mercoledì
06 Maggio 2026

Differenziata al 56,2 percento, il piano regionale chiede il 73 entro il 2020

I dati del comune di Ravenna: la percentuale finora è cresciuta in media di un punto all’anno

Raccolta DifferenziataNel 2017 nel comune di Ravenna (160mila abitanti) sono stati raccolti 68 milioni di kg di rifiuti differenziati facendo così arrivare al 56,2 la percentuale di raccolta differenziata. In particolare tale percentuale si compone di un 37,7 di rifiuti conferiti tramite raccolta stradale e domiciliare; e di un 18,5 di rifiuti conferiti in stazione ecologica. La percentuale comunale nel 2009 si attestava al 48,1 mentre per il 2020, secondo i paletti fissati dal piano regionale rifiuti, dovrà arrivare al 73 percento.

Hera svolge nel comune di Ravenna sia la raccolta stradale che quella domiciliare. Nel 2017 la seconda tipologia di raccolta, che coinvolge circa 14.400 utenze tra domestiche, non domestiche e non residenti, ha fatto registrare una raccolta differenziata pari al 50,3 percento, con picchi registrati ad esempio nelle località di Casalborsetti (72,6), Porto Fuori (72,2) e Castiglione di Ravenna (61,1). La multiutility poi segnala anche l’andamento delle nove stazioni ecologiche presenti sul territorio comunale di Ravenna, che hanno ricevuto circa 170.400 conferimenti pari a circa 22.750.000 kg di rifiuti differenziati conferiti. Tra le stazioni ecologiche si segnala la più frequentata: quella di Ravenna Sud.

«In generale quindi – afferma Hera a commento dei dati che fotografano quanto è green la popolazione – la situazione riflette attenzione da parte della cittadinanza nei confronti delle buone pratiche ambientali e ad esempio, di iniziative come Riciclandino che incentivano tali comportamenti». Riciclandino (vedi articolo di pagina 14) è il progetto che promuove l’utilizzo delle stazioni ecologiche da parte di studenti e famiglie. Quest’anno ha visto la partecipazione di 178 scuole che si sono divise un montepremi di oltre 48.000 euro e oltre 3.000 risme di carta.

Disabili, sostegno scolastico: la gara d’appalto che preoccupa educatori e famiglie

A bando il servizio all’interno delle scuole. Le ore passeranno da 80mila a 121mila. Nell’anno appena concluso ha coinvolto 160 lavoratori e 300 bambini

Sindaco Discute Coi Familiari Degli Alunni Disabili Nella Sala A Fianco Del Consiglio ComunaeIl tema è quanto mai delicato e sta suscitando grandi preoccupazioni tra le famiglie che hanno bambini con disabilità nelle scuole. È infatti in corso un’importante gara d’appalto per i servizi degli educatori che nella scuola integrano il lavoro degli insegnanti di sostegno. Il timore di genitori e lavoratori è che Progetto Crescita, la cooperativa che gestisce il servizio da decenni, possa perdere la gara con inevitabili cambiamenti nella gestione del servizio, mettendo a repentaglio soprattutto la continuità dei rapporti educatori-ragazzi. Tra chi in consiglio comunale si è fatto portavoce di questi timori c’è in particolare Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna.

I numeri
si parla di un appalto da 2.700.000 euro l’anno per due anni, rinnovabili per altri due. Dalle 80mila ore previste dal precedente appalto si passa a 121mila ore l’anno, dato anche il numero in costante aumento dei ragazzi: si è passati dai 135 dell’anno 2011/2012 ai 300 di quello appena concluso che sono stati seguiti da 160 educatori.

Il servizio
Si tratta di un supporto che il Comune offre a fronte di una carenza della scuola e dello Stato che in teoria dovrebbe fornire il numero di insegnanti di sostegno necessari all’assistenza ai bambini certificati per legge. Ma poiché il personale statale è carente, storicamente i Comuni, in particolare dell’Emilia Romagna, intervengono a tamponare la situazione per consentire un tempo scuola effettivo a tutti, che altrimenti potrebbe non essere garantito. Non solo, il Comune di Ravenna in particolare, a differenza di realtà anche vicine, ha da sempre preteso dalle cooperative l’impiego di educatrici qualificate (in questo bando per esempio sono 121mila ore di educatori contro appena 500 di Oss, che hanno un costo orario inferiore). «So di non poter essere smentito se dico che il Comune di Ravenna è quello che impiega più risorse per questo servizio, perché per noi è una sfida educative irrinunciabile, non a caso il servizio con il nuovo bando sarà potenziato», dice il sindaco De Pascale.

Il punteggio e i dettagli della gara
Non sarà una gara semplicemente al massimo ribasso perché l’80 percento del punteggio sarà attribuito sulla base del progetto presentato, e saranno comunque escluse le offerte anormalmente basse. La base d’asta è di 21,43 euro l’ora (di cui solo una parte va al lavoratore). A garanzia della continuità lavorativa del personale, specificano dal Comune, ci sarà la clausola sociale che impone al vincitore del bando di rivolgersi prioritariamente ai lavoratori che già operano nel settore. A decidere è una commissione tecnica interna al Comune di cui non fanno parte sindaco e assessore e che è al lavoro proprio in qeusti giorni.

I timori delle famiglie (e dei sindacati)
La clausola sociale non vincola il vincitore a mantenere l’organizzazione del lavoro così come è stata strutturata fino a oggi, anche per il semplice motivo che si presume il progetto presentato sarà diverso da quello che è stato finora in vigore. Da qui nascono i timori delle famiglie: il lavoratore a cui non saranno assicurate condizioni accettabili per ragioni di orari, ruoli, retribuzione, potrebbe decidere di fare altre scelte, mettendo così a repentaglio la continuità nel rapporto con l’utente che sta seguendo adesso.

L’obbligo di legge
Il sindacato Sgb ha addirittura chiesto che venga revocata la gara d’appalto, ma un servizio così oneroso, spiegano dal Comune, non può essere affidato in modo diretto. E il timore è addirittura quello di poter esercitare “turbative o influenze” sullo svolgimento della gara. Per questo non sarebbe stato ammesso in consiglio comunale il question time di Ancisi. Non era possibile quindi nemmeno “suddiverlo” in lotti più piccoli per evitare la gara europea? Il sindaco non ha dubbi: «Sarebbe un reato». Ma perché allora non assumere direttamente questi lavoratori dal Comune? «In linea di principio – ci dice De Pascale ­ potrei essere d’accordo, ma ce lo impedisce la legge che oggi prevede un turnover al 75 percento. Inoltre, va considerato che ci sono persone che lavorano in quei servizi da venti o trent’anni e che con l’appalto hanno la garanzia della clausola sociale, ma se si dovesse fare un concorso il rischio di perdere il lavoro sarebbe alto, perché naturalmente concorrerebbero moltissime persone. Infine, per questo caso in particolare, dove noi di fatto compensiamo una mancanza dello Stato, sarebbe per noi particolarmente complicato assumere 160 persone per un servizio che magari, se mai lo Stato si decidesse a fare la sua parte, in futuro non starebbe più a noi garantire».

La vigilanza del Comune
Quello che potrà fare l’Amministrazione, come faceva in precedenza del resto, è vigilare oltre che naturalmente sull’applicazione della “clausola sociale” che obbliga il vincitore ad assumere prioritariamente i lavoratori già impegnati nel servizio, anche che vengano assegnati gli educatori sulla base delle diverse necessità dei bambini, sempre in accordo con le scuole e la Neuropsichiatria infantile.

Le rassicurazioni alle famiglie
Le famiglie si sono presentate a Palazzo Merlato durante il consiglio comunale di martedì 19 giugno e il sindaco e l’assessore le hanno ricevute nella sala preconsiliare, un gesto e una disponibilità apprezzati da molti. Qui almeno una parte delle famiglie hanno ricevuto risposte convincenti e rassicuranti e un impegno dal sindaco. I problemi di queste famiglie, ci spiegano infatti alcuni di loro, non riguardano necessariamente il servizio educativo, ma piuttosto il complesso dei servizi per i bambini disabili con difficoltà, peraltro note da tempo, soprattutto con l’Ausl. A bando chiuso, il sindaco si è impegnato a incontrare alcune di loro per ascoltare e approfondire le questioni critiche alla ricerca di possibili soluzioni. Un impegno importante che ha generato naturalmente molte aspettative. Restano tuttavia per molte altre le preoccupazioni espresse, ma è evidente che a questo punto dei giochi, la questione si potrà di fatto riaprire solo a chiusura della gara. Che, peraltro, nulla esclude al momento che possa essere vinta anche dallo stesso Progetto Crescita, che ha naturalmente partecipato.

Il sindacato di base continua la protesta
Chi invece non è stato rassicurato dalle parole di Sindaco e Assessore è il sindacato di base Sgb che contesta diversi punti del capitolato che riguardano per esempio la copertura delle ore di lavoro non con i ragazzi o il mancato pagamento degli educatori in caso di assenze degli allievi, condizioni già oggi in vigore. Secrive Sgb: «Il capitolato previsto dalla gara di appalto è condizione di per sé di non garanzia delle tutele, dei diritti dei lavoratori impegnati e non vi può essere qualità del servizio senza qualità del lavoro. L’iniziativa di Sgb non si fermerà, né durante la procedura di affidamento del servizio, neppure dopo la sua aggiudicazione e durante la sua esecuzione. Una lotta che continuerà a fianco delle famiglie degli alunni». O almeno a parte di quelle famiglie.

Studente e carabiniere sequestrato e ucciso, dopo 31 anni ci sono tre indagati

Pier Paolo Minguzzi, 21enne di Alfonsine, era militare di leva alla stazione di Mesola

I nomi di tre persone sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte di Pier Paolo Minguzzi, un 21enne di Alfonsine ucciso nel 1987. Lo si apprende dal sito dell’agenzia Ansa dopo che nella giornata del 20 giugno la stampa locale aveva riportato la notizia della riapertura del fascicolo sull’omicidio rimasto irrisolto. Gli indagati a distanza di 31 anni dal delitto sono un 54enne originario di Gela (Caltanissetta) da tempo residente a Pavia, un 55enne di Ascoli all’epoca carabiniere nel Ravennate e un idraulico 62enne di Alfonsine. Tutti e tre, già formalmente avvisati, devono rispondere di sequestro di persona, di omicidio e di occultamento di cadavere.

Minguzzi era uno studente universitario e carabiniere di leva alla caserma di Mesola (Ferrara), venne sequestrato il 21 aprile 1987 mentre stava rincasando e probabilmente ucciso quasi subito dai rapitori. Fu portato in una stalla abbandonata di Vaccolino, nel Ferrarese, dove fu ammazzato per poi essere gettato nel vicino Po di Volano dopo essere stato legato a una massiccia grata sradicata proprio dal casolare. Il suo corpo riaffiorò la mattina del successivo primo maggio.

Di recente i familiari del defunto hanno presentato un esposto dopo avere incaricato due legali e un investigatore privato.

L’arte incontra la natura nei luoghi meno conosciuti: al via il festival Terrena

Parte il 21 giugno da Conselice la kermesse dedicata alla land art: per un mese appuntamenti in tutti i nove comuni

Agriturismo MassariL’intervento dell’artista avviene direttamente sulla natura: è la land art che sarà al centro del festival Terrena dal 21 giugno al 28 luglio in tutti i nove comuni della Bassa Romagna. Le installazioni artistiche diventeranno il palcoscenico per incontri, esibizioni musicali, performance e visite guidate: Terrena traccia per la prima volta una costellazione di luoghi poco conosciuti della Bassa, tra file di campi, frutteti, boschetti, prati, capanni, poderi, fiumi e argini, canali e bacini, pievi e campanili, labirinti e sentieri.

Giovedì 21 giugno alle 18.30 prende il via a Conselice la manifestazione. L’agriturismo Massari di Conselice, in via Coronella 110, ospita infatti l’inaugurazione della rassegna con il progetto “Tra terra e cielo, tra ombra e luce” che nasce dall’osservazione e valorizzazione del Boschetto dell’aeroplano della Cab Massari e prevede la realizzazione di nove installazioni di alcuni artisti del collettivo Crac in dialogo col terreno, col bosco e con gli alberi. Lo spazio ha ispirato gli artisti Alessia Agnoletti, Rosa Banzi, Fausto Ferri, Marcello Di Camillo, Collettivo Instabile Morelli Mazzesi e Loretta Zaganelli. Le opere saranno visibili fino al 28 luglio.

Durante l’inaugurazione, fino alle 20.30, all’agriturismo si terranno due performance che inviteranno i partecipanti a prendere contatto con la terra e con gli alberi, condotte dalle artiste Alessia Agnoletti e Loretta Zaganelli, in collaborazione con le associazioni locali Art Lab e Caffè delle ragazze, oltre a un “Aperimpronte” organizzato dall’agriturismo. L’ingresso è gratuito. Inoltre, mercoledì 27 giugno dalle 20.30 si terrà un evento dinamico-musicale con una camminata notturna, accompagnata e conclusa da musicisti della “Spartiti per Skutariorchestra” con musiche balcaniche e, a seguire, apericena.

Dal 21 giugno si potranno anche ammirare le opere dell’artista Laura Rambelli nel bacino di laminazione del parco Golfera di Lugo, in via Paurosa 4. L’artista per l’occasione ha rappresentato un serpente nella sua forma sinuosa con dei fiori di loto secchi di terracotta, che escono da steli di ferro immersi nel lago. Le opere, protagoniste di “La guardiana delle acque”, saranno inaugurate il 13 luglio e resteranno visibili fino al 28 luglio.

Venerdì 22 giugno il festival arriva invece nel giardino della Rocca di Bagnara di Romagna, dove alle 20.30 viene inaugurata “Madre terra popoli”, la scultura nel tronco di cedro radicato, realizzata dall’artista Daniela Romagnoli. L’opera è dedicata al tema della diversità e il tronco, che rimarrà in maniera permanente nel giardino, rappresenta l’unica madre, la madre terra, da cui provengono tutti gli uomini. La serata inaugurale sarà animata da ritmi brasiliani in compagnia di MusicLab e della cantante Yvette de Souza.

Gli appuntamenti di Terrena proseguono per tutta l’estate in tutti i comuni della Bassa Romagna. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.terrenalandart.it, la pagina Facebook Terrenalandart. “Terrena” è organizzata dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, in collaborazione con i Comuni di Cervia e Faenza e con Argillà, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e il contributo della Camera di commercio di Ravenna.

In mezzo secolo 17 omicidi senza colpevole in provincia di Ravenna, due nel 2015

Riaperto il fascicolo sulla morte di Minguzzi (1987). Ecco quali sono i delitti per cui manca ancora il nome dell’autore dal 1970 a oggi

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I rilievi degli inquirenti sulla scena del crimine dove fu trovato il cadavere di Luigi Bezzi nel 1998

La procura di Ravenna, secondo quanto si apprende dalla lettura dei quotidiani locali, ha riaperto il fascicolo sull’omicidio di un 21enne studente avvenuto nel 1987 e rimasto senza un colpevole. Quello di Pier Paolo Minguzzi è uno dei 17 omicidi irrisolti in provincia di Ravenna dal 1970. Quindici sono stati messi in fila con dovizia di particolari dai cronisti Nevio Galeati e Carlo Raggi nel libro Delitti imperfetti (Pagine edizioni) pubblicato nel 2015, gli ultimi due sono successivi all’uscita del libro: il vigilante Salvatore Chianese alla cava Manzona di Savio il 30 dicembre 2015 e l’ambulante Mor Seye a Casal Borsetti il 12 settembre 2015. Per Savio è stato indagato Igor il Russo.

Luigi Bezzi morì nel 1998 che aveva 70 anni ma chi lo uccise non si è mai saputo: ammazzato con tre colpi di pistola mentre era a pesca sull’argine del canale Destra Reno a Mandriole una mattina di fine agosto. Quello di Ragù, soprannome con cui tutti lo conoscevano a Sant’Alberto dove viveva, è rimasto un mistero e già allora le cronache locali misero in luce alcuni grossolani errori degli investigatori.

Nel 1998 in cui morì Bezzi altri due casi senza soluzione. A settembre a lato della superstrada E45 venne trovato lo scheletro di Mariana Rusu, 19enne moldava che aveva chiuso con la prostituzione per sposare un italiano e i night della riviera erano il suo massimo palcoscenico per esibirsi come ballerina. La giovane era scomparsa da tre mesi e quando ritrovarono i suoi resti nemmeno si riuscì a stabilire la causa di morte.

A febbraio 1998 invece a perdere la vita fu Brigitte Fugger, 31enne albanese con passaporto austriaco venuta a Ravenna per prostituirsi, mettere da parte qualche soldo e tornare a Graz. Il cadavere venne ritrovato in un fosso della cava Manzona, la stessa dove è morto il vigilante a fine dicembre 2015. Massacrata di botte e uccisa da una coltellata: lama da 18 cm ritrovata nel campo adiacente.

Il 1997 fu segnato da tre omicidi in due episodi distinti che però sembrano avere più di un punto in comune. A maggio scena da farwest a Punta Marina: due sicari armati di revolver entrano nel pub Hostaria del Blues e fanno fuoco lasciando a terra due cadaveri, il 26enne piastrellista Arben Kurani e il 27enne muratore Agim Lala. Quattro mesi dopo morì anche Amedeo Rosetti, 38enne ravennate di professione buttafuori che aveva parlato con i due albanesi dieci minuti prima della sparatoria: lo ammazzano a Cannuzzo di Cervia.

In un appartamento di Lido di Savio a maggio 1996 i carabinieri chiamati dalla padrona di casa trovano una scena raccapricciante: la 34enne Iolanda Castillo, prostituta di Santo Domingo che si definisce “Dea dell’amore” negli annunci sulle riviste, è supina sul letto con due coltelli piantati nel petto e un paio di slip da uomo in bocca. Il Dna recuperato da un preservativo non può essere comparato con alcun sospetto.

Manca ancora il nome del killer di Maria Vichi: nel 1995 aveva 70 anni e faceva la tabaccaia a San Marco: colpita alla testa, forse facendola sbattere contro il bancone, per rapinarla di poche centinaia di migliaia di lire.

Nell’omicidio irrisolto di luglio 1990 a perdere la vita fu una guardia giurata. Il colpevole non si è mai trovato: Costantino Frizziero di 27 anni morì davanti a una banca a Pinarella di Cervia ucciso da quattro malviventi intenzionati a rapinare l’istituto di credito. La Beretta calibro 9 abbandonata dall’omicida non aiutò le indagini.

Ancora una prostituta, e ancora giovanissima, la vittima dell’omicidio scoperto a agosto 1987 a Faenza: la 20enne forlivese Antonella Ghetti. Una dozzina di coltellate.

L’opinione pubblica rimase particolarmente sconvolta dalla morte di Pier Paolo Minguzzi di Alfonsine: ha 21 anni, è uno studente di Agraria a Bologna, carabiniere di leva. A Pasqua del 1987 viene rapito: i sequestratori chiedono 300 milioni di lire ma dieci giorni dopo il suo cadavere affiora nel Po di Volano. L’autopsia dice che è stato strangolato la sera del rapimento.

Il corpo senza vita di Angela Crugliano, una 54enne prostituta, viene ritrovato nelle campagne lungo via Guiccioli a dicembre 1985: strangolata.

A maggio del 1985 la vittima è l’egiziano Sadek Hassanin: il marittimo muore a 32 anni in ospedale dopo cinque giorni di agonia per la coltellata presa a Punta Marina.

Aveva invece 78 anni Rosina Gaiani quando perse la vita a settembre 1984 a Faenza. Ferita alla testa sul pianerottolo di casa, morì in ospedale: le indagini ipotizzarono uno scippo finito male.
Nel 1970 nel mese di giugno il 44enne tabaccaio Gino Triossi esce in bicicletta per andare al cinema alla Sala Italia di via Cairoli a vedere il film vietato ai minori di 18 anni “Così dolce, così perversa“. Lo trovarono il pomeriggio seguente nell’aia di una casa colonica abbandonata a San Marco con la testa fracassata a martellate.

Cocaina sottovuoto per ingannare i cani antidroga, arrestato 47enne con 250 grammi

L’uomo aveva anche 14 confeioni pronte per la vendita. Denunciato in concorso un anziano parente

Senza TitoloLa cocaina era confenzionata sottovuoto per ingannare i cani antidroga e 14 confenzioni erano pronte per la vendita: in totale 250 grammi di polvere che sono costati l’arresto per un 47enne albanese residente a Massa Lombarda. La polizia del commissariato di Lugo lo accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente a seguito di una dedicata attività investigativa contro il traffico di stupefacenti, con la collaborazione del reparto prevenzione crimine Emilia Romagna orientale. L’arrestato si trova in carcere mentre un familiare dello stesso, in età avanzata, è stato denunciato a piede libero per concorso nella detenzione.

Raul Gardini moriva 25 anni fa, la sua vita nel primo libro di Cavezzali (Scrittura)

Il 12 luglio, nove giorni prima dell’anniversario della scomparsa dell’imprenditore ravennate, al bagno Hanabi di Marina la presentazione del lavoro realizzato dal direttore del festival letterario

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La copertina del libro di Matteo Cavezzali

A un quarto di secolo dalla sua morte, la vita di Raul Gardini diventa il soggetto del primo libro di Matteo Cavezzali, direttore del festival letterario Scrittura. Il 12 luglio al bagno Hanabi di Marina di Ravenna la presentazione di “Icarus, ascesa e caduta di Raul Gardini” (Minimum Fax): a dialogare con l’autore ci sarà lo scrittore Eraldo Baldini. Quando l’imprenditore ravennate Gardini venne trovato morto nella sua residenza di piazza Belgioioso a Milano, il 23 luglio del 1993 in piena bufera Tangentopoli, il concittadino Cavezzali aveva dieci anni: «Ho sentito parlare della vicenda di Gardini da decine di persone, e ognuno raccontava una storia completamente diversa. Colpevole o vittima? Inebriato dal potere o incastrato da un complotto? Visionario o pazzo? Sognatore o assetato di denaro? A Ravenna tutto è un mosaico, ma a differenza di quelli bizantini, che visti da lontano tratteggiano volti di imperatori e santi, questo mosaico è molto più ambiguo. Ci sono dentro sia imperatori che santi, ma è difficile, quasi impossibile, identificarli».

Così recita la sinossi del libro: «Si è sparato un colpo in testa, o almeno così dicono, anche se l’ipotesi del suicidio urta con un muro di incongruenze e di punti non chiariti. Icarus è una storia di fantasmi. Di un uomo, Raul Gardini, che si ritrovò a capo di un colosso fnanziario e da lì sfidò il mondo, con i suoi progetti visionari e le sue follie sportive. Di una città, Ravenna, che per un breve periodo tornò agli splendori dell’impero bizantino. E di un ragazzo, Matteo, che nutrì per anni l’ossessione di scrivere un libro: su Gardini, sulla sua città, sulle macerie che, dopo ogni caduta o crollo, seppelliscono i vinti e i loro segreti. Senza appiattirsi nella mera inchiesta giornalistica, giocando tra biografa e autobiografa, cronaca e finzione, Cavezzali compone un mosaico emozionante dal quale mancherà sempre una tessera, come dalla verità. Restano soltanto le narrazioni della sventura e dell’infamia. Le case degli spettri, gli aerei schiantati, il cemento di Cosa Nostra, gli affari del secolo sfumati, l’utopia della benzina verde e della plastica biodegradabile, le salme rapite e i cadaveri nelle carceri, le valigette sparite e le pistole cambiate di posto. E su tutto la vertigine del vento in poppa e la malinconia di un’ultima regata».

Enterococchi intestinali oltre i limiti: balneazione vietata a nord di foce Lamone

Divieto temporaneo per un tratto di 220 metri dopo i risultati delle analisi dell’Ausl sui campionamenti di Arpae programmati. Si attendono i risultati di nuovi test

Divieto temporaneo di balneazione a Marina Romea da oggi, 20 giugno, nel tratto di mare da 220 metri a nord della foce del Lamone fino al piede del molo nord della foce. Lo rende noto il Comune di Ravenna. Il provvedimento si è reso necessario in quanto i campionamenti programmati a norma di legge effettuati da Arpae il 18 giugno e analizzati dall’Ausl hanno evidenziato una concentrazione del parametro enterococchi intestinali superiore al valore limite. Tale condizione si configura come “inquinamento di breve durata” ai sensi di legge e rende necessaria l’istituzione del divieto di balneazione e l’apposizione di opportuna segnaletica, che i tecnici comunali stanno già approntando. Sono in corso nuovi campionamenti: l’esito delle analisi microbiologiche sarà pronto domani e in base ad esso si deciderà se revocare o meno il divieto di balneazione.

Incendio al polo chimico. Versalis: «Nessun problema dai rilevamenti ambientali»

Hanno preso fuoco alcuni cassoni contenenti materiali in gomma

Incendio MaioliniNella sede di Versalis al polo chimico si è sviluppato nella mattinata di oggi, mercoledì 20 giugno, un incendio di alcuni cassoni contenenti materiali in gomma situati in un’area esterna al magazzino dell’impianto di produzione gomme.

L’incendio è stato prontamente domato dalle squadre interne e spento in circa 30 minuti e senza alcuna conseguenza. Sono intervenuti a presidio i vigili del fuoco della provincia di Ravenna.

«I primi rilevamenti ambientali – comunica l’azienda – non hanno dato riscontri». Sono in corso le verifiche di Arpae.

Alla Campaza lezioni, conferenze e attività per bambini per l’International Yoga Day

Appuntamento giovedì 21 giugno anche al Mic di Faenza

YogaDalle 15 di domani, giovedì 21 giugno, al parco del ristorante Campaza di Fosso Ghiaia lezioni a porte aperte di yoga, conferenze, aree espositive e attività (anche per bambini) legate al benessere, al buon cibo e alla salute. Si tratta del programma ravennate dell’International Yoga Day, in occasione dei 70 anni di relazioni diplomatiche tra India e Italia, ha ricordato Gilles Donzellini, direttore generale del ristorante.

La giornata terminerà con una cena vegana e poi la cerimonia conclusiva sulla “terrazza del lago” e il “saluto alla luna”, con i partecipanti intorno al lago e messaggi lanciati verso il cielo.

A questo link il programma completo

L’International Yoga Day si celebra il 21 giugno anche a Faenza, al Museo Internazionale delle Ceramiche che dalle ore 16.45 alle 21 ospiterà pratiche, seminari e laboratori esperienziali dedicati anche ai bambini.

La pallavolo giovanile ravennate “in rosa” sorride con Vittoria, Elena e Beatrice

Volley / Balducci convocata per uno stage della nazionale Under 16, Missiroli e Gardini faranno parte della selezione dell’Emilia Romagna al Trofeo delle Regioni

Vittoria Balducci
La schiacciatrice ravennate classe 2004 Vittoria Balducci

Il volley giovanile femminile ravennate sorride grazie alle convocazioni di tre promettenti talenti. A brillare in modo particolare è Vittoria Balducci, convocata per uno stage nella nazionale Under 16, mentre Elena Missiroli e Beatrice Gardini parteciperanno al Trofeo delle Regioni con la maglia della selezione dell’Emilia Romagna.

La quattordicenne Vittoria Balducci risponderà alla convocazione in azzurro presentandosi ad Alassio, in provincia di Savona, dove dal 5 al 15 luglio (unica romagnola compresa in una lista di 18 atlete), sosterrà un collegiale di allenamento condotto dai tecnici federali Pasquale D’Aniello e Oscar Maghella. Per la schiacciatrice classe 2004, capitano della compagine under 14 della Teodora Torrione che quest’anno ha conquistato il settimo posto alle finali nazionali di categoria in Sardegna  oltre alla medaglia d’argento nella final four regionale, si tratta di una conferma, dopo che già nel maggio scorso aveva preso parte ad uno stage di selezione nazionale ad Ariano Irpino (AV).

Elena Missiroli
La giovanissima banda dell’Olimpia Master Elena Missiroli

E’ invece dell’Olimpia Master Elena Missiroli, che assieme a Beatrice Gardini della Volley Academy Modena (ora Idea Volley Academy Sassuolo) farà parte della selezione regionale al Trofeo delle Regioni in programma dal 25 al 30 giugno in Abruzzo. Si tratta della vetrina più importante a livello nazionale per la pallavolo femminile Under 15 e sui campi di gioco di Pescara, Chieti, Francavilla, Montesilvano e Pineto, si vedranno i migliori talenti in erba del volley italiano. Dopo aver percorso tutto il cammino di selezione cominciato nell’autunno scorso, la schiacciatrice ravennate è stata convocata dai tecnici Galli e Gentili tra le dodici atlete che rappresenteranno l’Emilia Romagna.

«Sono molto felice di aver raggiunto questa convocazione – dichiara Elena -. Mi viene naturale ringraziare tutto lo staff della selezione che mi ha sempre seguita e anche le mie compagne. In questo momento penso anche a Mauro Fresa che mi ha allenata fin da quando ho dieci anni e mi ha accompagnato in tutto questo bellissimo cammino. Spero di raggiungere altri obiettivi insieme alla mia società che considero una seconda famiglia e infine ma non per ultimi ringrazio i miei genitori che mi sostengono sempre».

Spaccata al negozio di abbigliamento, arrestato un 18enne. Stava fuggendo in bici

Sfondata la vetrina in via Molinetto, una pattuglia dei carabinieri trova il presunto autore nelle vie limitrofe

RAVENNA 19/06/18. SPACCTA IN VIA CIRCONVALLAZIONE MOLINETTO
La pattuglia dei carabinieri con il sospettato a bordo

Un 18enne è stato arrestato per tentato furto durante una operazione congiunta dei carabinieri e della polizia per il furto avvenuto nella notte tra lunedì e martedì in un negozio  di abbigliamento in via circonvallazione Molinetto a Ravenna è stata sfondata in un tentativo di furto nelle corse delle ore notturne. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno avviato le ricerche nella zona circostante: un sospettato è stato fermato dai carabinieri in via Tevere, a breve distanza dal luogo della spaccata.

Il ladro, nel fuggire, ha abbandonato  sul posto un flessibile ed un trapano nonché svariate migliaia di euro di refurtiva, già pronta per essere trasportata. Nell’accedere dalla vetrata infranta il malvivente si era procurato dei tagli. Poco dopo, in via Trieste,  è stato notato un giovane, che procedeva spedito in bicicletta e che ha tentato la fuga una volta visti i militari.  Bloccato, è risultato avere un taglio all’arto superiore e uno zainetto con ulteriori altri attrezzi da scasso.

Considerati gli elementi raccolti dagli investigatori, il ragazzo, di etnia rom con precedenti specifici per furto e scasso, che ha operato da solo, è stato dichiarato in stato di arresto. Martedì mattina, con l’udienza di convalida dell’arresto, il giudice ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, in attesa della prossima udienza.

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