venerdì
08 Maggio 2026

Nelle acque scozzesi il ravennate Rosetti va a caccia di una medaglia europea

Canottaggio / Domani, 2 agosto, comincia l’avventura dell’otto azzurro nella competizione continentale. «Sarà dura, ma siamo fiduciosi di combattere per una medaglia»

Otto Azzurro Mondiali
Bruno Rosetti è il quinto da sinistra nell’otto azzurro (foto Perna)

Inizia domani, giovedì 2 agosto, a Glasgow, in Scozia, l’avventura di Bruno Rosetti al campionato europeo assoluto (senior e pesi leggeri). Il canottaggio è una delle discipline sportive in programma nella rassegna continentale multisport che si svolgerà fino al 12 agosto tra la più importante città scozzese ed Edimburgo (in programma anche ciclismo, nuoto, golf, ginnastica artistica e triathlon) e Berlino (atletica leggera). Il ravennate fa parte dell’otto, finalista in Coppa del Mondo nel giugno scorso a Linz (Austria) e bronzo agli ultimi Mondiali di Sarasota (Stati Uniti), composto anche da Perino, Mumolo, Gabbia, Liuzzi, Parlato, Paonessa, Pietra Caprina e dal timoniere D’Aniello.

L’Europeo, oltre ad assegnare le medaglie, costituirà un importante test sulla strada verso il Mondiale, in programma a Plovdiv (Bulgaria) dal 9 al 16 settembre. Gran Bretagna, Germania, Olanda, Polonia, Romania e Russia sono gli avversari più accreditati per l’ammiraglia azzurra che fa il suo esordio domani mattina in batteria. L’Italia affronterà (ore 14 circa) la barca tedesca e quella romena e solo la prima si qualificherà per la finalissima. Venerdì è previsto l’eventuale recupero e domenica (alle 13.45 in Italia) si terrà la finale.

Alla vigilia della gara Bruno Rosetti non nasconde il suo ottimismo: «Siamo carichi, veniamo da un bel periodo di allenamenti in altura a Livigno, dove abbiamo fatto buoni miglioramenti sia tecnici sia fisiologici, e siamo fiduciosi di combattere per una medaglia. Sarà dura, siamo sei equipaggi di alto livello e credo che sarà una gara tiratissima».

Aggredisce la madre che lo rimprovera per la dipendenza dal gioco: 31enne arrestato

Anche davanti agli agenti il giovane ha minacciato di morte la donna

La madre lo rimprovera e lui la aggredisce fisicamente fino a minacciarla di morte: la polizia nel pomeriggio del 31 luglio ha arrestato un 31enne ravennate per lesioni personali e minacce gravi. Le volanti dell’ufficio Prevenzione generale sono intervenute per un acceso diverbio familiare in un’abitazione. Nonostante che gli agenti intervenuti cercassero di ricondurre il giovane alla calma e la madre non fosse più disposta a tollerare il suo comportamento aggressivo e la condotta poco collaborante per la gestione dell’economia domestica, il 31enne proseguiva a inveire contro la donna. Dopo una notte in camera di sicurezza, questa mattina il giudice ha convalidato l’arresto disponendo l’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla madre ed ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna; contestualmente ha concesso i termini a difesa disponendo il rinvio dell’udienza al 4 ottobre prossimo.

Versa 1.750 euro di caparra per un trattore in vendita sul web ma spariscono tutti

Tre persone denunciate dai carabinieri: per loro le accuse di truffa e riciclaggio

carabinieriSembrava il trattore di cui aveva bisogno per il suo podere e così ha pagato 1.750 euro di caparra ma dopo il versamento su una carta ricaricabile sono scomparsi tutti e tutto: il venditore, il camionista che doveva fare la consegna e l’inserzione su internet. Vittima della truffa online un 74enne di Faenza. I carabinieri a cui si è rivolto hanno individuato e denunciato tre persone. Per l’anziano ora l’unica speranza, flebile, di riavere la somma perduta è rivalersi in giudizio al momento opportuno.

Il mezzo agricolo era in vendita a 3.500 euro. Contattato telefonicamente, il venditore aveva riferito di essere residente a Imola. Il faentino si era fatto descrivere per telefono  le caratteristiche del trattore, non potendolo visionare dal vivo poiché, a dire del suo interlocutore, il mezzo si trovava a Torino. Alla fine l’anziano si era convinto dopo che la voce al telefono gli aveva consigliato di affrettarsi visto che altri erano interessati all’affare.

Il 74enne aveva poi ricevuto una telefonata da un uomo presentatosi come il camionista incaricato della consegna che gli aveva chiesto l’indirizzo esatto dove portare il trattore entro il giorno successivo. Ma il trattore non è mai arrivato e nessuno ha più risposto ai numeri di telefono utilizzati durante la trattativa.

Proprio partendo da quei numeri e dalla Postepay è cominciata l’indagine dei militari della caserma di via Giuliano da Maiano. I telefoni erano intestati a un 23enne residente in provincia di Reggio Calabria denunciato dalle forze dell’ordine di tutta Italia negli ulitmi mesi sempre per la stessa tipologia di reato. Insieme a lui, è stato denunciato anche un 25enne residente a Siracusa, intestatario della carta ricaricabile facendo da prestanome. Nei guai un terzo complice, una ragazza 25enne, sorella del truffatore calabrese: la donna aveva messo a disposizione del fratello una seconda carta ricaricabile sulla quale è stata trasferita la somma versata dal 74enne di Faenza. Su quella stessa carta risultavano numerose transazioni di denaro sospette, al punto da ipotizzare che quell’espediente servisse a ripulire il denaro proveniente dalle truffe. Per questo oltre la denuncia per truffa è stato ipotizzato a carico dei tre anche il reato di riciclaggio.

Raul Gardini dall’aldilà: «Mi hanno impedito di completare il mio lavoro»

Come in un divertissement letterario abbiamo immaginato di poter parlare oggi con l’imprenditore scomparso 25 anni fa

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Raul Gardini in un ritratto firmato dall’illustratore Gianluca Costantini

Non è stato facile contattarlo, ma come sempre si è mostrato molto disponibile. Raul Gardini non rilasciava più interviste dal giorno della sua morte. La sua voce è sempre la stessa, decisa e profonda, anche se è via da 25 anni non ha perso il suo forte accento romagnolo.

Buongiorno signor Gardini, la ringrazio della sua disponibilità. So che non è facile per lei tornare a parlare con la stampa dopo così tanto tempo.
«Se fosse stato un giornale qualsiasi non avrei risposto, ma per un giornale di Ravenna sì, i ravennati sono gli unici ad aver capito davvero chi ero».

Come le sembra l’Italia di oggi?
«Ora vedo le cose con più distacco, però mi pare che l’Italia sia sempre la stessa. A voi 25 anni paiono tanti, ma non sono nulla. Continuo a vedere lo stesso modo di fare, identico. Le persone sono un po’ cambiate, ma la modalità è sempre la medesima».

Scusi se arrivo subito al punto, ma non vorrei che si interrompesse il segnale. La mattina che è morto doveva testimoniare a Di Pietro sulla maxi tangente Enimont, cosa gli avrebbe detto?
«Se non ci sono arrivato c’è un motivo. Non posso certo dirlo a lei ora».

Ha seguito il processo di Mani Pulite?
«Hanno detto tante menzogne, hanno fatto soffrire molte persone. Però ne è valsa la pena no? Sono riusciti a debellare completamente il fenomeno della corruzione in Italia. Dopo il 1993 infatti non ci sono mai più stati politici corrotti e imprenditori collusi. Non è così?»

In quegli anni è finita la Prima Repubblica, in questi mesi si dice che stiamo assistendo al passaggio alla Terza Repubblica, cosa ne pensa?
«Prima, Seconda, Terza, Quarta Repubblica. I politici sono tutti uguali. Dicono tutti di essere delle verginelle, ma alla fine sono come vitelli attaccati alla poppa dello Stato e succhieranno finché non gli toglieranno anche il sangue».

Cosa manca all’Italia di oggi?
«Una visione internazionale. Parlate continuamente dell’Italia come se fosse un paese a sé stante. Il mondo è troppo grande per passere il tempo guardandosi l’ombelico. Io facevo affari dagli Stati Uniti al Sud America, alla Russia, quando muoversi e comunicare era ancora molto complicato. Oggi i governi italiani potrebbero dare un impulso a rendere l’Italia importante nel mondo, invece…»

Oggi tutti parlano di energie rinnovabili, lei fu il primo. La rende felice il fatto di aver precorso i tempi?
«Negli anni ’80 erano tutti concentrati sul consumismo sfrenato e l’inquinamento non era un problema per nessuno. Le mie idee trovarono molti oppositori, soprattutto tra i petrolieri e gli industriali del mondo dell’auto, anche in Italia. Oggi tutti si stanno riconvertendo alle energie rinnovabili, ma ormai è troppo tardi, il danno è fatto, e l’Italia è ormai fuori dai giochi e non può fare altro che rincorrere gli altri. In Brasile tutte le auto funzionano a bioetanolo, nessuna a benzina, lo sapeva?»

I suoi detrattori la accusano di aver rovinato la Ferruzzi che era una dei gruppi più importanti d’Italia riempiendola di debiti, come risponde?
«Per fare molti soldi bisogna fare molti debiti, funziona così il mercato. Chi mi accusa non sa di economia. Mi hanno impedito di terminare quello che stavo facendo, altrimenti non sarebbe colato tutto a picco».

Ha rimpianti o rimorsi?
«Le cose vanno come devono andare. Certo potevano andare meglio, mi sarebbe piaciuto evitare i veleni, le accuse, avrei potuto fare scelte diverse. Ma che senso ha piangersi addosso? Ho sempre fatto quello che mi pareva meglio in quel momento».

Cosa le manca di più della vita terrena?
«La mia famiglia, e poter passeggiare per Ravenna, anche se ormai molte delle persone che conoscevo mi hanno raggiunto qui. Mi manca il mare, ogni tanto quando c’è la nebbia scendo a Marina di Ravenna e faccio di nascosto un giro in barca. Non si potrebbe ma sono sempre stato allergico alle regole».

A Ravenna è ricordato ancora con molto affetto. Il Maestro Muti le dedicherà un concerto magnifico…
«Mi fa molto piacere. La sua musica sale fino a qui e ci allieta. Pensi che anche Verdi lo stima molto. Lasci però che le dica una cosa: il fatto che ai morti faccia piacere essere ricordati dai vivi è una credenza che si ha da vivi. Mi importa di essere ricordato da chi ho conosciuto, ma la fama pubblica è una cosa molto terrena».

Ex colonia Onfa, bando del Demanio per trasformarla in albergo

Tempo fino al 27 novembre per presentare domanda di concessione dell’immobile fino a un massimo di 50 anni

Ravenna 672L’ex colonia Onfa (Opera nazionale figli aviatori) di Punta Marina potrà diventare un albergo. L’immobile rientra nel bando pubblicato dall’Agenzia del Demanio tra quelli previsti in varie regioni italiane per la valorizzazione a rete di immobili pubblici che si trovano in prossimità della costa o lungo itinerari storico-religiosi e ciclopedonali. La gara per l’assegnazione in concessione a privati intenzionati a riqualificare l’immobile si chiuderà il 27 novembre prossimo ed è rivolta a tutti gli operatori che possono sviluppare un progetto dal potenziale elevato, a beneficio della collettività, che favorisca la messa in rete del sito, migliorandone la fruizione pubblica e dando vita a un circuito in grado di sviluppare un modello di accoglienza turistica non solo dal punto di vista ricettivo, ma anche attraverso attività formative, di natura sociale e culturale e di scoperta del territorio. L’affitto della struttura è previsto per un massimo di 50 anni.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore al Patrimonio Massimo Cameliani: «La pubblicazione del bando – afferma l’assessore – arriva a pochi giorni dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa con l’Agenzia del demanio e a poco più di un anno dall’intesa siglata tra la medesima, il Comune e la Provincia di Ravenna, per la promozione di un Programma Unitario di Valorizzazione Territoriale (Puvat) di immobili pubblici siti sul territorio del Comune e non più utili per fini istituzionali; siamo perciò ottimisti sul positivo esito del programma di valorizzazione che, per quanto ci riguarda, investe anche “Bunker 24, 25 e 27 e Denti di drago”, fortificazioni militari della seconda guerra mondiale di proprietà statale in via di dismissione da parte del ministero della Difesa, ubicati sempre a Punta Marina Terme, nonché “Porta Adriana” e “Palazzo Grossi”, di proprietà del Comune, in città e a Castiglione di Ravenna».

Thioro, quel cappuccetto rosso che fa da ponte tra Africa ed Europa

Criticato su testate come Libero o Il Secolo d’Italia per la presunta forzatura ideologica, si tratta di una produzione divertente, coinvolgente che sorprende rileggendo la tradizione. Il 2 agosto a Lido Adriano

Thioro Senegal
I tre interpreti in scena (oltre al pubblico)

Divertente, intelligente, di questi tempi particolarmente rigenerante. Thioro, lo spettacolo prodotto dal Teatro delle Albe insieme ad Accademia Perduta/Romagna e Ker Théâtre Mandiaye N’diaye (la compagnia del Senegal fondata dall’attore africano delle Albe prematuramente scomparso quattro anni fa), sta raccogliendo consensi ovunque, continua a fare il tutto esaurito o quasi a ogni replica in città e nei dintorni. La prossima occasione per vederlo è quella a Lido Adriano il 2 agosto alle 19 per il nuovo festival per ragazzi “Approdi”, al Cisim in una serata senegalese che prevede (su prenotazione al numero 389 6697082) anche una cena.

Certo, qualche dubbio potrebbe essere lecito a chi fosse capitato di recente di leggere l’articolo uscito su Liberoquotidiano.it dal “sobrio” titolo “Immigrati, cappuccetto rosso diventa nero: la vergogna della sinistra con l’africano” o quello sul Secolo d’Italia (che cita il precedente) e titola, sempre, per così dire, in maniera misurata: “Cappuccetto rosso è un migrante: follia in un teatro di Milano”. La tesi naturalmente è quella dello stravolgimento culturale, dell’invasione, dell’ideologia “buonista” che va addirittura a toccare la tradizione secolare della sacra fiaba europea. La sensazione è che nessuno di coloro che sostiene questa tesi in realtà abbia visto lo spettacolo, e che non si sia voluta perdere l’occasione per aizzare un po’ di polemica su un tema tanto caldo al momento. La verità è però che le Albe lavorano su questo rapporto Romagna-Senegal da tempi non sospetti e che questo spettacolo andrebbe visto perché è un bellissimo spettacolo per bambini. Poi sì, naturalmente, dato anche il particolare momento storico, oltreché bellissimo diventa anche urgente e particolarmente necessario.

Ma chi è Thioro? Un cappuccetto rosso africano, che vive in un piccolissimo villaggio e che deve andare dalla nonna, al di là della savana, per farsi raccontare le storie. Un cappuccetto rosso che in realtà però è vestito come tutti i bambini presenti, che è tutti i bambini presenti. Un gioco teatrale, uno scambio, che coinvolge direttamente il giovane pubblico fin da subito. La tromba di Simone Marzocchi fa da contraltare alle percussioni africane di Adama Gueye e Fallou Diop, attori e musicisti, in un primo incontro ideale tra nord e sud, tra Europa e Africa, che è la cifra fondante dell’intero spettacolo. Thioro lungo la strada incontrerà la terribile iena, Buky, ed è a questo punto che tra il pubblico qualcuno si ritrae o cerca di allontanarsi, perché la paura è tanta. Il rosso che non è nell’abito sarà quello del sangue (diverse letture psicanalitiche hanno visto nel cappuccetto rosso il simbolo della pubertà, del sangue mestruale, qui se possibile il riferimento è ancora più esplicito) lasciato da una ferita al piede di Thioro (che amava camminare scalza) e di cui la iena sarà pronta ad approfittare.

Thioro mantiene le caratteristiche portanti di una storia che racconta da secoli, in Europa, un momento di passaggio e crescita, un ammonimento a fare attenzione ai seduttori (e Buky è la personificazione della seduzione, ancora più del lupo, ma anche del gatto e della volpe). La storia dunque resta nei suoi fondamenti, ma cambia nell’ambientazione, in quel cielo d’Africa che accompagna Thioro, nei baobab, negli animali che un meraviglioso griot riesce a fare apparire con il sapiente uso della parola e pochi oggetti di scena. La potenza del racconto si unisce a una fisicità coinvolgente per uno spettacolo che, letteralmente, incanta. Come si possa vedere in questa storia quella di un migrante e non di un bambino che passa all’età adulta attraverso la (comune) metafora del viaggio (foresta o savana che sia) forse si può spiegare solo con quella cecità che ormai non ci fa più distinguere tra individui, situazioni, parole ma fa diventare ogni uomo nero un potenziale profugo, pericoloso portatore di contaminazioni culturali.

Ma stiano tranquilli questi severi censori. Cappuccetto rosso, che sia europeo o senegalese, gode di ottima salute e anzi con questo racconto trova una nuova freschezza. Andare al Cisim il 2 agosto per credere.

Intanto, sempre nello spazio di viale Parini a Lido Adriano, il 31 luglio per la rassegna “Approdi” andrà in scena l’esito finale del laboratorio estivo della non-scuola, sempre alle 19 (e per chi lo desidera a seguire pic-nic sul prato) mentre il 26 luglio ci sono i burattini.

Rischio cancerogeno, sequestrati 1.600 bastoncini di incenso in un bazar

Operazione della guardia di finanza: denunciato il titolare. Intervento anche a Brisighella: prodotti non conformi al codice del consumo

FINANZA INCENSOAll’interno di un piccolo bazar di Lido Adriano, gestito da un cinese, nei giorni scorsi la guardia di finanza ha sequestrato 1.600 bastoncini di incenso di varie profumazioni ritenuti altamente dannosi per la salute, «a causa della presenza di idrocarburi aromatici volatili – si legge in una nota diffusa dalle Fiamme Gialle – come benzene, toluene, isomeri dello xilene e stirene, sostanze potenzialmente cancerogene propagabili nell’aria a seguito della combustione». Oltre al ritiro degli stick pericolosi, i Finanzieri ravennati hanno denunciato il commerciante per il reato di “Introduzione in commercio di prodotti pericolosi per la salute”.

Si tratta di prodotti colpiti da divieto di vendita imposto dal ministero della Salute nonché segnalati nell’ambito del sistema di allerta Rapex del Ministero dello Sviluppo Economico (sistema comunitario di informazione rapida sui prodotti pericolosi), che possono ancora trovarsi in circolazione nonostante i molteplici sequestri condotti dalla Finanza (in provincia di Ravenna nel solo 2017 sono stati sequestrati oltre seimila bastoncini di incenso di questa tipologia).

In un diverso intervento nella zona di Brisighella, le Fiamme Gialle di Faenza hanno individuato una bancarella che esponeva per la vendita vari prodotti (accessori per l’abbigliamento e per la telefonia, casalinghi, piccoli attrezzi per il bricolage, etc.) tutti risultati non conformi alle norme del “Codice del Consumo”, in quanto mancanti non solo del marchio Ce, ma anche delle necessarie informazioni circa la provenienza, il produttore o l’importatore, nonché delle avvertenze per il corretto l’utilizzo. Il titolare della bancarella, un venditore di origini marocchine, è stato segnalato alla Camera di Commercio di Ravenna per l’applicazione delle previste sanzioni pecuniarie e tutti i prodotti sono stati sottoposti a sequestro dalle Fiamme Gialle.

Divieto di balneazione su 150 metri di spiaggia tra Cervia e Milano Marittima

I campionamenti programmati hanno rilevato livelli eccessivi di batteri fecali di tipo escherichia coli: il tratto interessato è 100 metri a nord e 50 a sud del porto turistico con 9 stabilimenti

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Uno dei cartelli affissi in spiaggia a Cervia

È in vigore da stamani, 1 agosto, un divieto di balneazione su un tratto di spiaggia tra Cervia e Milano Marittima, circa 150 metri a cavallo del porto turistico che divide le due località. In totale sono nove gli stabilimenti (otto a Milano Marittima e uno a Cervia) che si affacciano sulle acque interessate dal provvedimento. Secondo quanto si apprende dall’Arpae, la ragione della limitazione sta nel livello eccessivo di batteri fecali di tipo escherichia coli rilevato in occasione dei campionamenti programmati eseguiti lunedì 30 luglio. Il protocollo prevede ora campionamenti quotidiani delle acque per arrivare alla cancellazione del divieto appena i valori rientreranno nei limiti. Nell’area interessata sono comparsi i cartelli informativi per i bagnanti – molti dei quali hanno scelto comunque di entrare in acqua – ed è attesa a breve l’ordinanza comunale del sindaco di Cervia.

La zona del portocanale è da sempre soggetta al divieto di balneazione permanente, per ovvi motivi. Il nuovo divieto odierno la amplia temporaneamente in via prudenziale. Escluso tale e limitata area vicino al porto canale (individuata in modo specifico da appositi cartelli) i restanti nove km di costa di Milano Marittima, Cervia, Pinarella e Tagliata sono balneabili.

La Rekico pesca il jolly con Casagrande. «Giocare per Faenza è molto stimolante»

Basket B / Al ritorno nella serie cadetta dopo la laurea, il duttile giocatore veneto può ricoprire il ruolo di ala piccola e di “4 tattico”. «Mi metterò al servizio dell’allenatore e della squadra». Reso noto il calendario

Giulio Casagrande
Il nuovo giocatore della Rekico, Giulio Casagrande

Voglia di rimettersi in gioco e di mostrare anche in Serie B tutto il suo valore. E’ questo l’identikit di Giulio Casagrande, ala 25enne che ha deciso di trasferirsi alla Rekico per ritornare nel terzo campionato nazionale, abbandonato a 19 anni per motivi di studio. Nato a Monfalcone il 15 settembre 1993, ha iniziato a giocare a pallacanestro a Gradisca, trasferendosi poi alla Pallacanestro Trieste dove è rimasto per tre anni. Dopo un’esperienza alla Don Bosco Livorno, nel 2012 si è avvicinato alla sua Monfalcone per frequentare la facoltà di Scienze Politiche, giocando con ottimi risultati nel campionato di serie C Gold Veneto, ma ora che ha terminato il percorso di studi è pronto a girare di nuovo l’Italia, con una laurea in tasca e tantissime motivazioni. Sono stati proprio il suo entusiasmo e le sue qualità a farlo avvicinare ai Raggisolaris, che hanno visto in lui le caratteristiche ideali per il roster di coach Friso, potendo ricoprire il ruolo di ala piccola e di “4 tattico” sfruttando i suoi 196 cm e le sue doti fisiche.

«Sono molto motivato da questa nuova avventura ai Raggisolaris – spiega Casagrande – una società seria e ambiziosa come mi ha detto anche Giorgio Devetag, che per una stagione è stato preparatore atletico a Faenza e ha ancora ottimi ricordi di quell’esperienza. Ora che ho terminato l’Università voglio ritornare in Serie B e farlo in una piazza come quella faentina sarà molto stimolante. Non ho impiegato molto tempo a scegliere questa destinazione ed infatti la trattativa è nata e si è chiusa in poche ore».

Il giocatore continua dicendo che «grande merito è di coach Friso, che conosco molto bene avendolo affrontato da avversario in C Gold quando allenava alla Virtus Padova: a giugno mi ha contattato per parlarmi della sua idea di squadra e dei suoi progetti per la prossima stagione, dicendomi che voleva puntare su di me. E’ una persona che stimo molto e sono certo che mi farà crescere molto dal lato tecnico e umano. Anche la dirigenza ha dimostrato di essere molto interessata ad avermi, facendomi sentire importante sin dal primo contatto che abbiamo avuto».

Casgrande chiude dicendo che «a livello tattico posso giocare da ala piccola, sfruttando i mismatch con gli avversari, ma anche da ala grande dove riesco a farmi valere grazie alla velocità, al tiro da tre e alle penetrazioni. Mi piace inoltre giocare in post basso e mi ritengo un grande agonista, ma come sempre mi metterò al servizio dell’allenatore e della squadra, ricoprendo il ruolo che sarà più utile per il collettivo».

Nel frattempo è stato reso noto il calendario. Questo il cammino della Rekico.

Prima giornata (andata 7 ottobre, ritorno 13 gennaio)
Orzinuovi-Rekico Faenza

Seconda giornata (and. 14 ottobre, rit. 20 gennaio)
Rekico Faenza-Virtus Padova

Terza giornata (and. 21 ottobre, rit. 27 gennaio)
Reggio Emilia-Rekico Faenza

Quarta giornata (and. 24 ottobre, rit. 30 gennaio)
Rekico Faenza-Juvi Cremona

Quinta giornata (and. 27 ottobre, rit. 3 febbraio)
San Vendemiano-Rekico Faenza

Sesta giornata (and. 4 novembre, rit. 10 febbraio)
Rekico Faenza-Olginate

Settima giornata (and. 11 novembre, rit. 17 febbraio)
Rekico Faenza-Desio

Ottava giornata (and. 18 novembre, rit. 24 febbraio)
Vicenza-Rekico Faenza

Nona giornata (and. 25 novembre, rit. 10 marzo)
Rekico Faenza-Tigers Cesena

Decima giornata (and. 1° dicembre, rit. 17 marzo)
Lugo-Rekico Faenza

11sima giornata (and. 9 dicembre, rit. 23 marzo)
Rekico Faenza-Ozzano

12sima giornata (and. 15 dicembre, rit. 31 marzo)
Urania Milano-Rekico Faenza

13sima giornata (and. 23 dicembre, rit. 7 aprile)
Rekico Faenza-Crema

14sima giornata (and. 30 dicembre, rit. 14 aprile)
Lecco-Rekico Faenza

15sima giornata (and. 6 gennaio, rit. 20 aprile)
Bernareggio-Rekico Faenza

L’assessore Corsini: «Un errore abolire gli ingressi gratuiti mensili ai musei»

Secondo l’assessore regionale è stato scelto il periodo peggiore per farlo: «Settembre era il mese migliore, danno per le città d’arte»

Museo NazionaleIl ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli abolirà gli ingressi gratuiti ai musei la prima domenica del mese. Molto critico sul tema l’assessore regionale al Turismo, il ravennate Andrea Corsini: «La decisione va rivista – dice -. Abolire gli ingressi gratuiti la prima domenica del mese un danno notevole per il turismo nelle città d’art»

Per l’assessore regionale si tratta di un’esperienza positiva che ha contribuito alla conoscenza del nostro immenso patrimonio culturale, ma anche a rilanciare i flussi turistici in questo particolare comparto. «Specialmente ora, a ridosso del mese di settembre e della stagione dell’anno in cui tradizionalmente riparte il turismo nelle città d’arte – spiega Corsini – sarebbe un danno notevole. L’ingresso gratis nei musei la prima domenica del mese è un’esperienza positiva che non solo ha contribuito alla conoscenza del nostro immenso patrimonio culturale, ma è servita anche a rilanciare i flussi turistici verso le grandi, medie e piccole città d’arte. Invito il ministro a ripensarci».

Cocaina spacciata con ordini via Whatsapp tra Italia e Messico: arresti a Ravenna

L’indagine è partita da Livorno. Un grosso traffico di cocaina con un aereo che ogni quattro mesi arrivava dallo Stato centroamericano

CocainaTocca anche Ravenna l’inchiesta “Porto Nascosto” che a Livorno l’Arma dei carabinieri ha portato a termine arrestando otto persone. Una nona è stata denunciata. Tra gli arrestati anche due persone residenti a Ravenna. L’indagine riguarda un traffico di cocaina ed è partita nell’ottobre 2017 quando i militari hanno individuato alcuni livornesi come referenti di attività di approvvigionamento di cocaina, che poi loro stessi rivendevano gestendo i contatti su Whatsapp.

È stata avviata una complessa investigazione che ha fatto individuare il canale di rifornimento. La droga dal Messico – secondo quanto riportato dall’Arma dei carabinieri – veniva importata in aereo ogni quattro mesi da due messicane di 68 e 39 anni che furono arrestate al ritorno da uno dei viaggi avendo con sé 850 grammi di cocaina pura. E stamani sono state arrestate e perquisite altre sei persone, quattro livornesi più un uomo e una donna messicani residenti in Emilia Romagna. Denunciato un altro livornese, 27enne.

In cinque senza biglietto bloccano il treno per un’ora: denunciati dalla polizia

All’invito del capotreno che chiedeva loro di scendere o di farsi identificare si sono divisi in vari scompartimenti, costringendo la polizia ad intervenire

TrenoTreno bloccato a causa di cinque giovani che erano saliti a bordo senza il biglietto. Questo quanto accaduto nella mattinata di sabato sul treno regionale partito da Cervia e diretto a Pesaro. Tutti, alla richiesta del capotreno, hanno detto di esserne sprovvisti e hanno declinato l’invito a scendere. Inutili i tentativi del capotreno di identificarli: alla richiesta di documenti i cinque si sono alzati e hanno preso posto in diverse carrozze. Il capotreno ha chiesto l’intervento della polizia per tentare di risolvere il problema nel più breve tempo possibile e permettere al treno di ripartire.

Gli agenti, arrivati con due volanti, hanno ispezionati e identificato i cinque – tutti di origine africana – facendoli scendere. Sono stati accompagnati al posto di polizia stagionale di Pinarella di Cervia al fine di controllare le esatte generalità attraverso le impronte digitali allo scopo di denunciarli in stato di libertà per interruzione di pubblico servizio e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale. Al più giovane di loro, un 18enne egiziano, è scattata anche l’accusa di ricettazione con il sequestro di un iphone bianco e rosa privo di scheda del quale non ha saputo o voluto fornire alcuna indicazione. Ad un 22enne senegalese è stato invece notificata l’espulsione dal territorio nazionale emessa dal Questore di Ravenna nel maggio scorso. Il treno è così potuto ripartire alle ore 07.50 con circa una ora di ritardo.

 

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