Lo scorso 26 aprile, al Molo Dalmazia un gruppo di attivisti ha organizzato un intervento di sostegno alla nuova missione umanitaria della Flottilla, in partenza dalla Sicilia verso Gaza. Dopo pochi giorni di navigazione però, le navi sono state intercettate a largo della Grecia: «Si tratta dell’ennesimo attacco di pirateria, dove civili provenienti da 55 paesi sono stati minacciati con armi e droni mentre trasportavano aiuti umanitari diretti a Gaza, nella totale violazione del diritto internazionale – comunicano da Sumud Italia -. La richiesta è chiara: non vogliamo semplici dichiarazioni di solidarietà, vogliamo azioni concrete. Protezione diplomatica immediata per gli attivisti e condanna formale da parte dei governi ed interruzione di ogni rapporto con Israele. Insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto».
Nel 2025 il centro antidiscriminazioni sessuali ha aiutato 104 persone, numeri in crescita
Nel corso del 2025 il centro antidiscriminazioni Lgbt di Ravenna, che offre supporto gratuito alle vittime di discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere, ha registrato 248 accessi complessivi, con 104 persone uniche seguite e 504 contatti totali ricevuti. Le ore complessive di attività hanno raggiunto quota 1.609 ore, di cui 458 dedicate allo sportello ordinario e 1.151 alle attività formative e di sensibilizzazione. I promotori del progetto partito a marzo 2023 – Arcigay di Ravenna e Rimini con il contributo dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) – fanno sapere che i numeri sono in crescita.
«I dati evidenziano non solo la crescita della richiesta di supporto, ma anche la continuità dei percorsi attivati con l’utenza, confermando un progressivo rafforzamento della dimensione educativa e preventiva del servizio. L’analisi degli accessi mostra una prevalenza dell’area accoglienza con 136 contatti, seguita dagli interventi di salute e prevenzione (37 accessi) e dalle attività di in/formazione (35 accessi). Più specifici ma comunque significativi i dati relativi al supporto psicologico (20 accessi) e al supporto legale (7 accessi), che confermano la natura multidimensionale dei bisogni espressi dall’utenza».
Accanto allo sportello ordinario, il 2025 ha visto anche lo svolgimento di 10 giornate di apertura straordinaria dedicate alla salute e alla prevenzione, con l’obiettivo di rafforzare l’accessibilità dei servizi e intercettare bisogni emergenti in modo più capillare.
Particolarmente rilevante è stato inoltre l’impegno sul fronte della formazione, che rappresenta ormai una delle componenti strutturali del lavoro del Centro. Tra le principali attività si segnalano il percorso rivolto al personale comunale di Lugo, che ha coinvolto 112 partecipanti per 8 ore di formazione (pari a 896 ore/uomo complessive), e la formazione destinata al personale dei centri di Rimini, con 17 partecipanti per 15 ore (255 ore/uomo).
Nel corso dell’anno ha inoltre preso forma il progetto “Testati!”, iniziativa integrata di prevenzione e counseling che ha visto 51 sessioni di consulenza, 24 test HIV e 49 vaccinazioni effettuate tra maggio e settembre, rafforzando il legame tra salute pubblica e accesso ai servizi comunitari.Un’ulteriore innovazione è rappresentata dall’attivazione dell’unità mobile, che ha permesso l’apertura di sportelli di prossimità nei territori di Lugo e Rimini. L’iniziativa ha l’obiettivo di portare i servizi del Centro più vicino alle persone, riducendo le barriere geografiche e sociali all’accesso.
«L’incremento delle attività nel 2025 conferma il ruolo del centro come presidio fondamentale di ascolto, tutela e prevenzione sul territorio – spiega il coordinatore Ciro Di Maio -. I dati relativi alla formazione e ai nuovi servizi dimostra quanto sia necessario continuare a investire in spazi sicuri, competenze e reti di collaborazione per riuscire ad essere davvero di supporto a chi si rivolge a noi. Il lavoro quotidiano delle persone volontarie e il sostegno delle istituzioni restano elementi essenziali per garantire continuità e qualità ai servizi offerti».
Il centro si trova in Berlinguer 7 ed è aperto il lunedì e il giovedì dalle 17 alle 19 e il martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 11. Info: 0544 1796279 – sportello@antidiscriminazione.lgbt.
80 anni di Repubblica: alla Classense la mostra con documenti d’archivio e quotidiani
A 80 anni dal referendum del 2 giugno 1946 che diede vita alla Repubblica la Biblioteca Classense promuove una mostra nell’ambito di Quante storie nella storia – Settimana della didattica d’archivio 2026. L’inaugurazione è in programma il 4 maggio.
L’esposizione Viva l’Italia, viva la Repubblica! racconta, attraverso i documenti dell’Archivio Storico Comunale e i quotidiani conservati in Biblioteca Classense, i giorni immediatamente precedenti e successivi al referendum, in quella che fu definita “la più bella e la più splendida” vittoria del popolo, sorta dalle rovine e dalle ferite per ricostruire, sanare e redimere.
La mostra presenta 5 sezioni attraverso le quali si svolge la storia. La prima è dedicata ai quotidiani locali delle federazioni ravennati dei partiti politici italiani, che raccontano gli eventi di quei giorni e pubblicano i risultati delle elezioni. La seconda sezione mostra alcuni documenti conservati nel carteggio amministrativo del Comune di Ravenna con le disposizioni e i preparativi per le giornate di voto organizzate nei 66 seggi del territorio comunale. La terza sezione è dedicata alle donne e agli uomini impegnati nel lavoro ai seggi, che resero possibile le elezioni con il loro umile, ma impegnativo e indispensabile lavoro di scrutatori. Ci sono fra loro volti noti di ravennati come ad esempio Santina Zaccagnini, sorella di Benigno, o alcuni membri della famiglia Raccagni, parenti del mosaicista ravennate Paolo, o il fratello e la sorella di Luciano Cavalcoli, consigliere comunale e presidente della Camera di Commercio di Ravenna per oltre vent’anni. La quarta sezione racconta la storia del Premio della Repubblica, voluto dal governo italiano di Alcide de Gasperi mentre la quinta e ultima sezione mostra le fotografie conservate nel Fondo fotografico dell’Ufficio stampa del Comune di Ravenna scattate nelle due occasioni di celebrazione della nascita della Repubblica: 2 giugno 1976 e 2 giugno 1996.
La mostra sarà visitabile fino al 20 giugno nella sala Farini, al secondo piano Biblioteca.
Lunedì 14-19, dal martedì al sabato 9-19
È prevista anche un’apposita versione digitale navigabile sulla piattaforma “Collezioni digitali classensi” dell’Istituzione Biblioteca Classense.
All’Opera di Santa Teresa una mostra per ricordare la visita di Papa Giovanni Paolo II in città
Nel maggio del 1986, durante il suo itinerario pastorale in Romagna, Papa Giovanni Paolo II (oggi santo) fece tappa anche nei luoghi più significativi di Ravenna e della diocesi cittadina. Oggi, l’Opera di Santa Teresa lo ricorda con una mostra in occasione del 40esimo anniversario della visita: “Il Mosaico più bello di Ravenna”, titolo tratto proprio dalla definizione che lo stesso San Giovanni Paolo II diede al simbolo ravennate della carità.
Attraverso l’esposizione di 50 fotografie nella chiesa di Santa Teresa, il visitatore potrà ripercorre i momenti della sua visita, che diedero anche modo al santo di incontrare gli ammalati dell’Opera. L’inaugurazione è prevista per lunedì 11 maggio, alla presenza dell’arcivescovo Ghizzoni, che celebrerà messa alle 18.
Il 10 e l’11 maggio dell’86, infatti, il santo soggiornò all’Opera, dove fu organizzato un momento di preghiera nella chiesa di Santa Teresa a cui parteciparono numerosi fedeli, tra cui gli ammalati ricoverati nella struttura. Per consentire anche agli ospiti allettati di vivere pienamente l’incontro, alcuni letti furono disposti lungo la navata della chiesa, permettendo loro di ricevere la benedizione del Papa. Per l’occasione, sempre all’interno della chiesa, verrà anche esposto il letto utilizzato da Papa San Giovanni Paolo II, la notte in cui pernottò all’Opera.
La mostra sarà visitabile fino a domenica 17 maggio, dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 19. L’ingresso è libero, con libera offerta (offerta minima consigliato di 10 euro)
«Nei momenti più difficili – disse in quell’occasione il Papa rivolgendosi ai malati, religiosi e ai volontari dell’Opera – quando la prova si fa particolarmente dura, auspico che vi tornino alla mente le consolanti parole del fondatore di quest’opera, Don Angelo Lolli: “non rimpiangiamo nessuna cosa di questo mondo, che possiamo aver perduta: consoliamoci della grande fortuna di amare, possedere, servire il buon Dio’. (…) Sappiate che Dio vi ama e vi è vicino. Egli conosce bene le vostre tribolazioni e insieme le vostre aspirazioni. La fede in Lui vi sia sempre di luce e di conforto”».
Fanta Faenza, il gioco delle elezioni tra bonus e malus: «Ogni politico oggi è un meme»
Finché era solo Fantacalcio era roba per nerd calciofili. Con il Fanta Sanremo è diventato mainstream. Ora c’è il Fanta Faenza. Gioco goliardico online di cui trovate info sulla pagina Instagram @fanta.faenza. Come per gli altri fantasy game va composta una squadra (che qui si chiama isola) e le prestazioni dei vostri selezionati incassano bonus e malus. Per esempio: si guadagnano 80 punti se un candidato nomina il Fanta Faenza alla stampa e 20 se prepara i cappellettia una sagra, si perdono 100 punti se un ospite da fuori sbaglia il suo nome e 10 se il programma elettorale supera le 30 pagine. Abbiamo intervistato i creatori..
Fateci la vostra bio, un po’ più estesa di quella di Instagram.
«Siamo Edoardo Miserocchi, Ilaria Mohamud Giama e Sofia Bubalini, abbiamo tra i 20 e 30 anni, faentini “doc”, uniti da un legame che nasce da una passione comune che coltiviamo da anni: l’interesse per la vita pubblica e l’attivismo sul territorio».
Social e app sono solo passatempi o ci lavorate?
«Più che tecnici digitali, siamo “osservatori” della nostra città. Veniamo da studi in Geografia, Psicologia e Servizio Sociale, settori che mettono al centro le persone e il territorio. Nessuno di noi fa dei social un mestiere, tranne Sofia che aspira a farlo in futuro. Ilaria ha alle spalle diverse esperienze di volontariato nella comunicazione politica, ma il Fanta Faenza resta un progetto goliardico nato nel tempo libero».
Come mai Instagram per questo gioco?
«È l’habitat naturale dei “Fanta-game”: la sua struttura si presta perfettamente alla condivisione di caroselli, meme e aggiornamenti rapidi. Facebook tende a favorire discussioni lunghe e spesso polarizzate che volevamo evitare. TikTok fatica ancora a geolocalizzare i contenuti su una platea così ristretta e specifica come quella di una singola città».
Qualcuno di voi è candidato?
«Nessuno. Amiamo Faenza e la viviamo attivamente: Ilaria ha avuto un’esperienza come candidata in consiglio comunale oltre dieci anni fa, e oggi si occupa di ricerca e attivismo, ambiti in cui collaborano anche Edoardo e Sofia. Abbiamo voluto creare qualcosa che usasse l’ironia per avvicinare le persone alla vita pubblica, mantenendo però il gioco totalmente ludico e separato dai nostri percorsi personali».
Come e quando vi è venuta l’idea?
«Lo scorso inverno. Ilaria voleva un modo per rendere il periodo elettorale meno pesante e più divertente, quasi una sfida tra amici per “indovinare” le mosse dei candidati. Da lì al modello Fanta Sanremo il passo è stato breve. All’inizio doveva essere un inside joke nel nostro gruppo, ma vedendo l’entusiasmo degli amici abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di utile per la partecipazione dei giovani e ci siamo messi seriamente al lavoro. È stata una sfida tecnica e comunicativa inedita per noi».
Nella bio della pagina dite “Tipo il Fanta Sanremo, ma meglio”. Perché?
«Un gioco può unire le persone attorno a un tema comune. Con il Fanta Faenza abbiamo voluto prendere quella scintilla e applicarla alla realtà locale: è “meglio” perché i protagonisti non sono star lontane, ma persone che vivono la nostra stessa città ogni giorno».
Come mai la scelta della parola “Isola” per indicare le squadre?
«Usare come base meme principale il cognome del nostro attuale sindaco ci sembrava simpatico e divertente, ci piaceva l’idea di utilizzare nomi specifici appartenenti al discorso sociale della città di Faenza, in modo da rendere il gioco più vicino ai cittadini».
Quale dei quattro candidati sindaci sta offrendo le migliori basi meme?
«Nel 2026 tutti i politici si prestano per essere base meme».
La gente se lo chiede: ci state tirando su dei soldi?
«Assolutamente no. È un progetto totalmente no-profit. Ognuno di noi ha il proprio lavoro e la propria vita professionale; dedichiamo al gioco il nostro tempo libero, spesso facendo le ore piccole. La nostra unica “moneta” è il divertimento dei nostri amici e vedere le persone tornare a parlare di politica locale con il sorriso».
Dopo le elezioni che fine farà il Fanta Faenza?
«Siamo partiti con l’idea di un gioco limitato al periodo elettorale, ma la risposta dei cittadini è andata ben oltre le aspettative. Stiamo immaginando un evento di premiazione dal vivo».
Chi sarà il candidato sindaco della lista Fanta Faenza alle elezioni del 2031?
«Ma che burlone. Gemini suggerisce: “Al momento il nostro unico candidato ufficiale per il 2031 è una Palma. Stiamo valutando se preferisca il clima del centro storico o quello delle colline faentine”. Seriamente: è un gioco, non abbiamo aspirazioni politiche, ma se tra cinque o dieci anni qualcuno dei nostri giocatori deciderà di scendere in campo seriamente grazie a questo format, saremo felici di aver stimolato un po’ di partecipazione civica… ma noi resteremo comunque a gestire i bonus e i malus».
I pavoni di Punta Marina, tra disagi e tentativi di convivenza
I residenti parlano di 120 esemplari, la Pro Loco di 70, mentre l’associazione animalista Clama non rileva alcuna emergenza. Il tema dei pavoni torna a farsi sentire a Punta Marina, proprio alle porte dell’estate. A riaccendere i riflettori è stato anche un recente servizio della trasmissione Rai La Vita in Diretta che ha descritto un paese «in ostaggio dei pavoni». Tra le reazioni social, spicca quella di queste ore di Elettra Lamborghini, che si è offerta – tra il serio e faceto – di prenderli e aggiungerli alla sua colonia di pavoni.
Molti cittadini dichiarano di essere turbati dalla presenza dei grandi uccelli, ritenuti responsabili di danni ad abitazioni — tra coppi spostati e giardini rovinati — e ad automobili, colpite con il becco o imbrattate di escrementi. Durante il periodo degli accoppiamenti, un ulteriore disagio riguarderebbe la quiete, elemento che ha sempre contraddistinto la località balneare ravennate. «Si fatica a dormire di notte, con i pavoni che camminano sul tetto ed emettono versi molto rumorosi – racconta un residente –. Il silenzio è ormai un lontano ricordo e, con l’aumento delle temperature, si avverte anche uno sgradevole odore dovuto al guano».
La presenza di una colonia di pavoni a Punta Marina risale tra gli anni Ottanta e Novanta, probabilmente a seguito dell’introduzione di qualche unità da parte di un cittadino. Nel 2014 si contavano una decina di esemplari nell’area pinetale nei pressi dell’ex colonia dell’Aeronautica Militare. Il vero incremento si è registrato qualche anno dopo, favorito anche dal periodo di lockdown in piena pandemia Covid, con gli animali che hanno iniziato a occupare sempre più le vie del paese.
«Nonostante ciò, l’amministrazione comunale continua a sostenere la possibilità di una convivenza, attraverso l’accordo con l’associazione Clama, che prevede un rimborso spese di 8.100 euro per il triennio fino al 31 dicembre 2026 – dichiara Anna Greco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia –. Un accordo che appare però insufficiente ad affrontare il problema». Tra le attività previste dall’intesa del 2024 figurano la sensibilizzazione di residenti e turisti, la produzione di materiale informativo, la gestione di un indirizzo e-mail dedicato e gli interventi sul campo dell’esperto Paolo Fenati. «Manca completamente qualsiasi riferimento all’unica soluzione realmente efficace – prosegue Greco –: la delocalizzazione degli animali in aree idonee, nel rispetto del loro benessere ma anche dei diritti dei cittadini».
Di diverso avviso l’associazione di volontariato in favore degli animali Clama Odv, che smentisce, in primis, le cifre circolate: «La parte della convenzione relativa ai pavoni ammonta a soli 700 euro, a fronte di spese ben superiori. Come volontari conosciamo bene il territorio e ci confrontiamo quotidianamente con residenti, turisti e commercianti: la situazione è ben lontana da quella descritta da alcuni, con dichiarazioni talvolta al limite della legalità». Non tutti, infatti, vedono la presenza dei pavoni come un problema. Sono molti i residenti e soprattutto i turisti che ne apprezzano la bellezza, la maestosità e soprattutto la libertà riscontrabile in sole poche cittadine al mondo (una su tutte Finningley in Inghilterra). Secondo le stime dell’associazione, aggiornate al 2023, gli esemplari sarebbero circa 40, ma sarebbe impossibile fare un censimento accurato come pensato dal Comune. Proprio sull’Amministrazione punta il dito Clama Odv: «In questi anni il Comune è stato il grande assente della convenzione. Alle nostre richieste di confronto non abbiamo mai ricevuto risposta e ci auguriamo che non si stiano valutando interventi di spostamento o, peggio, dannosi per gli animali». L’associazione segnala anche un clima crescente di tensione: «Abbiamo letto sui social minacce e inviti a farsi giustizia da sé, con riferimenti a carabine. Stiamo valutando azioni legali: l’istigazione alla violenza e il maltrattamento di animali sono reati punibili penalmente, così come potrebbe esserlo la distruzione delle uova». Infine, l’appello degli attivisti: «Chiediamo a chi è favorevole alla presenza dei pavoni, esercenti compresi, di far sentire la propria voce. Invitiamo ancora una volta a non alimentarli nel centro abitato, per proteggerli. Il nostro progetto si chiama “Un percorso di civiltà” e faremo tutto il possibile perché prevalga il rispetto».
Latitante di un’organizzazione criminale internazionale arrestato in albergo a Milano Marittima
Un 40enne montenegrino, ricercato per appartenenza a un’organizzazione criminale internazionale, è stato arrestato a Milano Marittima il 24 aprile. L’uomo era in un albergo della località costiera. L’arresto è stato eseguito dalla squadra mobile della questura di Ravenna, in collaborazione con la divisione Interpol del servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Il 40enne era ricercato sulla base della di una cosiddetta “red notice”, un avviso di ricerca, dell’Interpol emessa dalla corte alta di Podgorica (Montenegro) il 17 luglio 2025.
L’operazione è stata resa possibile grazie a un alert automatico, il cosiddetto “alert alloggiati”, scattato alla sala operativa della questura interconnessa con la banca dati globale di Inerpol.
All’uomo è contestata la partecipazione ad un’organizzazione criminale, attiva su territorio montenegrino e in altri Paesi europei strutturata su base internazionale, con regole interne, disciplina rigida e preparazione all’uso della violenza. Tra gli obiettivi dell’organizzazione figuravano: omicidio aggravato, possesso non autorizzato di armi ed esplosivi, abuso d’ufficio e falsificazione di documenti.
Il latitante, su ordine dei capi dell’organizzazione, svolgeva compiti logistici e di sorveglianza, tra cui identificare persone appartenenti a un’organizzazione criminale rivale, individuare luoghi di nascondiglio, monitorare i movimenti delle forze dell’ordine e la posizione dei veicoli di polizia.
L’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ravenna e messo a disposizione delle autorità giudiziarie per la procedura di estradizione.
Al via i concerti di “Romagna in fiore”: il primo appuntamento in provincia è a Cotignola con la Bandabardò
Si apre questo fine settimana la terza edizione della rassegna Romagna in fiore, l’anima green di Ravenna Festival che anche quest’anno trasforma i paesaggi della Romagna in palcoscenici a cielo aperto da raggiungere a piedi o in bicicletta, per meglio apprezzarne la bellezza e la storia e soprattutto le comunità che li abitano e custodiscono.
Venerdì 1 maggio, il percorso di nove appuntamenti nei fine settimana si apre fuori provincia, con il concerto a Fontanelice, alle 16 alla Torre di Fornione, massiccia e austera superstite del prestigio della famiglia Alidosi. Si esibirà l’erede di una cultura altrettanto antica: il polistrumentista Davide Ambrogio, ispirato alla tradizione orale della sua Calabria per creare un proprio linguaggio musicale originale. L’opening act è di Laura Agnusdei, che con il suo sassofono esplora territori ibridi tra retaggi jazz, improvvisazione, composizione elettroacustica e tanto altro ancora; la affianca Edoardo Grisogani alle percussioni e live electronics.
La rassegna arriva poi in provincia di Ravenna il giorno dopo, sabato 2 maggio. L’appuntamento è nelle campagne di Cotignola, dove d’estate nasce l’Arena delle Balle di Paglia, che alle 16 accoglierà la Bandabardò, band fiorentina che si autodefinisce il più “scatenato, appassionante, roboante e colorato” gruppo folk italiano in attivitàe. Il luogo di spettacolo si raggiunge esclusivamente a piedi o in bicicletta tramite un percorso segnalato che parte da Via Cenacchio (1,5 km) e gli stand gastronomici sono organizzati dalla Pro Loco.
Domenica 3 maggio la rassegna esce di nuovo dalla provincia per fare ritorno nella foresta di Montebello, presso Modigliana, con il concentrato di energia ed emozioni che sempre accompagna le esibizioni del Canzoniere Grecanico Salentino, ingranaggio fondamentale della Notte della Taranta che da oltre cinquant’anni contribuisce a preservare e rinnovare la cultura popolare del Salento.
Per arrivare ai luoghi di concerto è possibile consultare anche il sito internet di Trail Romagna, partner dell’iniziativa. Info e prevendite 0544 249244 e www.ravennafestival.org. Ingresso 5 euro (carnet sostenitore per tutti i concerti: 50 euro, inclusa la t-shirt dell’edizione 2026).
Impresa di Faenza: vince anche gara 2 ed elimina la favorita Milano. Ora è in finale playoff
Vera e propria impresa per Faenza, che dopo la vittoria di sabato a Milano, completa il capolavoro chiudendo già la serie al PalaBubani (67-65 il finale). Si tratta del campionato di A2 di basket femminile, con le faentine della E-Work che nella semifinale dei playoff fanno fuori la più quotata Milano.
Tabellino
Ework Faenza: Brzonova 15, Ciuffoli C 1, Ronchi 11, Zanetti 9, Cosaro 3, Ciuffoli E, Cappellotto, Guzzoni 6 Onnella 22 Ceroni ne – all. Seletti
Repower Sanga Milano: Toffali 17, Guarneri 2, Nespoli, Bestagno 13, Tava 2, Allievi 7, Barberis 11, Olson 13 – all. Pinotti
Ora Faenza aspetta di capire chi affronterà in finale tra le venete della Ecodent Alpo Basket e l’Empoli, che ha portato la serie alla “bella”. Chi vincerà la finale sarà promossa in A1, campionato da cui Faenza la scorsa estate si è autoretrocessa per difficoltà economiche, tuttora presenti. Ma il futuro si deciderà solo dopo la finale, che si disputerà il 9 e il 13 maggio, con eventuale bella il 17…
Si prendono a pugni fuori da scuola: al liceo classico arriva la polizia
Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri (29 aprile) all’esterno del liceo classico di Ravenna, dove una lite tra due studenti minorenni è degenerata in uno scontro fisico davanti a compagni e insegnanti. Lo scrivono i due quotidiani locali in edicola oggi.
Secondo le prime ricostruzioni, all’origine dell’episodio ci sarebbero contrasti personali pregressi tra i due ragazzi. Il confronto, inizialmente verbale, si è trasformato rapidamente in una colluttazione a mani nude proprio all’uscita da scuola, sotto gli occhi di numerosi testimoni. Alcuni docenti sono intervenuti per cercare di separare i giovani e sono stati loro stessi ad allertare i soccorsi. Sul posto sono arrivati in breve tempo i sanitari del 118, con un’ambulanza, e le volanti della polizia di Stato. Ad avere la peggio è stato uno dei due studenti, colpito al volto e successivamente trasportato al pronto soccorso: le sue condizioni sono state giudicate di bassa gravità e il ragazzo è stato dimesso nella stessa giornata. Anche l’altro giovane si è fatto medicare, recandosi autonomamente in ospedale.
Gli agenti intervenuti hanno raccolto le testimonianze di studenti e insegnanti e avviato gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e le responsabilità. Determinanti potrebbero essere anche le immagini delle telecamere presenti nella zona. Al momento non risultano denunce.
Macellaio impiccato, la procura chiede due condanne: un ergastolo e 22 anni
La procura della Repubblica di Ravenna ha chiesto due condanne per i due imputati per la morte del macellaio 64enne Domenico Montanari, trovato impiccato all’alba del 25 luglio 2019 all’interno della bottega di Faenza della quale era contitolare. La richiesta dell’accusa è l’ergastolo per il principale imputato, l’ex vigile urbano 57enne Gian Carlo Valgimigli, e 22 anni di reclusione per il coimputato, il 33enne albanese Daniel Mullaliu, fratello dell’allora compagna del primo. La difesa ha invece chiesto l’assoluzione per entrambi gli imputati. La sentenza è attesa per metà giugno.
Il caso, come riporta il sito dell’agenzia di stampa Ansa, era stato inquadrato inizialmente come morte come conseguenza di altro reato (l’usura per via dei prestiti a strozzo che il 57enne faceva al macellaio). Poi dalle confidenze che un detenuto, un 59enne di Afragola (Napoli), aveva ricevuto in carcere a Ferrara da Valgimigli si è aperto un nuovo scenario con l’ipotesi di omicidio. La procura aveva chiesto l’archiviazione, ma l’imputazione coatta decisa dal giudice per le indagini preliminari aveva aperto le porte della corte d’assise.
Una mostra per ricordare l’ammiraglio Straulino, leggenda marittima e sportiva nazionale
Ravenna ricorda una leggenda della storia marittima e sportiva italiana con una mostra e un convegno dedicate all’Ammiraglio Agostino Straulino. Fino al 10 maggio, il Mercato Coperto di Ravenna ospiterà la mostra itinerante della Lega Navale Italiana Agostino Straulino: marinaio, ufficiale, sportivo.
L’esposizione racconta la vita del grande velista tra storia, mare e memoria, con un’esposizione di fotografie e documenti e un momento di approfondimento in programma per il 9 maggio.
Dalle 10 alle 13, nella sede della Casa Matha, si terrà il convegno dedicato all’eredità umana e professionale dell’Ammiraglio, con la partecipazione di autorità, storici ed esponenti del mondo velico. L’iniziativa si inserisce nel calendario di “Ravenna Capitale del Mare 2026” e rappresenta un momento significativo per celebrare il profondo legame della città con le acque che la circondano.
«Siamo onorati di portare a Ravenna questa iniziativa – dichiara Ivo Emiliani, Presidente della Lega Navale Italiana, sezione di Ravenna -. Straulino rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo. La sua figura è un esempio per le giovani generazioni non solo per i risultati sportivi, ma per l’integrità morale e la dedizione assoluta al servizio della Marina e della Cultura del Mare».