mercoledì
06 Maggio 2026

A Ravenna la sede europea di una società del gruppo cinese da 78 miliardi di ricavi

Si tratta della China Merchants Industry Technology e si occuperà di progetti nel settore oil&gas e di interior design per navi da crociera

Offshore

Apre a Ravenna la sede europea della China Merchants Group, società della omonima holding statale con sede a Hong Konk i cui ricavi nel 2017 hanno raggiunto circa 78 miliardi di euro, con 17,7 miliardi di utili, seconda società statale cinese in termini di profitti.

In particolare a Ravenna aprirà – lunedì 18 giugno dalle 10.30 la presentazione in via Guerrini 5, alla presenza del sindaco Michele de Pascale – la sede della Cmit Europe (China Merchants Industry Technology – Europa), società costituita da China Merchants Industry Group.

A Ravenna si occuperà di progetti per l’offshore nel settore oil&gas e di interior design per navi da crociera.

Ecco tutti i reperti che saranno al nuovo museo archeologico di Classe

L’elenco diffuso dal gruppo La Pigna, che attacca: «È inutile e il Comune dovrà sborsare un milione di euro all’anno a Ravennantica»

Museo Di ClasseEcco la lista completa dei reperti che saranno ospitati nel nuovo museo archeologico di Classe (Cliccando questo link). L’elenco è stato inviato alla stampa dal gruppo d’opposizione della Pigna, che da tempo si batte contro il nuovo museo, considerato dalla lista civica inutile e solo uno sperpero di denaro pubblico (l’investimento si aggira sui 25 milioni di euro, provenienti da Stato, Comune, Regione e Fondazione Cassa).

La Pigna, in particolare, punta il dito contro lo scarso valore (da 10 a 100 euro) della maggior parte dei reperti. «Senza i prestiti del Museo Nazionale, i reperti e i mosaici di Faenza e gli oggetti di Castelbolognese, il Museo di Classe non avrebbe avuto nulla di interessante da esporre», è il commento della consigliera comunale della Pigna, Veronica Verlicchi. Per onor di cronaca va ricordato però come sia sempre stato ribadito dagli stessi proponenti (fondazione Ravennantica in primis) che il valore aggiunto del nuovo museo avrebbe dovuto essere l’aspetto multimediale e, sfruttando le nuove tecnologie, il racconto della storia del territorio, non certo il valore dei reperti in sé.

La Pigna poi continua nella sua battaglia contro il museo mettendo sotto la lente la fase dell’allestimento (in ritardo rispetto ai tempi previsti) e parla di un doppio contributo ricevuto dalla fondazione a fronte di una gara d’appalto dal valore apparentemente più basso, aggiudicata alla ditta individuale il cui titolare, fanno notare dalla lista civica, collaborerebbe già da anni in maniera molto stretta con Ravennantica. Analizzando il bando per l’allestimento «balza all’occhio – scrive Verlicchi – come non sia presente quale condizione per partecipare il possesso dell’attestazione SOA (la certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di appalti pubblici, ndr) per la categoria OS6. Per un importo così alto, la non richiesta della specifica attestazione SOA è quantomeno foriera di dubbi. Ho richiesto e sollecitato più volte e senza esito, attraverso uno specifico accesso agli atti, di ricevere la documentazione relativa al bando di gara», rivela Verlicchi che minaccia ora di voler rivolgersi alla procura.

Verlicchi conclude sottolineando nuovamente come – stando anche allo studio di sostenibilità fatto realizzare dalla fondazione – il nuovo museo sarà continuamente in perdita: «Il Comune, cioè noi ravennati – sono le stime della Pigna – dovrà sborsare almeno 1.140.000 euro ogni anno alla Fondazione Ravennantica».

 

Guardiola, Sacchi e Sarri, tre maestri di calcio a cena insieme a Milano Marittima

La foto postata su Facebook dall’hotel Perla Verde

Sarri Sacchi Guardiola

Tre maestri di calcio a cena insieme a Milano Marittima. La notizia ha fatto il giro del web, con tanto di foto che immortala insieme l’ex allenatore del Napoli Maurizio Sarri, l’ex ct della Nazionale e allenatore del grande Milan di fine anni ottanta, Arrigo Sacchi, e il tecnico spagnolo del Manchester City, Pep Guardiola.

I tre, considerati tra i più grandi allenatori delle loro epoche, erano a cena insieme all’hotel Perla Verde di Milano Marittima, che ha poi postato sulla propria pagina Facebook le foto.

Torna la musica elettronica nell’ex discoteca e nell’ex magazzino di Cervia

Tra i protagonisti del Modulo Fest anche Robert Lippok, tra i nomi storici della scena berlinese

Woodpecker Panoramica CopiaDa venerdì 15 a domenica 17 giugno va in scena la quarta edizione del Modulo Fest, il festival curato dal collettivo Magma con l’obiettivo di riqualificare luoghi simbolo della riviera romagnola tramite musica sperimentale e arte contemporanea. Quest’anno la rassegna, resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Cervia, torna in due spazi emblematici, già “rianimati” e resi protagonisti delle precedenti edizioni: il Magazzino Darsena di Cervia e l’ex discoteca Woodpecker di Milano Marittima.

Si parte venerdì 15 al  Darsena, l’immenso magazzino del sale in vista di riqualificazione, affacciato su piazzale dei Salinari lungo il canalino. Sul palco Robert Lippok, uno dei nomi più influenti della scena sperimentale berlinese, musicista, artista audiovisivo e stage designer. Nella stessa sera Sissel Wincent, giovane producer e dj svedese che fa parte del Drömfakulteten, collettivo che promuovere artisti femminili e transgender. Infine gli italiani Weightausend e Krolik.

Il giorno seguente, sabato 16, seconda serata al Magazzino Darsena. Ospite il francese Kanding Ray, architetto di formazione, che è cresciuto come chitarrista e batterista in gruppi le cui influenze spaziavano dal noise-rock al jazz, prima di acquistare un campionatore e passare alla musica elettronica come produttore. Sarà preceduto da Nene H., nata a Istanbul e cresciuta ad Izmir, che prima di fermarsi a Berlino si è formata a Stoccarda studiando pianoforte e composizione. In apertura di serata la francese Laura BCR e Holy Similaun dall’Italia.

E nell’anno in cui il bando per la riqualificazione dell’ex discoteca Woodpecker è stato aggiudicato, prospettando anni di restyle per l’avveniristica architettura progettata negli anni ’60 dall’architetto faentino Filippo Monti, il Modulo Fest offrirà ancora una volta l’opportunità di ammirare – inalterato – un luogo entrato in simbiosi con la natura, nonostante le incursioni umane tra rave party anni ’90 e il grafito dello street artist Blu. Domenica 17 giugno il festival si chiude con JASSS. È il nome d’arte di Silvia Jiménez Alvarez, spagnola di nascita ma berlinese di adozione. Silvia nel suo percorso artistico si è avvicinata alla cinematografia più sperimentale grazie alla sua passione per il field-recordings per poi arrivare nel 2015 a vestire i panni da dj con il nome d’arte attuale. Le sue radici della giovinezza punk e hardcore si sono evolute tuffandosi all’interno del mondo industrial, dub e di suoni sperimentali approfondendo da anni la relazione che c’è tra musica e persone.

Per entrare al festival è possibile acquistare un biglietto giornaliero di 10 euro, oppure è possibile fare un abbonamento per le tre giornate a 20 euro.

A Palazzo Rasponi in mostra oltre cento chitarre “vintage” della Fender

Dal 16 al 24 giugno a ingresso libero, grazie all’idea e al sostegno del collezionista Mario Boccaccini

MostraFender Ph ZANI 0108Se la chitarra elettrica è lo strumento re della popular music, allora la Fender è l’indiscussa regina delle chitarre: in occasione della settimana di eventi che celebrerà lo strumento che ha segnato la storia della musica degli ultimi fragorosi decenni, venerdì 15 giugno alle 18.30 Ravenna Festival presenta la mostra Fender Vintage, una passeggiata nella storia della musica attraverso oltre cento chitarre con le loro custodie originali, cataloghi, manifesti, documenti e fotografie legati al leggendario marchio californiano. I pezzi in esposizione fanno parte di quella che viene considerata come la più completa collezione di Fender al mondo, allestita a Forlì: grazie al generoso sostegno di Mario Boccaccini, il Museo Fender di Flavio Camorani e Michela Taioli sarà a Palazzo Rasponi, in centro a Ravenna, dal 16 al 24 giugno.

«La chitarra elettrica, in America come da noi, ha dato vita a una musica popolare e molto aperta a contaminazioni», nota Mario Boccaccini, a propria volta appassionato collezionista cui si deve l’idea della mostra, «diventando così lo strumento ideale per cantare e raccontare la vita. E Flavio Camorani è un amico e un consulente prezioso per chi come me ama, tra le chitarre elettriche, le gloriose Fender». Gli oltre centodieci esemplari del Fender Vintage Museum – tutti corredati di custodie originali – sono stati collezionati in trentacinque anni di meticolosa passione, per far rivivere sonorità ed emozioni che hanno accompagnato un’epoca. La collezione del Museo Fender ripercorre il periodo d’oro del celeberrimo brand fondato da Leo Fender, sinonimo di qualità, ecletticità e artigianalità; d’altra parte la prima chitarra elettrica e il primo basso elettrico della storia furono creati proprio dalla Fender Factory. Accanto agli strumenti e agli amplificatori, anche cataloghi, manifesti, documenti, memorabilia e fotografie d’epoca.

Gli esemplari sono datati dal 1946 al 1974, anno in cui la Fender fu ceduta a un’altra società: «da quel momento Leo Fender e i suoi collaboratori, che già nel 1965 avevano venduto buona parte delle quote della fabbrica originaria alla CBS, si ritirano completamente anche da ogni controllo di qualità», spiega Flavio Camorani. «Dal 1974 – assicurano gli organizzatori – si assiste quindi al declino del marchio: cambiano le vernici, i materiali sono scadenti e i musicisti cercano di barattare i nuovi modelli con quelli più vecchi. Nel 1950 Fender utilizzava infatti legni tagliati trent’anni prima, lasciati invecchiare e deresinare; ogni strumento era diverso dall’altro, per una somma di microvarianti, dal taglio delle forme al numero delle spire del filo dei microfoni. Nasce così il vintage delle Fender, custodi di un suono irripetibile».

Da martedì 19 giugno concerti a Ravenna, Russi e Comacchio comporranno invece un grande affresco sonoro tra soli ed esibizioni di massa, con un tocco di nostalgia ma soprattutto nuove composizioni – perché il progetto We Sing the Body Electric non un revival, ma uno sguardo sul futuro della chitarra elettrica.

Fender vintage è a Palazzo Rasponi dalla Teste, nella Sala delle Feste, dal 16 al 24 giugno. Aperta tutti i giorni dalle 15 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19. Ingresso libero.

Verrà demolito e ricostruito il ponte sullo scolo di via Romea Nord, a Ravenna

Investimento del Comune in zona Bassette da 600mila euro

Ponte ScoloÈ stato approvato dalla giunta del Comune di Ravenna, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani, il progetto definitivo per la demolizione e la ricostruzione del ponte sullo scolo Canala in via Romea nord, a Ravenna, che comporterà un investimento di 600mila euro.

Il ponte è in zona Bassette, a servizio della via Romea nord, strada comunale di collegamento tra la strada statale 309 – direzione Romea e la viabilità di scorrimento veloce interno alla città, utilizzata per la maggior parte da un traffico di tipo pesante.

Il progetto prevede la sostituzione del ponte esistente con una nuova struttura mista in acciaio e calcestruzzo; dopo la demolizione e il risanamento delle spalle, si procederà con tutte le opere necessarie alla ricostruzione del nuovo che sarà costituito da un sistema di travi in acciaio e una soletta collaborante in calcestruzzo. Una volta completato si provvederà al rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso, all’installazione di nuovi guard rail e al rifacimento della segnaletica stradale orizzontale.

Nell’ambito dello stesso intervento sarà anche demolito il ponticello situato circa 100 metri prima, sempre su via Romea Nord, verso via Bacci . Il manufatto si trova su un ex scolo consorziale dismesso; pertanto, dopo la demolizione, sarà rinterrato e sarà realizzato un nuovo pacchetto stradale.

Birra e cocaina in attesa che passi l’overdose all’amico: 4 arrestati per omicidio

Matteo Ballardini morì a 19 anni il 12 aprile 2017 abbandonato in auto dopo ore di agonia in cui vomitava e non parlava: per tutta la notte gli amici lo portarono in giro sulla sua vetture senza chiamare i soccorsi per evitare guai. In manette quattro amici tra 22 e 28 anni

I rilievi attorno alla Polo di Matteo Ballardini

Era sul sedile passeggero dell’auto di sua madre, incosciente da ore per un’overdose da metadone e attorno a lui in un parcheggio appartato c’erano gli amici – tra cui la ragazza che gli aveva procurato il flacone – che bevevano birra e consumavano cocaina per riuscire a stare svegli, convinti che ci fosse solo da aspettare e l’altro si sarebbe ripreso senza bisogno di chiamare i soccorsi. È il quadro drammatico delle ultime ore di vita di Matteo Ballardini così come dipinto dalle 160 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per quattro giovani tra 22 e 28 anni ritenuti responsabili a vario titolo della morte del 19enne lughese arrivata nella tarda mattinata del 12 aprile 2017 a Lugo. I destinatari del provvedimento che segna una svolta nell’indagine della squadra mobile della polizia sono Beatrice Marani (22 anni), Leonardo Morara (28), Simone Giovanni Palombo (22) e Ayoub Kobabi (24). Le accuse mosse nei confronti dei quattro lughesi dalla procura (pm Alessandro Mancini e Marilù Gattelli) sono gravissime: tutti sono chiamati a rispondere in concorso di omicidio pluriaggravato, alcuni anche di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

A rendere la vicenda inquietante è la motivazione che ha frenato il gruppo, dove la ragazza ha avuto una posizione dominante, dal rivolgersi al 118. Gli accusati nei loro racconti hanno sostenuto di aver agito per risparmiare conseguenze a “Balla”, come lo conoscevano tutti, che da poco era stato in una struttura sanitaria per problemi di droga. Ma l’ipotesi accusatoria, suffragata dai racconti di persone informate sui fatti, è che dietro a tutto ci sia stata solo la volontà di assicurare la propria impunità e proteggere una rete di conoscenze in cui il traffico di stupefacenti e lo sballo a colpi di droghe e antidepressivi era la quotidianità. «E a me non pensate?», avrebbe risposto Marani agli amici che proponevano di chiamare aiuto. Molti dei protagonisti non hanno fatto mistero di aver già vissuto altre situazioni simili in cui nessuno però ci aveva lasciato la pelle. E forti di questi precedenti erano convinti che sarebbe passata anche questa. Anzi, avevano anche pensato di tenere da parte un po’ della cocaina che stavano consumando perché «era quello che serviva a Balla per riprendersi al mattino» e andare dritto a scuola. Le parole del gip Andrea Galanti che firma l’ordinanza sono macigni: si parla di scellerata adesione degli indagati a un destino che prevede anche che Matteo muoia.

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Il procuratore capo Alessandro Mancini e il sostituto Marilù Gattelli

L’autopsia fissa il decesso nella tarda mattinata del 12 e il tempo per rendersi conto che qualcosa andava fatto c’è stato perché l’assunzione del metadone risale attorno alle 23 del giorno prima. Il malore è immediato e Ballardini finisce in uno stato in cui vomita spesso e riesce solo a emettere versi e bofonchiare parole incomprensibili. Addirittura chi quella notte ha ricevuto telefonate dagli indagati ricorda che in sottofondo si sentiva il respiro del 19enne. «Sordi e ciechi all’inquietante sintomatologia del respiro agonico», scrive il gip.

Per tutta la notte il 19enne è stato tenuto a bordo della sua auto e spostato «come fosse una pallina» – dice uno degli indagati confidandosi in seguito con un’amica – fino alle 8 del mattino quando viene lasciato solo nel parcheggio di via San Giorgio con i finestrini abbassati. Morara abita poco lontano e passerà per controllare le sue condizioni verso le 12 trovandolo ancora vivo ma incosciente poi verso 15 e lo troverà senza vita nell’auto sotto al sole. A quel punto andrà da un avvocato e comincerà a parlare.

Si è trattato di un’inchiesta condotta anche sui social. A sintetizzare un anno di indagini sono stati il capo della mobile Claudio Cagnini e il sostituto procuratore Marilù Gattelli: «Quando abbiamo cominciato a lavorare per individuare chi erano le ultime persone ad averlo visto vivo e cosa era successo quella notte, ci siamo ritrovati dentro al mondo giovanile lughese in cui il passaparola aveva diffuso notizie tra molte persone soprattutto nelle chat di Facebook e Whatsapp. C’era un gran numero di persone in possesso di informazioni utili, raccolte anche di propria iniziativa». C’è stato infatti chi ha usato il proprio telefonino per registrare conversazioni e filmare scene. Il gip parla di «sconfortante, scoraggiante e allarmante fosco sfondo plurisoggettivo che recita dietro le quinte della inquietante vicenda criminale» e usa l’espressione «coro muto» per denotare il carattere solo telematico delle voci dilagate dopo la morte del giovane.

Attraverso gli interrogatori degli indagati e di molti giovani informati sui fatti, il setaccio delle chat e l’ascolto dei messaggi vocali, l’incrocio dei tabulati telefonici e delle celle agganciate dagli apparecchi, l’acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, i poliziotti sono riusciti a ricostruire ogni spostamento della notte dello sballo finita in tragedia. Cinque ragazzi, una vettura, tanta droga.

Il capo della mobile Claudio Cagnini e il sostituto procuratore Marilù Gattelli

“Balla” esce di casa dopo le 21 per incontrarsi con “Bea”. Poco prima si sono scambiati messaggi via Whatsapp. È lei per prima che lo saluta. Poi lui le dice: «Ho bisogno di parlare con te, sto strippando. Riesci a portarmi per favore un po’ di Xanax o del metadone che andrebbe meglio poi ci facciamo delle chiacchiere se non ti scoccia». Lei si vanta: «Di metadone ne ho in quantità industriale, Xanax finito». Gli amici dicono che “Bea” è conosciuta per avere sempre una boccetta in borsa. Il ragazzo sale sulla Volkswagen Polo scura e passa a prendere l’amica poi vanno al McDonald’s dove mangiano qualcosa e nel parcheggio prendono il metadone. Marani si accorge subito che il ragazzo si sente male e allora verso mezzanotte chiama Palombo, uno del giro con cui spesso partecipa a festini a base di droghe a caso di un terzo giovane estraneo ai fatti, che arriva nel parcheggio in bici. Con lui ci sono Morara e Kobabi che si sono uniti a Palombo lungo il tragitto da casa. Qualcuno propone di chiamare un’ambulanza. Sarebbe invece la ragazza a rassicurarli che tutto sarebbe passato (quando il giorno dopo verrà a sapere che è morto la prima reazione della ragazza sarà di stizza perché a parte lei nessuno regge e si preoccupa che l’amico faccia sparire la confezione vuota di metadone). Davanti al McDonald’s non vogliono restare: spostano di peso il ragazzo incosciente dal posto guida al lato passeggero – avendo ancora più chiaro che non riesce a muoversi da solo – e si mettono in moto. Al volante Morara anche se è senza patente perché sospesa per guida in stato di ebrezza. Durante la notte faranno diversi spostamenti: in un parcheggio appartato, poi in una pasticceria a fare colazione (e da lì Palombo lascerà il gruppo), poi in un bar a comprare birre e infine nell’ultimo parcheggio dove rimarrà l’auto con il corpo del giovane. È a quel punto che Morara va a prendere le due dosi di coca comprate la sera stessa per 80 euro e le consumano. Il secondo che lascia la sciagurata compagnia è Kobabi, poi Morara accompagna Marani a casa e infine va a dormire.

Nel corso della notte la madre di Ballardini chiama al cellulare del figlio, le risponde Marani e le chiede di portare a casa il figlio perché il giorno dopo ha una verifica a scuola. La 22enne risponde con una bugia: dice che sono in un bar, che Matteo è al bagno e ha lasciato il telefono sul tavolo e fra poco sarebbero tornati.

Agli atti dell’indagine c’è un elemento di importanza cruciale. Un video che riprende lo stato di salute di Ballardini. Lo ha girato di nascosto un barista dove Morara va a prendere delle birre da condividere con gli amici. Palombo è già andato a casa mentre Marani e Kobabi attendo al parcheggio. Il barista si accorge subito che quel giovane sta male e chiede informazioni: Morara lo rassicura dicendogli che si è solo calato qualche pasticca ma presto si riprenderà. Non sarà così.

Aggiornamenti del 18 aprile 2023 sul processo

La corte d’assise d’appello di Bologna ha deciso che si trattò di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento: leggi l’articolo di approfondimento.

Porto Robur Costa, come cresce il settore giovanile: superata quota 200 tesserati

Volley / Si è tenuta al bagno Obelix di Marina di Ravenna la tradizionale cena di fine stagione. Il pensiero dei dirigenti per Lorenzo “Lollo” Bianchini, figlio di Germana Giaché, vice presidente della Scuola di Pallavolo

Foto Gruppo Festa
Alcuni giocatori del settore giovanile premiati dai dirigenti

C’erano tutti, o quasi, i ragazzi del settore giovanile di Porto Robur Costa e Scuola di Pallavolo nella tradizione cena sociale di fine stagione, che si è tenuta come tradizione al bagno Obelix di Marina di Ravenna. Una serata che ha avuto subito un grande momento di commozione, con il pensiero di dirigenti, allenatori, giocatori, tifosi (presente una rappresentanza degli Rvs) e genitori che è andato alla vice presidente della Scuola di Pallavolo, Germana Giaché, madre di Lorenzo “Lollo” Bianchini, scomparso in maniera tragica nella notte tra sabato e domenica in un terribile incidente motociclistico.

Passando all’aspetto sportivo, il vivaio ravennate quest’anno ha oltrepassato i duecento tesserati, con un incremento del 12% rispetto alla stagione precedente. Grazie alla partecipazione al progetto Romagna In Volley, in tutte le formazioni sono presenti ragazzi che provengono da ogni angolo della Romagna, da Lugo fino a Rimini, da Cesena fino a Cervia. Si è registrato un aumento dei Cas, i Centri di addestramento, che sono passati da tre a quattro (70 baby contro i 45 dell’anno scorso) grazie all’apertura di uno misto nella scuola elementare Garibaldi. Gli istruttori sono Valerio Minguzzi, Massimiliano Rinieri, Marcela Ritschelova, Jozica Causevic, Roberto Bosi, Giuliano Marasca e Matteo Bologna. «Grazie a tutte le persone che lavorano in silenzio attorno alla nostra società – ha dichiarato il presidente del Porto Robur Costa, Luca Casadio – che ci hanno permesso di vivere un’annata irripetibile. Con uno dei budget minori della Superlega abbiamo raggiunto i playoff, facendo paura a Perugia, e vinto la Challenge Cup, facendoci vivere un sogno. Il settore giovanile è andato benissimo, partecipando a ben quattro finali nazionali, a dimostrazione che è sempre più realtà l’obiettivo che ci eravamo posti, quello di ricostruire un vivaio di grande qualità. Adesso dobbiamo iniziare a pensare al prossimo anno: sarà durissima e avremo bisogno del supporto e del calore di tutti, anche se i risultati non saranno gli stessi».

Oltre alla grande partecipazione, tanta soddisfazione è arrivata dai risultati conquistati sul campo, con ben quattro finali nazionali raggiunte (con il fiore all’occhiello di un argento) e un titolo regionale vinto (più due secondi posti). Il gruppo Under 13 di Bandini, Marasca e Bologna ha partecipato ai campionati Under 12 e Under 13, giungendo secondo in Emilia Romagna sia nell’Under 13 3×3 (23° ai nazionali), sia nell’Under 13 6×6. Il gruppo Under 14di Minguzzi e Forte si è classificato sesto alla Boy League, ha vinto i regionali e soprattutto si è piazzato secondo ai tricolori. Il gruppo Under 16 di Chierici e Camilli ha partecipato al campionato di Prima Divisione, giungendo quarto, ed è arrivato secondo nella fase interprovinciale, partecipando a quella regionale. Il gruppo della Serie D della Scuola di Pallavolo di Principi e Satanassi all’esordio nella categoria ha conquistato un ottimo settimo posto. Il gruppo Under 18 si è distinto in varie competizioni: alcuni giocatori hanno fatto parte del Volley Club di Minguzzi, sfiorando i playoff di Serie C, altri alla formazione di Serie D di Marasca e Rossi, compiendo il salto di categoria grazie al successo degli spareggi promozione, un “mix” tra loro è giunto secondo ai regionali e ottenuto l’ottava posizione ai nazionali.

Lugo Terminal, i sindacati incontrano Ranalli. Lo sciopero continua, domani presidio

Alla base della protesta la decisione di licenziare nove dipendenti. Il sindaco informato della situazione

Lugo Terminal ScioperoAltri due giorni di sciopero alla Lugo Terminal. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno prolungato le giornate di astensione dal lavoro al 13 e al 14 giugno, dopo quella di martedì 12. Alla base della protesta – che giovedì 14 porterà anche ad un presidio davanti ai cancelli della sede – c’è “la grande preoccupazione per la decisione dell’azienda di licenziare nove persone. Sulla base di tutto ciò, le organizzazioni sindacali stanno valutando se ricorrere nelle sedi opportune”. Intanto i sindacati hanno incontrato il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, per informarlo della situazione e spiegargli la grande preoccupazione non solo per i licenziamenti ma anche per il futuro della Lugo Terminal.

Incontro tra amministrazione e polizia sulle procedure di Daspo Urbano

Si è tenuto al salone estense  della Rocca di Lugo. Presente i funzionari della questura e i responsabili della polizia locale sulla normativa del decreto Minniti

Incontro DaspoMartedì 12 giugno nel salone estense della Rocca di Lugo si è svolto un incontro con i funzionari della Questura di Ravenna sul tema del daspo urbano. L’incontro era finalizzato alla condivisione tra Questura e Polizia Locale delle procedure applicative del Decreto Minniti e si è svolto alla presenza degli ispettori e agenti della Polizia Locale della Bassa Romagna.

Sono intervenuti per l’occasione la dottoressa Fiorenza Maffei, primo dirigente della Polizia di Stato, dirigente Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Ravenna; il dottor Angelo Tancredi, vice questore della Polizia di Stato, dirigente del Commissariato di Lugo e il dottor Marco Fusillo, commissario della Polizia di Stato, funzionario addetto presso la Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Ravenna.

Al seminario erano presenti anche il sindaco di Massa Lombarda con delega alle Politiche per la sicurezza dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Daniele Bassi; il vice sindaco di Bagnacavallo Matteo Giacomoni e la comandante della Polizia Locale della Bassa Romagna, dottoressa Paola Neri.

Come si pubblica un libro? Lo spiega Francesco Colombo per Scrittura Festival

Sabato dalle 10 alle 13 al Mar l’editor di Einaudi Stile Libero spiega come si arriva dal manoscritto alla libreria

Francesco Colombo
Francesco Colombo

Volete scrivere un libro ma no sapete come pubblicarlo? Sabato 16 giugno, dalle 10 alle 13, un seminario che si terrà al Mar farà al caso vostro. A condurlo sarà Francesco Colombo, uno dei più stimati editor italiani che lavora per Einaudi Stile Libero. Colombo spiegherò come pubblicare, attraversando le diverse fasi da cosa succede a un manoscritto che arriva in una casa editrice al rapporto con l’editor. Il seminario richiede una quota di 25 euro ed è stato organizzato da Scrittura Festival.

Con  Colombohanno lavorato tra gli altri Niccolò Ammaniti, Maurizio de Giovanni e Gianrico Carofiglio. Intervistato da La Stampa raccontò: «L’importante è entrare nello spirito di un racconto o di un romanzo. E cercare di non essere invasivi. Il mio lavoro va eseguito in maniera lieve, danzando sui testi. Io mi muovo come un fantasma. Io entro in punta di piedi in un testo letterario, afferro un filo, lo tiro per vedere se tutto si srotola alla perfezione. È necessario cercare di non far danni, ovvero di non violentare mai un’opera».

Festa di Articolo 1: confronto tra Errani e De Pascale con il coordinatore Speranza

Vasco Errani

La festa di Mdp-Articolo 1 prosegue a Marina di Ravenna da venerdì 15 a lunedì 18 giugno con un fitto calendario di dibattiti che darà modo di confrontarsi sui temi di attualità della politica nazionale e internazionale.  Venerdì arriverà il coordinatore nazionale del movimento, Roberto Speranza e si terrà un confronto tra il sindaco Michele de Pascale e l’ex governatore della Regione, ora senatore di Leu, Vasco Errani (il confronto è stato anticipato al 15 giugno mentre inizialmente era in programma lunedì 18).

Sabato insieme ad Arturo Scotto verrà affrontato il tema della guerra, durante la serata si terrà anche lo spettacolo “Fratelli” di una compagnia di giovani attori.

Domenica si parlerà di ambiente e sostenibilità ambientale insieme alla deputata di LeU Rossella Muroni, già presidente nazionale di Legambiente, e associazioni ambientaliste locali.

I dibattiti iniziano alle 21 mentre il ristorante apre dalle 19.

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