venerdì
01 Maggio 2026

Ultime ore di campagna elettorale: l’unico “big” atteso a Ravenna è Walter Veltroni

Dopo il ministro Franceschini, il fondatore del Pd chiude alle 21 al teatro Rasi. I repubblicani si ritrovano a Santo Stefano

VeltroniVenerdì 2 marzo si chiude la campagna elettorale e si entra in un silenzio che dovrà continuare fino alle chiusura delle urne. Le varie forze politiche quindi hanno organizzato incontri con elettori, cittadini e simpatizzanti, diversi dei quali però annullati per il maltempo (come la festa del Movimento 5 Stelle a Ravenna).

Si affidano invece ai big in casa Pd dove l’1 marzo è atteso (gli incontri sono in corso) il ministro Dario Franeschini (capolista alla Camera) sia a Ravenna che a Faenza (dove parlerà della nuova legge sullo spettacolo al Mic), mentre alle 19.30 Ravenna, in via della Vigna 68 a Ponte Nuovo si parlerà di un tema quanto mai assente dal dibattito pubblico: “Donne e diritti, le priorità del Pd” (intervengono Giuditta Pini, candidata Pd alla Camera dei Deputati.,Mirella Dalfiume, Conferenza delle Donne Democratiche di Ravenna, Ouidad Bakkali) – la questione della mancata presenza di candidate femminili del Pd nel ravennate è stato motivo di qualche mal di pancia nel partito.

Infine, venerdì 2 marzo alle 19 nella sezione di Santo Stefano, festa di chiusura anche per il Pri con un’intervista a Luisa Babini, Paolo Gambi e il capolista al senato Renato Lelli. Alle 21 al teatro Rasi di Ravenna, sempre per il Pd, arriva Walter Veltroni per un incontro dal titolo “Più forte, più giusta. L’Italia”.

L’appuntamento per il Popolo della Famiglia, anche con i candidati ravennati, è invece a Imola, il 2 marzo dalle 19.45 a Palazzo Marchi con il capolista Mirko De Carli. “Fuori porta” anche la chiusura di campagna elettorale di Leu, mentre la listra di Potere al Popolo ha già chiuso in bellezza con l’arrivo in città del noto attore Moni Ovadia, arrivato a sostenere e incontrare i candidati locali.

Ma c’è anche già chi pensa al dopo: al circolo Arci Dock 61 in Darsena, si organizza la “Spoiler night” per seguire lo spoglio in diretta, senza dimenticare la notte degli Oscar e con bomboloni durante la nottata.

All Vineyard di Faenza si aggiudica la gestione di 67 ettari del Polo di Tebano

La società faentina si è aggiudicata il bando di 15 anni: base d’asta 25mila euro annui, offerti 26mila

La società All Vineyard di Faenza si è aggiudicata il bando per la gestione per 15 anni dei terreni agricoli della società Terre Naldi al Polo di Tebano. La base d’asta era di 25mila euro annui, per una superficie di circa 67 ettari, 17 dei quali opzionati dagli enti di ricerca che operano al Polo. All Vineyard ha presentato un’offerta di 26mila euro all’anno. Terre Naldi, per conto del suo amministratore delegato Gianni Carapia, augura alla società  aggiudicataria buon lavoro ed una buona sinergia con gli enti del Polo.

Il rapporto soci-cooperativa è il tema del nuovo seminario di Irecoop a Faenza

Appuntamento il 6 marzo. Ultimo incontro del ciclo il 27 marzo

Consulenza ImpreseContinuano gli appuntamenti con Altamente Specialist, il ciclo di seminari di alta formazione dedicati ad amministratori e manager di impresa promossi e organizzati dalla sede di Ravenna di Irecoop Emilia-Romagna. Martedì 6 marzo dalle 9 alle 13 nelle aule di via Galilei 2 a Faenza si parlerà del “Rapporto soci/cooperativa” insieme al consulente esperto in cooperazione Giuliano Nicolini.

Si toccheranno diverse tematiche: i quattro volti della partecipazione; le diverse forme di partecipazione e responsabilizzazione del socio; la funzione sociale: cosa si aspettano i soci dalla cooperativa; definizione del piano di sviluppo sociale; le sezioni soci: competenze, strumenti e budget, rapporti con le altre articolazioni della cooperativa.

I seminari terminano martedì 27 marzo con Paolo Venturi, direttore Aiccon che, parlerà di “innovazione sociale e società circolare” dando spazio a diversi aspetti: le nuove geografie della produzione del valore; il passaggio dalla società verticale a quella circolare; il significato di società coesiva e la sfida dell’inclusione.

Per informazioni, iscrizioni e costi: 0546-665523 / sede.ravenna@irecoop.it.

L’assessora Morigi vota Leu, «per riprendere il dialogo di un centrosinistra unito»

«Sceglierò due persone che hanno dimostrato di avere la cultura del buon governo di sinistra»

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Valentina e Ilaria Morigi durante una manifestazione per i diritti Lgbt

Le elezioni del 4 marzo, che a Palazzo Merlato hanno provocato tante divisioni all’interno, per esempio, di CambieRà, dei Repubblicani, di Ravenna in Comune, provocheranno divisioni anche in seno alla giunta del Comune di Ravenna. Se infatti è scontato il voto dell’assessore bersaniano Gianandrea Baroncini che ha abbandonato il Pd da segretario comunale del partito per aderire convintamente al progetto di Mdp e ora di Liberi e Uguali (Leu), altrettanto non lo è la scelta dell’assessora Valentina Morigi, ex Sel, vicina a Pisapia, entrata in consiglio comunale e poi in giunta proprio con la lista a sinistra del Pd ma a sostegno del sindaco De Pascale che oggi non si schiera: Sinistra per Ravenna. Alcuni suoi aderenti hanno dichiarato l’intenzione di votare per una lista in appoggio al Pd anche alle politiche, ma la coordinatrice  Ilaria Morigi (che si è autospesa) è candidata alla Camera all’uninominale per Leu e membri di spicco come Maurizio Marangolo, Guido Pasi e il consigliere Michele Distaso le hanno assicurato l’appoggio. E l’assessora, peraltro omonima (ma non parente)? «Voterò per due persone che hanno mostrato di avere la cultura del buon governo della sinistra – ci risponde – due persone che conosco e che stimo, Ilaria Morigi  e Vasco Errani, candidati con Leu. La mia speranza è che grazie a persone come loro, a partire dal 5 marzo sia possibile riprendere le fila del dialogo per un centro sinistra unito, oggi a livello nazionale spaccato e diviso».

“Il 2 marzo scuole chiuse a Ravenna”. Ma i messaggi nelle chat sono un falso

Continuano a circolare finti profili Facebook del sindaco Michele De Pascale

Fake Sindaco[+++AGGIORNAMENTO+++ Le scuole resteranno chiuse a Ravenna anche venerdì 2 marzo, l’annuncio è arrivato qualche ora dopo quello falso di cui si parla in questo articolo]

Dopo quelli relativi a martedì 27 febbraio, stanno circolando in particolare nelle chat Whatsapp delle varie classi delle scuole nuovi messaggi falsi del sindaco Michele de Pascale in cui annuncia la chiusura degli istituti anche per la giornata di venerdì 2 marzo. La decisione, in realtà, non è ancora stata presa.

«L’amministrazione – si legge in una nota del sindaco – diffida chiunque dall’utilizzare profili e pagine Facebook falsificati del sindaco o del Comune di Ravenna e intende fare chiarezza per eventuali disagi causati da questo grave atto e nel caso rivolgersi alle autorità competenti».

La raccomandazione è sempre quella di verificare nel sito del Comune o direttamente sulla pagina Facebook (vera) del sindaco.

Leone sequestrato al circo ora si rotola sulla neve allo zoo di Ravenna – VIDEO

Leo era denutrito e ferito: ora vive al Safari grazie a una richiesta dell’associazione Salviamo gli Orsi della Luna

Leone SafariNei giorni scorsi lo zoo safari di Ravenna ha accolto Leo, leone di 5 anni sequestrato al Circo di Svezia. Dopo un temporaneo trasferimento al bioparco di Roma, dove l’ animale è arrivato in pessime condizioni, con evidenti  segni di denutrizione, escoriazioni e ferite in varie parti del corpo, il leone, diventato oggi un magnifico esemplare, ha raggiunto la sua destinazione finale presso il parco ravennate «dove finalmente – assicurano dal Safari in una nota inviata alla stampa –, in compagnia di suoi simili, in un ampio spazio all’ aperto di 3000 mq, curato con i necessari arricchimenti ambientali,  vivrà una vita degna di essere vissuta».

La richiesta di accoglienza preso il Safari Ravenna  è partita ancora una volta dall’associazione animalista Salviamo gli Orsi della Luna, che già in passato si è rivolta al parco ravennate per ospitare animali provenienti da situazioni di difficoltà. «In qualità di rappresentante dell’associazione – dichiara Carmen Aiello –, sono davvero contenta della continua disponibilità e concretezza del Safari Ravenna, sempre in prima linea ogni qual volta abbiamo manifestato la necessità di intervenire per tutelare la salute e il benessere di un animale. Sembra banale, ma di fatto accade di rado di riuscire ad avere con  una struttura italiana una collaborazione fattiva e spesso siamo stati costretti a rivolgerci all’estero».

«Il Safari Ravenna – dichiara invece il direttore del parco Osvaldo Paci – sin dalla sua nascita e spesso anche scontrandosi con toni accesi con le stesse associazioni animaliste, ha da sempre chiarito che il suo ruolo va ben oltre alla creazione di un Parco inteso esclusivamente come  luogo ricreativo. Un giardino zoologico rappresenta innanzitutto una funzione educativa e di divulgazione nel campo  naturalistico ed ambientale e un ruolo attivo nella conservazione della biodiversità e nella tutela del benessere animale».

La stagione 2018 del parco ravennate si inaugurerà a breve (doveva riaprire il 4 marzo ma poi a causa del maltempo l’inaugurazione è slittata a una data ancora da definire) e Leo sarà già visibile ai visitatori del parco nella apposita area riservata ai leoni.

Maltempo, l’allarme dei contadini per albicocchi e ortaggi

Coldiretti Emilia-Romagna: «Troppo presto per una stima dei danni, ma preoccupa fortemente il protrarsi del gelo sui campi»

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I fuochi accesi in questi giorni nel Faentino per “difendere” gli albicocchi dal gelo

Le temperature scese sotto lo zero nella campagne dell’Emilia-Romagna confermano le preoccupazioni degli agricoltori per le piante e gli ortaggi. Lo afferma Coldiretti Emilia-Romagna sulla base delle rilevazioni dell’Arpae, da cui risulta che nella notte tra martedì e mercoledì nelle zone di pianura le temperature sono scese sotto i -8 gradi e nelle zone collinari e pedocollinari si è arrivati anche sotto i –12. A soffrire sono in particolare – informa Coldiretti regionale – gli alberi da frutto nella parte orientale della regione, dove le temperature massime di gennaio superiori, tra gli 8 e 10 gradi, alla media stagionale avevano provocato un risveglio vegetativo delle piante, con l’ingrossamento delle gemme e in alcuni casi fino alla fioritura.

È successo – afferma Coldiretti Emilia Romagna – in diverse zone della Romagna, dove sono fioriti gli albicocchi i cui fiori sono stati bruciati dalle gelate notturne. Infatti, se un albero da frutta può resistere fino a diversi gradi sotto lo zero – commenta Coldiretti Emilia Romagna – non è così per le gemme e i fiori che risentono pesantemente delle gelate che possono compromettere l’intero raccolto di una annata agraria. Per cercare di riscaldare gli albicocchi nel Faentino sono stati accesi in questi giorni anche suggestivi fuochi, le cui foto sono poi diventate virali sul web (foto in alto).

In crisi anche il settore degli ortaggi, dai carciofi ai cavoli, ai broccoli, in alcuni casi atterrati dalle nevicata e bruciati dal gelo. È troppo presto – afferma Coldiretti Emilia-Romagna – per una stima dei danni, ma preoccupa fortemente il protrarsi del gelo sui campi. Se queste temperature dovessero continuare a lungo le produzioni nelle zone colpite potrebbero essere compromesse irreparabilmente. Ma una valutazione attendibile potrà essere fatta solo nei prossimi giorni.

A soffrire anche la pesca – sottolinea Coldiretti regionale – con nubifragi, vento, neve e mareggiate che hanno paralizzato l’attività di molti pescherecci nell’Adriatico e messo in difficoltà gli impianti per la crescita delle cozze sulle coste.

Alunni e docenti a casa, bidelli e amministrativi a scuola:«Lavoratori discriminati»

La protesta di Cgil a difesa del cosiddetto personale Ata. Una bidella: «Al lavoro in una scuola fredda e vuota, la sicurezza dovrebbe essere un diritto di tutti»

Scuole chiuse? A Ravenna (e, tra gli altri comuni, Riolo Terme) in realtà no. L’ordinanza del sindaco De Pascale (a differenza per esempio di quella di Coffari a Cervia, che prevede espressamente la chiusura) prevede infatti soltanto la sospensione delle attività didattiche ed educative. A casa, quindi, restano alunni e insegnanti mentre il cosiddetto personale Ata è invece tenuto a presentarsi a scuola, tra le proteste per esempio della Cgil.

«La sospensione delle attività didattiche – spiegava ieri (mercoledì 28 febbraio) la segretaria provinciale della Flc Cgil, Marcella D’Angelo – implica per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario di svolgere il proprio regolare servizio. Si tratta di una indecifrabile difformità tra il personale della scuola, oltre che un’inutile e insopportabile ingiustizia. Oggettivamente, se le ordinanze dei sindaci nascono dalla necessità di tutelare la cittadinanza e, nello specifico, di tutelare anche la viabilità per il rischio ghiaccio, non si riesce a comprendere come mai il personale Ata sia esente da tali tutele. Considerato che l’allerta meteo prosegue anche per i prossimi giorni auspichiamo che i sindaci della nostra provincia coinvolti, qualora le condizioni atmosferiche fossero tali da impedire il normale svolgimento delle lezioni scolastiche, chiudano le scuole. Contestualmente sollecitiamo la Prefettura affinché vigili su tutte quelle ordinanze dei sindaci che sospendono semplicemente le attività didattiche invece di chiudere le scuole».

Sulla stessa linea anche il parlamentare ravennate uscente, nonché candidato di Liberi e Uguali, Giovanni Paglia, che in una nota inviata alla stampa parla di «discriminazioni tra i lavoratori della scuola».

Il caso tiene banco anche sui social network, dove la professoressa Serena Simoni, a titolo personale, ha inviato una lettera virtuale al sindaco De Pascale. «Dalla sua decisione – citiamo parte della lettera al sindaco – si deduce che i cosidetti “bidelli” siano stati selezionati sulla base del fatto che abitano tutti a due passi dalle scuole, che sono forniti di renne e di sci, di bobcat e forse di snowboard. Si deduce inoltre che il lavoro degli Ata è essenziale quanto quello di medici, vigili del fuoco e polizia, anche a scuole vuote». Tra i commenti anche quello di una “Ata”: «Insieme alle colleghe sono andata a lavorare ieri (martedì, ndr) in una scuola vuota e fredda. La sicurezza dovrebbe essere un diritto di tutti o è riservato solo ai bambini e docenti?».

Pri: la “pax” (dopo la guerra) tra le due anime dei repubblicani ravennati

 

Gambi e Babini candidato. Il segretario Fusignani: «Contrari all’accordo con Verdini ma non dirò mai di non votare l’Edera»

Foto Gambi Babini
Paolo Gambi e Luisa Babini

Il Paese ha bisogno dei Repubblicani perché ha bisogno di una politica seria. Ne è convinto Paolo Gambi, avvocato sessantenne con alle spalle una militanza politica nel Pri iniziata negli anni Settanta e continuata tutta la vita, attraverso vari incarichi nel partito e negli enti locali. Gambi è capolista alla Camera per l’Edera che torna con il suo simbolo sulla scheda elettorale dopo anni di assenza grazie al’accordo tecnico – «non politico», specifica Gambi – con Ala, il movimento di Denis Verdini, ha permesso al partito di non raccogliere le firme. «Con Ala non c’è stato nessun patto elettorale», specifica Gambi. Proprio su questo il Pri ravennate si è spaccato, sull’onda di una polemica che dura dal congresso del 2017 e che ha visto il finora solido gruppo dirigente ravennate dei Repubblicani dividersi in due. La maggioranza è contraria a questo accordo nazionale e ha deciso di non partecipare attivamente alla campagna elettorale. Favorevole invece la minoranza, che già in occasione del congresso aveva marcato distanze importanti dagli attuali segretari locali, di cui fa parte Gambi e Luisa Babini, candidata al Senato. Sul tema del voto c’è una sorta di “pax” tra minoranza e maggioranza.

La posizione del segretario, Eugenio Fusignani, è chiara: «Siamo contrari all’accordo con Verdini, le liste sono presenti in metà delle regioni e così si rischia che il voto ai Repubblicani vada sprecato. Però da parte mia non dirò mai di non votare l’Edera e non c’è nessun ostruzionismo verso chi ha scelto di candidarsi, le pagine del nostro organo politico La Voce di Romagna sono aperte. Di certo alla maggioranza del partito qui la linea della nuova direzione nazionale non piace, tanto che abbiamo lasciati vuoti i posti che spetterebbero a Ravenna. È uno dei tanti passaggi difficili che supereremo e sono convinto che dal giorno dopo il voto, in tanti diranno che Ravenna aveva ragione».

Gambi, da parte sua, non accende la miccia: «Mi limito a registrare la posizione del segretario e l’invito al voto repubblicano». Così la corsa di Gambi prosegue: «Non esiste il voto inutile in democrazia. Oggi di fronte a una politica che, sia a destra sia a sinistra, ha perso ogni parvenza di serietà c’è bisogno del nostro partito». Per il candidato, l’Edera è «l’altra sinistra, quella che esiste ancora e che è alternativa a quella marxista e socialista, ormai scomparsa». Insomma, il partito nelle parole di Gambi rimane nell’alveo di un liberalismo che crede nella politica degli investimenti pubblici come volano per far decollare l’economia ma che, nel contempo, ritiene «necessario ridurre il debito del Paese». Nell’equilibrio tra queste due prospettive si muove il credo dell’avvocato che non è mai stato scalfito dalle difficoltà del partito: «Io sono stato, sono e sarò sempre Repubblicano».

La Bunge esulta anche in Europa: espugna Lisbona e si qualifica in semifinale

Volley / Bella e sofferta vittoria dei ravennati, che piegano i portoghesi del Benfica e superano i quarti di finale di Challenge Cup. Nel prossimo turno Orduna e compagni sfideranno i turchi del Maliye Piyango Sk Ankara

Lisbona-Ravenna 2-3
(21-25, 25-22, 25-18, 22-25, 14-16)
BENFICA LISBONA: André Lopes 5, Honoré 6, Tiago Violas 4, Gradinarov 8, Soares Zelao 7, Hugo Gaspar 1, Ivo Casas (L); Margarido Vinhedo, Mrdak 19, Winters 9, Cveticanin 4, Stojsavljevic 2. Ne: Sinfronio, Gentil (L). All.: Pereira Jardim.
BUNGE RAVENNA: Vitelli 4, Orduna 5, Marechal 20, Diamantini 6, Buchegger 21, Poglajen 13, Goi (L); Raffaelli, Pistolesi, Gutierrez 11, Georgiev 3. Ne: Marchini. All.: Soli.
ARBITRI: Lagierski (Pol) e Sabroso Moratilla (Spa).
NOTE – Lisbona: bs 8, bv 6, errori 15, muri 13; Ravenna: bs 23, bv 9, errori 19, muri 10. Durata set: 30’, 32’, 27’, 30’, 19’ (tot. 138’). Spettatori: 856.

Esultanza Finale A Lisbona
L’esultanza dei giocatori della Bunge al termine della partita vinta a Lisbona

Nel ritorno dei quarti di finale la Bunge sbanca al tiebreak Lisbona con una prestazione tutto cuore e orgoglio e si qualifica alle semifinali della Challenge Cup. Stanchi per un viaggio massacrante, con l’arrivo in terra portoghese nella tarda serata di martedì, Orduna e compagni realizzano una vera e propria impresa, riuscendo a ribaltare il risultato dopo essere stati in svantaggio di due set a uno contro l’ostico Benfica. Dopo la vittoria della quarta frazione, scoppia tutta la gioia della squadra di Soli per aver raggiunto l’obiettivo dei due set vinti (all’andata era finita con un successo per 3-1), ma che trova anche la forza per spuntarla al tiebreak. I ravennati riscattano così l’eliminazione di tre anni fa proprio per mano dei lusitani e si qualificano in semifinale, dove affronteranno i turchi del Maliye Piyango Sk Ankara, vittoriosi sui bulgari del Montana (andata al Pala De André il 14 marzo, ritorno il 28).

Sestetti iniziali Il tecnico Pereira Jardim disegna il suo Benfica con la diagonale formata dal regista Tiago Violas e il bombardiere Lucas Gaspar, le bande Gradinarov e André Lopes e al centro Honoré e Soares Zelao (libero Ivo Casas). Il coach Fabio Soli schiera invece il solito sestetto: Orduna al palleggio, Buchegger opposto, Marechal e Poglajen schiacciatori, Vitelli e Diamantini centrali e Goi in seconda linea.

Primo set La Bunge accumula un vantaggio progressivo con Buchegger (0-2), Poglajen (1-4) e Vitelli a muro: 2-6. La schiacciata in rete di Honoré regala il +5 ai ravennati (5-10), che però vengono avvicinati da Gradinarov e da due muri di fila di Zelao: 10-11 e time out di Soli. L’attacco sull’asta di Lucas Gaspar e un pasticcio dei portoghesi provocano un break di 3-0, con gli ospiti che scattano sull’11-15, obbligando Pereira Jardim a fermare il match. Un altro errore dei biancorossi, sul servizio di Buchegger, fa tornare a cinque le lunghezze di vantaggio della Bunge (12-17), che con l’austriaco e Orduna vola sul 13-20. Il Benfica ha un sussulto, portandosi prima sul 17-21 con Honoré e poi addirittura sul 20-22, ma Poglajen mette a terra la palla del 20-24 e al secondo set ball Diamantini chiude un lungo scambio: 21-25.

Secondo set Un primo tentativo di scatto del Benfica viene neutralizzato da un muro di Orduna (da 6-4 a 6-6), un secondo provoca la pronta reazione della Bunge, che dal 9-7 si porta sul 9-13 grazie a un break di 6-0 a firma di Marechal (tre punti) e Orduna (un ace). I portoghesi rispondono riportandosi sotto con un muro di Soares Zelao (12-13), ma dalla linea dei nove metri Buchegger li ricaccia indietro con due servizi vincenti di fila: 14-18. Winters dimezza il gap (16-18) e André Lopes manda in corsia di sorpasso i padroni di casa (20-19), ripetendosi poi in battuta: 22-20. Alla prima occasione, infine, Mrdak realizza il muro del pareggio: 25-22.

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Un muro di Vitelli e Poglajen nella sfida con il Benfica (foto Cev)

Terzo set La Bunge si trova subito in difficoltà, andando sotto 5-1, con Soli che sostituisce Buchegger con Gutierrez. Il cubano si presenta realizzando tre punti nei successivi cambi palla, ma alcuni errori lanciano sul +6 i portoghesi: 10-4. Honoré mette a terra la palla del 12-5, poi un altro black out collettivo provoca la fuga degli avversari: 16-7. Il muro di Soares Zelao scava un solco ancora più profondo (18-8) e il Benfica si aggiudica la terza frazione al terzo set point: 25-18.

Quarto set La Bunge scende in campo con il sestetto iniziale e Marechal al servizio la spingono sul 5-7. Vitelli mette a terra la palla del 7-10 e Poglajen realizza l’ace dell’8-12, ma Winters risponde con la stessa moneta: 11-13. Questa volta è Marechal a colpire dalla linea dei nove metri (12-16), con i padroni di casa che però pareggiano il conto con un break di 4-0 chiuso dal muro di Honoré: 16-16. Il sorpasso del Benfica passa dal muro di Soares Zelao (20-19), il contro-sorpasso ravennate dalle mani di Buchegger, che realizza i tre punti di fila che valgono la vittoria del set e la qualificazione alle semifinali: 22-25.

Tiebreak Centrato l’obiettivo, il coach Soli manda in campo Raffaelli, Pistolesi e Gutierrez, facendo tirare il fiato agli esausti Marechal, Orduna e Buchegger. Si viaggia sul filo dell’equilibrio fino a quando Vitelli realizza l’ace dell’8-10 e Poglajen mette a terra la palla dell’8-11. Mrdak pareggia il conto a quota 11 e Cveticanin firma il sorpasso: 12-11 e time out Soli. Poglajen, Georgiev e Gutierrez al servizio suonano la carica (12-14), Cveticanin con un ace pareggia il conto (14-14), ma ai vantaggi è l’opposto cubano a chiudere la sfida: 14-16.

Droghe leggere, volantini antiproibizionisti di Leu davanti alle scuole: è polemica

Domenico Esposito, 22 anni, responsabile dei giovani di Liberi e Uguali: «Linguaggio provocatorio per parlare ai giovani dei temi che li riguardano, come il consumo di droghe leggere, ma anche le tasse universitarie e l’Europa»

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Il volantino che fa discutere

Fa discutere un volantino elettorale distribuito davanti alcune scuole superiori di Ravenna con uno slogan antiproibizionista per l’uso delle droghe leggere. Ce lo segnalano alcuni nostri lettori scandalizzati per lo slogan che definiscono «indecente» perché letto quasi come un invito a fare uso di droghe leggere. Lo slogan incriminato è: “Fumare una canna non fa di te un criminale”. Campeggia sopra il simbolo di Liberi e Uguali, la lista guidata da Grasso e che tra i ravennati candida nomi illustri come quello di Vasco Errani al Senato e alla Camera il deputato uscente di SI Giovanni Paglia e l’avvocato Ilaria Morigi all’uninominale.

Il volantino è stato realizzato  da quella che è chiamata la “giovanile” di Leu, guidata da Domenico Esposito, 22 anni, ex segretario dei Giovani Democratici, che abbiamo sentito al telefono. «Mi sembrano polemiche assurde, il messaggio del volantino è chiaro: siamo per la legalizzazione delle droghe leggere per ragioni sia sociali che civili. Crediamo sia sbagliato lo stigma e l’ostracizzatone di chi fuma uno spinello ogni tanto e viene considerato drogato nel senso di tossicodipendente, oltre al fatto che legalizzare le droghe leggere significherebbe combattere il mercato illegale».

La legalizzazione della cannabis è un tema ormai di portata internazionale e una strada scelta già da alcuni Paesi, nonché nei programmi di altre forze politiche come i Radicali. Ma ciò che viene contestato, va chiarito, è soprattutto lo slogan scelto e il fatto di averlo distribuito davanti alle scuole. Tra lo stupito e l’amareggiato, Esposito si dice convinto di aver scelto il linguaggio giusto per affrontare uno dei temi che riguardano i giovani: «Abbiamo utilizzato uno slogan provocatorio, ma per evidenziare i ritardi della legislazione italiana che, rispetto ad altri Paesi, ha legalizzato solo l’uso della cannabis per scopo terapeutico. Del resto, il volantino indica una chiara premessa “L’abolizionismo ha fallito (…) impedire l’accesso al mercato legale sposta solo i consumatori su quello illegale. Non riduce la domanda”».

Il volantinaggio, che è già stato fatto in centro storico e davanti ad alcune scuole superiori, proseguirà nei prossimi giorni: «Abbiamo distribuito di fronte alle scuole volantini su temi che riguardano direttamente i giovani: abolizione delle tasse universitarie, Europa (peraltro stampato sul retro del volantino sulla legalizzazione, ndr) perché vogliamo discuterne e cerchiamo di coinvolgere le nuove generazioni, che spesso si disinteressano di politica. Del resto, non ritengo che un giovane sia spinto a fare uso di cannabis per via di un volantino. Devo invece dire che i volantini che abbiamo distribuito sui vari temi hanno suscitato interesse ed hanno prodotto un confronto positivo. Per me quella sulla legalizzazione è una battaglia giusta da portare avanti assieme agli altri temi».

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