I residenti parlano di 120 esemplari, la Pro Loco di 70, mentre l’associazione animalista Clama non rileva alcuna emergenza. Il tema dei pavoni torna a farsi sentire a Punta Marina, proprio alle porte dell’estate. A riaccendere i riflettori è stato anche un recente servizio della trasmissione Rai La Vita in Diretta che ha descritto un paese «in ostaggio dei pavoni». Tra le reazioni social, spicca quella di queste ore di Elettra Lamborghini, che si è offerta – tra il serio e faceto – di prenderli e aggiungerli alla sua colonia di pavoni.
Molti cittadini dichiarano di essere turbati dalla presenza dei grandi uccelli, ritenuti responsabili di danni ad abitazioni — tra coppi spostati e giardini rovinati — e ad automobili, colpite con il becco o imbrattate di escrementi. Durante il periodo degli accoppiamenti, un ulteriore disagio riguarderebbe la quiete, elemento che ha sempre contraddistinto la località balneare ravennate. «Si fatica a dormire di notte, con i pavoni che camminano sul tetto ed emettono versi molto rumorosi – racconta un residente –. Il silenzio è ormai un lontano ricordo e, con l’aumento delle temperature, si avverte anche uno sgradevole odore dovuto al guano».
La presenza di una colonia di pavoni a Punta Marina risale tra gli anni Ottanta e Novanta, probabilmente a seguito dell’introduzione di qualche unità da parte di un cittadino. Nel 2014 si contavano una decina di esemplari nell’area pinetale nei pressi dell’ex colonia dell’Aeronautica Militare. Il vero incremento si è registrato qualche anno dopo, favorito anche dal periodo di lockdown in piena pandemia Covid, con gli animali che hanno iniziato a occupare sempre più le vie del paese.
«Nonostante ciò, l’amministrazione comunale continua a sostenere la possibilità di una convivenza, attraverso l’accordo con l’associazione Clama, che prevede un rimborso spese di 8.100 euro per il triennio fino al 31 dicembre 2026 – dichiara Anna Greco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia –. Un accordo che appare però insufficiente ad affrontare il problema». Tra le attività previste dall’intesa del 2024 figurano la sensibilizzazione di residenti e turisti, la produzione di materiale informativo, la gestione di un indirizzo e-mail dedicato e gli interventi sul campo dell’esperto Paolo Fenati. «Manca completamente qualsiasi riferimento all’unica soluzione realmente efficace – prosegue Greco –: la delocalizzazione degli animali in aree idonee, nel rispetto del loro benessere ma anche dei diritti dei cittadini».
Di diverso avviso l’associazione di volontariato in favore degli animali Clama Odv, che smentisce, in primis, le cifre circolate: «La parte della convenzione relativa ai pavoni ammonta a soli 700 euro, a fronte di spese ben superiori. Come volontari conosciamo bene il territorio e ci confrontiamo quotidianamente con residenti, turisti e commercianti: la situazione è ben lontana da quella descritta da alcuni, con dichiarazioni talvolta al limite della legalità». Non tutti, infatti, vedono la presenza dei pavoni come un problema. Sono molti i residenti e soprattutto i turisti che ne apprezzano la bellezza, la maestosità e soprattutto la libertà riscontrabile in sole poche cittadine al mondo (una su tutte Finningley in Inghilterra). Secondo le stime dell’associazione, aggiornate al 2023, gli esemplari sarebbero circa 40, ma sarebbe impossibile fare un censimento accurato come pensato dal Comune. Proprio sull’Amministrazione punta il dito Clama Odv: «In questi anni il Comune è stato il grande assente della convenzione. Alle nostre richieste di confronto non abbiamo mai ricevuto risposta e ci auguriamo che non si stiano valutando interventi di spostamento o, peggio, dannosi per gli animali». L’associazione segnala anche un clima crescente di tensione: «Abbiamo letto sui social minacce e inviti a farsi giustizia da sé, con riferimenti a carabine. Stiamo valutando azioni legali: l’istigazione alla violenza e il maltrattamento di animali sono reati punibili penalmente, così come potrebbe esserlo la distruzione delle uova». Infine, l’appello degli attivisti: «Chiediamo a chi è favorevole alla presenza dei pavoni, esercenti compresi, di far sentire la propria voce. Invitiamo ancora una volta a non alimentarli nel centro abitato, per proteggerli. Il nostro progetto si chiama “Un percorso di civiltà” e faremo tutto il possibile perché prevalga il rispetto».



