In casa il laboratorio dei trafficanti: trovati 40 kg di eroina (valore un milione)

Blitz della squadra mobile in un appartamento che risultava vuoto: droga già divisa in 76 panetti. C’erano anche un’impastatrice e 80 kg di sostanza da taglio. Sotto al materasso 4 pistole: due risultano rubate. Indagini in corso per fermare i responsabili

DrogaUna parte stava nel cassetto del comò, un’altra parte sotto al materasso e altra ancora stava in una valigia: in tutto 76 panetti per un totale di 41 chilogrammi di eroina sparsi in vari punti di un appartamento alle porte di Ravenna. È il ritrovamento fatto dalla squadra mobile della polizia il 15 febbraio dopo quattro mesi di indagini e reso noto oggi, 21 febbraio, nel corso di una conferenza stampa in questura. Sul mercato dello spaccio, dove l’eroina viaggia a circa 20 euro al grammo, la partita avrebbe fruttato tra 800mila euro e un milione. Al momento non ci sono stati arresti ma sono in corso approfondimenti su alcune persone che hanno frequentato la casa: è probabile che nei prossimi tempi vengano raggiunte da misure cautelari.

Il blitz notturno è stato la svolta impressa all’indagine portata avanti dall’antidroga (coordinata dai pm Stefano Stargiotti e Alessandro Mancini) partendo da uno spunto investigativo. Dopo mesi di appostamenti e pedinamenti gli indizi c’erano tutti ma nemmeno gli agenti si aspettavano di trovare una quantità così ingente. L’appartamento è risultato un laboratorio di taglio e confezionamento con tutta la strumentazione necessaria: un frullatore e una impastatrice per miscelare la droga, mascherine per evitare inalazoni e una pressa artigianale per realizzare i panetti. Nell’appartamento sono stati trovati anche tre sacchi con 80 kg di paracetamolo: con buona probabilità sarebbero serviti per tagliare i due chili di eroina pura. È sempre più frequente fumarla ed è così possibile tagliarla fino a otto o nove volte (come sembrano indicarei numeri scritti a mano su alcuni panetti) facendo lievitare gli incassi.

Se il quantitivo di droga non bastasse da solo a dare la percezione dello spessore criminale del gruppo, c’è un altro dettaglio che può aiutare: quattro pistole avvolte in pezze di stoffa con relative munizioni. Erano sotto al materasso accanto a una parte della droga, due risultano rubate di recente tra Rimini e Forlì e un’altra ha la matricola abrasa: la scientifica farà accertamenti per verificare se sono state utilizzate in episodi criminali.

L’immobile è di proprietà di una donna ravennate che al momento pare estranea alla vicenda e ufficialmente risultava sfitto. Una delle ipotesi è che fosse affittato in nero senza che la padrona di casa sapesse come l’avrebbero usato. Funzionava solo da base logistica: non ci sono tracce di permanenza ma solo due bottiglie di acqua in frigorifero. La vasca da bagno veniva utilizzata per lavare gli strumenti, come mostrano alcune tracce rilevate.

Vista il tipo di confezionatura e la quantità si ipotizza che la merce fosse destinata ad altri grossisti. Secondo alcuni elementi raccolti durante le indagini per gli inquirenti la droga è arrivata in auto dal nord Europa (probabilmente dall’Olanda): è escluso un collegamento con lo sbarco di 2,5 tonnellate di marijuana sulla spiaggia di Lido di Classe nelle settimane scorse. Le scritte in lingua albanese corrispondenti alla parola “puro” su alcuni panetti sono un indizio sulla nazionalità delle persone coinvolte: diversi i soggetti tenuti sotto osservazione dagli agenti, residenti in città da tempo senza una reale occupazione.

Comprensibile la soddisfazione degli investigatori. «Questa è roba che in estate avremmo trovato sulle piazze di spaccio della nostra riviera – ha detto il questore Rosario Eugenio Russo –. Possiamo dire di aver inferto un duro colpo a questo gruppo criminale, ci metteranno un po’ per riprendere i loro affari. Sono orgoglio del lavoro dei nostri uomini». A illustrare i dettagli dell’operazione – quelli al momento divulgabili visto il proseguimento delle indagini – è stato il capo della squadra mobile Claudio Cagnini: «Tutti i dettagli mostrano che siamo di fronte a pezzi grossi del traffico di droga che spostano quantità importanti con tutti gli accorgimenti. Certe quantità viaggiano su autovetture allestite con nascondigli impensabili e spesso accompagnate da un’altra vettura che fa da staffetta armata. A questo pensiamo che venissero usate le pistole: la loro provenienza rubata ci dice che avevano anche contatti con bande che fanno furti in abitazione. Abbiamo trovato la custodia di una quinta arma: è possibile che l’avesse addosso una delle persone che sono coinvolte».

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