venerdì
01 Maggio 2026

Muli e cavalli portati in salvo dai Carabinieri: erano stati abbandonati

Un’operazione complessa a Casola Valsenio che ha coinvolto anche i volontari. Gli animali erano sfiniti da freddo e fame, ma ora stanno bene

Cavalli
La mandria prima di essere tratta in salvo

Tre cavalli e quattro muli sfiniti dal freddo e dalla fama sono stati portati in salvo dai Carabinieri di Faenza.

Erano mesi che i contadini residenti nella zona di Baffadi, nel comune di Casola Valsenio, segnalavano alle autorità la presenza di una mandria di quadrupedi che si aggirava per i campi coltivati e molte segnalazioni erano arrivate anche dagli automobilisti che si erano ritrovati gli animanli per la strada, in particolare lungo la Casolana-Riolese. Con le recenti nevicate, la mandria si era ancora più avvicinata ai centri abitati in cerca di cibo. Il sindaco di Casola, dopo le varie segnalazioni che si erano susseguite ai carabinieri forestali e alla Municipale, aveva firmato una diffida obbligando l’azienda agricola proprietaria degli animali di farsene carico, ma invano. Disattesa anche la disposizione dell’Ausl per cui sarebbe servita un’adeguata recinzione.

Sono stati guidi i carabinieri che hanno deciso di intervenire, spiegano dalla compagna, “soprattutto per garantire la salvaguardia degli animali che correvano il rischio di non sopravvivere alla morsa del freddo che ha attanagliato per giorni la zona”. In particolare i carabinieri di Casola Valsenio hanno dato inizio a un’operazione di salvataggio a cui hanno preso parte anche i vigili del fuoco volontari e alcuni contadini della zona. I sette animali sono stati avvistati in località “Rio Valle” nei pressi di un cimitero ormai in disuso. E così, i carabinieri hanno pensato di trasformare quel luogo in un ricovero per gli animali, le cui condizioni, come facilmente prevedibile, erano piuttosto precarie per ilfreddo e la fame. Uno dei cavalli, peraltro, zoppicava. Un’operazione complessa anche perché gli animali, ormai tornato allo stato brado, non si facevano avvicinare da nessuno. Così, dopo aver liberato la strada, i carabinieri hanno acquistato alcune balle di fierno e le hanno messe in una mangiatoia ricavata all’interno del muro che delimita l’ex cimitero. E di nuovo con l’aiuto di vigili del fuoco e volontari, è stata ripristinato quello che già in passato era un ricoverso per gli animali. Terminati i lavori, a tarda sera, tutte le pesrone coinvolte si sono allontanate sperando che l’odore del fierno attirasse nel recinto gli animali. E così è stato. Ed è allora che è scattato il provvedimento di sequestro preventivo e gli animali sono finiti sotto la custodia giudiziale dei carabinieri che hanno fatto intervenire un veterinario sul posto e in seguito hanno provveduto a trasferiril in un luogo più idoneo. Tutta l’operazione è stata seguita da Cristina D’aniello della Procura.

Una volta messi in salvo gli animali, i militari dell’arma hanno identificato la persona che avrebbe dovuto curarsi degli animali, un uomo di 68 anni, noto professionista della zona, che è stato denunciato per maltrattamento e abbandono di animali, oltre che per introduzione di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo. con lui sono stati denunciati in concorso anche i due soci dell’azienda agricola proprietaria della mandria di 65 e 66 anni che dovranno anche rispondere di inosservanza delle ordinanze sindacali.

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I carabinieri durante l’operazione di salvataggio

Truffa online ai danni di un’azienda che aveva comprato soggiorni all’esterno

Indagato un 36enne residente a Padova che aveva creato una falsa mail e una falsa chat di help desk per fingersi di booking.com e farsi versare oltre 3mila euro

Nuova truffa online, questa volta ai danni di un’azienda che voleva acquistare un soggiorno all’estero per alcuni suoi dipendenti tramite il portale booking.com per una spesa di 3.300 euro. Poco tempo dopo, la dipendente dell’azienda che aveva eseguito la transazione ha ricevuto sulla propria mail aziendale una e-mail, con dominio property.booking.com con la quale veniva informata che la prenotazione eseguita era stata sospesa fino al perfezionamento del pagamento che, con l’acquisto iniziale, non era andato a buon fine. Nella stessa mail veniva anche indicata una chat on line da utilizzare come help desk per la rapida risoluzione della vicenda. Dopo la conversazione via chat, la dipendente era stata indotta a versare nuovamente la somma di ulteriori 3.300 euro su un Iban indicatole via chat. La realtà è emersa alla ricezione degli estratti conto bancari della carta di credito utilizzata per perfezionare la prenotazione. Ed è partita la denuncia. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura sono così riusciti, attraverso l’Iban, ad identificare l’autore della truffa in un cittadino romeno 36enne residente a Padova che ora è indagato in stato di libertà per truffa e sostituzione di persona
In sostanza attraverso la tecnica detta e-mail spoofing, (un attacco informatico che consiste nella creazione di mail con indirizzo del mittente contraffatto che viene comunemente usata per e-mail spam e phishing al fine di ingannare il destinatario circa l’origine del messaggio) la dipendente era stata indotta a credere di interagire con reali addetti del portale booking.com. Per l’apertura del conto corrente sul quale faceva versare le somme di danaro truffate alle vittime, l’uomo aveva utilizzato un documento di identificazione di una terza persona, estranea ai fatti, sul quale aveva poi applicato la propria fotografia.

Lugo: Domenico Coppola (M5Stelle) annuncia di non volersi ricandidare nel 2019

Il consigliere comunale, all’indomani del successo elettorale: “Come Di Battista aumenterò se possibile anche di più il mio impegno, aiutando chiunque lo desideri e continuando a diffondere gli ideali e i valori del M5stelle”

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Domenico Coppola nel 2014 quando si candidò a sindaco di Lugo per il Movimento 5 Stelle

C’è chi si allontana dalla politica dopo una sconfitta elettorale, ma anche chi, a sorpresa, annuncia l’intenzione di ritirarsi dalla scena politica proprio quando questa sembra più propizia a un successo. E così Domenico Coppola, consigliere comunale a Lugo eletto sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle nel 2014 quando era candidato a sindaco, annuncia su Facebook l’intenzione di non ricandidarsi nel 2019 né per le amministrative, né per le regionali o le europee. Ma aggiunge: “Continuerò a vivere con passione il mio impegno politico e gli ideali del M5S come attivista, felice come un bambino di attaccare manifesti, distribuire volantini, incontrare le persone ai banchetti. Ma soprattutto continuerò ad essere padre di due splendide bambine e marito di una compagna di viaggio e di vita meravigliosa.”

Insomma, ragioni prettamente personali per una decisione che però appunto stupisce, dal momento che arriva dopo l’importante affermazione elettorale del Movimento 5 Stelle e a un anno dalle Amministrative. Forse l’esperienza politica non gli è piaciuta? “Un uomo – ci risponde – vive sulla base di alcuni valori, che chiaramente non sono uguali per tutti. A me sta molto a cuore il benessere di chi amo, quindi in questo momento la mia priorità è la famiglia, in secondo luogo la politica è un’attività che amo fare come parte della comunità, tra le persone, e senza le luci della ribalta. Ciò detto sono anni che dico che il m5s è un Movimento dal basso che deve accogliere tutti quei cittadini che vogliono metterci la faccia, che ha bisogno dei giovani e di rinnovarsi continuamente per non disperdere quell’energia propositrice che ne ha decretato il successo. Come Di Battista aumenterò se possibile anche di più il mio impegno, aiutando chiunque lo desideri e continuando a diffondere gli ideali e i valori del M5stelle.” Coppola è stato in prima linea anche in questa ultima campagna elettorale, e a Lugo oggi il Movimento è al 22 percento, un po’ sotto la media regionale e sicuramente sotto Ravenna dove è diventato addirittura il primo partito. Come si spiega questo risultato? “Nel 2009 il pdl alle comunali prese il 35%. Per cultura, interessi economici, reddito e storia il centro di Lugo è sostanzialmente di centro-destra, con una forte componente cattolica. Una tendenza che si registra ad ogni elezione. Come si esce dal centro il Pd e il M5Stelle aumentano i consensi, distaccando significativamente il centrodestra. Quindi il fatto di essere la seconda forza politica a Lugo è un risultato di grande successo. Ovviamente tanto lavoro è stato fatto ma tanto ancora resta da fare.”

Allerta arancio per pioggia nella giornata di domenica 11 marzo

Emessa dall’agenzia regionale, è la numero 40. Attenzione ai corsi d’acqua e alle strada allagate

PioggiaDalla mezzanotte di oggi, sabato 10 marzo, alla mezzanotte di domani, domenica 11, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 40, arancione per criticità idraulica e idrogeologica, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta completa si può consultare sul portale Allerta meteo Emilia Romagna (https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/) e anche attraverso twitter (@AllertaMeteoRER). “Raccomando – dichiara il sindaco Michele de Pascale – di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi; prestare inoltre attenzione alle strade allagate e ai sottopassi e non accedere a questi ultimi nel caso li si trovi allagati o impraticabili”.

Container: con Arkas Line collegamenti settimanali con Turchia e Medio Oriente

La soddisfazione di Tcr dove in mattinata è attraccata la prima portacontainers della compagnia turca

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La portacontainers turca attraccata alla banchina Tcr

Nella mattinata di oggi, 10 marzo, è attraccata alla banchina di Tcr, Terminal Container Ravenna, porta adriatica del network Contship ltalia, la M/V Natalia A, nave portacontainer della compagnia armatoriale turca Arkas Line, che offrirà collegamenti settimanali da Ravenna per i porti di Istanbul, Gemlik, Pireo, Izmir, Beirut, Mersin, Aleksandria, Lattakia. “Siamo molto soddisfatti che un operatore dell’importanza di  Arkas Line abbia deciso di puntare sul Terminal TCR di Ravenna per sviluppare i propri traffici di container, offrendo importanti connessioni con Turchia, Libano, Egitto, Grecia e Siria” affermano il presidente di Tcr Giannantonio Mingozzi e di Sapir Riccardo Sabadini. “Tcr, dopo aver completato un ambizioso piano di investimenti volto al potenziamento delle capacità operative, è oggi in grado di offrire al mercato servizi di imbarco e sbarco sempre più efficienti ed un’ importante connettività intermodale.  Continua l’azione sinergica di TCR e dei propri azionisti Sapir e Contship Italia, tesa ad aumentare giorno dopo giorno la capacità di offrire servizi portuali competitivi e migliorare i  risultati nel settore del traffico container, confortati in questo dalla recente approvazione del progetto Hub portuale da parte del Cipe, che rappresenta un riferimento essenziale nella prospettiva di un nuovo terminal container in penisola Trattaroli” sottolineano Mingozzi e Sabadini. Una buona notizia anche a fronte del calo del traffico container registrato nel 2017 per il porto di Ravenna.

“Nei prossimi giorni – ricorda il Direttore Generale di Tcr Milena Fico – avremo il piacere di incontrare in visita al nostro Terminal il Dott Eugenio Domicolo, General Manager di Arkas Italia, con il quale valuteremo direttamente le prospettive di questa nuova collaborazione. Siamo orgogliosi di poter dare il nostro benvenuto ad Arkas Line, che per noi rappresenta un’importante occasione di sviluppo ed un ulteriore stimolo per il miglioramento delle nostre attività, rivolte alla competizione internazionale sul mercato dei container che ci vede attivi e fiduciosi.”

Nave portoghese bloccata in porto: gravi carenze negli impianti in sala macchine

Potrà rimettersi in navigazione solo quando saranno risolte tutte le criticità. Il commento della Capitaneria intervenuta: “Pronto ed efficace l’intervento dei Servizi tecnico-nautico del porto”

Porto
Un rimorchiatore al porto San Vitale – foto di repertorio

Una nave battente bandiera portoghese è stata bloccata al porto di Ravenna dopo che è risultata non in regola per quanto riguardava impianti e apparati in sala macchine. Lo comunica la Capitaneria di porto spiegando che nel corso dello svolgimento della manovra di uscita dal porto di Ravenna, un problema di natura tecnica intervenuto nell’apparato di propulsione ha determinato l’arresto del motore principale della nave, che è stata quindi affiancata ad una banchina. La nave era arrivata a Ravenna da Koper (Capodistria) con un carico di acciaio. Terminate le operazioni commerciali, dopo aver imbarcato un Pilota e con l’assistenza di un rimorchiatore, la nave aveva i niziato la navigazione nel canale portuale dirigendosi verso l’uscita, quando – per effetto di una perdita di acqua di raffreddamento dalla testata del motore – si è verificato il suo arresto. La Capitaneria di Porto ha dunque attivato le procedure di emergenza. Il Pilota che si trovava a bordo, con l’ausilio del rimorchiatore, ha immediatamente proceduto ad ormeggiare la nave in banchina, rimanendo in costante contatto con l’Ufficiale di Guardia della Capitaneria di Porto che dalla Sala Operativa ha diretto e coordinato le attività di assistenza di tutti i Servizi tecnico nautici intervenuti: la nave è stata posta in sicurezza e sono state subito ripristinate le normali condizioni di navigabilità del porto.
Come disposto in caso di eventi del genere dalle norme, la nave è stata sottoposta ad un’approfondita ispezione, estesa ad ogni sua parte, a cura di Personale specializzato della Sezione Tecnica e Sicurezza della navigazione della Capitaneria. Dai controlli sono emerse numerose carenze e deficienze, concentrate soprattutto negli impianti ed apparati situati in sala macchine. Nei confronti della nave è stato quindi adottato un provvedimento tecnico di detenzione che manterrà i propri effetti fino all’eliminazione di tutte le deficienze riscontrate, per consentire l’esecuzione degli interventi necessari al ripristino della funzionalità degli apparati, al termine dei quali la nave sarà comunque sottoposta ad un ulteriore controllo da parte del Personale della Capitaneria di Porto per certificarne il possesso degli standard di sicurezza e quindi l’idoneità alla navigazione. “Tale evento – commentano dalla Capitaneria ­ ha evidenziato la prontezza e l’efficacia del dispositivo integrato di assistenza ed intervento dei Servizi tecnico nautici del porto, diretto e coordinato dalla Capitaneria di Porto che consente da un lato di registrare la piena rispondenza delle norme in materia alle esigenze di tutela degli interessi connessi alla sicurezza della navigazione e dall’altro di affermare che l’implementazione delle misure previste è idonea a prevenire situazioni di rischio e quindi a diminuire la probabilità del verificarsi di eventi dannosi.”

Cerimonia in piazza, seminario sulla sicurezza sul lavoro: i 31 anni della Mecnavi

Il 13 marzo ricorre l’anniversario della tragedia a bordo della gasiera Elisabetta Montanari al porto di Ravenna, dove persero la vita 13 lavoratori

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Il manifesto dietro cui sfilarono migliaia di ravennati dopo la tragedia della Mecnavi, nel 1987

Il 13 marzo ricorrono 31 anni dalla tragedia della Mecnavi, che si consumò a bordo della motonave gasiera Elisabetta Montanari, nei cantieri del porto di Ravenna, e che costò la vita a 13 lavoratori rimasti asfissiati. I caduti saranno ricordati in una cerimonia commemorativa, in programma per martedì 13 marzo alle 9.30 in piazza del Popolo, alla quale interverranno il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il sindaco di Bertinoro Gabriele Antonio Fratto (diverse vittime erano infatti di Bertinoro) e il segretario generale Uil di Ravenna, Riberto Neri, a nome delle tre confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

La celebrazione proseguirà venerdì 16 marzo, dalle 9 alle 13, nella sala D’Attorre, in via Ponte Marino 2, dove si terrà il seminario formativo dedicato ai rappresentanti della sicurezza nazionale e territoriale (RLS-RLST-RLS di sito), sul tema “Il mestiere di RLS alla ricerca dell’efficacia del ruolo”, inteso a riflettere sull’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro e, in particolare, sulle azioni dei rappresentanti per la sicurezza e degli organismi coinvolti.

I lavori si apriranno con gli interventi dei RLS; seguiranno i contributi di Stefano Toderi, del dipartimento di Psicologia dell’Alma Mater Università di Bologna, sul tema “Una riflessione per la comprensione del ruolo di RLS”; di Marco Broccoli, dirigente medico dell’Ausl della Romagna, sede di Ravenna, su “Quando RLS e organo di vigilanza si incontrano”; di Andrea Marchetti per Cgil-Cisl-Uil del Servizio informativo rappresentanti per la sicurezza della provincia di Ravenna (Sirs) su “Il sostegno delle organizzazioni sindacali ai RLS”.

Il Sirs di Ravenna, come da protocollo aggiornato il 13 marzo del 2017, supporta l’attività dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ed è composto da Cgil, Cisl e Uil, Provincia di Ravenna, Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl della Romagna – Spsal (Servizio prevenzione e sicurezza in ambienti di lavoro) di Ravenna, Inail Ravenna.

Le congratulazioni del presidente de Il Terzo Mondo al senatore Toni Iwobi

Charles Tchameni Tchienga scrive al leghista: “Non condivido le posizioni della Lega, ma credo sia doveroso congratularmi con lei”

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Charles Tchameni Tchienga, presidente Il terzo mondo Onlus

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Charles Tchimeni Tchienga, presidente de Il Terzo Mondo Onlus, e da tempo attivo in città in iniziative di beneficenza e in generale in progetti di integrazione, che interviene su una notizia che ha fatto molto discutere in questi ultimi giorni: l’elezione del primo senatore nero d’Italia, eletto tra le file della Lega Nord. Come forse ricorderanno, anche il noto giocatore di calcio Balotelli era intervenuto sul caso in modo a dir poco critico, per usare un eufemismo. Il tenore della lettera del ravennate d’adozione Tchienga è invece di tutt’altro tenore:

“Anche se in materia di immigrazione non condivido assolutamente alcune scelte e/o prese di posizioni della Lega, ritengo sia doveroso congratularmi con Lei, per questo suo brillante risultato politicamente ottenuto, che è il frutto del suo impegno in politica che dura da 25 anni.
Onorevole Toni Iwobi, oggi nel bene come nel male, lei innova la storia del Senato della Repubblica Italiana per via del colore nero della sua pelle e del sangue africano che scorre in lei.
Rimango convinto Onorevole che il modello di migrazione che lei sotto I colori Leghisti oggi rappresenta istituzionalmente è altamente ostile all’integrazione stessa.  Anche un immigrato regolare che lavora in regola rispettando scrupolosamente le regole e le leggi non riesce ad integrarsi nella vostra politica d’ integrazione (Es. la Bossi-Fini attuale).
Auspico che con la sua nuova carica istituzionale lei possa girare l’italia per confrontarsi con I cittadini della sua stessa posizione di migrante per approfondire e capire le loro difficoltà rispetto alle politiche di migrazioni sostenute e difese dalla sua Lega.
Come traguardo raggiunto, capisco la sua grande emozione. Di nuovo CONGRATULAZIONI.”
Charles Tchameni Tchienga
Presidente Il Terzo Mondo Onlus

Arte visionaria e bellezza nella Vienna di inizio Novecento

Conversazione alla Casa Matha degli studiosi Maria Rita Bentini e Alberto Giorgio Cassani sulle innovative intuizioni artistiche di Klimt, Schiele, Wagner e Moser

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Gustav Klimt, Nudo di donna, Museo d’arte della città di Ravenna

Arte e architettura di inzio secolo a Vienna sono il tema di una conversazione a due in programma oggi, sabato 10 marzo, alle 17.30, alla Casa Matha di Ravenna. Protagonisti dell’incontro gli studiosi Maria Rita Bentini, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Ravenna e Alberto Giorgio Cassani, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia e di Ravenna.

La conferenza intitolata “1918. Bellezza e abisso. Klimt, Schiele, Wagner, Moser” racconta per l’appunto di quattro grandi intelletuali e artisti viennesi che all’inizio del Novecento hanno formulato radicali novità per l’avvenire. Artisti che hanno creato nuove visioni e cambiato il volto della città, facendo della capitale asburgica un’eccezionale crocevia della modernità. Poi la fine: scompaiono infatti nello stesso anno, il 1918, Gustav Klimt e Egon Schiele, così come l’architetto Otto Wagner e il poliedrico Koloman Moser. Le loro opere (insieme a quelle dell’architetto Joseph Olbrich) non raccontano tuttavia della fine ma della bellezza e del nuovo oltre la fine stessa.

Non manca in questa straordinaria avventura culturale un legame con Ravenna, che conserva ancora oggi una frammento di tale ricerca di bellezza: un disegno di Gustav Klimt acquistato subito dopo questo anno criciale, su suggerimento del Soprintendente Giuseppe Gerola, da Vittorio Guaccimanni come Direttore dell’Accademia di Belle Arti, oggi visibile nelle collezioni del Museo d’arte della città.

La conversazione di Bentini e Cassani, attraverso le immagini, si muoverà tra pittura, disegno, grafica, architettura e sarà l’occasione per attraversare quella che è stata definita da Eric Kandel, Premio Nobel per la Medicina nell’anno 2000, The age of insight: un’età di intuizioni profonde, inedite, decisive per il futuro.
L’incontro, promosso dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Ravenna, è aperta alla città, con ingresso libero

Oltre 50mila euro per l’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza

Fondi dalla Regione, saranno coinvolti Ausl, Centro per l’impiego, Acer, servizi sociali e Linea Rosa

La giunta, su proposta dell’asses

Bakkali
Ouidad Bakkali

sora Ouidad Bakkali, ha approvato il progetto denominato A.D.A (Autonomia donne abitativa) che prevede l’investimento di 56.160 euro, ottenuti grazie al bando della Regione Emilia-Romagna che sta investendo importanti risorse sulle politiche a contrasto della violenza di genere. Grazie a queste risorse verrà formata un’equipe composta da un operatore dei servizi sociali, uno dei servizi educativi e uno dell’associazione Linea Rosa Onlus che, con l’eventuale coinvolgimento di altri servizi, ad esempio Ausl, Centro per l’impiego, Acer,  prenderanno in carico le donne vittime di violenza in situazione di disagio abitativo, sole o con figli, per costruire un percorso di autonomia articolato. I contributi saranno utilizzati per sostenere il percorso di autonomia al suo avvio, nel momento in cui le difficoltà e gli oneri sono maggiori; sarà quindi possibile redigere con le donne un progetto di autonomia abitativa attraverso l’acquisto di arredi, il pagamento di caparre o alcune mensilità di affitto.

“Questo progetto – afferma l’assessora Bakkali – si pone l’obiettivo di offrire alle donne vittima di violenza, che hanno scelto di iniziare un percorso di rinascita per se stesse e per i propri figli, un’opportunità di indipendenza e autodeterminazione. Questo è un aiuto tangibile perché si sentano nuovamente capaci di essere protagoniste attive della propria vita. Questo progetto, per il quale ringrazio la Regione Emilia-Romagna è una risposta concreta a questo fenomeno contro il quale la retorica non è più sufficiente. Al fianco dell’immenso lavoro fatto da Linea Rosa nella gestione del nostro Centro Anti violenza vanno strutturate politiche che permettano l’autosufficienza di queste donne per un’uscita definitiva dalla violenza”.

La delibera indica anche i criteri operativi per l’individuazione delle beneficiarie: stato di avanzamento del progetto in uscita dalla violenza, ovvero donne che abbiano già intrapreso azioni concrete nel percorso di uscita dalla violenza; possibilità di sostenere in futuro le spese ordinarie per la gestione di un alloggio; disponibilità a vivere in contesti di cohousing; disponibilità di risorse personali ed emotive appropriate per affrontare il percorso di autonomia; disponibilità ad aderire al percorso di autonomia.

Riberto Neri riconfermato alla guida della Uil provinciale

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Riberto Neri

Durante il XVII congresso del sindacato di via Le Corbusier confermato anche il tesoriere e i due membri della segreteria Palmarini e Sama

Riberto Neri riconfermato alla segreteria provinciale della Uil, posizione che occupa dalla metà degli anni Duemila, al termine dei lavori XVII Congresso Territoriale della UIL di Ravenna sul tema: “Fisco e Pensioni. Per una nuova Politica dei Redditi”. Inoltre è stata eletta la nuova Segretaria Confederale di cui fanno parte: Daniela Brandino, Paolo Palmarini (riconfermato), Filippo Spada e Carlo Sama (riconfermato).

All’incarico di Tesoriere è stato riconfermato Mauro Martignani.

Sangue di Giulia sui jeans di Matteo, dna di un altro uomo sotto le unghie di lei

Diciassettesima udienza / Audizione del direttore tecnico della sezione di genetica forense della polizia scientifica, consulente dell’accusa: tracce genetiche sul bastone che ha colpito la donna

RAVENNA 01/12/2017. PROCESSO CAGNONI PER OMICIDIO BALLESTRI
La pubblica accusa

Su un paio di jeans di Matteo Cagnoni trovati nella casa dei genitori a Firenze ci sono tracce di sangue della moglie Giulia Ballestri, sotto almeno quattro unghie delle mani della donna c’è dna maschile che non è del marito e non è dell’amante Stefano Bezzi ma il dna di Cagnoni è insieme al sangue della vittima sul bastone dell’aggressione. La genetica forense entra nel processo che vede alla sbarra il 53enne per l’omicidio della 39enne, trovata senza vita il 19 settembre 2016 nella villa disabitata di proprietà della famiglia dell’uomo in via Padre Genocchi a Ravenna: nella 17esima udienza davanti alla corte d’assise è stata ascoltata Alessandra La Rosa, direttore tecnico capo biologo della prima sezione di genetica forense della polizia scientifica di Roma e consulente dell’accusa.

Il bastone
Nella villa è stato trovato un bastone di 55 cm di lunghezza e 6 cm di diametro che per gli esperti di botanica è pino domestico come quelli che erano stati abbattuti nella villetta dei coniugi al mare e come quello che era accatastato nella cantinetta dell’abitazione familiare in via Giordano Bruno. Sopra c’è il sangue di Giulia e il dna del marito. C’è anche un altro dna maschile ma in quantità ritenute minime. La Rosa risponde alla domanda del pm Cristina D’Aniello dicendo che la quantità di tracce di dna maschile di Cagnoni è compatibile con il rilascio che si avrebbe impugnando il ramo come arma per colpire una persona.

I pantaloni
A Firenze, nella villa dove vivono i genitori di Matteo e dove l’imputato è andato il giorno stesso dell’omicidio (16 settembre) e dove è stato arrestato all’alba del 19 settembre, la polizia ha sequestrato un paio di jeans su cui sono state isolate tracce ematiche riconducibili alla vittima. La compatibilità statistica è elevatissima, come spiega La Rosa.

La scheggia di legno
Nella tasca anteriore del pantalone, insieme ad alcune monete, c’è una scheggia di legno compatibile con il tipo di bastone ritrovato nella villa dell’omicidio. Sulla scheggia c’è il sangue di Giulia. Diverse schegge dello stesso tipo, ma non sporche di sangue, si trovano anche nel baule di una delle due auto dei coniugi, la Chrysler Voyager che di solito usava la donna e che resta in sosta per sette minuti davanti alla villa di via Genocchi nel pomeriggio prima dell’omicidio.

La maniglia dell’auto
C’è sangue di Giulia sulla maniglia del pianale nel bagagliaio della Mercedes Classe C che Cagnoni usa per andare da Ravenna a Firenze nel pomeriggio del 16 settembre, cioè poche ore dopo che secondo gli inquirenti è avvenuto l’omicidio.

Le impronte
Nella cantina del massacro ci sono numerose impronte lasciate dall’assassino. Due in particolare sono molto evidenti e mostrano il palmo delle mani, su uno spigolo del muro e su un lato di un frigorifero. Il sangue è quello di Giulia, per la genetista incaricata dall’accusa. Le minuzie delle impronte corrispondono a quelle di Cagnoni, secondo la polizia scientifica di Bologna ascoltata nelle udienze passate.

I cuscini
Nella casa di Firenze vengono recuperati due cuscini verdi all’interno di una cantinetta in disordine: secondo gli investigatori sono quelli che mancano da due poltroncine nel salotto al piano rialzato della villa dell’omicidio. I due cuscini sono sporchi di macchie scure: l’esame del dna dice che è sangue di Giulia.

Le unghie
Sotto quattro unghie delle mani della vittima ci sono tracce consistenti di dna maschile (in quantità minore anche sotto altre dita): non c’è compatibilità con quello del marito e nemmeno con quello dell’amante. Su questo aspetto ci si aspettava battaglia dalla difesa ma così non è stato: l’avvocato Giovanni Trombini si è limitato a sottolineare la circostanza. È plausibile che ci tornerà quando verrà raccolta la deposizione del consulente della difesa per la genetica.

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