mercoledì
29 Aprile 2026

La compagnia Panda Project in Danimarca mette in scena i ricordi degli spettatori

Dal 21 gennaio sarà esposta un’installazione, figlia di un progetto lungo cinque anni a cui hanno collaborato le persone che guardavano gli spettacoli. Il 25 laboratorio teatrale con i ragazzi delle superiori

Panda ProjectLa compagnia teatrale ravennate Panda Project dal 21 al 26 gennaio è a Copenaghen per un “Teater Fest”personale che comprende l’istallazione “Exhibit B.A.L.”, lo spettacolo “Visual Bluff” e una grande festa per celebrare le eccellenze romagnole.

Un bel traguardo per il gruppo ravennate, fondato nel 2009 da Beatrice Cevolani, Hendry Proni e Delia Trice, che sbarcherà nella capitale danese in veste di assoluto protagonista. A Copenaghen i “Panda” saranno ospiti del prestigioso spazio della House of International Theater (HIT).

Il primo appuntamento sarà il 21 gennaio, quando verrà esposta l’installazione “Exhibit B.A.L. (Break a Leg)”, un’originale raccolta di oggetti personali ironicamente finalizzata al “ricordo dello spettatore”. Da più di 5 anni la compagnia chiede agli spettatori di collaborare ad una mostra collettiva, formata da piccoli oggetti personali donati liberamente e inseriti dentro buste di plastica.

L’installazione, che ha una lunga storia di trasferte alle spalle avendo partecipato a vari festival in Europa e in America, approda ora nella città della Sirenetta: verranno raccolti i ricordi degli spettatori danesi mettendo allo stesso tempo in mostra il “catalogo universale” già archiviato. In un qualche modo, saranno gli stessi cittadini ravennati ad essere in mostra alla HIT di Copenaghen grazie a questa originale istallazione, che durerà fino al 26 gennaio.

Il 25 gennaio, inoltre, la compagnia di Ravenna terrà un laboratorio teatrale con i ragazzi delle scuole superiori, nella città di Vordingborg, un centro a sud-ovest della capitale dove al Medborgerhuset (la casa del popolo) andrà in scena lo spettacolo “Visual Bluff”, grazie all’ospitalità della compagnia danese Cantabile2.

La riflessione sul rapporto fra attore e spettatore è al centro di questo peculiare spettacolo, nel quale, grazie a uno schermo gigante proiettato sulle quinte, è il pubblico stesso ad essere ripreso e a conquistare la scena. “Visual Bluff”, recitato per l’occasione in inglese, diventa in questo modo un dispositivo teatrale ironico e brillante, che innesca la partecipazione del pubblico grazie ad una divertente riflessione meta-teatrale, fatta di improvvisazione e di giochi di rimbalzi fra spettatore e attore.

Lo spettacolo avrà una seconda replica il 26 gennaio all’HIT di Copenaghen, serata che chiuderà in grande questo Teater Fest: dopo la performance il pubblico potrà partecipare all’Italian After Party, organizzato in collaborazione con Elvira Mormino, produttrice culturale e ideatrice di Elvimormi (facebook.com/elvimormi/) con l’associazione italo-danese Grazie Gloria (gloria.dk), e con la partecipazione dell’Istituto di Cultura Italiana in Danimarca.

In questa occasione sarà possibile fruire di un altro tipo di arte: quella eno-gastronomica, che distingue il nostro paese in tutto il mondo. Grazie alla sponsorizzazione di aziende faentine, gli spettatori danesi e internazionali potranno allietare i loro palati con i prodotti tipici dell’azienda Quinzan di Castel Raniero e della “Bottega del Buongustaio” di Faenza, delle azdore Maria e Paola e di Claudio. Si concluderà così un festival che, oltre ad essere un grande traguardo per la compagnia ravennate, è anche un ottimo biglietto da visita per il nostro territorio.

Acquistava creme dall’estetista spendendo soldi falsi: denunciato un uomo di 28 anni

L’ultima truffa a Ravenna ma il giovane aveva colpito anche  in altri saloni di bellezza in Italia. Denunciato e segnalato alla procura

Colpiva i saloni di bellezza, comprando prodotti da pochi euro con soldi falsi ma incassando resto verissimo. L’ultimo colpo quel 28enne residente ad Acerra (Napoli) lo ha fatto in un salone di bellezza della città. A chiamare la polizia è stato l’amministratore di un centro estetico che si è accorto di avere in cassa cento euro falsi e ha denunciato il tutto, consegnando le immagini di sorveglianza.

Il fatto è accaduto la settimana scorsa ed è partita l’indagine che ha coinvolto altri uffici investigativi in tutta Italia e consentito di  individuare analoghi episodi ai danni di commercianti del settore estetico, tutti commessi con le stesse modalità d’acquisto effettuati sempre da persone di sesso maschile.

Gli accertamenti investigativi permettevano di individuare, quale probabile responsabile, il 28enne pregiudicato campano per la sua somiglianza con l’autore del reato. E’ stato segnalato dalla Squadra Mobile alla procura come responsabile del fatto e passa ora al vaglio della divisione Anticrimine della questura per l’applicazione di una misura di prevenzione idonea.

Ravenna, 18 gennaio 2018

L’ex commissario della spending review Carlo Cottarelli in biblioteca Classense

L’evento organizzato da La Pigna e Energie per l’Italia. Si parlerà della dismissione delle società pubbliche del comune di Ravenna

Carlo cottarelli

L’ex commissario della Spending Review Carlo Cottarelli sarà a Ravenna oggi pomeriggio (19 gennaio) in un incontro organizzato dalla lista civica La Pigna e dal coordinamento regionale di Energie per l’Italia. Appuntamento alla Biblioteca Classense (sala Muratori) a partire dalle 18. Con Cottarelli ci sarà il professor Riccardo Puglisi, responsabile Economia di Energie per l’Italia e docente all’Università di Pavia.

Ad introdurre l’incontro, intitolato “Dismissione delle società commerciali comunali e referendum per lo sviluppo e la crescita di Ravenna” sarà Roberto Ticchi, referente regionale di Energie per l’Italia, mentre la chiusura dei lavori è affidata a Veronica Verlicchi, capogruppo de La Pigna.

Trovata morta nel pozzo nel 2008, sentenza definitiva: marito condannato a 23 anni

Il quinto processo mette la parola fine sulla vicenda della 23enne Yanexy Gonzalez Guevara: fu uccisa dal marito Marco Cantini

49122Ci sono voluti cinque processi in poco più di nove anni per arrivare a mettere un punto fermo all’omicidio di Passogatto: l’assassino della 23enne cubana Yanexy Gonzalez Guevara ha un nome ed è quello del 46enne imprenditore Marco Cantini, il marito da cui la ragazza si stava separando. La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a ventitrè anni per omicidio volontario arrivata nell’appello bis.

Il cadavere della 23enne venne trovato il 2 settembre del 2008 in un pozzo nelle campagne di Passogatto poco distante dall’abitazione dei coniugi. La ragazza mancava da casa da una decina di giorni. A marzo del 2011 arrivò la svolta improvvisa nelle indagini con l’arresto di Cantini e il via di un iter giudiziario lungo e pieno di colpi di scena: il 46enne è stato assolto in primo grado, poi condannato in appello nel 2014 a ventitrè anni. La Cassazione nel 2015 annullò la condanna disponendo un appello bis in cui arrivò una nuova condanna nel 2016 ancora a ventitrè anni.

Il Bronson inaugura un nuovo locale: sarà aperto dalla colazione fino a mezzanotte

Bronson Cafè
L’installazione nei giorni scorsi dell’insegna

Inaugura domani, venerdì 19 gennaio, il Bronson Café, il bar adiacente il Bronson di Madonna dell’Albero rilevato appunto dallo staff dell’ormai celebre – anche al di fuori dai confini provinciali e regionali – rock club ravennate. Si tratta del quarto locale che fa parte del gruppo, oltre allo stesso club, il bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna e, in centro, il Fargo Cafè.

Sarà un locale aperto dalla colazione fino a mezzanotte – passando per il brunch e l’aperitivo – ogni giorno dell’anno, all’insegna delle atmosfere e degli ascolti cari al Bronson e ai suoi frequentatori.

L’inaugurazione è in programma alle 18 con playlist musicali d’autore e la mostra “Beaches Brew 2017 – Ritratti” curata da Andrea Fiumana e Cristina Bagnara, con foto dall’ultima edizione dell’omonimo festival rock sulla spiaggia di Marina di Ravenna, organizzato dallo stesso Bronson.

Cinema Astoria chiuso da mesi in attesa di manutenzione, nessuno sa quando riaprirà

Danni causati dal maltempo di giugno. Il proprietario Acmar in concordato e la liquidatrice non forniscono informazioni. E il gestore Cinemacity vorrebbe ricominciare con le proiezioni

Il cinema Astoria di Ravenna lo scorso autunno non ha ripreso le proiezioni come al solito e a metà gennaio del 2018 è ancora chiuso: sono necessari dei lavori di manutenzione per riparare i danni causati dal violento nubifragio di giugno ma dai diretti interessati nell’attività della multisala non c’è modo di conoscere se e quando verranno fatti.

La gestione della struttura è del gruppo Cinemacity che gestisce anche l’altra multisala della città e ritiene che, per il tipo di intervento, la riparazione non spetti al gestore ma al proprietario dell’immobile e cioè la cooperativa Acmar. Una convinzione già espressa alla fine di ottobre quando Cinemacity ci parlò di ritardi tecnici e burocratici, forse da considerare quasi inevitabili se si pensa che la coop edile è alle prese con un concordato in continuità per tentare di superare una pesante crisi. Il gestore si augurava di riavere la struttura pronta per riaprire in novembre o almeno entro Natale, avendo già previsto in calendario una rassegna e non potendo contare sulla normale attività delle sale. È passata anche l’Epifania e il cinema di via Trieste resta ancora chiuso. La gestione conferma quanto detto nei mesi scorsi sulla sua convinzione per quanto riguarda la responsabilità dei lavori e quindi ci rimanda alla cooperativa per avere una spiegazione ufficiale.

Abbiamo contattato la sede di Acmar chiedendo di parlare con qualcuno al corrente della situazione Astoria: ci fanno capire che al momento l’azienda sta portando avanti con maggiore attenzione l’attività edilizia nell’ambito del concordato mentre il ramo immobiliare come altri non legati al core business sono di diretta competenza della liquidatrice nominata dal tribunale, la commercialista Paola Ranieri. E così i dirigenti di Acmar ci dicono di fare riferimento alla liquidatrice per avere una dichiarazione ufficiale sulla tempistica dei lavori.

Abbiamo chiamato lo studio Ranieri diverse volte nel corso degli ultimi dieci giorni chiedendo di poter avere informazioni sul futuro dell’Astoria ma non abbiamo mai trovato la professionista in ufficio. Abbiamo lasciato i nostri recapiti ogni volta alla segretaria dall’altra parte della cornetta ma nessuno ha mai richiamato. L’ultima telefonata oggi pomeriggio: «La dottoressa Ranieri è fuori, purtroppo è molto impegnata».

Scuola: «Alle elementari l’85 percento fa religione, alle superiori solo in 6 su 10»

I dati della diocesi, che risponde alla campagna degli atei per l’ora di alternativa. «Non è catechismo, ma cultura religiosa»

OrareligioneFino al 6 febbraio i genitori dovranno scegliere se avvalersi per i propri figli dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola pubblica. Un argomento molto dibattuto e sul quale il circolo ravennate degli atei e degli agnostici ha fatto partire proprio in questi giorni una massiccia campagna informativa per sensibilizzare le famiglie sull’alternativa, all’ora di religione. A promuovere l’Irc è invece ora naturalmente la diocesi, fornendo anche gli ultimi dati disponibili, quelli del 2016: in provincia di Ravenna frequentano religione il 79,30 percento dei bambini della scuola dell’infanza, l’85,97 percento nella scuola elementare, il 79,55 percento nella scuola media e il 62,8 percento nelle superiori.

La diocesi di Ravenna-Cervia in una nota sottolinea come non si tratterebbe di un’ora di catechismo, «ma di cultura religiosa svolta secondo i programmi del Ministero. Per come è fatta oggi – continua la nota della diocesi –, l’ora di religione è diventata così un’opportunità non solo culturale ma anche esperienziale adatta a tutti. Anzi molti studenti, anche stranieri, di religione diversa, la apprezzano perché è l’ora del dialogo e del confronto dei ragazzi tra loro e con un insegnante laico (ma “approvati” dal vescovo, ndr) competente su argomenti religiosi e vitali, non solo una esposizione corretta delle caratteristiche della religione cristiana, che comunque interessano molti».

Piuttosto forte, poi, la posizione del del settimanale diocesano Risveglio Duemila che nell’editoriale di questa settimana scrive che non far fare religione ai propri figli «significa prendere una decisione impegnativa: privare i propri figli di chiavi importanti di lettura della nostra cultura contemporanea, e di quel laboratorio di umanità che quasi sempre rappresenta quest’ora all’interno del contesto scolastico». Perché, «contrariamente a quel che alcuni vogliono farci credere, l’Irc è un’opportunità per tutti», «un’ora per scrivere la propria vita», indipendentemente «da ciò che si farà da grandi», termina il comunicato, replicando chiaramente alla campagna della Uaar.

Un 2017 da record (anche) per i monumenti ravennati: tutti i numeri dei visitatori

Incassati oltre 400mila euro a Sant’Apollinare in Classe, mai così tanti ingressi al Battistero degli Ariani. In crescita del 4 percento anche i siti della Curia

Sanvitale
San Vitale

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe continua a recuperare visitatori e resta di gran lunga il monumento statale più visitato della regione. Nel 2017 sono stati oltre 177mila gli ingressi registrati alla basilica, circa 8mila in più dell’anno precedente, miglior risultato dopo il 2011 (anche se ancora lontano dai 300mila visitatori degli anni Novanta, quando la basilica non era ancora a pagamento). Ma a spiccare è anche la crescita di circa il 10 percento degli incassi: per la prima volta nella storia sono stati superati i 400mila euro di introiti lordi. Un dato che fornisce anche una sorta di piccolo identikit dei visitatori, visto che dal 2014 con la riforma Franceschini non è più gratuito l’ingresso per gli over 65: tra i motivi (oltre naturalmente all’aumento del biglietto da 3 a 5 euro di qualche anno fa) per cui gli introiti oggi sono circa il doppio di quelli del 2010 e del 2011, nonostante un calo dei visitatori.

Tornando alla speciale graduatoria relativa ai siti statali, sono ravennati anche altri due monumenti tra i primi quattro più visitati in regione. Al terzo posto (dietro la Pilotta di Parma) da registrare il record assoluto fatto registrare dal Battistero degli Ariani, curiosamente proprio nel primo anno, il 2017, di ingresso a pagamento (al costo simbolico di 1 euro a persona). Sono stati oltre 106mila i visitatori, quasi 30mila in più rispetto al già ottimo 2016. Al quarto posto della classifica regionale stilata dal Ministero dei Beni Culturali, infine, il Mausoleo di Teodorico con oltre 90mila ingressi, circa 20mila in più rispetto all’anno precedente.

Risultati che sono in linea con il nuovo record fatto registrare nel 2017 dai musei e monumenti statali in Italia (superata la soglia dei 50 milioni di visitatori) e il 3 percento di crescita in Emilia-Romagna (passata in un anno da 1.028.124 a 1.057.368 visitatori), con Ravenna che resta saldamente la prima provincia (davanti a Parma), nel 2017 con quasi 400mila visitatori complessivi, circa 50mila in più rispetto al 2016.

Completando la panoramica dei principali monumenti statali, circa 6mila in più (da 21 a 27mila) i visitatori registrati al Museo Nazionale con incassi in crescita addirittura del 130 percento (passati da 20 a quasi 50mila euro) mentre l’unico sito del polo museale del ministero in provincia a perdere (restando comunque praticamente stabile) è palazzo Milzetti, a Faenza.

Il maggior numero di visitatori, però, a Ravenna è naturalmente registrato dalla Curia, potendo contare su un biglietto unico che comprende ben cinque degli otto monumenti Unesco della città, tra cui la più nota Basilica di San Vitale. Senza riuscire a fornirci ulteriori dettagli, la direzione dell’Opera di Religione ci comunica che nel 2017 il totale dei visitatori è stato di 456.890 (sia paganti che gratuiti, esclusi quelli dei residenti nel comune di Ravenna), in crescita di circa il 4 percento rispetto al 2016 e, probabilmente (in assenza di un archivio storico completo e consultabile), anche in questo caso il risultato migliore di sempre.

Considerando che il Comune di Ravenna ancora non è in grado di fornirci i dati del Museo d’arte della città e che quelli della Tomba di Dante non sono disponibili (lo saranno in futuro grazie alle nuove telecamere), per completare il panorama dei monumenti ravennati restano quelli gestiti dalla fondazione Ravennantica, al momento al lavoro per l’inaugurazione del nuovo museo di Classe, annunciata ufficialmente proprio in questi giorni per l’autunno. Il 2017 si chiude con un segno negativo per l’altro nuovo sito da poco aperto al pubblico, l’antico porto di Classe che registra 2mila visitatori in meno rispetto al 2016 (19mila contro 21mila), ma ne perde tremila solo nel mese di marzo, pagando così l’effetto Pasqua che nel 2016 cadde in marzo. Complessivamente invece sono circa 163mila gli ingressi registrati dalla fondazione nei siti ravennati, quasi 20mila in più rispetto al 2016. A farla da padrone la Domus dei Tappeti di Pietra (che ha appena vinto, grazie agli utenti del web, il premio Francovich per la migliore valorizzazione di un sito di interesse medievale d’Italia) con circa 72mila ingressi, davanti ai 42mila di San Nicolò (Museo Tamo) e ai 29mila della Cripta Rasponi, all’interno del Palazzo della Provincia.

Si potrà mangiare ammirando i mosaici nel nuovo Salone di piazza Kennedy, a Ravenna

Lo spazio recuperato del Palazzo del Mutilato aprirà in febbraio: studenti racconteranno la storia delle opere d’arte esposte agli ospiti

SaloneMosaici Università
Gli studenti, Maurizio Bucci e i promotori nel progetto posano nel Salone dei Mosaici

Inaugurerà in febbraio il rinnovato Salone dei Mosaici, un pezzo di storia del centro di Ravenna abbandonato da anni (nel Palazzo del Mutilato di piazza Kennedy, con i mosaici parietali del Novecento) che riaprirà al pubblico grazie all’iniziativa imprenditoriale di Maurizio Bucci del Mariani Lifestyle, in collaborazione con l’associazione culturale Tessere del ‘900.

Il Salone sarà adibito a diversi usi: dalla possibilità di gustare un pranzo o un tè accompagnato da pasticceria fino alla musica live e alla consultazione di alcuni testi storici. Potranno anche essere organizzate visite guidate e convegni.

L’associazione Tessere del ‘900 nasce a Ravenna all’interno del progetto di restituzione alla cittadinanza del ciclo dei mosaici, visibili all’interno del Salone, realizzati dagli artisti ravennati Ines Morigi, Claudio Rocchi e Giovanni Majoli e dall’artista genovese Giovanni Santagata.

La novità annunciata in queste ore è quella di inserire alcuni giovani dai diversi corsi di studi della facoltà di Lettere e Beni Culturali del Campus di Ravenna che racconteranno la storia e l’importanza dei mosaici esposti, interagendo direttamente con gli ospiti. «Un modo nuovo e innovativo – scrivono i promotori in una nota – per il rilancio di siti di importanza internazionale della nostra città affinché sempre di più cultura e turismo possano essere il volano e il rilancio per l’economia cittadina».

Gene Gnocchi: «Maiale Claretta? Un malinteso: la satira era su Giorgia Meloni»

Forza Nuova sotto casa del comico faentino nella bufera per una battuta a Dimartedì. Ecco la sua difesa

Vigliacco Forza NuovaUno striscione con la scritta “Vigliacco” è stato affisso questa notte da Forza Nuova di fronte all’abitazione faentina di Gene Gnocchi. Il celebre comico è finito nella bufera dopo una sua battuta sull’ormai noto maiale fotografato tra i rifiuti di Roma durante la copertina che cura ogni settimana sul talk show politico di La7 “Dimartedì”. Il comico faentino (d’adozione) lo ha ribattezzato Claretta Petacci (l’amante di Mussolini uccisa dai partigiani), sottolineando così come si trattasse in realtà – secondo la sua gag surreale – dell’animale da compagnia di Giorgia Meloni (ironizzando quindi sui continui post scandalizzati della stessa Meloni sui rifiuti romani).

«La satira era su Giorgia Meloni e non su Claretta Petacci – ha replicato infatti Gene Gnocchi intervistato da Radio Capital –, mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato da questa battuta ma è tutto frutto di un malinteso pazzesco. Non mi sento in colpa perché non volevo dileggiare Claretta ma il suo è stato il primo nome che mi è venuto in mente da dare a un animale da compagnia di Giorgia Meloni, immaginandomi che l’avesse perso e per questo continuasse a postare in questi giorni la sua foto sui social. Rivendico in ogni caso il diritto di fare satira e mi ripresenterò con il sorriso alla prossima puntata. Rivendico anche la mia assoluta indipendenza da qualsiasi schieramento politico, da sempre, e sottolineo come a Dimartedì abbia preso in giro tutte le aree politiche senza sconti».

GENEGNOCCHIGnocchi poi cerca di minimizzare le proteste di Forza Nuova che, oltre ad avere affisso il manifesto, ha invitato i propri militanti – tramite il proprio sito internet – a picchiare Gene Gnocchi se lo si dovesse incontrare per strada, «non girando con la scorta».

«Un omuncolo patetico – lo definisce in una nota la responsabile provinciale di Forza Nuova, Desideria Raggi – un insipido comico che, per rimanere aggrappato all’onda dello spettacolo, si ritrova ad offendere anche i morti. Un vigliacco che dimostra tutta la sua viltà e pochezza paragonando la scrofa di Roma a Claretta Petacci».

 

 

Sabato l’anagrafe a Ravenna resta chiusa per motivi tecnici

RavennaSabato, 20 gennaio, gli uffici di anagrafe presso lo Sportello polifunzionale in via Berlinguer 68 e l’ufficio elettorale in via Berlinguer 54 saranno chiusi al pubblico in quanto al fine di consentire il subentro dell’anagrafe del Comune di Ravenna nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente per motivi tecnici non sarà possibile accedere al software gestionale. Rimarrà aperto solamente, dalle 8.30 alle 12.30, l’ufficio di stato civile.

Per gli stessi motivi tecnici non potranno essere svolti i servizi di anagrafe e di elettorale (es. certificazione, cambi di indirizzo, carte d’identità e duplicati tessere elettorali) presso le sedi degli uffici decentrati di Sant’Alberto, S.Pietro in Vincoli, Roncalceci, Castiglione, Mezzano, Piangipane, Marina di Ravenna. Questi uffici resteranno comunque aperti per tutti i servizi non anagrafici (es. Cup).

Domenica a mezzogiorno davanti alla chiesa va in scena la benedizione degli animali

Gatto 620Domenica 21 gennaio davanti San Giovanni Evangelista, a Ravenna, il parroco don Giorgio Fornasari benedirà qualsiasi tipo di animale. L’appuntamento è alle 12. Gli organizzatori raccomandano in un volantino «agli umani accompagnatori la massima attenzione e responsabilità».

Non è l’unica benedizione in programma come da tradizione in questo periodo, in occasione di Sant’Antonio Abate, patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e protettore degli animali domestici.

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