Coinvolti Comacchio, Cesenatico, Cervia, Castrocaro, Cesena, Russi e Faenza. A Ravenna il coordinamento tecnico del progetto
Da Comacchio a Cesenatico, passando per Ravenna e Cervia senza mai scendere dalla bici e, soprattutto, senza mai uscire da una pista ciclabile. O da Russi a Cesena, da Faenza a Castrocaro. Un sogno? Al momento sì, ma potrebbe diventare realtà. Sono infatti questi gli otto comuni che per primi, a breve, firmeranno un Protocollo d’intesa per lo Sviluppo di una Rete di percorribilità ciclistica intercomunale. I primi incontri tecnici e politici ci sono già stati e il progetto che inizialmente doveva coinvolgere due o tre realtà è andato ampliandosi nei mesi. «Ringrazio tutti coloro che ci stanno lavorando – dice l’assessore alla Mobilità del Comune di Ravenna Roberto Fagnani dove di fatto avrà luogo il coordinamento tecnico del progetto – si tratta di un’azione di prospettiva, i cui benefici si vedranno a medio e lungo termine, che può rappresentare anche un elemento di attrattività turistica importante (vedi anche p. 14). Non solo, il fatto di lavorare e progettare insieme può darci maggior forza quando si tratta di partecipare a bandi europei o regionali per lo sviluppo di una viabilità sostenibile». Per il momento non esistono finanziamenti ad hoc, ma la Regione Emilia-Romagna, per esempio, con la Legge Regionale del 5 giugno 2017 per “Interventi per la promozione e lo sviluppo del sistema regionale della ciclabilità” si sta già muovendo per promuovere la realizzazione di una Rete delle ciclovie regionali integrata con le infrastrutture ed i servizi per la mobilità. Quella della Romagna potrebbe dunque essere un inizio in questa direzione con un progetto aperto a nuovi soggetti che vorranno aggregarsi in futuro.
Fino al 25 aprile a Palazzo Rasponi delle Teste, l’omaggio al pittore a dieci anni dalla morte
A Palazzo Rasponi è aperta al pubblico la retrospettiva dedicata a Francesco Verlicchi a cura di Orlando Piraccini e Paolo Trioschi: dopo la mostra di Giulio Ruffini del 2017 si tratta del secondo appuntamento del progetto dell’Istituto per i Beni Culturali dell’Emilia Romagna e Provincia di Ravenna sulla pittura romagnola del Novecento. Promossa come la precedente dall’Assessorato alla Cultura del Comune, l’attuale mostra dedicata a Verlicchi – scomparso nel 2008 – presenta una cinquantina di opere che documentano l’intera attività attraverso ritratti, nature morte e paesaggi.
Avviato all’arte dal padre, Verlicchi entra giovanissimo nella scuola di Arti e Mestieri di Fusignano dove ha come insegnante Giulio Avveduti. La formazione di Verlicchi va fin dalle prime opere nella direzione di un naturalismo ancora ottocentesco condiviso da tutta una generazione di pittori locali ed evidente in alcuni ritratti dei primi anni ’30 in mostra a Ravenna (Flipen e Mia sorella Laura). I primi risultati sono lusinghieri e si comprende la predilezione verso Verlicchi da parte di Avveduti che alleva i migliori fra i suoi allievi educandoli al mestiere, alla musica lirica e sinfonica, e all’arte. È probabilmente in questo momento che nasce la passione per queste discipline che l’artista coltiva negli anni acquistando cataloghi d’arte e dischi donati nel 2006 dall’artista alla Biblioteca Piancastelli di Fusignano. Sarebbe importante esplorare la collezione comparandola alla produzione pittorica di Verlicchi, che sembra nutrirsi di esempi artistici moderni studiati direttamente sui libri. Il sospetto più che lecito di un omaggio a Egon Schiele è evidente ad esempio in due autoritratti della metà degli anni ’30: nel primo, conservato a Fusignano, si può rintracciare il modello nell’autoritratto disegnato da Schiele nel 1910. Nel secondo autoritratto proveniente da Cervia la maggiore resa naturalistica viene assoggettata allo studio di una forte espressività fisiognomica indicando nell’espressionismo austriaco il riferimento principale. Verlicchi non abbandona la pittura cupa e vibrante appresa e l’ormeggio alla visione reale, ma molti dei suoi ritratti mantengono una vena sotterranea espressionista che insieme allo studio della realtà – allenato grazie a una quantità impressionante di schizzi e disegni dal vero – ha favorito l’inclinazione alla caratterizzazione dei personaggi e alla produzione caricaturale. Come per altri artisti la pausa della guerra e la ricostruzione postbellica riconduce Verlicchi al realismo: la serie degli acquerelli dedicati alle rovine di Fusignano dopo i bombardamenti rappresentano l’adesione a un linguaggio che non può mediare col lirismo e il colorismo solitamente impiegati. Solo qualche anno dopo al ’45 Verlicchi abbandona il descrittivismo per un linguaggio di sintesi, basato quasi interamente sul colore: a questo periodo appartiene la Bambina dal grembiule rosa – immagine guida della mostra ravennate – che incarna bene l’ideale di armonia basato non solo sul colore, spazio, struttura e padronanza dei mezzi tecnici ma anche sulla capacità di toccare l’anima. L’operazione può dirsi riuscita grazie a una pittura capace di dialogare intimamente col soggetto e con la tradizione artistica che qui deve molto al Realismo magico degli anni ’30 e alle tonalità calibrate e sospese di Casorati. L’esperienza parigina di pochi mesi nel ’57 rinfocola nell’artista l’interesse verso le produzioni contemporanee: difficile individuare una resa di conti con le Avanguardie quanto è facile vedere la conferma di un sintetismo basato sul colore come nel caso dell’astrattismo.
Senza mancare mai alla fedeltà al vero, alcuni paesaggi e nature morte di Verlicchi si sintonizzano sull’opera di Morlotti con la quale si condivide la sensibilità ai colori, definiti a campiture più ferme e statiche, talvolta quasi bidimensionali. Nella seconda metà degli anni ’60 la sperimentalità della Pop e di Arte Povera non toccano Verlicchi che apre comunque ad una radicalità di toni nuovi (Natura morta con canestro, 1967). Le nature morte del periodo successivo ritornano ai maestri con cui l’artista condivide un naturalismo lirico costante: rintracciabili i dialoghi silenziosi con Morlotti e Casorati, ancora con Giorgio Morandi, maestri lontani nello spazio e nel tempo ma vicini allo zenit dell’arte di Verlicchi. Francesco Verlicchi; Ravenna, Palazzo Rasponi; fino al 25 aprile; orari: LU-VE 15-18, sabato e festivi 11-18
Una delegazione di Legacoop di fronte all’edificio di via Scuole Pubbliche dove 32 soci, tra cui Nullo Baldini, fondarono la prima coop per il riscatto dei braccianti
Una delegazione di Legacoop Romagna si è recata di fronte all’edificio di via Scuole Pubbliche 58 dove una targa ricorda l’’8 aprile del 1883, il giorno in cui un gruppo di 32 soci si riunì per fondare l’Associazione Generale degli Operai Braccianti del Comune di Ravenna, la prima cooperativa di questo territorio. Tra essi c’era Nullo Baldini, uno dei padri della cooperazione italiana,
Al 135° anniversario erano presenti il direttore generale di Legacoop Romagna Mario Mazzotti, il presidente della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna Lorenzo Cottignoli, il coordinatore di Generazioni Romagna Lorenzo De Benedictis, il presidente di Promosagri Marcello Sanzani, il presidente di Cab Terra Fabrizio Galavotti e un gruppo di giovani cooperatori.
Scopo primario della cooperativa era l’acquisizione diretta dei lavori, ponendo le basi del riscatto di migliaia e migliaia di braccianti: un obiettivo che fu raggiunto in tempi brevi, perché l’anno successivo quasi 500 braccianti partirono alla volta di Ostia dove bonificarono le malsane paludi dell’Agro Romano e della foce del Tevere trasformandole in terreni coltivabili.
«L’esempio di strada più virtuoso a Ravenna è via Rubicone, dove c’è posto per tutti»
«Se oggi si trovano 15-16 milioni di euro per fare il palazzetto nuovo – e lo dico da tifoso di basket e pallavolo – non è possibile che non ci siano i soldi per fare manutenzione ordinaria, per rendere le strade più fruibili agli ultimi». Claudio Mattarozzi è il presidente del circolo Legambiente di Ravenna e, come è giusto che sia, sogna ancora un altro tipo di città. «Una città che va ai 30 all’ora, che abbia il coraggio in determinate zone di imporre il limite dei 30, perché anche senza soldi si può aumentare la sicurezza. Basterebbe per esempio fare una riga per terra e inventarsi una pista ciclabile, come insegnano in Germania».
Legambiente è testimone comunque di un cambiamento avvenuto a Ravenna negli ultimi 14 anni. L’inizio della «nostra grande scommessa», viene individuato da Mattarozzi nella primavera del 2004, «quando ci si inventò la pedalata del 25 aprile, che in questi anni è un appuntamento fisso per sempre più persone. Ma poi basta guardarsi in giro, in città, basta notare l’enorme quantità di biciclette ovunque. Un esempio è il parcheggio delle scuole, in particolare quello dello scientifico, a Ravenna: fino a qualche anno fa, poco dopo l’uscita, c’erano sapzi per le bici vuote e 50-60 motorini accesi; abbiamo fatto misurazioni, incontri, sperimentazioni insieme alla scuola e adesso i parcheggi per le bici sono pieni e i motorini sono sempre meno». E anche il conteggio avvenuto durante il passaggio del Treno Verde di Legambiente a Ravenna conferma la versione di Mattarozzi, con circa 1.500 bici parcheggiate di fronte alle sole scuole superiori della città contro le mille dell’anno precedente (quando il conteggio però venne realizzato in febbraio e non in marzo).
Il punto più critico per gli utenti deboli della strada, per Legambiente, resta via Zalamella «una quattro corsie senza attraversamenti in sicurezza, che taglia la città anche in concomitanza di scuole elementari (la Camerani per cui esiste un progetto e la Ricci, ndr). La circonvallazione esterna non ha sortito gli effetti desiderati e le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Un esempio virtuoso è invece via Rubicone, realizzata proprio grazie al contributo di Legambiente 15 anni fa, una strada dalla cultura europea con spazio per tutti».
Lasciandosi alle spalle la città, l’amarezza più grande di questi anni, per il presidente di Legambiente, è quella di non essere riusciti a realizzare un vero e proprio circuito ciclopedonale sugli argini dei fiumi, «a causa di una fortissima burocrazia e dello scarso interessamento da parte delle istituzioni coinvolte. Sarebbe invece un volano per certo turismo, un turismo non da sfigati come dice qualcuno, ma di persone spesso dal nord Europa e con il portafoglio pieno…il primo progetto, “Un fiume per amico”, risale addirittura a vent’anni fa ed era incentrato sul Ronco e il Montone».
Ora, in questo senso, è partito “Fiumi uniti per tutti”, un progetto partecipato che è una sorta di laboratorio verso la realizzazione di un percorso urbano tutelato dei fiumi Montone, Ronco e Fiumi Uniti. In maggio il progetto dovrà essere presentato ufficialmente con tanto di manuale con le linee guida e mappa interattiva.
Basket A2 / Dopo più di tre mesi i ravennati conquistano un successo lontano da casa, piegando in volata i lombardi grazie alle giocate di Rice
Mantova-Ravenna 71-75
(16-17, 32-38, 52-52)
DINAMICA GENERALE MANTOVA: Legion 16, Candussi 16, Jones 14, Vencato 13, Moraschini 10, Cucci 2, Timperi, Ferrara, Mei, Costanzelli ne, Albertini ne. All Seravalli.
ORASI’ RAVENNA: Grant 27, Rice 23, Giachetti 9, Raschi 7, Montano 4, Chiumenti 3, Sgorbati 2, Masciadri, Esposito, Vitale ne. All: Martino.
Il giallorosso Rayvonte Rice
E’ ancora il rush finale, anzi il… Rice finale a permettere all’OraSì di conquistare nel giro di cinque giorni un’altra vittoria in volata (75-71) che la avvicina ulteriormente ai playoff. I giallorossi a Mantova spezzano una serie negativa in trasferta che durava da più di tre mesi: era dal 29 dicembre, a Bergamo, che non vincevano lontano da casa, inanellando dei ko di fila. Una Dinamica vogliosa di riscatto dopo i provvedimenti societari ha come previsto reso dura la vita a Ravenna, ma alla fine sono stati soprattutto Grant e Rice a trascinare la squadra verso una meritata vittoria, arrivata nonostante un’altra partita di marcata inferiorità ai rimbalzi.
Il primo quarto è equilibratissimo, Ravenna sull’8-8 ha mandato a segno solo Grant mentre Mantova trae vantaggio dai 5 falli presto fischiati contro l’OraSi e resta a galla con i liberi. La tripla di Raschi impatta a 11, poi va avanti a inizio secondo periodo la Dinamica con la tripla di Legion ma un break firmato ancora da Grant dà il massimo vantaggio a Ravenna sul 19-24. Reazione virgiliana con Candussi e Jones e controsorpasso (28-26) con gioco da tre di Vencato. Ancora i liberi penalizzano Ravenna e Legion adesso è caldo ma Rice con t punti e la tripla di Giachetti danno il nuovo vantaggio sul 32-35 e la ciliegina a pochi secondi dalla sirena è la tripla di Montano per il massimo vantaggio (32-38).
L’avvio del terzo quarto però è negativo per l’OraSi, che viene poi ancora penalizzata dai fischi arbitrali. Ravenna si ritrova sotto di 4 punti ma grazie a Rice termina il quarto in perfetta parità. Ultima frazione sul filo ma sul 71-68 Dinamica a poco più di un minuto dalla fine l’OraSi è vicina alla sconfitta. Dai suoi mori, però, arrivano le zampate decisive: canestro di Grant, tripla di Rice e sull’ultimo attacco virgiliano un fallo in manda in lunetta il freddissimo Giachetti: 2 su 2 e l’OraSi ora é vicina ai playoff.
Le dichiarazioni del dopo-gara
Antimo Martino (coach OraSì Ravenna): «Sono contento perché era da tempo che non vincevamo fuori casa questo è un successo molto prezioso. Sapevamo che Mantova avrebbe giocato una buona gara nonostante venisse da una settimana difficile e ci eravamo preparati per questo in allenamento. Non siamo però riusciti a dare continuità al nostro rendimento sia in attacco che in difesa,su questo dovremo lavorare ancora. Il finale di partita, però, è stato gestito molto bene».
Volley Superlega / Trascinati dall’mvp Gutierrez i ravennati battono la Kioene al termine di una partita emozionante e combattuta, utile soprattutto in vista del ritorno della finale di Challenge Cup. I veneti si qualificano in semifinale dei playoff per il quinto posto in virtù del successo in quattro set dell’andata
Un muro dell’mvp Gutierrez nel corso del match vinto contro Padova
La Bunge saluta il pubblico del Pala De André con l’ennesima vittoria della sua straordinaria stagione. I ravennati piegano infatti al tiebreak la Kioene e se questa affermazione non è sufficiente per proseguire l’avventura nei playoff per il quinto posto (in semifinale ci vanno i padovani in virtù del 3-1 dell’andata), è invece l’ennesima prova di quanto sia solido e unito il gruppo a disposizione di Soli. I cosiddetti titolari giocano infatti buona parte delle prime due frazioni, mentre dalla terza in poi salgono agli onori delle cronache i vari Pistolesi, Marchini, Raffaelli, Vitelli e soprattutto Gutierrez, mvp con ben 19 punti realizzati. Adesso le attenzioni sono tutte rivolte al ritorno della finale di Challenge Cup, con Orduna e compagni che mercoledì 11 aprile affronteranno ad Atene l’Olympiacos Pireo forti del successo in quattro set dell’andata.
Sestetti iniziali La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli è composta dal palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, dalle bande Marechal e Poglajen, da Diamantini e Georgiev al centro e Goi in seconda linea. Il coach Baldovin invece disegna la sua Kioene con Travica in regia, Premovic opposto, Cirovic e Randazzo in posto 4, l’ex Polo e Volpato al centro, Balaso libero.
Primo set E’ la Kioene ad avere un approccio migliore al match, scattando prima sul 2-5 e poi sul 5-8, ma Poglajen e Diamantini al servizio raggiungono il pareggio a quota 9. Marechal firma il sorpasso (13-12) e Premovic spara lungo la schiacciata: 14-12 e time out Baldovin. Diamantini colpisce anche a muro e nel punto successivo non sbaglia la palla break: 18-14 e il tecnico ospite ferma ancora la gara. Randazzo dimezza il gap dei veneti (18-16), Diamantini dai nove metri li allontana di nuovo (20-16), però Nelli risponde con la stessa moneta realizzando due ace di fila: 20-19 e Soli chiama i suoi giocatori in panchina. Al rientro in campo Polo chiude un lungo scambio che rimette in equilibrio un punteggio (20-20) che viene rotto dal servizio vincente di Poglajen: 24-22. Al primo set point ci pensa Marechal, con un attacco che tocca il muro, a regalare il vantaggio alla Bunge: 25-22.
Secondo set Due punti di Polo, il secondo a muro, spingono 2-5 la Kioene, che porta a quattro le lunghezze di vantaggio con Randazzo: 4-8. Georgiev dimezza il distacco dei giallorossi (9-11), che vanno a -1 grazie a Buchegger: 14-15. Cirovic riporta a +3 i veneti (15-18), che si allontanano in modo ulteriore con Randazzo: 16-20. In campo entrano Pistolesi, Gutierrez e Raffaelli, con quest’ultimo che piazza il muro del 19-20, mentre l’errore di Premovic causa il pareggio: 22-22 e time out Baldovin. Randazzo tira fuori dal cilindro l’ace del 22-24 e alla seconda occasione è il neo entrato Koprivica a equilibrare il numero dei set vinti: 23-25.
Terzo set Soli rivoluziona il sestetto iniziale schierando Pistolesi in regia, il baby Maretti opposto (in alternanza con Marchini), Gutierrez e Raffaelli bande, Vitelli e Georgiev al centro. Raffaelli realizza il 4-2, Volpato ribalta il punteggio mettendo a terra il 6-7, Marchini pareggia con l’ace dell’8-8, ma Koprivica distanzia la Bunge: 9-11. Il muro di Sperandio vale il +3 della Kioene (13-16), i due ace di fila di Nelli il +6: 14-20. L’invasione di Polo riduce il gap dei ravennati (16-20), che però non riescono a raggiungere i padovani: 20-25.
Quarto set A qualificazione raggiunta anche Baldovin mischia le carte schierando le seconde linee, con Bassanello che in difesa realizza un fortunoso 1-4, mentre Nelli pesca l’ace del 5-10. L’attacco di Gutierrez e un errore di Koprivica portano a -1 la Bunge (10-11), che va in corsia di sorpasso grazie a due punti di fila del martello cubano (il secondo dalla linea dei nove metri): 13-12. Gli ospiti colpiscono al servizio prima con Travica (13-14) e poi con Nelli, che realizza due ace di fila: 16-20. Il muro di Georgiev e il pallonetto fuori misura di Nelli rimettono in partita i ravennati (19-20), che con Gutierrez ribaltano il punteggio (22-21) e impattano il numero dei set con Gutierrez in battuta: 25-23.
Tiebreak Le squadre vanno avanti a stretto contatto fino a quando Raffaelli e due errori di Nelli non scavano un primo solco: 7-5. Il muro di Georgiev vale il 9-6, gli attacchi di Gutierrez il 12-8, il primo tempo di Vitelli il 14-9. Al secondo match point Nelli sbaglia la battuta, con la Bunge che saluta così il pubblico del Pala De André con l’ennesimo successo di una stagione straordinaria: 15-11.
Le dichiarazioni del dopo-gara Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «E’ una bella vittoria, meritata, e un piacere per noi regalare un’altra bella soddisfazione al nostro pubblico nell’ultima partita stagionale disputata al Pala De André. Abbiamo espresso un gioco migliore rispetto alla gara di Padova, iniziando con i titolari nel primo set e dando spazio a tutti gli altri a partita in corsa, risparmiando energie preziose in vista del ritorno di Challenge Cup. Chi è entrato in corsa si è comportato benissimo, dimostrando che anche in panchina la Bunge ha risorse importanti, che potranno essere utili anche ad Atene». Luca Casadio (presidente Porto Robur Costa Ravenna): «Questa vittoria è l’ennesima prova di quanto sia bello e solido il gruppo costruito quest’anno. Anche chi di solito gioca di meno oggi ha dimostrato di essere importante per la Bunge, diventando protagonista di un successo voluto con tutte le forze, regalando l’ultima grande soddisfazione della stagione al pubblico del Pala De André».
La tragedia ha coinvolto i partecipanti a un corso di scialpinismo organizzato dalla scuola Cai Pietramora delle sezioni romagnole
Il faentino Roberto Bucci, 28 anni, è una delle due vittime rimaste travolte da una valanga in Val d’Aosta nella mattinata di oggi, sabato 7 aprile. Insieme a lui ha perso la vita anche un istruttore, l’imolese Carlo Dall’Osso. Altre due persone sono state tratte in salvo ancora vive e ricoverate ad Aosta in stato di ipotermia. La tragedia è avvenuta a Pila, Colle Chamolé. Una ventina le persone che stavano partecipando a a un corso avanzato di scialpinismo organizzato dalla Scuola Cai `Pietramora´ delle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Ravenna e Rimini. Il gruppo era diretto a un vicino rifugio.
Tra i messaggi di cordoglio quello della contrada la Quercia che sul proprio profilo “esprime le più sentite condoglianze ai contradaioli del Borgo Durbecco per la prematura scomparsa del loro atleta Roberto Bucci”.
Calcio C / Domani, sabato 8 aprile, i giallorossi ospitano i forti emiliani in un match che preannuncia spettacolo e tanto pubblico. Antonioli: «Restiamo concentrati sul nostro vero obiettivo stagionale rappresentato dalla salvezza»
Il centrocampista Simone Palermo torna a disposizione dopo il forfait di mercoledì
Fosse iniziato il campionato sei giornate fa, il ritrovato derby emiliano-romagnolo tra Ravenna e Reggiana (13 i precedenti di campionato in terra ravennate, l’ultimo nella stagione 2010/11), in programma domani, sabato 8 aprile, al “Benelli” (ore 18.30, arbitro Miele di Torino), sarebbe una sfida al vertice. La classifica delle ultime sei giornate dice, infatti, che il Ravenna è in testa con 15 punti e la Reggiana è terza, insieme al Mestre, con 11. In mezzo la Sambenedettese, con 14 punti, unica ad avere fermato in questo arco di tempo i giallorossi. Un crescendo, quello di Lelj e compagni, vertiginoso e sontuoso, che li ha portati, in poco più di un mese, ad allontanarsi dalla zona playout, ipotecando in modo decisivo la salvezza, e a sognare addirittura i playoff. «I numeri dell’ultimo periodo sono belli – inizia l’allenatore del Ravenna, Mauro Antonioli – e sono la conferma di quanto i ragazzi siano riusciti a crescere, con il loro assiduo lavoro, però non c’è alcuna tabella per i playoff e nello spogliatoio non abbiamo affrontato l’argomento perché l’obiettivo della salvezza non è ancora raggiunto matematicamente. Certo, siamo molto avanti ma non ancora al sicuro quindi è giusto restare concentrati sul nostro vero obiettivo stagionale».
Sempre out Capitanio e Cenci, rientra in squadra Palermo, costretto dall’influenza a saltare il match di Salò. C’è comunque la situazione ideale per il Ravenna per giocare questa partita con la massima serenità e con grande entusiasmo, facendosi magari trasportare da un pubblico che si preannuncia da grandi occasioni. «Sarà una partita bellissima, che avrà una bella cornice di pubblico e ci aspettiamo che i nostri tifosi rispondano alla grande, come hanno fatto anche l’annata scorsa in occasione delle sfide più importanti dell’annata. Abbiamo sempre potuto contare sul nostro pubblico e so che sarà così anche contro gli emiliani».
La Reggiana, al momento terza, è l’ultimo ostacolo di alta classifica sulla strada della truppa di Antonioli, una squadra che, dall’arrivo di Eberini sulla panchina, è diventata quasi infermabile in casa, vista la serie aperta di 10 vittorie di fila, ma continua a confermarsi più malleabile in trasferta, dove ha raccolto solo due successi (come il Fano: solo il Teramo ha vinto meno). L’allenatore del Ravenna tiene alta l’attenzione e la tensione. «Affrontiamo quella che per me è la squadra più forte del girone, per organico, qualità dei giocatori, forza e capacità di giocare; non avesse avuto quella brutta partenza, la Reggiana contenderebbe adesso al Padova il primato e la promozione diretta. Sarà una partita bellissima e stimolante da giocare – termina Antonioli – e dovremo sicuramente mettere quel qualcosa in più per provare a conquistare un altro risultato positivo».
Il programma (34ª giornata): domenica 8 aprile, ore 14.30, Sudtirol-Fano, Triestina-Padova; ore 16.30, Fermana-Gubbio, Teramo-Renate, Mestre-Vicenza; ore 17, Bassano-Sambenedettese; ore 18.30, Ravenna-Reggiana; ore 20.30, Albinoleffe-FeralpiSalò. Riposano: Pordenone e Santarcangelo.
Classifica: Padova (29 gare disputate) 57 punti; Sambenedettese (29) 49; Reggiana (28) 47; Feralpisalò (30) 45; Bassano (30) e Sudtirol (29) 43; Mestre (29) 42; Pordenone (31) 41; Renate (29) 39; Triestina (29) e Ravenna (29) 38; Albinoleffe (29) 36; Fermana (30) 34; Gubbio (30) e Teramo (30) 32; Santarcangelo* (29) 29; Vicenza° (29) e Fano (29) 28 (*un punto di penalizzazione; °4 punti di penalizzazione).
I Carabinieri della stazione di Mezzano tenevano d’occhio il 56enne, che non chiudeva il salone nemmeno di notte
Parrucchiere di giorno, spacciatore di notte. I Carabinieri della Compagnia di Ravenna, nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 aprile, hanno tratto in arresto un 56enne con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, di professione parrucchiere, è stato monitorato e tenuto d’occhio nei servizi nell’ambito della repressione dello spaccio di droga dai Carabinieri della Stazione di Mezzano perché la sua attività era inspiegabilmente aperta tutta la notte, e spesso frequentata da giovani, e non, tossico dipendenti.
Questa notte i militari dopo un prolungato servizio di osservazione hanno sorpreso l’artigiano, all’esterno dell’esercizio commerciale, cedere due dosi di cocaina a un giovane ravennate. L’uomo è stato così arrestato mentre l’assuntore segnalato alla Prefettura. Si è poi accertato che nel bagno dell’attività era stato allestito un piccolo laboratorio per tagliare e confezionare la sostanza. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro. Stamani al termine del processo direttissimo, con la convalida e la richiesta di patteggiamento, il Giudice del Tribunale Ravennate ha condannato il pusher a 6 mesi di reclusione e alla multa di 1.200 euro, con pena sospesa.
Lo spazio, che da tempo era stato adibito a uffici pubblici, sarà restituito alla funzione originaria e ospiterà spettacoli e attività culturali
540mila euro e lavori terminati entro la fine dell’anno per recuperare il Ridotto del Teatro Goldoni di Bagnacavallo, vero e proprio gioiello del territorio. I lavori sono iniziati con le prime demolizioni. L’intervento, eseguito dalla ditta Cgt-Costruzioni e Gestione del Territorio srl di Carinaro (Ce), prevede la rimozione di diverse tramezzature realizzate nei decenni passati, al fine di rendere fruibile il grande locale rettangolare centrale come spazio per rappresentazioni con il pubblico. In generale poi tutti i locali del terzo piano verranno sottoposti a ristrutturazione con interventi mirati, prevedendo in alcuni casi anche le opere di finitura necessarie e la ripavimentazione.
Sono inoltre in programma la realizzazione di un ascensore e il completo rifacimento degli impianti del Ridotto e del Teatro: impianto antincendio, impianti elettrici e speciali, di allarme, rete dati e migliorie dell’impianto termico esistente.
Le opere sono finanziate per la metà nell’ambito del Bando per progetti di qualificazione di beni ambientali e culturali (ex Por Fesr Regione Emilia-Romagna 2014-2020) – Asse 5 “Valorizzazione delle risorse artistiche, culturali ed ambientali”. Il finanziamento è stato ottenuto grazie al progetto Bassa Romagna Experience: Progetto integrato di riqualificazione del patrimonio culturale a fini di promozione turistica, presentato in forma associata dai Comuni di Bagnacavallo, Fusignano e Lugo. Il progetto è inoltre sostenuto attraverso lo strumento dell’Art Bonus da Romagna Acque-Società delle Fonti.
Il Ridotto è stato fin dagli inizi del ventesimo secolo sede di uffici pubblici e ora, spiegano dall’amministrazione comunale, “nell’ambito di una riorganizzazione logistica generale, si restituiranno i locali alla loro funzione originaria, inserendoli a pieno titolo fra gli spazi pubblici destinati ad attività culturali.”
Lo striscione che Forza Nuova esibì in piazza del Popolo mentre era in corso una manifestazione per i diritti delle coppie omosessuali
L’episodio risale all’ottobre 2015. La sentenza è arriva il 5 aprile scorso
Tutti assolti con formula piena i militanti di Forza Nuova che parteciparono alla “contromanifestazione” dell’11 ottobre 2015 a favore dei diritti per le coppie omosessuali. I simpatizzanti di estrema destra allora sfoderarono uno striscione che recitava “La natura ce l’ha insegnato: un bimbo da 2 gay non è mai nato”. Non ci furono scontri e soprattutto non ci furono reazioni da parte dei manifestanti “arcobaleno”.Quell’irruzione in piazza del Popolo a Ravenna fu definita “inaccettabile” dall’allora sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci. che disse allora: “a mio giudizio vanno attentamente valutate ed eventualmente perseguite possibili azioni illegali compiute domenica, nel cuore della nostra città, contro una libera manifestazione di cittadine e cittadini”. Giovedì 5 aprile 2018, rendono noto proprio da Forza Nuova con comprensibile soddisfazione, il tribunale di Ravenna ha emesso la sentenza di assoluzione.
La Cassa di Risparmio di Ravenna diventa La Cassa di Ravenna, l’utile sarebbe stato di oltre 20 milioni se non ci fossero stati gli oneri per salvare altre banche. In crescita anche la raccolta diretta da clientela
Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Abi
Si è svolta al Teatro Comunale di Russi l’Assemblea degli azionisti della Cassa di Risparmio di Ravenna Spa presieduta da Antonio Patuelli. In sede straordinaria l’Assemblea ha modificato all’unanimità alcuni articoli dello Statuto sociale innovando la ragione sociale della Banca che da ora in poi sarà “La Cassa di Ravenna Spa”, cancellando la dizione “di risparmio”. “In tal modo – spiegano dall’istituto bancario – si evidenziano maggiormente le specificità inconfondibili della Cassa di Ravenna, innovando nella continuità”.
Quindi, in sede ordinaria, l’Assemblea della Cassa di Ravenna Spa ha approvato all’unanimità il bilancio 2017 presentato dal Direttore Generale, Nicola Sbrizzi, e dal CdA che ha chiuso con un utile netto di 16 milioni e 903 mila euro (+0,16% nei confronti del 31.12.2016) che sarebbero stati 20 milioni 361 mila euro se non vi fossero stati i contributi e gli altri oneri riguardanti i salvataggi di banche concorrenti disposti dalle competenti autorità.
La Cassa evidenzia una raccolta diretta da clientela di 3.247 milioni di euro (+2,53%), una globale di 8.395 milioni di euro (+4,80%), impieghi per 3.368 milioni di euro (+ 10,48%); i mutui sono cresciuti del 7,24%; le sofferenze nette sono risultate il 3,34% del totale degli impieghi netti. Il numero dei conti correnti è aumentato del 5,51%. Il “Cet1” della Cassa al 31.12.2017 è risultato del 14,74% e il Total Capital Ratio del 19,65%.
L’Assemblea ha approvato la distribuzione di un dividendo lordo in contanti di 0,40 euro per azione, con la possibilità per ciascun azionista di optare per il pagamento del dividendo in azioni (senza tassazione, a differenza dell’incasso del dividendo tassato al 26%), in ragione di una azione ogni 43 possedute. La distribuzione del dividendo ininterrottamente per il ventiquattresimo anno consecutivo (sempre dopo aver effettuato accantonamenti) per gli azionisti della Cassa di Ravenna è motivo di grande soddisfazione e anche di alta utilità sociale in particolare per le benemerite iniziative dell’azionista Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Il Presidente Antonio Patuelli, nelle “Considerazioni finali” della Relazione, ha affermato che “i dieci anni della crisi economica più grave che l’Italia abbia subito, in tempo di pace nell’ultimo secolo, sono stati superati dalla Cassa di Ravenna, privata e indipendente, senza ricorrere ad aumenti di capitale onerosi per gli azionisti, accantonando prudenzialmente anche parti cospicue dell’utile netto maturato ogni anno e distribuendo dividendi per il ventiquattresimo anno consecutivo senza mai prelevarli dalle riserve, anzi incrementandole”.
Tutti i punti all’ordine del giorno dell’Assemblea straordinaria e ordinaria della Cassa di Ravenna sono stati approvati all’unanimità.