Ravenna; è consulente foniatra del Teatro Comunale di Bologna, delle Accademie d’Arte Lirica di Osimo, dell’Accademia Rossiniana del Rof di Pesaro, della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, della Scuola dell’Opera Italiana del Comunale di Bologna e medico di riferimento di famosi cantanti lirici e moderni. E’ inoltre l’ideatore del Convegno ‘La Voce Artistica’ che dal 1999 si svolge regolarmente ogni due anni al Teatro Alighieri con affluenza di circa 600 professionisti del settore tra scienziati, medici, logopedisti, maestri di canto, cantanti, e ha pubblicato numerosi testi di foniatria.

Le iscrizioni si chiuderanno il 28 settembre 2018. La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ha stanziato una borsa di studio dedicata al ravennate professor Giovanni Mazzotti, docente di Anatomia Umana, deceduto nel 2011, che si è sempre adoperato per l’attivazione e il radicamento dei corsi di laurea presenti nel nostro territorio.

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