giovedì
07 Maggio 2026

A Bagnara spettacoli e stand gastronomici da tutto il mondo con il Popoli Pop Cult

 Dal 28 giuno al 1° luglio. Un premio per il direttore per la cooperazione internazionale della Commissione Europea

Uomo Leone

Dal 28 giugno al 1° luglio si svolge a Bagnara di Romagna la decima edizione del Popoli Pop Cult Festival, manifestazione che nel 2017 ha registrato oltre 15mila visitatori, nata per fare incontrare popoli e culture diversi tra loro. Il tema di questa edizione è l’Europa mentre la formula resta la stessa degli anni scorsi: una full immersion in spettacoli e stand gastronomici (oltre 20) interpretati e gestiti da artisti e cuochi originari dei paesi rappresentati. Tra le novità tutte le sere “Djs dal mondo” che porteranno a Bagnara quattro dj di generi musicali diversi.

Tra gli ospiti il direttore generale per la cooperazione internazionale e lo sviluppo della Commissione Europea Stefano Manservisi, insignito della III edizione del Premio Popoli, e Cao Chinh Thien, ambasciatore del Vietnam: insieme saranno sul palcoo del festival sabato 30 giugno per la cerimonia di premiazione.

Kateryna Gryniukh 3A giudicare il piatto migliore del festival infine ci sarà, in giuria, l’ucraina Kateryna Gryniukh, finalista dell’ultima edizione di Masterchef.

Per quanto riguarda gli spettacoli principali, giovedì 28 l’apertura è affidata all’Uomo Leone del Senegal; venerdì 29 gruppi da Perù e Irlanda; sabato 30 protagonista sarà il can-can francese mentre l’ultima giornata di domenica si concentrerà sulle musiche elleniche. Durante le prime tre serate saranno anche i busker ad animare la festa.

Per rappresentare al meglio il tema di quest’anno, la mostra principale della manifestazione, infine, allestita nella Rocca Sforzesca avrà come titolo “Destinazione Europa”, mostra collettiva di arte contemporanea (dalle 18,30 alle 23.30) mentre la mostra “Stelle Persiane” organizzata nella Sala Sant’Apollinare nei pressi dei giardini pubblici, propone una personale dell’artista iraniano Reyhaneh Alikhani, noto per le sue opere create tessendo fibre e trame (ospite dell’esposizione sarà Khorshid Pouyan, artista e fotografa di origini iraniane).

In tutte le serate sono previste anche attività per bambini.

Programma su popolipopcultfestival.com.

Domenica all’alba alla scoperta della Ravenna “città d’acque”, torna l’Urban Trail

Partenza domenica mattina dai giardini pubblici con tre percorsi diversi, anche lungo le mura storiche

PontesullaLama

Domenica 1 luglio alle 6 del mattino parte dallo chalet dei giardini pubblici di Ravenna la sesta edizione dell’Urban Trail “Ravenna Città d’acque”, un’idea tracciata da Trail Romagna in compartecipazione con il Comune di Ravenna, per raccontare le vicende che hanno trasformato una città nata sull’acqua in quella che oggi conosciamo.

I percorsi
Quella di quest’anno sarà un’edizione particolarmente ricca, sia per il nuovo percorso di cammino dedicato al trail runner Andrea Tamburini, scomparso lo scorso anno, sia per l’apertura straordinaria della cinta muraria sulle quali transiteranno i tre percorsi di 16 km (solo run), 7.5 km (walk & run), e la passeggiata di 5 km che compie lo stesso itinerario della visita guidata dall’archeologa Giovanna Montevecchi che illustrerà le vicende della Ravenna antica tra mura e acqua.

Il “viaggio nel tempo” inaugurato nel 2013 da un concerto trekking di Ravenna Festival tornerà a fare riemergere le linee azzurre di antichi corsi d’acqua, bacini portuali, molini, lavatoi e pozzi.

La storia
I tre percorsi partono dai giardini pubblici, poco distanti dalla linea ferroviaria dove anticamente scorreva l’acqua del mare, una linea di costa alla quale erano addossate dune sabbiose che ospitavano le necropoli romane e bizantine come testimonia l’imponente Mausoleo di Teodorico. Un tuffo che parte dalla Ravenna romana, con il suo acquedotto che solcava il fiume Ronco per terminare nella torre piezometrica che oggi costituisce il campanile del Duomo, fino all’immenso porto militare di Classe che si estendeva su vari bacini fino all’attuale zona Ospedale sulla quale si affacciava l’arco trionfale di Port’Aurea. Si continua nella Ravenna bizantina con il Padenna che l’attraversava parallelamente alla linea di costa passando proprio tra Piazza del Popolo e piazza dell’Aquila, ma anche Piazza Costa, allora centro della città con il Lamone poi Flumisellum che dopo aver ‘solcato’ via Cavour sfociava sul Padenna bagnando le scale di San Michele in Africisco. Dalle memorie storiche ai luoghi ancora vivi nella memoria dei più anziani come la bellissima struttura del Molino Lovatelli, aperto per l’occasione come il polmone verde degli Orti Siboni, il lavatoio di Borgo San Rocco, Il canale Molino e il Ponte degli allocchi di cui si trova ancora qualche foto sbiadita.
Queste e altre memorie saranno evocate da un opuscolo ristampato per l’occasione e da totem illustrativi che, ci auguriamo, possano presto segnare permanente un percorso tematico di grande interesse storico e culturale.

Premi e modalità di iscrizione
Alle 8, termine fissato per la chiusura della manifestazione, sarà consegnato il premio in memoria di Andrea Tamburini e il super premio offerto da Millepiedi Viaggi, un week end per due nei borghi più belli d’Italia, che rappresentano il clou tra le 100 estrazioni.
La manifestazione non competitiva si realizza grazie al sostegno del Gruppo Hera, BCC, Chalet, Outdoor and Trekking Store, Natura Nuova e Reclam.

Le pre-iscrizioni (5 euro) sono aperte on line sul sito www.trailromagna.eu mentre per tutta la giornata di sabato 30 giugno sarà possibile registrarsi allo Chalet dei Giardini dalle 8 alle 19 dove la mattina stessa sarà possibile iscriversi (8 euro) dalle 5 alle 5.55.
Nel contributo organizzativo sono compresi: colazione allo Chalet, ristori, visita guidata, servizi ed estrazione premi.

Info: 338 5097841.

Ravenna, precipita da un palazzo di via Dradi: trovata senza vita donna di 50 anni

E in darsena un anziano si è suicidato buttandosi nel canale

L’hanno trovata senza vita, supina nel cortile interno di un condominio di via Dradi. Una donna di 50 anni si sarebbe suicidata buttandosi, mercoledì pomeriggio, dall’ultimo piano del palazzo, pur non abitandovi. Sono ancora diversi i punti da chiarire della vicenda, riportata dai quotidiani in edicola oggi (giovedì 28 giugno), anche se sarebbero da escludere ipotesi diverse da quella del suicidio.

Un altro suicidio si è consumato sempre mercoledì a Ravenna, in zona Darsena, dove un anziano di oltre ottant’anni ha parcheggiato l’auto e si è buttato nel Candiano. Il corpo è stato notato da alcuni passanti.

Al sito archeologico di Classe musica, danza, conversazioni. E anche food truck

Dal 2 luglio fino a settembre il cartellone di eventi estivi dell’Antico Porto

Antico Porto Di Classe Ravenna Visita GuidataDa lunedì 2 luglio, alle 19.30, tornano ad accendersi le luci serali sull’Antico Porto di Classe, con la rassegna estiva di eventi, musica, cinema, conversazioni, che animerà il sito archeologico di via Marabina fino al 2 settembre. Un cartellone che rappresenta una sorta di anticipazione dell’apertura di Classis Ravenna, il nuovo museo della città e del territorio che aprirà il 1 dicembre e che «sarà – ha ribadito Giuseppe Sassatelli, presidente della fondazione Ravennantica che gestisce l’Antico Porto e sta realizzando il nuovo museo – il punto di partenza necessario per ogni visita a Ravenna. Non solo al Circuito Classe, dalla contigua Basilica all’Antico Porto, ma verso l’intera città. Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo».

Ecco, allora, facilmente individuato il filo conduttore di una rassegna estiva che giunge alla sua tredicesima edizione e che, come sempre, si avvarrà di numerose collaborazioni messe in campo per la costruzione di un programma ricco e versatile. Dalle suggestioni in musica e danza con Associazione Cantieri e Istituto Musicale Verdi, alle conversazioni sulle grandi civiltà del mare con studiosi e docenti dell’Università di Bologna, dalle grandi elaborazioni drammaturgiche del Ravenna Festival alla musica jazz e pop del Teatro Socjale di Piangipane, senza dimenticare il Festival del Cinema Archeologico realizzato in collaborazione con Archeologia Viva, le degustazioni di cibi antichi a cura di Claudio Cavallotti e le numerose serate dedicate ai più piccoli.
La serata inaugurale del 2 luglio è un omaggio al mitico ’68 e alla rivoluzione culturale giovanile che proprio quest’anno celebra il suo cinquantenario.
Per rievocare le musiche, le parole e l’atmosfera di un’epoca che si è fatta mito si esibiranno in concerto The Windstones, che eseguiranno il loro repertorio da summer of love e atmosfere beat e rock anni ’60.

Durante le serate sarà possibile degustare i menù e le offerte enogastronomiche realizzati in esclusiva da vari food truck che si alterneranno nel corso della rassegna (Casa Spadoni con i menù a base di mora romagnola e cappelletti, L’acciuga dello chef Salbaroli con specialità di pesce, Vino al Vino con selezioni di vini e aperitivi a km 0, Soul Kitchen e i suoi burger vintage gourmet, il Moog slow bar con le sue rinomate birre artigianali).

Info e programma completo: www.parcoarcheologicodiclasse.it

Ravenna Festival: il maestro Muti con John Malkovich a Kiev e poi al Pala De André

Quest’anno le “Vie dell’amicizia” portano in Ucraina. A Ravenna l’appuntamento è per il 3 luglio

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Alle Menschen werden Brüder, l’umanità intera si affratelli: questo è il messaggio che Ludwig van Beethoven, grazie alle parole di Friedrich Schiller, inserì nella sua celebre Nona sinfonia. “Le vie dell’Amicizia”, iniziativa nata nel 1997 in seno al Ravenna Festival, è indubbiamente una delle realtà più aderenti a questo messaggio, creando “ponti di fratellanza” tra luoghi e culture differenti.

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Partita dal primo concerto a Sarajevo, ferita dalla guerra balcanica, questa idea arriva quest’anno in un’altra tra le più importanti capitali dell’area slava che, da qualche anno, sta vivendo momenti di tensione: Kiev. La sua ricca e prestigiosa storia affonda le radici almeno alla fondazione della Rus’ di Kiev, primo stato slavo organizzato, sorta sul finire dei IX secolo. Non è un caso, inoltre, che un compositore così legato all’idea nazionale della cultura musicale come Modest Mussorgskij termini una delle sue composizioni più emblematiche, i celeberrimi Quadri da un’esposizione, con La grande porta (Nella capitale Kiev) rendendo un omaggio che sfocia nella sacra adorazione della città eletta Madre delle Città Russe fin dal X secolo. In questo contesto è facile capire la simbologia nell’unione tra due popoli, prima che tra due città capitali quali Kiev e Ravenna.

Il primo ponte sarà proprio il concerto che il Maestro Riccardo Muti dirigerà prima in Ucraina, l’1 luglio, e poi in Italia, il 3 luglio (ore 21) al Pala De André di Ravenna, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini unita all’Orchestra e Coro dell’Opera Nazionale di Ucraina. Il repertorio di questi due appuntamenti è concettualmente separato in tre parti: la prima di esse si rivolge all’aspetto più sacro che caratterizza le due città, con l’esecuzione di due dei Quattro pezzi sacri scritti da Giuseppe Verdi (Stabat Mater e Te Deum). Quale spartiacque del concerto sarà eseguita un’importante pagina dall’indubbio peso non solo culturale, ma anche politico: commissionato durante la Seconda Guerra Mondiale con l’incarico di omaggiare una figura eminente del panorama statunitense, il Lincoln Portrait di Aaron Copland è una composizione che unisce all’orchestra sinfonica nella sua veste più ampia la voce recitante, che nelle esecuzioni di Kiev e Ravenna sarà quella del celebre attore John Malkovich. Questa composizione si conclude con le parole del discorso che il celebre presidente pronunciò a Gettysburg nel 1863 e nel quale Lincoln proclamava l’uguaglianza degli esseri umani, dichiarando che la Guerra di Secessione Americana aveva portato alla rinascita della libertà. L’ideale di libertà è vivo e pulsante anche nell’ultima delle tre sezioni nelle quali si articola il concerto, dove sono le pagine del Nabucco di Verdi ad essere le vere protagoniste. Libertà per gli ebrei, popolo oppresso durante la cattività babilonese, ma anche libertà per un popolo, quello italiano, che all’epoca della composizione dell’opera era alla ricerca dell’unità, ancora diviso in tanti stati governati da diverse casate europee: immancabile in questa selezione di arie e cori il celeberrimo Va pensiero, evidentemente vicino all’anelito di libertà che animava l’Italia risorgimentale.

Il pusher prende appuntamenti su Whatsapp e le piazze dello spaccio si svuotano

Non serve più un luogo fisso dove farsi trovare: consegne a domicilio. Le operazioni della Narcotici (squadra mobile) svelano lo scenario ravennate: mercato locale diviso tra la criminalità albanese che muove i grossi carichi e la manovalanza tunisina per il dettaglio sul marciapiede

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Uno dei 76 panetti di eroina sequestrati in un appartamento a Ravenna a febbraio 2018. In albanese “Past” significa puro

Con una fiammata nel forno dell’inceneritore è andato in fumo un milione di euro. Una decina di giorni fa nell’impianto F3 in via Baiona sono stati distrutti 40 kg di eroina e 80 kg di sostanza da taglio, sequestrati a febbraio in un appartamento di Ravenna. La distruzione col fuoco è l’epilogo – dopo eventuali campionamenti da conservare a fini processuali – di tutta la droga recuperata dalle forze dell’ordine.

In quel caso l’operazione Pike fu condotta dagli uomini dell’Antidroga, sezione della squadra mobile della polizia. Un viaggio che tocca i dettagli delle principali indagini della Narcotici, che negli anni hanno occupato le pagine della cronaca locale e non solo, può dare uno spaccato del mercato dello spaccio di droghe pesanti nel Ravennate e di come si sia evoluto.

La prima evoluzione è figlia della tecnologia. L’oggetto che abbiamo tutti in tasca ha fatto sì che le cosiddette piazze di spaccio si siano svuotate: non serve più un luogo fisico, magari appartato, dove il pusher si fa trovare dai clienti perché ora il pusher ha un numero di telefono e su Whatsapp ci si accorda per la consegna, magari addirittura a domicilio con una bicicletta come fosse una Capricciosa da asporto. I giardini Speyer rimangono l’angolo di Ravenna dove circola il piccolo spaccio, scenario simile agli spazi attorno alle stazioni ferroviarie di molte città. Il giardino di via Pola e il parco Manifiorite al quartiere Gulli sono stati osservati speciali nell’ultimo periodo. In passato ci furono l’area dell’ex Callegari (oggi diventata zona residenziale di pregio in via Fiume Montone abbandonato), l’ex piscina di Fornace Zarattini, la zona del fosso Fagiolo alle Bassette (dove due spacciatori finirono anche ammazzati) e piazza San Francesco all’inizio degli anni Ottanta.

Cosa si consuma su piazza? I numeri dicono che sta tornando l’eroina. Per la più classica delle ragioni del mercato: è calato il prezzo. Un calo che va di pari passo con il calo della qualità. Oggi si smercia per lo più roba al 3-4 percento (la quantità di principio attivo è anche quella per cui si è chiamati a rispondere di fronte all’autorità giudiziaria), le partite che arrivano all’8-9 sono considerate roba eccelsa ma non tutti si azzardano a buttarla sul mercato a queste percentuali perché è una bomba a mano: troppo pura per le abitudini dei consumatori abituali, potrebbe essere un rischio. Ma l’eroina è diventata più diffusa anche perché è cambiata la modalità. Meno aghi e più stagnola: farsi in vena richiede una capacità maggiore e le malattie fanno ancora paura, fumarla invece è più agile. Oggi un chilo a qualità da strada viaggia tra settemila e novemila euro (per un grammo possono bastare 20 euro e si riescono a fare 4-5 fumate). Se la qualità è più elevata possono volerci anche 50mila euro ma in questi casi a comprarla è chi poi si occupa di tagliarla per rivenderla. Nel caso della partita recentemente distrutta la sostanza da taglio era paracetamolo.

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Operazione Pike condotta dalla sezione Antidroga della polizia di Ravenna

La cocaina invece ha conosciuto un processo diverso. Con un grammo si fanno 5-6 righe da pippare: una volta servivano 200mila lire e oggi siamo attorno a 100 euro ma nel frattempo il potere di acquisto delle buste paga è cresciuto e la pista di neve da tirare è uno sballo che si possono permettere non solo i ricchi. La misura che va di più sul mercato è il cosiddetto “mezzino”: una pallina da mezzo grammo a 50 euro, una misura comoda sia per la spesa che per il consumo.

È vulgata comune che il porto sia un canale di ingresso della droga non solo in città ma più in generale in Italia. I dati dicono che grandi carichi sulle banchine non sono stati sequestrati. Più spesso la roba viaggia su gomma. La sostanza più pura arriva dal nord Europa e dal sudest asiatico.

I signori della droga alle nostre latitudini sono soprattutto i criminali di origine balcanica, soprattutto la malavita albanese. Che si è affermata negli anni Ottanta prima mettendosi in affari con il crimine autoctono e poi quando ha imparato il lavoro si è affrancata. Non si è ancora vista la mafia nigeriana o del centro Africa che in altre zone italiane ha il monopolio. Ma qui stiamo parlando del livello alto, di quelli che spostano i carichi pesanti. Perché poi sul marciapiede sono soprattutto nordafricani, in particolare tunisini: l’esercito di chi non ha nulla da perdere e diventa manovalanza per la criminalità.

2017.11.10 Sq. Mob. ArrestoOgni tanto compare qualcuno – magari non nuovo del giro ma che stringe nuove alleanze – che prova a prendersi una fetta della torta. Vi dicono niente le parole Black Magic? È il nome di un’operazione condotta dall’Antidroga tre anni fa, considerata dagli addetti ai lavori una delle più importanti degli ultimi anni. Il nome si ispirava all’abitudine di alcuni esponenti del sodalizio criminale – ai vertici due italiani con la collaborazione di albanesi – di rivolgersi a una chiromante. Li chiamavano anche la banda della Jaguar, dalla vettura che guidava il boss. La notifica degli avvisi di conclusione indagine a marzo 2015 arrivò a 23 persone (8 di queste erano già state arrestate nei mesi precedenti in diverse circostanze applicando misure di custodia cautelare). L’importanza dell’inchiesta non fu tanto nella quantità di droga piazzata, comunque non trascurabile visto che gli inquirenti stimarono un giro di affari da 400mila euro mensili, ma piuttosto nell’approcio con cui si erano affacciati: la banda era attrezzata con diverse armi, anche automatiche, dimostrando almeno a parole anche una facile predisposizione a utilizzarle. Le intercettazioni lasciavano poco spazio ai dubbi: «Devono capire che adesso comandiamo noi». Una sera fu necessario mandare due volanti a Forlì per far desistere il commando pronto a fare un agguato armato.

Cervia e la sua gastronomia in due puntate di “Ricette all’italiana” su Rete 4

Il 29 giugno e il 4 luglio le immagini dalla località costiera, tra video cartoline che raccontano il territorio e consigli di cucina

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I conduttori Flora Canto e Davide Mengacci

Cervia sarà in onda nel programma “Ricette all’Italiana” su Rete 4 venerdì 29 giugno e mercoledì 4 luglio alle 10.40. Il programma con Davide Mengacci e Flora Canto è dedicato alla scoperta del territorio italiano attraverso le unicità gastronomiche e culturali. Nella trasmissione, alcuni cuochi si sfidano nella realizzazione di piatti tipici delle rispettive località, mentre le immagini, con piccoli mini-documentari di approfondimento, raccontano il made in Itlay e offrono video-ricette per realizzare piatti sfiziosi nella propria cucina.

La città di Cervia sarà raccontata da diverse cartoline in entrambe le puntate. Inoltre, vari luoghi sono stati utilizzati come set per interviste e sfida al centro della trasmissione. Oltre alla spiaggia, le riprese hanno toccato infatti Piazza Garibaldi, lo stabilimento di produzione del sale presso la sede della società Parco della Salina di Cervia e l’area dei magazzini del sale arricchita dalla presenza della barca storica “Maria” con tradizionale “vela al terzo”.

Diverse sono le realtà che hanno contribuito alla produzione televisiva: l’associazione del  Circolo Pescatori “La Pantofla”, l’associazione Antichi Sapori di Romagna, il Parco della Salina di Cervia.

Diritto marittimo, trasporti, logistica e sistemi portuali: una laurea e un master

Nuovo percorso di studi al campus di Ravenna nell’ambito del corso in Giurista d’impresa e delle amministrazioni pubbliche

RAVENNA 04/05/2017. FOTO AEREE SAPIR
Una veduta aerea della darsena San Vitale del canale Candiano (foto Sapir)

Dal prossimo anno accademico 2018/19 il campus di Ravenna dell’Università di Bologna ospiterà il nuovo indirizzo “Trasporti, logistica e sistemi portuali” del corso di laurea triennale in Giurista d’impresa e delle amministrazioni pubbliche e il master “Diritto marittimo, portuale e della logistica”.  I nuovi percorsi formativi che fanno capo al dipartimento di Scienze giuridiche, con la collaborazione della Fondazione Flaminia, nascono in previsione dello sviluppo della portualità ravennate, anche grazie al progetto dell’Hub che comporterà nuove prospettive e potenzialità, e determinerà mutate esigenze di mercato a cui il territorio cercherà di rispondere con nuove professionalità.

In particolare l’indirizzo in Trasporti, logistica e sistemi portuali offrirà una preparazione giuridica focalizzata a creare un giurista destinato ad operare sia nel settore privato che nel settore pubblico nell’ambito portuale dei trasporti e della logistica, con insegnamenti specifici di approfondimento.

Accanto al nuovo indirizzo del corso triennale, sarà attivato inoltre, il nuovo master di primo livello che completerà l’offerta formativa. Il percorso post laurea della durata di un anno si caratterizzerà per una forte strutturazione didattica centrata sull’approfondimento degli istituti giuridici di riferimento, nonché sull’introduzione ed il confronto delle varie esperienze di settore, attraverso lo studio di casi concreti, la partecipazione a seminari, lo svolgimento di stage o project work.

Il progetto formativo coinvolgerà le imprese ravennati del settore, sia per gli stage dedicati agli studenti, ma anche per la possibilità di avvalersi di esperti delle aziende nell’insegnamento attraverso case history ed esperienze professionali sul campo.

Il corso di laurea triennale ha ottenuto l’accreditamento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e rientra così nell’elenco dei corsi approvati dall’agenzia che concorrono al soddisfacimento della condizione relativa alla qualifica professionale relativamente agli standard pratici di competenza o qualifiche professionali che le imprese devono dimostrare di avere per accedere alla certificazione Aeo (Operatore economico autorizzato) in materia doganale. L’Associazione Porti Italiani, invece, ha concesso il proprio patrocinio al Master.

In un campo di mais di dieci ettari torna il labirinto Dedalo: aperto tutte le sere

Quattro livelli di esplorazione: quest’anno anche quello estremo. A settembre la trebbiatura

FOTO AEREA 2016Il labirinto Dedalo, realizzato su un campo di mais di 10 ettari in via Argine Destro a Savio, giunge quest’anno alla sua quarta edizione: fino al 10 settembre sarà aperto tutti i giorni dalle 17 a mezzanotte (per info www.labirintodedalo.it). Sono previste anche per il 2018 numerose serate a tema dedicate specialmente ai ragazzi, come ad esempio notti horror e zombie (la prima sabato 23 giugno), le serate country (sabato 28 luglio raduno Romagna), serate Cosplay (mercoledì 18 Luglio) e le immancabili serate a sfondo fantastico come Harry Potter o Biancaneve.

«Per realizzarlo – spiega l’architetto Mattia Missiroli – è necessario partire da un progetto ben definito a computer, che tenga conto sulla planimetria degli ostacoli naturali presenti sul campo quali fossi e pali elettrici. Non va però ostacolata la fantasia, affinché il circuito possa essere avvincente ed allo stesso tempo ne troppo lungo e nemmeno troppo facile. Proprio per questo il nostro labirinto prevede tre diversi gradi di difficoltà e da quest’anno, per i più temerari, un quarto chiamato “estremo”. Poi si passa alla restituzione in campo, per la quale è necessaria molta pazienza e buona volontà, con tracciamenti, fili e picchetti. Il resto lo fa la natura. A settembre si passerà poi alla trebbiatura ed alla vendita della produzione, consentendo al campo un “normale” ciclo produttivo».

Sul canale Arte della tv francese la Ravenna fonte di ispirazione per gli artisti

Una puntata della trasmissione “Invitation au voyage” mostra la città, dal centro storico all’Antico porto di Classe

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L’Antico Porto di Classe

Con i suoi mosaici e il suo ruolo di ispirazione per scrittori, artisti e poeti come Dante, Byron, Klimt e Cole Porter, Ravenna è stata scelta dalla rete televisiva francese Arte per una puntata di “Invitation au voyage” (invito al viaggio), un programma culturale che ha come obiettivo la relazione tra gli artisti e i luoghi che li hanno ispirati. La puntata è andata in onda in questi giorni (a questo link è visibile il servizio) con le immagini girate in città all’inizio di aprile.

Il centro storico con i monumenti più noti della città fino al laboratorio di Mosaico EmmeDi in un collegamento e fino all’Antico Porto di Classe. Sono stati intervistati Emanuela Fiori per il Battistero degli Ariani, Fabrizio Corbara per il porto di Classe, Giovanni Gardini per il Mausoleo di Galla Placidia e Basilica di San Vitale, Marco de Luca per la tecnica del mosaico.

Lugo, dal ministero 28mila euro per la manutenzione di tre scuole

Il contributo ottenuto nel 2015 con la legge “La buona scuola” verrà destinato alle elementari Garibaldi e Marconi e alle medie Baracca

Scuola GaribaldiSono arrivati dal ministero dell’Istruzione nuovi contributi per le scuole lughesi per un totale di 28mila euro. Questa somma servirà per la manutenzione di alcuni istituti della città, che nel 2015 erano stati candidati dal Comune per ricevere il contributo previsto dalla legge “La buona scuola”. In particolare, il contributo verrà usato per intervenire nelle scuole elementari “Giuseppe Garibaldi” di Lugo e “Guglielmo Marconi” di San Bernardino e per la scuola media “Francesco Baracca”. Per valutare in che modo intervenire sugli istituti, alla fine di giugno inizierà una campagna di sondaggi per i solai delle scuole per valutarne la sicurezza statica.

Quella arrivata quest’anno è la seconda tranche di una somma complessiva di 46mila euro che Lugo aveva ottenuto nel 2015, quando aveva candidato cinque scuole per ricevere il contributo previsto dalla legge. Inizialmente era stata messa a disposizione una prima tranche di 18mila euro per intervenire sulla scuola elementare “Codazzi-Gardenghi” e la scuola materna “Giovanna Righini Ricci” di San Bernardino di Lugo. In questi due casi la somma è stata utilizzata per realizzare controsoffitti in cartongesso anti sfondellamento, che ha avuto un costo complessivo di 62.830 euro.

«Continua l’impegno di questa Amministrazione comunale per dare a tutti gli studenti lughesi, senza dimenticare le frazioni, una scuola sempre più moderna, in grado di accoglierli al meglio in tutte le loro giornate scolastiche – ha dichiarato il sindaco di Lugo Davide Ranalli -. Il contributo arrivato quest’anno dal Ministero non fa che rafforzare la nostra attenzione per la valorizzazione costante del nostro patrimonio».

Fallimento Gapar: 5 arresti, sottratti 4 milioni. Anche vacanze a spese dell’azienda

Nel 2015 il crac con un buco da 18 milioni e 44 licenziamenti. Ora un noto commercialista e un imprenditore ravennati con e altri tre modenesi chiamati a rispondere di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Secondo l’indagine della guardia di finanza impostarono volutamente una strategia predatoria per sfilare beni e risorse dall’azienda di distribuzione alimentare nel loro esclusivo interesse

Gapar

L’azienda era già a un passo dal crac che sarebbe arrivato di lì a poco e loro, titolari di quote o amministratori, scaricavano sulle casse societarie un conto da 60mila euro per le vacanze a Cuba. È solo uno degli episodi ricostruiti dalla guardia di finanza di Ravenna nella corposa inchiesta sul fallimento della Gapar, storica società ravennate operante nella grande distribuzione di prodotti alimentari e da panificazione, saltata per aria a luglio 2015 lasciando 44 lavoratori disoccupati e un buco da 18 milioni di euro (445 i creditori iscritti allo stato passivo). Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, con l’aggravante della transnazionalità, sono i reati contestati a vario titolo a dieci persone, cinque delle quali sono state arrestate stamani, 27 giugno, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare (tre in carcere e due ai domiciliari): David Mazzocchi, Matteo Stermieri, Michele De Gasperis, Bentivoglio Massaro, Mario Avolio. I primi tre sarebbero da considerare esponenti di un unico gruppo modenese guidato da Mazzocchi che un anno prima del fallimento prese il controllo della Gapar in accordo con gli altri due ravennati (Massaro in un ruolo apicale), per avviare un’operazione di sistematica spoliazione da cui solo i cinque avrebbero ottenuto vantaggi. Il colonnello Andrea Fiducia, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, parla di «vera e propria strategia predatoria». L’indagine (pm Alessandro Mancini e Lucrezia Ciriello) attribuisce agli indagati la responsabilità per la sottrazione di beni e fondi per un valore di almeno 4 milioni di euro.

RAVENNA 26/06/18. GAUARDIA DI FINANZA. Conferenza Stampa
Da sinistra: Lucrezia Ciriello (sostituto procuratore), Alessandro Mancini (procuratore capo), colonnello Andrea Fiducia (comandante provinciale guardia di finanza), colonnello Pasquale Arena (comandante nucleo polizia economico-finanziaria)

Gapar nacque come cooperativa nel 1961, trent’anni più tardi diventò Srl e nel 2006 si trasformò in Spa. Negli anni di massimo splendore toccò fatturati da 50-60 milioni di euro con oltre settanta occupati e tre sedi operative (Ravenna, Pesaro e Venezia). Secondo la procura a giugno del 2014, quando lo stato di salute della società era già critico, si innesta il meccanismo oggi sotto indagine. I modenesi subentrarono nella titolarità dell’azienda, senza pagamento di un reale corrispettivo, e una volta sedutisi nella stanza dei bottoni cominciarono le operazioni sospette contraddistinte da un tratto comune: ognuna rendeva le casse della Gapar più povere. Lo scopo sarebbe stato quello di rendere la società una scatola vuota piena di debiti di cui nessuno avrebbe risposto.

L’elenco delle operazioni, abilmente disegnate, è variegato. Il colonnello Pasquale Arena, comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria, ne ricostruisce alcune. Ci sono i bonifici fuoriusciti dai conti aziendali per il pagamento di operazioni commerciali inesistenti con società riferibili agli arrestati con sede a Cuba, in Messico, in Gran Bretagna e in Romania, autoriciclando i proventi della bancarotta fraudolenta. Ci sono i pagamenti a familiari e prestanome. C’è la cessione del parco auto fatto di sette mezzi del valore di 180mila euro (Porsche e Mercedes) a una società riconducibile agli arrestati e poi rivenduto mentre Gapar pagava fatture per noleggio di veicoli. C’è il massiccio acquisto di prodotti dai fornitori, quando la società era già pesantemente indebitata, e la rivendita dell’intero magazzino a metà del suo valore a un’altra società costituita allo scopo dall’imprenditore modenese che a sua volta ha rivenduto tutto a valori raddoppiati e poi cessato l’attività. C’è infine l’operazione per mettere le mani sul patrimonio immobiliare. Undici immobili e tre terreni detenuti da una società controllata dalla Gapar. Secondo gli investigatori, Massaro avrebbe distratto 900mila euro dalla Gapar utilizzati per aumentare le sue quote nella società immobiliare diventandone socio di maggioranza a costo zero per lui. Il gip ha accolto la richiesta della procura di sequestro delle sue quote per un controvalore di circa 1,3 milioni di euro.

Foto 1A dare avvio all’indagine è stato un esposto presentato da alcuni soci di minoranza che si erano accorti delle manovre anomale. «È un segnale che gli imprenditori sani esistono», commenta il colonnello Fiducia. Che, in sintonia con il sostituto procuratore Ciriello, coglie spunto dal caso specifico per sottolineare la pericolosità del reato di bancarotta fraudolenta: «Si alterano le regole del mercato, si creano danni più grandi di quelli che si possano immaginare. Ci sono famiglie che restano senza lavoro e ci sono aziende costrette a chiudere perché creditrici di una società che non pagherà i suoi debiti. E poi è un reato che danneggia tutta la collettività perché anche l’Erario è tra i creditori». Anche il procuratore capo Mancini esprime tutta la sua determinazione nel contrastare i reati economici: «Lo consideriamo il core business del nostro ufficio perché parliamo di condotte che impoveriscono la nostra economia. È materia di indagine molto delicata e specifica, per questo ci sono magistrati dedicati. Quindi chi è sul punto di commettere questi reati è meglio che si astenga…».

Confcommercio ringrazia la procura e la Finanza per aver fatto piena luce su un’amara vicenda: «Vogliamo sottolineare la nostra piena soddisfazione per la conclusione dell’operazione proprio perché le radici della Gapar vanno rintracciate nel fertile terreno della panificazione ravennate degli anni 70, aderente storicamente a Confcommercio».

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