In mezzo secolo 17 omicidi senza colpevole in provincia di Ravenna, due nel 2015

Riaperto il fascicolo sulla morte di Minguzzi (1987). Ecco quali sono i delitti per cui manca ancora il nome dell’autore dal 1970 a oggi

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I rilievi degli inquirenti sulla scena del crimine dove fu trovato il cadavere di Luigi Bezzi nel 1998

La procura di Ravenna, secondo quanto si apprende dalla lettura dei quotidiani locali, ha riaperto il fascicolo sull’omicidio di un 21enne studente avvenuto nel 1987 e rimasto senza un colpevole. Quello di Pier Paolo Minguzzi è uno dei 17 omicidi irrisolti in provincia di Ravenna dal 1970. Quindici sono stati messi in fila con dovizia di particolari dai cronisti Nevio Galeati e Carlo Raggi nel libro Delitti imperfetti (Pagine edizioni) pubblicato nel 2015, gli ultimi due sono successivi all’uscita del libro: il vigilante Salvatore Chianese alla cava Manzona di Savio il 30 dicembre 2015 e l’ambulante Mor Seye a Casal Borsetti il 12 settembre 2015. Per Savio è stato indagato Igor il Russo.

Luigi Bezzi morì nel 1998 che aveva 70 anni ma chi lo uccise non si è mai saputo: ammazzato con tre colpi di pistola mentre era a pesca sull’argine del canale Destra Reno a Mandriole una mattina di fine agosto. Quello di Ragù, soprannome con cui tutti lo conoscevano a Sant’Alberto dove viveva, è rimasto un mistero e già allora le cronache locali misero in luce alcuni grossolani errori degli investigatori.

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Nel 1998 in cui morì Bezzi altri due casi senza soluzione. A settembre a lato della superstrada E45 venne trovato lo scheletro di Mariana Rusu, 19enne moldava che aveva chiuso con la prostituzione per sposare un italiano e i night della riviera erano il suo massimo palcoscenico per esibirsi come ballerina. La giovane era scomparsa da tre mesi e quando ritrovarono i suoi resti nemmeno si riuscì a stabilire la causa di morte.

A febbraio 1998 invece a perdere la vita fu Brigitte Fugger, 31enne albanese con passaporto austriaco venuta a Ravenna per prostituirsi, mettere da parte qualche soldo e tornare a Graz. Il cadavere venne ritrovato in un fosso della cava Manzona, la stessa dove è morto il vigilante a fine dicembre 2015. Massacrata di botte e uccisa da una coltellata: lama da 18 cm ritrovata nel campo adiacente.

Il 1997 fu segnato da tre omicidi in due episodi distinti che però sembrano avere più di un punto in comune. A maggio scena da farwest a Punta Marina: due sicari armati di revolver entrano nel pub Hostaria del Blues e fanno fuoco lasciando a terra due cadaveri, il 26enne piastrellista Arben Kurani e il 27enne muratore Agim Lala. Quattro mesi dopo morì anche Amedeo Rosetti, 38enne ravennate di professione buttafuori che aveva parlato con i due albanesi dieci minuti prima della sparatoria: lo ammazzano a Cannuzzo di Cervia.

In un appartamento di Lido di Savio a maggio 1996 i carabinieri chiamati dalla padrona di casa trovano una scena raccapricciante: la 34enne Iolanda Castillo, prostituta di Santo Domingo che si definisce “Dea dell’amore” negli annunci sulle riviste, è supina sul letto con due coltelli piantati nel petto e un paio di slip da uomo in bocca. Il Dna recuperato da un preservativo non può essere comparato con alcun sospetto.

Manca ancora il nome del killer di Maria Vichi: nel 1995 aveva 70 anni e faceva la tabaccaia a San Marco: colpita alla testa, forse facendola sbattere contro il bancone, per rapinarla di poche centinaia di migliaia di lire.

Nell’omicidio irrisolto di luglio 1990 a perdere la vita fu una guardia giurata. Il colpevole non si è mai trovato: Costantino Frizziero di 27 anni morì davanti a una banca a Pinarella di Cervia ucciso da quattro malviventi intenzionati a rapinare l’istituto di credito. La Beretta calibro 9 abbandonata dall’omicida non aiutò le indagini.

Ancora una prostituta, e ancora giovanissima, la vittima dell’omicidio scoperto a agosto 1987 a Faenza: la 20enne forlivese Antonella Ghetti. Una dozzina di coltellate.

L’opinione pubblica rimase particolarmente sconvolta dalla morte di Pier Paolo Minguzzi di Alfonsine: ha 21 anni, è uno studente di Agraria a Bologna, carabiniere di leva. A Pasqua del 1987 viene rapito: i sequestratori chiedono 300 milioni di lire ma dieci giorni dopo il suo cadavere affiora nel Po di Volano. L’autopsia dice che è stato strangolato la sera del rapimento.

Il corpo senza vita di Angela Crugliano, una 54enne prostituta, viene ritrovato nelle campagne lungo via Guiccioli a dicembre 1985: strangolata.

A maggio del 1985 la vittima è l’egiziano Sadek Hassanin: il marittimo muore a 32 anni in ospedale dopo cinque giorni di agonia per la coltellata presa a Punta Marina.

Aveva invece 78 anni Rosina Gaiani quando perse la vita a settembre 1984 a Faenza. Ferita alla testa sul pianerottolo di casa, morì in ospedale: le indagini ipotizzarono uno scippo finito male.
Nel 1970 nel mese di giugno il 44enne tabaccaio Gino Triossi esce in bicicletta per andare al cinema alla Sala Italia di via Cairoli a vedere il film vietato ai minori di 18 anni “Così dolce, così perversa“. Lo trovarono il pomeriggio seguente nell’aia di una casa colonica abbandonata a San Marco con la testa fracassata a martellate.

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